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Meeting del Gruppo interregionale sulla salute e il benessere del CdR sull’intelligenza artificiale

In qualità di segretariato del Gruppo interregionale sulla salute e il benessere (Interregional Group on Health and Well-being, IRGHW) del Comitato delle Regioni, EUREGHA presenterà il 2 luglio p.v. il prossimo meeting del gruppo, dedicata al tema, attuale e in rapida evoluzione, dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari regionali.

Informazioni del meeting

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando l’assistenza sanitaria, favorendo diagnosi più rapide, trattamenti più personalizzati e una maggiore efficienza dei servizi sanitari. Tuttavia, in Europa, le regioni stanno adottando l’IA a ritmi diversi a seconda delle infrastrutture, della preparazione digitale, dei contesti normativi e della capacità di investimento. Questo meeting esplorerà come l’IA viene implementata nei sistemi sanitari regionali, evidenzierà le buone pratiche e identificherà le opportunità per una maggiore collaborazione e allineamento a livello europeo.

Punti chiave del meeting:

  • Discorso di apertura di Birgitta Sacrédeus, presidente dell’IRGHW.
  • Presentazione del Prof. Josep Redón, Direttore scientifico dell’INCLIVA Instituto de Investigación Sanitaria – panoramica dell’applicazione dell’IA nel campo della salute come sfida principale in Europa per realizzare realmente lo Spazio europeo dei dati sanitari.
  • Prospettive regionali da parte di Ulrick Skipper Espelund, professore dell’Università di Aarhus, su come colmare il gap di implementazione con un metodo di utilizzo dei dati in tempo reale – esempi dal progetto SOFUS.
  • Discussione con i membri dell’IRGHW e gli stakeholders.

 

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COST: approvate 70 nuove Azioni di ricerca

Il comitato direttivo dell’European Cooperation in Science and Technology (COST) ha approvato e confermato il finanziamento di 70 nuove Azioni. L’avvio ufficiale di queste reti di ricerca, ovvero la prima riunione del Comitato di gestione, avrà luogo tra settembre e novembre 2025.

Le nuove Azioni COST

Queste 70 nuove Azioni di COST partono già con dati molto promettenti:

  • 1 proponente principale su 3 è un giovane ricercatore o innovatore;
  • il 40% dei proponenti principali sono donne;
  • il 70% delle reti include già partner dell’industria o delle PMI;
  • il 37% dei proponenti principali proviene da un Paese Obiettivo per l’Inclusività;
  • 73 Paesi di tutti e 6 i continenti sono rappresentati tra le reti finanziate.

Come indicatore di multidisciplinarità, il 51% di tutte le Azioni riguarda almeno due settori scientifici e tecnologici dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), mentre il 21% copre almeno tre settori.

In queste Azioni COST, le scienze naturali sono il campo scientifico più rappresentato (51% delle Azioni), seguite dalle scienze mediche e sanitarie (37%), dall’ingegneria e dalla tecnologia (31%), dalle scienze sociali (27%), dalle scienze umane (14%) e dalle scienze agricole (11%). I sottocampi particolarmente rappresentati in questo bando sono la matematica, l’ingegneria chimica, la medicina clinica e le arti.

Il tasso di successo per le domande di questo bando aperto (OC-2024-1) è dell’8,3%.

Le 70 nuove Azioni COST coprono temi molto diversi tra loro, come i tumori gastrointestinali, il priming delle sementi per aumentare la resilienza delle colture, la diplomazia scientifica, la conservazione del patrimonio culturale, la trasformazione dei rifiuti alimentari in fibre sostenibili e i fumetti per la scienza.

 

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digital health

Primo incontro della Rete dei laboratori di riferimento dell’Unione europea

Il 22-23 maggio 2025, l’ECDC e la Direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare hanno ospitato a Lussemburgo una riunione della neonata Rete di laboratori di riferimento dell’Unione europea per la salute pubblica (EURL-PH).

IN COSA CONSISTE LA RETE DI LABORATORI

La rete è attualmente composta dai primi nove laboratori di riferimento dell’UE per la salute pubblica designati dalla Commissione europea in collaborazione con l’ECDC.

