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Salute Globale

Global Gateway: annunciate 3 nuove partnership internazionali

Global Gateway rappresenta la strategia chiave dell’Unione Europea (UE) per la promozione di investimenti sostenibili in collaborazione con autorità locali e regionali nei paesi partner, valorizzando la loro esperienza sul territorio attraverso un impatto concreto nelle comunità.

La Commissione europea ha annunciato tre nuove partnership internazionali in occasione dell’edizione 2025 del Forum of Cities and Regions for International Partnerships. L’evento si è svolto dal 8 al 10 dicembre 2025 ed ha riunito circa 300 partecipanti, tra cui rappresentanti di autorità locali e regionali dell’UE e di paesi partner in Africa, America Latina, Caraibi e Asia-Pacifico, rappresentanti di Stati membri, istituzioni finanziarie internazionali, e associazioni di governi locali.

Durante il Forum è stato evidenziato il ruolo essenziale di Global Gateway nel sostenere lo sviluppo sostenibile e la governance territoriale, attraverso investimenti che rispondano alle priorità reali delle comunità locali.

In questo ambito, le nuove partnership rappresentano esempi virtuosi di collaborazione tra l’UE e gli attori locali in contesti geografici e settori diversi, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità delle economie locali, l’occupazione e la resilienza complessiva del territorio.

GLOBAL GATEWAY: TRE PARTNERSHIP STRATEGICHE

Durante il Forum, il Commissario Europeo per le Partnership Internazionali Jozef Síkela ha sottolineato che: «Queste nuove partnership dimostrano come Global Gateway offra un impatto reale insieme agli attori locali. Conoscono le loro comunità, comprendono le priorità di sviluppo e sono fondamentali per garantire che investimenti su larga scala si traducano in una crescita duratura e inclusiva».

In particolare, in Messico l’UE sosterrà con 250mila euro il progetto di trasformazione green e logistica del porto di Guaymas, guidato dalle autorità locali dello Stato di Sonora. L’obiettivo è favorire la transizione verso operazioni a emissioni ridotte, migliorare la connettività commerciale, creare nuovi posti di lavoro e promuovere una crescita economica regionale più sostenibile. Questa sarà la prima volta che l’UE collaborerà direttamente con le autorità locali attraverso la modalità Financing Not Linked to Cost (FNLC), ovvero un finanziamento diretto seguito da un approccio basato sui risultati.

In Ecuador, l’Unione Europea ha annunciato il proprio sostegno alla futura prima emissione di green bond da parte di Banco de Desarrollo de Ecuador, prevista per il 2026, con un valore stimato tra 50 e 100 milioni di USD. Questo strumento finanziario innovativo favorirà investimenti in infrastrutture sostenibili — tra cui energia rinnovabile, trasporti a basse emissioni, acqua e servizi pubblici resilienti — e aumenterà la capacità d’investimento delle autorità subnazionali per progetti verdi nei centri urbani e nelle comunità locali.

Infine, l’UE ha annunciato il lancio, nel 2026, di un progetto pilota di 4 milioni di euro, dedicato a rafforzare la capacità delle autorità locali e regionali di orientare gli investimenti del Global Gateway. Co-finanziato dalla Generalitat de Catalunya (Spagna) e sviluppato insieme a PLATFORMA (coalizione paneuropea di città e regioni), il progetto testerà condizioni e modalità più efficaci per coinvolgere le autorità locali in tutte le fasi degli investimenti: dalla preparazione alla progettazione, implementazione, monitoraggio e valutazione.

Il Forum si è concluso con l’adozione del parere del Comitato Europeo delle Regioni sulla localizzazione della strategia Global Gateway, che evidenzia come l’integrazione delle autorità locali e regionali fin dalle fasi di progettazione e monitoraggio possa rafforzare l’impatto delle partnership internazionali.

Questo orientamento è in linea con il ruolo attribuito alle autorità territoriali dal Comitato europeo delle Regioni (si veda anche “CdR: Il programma Global Gateway dell’UE deve coinvolgere le regioni e le città”), che sottolinea l’importanza della cooperazione decentralizzata.

