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State of Interreg 2025: pubblicata l’analisi sullo stato di avanzamento dei programmi

I dati INTERREG aggiornati a fine 2025

Il report evidenzia un livello molto avanzato di impegni finanziari raggiunto da Interreg alla fine del 2025: circa il 70–75% del budget complessivo, pari a oltre 7,5 miliardi di euro, è stato già destinato all’implementazione di quasi 6.000 progetti.

Questo dato conferma una chiara accelerazione rispetto agli anni precedenti e dimostra come la maggior parte degli 86 programmi Interreg abbia ormai raggiunto una fase di maturità avanzata, pur con differenze significative tra loro. In particolare:

  • 15 programmi hanno già impegnato oltre il 90% delle risorse disponibili;
  • solo 6 programmi restano sotto la soglia del 40%.

Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto alla fine del 2024, quando erano ancora 33 i programmi sotto il 40%, segno di un netto rafforzamento delle performance complessive.

Rispetto al ciclo precedente (2014–2020), emerge inoltre una tendenza verso progetti meno numerosi ma di maggiore dimensione finanziaria, suggerendo un possibile orientamento verso interventi più strutturati e strategici.

Dal finanziamento all’impatto sui territori

Nonostante queste tendenze generali, Interreg si conferma uno strumento estremamente flessibile, capace di adattarsi a contesti territoriali, priorità politiche e modelli di governance molto diversi tra loro. Con l’avanzare del periodo di programmazione, le opportunità di finanziamento sono destinate a ridursi progressivamente: si stima che a fine 2025, 27 programmi siano già chiusi o in fase di chiusura.

Di conseguenza, l’attenzione si sposterà sempre più dalla selezione dei progetti alla loro attuazione concreta. Gli ultimi anni del ciclo 2021–2027 saranno decisivi per dimostrare il reale valore aggiunto della cooperazione territoriale europea e il suo impatto tangibile sui territori.

In sintesi, il rapporto State of Interreg 2025 restituisce l’immagine di un programma dinamico e in evoluzione, capace di mobilitare rapidamente risorse a favore della cooperazione territoriale europea, e che si avvia verso la fase finale di implementazione.

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digital health Salute mentale

La Presidenza cipriota dell’UE rilancia l’eccellenza clinica europea

Nel quadro della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, ruolo ricoperto attualmente da Cipro, si è svolto a Lefkosia il 26 febbraio 2026, un Consiglio informale dei ministri della salute. L’incontro ha rappresentato un momento chiave per rafforzare la costruzione della futura Unione europea della salute, in linea con le priorità della Presidenza, orientate a maggiore autonomia, resilienza e integrazione dei sistemi sanitari europei.

Un Centro europeo di eccellenza clinica

Al centro del dibattito vi è la proposta di istituire un Centro europeo di eccellenza clinica per i farmaci, concepito come strumento di coordinamento e rafforzamento delle capacità scientifiche a livello europeo.

L’iniziativa, di natura non vincolante, mira a rafforzare il ruolo dell’UE nella politica farmaceutica globale e promuovere un approccio più integrato e centrato sul paziente.

Secondo la Presidenza cipriota, il Centro potrebbe contribuire a ridurre frammentazioni tra Stati membri e sostenere lo sviluppo di un sistema sanitario europeo più coeso. 

Le altre priorità strategiche: la salute mentale e l’interoperabilità dei dati sanitari

Il Consiglio informale ha anche posto l’accento sulla salute mentale e l’inclusione, con particolare attenzione ai giovani. I ministri hanno sottolineato la necessità di integrare queste dimensioni nelle politiche nazionali e di rafforzare la cooperazione europea per affrontare disuguaglianze e determinanti sociali della salute.

L’attuazione dello Spazio europeo dei dati sanitari, considerato una componente fondamentale per il futuro della sanità europea, ha rappresentato il terzo argomento discusso. In questo ambito, è stata evidenziata l’importanza dell’interoperabilità dei dati e del loro utilizzo su larga scala per sostenere innovazione, intelligenza artificiale e politiche basate sull’evidenza.

