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Nuova pubblicazione “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network”

Una recente pubblicazione della World Health Organization (WHO) analizza il contributo delle regioni europee nell’affrontare il cambiamento climatico come sfida di sanità pubblica. Il documento, sviluppato nell’ambito del WHO Regions for Health Network (RHN), raccoglie sei casi studio—Andalusia, Emilia-Romagna, Fiandre, Mosca, Ticino e Galles—e offre una panoramica delle strategie adottate a livello subnazionale.

Il cambiamento climatico come questione di salute

Il report “Action for climate change: examples from the WHO Regions for Health Network” evidenzia come il cambiamento climatico abbia impatti sempre più rilevanti sulla salute delle popolazioni. Tra questi figurano l’aumento delle ondate di calore, la scarsità idrica, le alluvioni, il peggioramento della qualità dell’aria e la diffusione di malattie trasmesse da vettori.

A questi effetti si aggiungono conseguenze meno immediate ma significative, come l’incremento dei problemi di salute mentale. Il documento sottolinea inoltre che tali impatti tendono a colpire in modo più marcato le fasce di popolazione più vulnerabili, contribuendo ad ampliare le disuguaglianze esistenti.

Il livello regionale come ambito di intervento

Secondo la pubblicazione, le regioni rappresentano un livello particolarmente rilevante per l’azione climatica e sanitaria. La gestione di servizi essenziali, la prossimità alle comunità e la possibilità di adattare le politiche ai contesti locali consentono infatti interventi mirati. I casi analizzati mostrano diverse tipologie di azioni:

  • misure di adattamento, come piani per la gestione delle ondate di calore e sistemi di risposta alle alluvioni
    interventi di mitigazione, inclusa la riduzione delle emissioni nei sistemi sanitari
  • iniziative per rafforzare la resilienza dei servizi sanitari
  • attività di coinvolgimento delle comunità locali
Indicazioni per il futuro

Le esperienze evidenziano sia elementi comuni, come il rischio legato al caldo estremo, sia differenze legate ai contesti territoriali, ad esempio per quanto riguarda la scarsità d’acqua o il rischio idrogeologico. Dall’analisi emergono inoltre alcune indicazioni ricorrenti:

  • Viene evidenziata la necessità di integrare in modo sistematico la salute nelle politiche climatiche, al fine di migliorare l’efficacia degli interventi.
  • Si sottolinea l’importanza di considerare l’equità, tenendo conto dei determinanti sociali della salute nella definizione delle strategie.
  • Si considera il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza e allerta precoce, attraverso l’integrazione di dati ambientali e sanitari.
  • Si nota anche il ruolo dei sistemi sanitari, chiamati non solo a rispondere agli impatti del cambiamento climatico, ma anche a contribuire alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso modelli più sostenibili.
  • Infine, il documento richiama l’importanza della collaborazione interregionale e multisettoriale, anche per favorire lo scambio di buone pratiche e l’accesso a risorse finanziarie.

Le esperienze analizzate mostrano la necessità di adattare le strategie ai contesti locali, senza però dimenticare l’importanza trasversale del rafforzamento dei sistemi e l’attenzione alle disuguaglianze quali elementi centrali per sostenere risposte efficaci e durature nel tempo.

 

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Salute Globale

24 MARZO 2026: Giornata mondiale della tubercolosi (TBC)

La Giornata Mondiale della Tubercolosi (TBC), celebrata il 24 marzo, amplifica l’urgenza di porre fine a una delle malattie infettive più letali al mondo. Il tema scelto per il 2026 è “Sì! Possiamo porre fine alla TBC!”, un potente messaggio di speranza che riafferma la possibilità di invertire la rotta dell’epidemia nonostante le sfide globali.

