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La fiducia: Il fondamento dei sistemi sanitari

L’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie pubblica lo studio “La fiducia: Il fondamento dei sistemi sanitari” (Trust The foundation of health systems) che analizza l’impatto sulla qualità dell’assistenza sanitaria, sulla funzionalità e sugli esiti della salute.

Lo studio “La fiducia: Il fondamento dei sistemi sanitari”

Lo studio analizza il ruolo critico della fiducia all’interno dei sistemi sanitari, esplorando il suo impatto sulla qualità dell’assistenza sanitaria, sulla funzionalità e sugli esiti della salute. La fiducia è fondamentale perché i pazienti cerchino un aiuto tempestivo, condividano le informazioni e aderiscano ai piani di cura.

Per il pubblico, la fiducia nella capacità del sistema sanitario di fornire assistenza, di agire nel proprio interesse e di adattarsi alle mutevoli esigenze è essenziale. I politici, invece, devono avere fiducia nel fatto che le risorse che mettono a disposizione dei sistemi sanitari vengano utilizzate bene. Pertanto, questo policy brief si distingue per l’integrazione di prospettive provenienti da filosofia, sociologia, economia, psicologia e medicina. È orientato al futuro ed esplora l’impatto sulla fiducia delle nuove tecnologie sanitarie, della privacy dei dati e dell’intelligenza artificiale.

Inoltre, sottolinea la necessità di trasparenza, responsabilità e lotta alla disinformazione per costruire e proteggere la fiducia. Per fare questo, chiede l’impegno attivo di una gamma diversificata di stakeholder e la promozione della collaborazione per mantenere la fiducia e affrontare gli squilibri di potere.

Infine, lo studio sottolinea il ruolo della fiducia nella trasformazione del sistema sanitario, sottolineando che senza di essa è impossibile ottenere un’assistenza efficace ed equa. Lo studio auspica una leadership affidabile, basata sulla trasparenza e sulla comunicazione, e una migliore misurazione e comprensione della natura dinamica della fiducia, per sostenere la legittimità e la funzionalità dei sistemi sanitari.

 

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Evento OCSE: 7° Forum mondiale sul benessere

Dal 4 al 6 Novembre 2024 si tiene a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la settima edizione del Forum mondiale dell’OCSE sul benessere 7th World OECD Forum on Well-being, organizzato dal Dipartimento del Tesoro in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Statistica e con il supporto di Eutalia.

Il 7° Forum mondiale dell’OCSE sul benessere riunisce esperti, professionisti e leader di pensiero per rafforzare gli approcci per centrare il benessere multidimensionale nella politica, nella misurazione e nell’azione sociale. L’iniziativa è un’opportunità per far progredire la conoscenza, creare connessioni e stimolare l’azione per un benessere inclusivo e sostenibile.

Il ° Forum mondiale dell’OCSE sul benessere

L’evento si inserisce all’interno delle attività della filiera finanziaria del G7 (c.d. Finance Track) nell’anno della Presidenza italiana, con l’obiettivo di promuovere a livello internazionale l’adozione di politiche di well-being, la sostenibilità e la riduzione delle diseguaglianze.

Sono previste cinque tavole rotonde, con la partecipazione di alti rappresentanti di alto livello di organizzazioni economiche finanziarie in ambito G7, policy maker, statistici, accademici ed esperti del settore privato, della società civile e di altri settori.

Interverranno il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Segretario Generale dell’OCSE, Mathias Cormann, e il Presidente dell’Istituito Nazionale di Statistica, Francesco Maria Chelli.

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Rapporto OCSE: “L’assistenza è accessibile per gli anziani?”

Il 29 ottobre 2024, l’OCSE ha pubblicato un rapporto intitolato “L’assistenza è accessibile per gli anziani?” (Is Care Affordable for Older People?) che esplora in modo completo il sostegno pubblico all’assistenza a lungo termine – LTC (long term care) – nei paesi OCSE.

Questo rapporto suggerisce percorsi per implementare i finanziamenti che dovranno rafforzare i sistemi di assistenza a lungo termine, oltre ad opzioni di policy per migliorare l’individuazione dei benefici e cercare guadagni di efficienza per contenere i costi dell’LTC.

Il rapporto OCSE “L’assistenza è accessibile per gli anziani?”

