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Al via la IT4LIA AI Factory: Bologna diventa uno dei principali centri europei per l’intelligenza artificiale

L’IT4LIA AI Factory, inaugurata al DAMA Tecnopolo di Bologna con un investimento di 420 milioni di euro, è una delle prime piattaforme europee dedicate all’intelligenza artificiale. L’iniziativa, sostenuta da UE, Governo e istituzioni italiane, consolida l’Italia come hub strategico per supercalcolo, big data e innovazione digitale.

Il lancio dell’IT4LIA AI Factory

L’IT4LIA AI Factory è una delle prime piattaforme europee interamente dedicate all’intelligenza artificiale. L’avvio del progetto è stato celebrato con un evento istituzionale di rilievo nazionale ed europeo, che ha visto la partecipazione della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, insieme a rappresentanti del mondo scientifico e industriale.

La giornata è iniziata con la visita alle infrastrutture del Tecnopolo gestite da Cineca e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ospitano strumenti di calcolo tra i più avanzati d’Europa: dal supercomputer Leonardo alla piattaforma cloud Gaia, fino ai futuri sistemi di calcolo quantistico e al data center INFN-CNAF.

Secondo Virkkunen, IT4LIA dimostra l’impegno dell’Italia verso la sovranità digitale e contribuisce a rendere l’Europa un continente leader per un’IA sicura ed etica. La ministra Bernini ha sottolineato il ruolo strategico del Tecnopolo, integrato con il Centro nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing, e ha evidenziato le opportunità per PMI, startup e pubbliche amministrazioni nei settori agroalimentare, manifatturiero e della cybersicurezza.

L’iniziativa conferma l’Emilia-Romagna come hub europeo del supercalcolo e della ricerca avanzata, generando opportunità concrete di sviluppo e lavoro qualificato. Anche il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Bruno Frattasi, ha ribadito come la Factory rappresenti un tassello chiave per l’autonomia tecnologica italiana.

Il progetto beneficia di un investimento di circa 420 milioni di euro, cofinanziato dalla Commissione europea e dal Governo italiano, con la collaborazione di Austria e Slovenia e il supporto di istituzioni e università italiane. Grazie a un modello a sportello unico, IT4LIA AI Factory offrirà accesso semplificato a dati e servizi avanzati, rafforzando la collaborazione tra ricerca, imprese e istituzioni e consolidando il ruolo dell’Italia come protagonista europea dell’intelligenza artificiale e del supercalcolo.

 

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Commissione UE: una nuova strategia per rafforzare le infrastrutture di ricerca e tecnologia europee

La Commissione europea ha presentato la nuova strategia per le infrastrutture di ricerca e tecnologia, con l’obiettivo di rafforzare la leadership scientifica e l’innovazione in Europa e renderle più accessibili a ricercatori, imprese e cittadini.

Le infrastrutture di ricerca e tecnologia, che spaziano dai laboratori avanzati agli impianti pilota, fino a grandi attrezzature come acceleratori di particelle e camere bianche, rappresentano la spina dorsale dell’ecosistema europeo di ricerca e innovazione. Esse supportano l’intero ciclo, dalla scienza di frontiera fino alle applicazioni di mercato, con impatti che vanno dall’intelligenza artificiale alle scienze della vita, dall’energia pulita ai materiali avanzati.

La nuova strategia si articola in cinque aree di azione:
  • Rafforzare l’ecosistema attraverso maggiori capacità, investimenti e digitalizzazione, con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale.
  • Semplificare l’accesso alle infrastrutture, anche per PMI e startup, tramite servizi integrati, accesso remoto e piattaforme digitali.
  • Attrarre e formare talenti, offrendo percorsi di carriera più solidi e opportunità di mobilità, in linea con l’iniziativa Choose Europe.
  • Migliorare la governance, favorendo decisioni di investimento di lungo periodo e un migliore coordinamento tra Stati membri.
  • Rafforzare la dimensione internazionale, attraverso la cooperazione con partner strategici e la diplomazia scientifica, garantendo al tempo stesso la sicurezza dei dati e la resilienza europea nelle tecnologie critiche.

