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Salute mentale

Nuova Fact Sheet informativa dell’OMS Europa sulla salute mentale

La salute mentale rappresenta una componente fondamentale della salute e del benessere delle persone ed è oggi una priorità crescente per i sistemi sanitari europei. L’Ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization (OMS) ha pubblicato una nuova fact sheet informativa sulla salute mentale, che offre una panoramica aggiornata dei principali dati e delle sfide che interessano la Regione europea.

Secondo l’OMS, circa una persona su sei nella Regione europea – circa 140 milioni di persone – vive con una condizione di salute mentale. I disturbi mentali comprendono un ampio spettro di condizioni che possono influenzare il modo in cui le persone pensano, percepiscono la realtà, gestiscono le emozioni o interagiscono con gli altri.

Nonostante l’elevato impatto sulla salute e sulla qualità della vita, l’accesso ai servizi rimane ancora limitato e molte persone con disturbi mentali non ricevono il supporto o il trattamento adeguato: fino a una persona su tre con una condizione di salute mentale non riceve il trattamento necessario, mentre tra le persone con psicosi, circa una su quattro non riceve alcuna forma di assistenza formale..

La fact sheet evidenzia inoltre il forte impatto della salute mentale sulla mortalità. Nella Regione europea dell’OMS oltre 120mila persone muoiono ogni anno per suicidio, pari a più di 300 decessi al giorno. Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, evidenziando la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e i servizi di supporto psicologico.

L’OMS sottolinea come la salute mentale sia influenzata da molteplici fattori, tra cui condizioni socio-economiche, ambiente di vita, relazioni sociali, lavoro, istruzione e accesso ai servizi sanitari.

Gli adolescenti sono particolarmente esposti ai rischi digitali: secondo i dati riportati nella fact sheet, oltre l’11% degli adolescenti segnala comportamenti problematici legati all’uso dei social media, un fenomeno che può influenzare negativamente il benessere psicologico.

La solitudine rappresenta un fattore di rischio crescente e l’OMS evidenzia livelli significativi di isolamento sociale: il 28% delle ragazze di 15 anni riferisce di sentirsi sola, mentre circa una persona su quattro oltre i 60 anni segnala sentimenti di solitudine.

Per questo motivo, la promozione del benessere mentale richiede un approccio multisettoriale, che coinvolga non solo il settore sanitario ma anche politiche sociali, educative e del lavoro.

SALUTE MENTALE E SISTEMI SANITARI: LE PRIORITÀ PER IL FUTURO

La nuova fact sheet evidenzia come il rafforzamento della salute mentale richieda sistemi sanitari più accessibili, inclusivi e orientati alla comunità. In molti Paesi europei i servizi di salute mentale sono ancora concentrati in strutture specialistiche o ospedaliere, mentre l’OMS promuove modelli di assistenza basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria.

Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’accesso ai servizi, la riduzione dello stigma e della discriminazione associati ai disturbi mentali, il rafforzamento delle politiche pubbliche e la promozione della prevenzione lungo tutto l’arco della vita. L’OMS evidenzia, inoltre, l’importanza di coinvolgere attivamente le persone con esperienza diretta di disturbi mentali, le comunità e le organizzazioni della società civile nello sviluppo delle politiche e dei servizi.

Il tema della salute mentale è al centro di numerose iniziative europee e rappresenta un ambito sempre più rilevante anche per le politiche sanitarie nazionali. La fact sheet sottolinea la necessità di rafforzare modelli di assistenza alla salute mentale basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria, promuovendo servizi più accessibili e vicini alle persone.

 

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Edizione 2026 del Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca”

Il Premio “Lombardia è Ricerca“torna anche nel 2026 con una nuova edizione dedicata alle scoperte scientifiche più significative nell’ambito delle Scienze della Vita.

Promosso da Regione Lombardia, il Premio rappresenta uno dei riconoscimenti internazionali più rilevanti nel panorama della ricerca biomedica, con una dotazione complessiva di 1 milione di euro destinata a valorizzare contributi scientifici di particolare impatto e a sostenere lo sviluppo di nuove linee di ricerca.