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Salute Globale Altro

ERC Annual Conference: One Health e ricerca di frontiera

L’ERC Annual Conference intitolata “Frontier Research: One Health” si svolgerà il 28 gennaio 2026 dalle 08:30 alle 18:00 (CEST) a Bruxelles (Covent Garden, Place Rogier 16) e online, offrendo così ai partecipanti la possibilità di seguire l’evento sia in presenza sia da remoto.

L’evento, organizzato dall’European Research Council (ERC), intende riunire ricercatori, rappresentanti delle istituzioni scientifiche e decisori politici per discutere come la ricerca di eccellenza possa contribuire a comprendere e gestire sistemi complessi che superano i confini disciplinari tradizionali.

La conferenza porrà l’accento sul valore della ricerca come motore per generare nuove conoscenze fondamentali. In questo contesto, l’approccio One Health rappresenta una cornice scientifica capace di integrare prospettive diverse e favorire una comprensione più ampia dei determinanti della salute, collegando discipline come biologia, medicina, scienze ambientali e scienze sociali.

L’agenda della giornata comprende momenti di apertura e dibattito, sessioni scientifiche tematiche e un panel finale che collega la ricerca alle decisioni politiche, un programma pensato per stimolare una riflessione interdisciplinare sulle potenzialità della ricerca di frontiera nel contesto One Health.

ERC Annual Conference: Programma

La giornata del 28 gennaio 2026 è strutturata con una serie di sessioni che offrono approfondimenti su diversi aspetti dell’approccio One Health:

  • 08:30 – 09:00 | Registrazione partecipanti (in presenza e online).

  • 09:00 – 09:30 | Saluti di benvenuto, con intervento di Maria Leptin, Presidente dell’ERC.

  • 09:30 – 10:15 | Keynote address and Q&A, con focus su Circular Health e sostenibilità.

  • 10:30 – 12:00 | Scientific Panel 1: Outsmarting outbreaks, dedicato a zoonosi, resistenza antimicrobica e prevenzione pandemica.

  • 13:00 – 14:30 | Scientific Panel 2: The health of our planet; the health of us all, dedicato a cambiamenti climatici e salute degli ecosistemi.

  • 14:45 – 16:15 | Scientific Panel 3: Smart science, dedicato a come l’intelligenza artificiale possa rivoluzionare l’approccio One Health.

  • 16:30 – 18:00 | From discovery to decision, tavola rotonda su ricerca e policy, con rappresentanti di DG SANTE, DG CLIMA, HERA, EFSA.

  • 18:00 | Conclusioni a cura di Laurence Moreau, Direttore dell’ERC Executive Agency.

La registrazione all’ERC Annual Conference è possibile tramite il seguente LINK.

L’ERC Annual Conference rappresenterà un momento di riflessione strategica sull’importanza della ricerca di frontiera come base per affrontare in modo integrato le sfide sanitarie globali, rafforzando il ruolo della scienza europea nel contesto internazionale.

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Salute mentale

OMS: nuove linee guida per promuovere la salute mentale in tutti i settori governativi

La salute mentale è al centro di una nuova iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che il 24 novembre 2025 ha lanciato un pacchetto aggiornato di linee guida per promuovere e proteggere il benessere mentale in tutti i settori governativi.

Le nuove linee guida costituiscono un passo significativo verso un approccio di tipo “mental health in all policies”, ovvero la piena integrazione delle considerazioni sulla salute mentale nelle politiche pubbliche a livello nazionale e locale. Per la prima volta, l’OMS definisce in modo chiaro cosa possono fare singoli ministeri, agenzie e settori governativi — sia autonomamente sia in collaborazione tra loro — per promuovere la salute mentale della popolazione e il benessere collettivo.

Partendo dalle precedenti Guidance on Mental Health Policy and Strategic Action Plans pubblicate quest’anno, che hanno tracciato gli elementi essenziali dei sistemi di salute mentale basati sui diritti umani e di alta qualità, il nuovo orientamento estende il focus oltre il settore sanitario, coinvolgendo tutti i principali ambiti delle politiche pubbliche.