Un’agenda sanitaria orientata all’autonomia europea

L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia promossa dalla Presidenza cipriota, che punta a rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione anche nel settore della salute, migliorando l’accesso ai medicinali, sostenendo l’innovazione e aumentando la capacità di risposta alle crisi.

In un contesto segnato da crescenti sfide globali, dalla sicurezza sanitaria alle catene di approvvigionamento, la sanità emerge come uno degli ambiti chiave per consolidare la resilienza europea.

 

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workforce digital health

Progetto BRIGHTskills: a marzo 2026 organizzati focus group sulle competenze nel settore salute

Il progetto BRIGHTskills organizza per i professionisti del settore Life Science e Digital Health una serie di focus group dedicati all’analisi dei fabbisogni di competenze (Workplace Skills Gap Analysis).

L’obiettivo dell’iniziativa è allineare l’offerta formativa futura alle reali necessità del comparto sanitario, garantendo che le competenze della forza lavoro siano pronte ad affrontare le sfide tecnologiche ed ecologico-ambientali dei prossimi anni.

Le discussioni approfondiranno temi critici come la trasformazione digitale, la sicurezza informatica e l’integrazione dei sistemi per le soluzioni di salute digitale. Particolare attenzione sarà rivolta all’intelligenza artificiale e alla “data literacy”, esplorando non solo gli aspetti tecnici ma anche la governance dell’IA e l’innovazione di prodotto. Inoltre, i tavoli di lavoro affronteranno l’eccellenza normativa, la gestione della qualità e l’urgente transizione verso un’industria sanitaria ecosostenibile, senza trascurare l’importanza delle competenze trasversali e della leadership multidisciplinare nel contesto lavorativo moderno.

L’iniziativa si rivolge a un’ampia platea di stakeholder, tra cui professionisti IT, esperti di affari regolatori e compliance, specialisti in data science e responsabili della gestione del mercato. La partecipazione attiva di queste figure permetterà di mappare con precisione i “gap” formativi attuali e di influenzare direttamente lo sviluppo dei futuri moduli didattici europei, garantendo che i programmi siano pertinenti e immediatamente applicabili.

Le discussioni si concentreranno su cinque aree tematiche fondamentali, distribuite in brevi sessioni online di un’ora:

  • 17 Marzo: Focus Group 1 – Digital Transformation
  • 18 Marzo: Focus Group 2 – AI, Data Literacy, and Analytics
  • 19 Marzo: Focus Group 3 – Regulatory & Quality Excellence
  • 25 Marzo: Focus Group 4 – Green & Environmentally Sustainable Health Industry
  • 26 Marzo: Focus Group 5 – Leadership & Transversal Skills

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il sito BRIGHTskills presso il seguente LINK.

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Salute mentale

La nuova Partnership Brain Health si presenta alla Brain Awareness Week

Nel quadro della Brain Awareness Week 2026, la European Partnership for Brain Health organizza un evento pubblico e interattivo in programma il 19 marzo 2026 a Bruxelles.

L’incontro, della durata di mezza giornata (8:30–13:30), offrirà l’occasione per conoscere più da vicino la visione e le priorità della Partnership e per confrontarsi su come la collaborazione interdisciplinare stia contribuendo a rafforzare la ricerca e l’innovazione sulla salute del cervello in Europa.

Nel corso dell’evento verranno inoltre presentate le opportunità di finanziamento della Partnership, incluse le due Joint Transnational Calls (JTC) 2026, attualmente aperte, e dedicate a progetti di ricerca transnazionali e interdisciplinari in ambito salute mentale. 

Ricordiamo che ProMIS partecipa alla Partnership Brain Health in qualità di ente affiliato del Ministero della Salute, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione degli stakeholder italiani alle opportunità di finanziamento offerte dalla Partnership e di rafforzare l’interesse e il coinvolgimento sui temi della salute mentale e della ricerca sul cervello.

 

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bandi

Horizon Europe: bandi 2026 per supportare la Missione cancro

La Commissione europea ha pubblicato gli inviti a presentare proposte per il 2026 a sostegno della missione dell’UE sul cancro:

 

La scadenza per tutte le call Horizon Europe elencate è il 15 settembre 2026, ore 17:00 (CET).