Per l’edizione 2026 il tema scelto è “Medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data”, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare ricerche in grado di anticipare l’insorgenza e l’evoluzione delle malattie attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e l’analisi di grandi quantità di dati. In particolare, gli ambiti di interesse individuati includono:

  • intelligenza artificiale, machine learning e modelli predittivi, applicati all’analisi dei dati sanitari e alla previsione dei rischi di malattia;

  • genomica, epigenomica e biomarcatori predittivi, finalizzati all’identificazione precoce di condizioni patologiche;

  • digital health e sistemi di monitoraggio continuo, utili per raccogliere e analizzare dati clinici e comportamentali nel tempo.

Le candidature al Premio Lombardia è Ricerca possono essere presentate da scienziati di qualsiasi nazionalità che abbiano una produzione scientifica significativa, comprovata da un h-index – indice bibliometrico utilizzato per valutare l’impatto della produzione scientifica di un ricercatore – pari almeno a 50.

Le candidature possono essere presentate in forma individuale o congiunta; nel caso di candidature collettive è richiesto che almeno uno dei ricercatori coinvolti possieda il requisito dell’h-index pari a 50. Sono inoltre ammesse autocandidature.

Oltre alla valorizzazione dei risultati scientifici già ottenuti, il Premio richiede ai candidati di presentare anche un progetto di ricerca traslazionale finalizzato a consolidare e sviluppare ulteriormente le proprie attività scientifiche. Tale progetto dovrà essere realizzato in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati con sede in Lombardia, con l’obiettivo di favorire il trasferimento delle conoscenze scientifiche verso applicazioni concrete in ambito sanitario.

Premio Lombardia è Ricerca: candidatura e assegnazione

Le candidature per il Premio Lombardia è Ricerca 2026 possono essere presentate dal 2 marzo al 16 giugno 2026 attraverso la piattaforma dedicata. Il processo di selezione mira a individuare scoperte scientifiche di elevato valore e con un impatto potenziale significativo sulla salute e sulla medicina del futuro.

Il Premio prevede una distribuzione delle risorse finalizzata sia alla valorizzazione dei risultati scientifici sia al sostegno della ricerca futura. In particolare, il 30% del premio sarà assegnato al vincitore o ai vincitori, mentre il restante 70% sarà destinato al finanziamento del progetto di ricerca traslazionale associato alla candidatura.

Questo meccanismo consente di rafforzare il legame tra eccellenza scientifica e sviluppo di nuove attività di ricerca applicata, promuovendo al tempo stesso la collaborazione con il sistema della ricerca lombardo.

La cerimonia di premiazione si terrà il 10 novembre 2026 presso il Teatro alla Scala di Milano, nell’ambito della Giornata della Ricerca di Regione Lombardia, iniziativa istituita per valorizzare il contributo della ricerca scientifica allo sviluppo sociale ed economico.

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I3 Instrument Observatory: online il nuovo hub dati sui progetti I3

L’I3 Instrument Observatory è il nuovo hub informativo dedicato ai progetti finanziati nell’ambito dell’Interregional Innovation Investments (I3) Instrument, l’iniziativa della Commissione europea che sostiene investimenti interregionali in innovazione.

L’I3 Instrument Observatory mette a disposizione una dashboard interattiva che consente di consultare dati e informazioni sui progetti finanziati, sui partner coinvolti e sugli ambiti di intervento sostenuti dallo strumento.

Sviluppato nell’ambito della I3 Instrument Support Facility, l’I3 Instrument Observatory ha l’obiettivo di migliorare l’accesso ai dati e la comprensione dei risultati generati dalle iniziative finanziate, offrendo a policy maker, autorità regionali, imprese e altri attori degli ecosistemi dell’innovazione uno strumento utile per monitorare l’evoluzione dei progetti sostenuti dall’I3 Instrument.