Dieci settori chiave e approccio “whole-of-government” per la salute mentale

Le linee guida dell’OMS forniscono indicazioni operative per stabilire iniziative intersettoriali ad alto livello sulla salute mentale e il benessere, con istruzioni dettagliate per:

  • promuovere leadership, priorità, responsabilità e finanziamenti;
  • integrare la salute mentale nelle strategie, nei piani e nei programmi settoriali;
  • misurare progressi e adattare le azioni in base ai contesti locali e nazionali.

La guida copre dieci settori governativi chiave, ciascuno con indicazioni specifiche su priorità politiche, azioni strategiche e possibili indicatori di monitoraggio. I settori inclusi sono:

  • Cultura, arte e sport
  • Difesa e veterani
  • Istruzione
  • Occupazione
  • Ambiente, conservazione e protezione climatica
  • Salute
  • Interno
  • Giustizia
  • Protezione sociale
  • Sviluppo urbano e rurale

Questa impostazione riflette la convinzione che il benessere mentale non sia determinato solo da fattori sanitari, ma sia profondamente influenzato da condizioni sociali, economiche, educative e ambientali. Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di un approccio “whole-of-government” e “whole-of-society” che unisca dirigenti pubblici, comunità e partner per promuovere un impegno sostenibile, responsabilità trasversale e risorse adeguate.

Il pacchetto comprende un documento quadro e pubblicazioni dedicate a ciascun settore, con esempi concreti di azioni, buone pratiche e spunti per l’adattamento a diverse realtà nazionali.

Con queste nuove linee guida, l’OMS intende colmare un vuoto storico nella governance delle politiche per il benessere mentale, spingendo i governi a considerare la salute mentale non più come un tema esclusivamente sanitario, ma come una responsabilità condivisa trasversale a tutta l’azione pubblica.

Le linee guida OMS sulle politiche e azioni strategiche per proteggere e promuovere la salute mentale nei settori governativi sono disponibili al seguente LINK.

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bandi cure integrate

Aperta la Twinning Call 2026 di EP PerMed: opportunità per diffondere la medicina personalizzata in Europa

La Twinning Call 2026 è la nuova call lanciata dalla European Partnership for Personalised Medicine (EP PerMed) per accelerare la diffusione e l’adozione di soluzioni di medicina personalizzata (PM) attraverso partenariati transnazionali.

Il bando intende creare collaborazioni peer-to-peer tra strutture con un’esperienza consolidata in approcci di PM (“Twinning Donors”) e realtà che intendono adottare e implementare tali approcci (“Twinning Receivers”), permettendo lo scambio di conoscenze, competenze e best practice tra paesi.

Gli interessati possono partecipare attivamente fin dalla Early Matchmaking Phase, iniziata il 13 ottobre 2025, che aiuta a individuare potenziali partner e a costruire proposte collaborative.

La Twinning Call 2026, lanciata il 10 dicembre 2025, prevede un webinar informativo il 17 dicembre 2025 per chiarire dettagli, criteri e modalità di partecipazione. Un evento di matchmaking online è programmato per il 15 gennaio 2026, durante il quale potenziali Donor e Receiver potranno presentare rispettivamente approcci di successo nella PM o bisogni specifici da affrontare.

Il bando rappresenta un’opportunità per strutture locali, regionali o nazionali, centri sanitari e organizzazioni impegnate nella PM di stringere partnership che favoriscano lo scambio di competenze e l’adattamento di soluzioni già testate in un contesto a beneficio di un altro contesto.

Come è strutturata la Twinning Call 2026

La Twinning Call 2026 di EP PerMed è strutturata per sostenere progetti di collaborazione internazionale che facilitino la condivisione di approcci, strumenti e modelli comprovati di medicina personalizzata tra istituzioni di diversi paesi.

Il processo prevede una Early Matchmaking Phase — aperta fino al 26 febbraio 2026 tramite una piattaforma dedicata — dove i potenziali Donor e Receiver possono indicare il loro interesse, stabilire contatti preliminari e iniziare a co-progettare le proposte da presentare ufficialmente.