I dati aggiornati dell’OMS mostrano l’entità della sfida e i successi ottenuti:

  • 83 milioni di vite salvate dal 2000 ad oggi;
  • 10,7 milioni di persone ammalate di TBC nel 2024;
  • 1,23 milioni di decessi registrati nell’ultimo anno.
Messaggi chiave per il 2026

Per raggiungere l’obiettivo della “End TB Strategy”, l’OMS ha individuato alcuni pilastri fondamentali:

  • Investimento come scelta politica strategica: investire nella lotta alla tubercolosi non è solo una misura sanitaria, ma una decisione economica. Ogni dollaro investito genera un ritorno fino a 43 dollari in termini di salute e produttività.
  • Accelerare l’innovazione: è essenziale implementare rapidamente i nuovi test diagnostici near-point-of-care raccomandati dall’OMS per chiudere il divario nell’accesso alle cure.
  • Proteggere i progressi compiuti: le crisi globali e le pressioni fiscali minacciano i traguardi raggiunti; i Paesi devono preservare i servizi essenziali per prevenire interruzioni fatali.
  • Porre fine alla TBC per rafforzare la sicurezza sanitaria: la tubercolosi resta una delle malattie infettive più letali. Sconfiggerla significa costruire sistemi sanitari più forti e resilienti, un investimento critico per la sicurezza globale.
  • Mobilitare un’azione multisettoriale dell’intero governo: la TBC è guidata da disuguaglianze strutturali. Serve una collaborazione coordinata che vada oltre il settore sanitario, supportata da forti meccanismi di responsabilità.
  • Fornire cure centrate sulla persona: i servizi di assistenza primaria devono essere accessibili, convenienti, privi di stigma e guidati dalla comunità, coinvolgendo direttamente la società civile e le persone colpite.

Rafforzare la risposta alla tubercolosi significa costruire sistemi sanitari più resilienti e garantire la sicurezza sanitaria nazionale e globale. In occasione del World TB Day, l’OMS invita governi, società civile e partner internazionali a trasformare gli impegni in azioni concrete.

 

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digital health Salute Globale

L’OMS lancia l’ICD-11 2026

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la versione 2026 della International Classification of Diseases (ICD-11), lo standard internazionale per la classificazione delle malattie, delle cause di morte e delle condizioni di salute.

L’ICD è uno strumento globale di riferimento per la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e la comparazione dei dati sanitari tra Paesi e sistemi sanitari diversi, e questa nuova versione integra ulteriori aggiornamenti clinici e funzionali pensati per rispondere alle esigenze dei sistemi sanitari moderni e digitali.

La classificazione, sviluppata dall’OMS come parte della WHO Family of International Classifications (WHO-FIC), mette a disposizione professionisti sanitari, policy maker e ricercatori di tutto il mondo un linguaggio standardizzato per descrivere malattie, lesioni, fattori sociali, condizioni di salute legate alla funzione corporea e altro ancora.

Fondata su una struttura digitale moderna e interoperabile, ICD-11 supera l’ex ICD-10, offrendo una base più ampia, flessibile e allineata alle tecnologie digitali, compresa la possibilità di accesso via API e strumenti di codifica avanzata.

Nel corso degli anni, l’ICD ha evoluto il suo ruolo: da elenco di cause di morte, a sistema complesso di classificazione che riflette non solo aspetti clinici, ma anche contesti sociali e funzionali dei pazienti, favorendo l’analisi epidemiologica, la pianificazione delle risorse sanitarie e il monitoraggio delle politiche sanitarie a livello nazionale e internazionale.