L’I3 Instrument sostiene progetti che promuovono la cooperazione tra regioni europee nello sviluppo di soluzioni innovative vicine al mercato, rafforzando la collaborazione tra ecosistemi regionali dell’innovazione e favorendo la crescita di catene del valore europee in linea con le strategie di smart specialisation (S3).

I3 INSTRUMENT OBSERVATORY: DATI E ANALISI PER LA COOPERAZIONE INTERREGIONALE

Attraverso l’I3 Instrument Observatory, gli utenti possono esplorare in modo interattivo i dati relativi ai progetti finanziati. La piattaforma mette infatti a disposizione una dashboard dedicata che consente di consultare informazioni sui progetti, sui partner coinvolti e sui settori di intervento sostenuti dall’iniziativa.

In particolare, la dashboard consente di filtrare i progetti per Paese, settore tematico e tipologia di partecipanti, facilitando l’analisi della partecipazione delle diverse regioni europee alle iniziative sostenute dall’I3 Instrument. Attraverso il filtro geografico è possibile, ad esempio, selezionare l’Italia e visualizzare i progetti che coinvolgono organizzazioni italiane all’interno dei consorzi interregionali finanziati.

Questa funzionalità consente quindi di individuare rapidamente i progetti I3 che includono partner italiani e le organizzazioni nazionali coinvolte, offrendo uno strumento utile per policy maker, autorità regionali, cluster, università e imprese interessati a monitorare la partecipazione ai progetti e a individuare potenziali opportunità di collaborazione.

Grazie alla disponibilità di dati e analisi sui progetti sostenuti, l’I3 Instrument Observatory contribuisce a rafforzare la comprensione degli effetti dello strumento e delle opportunità di collaborazione tra territori, supportando le attività di policy e la diffusione di buone pratiche nell’ambito degli investimenti interregionali in innovazione.

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Altro

Bilancio annuale UE 2027: il Consiglio definisce gli orientamenti

Il bilancio annuale UE 2027 è al centro delle conclusioni approvate dal Consiglio dell’Unione Europea, che ha definito gli orientamenti politici per la preparazione del progetto di bilancio dell’Unione per il prossimo anno, ultimo esercizio annuale prima della chiusura dell’attuale Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027.

Nelle sue conclusioni, il Consiglio ribadisce che il bilancio UE per il 2027 dovrà sostenere le priorità politiche di lungo termine dell’Unione, assicurando che le risorse finanziarie siano adeguate alla realizzazione degli obiettivi condivisi. Il documento sottolinea l’importanza di continuare a mostrare la solidarietà dell’UE, in particolare verso il popolo ucraino e le crisi correlate, garantendo al contempo una gestione prudente e realistica delle risorse economiche disponibili.

In questo contesto, il Consiglio evidenzia che il bilancio deve rimanere sotto i massimali stabiliti dal QFP, lasciando margini sufficienti per affrontare circostanze impreviste e rispondere alle principali sfide dell’Unione. Allo stesso tempo, le risorse stanziate dovranno essere adeguate a sostenere l’attuazione dei programmi dell’UE e a finanziare le priorità concordate nel QFP riveduto per il periodo 2021-2027.

Il Consiglio invita inoltre la Commissione europea a tener conto dell’accordo raggiunto per i bilanci annuali 2025 e 2026 con riguardo alle risorse necessarie per i pagamenti degli interessi relativi allo strumento NextGenerationEU qualora non possano essere coperti dall’attuale linea di bilancio.

Bilancio annuale UE 2027: cosa significa per le politiche europee

Il bilancio annuale dell’Unione Europea rappresenta lo strumento attraverso cui vengono programmate le spese e le entrate dell’UE per un esercizio finanziario annuale. Deve essere predisposto dalla Commissione, e successivamente concordato da Consiglio e Parlamento europeo, entro i limiti del Quadro Finanziario Pluriennale.

Il lavoro svolto oggi dal Consiglio costituisce una tappa chiave nel processo di formazione del bilancio UE 2027, fornendo alla Commissione indicazioni politiche chiare per la predisposizione del progetto di bilancio. La definizione degli orientamenti è infatti fondamentale per assicurare che i fondi disponibili siano allineati alle priorità dell’Unione e per garantire una gestione finanziaria responsabile e coerente con gli obiettivi strategici europei.