Per maggiori informazioni sui bandi Horizon Europe di cui sopra si prega di consultare il seguente LINK.

Per maggiori informazioni su Horizon Europe si prega di consultare il seguente LINK.

Per informazioni sui bandi Horizon Europe 2026 a tema salute, si prega di consultare il seguente LINK.

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bandi

Horizon Europe: bandi 2026 area Salute

La Commissione europea ha pubblicato gli inviti a presentare proposte in area Salute sotto Horizon Europe per il 2026, elencati a seguire.

La destinazione “Stare in buona salute in una società in rapida evoluzione” comprende due temi:

La destinazione “Vivere e lavorare in un ambiente che promuove la salute” comprende tre temi:

La destinazione “Affrontare le malattie e ridurre l’onere della malattia” comprende i seguenti temi:

La destinazione “Garantire la parità di accesso a un’assistenza sanitaria innovativa, sostenibile e di alta qualità” comprende due temi:

  • HORIZON-HLTH-2026-01-CARE-01: Appalti pubblici di soluzioni innovative per migliorare l’accesso dei cittadini all’assistenza sanitaria attraverso approcci integrati o personalizzati.
  • HORIZON-HLTH-2026-01-CARE-03: Individuare e affrontare l’assistenza di basso valore nei sistemi sanitari e assistenziali.

La destinazione “Sviluppare e utilizzare nuovi strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per una società sana” comprende quattro temi:

  • HORIZON-HLTH-2026-01-TOOL-03: Integrare le metodologie del nuovo approccio (NAM) per far progredire la ricerca biomedica e i test normativi.
  • HORIZON-HLTH-2026-01-TOOL-05: Azioni pilota per il finanziamento di follow-on: Sfruttare la ricerca collaborativa finanziata dall’UE in medicina rigenerativa.
  • HORIZON-HLTH-2026-01-TOOL-06: Sostegno all’azione dello Spazio europeo della ricerca (SER) volta ad accelerare le metodologie del nuovo approccio (NAM) per far progredire la ricerca biomedica e la sperimentazione di medicinali e dispositivi medici.
  • HORIZON-HLTH-2026-01-TOOL-07: Istituzione di una rete europea di centri di eccellenza (CdE) per i medicinali per terapie avanzate (ATMP).

La destinazione “Mantenere un’industria sanitaria dell’UE innovativa, sostenibile e competitiva” comprende un tema:

  • HORIZON-HLTH-2026-01-IND-03: Scienza normativa a sostegno dello sviluppo traslazionale di tecnologie sanitarie incentrate sul paziente.

 

La scadenza per tutte le call Horizon Europe elencate è il 16 aprile 2026, ore 17:00 (CET).

Per maggiori informazioni sui bandi Horizon Europe di cui sopra si prega di consultare il seguente LINK.

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Per informazioni sui bandi Horizon Europe 2026 a sostegno della missione cancro, si prega di consultare il seguente LINK.

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comunicazione in salute cure integrate Salute Globale

OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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Salute Globale

One Health: FAO, UNEP, WHO e WOAH rinnovano il Memorandum d’intesa

Con il rinnovo del Memorandum d’intesa (MoU) sull’approccio One Health, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), l’Organizzazione mondiale della sanità (WHO/OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) ribadiscono il loro impegno comune a promuovere l’attuazione dell’approccio One Health.

Basandosi su una cooperazione di lunga data e su iniziative congiunte di successo, e riconoscendo l’intrinseca interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante, degli ecosistemi e dell’ambiente in generale, le quattro organizzazioni rimangono impegnate in un’azione coordinata e multisettoriale per affrontare le sfide sanitarie attuali ed emergenti nell’ambito di tale interfaccia.

CONTENUTI MEMORANDUM 2030

Il documento continua a fornire il quadro giuridico e operativo per la collaborazione, sfruttando i rispettivi mandati e i vantaggi comparativi di ciascuna organizzazione. Rafforza le possibilità di cooperazione in settori prioritari chiave, tra cui:

  • rafforzamento dei sistemi sanitari;
  • prevenzione, preparazione e risposta alle epidemie e alle pandemie;
  • controllo delle malattie endemiche e trascurate;
  • resistenza agli antimicrobici;
  • sicurezza alimentare;
  • integrazione sistematica delle considerazioni ambientali nelle politiche e nelle azioni One Health.