Le infrastrutture di ricerca e tecnologia rappresentano tanto un motore di competitività industriale, quanto un pilastro per affrontare le grandi sfide sociali e sanitarie globali, contribuendo a sviluppare cure innovative, tecnologie mediche avanzate e soluzioni sostenibili per la salute dei cittadini europei.

 

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Discorso sullo Stato dell’Unione 2025: anunciate le priorità chiave

Durante il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione, tenutosi davanti al Parlamento europeo a Strasburgo il 10 settembre 2025, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha posto innovazione, ricerca e competitività al cuore della strategia per rafforzare l’indipendenza dell’Unione europea in un contesto globale sempre più instabile.

le Priorità Chiave annunciate nel discorso annuale sullo Stato dell’Unione

Von der Leyen ha parlato della creazione del nuovo Fondo per la Competitività e del raddoppio del budget di Horizon Europe, sottolineando l’urgenza di investire in tecnologie digitali e sostenibili per rafforzare la sovranità tecnologica e garantire la sicurezza dell’Europa.

Tra le misure presentate figurano una roadmap per il completamento del Mercato Unico entro il 2028, l’introduzione di una “quinta libertà” dedicata alla conoscenza e all’innovazione, e il lancio dello Scaleup Europe Fund per trattenere le start-up europee nei settori strategici come intelligenza artificiale, quantum e biotecnologie. La Commissione proporrà inoltre un Industrial Accelerator Act per i principali settori e tecnologie strategiche.

Centrale anche il tema dell’energia, con la proposta di una nuova iniziativa sulle infrastrutture elettriche e la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili russi.

La Commissione lancerà inoltre un pacchetto per attrarre ricercatori di alto profilo e una Global Health Resilience Initiative per rispondere tempestivamente a future crisi sanitarie.

Infine, la presidente von der Leyen ha inviato una lettera di intenti a Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e al primo ministro danese Mette Frederiksen, che detiene la presidenza del Consiglio. Nella lettera ha illustrato in dettaglio le azioni che la Commissione intende intraprendere nel corso del prossimo anno attraverso iniziative legislative e di altro tipo.

In particolare, al fine di sostenere la prosperità sostenibile e la competitività dell’Europa, sono state identificate le seguenti priorità fondamentali per il prossimo anno:

  • Tabella di marcia del mercato unico fino al 2028
  • Atto legislativo sull’accelerazione industriale
  • Pacchetti omnibus
  • 28° regime e atto legislativo europeo a favore dell’innovazione
  • Pacchetto sulle reti europee
  • Atto legislativo dell’UE sullo sviluppo del cloud e dell’IA

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Commissione UE: completata la proposta per il bilancio a lungo termine 2028-2034

La Commissione europea ha adottato un secondo pacchetto di sette proposte che completano il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (Multiannual Financial Framework – MFF) 2028–2034, del valore complessivo di quasi 2.000 miliardi di euro (1,26% del RNL dell’UE).

Un bilancio per priorità strategiche e nuove sfide

Il nuovo bilancio del MFF pone al centro la competitività, la sicurezza e la difesa, la decarbonizzazione e la sostenibilità, rafforzando al contempo la coesione economica, sociale e territoriale. La proposta introduce maggiore flessibilità per permettere all’UE di reagire rapidamente a circostanze impreviste e di adattare le risorse a nuove priorità politiche.

I programmi nei vari settori:

Le proposte legislative approvate includono:

  • il Single Market and Customs Programme (6,2 miliardi), rafforzato e semplificato, che sosterrà consumatori e imprese, riducendo oneri amministrativi e potenziando le statistiche ufficiali europee;
  • il Justice Programme (quasi 800 milioni), a supporto della cooperazione giudiziaria, della digitalizzazione dei sistemi e della tutela dello Stato di diritto;
  • il Programma Euratom di ricerca e formazione (9,8 miliardi fino al 2034), cruciale per la sicurezza nucleare, la protezione sanitaria, lo smaltimento delle scorie e lo sviluppo della fusione come fonte energetica sostenibile;
  • il nuovo Strumento per la cooperazione e lo smantellamento nucleare (1 miliardo) e il proseguimento del Programma Ignalina per la sicurezza dell’impianto lituano;
  • un rinnovato strumento per i Paesi e Territori d’Oltremare, inclusa la Groenlandia, con quasi 1 miliardo di euro;
  • il Programma Pericles V, per contrastare la contraffazione dell’euro e garantire l’integrità della moneta unica.
Caratteristiche salienti del nuovo bilancio