ICD-11: INNOVAZIONI, INTEROPERABILITÀ E USO NEI SISTEMI SANITARI

Con oltre 6,3 milioni di combinazioni di codici ricercabili e supporto multilingue, questa release rappresenta un importante passo verso una migliore comprensione globale dei trend di malattia, delle dinamiche di mortalità e dei profili di salute delle popolazioni. Tra gli elementi più importanti:

  • Miglioramenti tecnici e digitali: l’ICD-11 è progettato per integrarsi facilmente con i moderni sistemi informativi sanitari attraverso strumenti digitali come le Application Programming Interfaces (API), consentendo la codifica e lo scambio di dati in modo più rapido e standardizzato tra software, registri sanitari e sistemi di sorveglianza. Questa interoperabilità rappresenta un avanzamento rispetto alle precedenti versioni, facilitando l’applicazione dell’ICD non solo per fini statistici, ma anche per decision support e gestione clinica.
  • Estendibilità e precisione dei dati: la release 2026 comprende un aggiornamento della struttura di codifica, con ampliamenti dei codici di estensione che consentono descrizioni cliniche più dettagliate e specifiche. Questi miglioramenti permettono di codificare in modo più fine situazioni cliniche complesse, migliorando la qualità dei dati raccolti a livello epidemiologico, clinico e amministrativo.
  • Supporto alla salute pubblica e alla ricerca: l’ampiezza delle categorie incluse nella classificazione – che coprono migliaia di entità, dai disturbi clinici alle condizioni sociali che influenzano la salute – offre alle autorità sanitarie strumenti più solidi per progettare interventi, monitorare trend, allocare risorse e supportare la ricerca comparativa tra Paesi. Questo è particolarmente utile nel contesto delle grandi sfide sanitarie globali, epidemiologiche e demografiche.

Inoltre, l’ICD-11 promuove una maggiore coerenza semantica nei dati sanitari. Ciò significa che i termini utilizzati per codificare diagnosi e condizioni sono definiti in modo rigoroso e uniforme, migliorando la comparabilità dei dati stessi.

L’aggiornamento 2026 dell’ICD-11 continua il percorso di transizione verso strumenti digitali per la salute, facilitando l’armonizzazione dei dati tra sistemi diversi, l’utilizzo di tecnologie interoperabili e la standardizzazione dei processi di documentazione sanitaria.

 

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OCSE: pubblicato l’Health at a Glance 2025

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il rapporto Health at a Glance 2025, una fotografia sullo stato di salute della popolazione e dei sistemi sanitari degli Stati membri, dei Paesi candidati all’ingresso nell’Organizzazione e dei partner strategici, tra cui l’Unione Europea.

L’ Health at a Glance 2025

Il documento attinge ai dati delle ultime statistiche nazionali ufficiali per analizzare e mettere a confronto le situazioni sanitarie di ciascun Stato membro attraverso una serie di indicatori, quali lo stato di salute, i determinanti non medici (o determinanti sociali della salute) e i fattori di rischio per la salute, l’accesso alle cure e la qualità dei servizi sanitari, la spesa pubblica dedicata al comparto sanitario e le risorse dei sistemi sanitari nazionali. I dati forniscono un quadro generale e attuale sulla salute delle popolazioni dei Paesi interessati e gli andamenti principali in ambito sanitario in chiave comparativa, quest’anno con un focus particolare alla medicina di genere.

Secondo il Rapporto, la qualità dell’assistenza sanitaria nei Paesi OCSE è in risalita dopo la crisi pandemica, con una spesa media del 9,3% del PIL per il comparto sanitario nel 2024: un incremento rispetto al periodo pre-pandemico. Basandosi sui dati raccolti, l’OCSE prevede un aumento della spesa pubblica in ambito sanitario di 1,5% del PIL entro il 2045, trainato principalmente dalla transizione tecnologica, dalle crescenti aspettative sull’assistenza sanitaria e dall’invecchiamento della popolazione.

Rimangono tuttavia modesti gli investimenti nelle misure di prevenzione alle crisi sanitarie, anch’essi sotto la soglia del periodo pre-pandemico con una media del 3% della spesa sanitaria totale, sottolineando la mancata adozione di piani di contrasto alle emergenze sanitarie e una generale indifferenza circa l’efficacia costi-benefici della prevenzione dei comportamenti a rischio, quali l’obesità, il fumo e il consumo di alcol.