L’evento di due giorni ha riunito esperti della Commissione europea, dell’ECDC, dell’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale e dei coordinatori EURL per rafforzare la collaborazione, stabilire pratiche di coordinamento e definire le priorità per il sostegno ai laboratori in tutta l’UE. In totale, 56 esperti di laboratorio hanno unito le forze in questo incontro storico.

Questo incontro ha segnato una passo importante negli sforzi congiunti dell’Unione europea in materia di preparazione alla sicurezza sanitaria, poiché l’EURL-PH rafforzerà la capacità di laboratorio dell’UE e svolgerà un ruolo chiave nell’anticipazione e nell’individuazione precoce di focolai di malattie trasmissibili.

 

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digital health Salute Globale

Horizon Europe 2026-2027: prime anticipazioni sulle priorità di ricerca divisi in cluster

La bozza del Work Programme 2026-27 di Horizon Europe delinea le priorità in materia di salute, sicurezza, clima e innovazione digitale, con forte attenzione all’intelligenza artificiale, alla resilienza climatica e alla competitività dell’UE. Nuovi bandi mirano a ridurre le lacune regionali in materia di ricerca e innovazione e a promuovere l’integrità democratica, la biodiversità e l’industria pulita.

I CLUSTER DEL NUOVO WORK PROGRAMME

Il Work Programme di Horizon Europe 2026-27 ha suddiviso le principali priorità di ricerca in sei cluster tematici, con particolare attenzione alla resilienza climatica, alle tecnologie digitali e alla competitività dell’UE.

Il Cluster 1: Salute dà priorità alle sfide sanitarie legate al clima, alle soluzioni di salute digitale, in particolare all’intelligenza artificiale, e al loro impatto sulla salute mentale dei giovani. Promuove inoltre un accesso equo all’assistenza sanitaria attraverso strategie di approvvigionamento innovative.

Il Cluster 2: Cultura, creatività e società inclusiva pone l’accento sulla salvaguardia della democrazia in mezzo a crescenti minacce autocratiche, sulla lotta alla violenza di genere e sulla protezione dell’integrità elettorale nell’era digitale. L’indipendenza dei media e l’innovazione guidata dall’intelligenza artificiale nella cultura e nell’istruzione sono anch’esse centrali, insieme agli sforzi per combattere la povertà infantile e promuovere lo sviluppo delle competenze.

Il Cluster 3: Sicurezza civile per la società si occupa di criminalità organizzata, terrorismo e minacce informatiche. I ricercatori sono incaricati di migliorare le tecnologie di sicurezza civile, sviluppare credenziali di viaggio digitali e prevenire l’uso improprio di tecnologie emergenti come l’informatica quantistica. Sono inoltre previste capacità di risposta ai disastri e di gestione delle crisi.

Il Cluster 4: Digitale, Industria e Spazio continua a sostenere la circolarità industriale, la transizione verso l’energia pulita e lo sviluppo di tecnologie per le materie prime. L’intelligenza artificiale nel settore manifatturiero rimane un punto focale.

Il Cluster 5: Clima, energia e mobilità si concentra sulla comprensione degli impatti climatici sui sistemi naturali e umani e mira a ridurre il consumo di energia e la dipendenza dell’Europa dalle materie prime esterne. Lo sviluppo di batterie di nuova generazione e l’innovazione industriale pulita sono in primo piano.

Il Cluster 6: Cibo, Bioeconomia, Agricoltura e Ambiente sostiene la ricerca sulla biodiversità, l’agricoltura resiliente e i sistemi alimentari. Gli inviti riguardano anche i rischi di contaminazione e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle economie rurali e forestali.

Infine, il programma Widening cerca di colmare i divari di ricerca e innovazione tra le regioni dell’UE, con nuovi inviti a sostenere i centri di collaborazione e le infrastrutture di gestione della ricerca.

 

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Incontro sulla sicurezza informatica in sanità: rafforzare la prontezza regionale attraverso l’azione dell’UE

Il Gruppo interregionale per la salute e il benessere (Interregional Group on Health and Well-beingIRGHW) del Comitato europeo delle regioni si è riunito lo scorso 14 maggio 2025 per discutere il nuovo piano d’azione dell’UE sulla sicurezza informatica nella sanità, concentrandosi su prevenzione, finanziamenti e attuazione regionale. L’approccio della Scozia e le discussioni più ampie dell’UE hanno evidenziato la necessità di competenze, coordinamento e investimenti per costruire sistemi sanitari resilienti.