La Commissione sottolinea alcuni elementi qualificanti:

  • maggiore semplificazione e armonizzazione dei programmi, così da renderli più accessibili a cittadini e imprese;
  • rafforzamento della competitività industriale e tecnologica europea, con focus sulle filiere “critiche” e sulle tecnologie pulite;
  • strumenti mirati a livello nazionale e regionale attraverso i Partnership Plans, per un impatto più diretto e misurabile sui territori;
  • un pacchetto bilanciato di nuove risorse proprie per garantire entrate adeguate senza gravare sui bilanci nazionali.
Prossime tappe

La proposta di bilancio sarà ora discussa dal Consiglio, che dovrà approvarla all’unanimità, con il consenso del Parlamento europeo. Le decisioni sulle risorse richiederanno inoltre la ratifica di tutti gli Stati membri secondo le rispettive procedure nazionali.

 

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Funding Paper EHMA: Digitalizzazione dei percorsi di gestione dei farmaci ospedalieri in tutta Europa

Il Funding Paper dell’EHMA (European Health Management Association) mostra come i sistemi digitali possano migliorare la sicurezza, ridurre gli errori, aumentare l’efficienza e alleggerire la pressione sugli operatori sanitari. EHMA fa parte dell’Alleanza per la digitalizzazione dei percorsi di gestione dei farmaci negli ospedali EPACT (Alliance for the digitalisation of hospitals medication management pathways) e in questa pubblicazione descrive le principali opportunità di finanziamento dell’UE, tra cui Recovery and Resilience Facility, EU4Health, Digital Europe e i fondi della politica di coesione.

Il Funding Paper

Basandosi su iniziative come il Critical Medicines Act e casi di studio provenienti da Italia, Germania, Irlanda e Ucraina, il Funding Paper evidenzia le migliori pratiche per investire e modernizzare i sistemi ospedalieri ed invita le istituzioni dell’UE, i governi e i dirigenti ospedalieri ad agire con urgenza per:

  • Investire attraverso i programmi UE esistenti;
  • integrare la gestione digitale dei farmaci nello Spazio europeo dei dati sanitari;
  • diffondere soluzioni collaudate che riducano gli errori e liberino il personale per la cura dei pazienti.

Questo Funding Paper evidenzia l’urgente necessità di digitalizzare i percorsi di gestione dei farmaci negli ospedali e delinea i principali programmi di finanziamento dell’UE a sostegno di questo cambiamento. Poiché i sistemi sanitari sono sottoposti a una pressione crescente, la digitalizzazione è essenziale per migliorare la sicurezza dei pazienti, ridurre gli errori, aumentare l’efficienza e sostenere gli operatori sanitari.

Mentre altri settori della sanità digitale hanno compiuto progressi, i processi relativi ai farmaci ospedalieri rimangono in gran parte manuali, richiedendo tempo e risorse significative per l’ordinazione, lo stoccaggio, la distribuzione e il monitoraggio. Ciò crea inefficienze, aumenta il rischio di errori e aumenta il carico di lavoro del personale. Con circa 80 milioni di errori gravi nella somministrazione dei farmaci ogni anno in tutta Europa, sono urgentemente necessarie soluzioni intelligenti e basate sui dati.

Questo Funding Paper suggerisce come, nel marzo 2024, la Commissione europea abbia pubblicato una relazione strategica a sostegno della proposta di legge sui medicinali critici, identificando 260 medicinali critici, 29 dei quali sono altamente vulnerabili a causa dell’eccessiva dipendenza dai fornitori. La legge propone misure strutturali, normative e di politica industriale per rafforzare la resilienza e garantire l’accesso ai farmaci essenziali.