Torna a crescere l’aspettativa di vita, pur rimanendo inferiore ai livelli del periodo pre-pandemico. La popolazione femminile beneficia di una maggiore aspettativa di vita, nonostante appaia come questa sia soggetta a trascorrere più tempo versando in peggiori condizioni di salute rispetto alla controparte maschile. Le cause principali dei decessi prematuri, sotto ai 75 anni, sono le malattie dell’apparato circolatorio e il cancro, rappresentando quasi la metà di tutti i decessi nei Paesi OCSE.

Si registrano difficoltà di accesso ai sistemi sanitari nella maggior parte degli Stati membri, con differenze significative sul piano socio-economico. L’assistenza sanitaria di base costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione dei ricoveri ospedalieri, dove la qualità dei servizi di terapia intensiva segna un miglioramento continuo.

Sul piano professionale, si assiste ad una crescita del personale sanitario, dato destinato ad aumentare per via della crescente domanda di assistenza sanitaria. Nel 2023, il personale formato all’estero rappresentava il 20% della forza lavoro settoriale. 

I dati nazionali

Sul piano nazionale, l’Italia nell’Health at a Glance 2025 si attesta al di sopra della media OCSE in 7 dei 10 indicatori sullo stato di salute e i fattori di rischio. Lo stesso si può dire per l’accesso alle cure e la qualità dei servizi, con 6 indicatori su 10 al di sopra della media dei Paesi OCSE.

Tuttavia, la spesa sanitaria pro-capire (5154$) risulta inferiore alla media OCSE (5967$), allocando un totale di 8,4% del PIL al comparto sanitario, quasi un punto percentuale al di sotto della media OCSE.

 

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Salute Globale

EDCTP3 rinnova il gruppo Stakeholders: aperta la call per le organizzazioni attive nella salute globale

La Global Health EDCTP3 (European and Developing Countries Clinical Trials Partnership) ha aperto una call per manifestazioni di interesse rivolta a organizzazioni pubbliche e private che desiderano entrare a far parte del suo Stakeholders’ Group. Il gruppo ricopre un ruolo consultivo essenziale per la governance del programma, affiancando il Comitato Scientifico e supportando il Consiglio Direttivo.

Nel corso degli ultimi due anni, lo Stakeholders’ Group ha contribuito in modo significativo all’aggiornamento della Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA), all’organizzazione dell’Undicesimo e Dodicesimo Forum EDCTP e all’elaborazione di raccomandazioni strategiche e politiche. La nuova selezione punta a individuare fino a 30 organizzazioni, che nomineranno un rappresentante e un supplente. Le candidature devono essere inviate entro il 5 settembre 2025, esclusivamente via e-mail a: stakeholders-group@global-health-edctp3.europa.eu

Chi può candidarsi allo Stakeholders’ Group di EDCTP3

Possono presentare manifestazione di interesse tutte le organizzazioni attive nel settore della salute globale, in linea con la missione di EDCTP3, comprese:

  • associazioni di pazienti;

  • rappresentanze della società civile in ambito salute e malattie infettive in Africa sub-sahariana;

  • organizzazioni professionali internazionali o regionali nel settore della salute globale;

  • enti locali o regionali che erogano servizi sanitari nell’Africa sub-sahariana;

  • imprese sociali e partnership per lo sviluppo di prodotti per la salute;

  • aziende, industrie e PMI nel settore della salute globale;

  • istituti di ricerca impegnati sulle malattie infettive in Africa sub-sahariana;

  • altri enti finanziatori della ricerca sanitaria con focus su paesi a basso e medio reddito.

Si richiede un equilibrio geografico, tematico e di genere, con particolare attenzione alla presenza di competenze provenienti dall’Africa sub-sahariana. I rappresentanti delle organizzazioni devono possedere almeno dieci anni di esperienza nel settore, un’ottima conoscenza dell’inglese scritto e parlato e comprovata esperienza in organismi consultivi. Il mandato sarà di due anni, con possibilità di rinnovo da parte del Consiglio Direttivo su raccomandazione del Direttore Esecutivo.