I RISULTATI DELL’INCONTRO

Il Gruppo interregionale per la salute e il benessere del Comitato europeo delle regioni, con il supporto di EUREGHA, ha tenuto un incontro fondamentale per discutere la sfida urgente della sicurezza informatica nell’assistenza sanitaria. La sessione ha fatto seguito al lancio del Piano d’azione della Commissione europea sulla sicurezza informatica nella sanità, avvenuto all’inizio dell’anno.

È stato presentato il piano d’azione che affronta l’aumento degli incidenti informatici nel settore sanitario. Questo piano d’azione si concentra sull’intero ciclo della cybersicurezza, dalla prevenzione alla deterrenza, attraverso strumenti, meccanismi di coordinamento e finanziamenti. L’attuazione regionale è centrale, con i Fondi strutturali e di investimento europei che sostengono gli sforzi locali in materia di cybersicurezza.

Durante l’incontro, è stato fatto notare come la Scozia, con la sua vasta infrastruttura sanitaria, abbia dato priorità agli audit, allo sviluppo di capacità e ha istituito il Cyber Centre of Excellence a Dundee per formare i futuri professionisti. Anche lo Scottish Cyber Coordination Centre svolge un ruolo fondamentale nel centralizzare le funzioni chiave della cybersecurity.

L’incontro ha dato vita a discussioni più ampie sulla preparazione al digitale. Tra i punti chiave emersi spicca la necessità di aggiornare il personale sanitario, di migliorare l’accesso ai finanziamenti e di migliorare la cooperazione transfrontaliera. I partecipanti hanno sottolineato l’urgenza di standard condivisi, di uno scambio di conoscenze e di un’azione coesa per rafforzare le difese digitali dell’Europa nel settore sanitario.

 

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Policy Brief OMS: Affrontare i determinanti digitali della salute mentale e del benessere dei giovani

L’OMS segnala tramite un policy brief come le piattaforme digitali comportino rischi crescenti per la salute mentale dei giovani e sollecita un’azione immediata e coordinata per creare spazi online più sicuri e solidali. I governi, l’industria e le comunità devono dare priorità al benessere digitale, alla partecipazione dei giovani e a una regolamentazione più forte per proteggere la prossima generazione.

IL POLICY BRIEF

L’ambiente digitale – compresi i social media e le piattaforme basate sull’intelligenza artificiale – presenta rischi significativi per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti della Regione europea dell’OMS, secondo un nuovo policy brief dell’OMS/Europa.

Intitolato Affrontare i determinanti digitali della salute mentale dei giovani (Addressing the digital determinants of youth mental health and well-being), il documento esorta i governi e la società civile ad agire ora per rendere gli spazi digitali più sicuri, più sani e più inclusivi per i giovani. Il policy brief evidenzia come le piattaforme digitali influenzino la salute mentale dei giovani con la stessa forza delle scuole o delle famiglie, ma non abbiano le stesse tutele.

L’uso della tecnologia ha effetti sia positivi che negativi sulla salute mentale, ma i giovani più vulnerabili – quelli con patologie preesistenti, con background emarginati o colpiti da discriminazioni di genere – affrontano i rischi online più elevati. Questi includono il cyberbullismo, l’esposizione a contenuti dannosi e l’uso improprio dei dati, tutti aggravati da algoritmi non regolamentati e da una limitata responsabilità del settore.

Il policy brief evidenzia come la mancanza di consenso sulla responsabilità sia una sfida fondamentale. Mentre alcuni Paesi enfatizzano i controlli dei genitori o i quadri normativi, pochi coinvolgono i giovani o il settore sanitario nello sviluppo delle politiche. L’OMS esorta i Paesi ad adottare politiche basate sull’evidenza e applicabili e a spostare l’onere della prova dai danni alla sicurezza.

Sono state raccomandate otto azioni politiche urgenti nel policy brief, tra cui rendere il benessere digitale una priorità per la salute pubblica, regolamentare le funzioni dannose delle piattaforme, sostenere la governance guidata dai giovani e responsabilizzare l’industria tecnologica.