Guidato dai principi di cooperazione, responsabilità condivisa, inclusività, equità e uguaglianza di genere, il Memorandum “Quadripartito” continuerà a promuovere politiche basate su dati concreti e un sostegno coordinato ai paesi e ai partner per accelerare l’attuazione dell’approccio One Health.

Attraverso questo protocollo d’intesa rinnovato, la FAO, l’UNEP, l’OMS e la WOAH ribadiscono la loro determinazione collettiva a ridurre i rischi per la salute e a promuovere risultati sostenibili in materia di salute per gli esseri umani, gli animali, le piante, gli ecosistemi e l’ambiente in generale in tutto il mondo.

Il Memorandum rimarrà in vigore fino al 28 novembre 2030.

 

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digital health

Esiti dell’HaDEA Showcase Event 2026

Il 19 gennaio 2026, presso il Centro Congressi Charlemagne di Bruxelles e online, si è svolta la seconda edizione dell’HaDEA Showcase Event, organizzata dalla European Health and Digital Executive Agency (HaDEA). L’evento ha offerto una panoramica dei progetti finanziati e delle sinergie sviluppate nell’ambito dell’intero portafoglio dell’Agenzia, che comprende Horizon Europe (cluster 1 e 4), EU4Health, Digital Europe e CEF Digital.

In questo contesto, ProMIS ha preso parte all’evento in virtù del proprio ruolo all’interno del Coordinating Team della Partnership europea Transforming Health and Care Systems (THCS). L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto con coordinatori di progetto, innovatori e decisori politici, consentendo di approfondire risultati concreti e collaborazioni che contribuiscono a rafforzare la competitività e la preparazione dell’Unione europea, nel quadro di priorità politiche strategiche quali la Bussola per la Competitività e la Strategia UE per la preparazione alle crisi.

HaDEA – Sinergie e Autonomia Strategica

Nel suo intervento di apertura, Marina Zanchi, Direttrice di HaDEA, ha evidenziato il ruolo strategico dell’Agenzia nel tradurre le priorità politiche dell’UE in risultati concreti attraverso la gestione di sovvenzioni e appalti. Ha inoltre sottolineato il contributo complementare dei diversi programmi europei, ciascuno dei quali affronta dimensioni specifiche ma interconnesse della competitività e della preparazione dell’Europa.

Durante la sessione plenaria, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di alto livello delle Direzioni Generali SANTE, HERA, DEFIS, CONNECT, RTD e GROW, è stato ricordato come la pandemia da COVID-19 e il contesto geopolitico attuale abbiano messo in luce dipendenze e vulnerabilità critiche. Da qui la necessità di rafforzare resilienza, autonomia strategica e rapidità di attuazione, attraverso un approccio intersettoriale e un’azione coordinata nei settori del digitale, dell’industria, dello spazio, della sanità e della ricerca e innovazione.

Innovazione e Competitività

Nel corso dei panel è emerso come la competitività e la preparazione dell’Europa alle sfide attuali dipendano sempre più dalla disponibilità di infrastrutture digitali, industriali, spaziali e sanitarie resilienti, interoperabili e scalabili. Tali infrastrutture richiedono un forte coordinamento tra settori e una condivisione dei dati affidabile, sostenuta da adeguati meccanismi di governance.

È stato inoltre sottolineato come approcci multidisciplinari e di filiera siano essenziali per tradurre l’eccellenza tecnologica in impatto industriale e sociale. In questo contesto, la fiducia dei cittadini rappresenta un elemento cruciale, in particolare per iniziative di ampia portata come lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS). I finanziamenti UE svolgono un ruolo centrale non solo nel sostenere l’innovazione, ma anche nel dare visibilità ai progetti e rafforzare la fiducia nei partenariati transfrontalieri.

Digitalizzazione e Sanità

Nel corso delle discussioni è stata ribadita l’importanza di colmare i divari ancora esistenti nella digitalizzazione, in particolare in termini di connettività, adozione dell’intelligenza artificiale e competenze ICT, attraverso uno sforzo coordinato a livello europeo e nazionale. La sanità digitale è stata riconosciuta come una priorità strategica.