Le proposte presentate dovranno essere co-presentate da partner Donor e Receiver e mirano a interventi di durata variabile, pensati per consolidare e trasferire competenze di PM, rafforzare capacità operative e sostenere l’adozione di pratiche innovative all’interno dei sistemi sanitari partecipanti. Anche se il sito ufficiale non specifica importi massimi o dettagli di finanziamento, questa call rappresenta un’occasione di crescita professionale e collaborativa per enti sanitari, istituzioni di ricerca e strutture interessate a implementare soluzioni di medicina personalizzata nel proprio contesto.

La scadenza per la presentazione delle proposte è il 26 febbraio 2026 alle 16:00 CET, mentre i risultati finali delle selezioni sono previsti entro il 16 aprile 2026.

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digital health Altro

UE: lanciata l’European Partnership for Virtual Worlds

La European Partnership for Virtual Worlds è la nuova iniziativa lanciata dalla Commissione europea, lo scorso 10 dicembre, per consolidare la posizione dell’Unione Europea (UE) come protagonista globale nel settore delle tecnologie per i mondi virtuali, un campo in rapida crescita che comprende ambienti immersivi, realtà estesa e applicazioni Web 4.0.

La Commissione europea definisce i mondi virtuali come ambienti persistenti e immersivi basati su tecnologie 3D e di realtà estesa (XR), capaci di trasformare diversi settori: dalla sanità (diagnosi più rapide e accurate) alla formazione (educazione e training più cost-effective), fino alla progettazione industriale (test di prototipi e linee produttive prima della realizzazione) e alla cultura (esperienze immersive e valorizzazione del patrimonio).

Questa evoluzione è associata a una crescita del mercato globale stimata da €27 miliardi (2022) a oltre €800 miliardi (2030), e la European Partnership for Virtual Worlds punta a garantire un ruolo di leadership dell’Europa in questo cambiamento tecnologico e industriale, coinvolgendo industria, università, organizzazioni di ricerca ed end-user .

La Partnership rappresenta una delle principali componenti della EU Strategy on Web 4.0 and Virtual Worlds, adottata per promuovere la creazione di ambienti digitali immersivi, affidabili e interoperabili.

European Partnership for Virtual Worlds: obiettivi e impatti

La European Partnership for Virtual Worlds intende fornire un quadro di riferimento per creare ambienti virtuali che siano sicuri, inclusivi, etici e orientati ai valori europei, potenziando al contempo la competitività dell’industria digitale europea.

Tra gli ambiti di applicazione delle tecnologie dei mondi virtuali figurano:

  • formazione e competenze digitali: strumenti immersivi per l’educazione e l’aggiornamento professionale;
  • sanità e simulazioni avanzate: applicazioni VR (virtual reality) per la pianificazione clinica e la riabilitazione;
  • industria e sostenibilità: simulazioni per ottimizzare processi produttivi e ridurre impatti ambientali;
  • cultura e creatività: esperienze immersive per musei, performance e patrimonio digitale.

La European Partnership for Virtual Worlds è stata firmata da Henna Virkkunen (Vicepresidente Esecutivo per Tech Sovereignty, Security and Democracy) e dalla Virtual Worlds Association (VWA), associazione guidata da Siemens che coinvolge 18 membri fondatori – tra i quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) italiano – e mira a promuovere eccellenza in ricerca, innovazione, standardizzazione e sviluppo di competenze, favorendo la diffusione e l’adozione di mondi virtuali “human-centric”.

La Commissione prevede di destinare fino a €200 milioni (nell’attuale Quadro finanziario pluriennale) ad attività di R&I, mentre i membri della VWA si impegnano a eguagliare l’investimento con almeno €200 milioni tra il 2025 e il 2030.

Questo impegno congiunto mira a rafforzare la capacità dell’Europa di attrarre talenti, incentivare ricerca avanzata e favorire ecosistemi digitali competitivi e sostenibili.

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digital health

Digital Decade 2030: la Commissione avvia la consultazione per rivedere target e obiettivi

Il Digital Decade 2030 (Decennio Digitale 2030) è il quadro strategico dell’Unione Europea (UE) che definisce la visione, gli obiettivi e gli strumenti per guidare la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030.