Il Funding Paper esamina anche come gli strumenti di finanziamento dell’UE, quali il dispositivo per la ripresa e la resilienza, EU4Health, Digital Europe e i fondi della politica di coesione, possano contribuire a modernizzare la gestione dei farmaci. Casi di studio provenienti da Italia, Germania, Irlanda e Ucraina illustrano le migliori pratiche in materia di investimenti strategici e attuazione.

 

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AI for Public Good: al via due bandi per tender su soluzioni di IA ad alto impatto sociale

L’AI Office della Commissione europea ha pubblicato due bandi (tender) volti a sostenere lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale capaci di produrre benefici concreti per la società. Le call, aperte dal 28 luglio al 22 settembre 2025, si inseriscono nel quadro delle politiche europee per un’innovazione tecnologica responsabile e orientata al bene pubblico.

IA per la salute: nuove prospettive per la diagnostica oncologica

Nel settore salute, l’intelligenza artificiale sarà messa al servizio della diagnosi precoce dei tumori, con particolare attenzione al carcinoma mammario e prostatico. I progetti finanziati dovranno dimostrare come modelli addestrati su dati europei possano migliorare l’imaging clinico senza comprometterne la sicurezza, aprendo la strada a progressi medici adattabili a diversi contesti.

Energia: IA per accelerare la transizione verde

Un secondo filone è dedicato al contributo dell’IA alla decarbonizzazione dei sistemi energetici. I progetti dovranno proporre soluzioni innovative per integrare in modo efficiente le energie rinnovabili nelle reti elettriche, rafforzando la resilienza e l’affidabilità dell’approvvigionamento anche in contesti con risorse limitate.

Ricostruzione: supporto alle comunità post-disastro

Il terzo ambito d’intervento riguarda la ricostruzione dopo emergenze e catastrofi naturali. Attraverso l’impiego di digital twin, i progetti dovranno consentire alle autorità locali di valutare i danni, pianificare interventi, stimare i costi e monitorare i lavori in modo trasparente e tracciabile.

 

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Strategie di stoccaggio e contromisure mediche UE per risposta alle crisi e sicurezza sanitaria

Il 9 luglio 2025 la Commissione europea ha lanciato due iniziative nell’ambito della sua agenda Preparedness Union: una strategia di stoccaggio dell’UE e una strategia di contromisure mediche. Entrambe le strategie sono volte a migliorare l’accesso ai beni essenziali per i cittadini e le società, le imprese e le economie europee, garantendo la continuità dei beni essenziali e delle forniture mediche salvavita in ogni momento, in particolare durante le crisi come i grandi blackout energetici, le catastrofi naturali, i conflitti o le pandemie.

Strategia di stoccaggio dell’UE: salvaguardare le forniture essenziali in vista delle crisi

La Strategia di stoccaggio dell’UE è stata concepita per garantire i beni essenziali – come cibo, acqua, petrolio, carburante e medicinali – in caso di crisi. Si tratta del primo approccio globale dell’UE alla costituzione di scorte.

Le azioni chiave della Strategia per le scorte comprendono:

  • l’istituzione di una rete di stoccaggio dell’UE con gli Stati membri per condividere le migliori pratiche, coordinare le scorte e sviluppare raccomandazioni comuni;
  • l’individuazione delle lacune e delle duplicazioni delle scorte attraverso la condivisione delle informazioni e il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri e l’UE;
  • l’espansione delle scorte a livello europeo per colmare le lacune di beni essenziali, con il sostegno di iniziative come rescEU per attrezzature mediche, ripari, generatori e altro;
  • il miglioramento dei trasporti e della logistica per una risposta rapida alle crisi;
  • la promozione di partenariati civili-militari, pubblico-privati e internazionali per massimizzare l’uso delle risorse in modo efficiente e tempestivo.
Strategia per le contromisure mediche: rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie

Con l’aumento dei focolai di malattia e la crescente resistenza agli antimicrobici, esacerbati dai cambiamenti climatici, dal deterioramento della biodiversità e degli ecosistemi e dalle sfide geopolitiche, la strategia dell’UE sulle contromisure mediche mira ad accelerare lo sviluppo, la produzione, la diffusione e l’accessibilità di strumenti medici salvavita.