In questo processo, il bilancio annuale rimane uno strumento essenziale per finanziare programmi e azioni in ambiti che spaziano dalle politiche di coesione alla ricerca, dalla competitività alla solidarietà europea, in linea con le scelte politiche condivise tra Stati membri e istituzioni.

Per approfondire esempi di utilizzo dei fondi e le opportunità derivanti dai programmi UE 2021-2027, è disponibile il portale CruSEU del ProMIS, ricco di risorse e strumenti per stakeholder italiani impegnati nei fondi e nei programmi comunitari.

 

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digital health

Horizon Europe: 3 nuove opportunità SSH nel Work Programme digitale 2026–27

Il documento Opportunities for Researchers from the Social Sciences and Humanities (SSH) in Horizon Europe evidenzia le opportunità nel Work Programme 2026–2027 per le discipline delle Scienze Sociali e Umane (SSH), con particolare focus sulle call del Cluster 4 – Digital del Programma quadro Horizon Europe.

La nuova edizione del documento, elaborata dalla rete Net4Society in collaborazione con Idealist2027 e altri progetti NCP, raccoglie e organizza i topic nei quali è prevista una rilevante integrazione delle competenze di tipo SSH per affrontare le sfide sociali e tecnologiche nel contesto europeo 2026-2027.

Horizon Europe richiede infatti ai proponenti di formare consorzi interdisciplinari, che combinino esperti delle SSH con ricercatori delle scienze della vita, fisiche, tecnologiche e matematiche (STEM), nonché professionisti e stakeholder provenienti da diversi settori.

SSH DIGITALE: I 3 TOPIC PRINCIPALI

Nel dettaglio, nel Cluster 4 – Digital sono stati identificati tre topic rilevanti per SSH digitale con scadenza il 18 marzo 2027, che affrontano temi di grande attualità e impatto strategico:

  • HORIZON-CL4-2027-04-HUMAN-01 – Sviluppo di componenti hardware avanzati per i Virtual Worlds, nell’ambito della Virtual Worlds Partnership;

  • HORIZON-CL4-2027-04-HUMAN-02 – Creazione di un ecosistema competitivo per Virtual Worlds e Web 4.0;

  • HORIZON-CL4-2027-04-HUMAN-07 – Promozione del coinvolgimento degli stakeholder europei negli standard internazionali digitali.

Queste call rappresentano occasioni concrete per i ricercatori appartenenti alle Scienze Sociali e Umane di contribuire a progetti che integrano aspetti sociali, culturali, etici e normativi all’interno di contesti tecnologici avanzati come i mondi virtuali, il web di prossima generazione (Web 4.0) e i processi di standardizzazione digitale internazionale.

La pubblicazione del documento è pensata per supportare i proponenti nella ricerca dei topic rilevanti per le SSH in Horizon Europe. Per facilitare questa attività, la Commissione Europea ha implementato nel Funding & Tender Opportunities Portal una funzione di ricerca dedicata ai topic contrassegnati come SSH-flagged, che permette di individuare rapidamente bandi nei quali la componente delle Scienze Sociali e Umane è significativa.

Un elemento chiave del quadro di opportunità è la richiesta di costruire consorzi interdisciplinari capaci di superare i confini disciplinari e settoriali, combinando competenze di tipo SSH con quelle STEM, nonché con la partecipazione attiva di stakeholder e utenti finali. Questo approccio risponde all’obiettivo di Horizon Europe di promuovere soluzioni che non siano solo tecnologiche, ma anche sostenibili, inclusive e in linea con le esigenze sociali.

In connessione con queste opportunità, il network Net4Society e i partner organizzano eventi di brokerage online, come l’incontro dedicato all’Intelligenza Artificiale che si è tenuto il 25 febbraio 2026, con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra potenziali partecipanti, favorire la formazione di idee progettuali competitive e agevolare la costruzione di consorzi interdisciplinari.