Formalizzato con il Digital Decade Policy Programme adottato nel 2022, il Digital Decade rappresenta uno dei pilastri centrali delle politiche UE per la competitività, la coesione sociale e la sovranità tecnologica. L’iniziativa mira a garantire che la transizione digitale sia inclusiva, sostenibile, sicura e centrata sulle persone, riducendo i divari digitali tra Stati membri, regioni, territori e gruppi sociali.

Il Digital Decade 2030 si articola in quattro aree prioritarie: competenze digitali, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, trasformazione digitale delle imprese e digitalizzazione dei servizi pubblici. Per ciascuna area sono stati fissati obiettivi misurabili da raggiungere entro il 2030, monitorati annualmente dalla Commissione europea attraverso il Digital Decade Report, sulla base delle roadmap nazionali presentate dagli Stati membri.

Digital Decade 2030: avviata la consultazione per la revisione degli obiettivi

Il Digital Decade 2030 entra ora in una fase cruciale di revisione e consultazione pubblica. La Commissione europea, infatti, ha avviato una call for evidence, ovvero una consultazione pubblica volta a raccogliere contributi, dati ed esperienze da cittadini, imprese, autorità pubbliche, organizzazioni della società civile e altri stakeholder, al fine di valutare l’adeguatezza degli attuali obiettivi e target fissati per il 2030.

La consultazione resterà aperta fino al 23 dicembre 2025 e contribuirà a orientare la revisione ufficiale del Digital Decade Policy Programme, prevista per il 2026.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di verificare se gli obiettivi del Digital Decade 2030 siano ancora efficaci in un contesto tecnologico, economico e geopolitico in rapida evoluzione. In particolare, la Commissione europea intende valutare se i target attuali siano sufficientemente flessibili e resilienti per sostenere l’innovazione, la competitività e l’autonomia strategica dell’UE, garantendo al contempo una transizione digitale equa e inclusiva.

Il ruolo degli stakeholder nella Digital Decade 2030

Con oltre 288 miliardi di euro mobilitati attraverso roadmap nazionali e più di 1.900 misure finanziate, il Digital Decade 2030 rappresenta uno dei principali strumenti di coordinamento delle politiche digitali europee. Attraverso la consultazione pubblica, la Commissione mira a:

  • valutare la pertinenza degli obiettivi attuali alla luce dei rapidi sviluppi tecnologici;

  • individuare possibili azioni per accelerare la trasformazione digitale e semplificare il quadro normativo;

  • rafforzare il coinvolgimento di regioni, città e attori locali nell’attuazione delle politiche digitali.

Nel quadro dell’iniziativa, la Commissione ha inoltre organizzato un workshop online dedicato alle innovazioni locali e regionali, sottolineando l’importanza di un approccio multilivello per il successo del Digital Decade 2030 e per garantire che i benefici della digitalizzazione raggiungano cittadini e imprese in tutta l’Unione Europea.

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comunicazione in salute

UE: nuovo piano per rafforzare preparazione alle crisi sanitarie transfrontaliere

La preparazione alle crisi sanitarie è al centro del nuovo piano lanciato dall’Unione Europea (UE) per rafforzare la capacità collettiva di affrontare le crisi sanitarie transfrontaliere, siano esse di origine naturale, accidentale o intenzionale.

Il Piano di prevenzione, preparazione e risposta alle crisi sanitarie, presentato dalla Commissione europea, punta a migliorare la protezione delle persone nei 27 Stati membri, garantendo la continuità dei servizi essenziali e facilitando una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza.

Il documento, introdotto dal comunicato della Commissione del 28 novembre u.s., fornisce strumenti concreti come lo scambio di informazioni, competenze e assistenza tecnica tra autorità pubbliche, gestori delle crisi e stakeholder, con l’obiettivo di un’azione comune in caso di eventi sanitari critici.

Basato sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, il piano dell’UE definisce un quadro di governance delle crisi sanitarie che include capacità e risorse disponibili, meccanismi di sostegno e sistemi di sorveglianza per tutte le fasi della gestione delle crisi.