È stato evidenziato come i sistemi sanitari moderni dipendano sempre più da dati, capacità di calcolo e connettività, e come i finanziamenti europei debbano sostenere non solo la ricerca, ma anche l’adozione di infrastrutture digitali da parte di autorità pubbliche e sistemi sanitari. Un impulso coordinato alla digitalizzazione è considerato essenziale per rispondere alle crescenti pressioni strutturali, quali l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, la carenza di personale e l’incremento dei costi.

In questo quadro, la condivisione sicura e interoperabile dei dati tra settori è stata indicata come fattore chiave per migliorare l’efficienza dei sistemi, abilitare nuovi modelli di assistenza a distanza e rafforzare la resilienza europea di fronte a crisi prolungate e a minacce emergenti, inclusi gli attacchi informatici.

 

Per maggiori informazioni e per scaricare i materiali dell’evento si prega di consultare la pagina sul sito HaDEA presso il seguente LINK.

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Salute mentale

Approvato il Piano di Azione nazionale per la Salute mentale 2025-2030

Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) punta a superare le disuguaglianze territoriali e la frammentazione dei percorsi di cura e a ridisegnare l’organizzazione dei servizi e a rilanciare una presa in carico più equa, continua e vicina alle persone rafforzando i Dipartimenti di salute mentale, riorganizzando i servizi territoriali e ospedalieri, ponendo al centro centralità la prevenzione, i giovani e i percorsi personalizzati.

Gli obiettivi del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale

Uno degli obiettivi sarà quello di promuove interventi appropriati ed efficaci a favore della salute mentale, da quella perinatale fino all’età adulta, che dovranno essere messi in atto dalle Regioni favorendo accessibilità, equità, inclusione, sicurezza, innovatività, comunicazione anti stigma ed educazione alla salute e al benessere psicologico.

Viene inoltre ribadito che la salute mentale è parte integrante della salute globale della persona e non può essere ridotta alla sola dimensione clinica. Include benessere emotivo, relazionale e sociale, capacità di partecipazione e autodeterminazione. Da qui l’esigenza di superare modelli frammentati e disomogenei, puntando su un sistema integrato sanitario, sociale ed educativo.

Il PANSM individua nei Dipartimenti di salute mentale (DSM) il perno della riorganizzazione dei servizi. I DSM vengono rafforzati nel loro ruolo di coordinamento dell’intera rete, dalla prevenzione alla riabilitazione, garantendo integrazione tra servizi territoriali, strutture residenziali e ospedaliere. L’obiettivo è assicurare uniformità di accesso e qualità delle cure su tutto il territorio nazionale.

La riorganizzazione punta a potenziare i Centri di salute mentale, favorendo aperture più ampie, accesso facilitato e presa in carico tempestiva. Il Piano promuove modelli di intervento flessibili, multidisciplinari e orientati alla comunità, riducendo il ricorso improprio all’ospedale e rafforzando la gestione delle fasi acute sul territorio quando possibile.

Uno dei punti qualificanti del PANSM riguarda la continuità assistenziale nei momenti di maggiore vulnerabilità, in particolare nella transizione dall’età evolutiva all’età adulta. Il Piano prevede percorsi strutturati e condivisi tra servizi di neuropsichiatria infantile e servizi per adulti, per evitare interruzioni di cura e dispersione dei pazienti.

Il PANSM rafforza le azioni di prevenzione primaria e promozione del benessere mentale, intervenendo sui determinanti sociali e ambientali. Sono previste iniziative di alfabetizzazione emotiva, educazione digitale e contrasto allo stigma, con particolare attenzione alle scuole, ai contesti lavorativi e alle comunità locali.

Infine, nel PANSM, si sottolinea l’importanza della formazione continua e della ricerca, promuovendo la collaborazione tra Università, IRCCS, ISS e servizi territoriali. È previsto un sistema di monitoraggio nazionale per valutare l’attuazione del Piano e ridurre le disuguaglianze regionali.

Per maggiori informazioni e per consultare il Piano nazionale per la Salute Mentale consultare il seguente LINK.