Le attività SSH ricoprono un ruolo essenziale anche nella definizione delle competenze chiave richieste dalla società digitale europea, nella progettazione di politiche evidence-based e nello sviluppo di soluzioni che tengano conto delle dimensioni culturali, economiche e sociali implicate dall’adozione di tecnologie emergenti.

Per i ricercatori italiani e per gli operatori dei sistemi di ricerca e innovazione, queste call rappresentano una finestra significativa per posizionare competenze SSH in contesti digitali altamente interdisciplinari, con possibilità di contribuire a livello europeo alle sfide tecnologiche e sociali più rilevanti della prossima programmazione.

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digital health Salute Globale

L’OMS lancia l’ICD-11 2026

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la versione 2026 della International Classification of Diseases (ICD-11), lo standard internazionale per la classificazione delle malattie, delle cause di morte e delle condizioni di salute.

L’ICD è uno strumento globale di riferimento per la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e la comparazione dei dati sanitari tra Paesi e sistemi sanitari diversi, e questa nuova versione integra ulteriori aggiornamenti clinici e funzionali pensati per rispondere alle esigenze dei sistemi sanitari moderni e digitali.

La classificazione, sviluppata dall’OMS come parte della WHO Family of International Classifications (WHO-FIC), mette a disposizione professionisti sanitari, policy maker e ricercatori di tutto il mondo un linguaggio standardizzato per descrivere malattie, lesioni, fattori sociali, condizioni di salute legate alla funzione corporea e altro ancora.

Fondata su una struttura digitale moderna e interoperabile, ICD-11 supera l’ex ICD-10, offrendo una base più ampia, flessibile e allineata alle tecnologie digitali, compresa la possibilità di accesso via API e strumenti di codifica avanzata.

Nel corso degli anni, l’ICD ha evoluto il suo ruolo: da elenco di cause di morte, a sistema complesso di classificazione che riflette non solo aspetti clinici, ma anche contesti sociali e funzionali dei pazienti, favorendo l’analisi epidemiologica, la pianificazione delle risorse sanitarie e il monitoraggio delle politiche sanitarie a livello nazionale e internazionale.

ICD-11: INNOVAZIONI, INTEROPERABILITÀ E USO NEI SISTEMI SANITARI

Con oltre 6,3 milioni di combinazioni di codici ricercabili e supporto multilingue, questa release rappresenta un importante passo verso una migliore comprensione globale dei trend di malattia, delle dinamiche di mortalità e dei profili di salute delle popolazioni. Tra gli elementi più importanti:

  • Miglioramenti tecnici e digitali: l’ICD-11 è progettato per integrarsi facilmente con i moderni sistemi informativi sanitari attraverso strumenti digitali come le Application Programming Interfaces (API), consentendo la codifica e lo scambio di dati in modo più rapido e standardizzato tra software, registri sanitari e sistemi di sorveglianza. Questa interoperabilità rappresenta un avanzamento rispetto alle precedenti versioni, facilitando l’applicazione dell’ICD non solo per fini statistici, ma anche per decision support e gestione clinica.
  • Estendibilità e precisione dei dati: la release 2026 comprende un aggiornamento della struttura di codifica, con ampliamenti dei codici di estensione che consentono descrizioni cliniche più dettagliate e specifiche. Questi miglioramenti permettono di codificare in modo più fine situazioni cliniche complesse, migliorando la qualità dei dati raccolti a livello epidemiologico, clinico e amministrativo.
  • Supporto alla salute pubblica e alla ricerca: l’ampiezza delle categorie incluse nella classificazione – che coprono migliaia di entità, dai disturbi clinici alle condizioni sociali che influenzano la salute – offre alle autorità sanitarie strumenti più solidi per progettare interventi, monitorare trend, allocare risorse e supportare la ricerca comparativa tra Paesi. Questo è particolarmente utile nel contesto delle grandi sfide sanitarie globali, epidemiologiche e demografiche.