Inoltre, invita gli Stati membri a sviluppare piani nazionali in linea con il quadro UE e prevede esercizi di simulazione periodici per testare e affinare l’efficacia delle misure.

PREPARAZIONE ALLE CRISI SANITARIE: I PUNTI CHIAVE DEL PIANO EUROPEO

Il piano europeo per la preparazione alle crisi sanitarie affronta tutti i potenziali rischi per la salute, introducendo una serie di strumenti a sostegno di Stati membri, autorità sanitarie e parti coinvolte:

  • Prevenzione e preparazione: incentiva piani nazionali robusti, rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari e disponibilità di contromisure mediche.

  • Rilevamento e sorveglianza: potenziamento dei sistemi d’allerta e monitoraggio dei rischi a livello europeo per favorire un intervento tempestivo.

  • Risposta coordinata: definizione di ruoli operativi chiari in caso di emergenza, con strumenti condivisi per attivare misure rapide e mirate.

  • Feedback e recupero: valutazione delle risposte alle crisi per imparare dalle esperienze e aggiornare il piano sulla base di nuove sfide e minacce.

Attraverso questa strategia di preparazione alle crisi sanitarie, l’Unione Europea intende costruire un sistema più resiliente, inclusivo e capace di salvaguardare la salute pubblica anche di fronte a crisi complesse e imprevedibili.

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bandi Altro

Commissione UE: aperte le call di Erasmus+ 2026

La Commissione Europea ha annunciato un budget complessivo di circa 5,2 miliardi di euro destinati al programma Erasmus+ per il 2026, con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei cittadini europei, sostenere la mobilità transnazionale e migliorare la qualità dei sistemi educativi in tutta l’Unione Europea (UE).

L’iniziativa si inserisce nella “Union of Skills strategy” (strategia dell’Unione delle Competenze), che mira a favorire l’apprendimento permanente, la riqualificazione professionale e lo sviluppo di competenze necessarie a rispondere alle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali.

Nel 2026 Erasmus+ continuerà a sostenere le sue priorità trasversali – inclusione, innovazione digitale e sostenibilità verde – con un’attenzione specifica agli apprendenti e agli insegnanti ucraini, anche quelli sfollati nei Paesi dell’UE o in quelli associati al programma.

“Erasmus+ deve essere accessibile a tutti, indipendentemente dal contesto o dalle circostanze”, sostiene Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, i posti di lavoro di qualità e la preparazione. “Il nostro obiettivo è chiaro: Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro. Da formati più inclusivi a una maggiore sensibilizzazione, vogliamo aiutare un maggior numero di persone ad accedere a Erasmus+ e a sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per il futuro. Già l’anno scorso, la percentuale di partecipanti con minori opportunità è cresciuta fino a circa il 17% e siamo determinati a fare ancora meglio nel 2026”.

Una delle principali novità riguarda l’introduzione di una nuova azione dedicata al settore scolastico: le “European partnerships for school development”, che sosterranno progetti innovativi per rafforzare le competenze fondamentali, l’impegno civico e la partecipazione democratica degli studenti.

Il programma continuerà a finanziare mobilità individuali e di gruppo, partenariati tra organizzazioni e attività di cooperazione internazionale ad ampio raggio.

ERASMUS+ 2026: MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE E AMBITI DI FINANZIAMENTO

Erasmus+ 2026 definisce le condizioni per la partecipazione al programma. Le organizzazioni attive nei settori dell’istruzione superiore, dell’istruzione scolastica, della formazione professionale (VET), dell’educazione degli adulti, della gioventù e dello sport possono candidarsi ai finanziamenti.

Tra i potenziali partecipanti figurano scuole, università, enti di formazione, associazioni giovanili, ONG e organismi sportivi.

Le persone fisiche – come studenti, insegnanti, formatori, giovani e operatori giovanili – non presenteranno candidature individuali, ma potranno partecipare tramite le organizzazioni di appartenenza che richiedono i finanziamenti.