 

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digital health

Studio OMS: l’IA per migliorare la comunicazione del rischio e la gestione delle informazioni

L’intelligenza artificiale può aiutare le autorità sanitarie pubbliche a combattere la disinformazione e a migliorare la comunicazione in caso di emergenza, adattando i messaggi e individuando le narrazioni dannose, ma un uso etico e una forte governance sono essenziali per evitare rischi come pregiudizi e disuguaglianze. Per questo motivo il nuovo studio dell’OMS/Europa e dell’Università di Zurigo spinge ad usare in maniera responsabile e inclusiva l’IA.

LO STUDIO

L’intelligenza artificiale (IA) può supportare le autorità sanitarie pubbliche nella gestione dei rischi e nella lotta alla disinformazione durante le emergenze sanitarie, secondo un nuovo studio dell’Università di Zurigo e dell’OMS/Europa, pubblicato su BMJ Global Health. Lo studio è la prima valutazione internazionale e multidisciplinare del ruolo dell’IA nella comunicazione del rischio, nel coinvolgimento della comunità e nella gestione dell’infodemia (risk communication, community engagement and infodemic management (RCCE-IM)).

Un gruppo di 54 esperti provenienti da 27 Paesi ha valutato come l’IA possa migliorare le comunicazioni di emergenza. I vantaggi principali includono l’adattamento dei messaggi sanitari a popolazioni specifiche, la risposta alle preoccupazioni del pubblico in tempo reale e l’aumento della portata e dell’inclusività dei messaggi, soprattutto in contesti multilingua e poco serviti. L’intelligenza artificiale potrebbe svolgere un ruolo trasformativo nell’identificare precocemente le narrazioni dannose e nel promuovere informazioni accurate e culturalmente rilevanti.

Tuttavia, lo studio sottolinea l’importanza della governance etica. È necessario affrontare rischi come i pregiudizi degli algoritmi, le violazioni della privacy e l’aggravarsi delle disuguaglianze sanitarie. Messaggi poco mirati o dati utilizzati in modo improprio possono involontariamente danneggiare gruppi vulnerabili o amplificare significativamente la disinformazione.

Lo studio raccomanda framework chiari, progettazione inclusiva, formazione per gli operatori sanitari e coordinamento globale per guidare l’uso etico dell’IA. Lo studio è in linea con la strategia Preparedness 2.0 dell’OMS/Europa e con il Piano d’azione regionale per la salute digitale 2023-2030, che danno entrambi priorità alla governance digitale e alla resilienza infodemica.

 

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Altro

Conferenza scientifica per il 30° anniversario dell’EMA: medicinali, regolamentazione e futuro

Il 25 giugno 2025 l’European Medicines Agency (EMA) terrà una conferenza scientifica per il suo 30° anniversario.

LA CONFERENZA

La conferenza scientifica dell’EMA intende celebrare tre decenni di risultati e progressi innovativi nel campo della medicina e della scienza regolatoria. L’evento riunirà i principali partner e stakeholder, tra cui i rappresentanti delle istituzioni e delle agenzie europee, la rete europea di regolamentazione dei farmaci, i partner internazionali, le organizzazioni dei pazienti e degli operatori sanitari, le organizzazioni industriali, il governo olandese e altri ospiti per discutere le ultime tendenze, innovazioni e sfide nel campo della regolamentazione dei farmaci e della salute pubblica e animale.

Il workshop sarà trasmesso in diretta e la registrazione sarà successivamente resa disponibile sul sito web dell’EMA.

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Salute Globale

OMS: l’iniziativa globale “Preparazione e resilienza alle minacce emergenti” (PRET)

Le malattie respiratorie sono causate da virus, batteri o funghi che infettano i polmoni e si diffondono facilmente tra le persone. Sebbene per alcuni agenti patogeni esista un’immunità, nuovi ceppi possono scatenare pandemie globali, come si è visto con il COVID-19. Conoscere questi agenti patogeni e disporre di solidi piani di preparazione è fondamentale per ridurre i rischi e gli impatti di future pandemie.

LA PRET ED IL SUO RUOLO

Gli insegnamenti tratti dalle pandemie passate hanno dato forma all’iniziativa Preparedness and Resilience for Emerging Threats (PRET) (Preparazione e resilienza alle minacce emergenti). Lanciata dall’OMS, PRET mira a rafforzare la preparazione alle pandemie attraverso quattro principi guida: garantire la prontezza operativa a livello nazionale, adattare gli approcci globali ai contesti regionali, promuovere la collaborazione globale e adottare un approccio multisettoriale.