Inoltre, l’ICD-11 promuove una maggiore coerenza semantica nei dati sanitari. Ciò significa che i termini utilizzati per codificare diagnosi e condizioni sono definiti in modo rigoroso e uniforme, migliorando la comparabilità dei dati stessi.

L’aggiornamento 2026 dell’ICD-11 continua il percorso di transizione verso strumenti digitali per la salute, facilitando l’armonizzazione dei dati tra sistemi diversi, l’utilizzo di tecnologie interoperabili e la standardizzazione dei processi di documentazione sanitaria.

 

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bandi Salute Globale

Associazione del Giappone a Horizon Europe dal 2026

Il Giappone ha concluso con successo i negoziati con la Commissione europea per associarsi ufficialmente al programma Horizon Europe, il principale strumento di finanziamento per ricerca e innovazione dell’Unione europea (UE).

La firma dell’accordo, prevista nel corso del 2026, apre una nuova fase di cooperazione internazionale tra l’UE e il Paese asiatico.

L’intesa rappresenta la forma di collaborazione più ampia e strutturata offerta dall’UE a un partner extraeuropeo nel campo della Ricerca e Innovazione (R&I), consentendo alle istituzioni giapponesi di partecipare pienamente al programma con lo status di Paese associato.

In base alle disposizioni transitorie, le organizzazioni giapponesi potranno già presentare proposte di progetto e accedere ai bandi di Horizon Europe a partire dal 2026, con piena eleggibilità paragonabile a quella dei Paesi membri e dei Paesi già associati.

Il focus dell’accordo riguarda in particolare il Pilastro II di Horizon Europe, dedicato alla risposta alle grandi sfide globali attraverso progetti collaborativi di ricerca e innovazione. Grazie alla partecipazione del Giappone, temi come la transizione digitale, la sicurezza alimentare, l’energia climaticamente neutra e altri grandi obiettivi strategici potranno essere affrontati con una prospettiva ampliata che unisce capacità scientifiche europee e giapponesi.

Horizon Europe: opportunità globali per la cooperazione

L’associazione del Giappone a Horizon Europe è un passo significativo verso un modello di ricerca più globale e inclusivo. La collaborazione scientifica tra UE e Giappone si basa su oltre due decenni di relazioni bilaterali nello scambio di conoscenze, competenze e progetti congiunti, e l’accordo di associazione rappresenta una naturale evoluzione di questa cooperazione.

Con questa decisione, ricercatori e istituzioni giapponesi non solo potranno partecipare ai bandi di Horizon Europe, ma anche guidare e coordinare progetti internazionali, aumentando le possibilità di collaborazione con partner europei e di altri Paesi associati.

L’espansione del programma verso partner extra-UE come il Giappone riflette l’impegno dell’Unione europea nel rafforzare le reti scientifiche mondiali e nel creare possibilità di innovazione condivisa su scala globale.

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Evento CoMPaSS-NMD: etica e regolamentazione nell’IA per l’assistenza sanitaria

Il prossimo 3 marzo 2026, dalle ore 11:00 alle 13:00 CET avrà luogo presso il Parque Científico y Tecnológico de Gipuzkoa (TECNALIA) l’evento “Risks and opportunities of AI in precision medicine”, una sessione dedicata all’analisi approfondita delle sfide etiche, regolatorie e operative legate all’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) in ambito sanitario e di precision medicine.

L’evento si svolgerà in lingua inglese e in modalità ibrida, ed è aperto alla partecipazione, previa registrazione gratuita tramite il seguente LINK.

L’iniziativa è promossa da TECNALIA, organizzazione di ricerca e innovazione di livello internazionale, insieme al progetto CoMPaSS-NMD. Questo evento si svolgerà in modalità ibrida, consentendo la partecipazione sia in presenza che da remoto per tutti gli stakeholder interessati alla trasformazione digitale della salute e alla governance responsabile dei dati clinici.

La sessione si concentrerà su tematiche cruciali per il futuro dell’assistenza sanitaria, come la governance dei dati, il rispetto dei diritti dei pazienti, la trasparenza e la responsabilità degli algoritmi.