La maggior parte delle candidature deve essere presentata alle Agenzie Nazionali dei Paesi aderenti al programma, mentre alcune azioni — in particolare quelle centralizzate o di più ampia portata — sono gestite direttamente dalla European Education and Culture Executive Agency (EACEA).

La Commissione invita tutti i potenziali beneficiari a consultare attentamente i bandi 2026, che includono dettagli sulle priorità del programma, le condizioni di ammissibilità e le scadenze per ciascuna azione.

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bandi Altro

Trials4Health 2026: nuovo bando europeo per studi clinici multi-paese

“Trials4Health 2026: Multi-country Investigator-Initiated Clinical Trials in Cardiovascular, Autoimmune and Metabolic diseases” è il titolo della nuova call transnazionale lanciata da ERA4Health, la partnership europea finanziata nell’ambito di Horizon Europe per sostenere la ricerca collaborativa in Europa.

Pubblicata il 6 novembre 2025, la call Trials4Health 2026 è dedicata al finanziamento di studi clinici interventistici, randomizzati e avviati da ricercatori (IICS – Investigator-Initiated Clinical Studies), condotti in più Paesi europei e focalizzati su malattie cardiovascolari, malattie metaboliche e malattie autoimmuni.

Gli studi richiesti devono essere preferibilmente di fase III, cioè in una fase avanzata della ricerca clinica, pensati per valutare l’efficacia comparativa (pragmatic comparative-effectiveness trials) oppure per esplorare il riposizionamento di farmaci già autorizzati (drug repurposing), purché fuori brevetto.

La call Trials4Health 2026 non finanzia studi osservazionali, studi di coorte, studi clinici di fase I–II, meta-analisi o progetti con finalità commerciali, poiché l’obiettivo è sostenere studi indipendenti, basati su solide domande cliniche e privi di interessi industriali diretti.

Le proposte devono dimostrare un chiaro valore aggiunto della collaborazione transnazionale, ad esempio grazie all’arruolamento in più Paesi e alla maggiore rappresentatività dei pazienti, e devono garantire un impatto sostanziale sulla salute pubblica.

La call rientra tra le attività principali della partnership ERA4Health e promuove una cooperazione transnazionale strutturata tra centri clinici, ospedali, istituti di ricerca e organizzazioni sanitarie pubbliche.

Trials4Health 2026: Presentazione delle Proposte e Cronoprogramma

Le condizioni generali per la presentazione delle proposte alla call Trials4Health 2026 richiedono particolare attenzione agli aspetti etici e all’approccio responsabile alla ricerca. I progetti devono:

  • avere una durata massima di 48 mesi;

  • rispettare i principi della Responsible Research and Innovation (RRI), integrando aspetti sociali, etici, culturali e politici nel disegno dello studio;

  • non essere sottoposti contemporaneamente a più call per la stessa attività (nessun double funding);

  • includere una griglia etica (ethical grid) che identifichi potenziali rischi e misure di tutela per i partecipanti, in conformità con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (General Data Protection Regulation – GDPR) e con le normative cliniche nazionali ed europee;

  • adottare un disegno clinico robusto, giustificato e realistico, comprensivo di strategia di reclutamento, dimensione campionaria, gestione dei dati e piano di analisi;

  • garantire equità, diversità e parità di genere, sia nella composizione del team che nel reclutamento dei pazienti;

  • dimostrare come il progetto genererà benefici per utenti finali, pazienti e sistemi sanitari.

L’Italia vede la partecipazione del Ministero della Salute (IT-MOH) della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) come enti finanziatori.

Gli enti italiani interessati (ospedali, IRCCS, università, istituti di ricerca, ASL) devono verificare attentamente i requisiti nazionali di ammissibilità e assicurare la conformità alle procedure italiane e regionali.

Il cronoprogramma ufficiale prevede la presentazione delle pre-proposte entro il 27 gennaio 2026; la comunicazione degli ammessi alla fase successiva il 17 aprile 2026; la presentazione delle proposte complete entro il 17 giugno 2026; la fase di rebuttal tra agosto e settembre 2026, e le decisioni finali entro fine ottobre 2026.