Le azioni chiave della strategia comprendono:

  • far progredire i vaccini antinfluenzali di nuova generazione, i nuovi antibiotici contro la resistenza antimicrobica, gli antivirali per le malattie trasmesse da vettori e migliorare l’accesso alle contromisure CBRN;
  • potenziare l’intelligence e la sorveglianza sviluppando un elenco UE di contromisure mediche prioritarie, tabelle di marcia per la preparazione e sistemi sentinella UE/globali per le acque reflue;
  • accelerare l’innovazione attraverso l’acceleratore di contromisure mediche, i centri di R&S e l’espansione del programma HERA Invest;
  • garantire una produzione scalabile attraverso la capacità sempre più elevata di EU FAB e il nuovo partenariato RAMP UP;
  • migliorare l’accesso ai farmaci e la loro diffusione attraverso acquisti congiunti e il sostegno ai laboratori pronti all’uso;
  • rafforzare la cooperazione globale e la collaborazione intersettoriale, compresa la preparazione civile-militare, gli sforzi pubblico-privati, la preparazione dei cittadini e gli investimenti nella forza lavoro.

 

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Per accedere alla Q&A sulla strategia di stoccaggio si prega di consultare il seguente LINK.

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Commissione europea: presentata la proposta per il Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034

La Commissione europea ha presentato una proposta trasformativa per il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) di quasi 2.000 miliardi di euro per il periodo 2028-2034 per rafforzare la resilienza, la sicurezza, la competitività e l’inclusione sociale dell’UE. Finanziato da nuove fonti di reddito, pone l’accento su flessibilità, innovazione e preparazione alle crisi.

IL NUOVO QFP IN DETTAGLIO

La proposta per il prossimo QFP da parte della Commissione europea ammonta a quasi 2.000 miliardi di euro, pari all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’UE. Progettato per rispondere alle crescenti sfide geopolitiche ed economiche, il nuovo bilancio mira a rafforzare l’indipendenza, la resilienza e la prosperità dell’UE attraverso investimenti strategici.

Tra le priorità principali di questo QFP figurano: il rafforzamento della sicurezza, della difesa, della gestione della migrazione, dell’azione per il clima e della competitività. Una struttura di bilancio ridisegnata porterà maggiore flessibilità, strumenti finanziari più semplici e un sostegno mirato agli Stati membri attraverso piani di partenariato nazionali e regionali su misura.

Il bilancio propone anche fonti di nuove entrate. All’interno del QFP troviamo cinque nuove risorse proprie – tra cui i proventi dello scambio di emissioni (sia tramite le ETS che il CBAM), dei rifiuti elettronici e dei contributi delle imprese – che dovrebbero generare 58,5 miliardi di euro all’anno, riducendo la pressione sulle finanze nazionali.

Un nuovo Fondo europeo per la competitività (409 miliardi di euro) e un Horizon Europe (dal valore di 175 miliardi di euro) sosterranno le tecnologie pulite, la transizione digitale, la salute, le biotecnologie, la difesa e l’innovazione. Per rafforzare la preparazione alle crisi, sarà introdotto un meccanismo (di supporto se necessario) da 400 miliardi di euro, oltre a un maggiore sostegno all’agricoltura e alle aree rurali.

L’equità e l’inclusione sociale rimangono valori fondamentali, con il 14% degli stanziamenti nazionali destinati alla riduzione della povertà, all’occupazione e allo sviluppo delle competenze. I programmi Erasmus+ e AgoraEU sosterranno l’istruzione, i valori democratici e la diversità culturale.

Questo QFP mira a stanziare 200 miliardi di euro per le external action dell’UE, di cui 100 miliardi per l’Ucraina. Il bilancio triplica inoltre i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere, portandoli a 74 miliardi di euro.

 

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La Commissione semplifica le istruzioni per l’uso dei dispositivi medici per digitalizzare i sistemi sanitari

Gli operatori sanitari dell’UE possono ora ricevere istruzioni elettroniche per l’uso di dispositivi medici, invece che solamente tramite cartaceo, in maniera da modernizzare l’assistenza sanitaria, ridurre gli oneri e sostenere l’innovazione. La Commissione rivedrà anche i regolamenti e avvierà un gruppo di esperti, con aggiornamenti chiave previsti per dicembre.