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Salute Globale

OMS: pubblicato il report dell’Hub per l’Intelligence su Pandemia ed Epidemie

Nato nel settembre 2021 a Berlino con il sostegno del governo tedesco, il WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence dell’OMS rappresenta una risposta concreta alle debolezze emerse a livello globale nella capacità di rilevare, monitorare e gestire le minacce sanitarie. Il suo obiettivo è contribuire a un mondo in cui la sorveglianza collaborativa consenta a Paesi e comunità di ridurre al minimo l’impatto di pandemie ed epidemie.

Il lavoro dell’Hub si inserisce nel quadro dell’OMS per il rafforzamento dell’architettura globale in materia di prevenzione, preparazione, risposta e resilienza (HEPR), e promuove il potenziamento sistematico delle capacità di sorveglianza e collaborazione tra attori nazionali e internazionali, sia del settore sanitario che di altri ambiti.

Dati, tecnologie e collaborazione dell’hub per un’intelligence sanitaria globale

Con una rete che coinvolge oltre 150 Paesi, sei uffici regionali e la sede centrale di Ginevra, l’Hub dell’OMS lavora a stretto contatto con gli Stati membri e gli uffici regionali e nazionali, fornendo supporto concreto alla sorveglianza delle malattie e alla risposta tempestiva alle emergenze sanitarie.

Attraverso un approccio intersettoriale e interdisciplinare, l’Hub crea un ambiente collaborativo in cui innovatori, ricercatori ed esperti condividono tecnologie all’avanguardia e strumenti analitici per rafforzare le capacità decisionali e adattare gli interventi ai bisogni locali, regionali e globali.

Tra gli strumenti sviluppati figura EIOS – Epidemic Intelligence from Open Sources, un sistema di allerta precoce basato sull’intelligenza artificiale che analizza in tempo reale fonti aperte per identificare potenziali minacce alla salute pubblica.

Genomica, simulazione e formazione

Un altro ambito chiave è la sorveglianza genomica, attraverso la rete International Pathogen Surveillance Network (IPSN), che collega oltre 235 organizzazioni e Paesi per ampliare l’accesso all’analisi genetica di virus e agenti patogeni. Un fondo dedicato da 4 milioni di dollari sostiene le attività nei Paesi a basso e medio reddito, favorendo l’equità nell’accesso alle tecnologie.

L’Hub sta inoltre sviluppando una piattaforma digitale avanzata per visualizzare la trasmissione delle malattie e simulare l’impatto delle misure di contenimento. Una volta operativa, la piattaforma offrirà ai decisori politici strumenti concreti per valutare scenari e pianificare risposte efficaci alle emergenze sanitarie.

Un campus per la cooperazione internazionale

Oltre all’innovazione tecnologica, l’Hub promuove attivamente la creazione di partenariati strategici e la co-creazione di soluzioni. La sede di Berlino ospita ogni anno decine di workshop e incontri internazionali, configurandosi come un vero e proprio campus globale per l’intelligence sanitaria, punto di riferimento per la comunità scientifica e per gli attori istituzionali impegnati nella sicurezza sanitaria mondiale.

L’Hub dell’OMS per l’intelligence su pandemia ed epidemie continua a espandere il proprio impatto con l’obiettivo di rafforzare la sorveglianza collaborativa, favorire l’adozione di approcci innovativi, e costruire un sistema globale più sicuro e reattivo di fronte alle future minacce sanitarie.

 

Il Rapporto annuale 2024 dell’Hub OMS è disponibile al seguente LINK.

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Altro bandi

Aperta la nuova piattaforma di networking EDCTP3 per i bandi sulla salute globale

La European and Developing Countries Clinical Trials Partnership (EDCTP3) ha lanciato una nuova piattaforma di networking per supportare i soggetti interessati alla seconda fase delle proposte progettuali.