L’avvio dei progetti selezionati è previsto tra gennaio e maggio 2027, in base alle procedure nazionali di implementazione.

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bandi cure integrate

In arrivo la Twinning Call 2026 di EP PerMed per diffondere la medicina personalizzata in Europa

La Twinning Call 2026 “Advancing Collaborative Implementation of Personalized Medicine Approaches in Healthcare” (Promuovere l’implementazione collaborativa di approcci di medicina personalizzata nell’assistenza sanitaria) è promossa da EP PerMed per favorire lo scambio di conoscenze e best-practice nella medicina personalizzata (Personalised Medicine – PM) tra istituzioni europee.

Secondo il bando, un’istituzione donatrice (“Twinning Donor”) con un approccio PM già maturo trasferirà competenze e pratiche a una o più istituzioni riceventi (“Twinning Receiver”) che desiderano adottare o adattare tali soluzioni.

Dal 25 settembre 2025 al 26 febbraio 2026 la piattaforma di matchmaking online consente la registrazione di profili “Donor” o “Receiver” per creare e costruire consorzi eleggibili.

Il processo di matchmaking è iniziato il 13 ottobre 2025 con la fase “Early Matchmaking”, rivolta a ospedali, provider sanitari, organizzazioni di ricerca, aziende e altri soggetti attivi nell’ecosistema della medicina personalizzata, presenti in Stati membri dell’Unione Europea (UE) o Paesi associati a Horizon Europe.

Istituti clinici, centri di ricerca e provider sanitari possono proporsi sia come Donor (se dispongono già di soluzioni mature di PM) sia come Receiver (se desiderano implementare tali soluzioni facendo rete con un Donor europeo), partecipando così alla diffusione di pratiche innovative e al rafforzamento della capacità nazionale nel campo della PM.

requisiti e Cronoprogramma della Twinning Call 2026

Per partecipare alla Twinning Call 2026, il consorzio proponente deve rispettare i seguenti requisiti fondamentali:

  • deve includere una solo organizzazione Twinning Donor (ossia l’ente che mette a disposizione una soluzione o approccio già maturo in medicina personalizzata) e almeno una, fino a un massimo di due organizzazioni Twinning Receiver (ossia enti che desiderano adottare o adattare la soluzione);
  • le organizzazioni Donor e Receiver devono essere costituite in Stati membri dell’UE o Paesi associati a Horizon Europe;
  • il consorzio deve essere transnazionale, coinvolgendo almeno due e al massimo tre organizzazioni legalmente registrate in almeno due differenti Paesi eleggibili;
  • la soluzione o l’approccio che viene trasferito (via Donor-Receiver) deve essere matura per l’implementazione, ovvero con livello di prontezza tecnologica (TRL) pari a 9 e – se richiesto – marchio CE (CE-marked). Ciò significa che non sono ammessi progetti puramente esplorativi o di ricerca di base, ma si richiede che la tecnologia/approccio sia già operativo e pronto per replicazione o adozione;
  • le attività devono essere chiaramente collegate alla PM e possono coprire uno o più dei seguenti ambiti: diagnostica, prevenzione, trattamento, gestione del paziente, follow-up;
  • la partnership Donor-Receiver ha durata indicativa tra 6 e 12 mesi, che richiede un piano realistico, ben definito e operativo fin dall’inizio del progetto.

Il cronoprogramma della Twining Call 2026 prevede:

  • 30 ottobre 2025, ore 12:00 CEST – Webinar informativo sull’Early Matchmaking (È possibile guardare la registrazione a questo LINK).
  • 10 dicembre 2025 – Lancio del bando e apertura della piattaforma di candidatura.
  • 17 dicembre 2025, ore 12:00 CEST – Webinar informativo sul bando (LINK per la registrazione).
  • 15 gennaio 2026, ore 12:00 CEST – Evento di Matchmaking online (LINK per la registrazione).
  • 26 febbraio 2026, ore 16:00 CEST – Termine ultimo per la presentazione delle proposte.
  • 16 aprile 2026 – Notifica dei risultati finali.

 

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