Relatori esperti provenienti da diversi contesti internazionali – tra cui rappresentanti scientifici come il Dr. Michael Obach e la D.ssa Ainara Garzo di TECNALIA – discuteranno di come l’IA possa migliorare l’analisi combinata di dati clinici, genetici e immagini diagnostiche per supportare diagnosi e percorsi terapeutici personalizzati, bilanciando tali opportunità con i rischi etici e legali.

L’evento si propone anche come momento di confronto su best practice e standard internazionali di sviluppo e utilizzo responsabile delle tecnologie basate su intelligenza artificiale in sanità.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA SALUTE: SFIDE ETICHE E PROSPETTIVE DI INNOVAZIONE

Durante l’incontro saranno affrontati anche gli aspetti normativi e di compliance, con un focus particolare su come le normative europee e internazionali influenzano l’implementazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari.

Verrà esplorato il ruolo di criteri etici nell’adozione di modelli IA, con attenzione alla tutela della privacy dei pazienti, alla qualità dei dati e alla sicurezza dei processi decisionali automatizzati. I partecipanti potranno approfondire come strutturare un approccio all’IA che sia allineato alle aspettative di affidabilità, accountability e sostenibilità tecnologica nel contesto medico.

L’evento rappresenta un’opportunità importante per portare alla luce temi essenziali legati all’intersezione tra tecnologia e salute, stimolando il dialogo tra ricercatori, sviluppatori tecnologici, professionisti sanitari e decisori politici.

La partecipazione di esperti internazionali permetterà di confrontarsi su casi concreti e strategie emergenti, con l’obiettivo di favorire un percorso di innovazione responsabile dell’intelligenza artificiale nella medicina di precisione.

Attraverso interventi specialistici e momenti di confronto, i partecipanti potranno acquisire una comprensione più profonda delle dinamiche che guidano oggi l’adozione dell’IA in sanità e delle prospettive normative che accompagneranno questo sviluppo nei prossimi anni.

 

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Salute mentale cure integrate

Ampliare l’accesso alle cure psichiatriche: OMS Europa illustra le lezioni apprese da 4 paesi

L’accesso alle cure per la salute mentale è una sfida sempre più urgente in tutta la Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’aumento dei bisogni di assistenza psichiatrica si accompagna infatti a tempi di attesa elevati, carenze di personale sanitario e disuguaglianze nell’accesso ai servizi, con un impatto particolarmente rilevante sulle persone a basso reddito e sui bambini e adolescenti.

Per supportare i Paesi nel rafforzare un accesso equo e sostenibile alle cure, l’OMS Europa ha pubblicato quattro nuovi brief che analizzano il ruolo delle riforme di finanziamento sanitario nel superare le principali barriere economiche e organizzative.

I documenti si basano sulle esperienze di Cechia, Estonia, Finlandia e Irlanda e, pur concentrandosi su contesti nazionali specifici, offrono indicazioni trasferibili ad altri sistemi sanitari europei. Le analisi sono accompagnate da dati comparativi sulla protezione finanziaria, disponibili sulla piattaforma UHC Watch, che monitora i progressi verso l’accesso universale alle cure in Europa e Asia centrale.

Accesso alle cure per la salute mentale: lezioni condivise dai Paesi europei

Nonostante le differenze istituzionali e di contesto, i quattro Paesi evidenziano alcune lezioni comuni.

Una visione chiara del modello di erogazione dei servizi, sostenuta da finanziamenti stabili e investimenti iniziali in infrastrutture e capacità organizzativa, è essenziale per avviare e ampliare le riforme.

Una governance solida consente di garantire continuità alle politiche e un’adeguata allocazione delle risorse nel lungo periodo.

Il rafforzamento dell’assistenza primaria e dei servizi di salute mentale di comunità emerge come uno strumento chiave per ridurre le liste d’attesa, favorire l’intervento precoce e migliorare la continuità delle cure.