La Global Health EDCTP3 networking platform è aperta a tutti ed è gratuita. È pensata per offrire strumenti utili sia a chi coordina una proposta sia a chi intende unirsi ad un consorzio o esplora opportunità di co-finanziamento, favorendo lo sviluppo di collaborazioni strategiche tra Enti Pubblici, Università, Centri di Ricerca, imprese, ONG e altri stakeholder attivi nel campo della salute globale.

Funzionalità della piattaforma di networking EDCTP3

Gli utenti registrati possono:

  • creare un profilo dettagliato del proprio ente o gruppo di ricerca;
  • descrivere le proprie competenze, i temi di interesse e il ruolo desiderato nel consorzio;
  • consultare i profili degli altri partecipanti;
  • richiedere incontri virtuali bilaterali per avviare collaborazioni.

La piattaforma è disponibile in lingua inglese e francese e rimarrà aperta fino alla scadenza della seconda fase per la sottomissione delle proposte.

L’iniziativa è pensata per facilitare l’interazione diretta, promuovendo partenariati con competenze multidisciplinari e una forte componente internazionale, in linea con la missione di EDCTP3: rafforzare la capacità di ricerca sulle malattie infettive che colpiscono in modo in particolare i Paesi dell’Africa sub-sahariana.

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digital health

EDCTP3: pubblicato il Programma di Lavoro 2025

L’European and Developing Countries Clinical Trials Partnership (EDCTP3) ha pubblicato il Programma di Lavoro per il 2025, il più ampio e ambizioso dalla nascita della Joint Undertaking nel 2021.

Con un budget complessivo di 214 milioni di euro, il programma comprende quattro inviti a presentare proposte, coprendo sette tematiche principali per promuovere azioni di Ricerca e Innovazione (RIA) nel campo della Salute Globale.

il Programma di Lavoro EDCTP3 2025

Le iniziative si concentrano sullo sviluppo di vaccini e terapie per malattie come tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate. Tra le azioni principali:

  • sviluppo di vaccini contro la tubercolosi nell’Africa subsahariana;
  • nuovi candidati terapeutici contro la malaria;
  • accelerazione nello sviluppo di vaccini profilattici contro Malattie Tropicali Neglette (MTN).

Inoltre, le CSA mirano a rafforzare le infrastrutture di ricerca clinica in Africa tramite borse di studio in Sanità Pubblica, reti regionali per la risposta alle epidemie e poli strategici di formazione.

Un ulteriore focus è rivolto alla lotta contro le malattie diarroiche nel contesto dei cambiamenti climatici e alla promozione di innovazioni trasformative per rendere gli interventi più accessibili e convenienti. Saranno esplorati nuovi approcci per ottimizzare e rendere più agili le modalità di collaborazione, tra cui un pilota con contributi forfettari su due delle tematiche proposte dal bando.

Gli inviti per presentare le proposte si apriranno il 30 gennaio 2025. I consorzi interessati potranno inviare una breve proposta entro il 20 marzo 2025. I consorzi selezionati presenteranno poi una proposta completa entro settembre 2025.

Nelle prossime settimane verranno organizzati Info Days per supportare i candidati interessati.

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Altro

Salute globale: la strategia UE per rafforzare i partenariati internazionali ed integrare il Global Gateway

La Commissione Europea ha presentato un aggiornamento sulla sua strategia per i partenariati internazionali attraverso la comunicazione “Costruire partenariati internazionali sostenibili come Team Europa”.

Negli ultimi cinque anni, l’UE ha ridefinito il suo approccio di cooperazione internazionale per una salute globale, passando da una dinamica donatore-beneficiario a partenariati basati sulla reciprocità, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza interna ed esterna. La strategia è integrata nell’iniziativa Global Gateway, lanciata nel 2021, che punta a mobilitare investimenti pubblici e privati fino a 300 miliardi di euro entro il 2027.