Le nuove istruzione della Commissione

In seguito a un regolamento della Commissione europea presentato lo scorso 25 giungo, gli operatori sanitari potranno ora ricevere le istruzioni per l’uso dei dispositivi medici in formato elettronico, anziché esclusivamente su carta. Il regolamento si applica a tutti i dispositivi medici utilizzati dagli operatori sanitari all’interno dell’UE. Le versioni cartacee saranno ancora disponibili su richiesta. L’adozione di istruzioni elettroniche fa parte della più ampia iniziativa della Commissione per modernizzare l’assistenza sanitaria, sostenere la sostenibilità ambientale e ridurre le pressioni finanziarie e amministrative sui produttori di dispositivi. La misura ha ricevuto un ampio sostegno nelle recenti consultazioni con i professionisti e i rappresentanti dell’industria.

Questa notizia fa parte del lavoro che la Commissione sta portando avanti per snellire e migliorare le norme dell’UE in materia di dispositivi medici. La Commissione sta lavorando per adottare una decisione per istituire un gruppo di esperti che fornisca consulenza scientifica e clinica sui dispositivi destinati a piccole popolazioni di pazienti, come i bambini o i pazienti con malattie rare.

Si sta inoltre valutando il quadro normativo relativo, con l’obiettivo di rivedere la legislazione sui dispositivi medici e sulla diagnostica in vitro per ridurre gli oneri superflui e rendere i requisiti più efficienti in termini di costi e proporzionati. Ciò contribuirà a garantire una fornitura sicura di dispositivi per i pazienti dell’UE, sostenendo al contempo l’innovazione e stimolando la competitività del settore dei dispositivi medici dell’UE.

 

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Politica di Coesione UE: nuove priorità per affrontare le sfide attuali

I deputati della commissione per lo sviluppo regionale (Regional Development Committee) hanno approvato la proposta della Commissione di adattare le priorità della politica di coesione dell’UE nel periodo 2021-2027, introducendo al contempo alcune modifiche mirate per garantire il mantenimento dei principi fondamentali della politica di coesione.

Nuove priorità per la politica di coesione

Gli eurodeputati hanno appoggiato la proposta di introdurre nuovi obiettivi ai fondi di coesione, ossia le capacità industriali di difesa e la mobilità militare, la resilienza idrica, gli alloggi a prezzi accessibili, la decarbonizzazione e le infrastrutture energetiche. Hanno inoltre concordato di convogliare parte dei fondi verso la competitività dell’UE, in particolare verso la Piattaforma delle tecnologie strategiche per l’Europa (Strategic Technologies for Europe Platform, STEP), e di fornire un sostegno supplementare alle regioni dell’UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina.

In questa politica di coesione gli eurodeputati, nei loro emendamenti, vogliono dare priorità alle infrastrutture a duplice uso (adatte all’uso civile e militare) quando finanziano l’industria della difesa e la mobilità militare. Per quanto riguarda la gestione dell’acqua, vogliono ampliare la portata del sostegno per includere la gestione integrata dell’acqua (ad esempio, irrigazione e desalinizzazione). I deputati vogliono anche rendere la sostenibilità degli alloggi una priorità e consentire che i fondi siano destinati alla protezione delle infrastrutture energetiche critiche e delle infrastrutture di preparazione civile.

Per garantire che la politica di coesione si concentri sulla riduzione delle disuguaglianze interregionali, i deputati vogliono aggiornare le regole in modo che le grandi aziende possano accedere ai nuovi finanziamenti per la difesa e la decarbonizzazione solo nelle regioni meno sviluppate e in transizione. Hanno inoltre modificato una disposizione che consentirebbe alle grandi aziende di beneficiare del sostegno, specificando che ciò può avvenire solo se le aziende si impegnano a garantire l’occupazione locale. I deputati hanno aggiunto una misura che garantisce il consenso delle autorità locali e regionali per il trasferimento di fondi per lo sviluppo territoriale già pianificati ad altri scopi.

I deputati sottolineano che le nuove flessibilità non possono essere applicate ai fondi di coesione congelati in base al regolamento sulla condizionalità dell’UE per violazioni dei valori dell’UE o dello Stato di diritto.

 

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