Particolare attenzione è rivolta alla riduzione degli oneri economici a carico dei cittadini, in particolare dei co-pagamenti, attraverso esenzioni automatiche per le fasce di reddito più basse o l’introduzione di tetti di spesa commisurati al reddito, con l’obiettivo di limitare l’esborso diretto e prevenire la rinuncia alle cure.

Le esperienze nazionali mostrano anche l’importanza di allineare i meccanismi di remunerazione dei fornitori agli obiettivi di riforma, rafforzare la leadership clinica, migliorare il coordinamento tra sanità e servizi sociali e utilizzare strumenti digitali in modo attento, tenendo conto di qualità, sicurezza ed equità.

Nel dettaglio, la Cechia ha utilizzato fondi dell’Unione europea per sviluppare centri di salute mentale di comunità, migliorando l’assistenza alle persone con disturbi mentali gravi e riducendo i ricoveri ospedalieri; l’Estonia ha ampliato il ruolo dell’assistenza primaria attraverso riforme di finanziamento, consulti elettronici e servizi multidisciplinari; la Finlandia ha introdotto garanzie sui tempi di attesa e una strategia nazionale per migliorare l’accesso dei bambini e adolescenti alle cure; l’Irlanda ha rafforzato l’accesso per le persone a basso reddito tramite un programma nazionale di counselling in assistenza primaria, con effetti positivi documentati sulla salute mentale e sulla prevenzione del suicidio.

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Osservatorio Europeo: pubblicato il policy brief 74 sull’assistenza urgente ed emergenziale

Il tema dell’assistenza urgente ed emergenziale è al centro del policy brief  74 pubblicato dallo European Observatory on Health Systems and Policies, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il documento, intitolato “Dealing with the challenges in urgent and emergency care: What are the policy options?”, sottolinea come l’assistenza urgente ed emergenziale – definita come l’insieme dei servizi che rispondono a bisogni di salute non differibili e potenzialmente pericolosi per la vita – sia fondamentale per garantire risultati di qualità, mantenere la fiducia nel sistema sanitario e ridurre l’uso inappropriato dei servizi ospedalieri.

Tra le principali criticità evidenziate, emergono la scarsa capacità nel gestire casi urgenti in caso di assistenza primaria, la difficoltà nel reclutamento e nella formazione di personale adeguato, e la mancanza di fiducia da parte dei pazienti nei confronti dei servizi di base. Inoltre, incentivi dei sistemi sanitari – come, ad esempio, i co-pagamenti per le cure primarie ma non per le cure d’emergenza – possono spingere verso un uso eccessivo dei dipartimenti di emergenza ospedalieri.

Il policy brief dell’Osservatorio europeo suggerisce che modelli alternativi di cura urgente, come strutture per infortuni minori collocate tra l’assistenza primaria e gli ospedali, possano alleviare la pressione su questi ultimi ma richiedono attenzione per non marginalizzare la medicina di prossimità.

Viene sottolineata anche l’importanza dei servizi di ambulanza, con raccomandazioni per migliorare la loro capacità di trattamento immediato, la comunicazione con gli ospedali, l’accesso alle informazioni cliniche e l’integrazione nel sistema sanitario complessivo.

assistenza urgente ed emergenziale: approcci sistemici e workforce

Il documento evidenzia, inoltre, l’importanza della pianificazione e coordinamento a livello di sistema per migliorare i flussi di pazienti e l’efficienza complessiva. Linee guida basate su evidenze e l’utilizzo di insight comportamentali vengono indicate come strumenti chiave per comprendere come gli utenti utilizzano i servizi di urgenza e scegliere le soluzioni più efficaci.

Tra le raccomandazioni del policy brief figura la necessità di sviluppare strategie integrate di forza lavoro, con incentivi per l’assunzione e la formazione di personale nelle cure primarie, negli interventi di emergenza e in servizi paramedici specialistici.

Secondo il documento, lavorare per migliorare la fiducia dei cittadini nelle cure di base e spiegare come funziona l’intero sistema di assistenza urgente ed emergenziale può aiutare a utilizzare le risorse sanitarie in modo più efficiente e ridurre l’uso improprio dei dipartimenti di emergenza.

 

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