Il modello team Europa, per una cooperazione sulla salute globale

Il modello Team Europa, nato durante la pandemia di COVID-19, è diventato uno strumento centrale nell’azione esterna dell’UE. Grazie a questo approccio, che coinvolge istituzioni europee, Stati membri e settore privato, l’UE ha mobilitato 179 miliardi di euro tra il 2021 e il 2023, portando avanti 225 progetti in tutto il mondo. Questi investimenti puntano a migliorare infrastrutture critiche nei settori della transizione energetica, digitale, salute e istruzione, rafforzando così la cooperazione globale.

La strategia Global Gateway si concentra su cinque aree principali: clima ed energia, transizione digitale, connettività dei trasporti, salute e istruzione. I progetti spaziano dall’installazione di impianti di energia rinnovabile in Namibia, al rafforzamento delle infrastrutture digitali nelle Filippine, fino all’accesso a vaccini e cure mediche in Africa. L’UE intende posizionarsi dunque come un partner globale per la sostenibilità e lo sviluppo inclusivo.

 

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OMS: Nuove linee guida per sperimentazioni cliniche più efficaci ed eque

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha introdotto nuove linee guida “Guidance for best practices for clinical trials” volte a migliorare la progettazione, l’esecuzione e la supervisione delle sperimentazioni cliniche nei paesi di tutti i livelli di reddito. Queste linee guida mirano a rafforzare i sistemi di ricerca e sviluppo (R&S) guidati dai paesi, promuovendo un accesso più equo a interventi sanitari sicuri ed efficaci. L’obiettivo finale è rendere questi interventi più accessibili e convenienti in tutto il mondo, garantendo progressi più rapidi nella salute globale.

Sviluppata attraverso ampie consultazioni con quasi 3.000 stakeholder da 48 paesi, la guida dell’OMS copre un’ampia gamma di interventi sanitari, tra cui prodotti farmaceutici, vaccini, diagnosi, cure preventive e trattamenti tradizionali.

Le nuove linee guida OMS sulle sperimentazioni cliniche

Per la prima volta, l’OMS fornisce raccomandazioni specifiche per le autorità sanitarie e di regolamentazione nazionali, nonché per i finanziatori, su come migliorare le sperimentazioni cliniche. Le linee guida affrontano sfide chiave, tra cui una progettazione scadente delle sperimentazioni, la mancanza di diversità nelle popolazioni partecipanti, infrastrutture inadeguate e ritardi burocratici, che possono comportare costi significativi, sia in termini di denaro che di vite umane.

Esiste una significativa disparità tra i paesi ad alto reddito (HIC) e i paesi a basso e medio reddito (LMIC) quando si tratta di sperimentazioni cliniche. Nel 2022, sono stati condotti oltre 27.000 studi clinici in 86 HIC, rispetto ai quasi 25.000 in 131 LMIC. Spesso, gli LMIC vengono inclusi negli studi clinici a causa del loro elevato carico di malattia, ma i dati generati avvantaggiano principalmente gli HIC, con scarso impatto sugli stessi LMIC.

Inoltre, nel 2022, meno del 5% degli studi clinici ha coinvolto donne incinte e solo il 13% ha incluso bambini. Questa sottorappresentazione riduce la qualità delle prove per questi gruppi e limita il loro accesso agli interventi necessari. Le linee guida richiedono pertanto, una maggiore inclusione delle popolazioni a rischio negli studi clinici fin dalle prime fasi, con un’attenzione alle valutazioni della sicurezza e ai processi di consenso etico.

Infine, il documento dell’OMS, sostiene l’implementazione degli ecosistemi nazionali di R&S attraverso finanziamenti sostenibili per supportare un migliore processo decisionale e accelerare l’adozione di innovazioni sanitarie a livello globale.

 

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