PRET sottolinea che i sistemi, gli strumenti e le conoscenze condivise possono essere applicati a tutti i gruppi di agenti patogeni, in particolare a quelli di natura respiratoria. L’iniziativa promuove l’equità, l’inclusività e l’azione coordinata.

Il primo modulo PRET, lanciato nell’aprile 2023, si è concentro sugli agenti patogeni respiratori a causa della loro elevata trasmissibilità. L’OMS/Europa ha introdotto la PRET attraverso workshop e incontri in 48 Paesi, aiutando le nazioni a rivalutare la loro preparazione alle pandemie. I Paesi stanno aggiornando i piani nazionali per chiarire i ruoli degli stakeholder, migliorare la distribuzione dei vaccini, implementare i sistemi di sorveglianza e coinvolgere le comunità negli sforzi di comunicazione.

Testare i piani di preparazione è fondamentale. Le esercitazioni di simulazione (Simulation exercises (SimEx)) identificano i punti deboli, migliorano il coordinamento e rafforzano la capacità di risposta. La PRET è allineata con il PIP (Pandemic Influenza Preparedness) Framework dell’OMS, che sostiene la pianificazione delle pandemie, la sorveglianza dei virus e l’accesso equo ai vaccini. I contributi attraverso il PIP Framework aiutano a migliorare la preparazione globale investendo in aree chiave come la capacità normativa, la pianificazione e la protezione della comunità.

Insieme, la PRET e il PIP Framework garantiscono che i Paesi siano meglio equipaggiati per affrontare future pandemie respiratorie con resilienza e coordinamento.

 

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OMS: nuovo rapporto sulla forza lavoro infermieristica

Secondo il rapporto State of the World’s Nursing 2025 redatto dall’OMS, e dal Consiglio Internazionale degli Infermieri (Council of Nurses) e dei partner, la forza lavoro infermieristica globale è cresciuta da 27,9 milioni nel 2018 a 29,8 milioni nel 2023. Tuttavia, nonostante questa crescita, persistono notevoli disparità: il 78% degli infermieri lavora in Paesi che rappresentano solo il 49% della popolazione mondiale. Questa situazione ostacola i progressi verso la copertura sanitaria universale, la sicurezza sanitaria globale e gli obiettivi di sviluppo.

Il rapporto dell’oms SULLA FORZA LAVORO INFERMIERISTICA

Il rapporto attraverso un’analisi completa e aggiornata della forza lavoro infermieristica a livello globale, raccoglie le informazioni provenienti dai 194 Stati membri dell’OMS attraverso i National Health Workforce Accounts e rivela complesse disparità tra paesi, regioni e contesti socioeconomici.

Il documento evidenzia una riduzione globale della carenza di infermieri, da 6,2 milioni nel 2020 a 5,8 milioni nel 2023, con proiezioni che indicano un ulteriore calo entro il 2030. Tuttavia, questi progressi rimangono disomogenei tra i Paesi.

Infatti, i Paesi a basso e medio reddito devono far fronte a problemi di formazione e mantenimento degli infermieri, mentre i Paesi ad alto reddito devono affrontare l’invecchiamento della forza lavoro e la loro dipendenza da infermieri formati all’estero, che rappresentano il 23% della loro forza lavoro infermieristica.

L’equità di genere rimane centrale: le donne rappresentano l’85% degli infermieri a livello globale. Inoltre, se da un lato il 33% degli infermieri ha meno di 35 anni, dall’altro i pensionamenti interesseranno presto molti Paesi ad alto reddito, con il rischio di creare lacune nell’assistenza e nella qualità delle cure.

Il rapporto mostra anche che il 62% dei Paesi riconosce ora i ruoli infermieristici avanzati, migliorando l’accesso e la qualità delle cure. Tuttavia, lo sviluppo della leadership e il sostegno alla salute mentale per gli infermieri sono ancora carenti: solo il 42% dei Paesi offre disposizioni in materia di salute mentale. Per affrontare questi problemi, sono state delineate le priorità politiche per il periodo 2026-2030, tra cui l’espansione dei posti di lavoro nel settore infermieristico, il miglioramento dell’istruzione, la promozione dell’equità retributiva, il sostegno al benessere, l’avanzamento della regolamentazione e la garanzia di eque opportunità di leadership.

 

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