Secondo il rapporto dell’OCSE Health at a Glance 2023, nel 2021 più di 242 milioni di persone avevano 65 anni e più, di cui oltre 64 milioni avevano almeno 80 anni. L’incidenza delle persone anziane sul totale continuerà ad aumentare, con l’incidenza media OCSE di coloro che hanno 80 anni e più destinata a raddoppiare dal 4,8% al 9,8%. Pertanto, con l’invecchiamento della popolazione mondiale, la domanda di assistenza a lungo termine per le persone anziane nelle attività della vita quotidiana è destinata ad aumentare di oltre un terzo entro il 2050. Questa situazione renderà difficile per i governi bilanciare la sostenibilità finanziaria con la necessità di fornire una protezione efficace contro i rischi finanziari associati alle esigenze di LTC.

Attualmente, nei paesi OCSE, i sistemi di assistenza a lungo termine finanziati con fondi pubblici lasciano ancora quasi la metà delle persone anziane con esigenze di assistenza a rischio di povertà, in particolare quelle con gravi problematiche e con basso reddito. I costi diretti rappresentano, in media, il 70% del reddito medio di una persona anziana nei paesi OCSE.

Inoltre, la domanda di LTC dovuta all’invecchiamento è ulteriormente intensificata dalla diminuzione dell’offerta di assistenti familiari o informali, poiché nuclei familiari più piccoli, parenti che vivono lontano e una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro limitano il bacino di potenziali assistenti informali a disposizione delle persone anziane.

Il documento dell’OCSE sottolinea pertanto la necessità di azioni di policy per garantire la sostenibilità fiscale, affrontando al contempo le attuali lacune in termini di adeguatezza. A tal proposito, il rapporto fornisce per i paesi tre opzioni con relative buone pratiche da prendere come spunto:

  • Cercare fonti di finanziamento aggiuntive per LTC. Considerare l’ampliamento delle fonti per finanziare i sistemi LTC oltre il reddito da lavoro, garantendo al contempo un’adeguata condivisione intergenerazionale dell’onere, valutando anche l’esplorazione di opzioni innovative di contribuzione privata e meccanismi di prefinanziamento. Ad esempio, la Slovenia ha avviato una riforma LTC nel 2023, che introdurrà un’assicurazione per finanziare nuovi benefici e servizi.
  • Migliorare il targeting dei benefici e dei servizi LTC. Il targeting degli individui con esigenze elevate e risorse ridotte può promuovere l’adeguatezza in un contesto di risorse limitate. In diversi paesi, rendere la condivisione dei costi più progressiva può portare a una spesa inferiore rispetto alla situazione attuale, senza un aumento della povertà. In altri paesi (Italia, Slovenia, Spagna, Grecia) il targeting dei benefici pubblici verso coloro con esigenze più elevate riduce la povertà mentre gli aumenti della spesa sono molto più piccoli rispetto alle politiche incentrate sulla riduzione dei soli costi diretti.
  • Migliorare l’efficienza e contenere i costi della LTC. Sia la promozione dell’invecchiamento sano che i miglioramenti della produttività potrebbero portare a una riduzione delle spese del 13% entro il 2050. Una migliore prevenzione, un uso più intelligente della tecnologia e la delega dei compiti tra i lavoratori sono alcune delle opzioni che possono migliorare l’efficienza delle LTC. Per esempio, i Paesi Bassi stabiliscono obiettivi di spesa per l’LTC e adeguano di conseguenza i prezzi massimi per servizi e fornitori.

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L’OMS ottiene 1 miliardo di dollari nel primo round di investimenti europeo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ricevuto quasi 1 miliardo di dollari in nuovi e confermati impegni di finanziamento da parte di paesi europei, fondazioni e partner sanitari globali all’evento di firma del round di investimento dell’OMS durante il World Health Summit di Berlino. L’evento ha sottolineato l’importanza di garantire finanziamenti sostenibili per la missione dell’OMS di migliorare i risultati sanitari globali.

Gli impegni dell’OMS

Tra gli impegni degni di nota c’è l’impegno della Germania di quasi 400 milioni di dollari nei prossimi quattro anni, inclusi 260 milioni di dollari in nuovi finanziamenti volontari. Il cancelliere Olaf Scholz ha sottolineato la necessità di finanziamenti sostenibili e flessibili per consentire all’OMS di pianificare in anticipo e rispondere rapidamente alle crisi sanitarie. Altri contributi significativi sono arrivati dalle fondazioni sanitarie globali, con Wellcome che ha promesso 50 milioni di dollari e varie altre organizzazioni, tra cui la Gates Foundation e le aziende farmaceutiche, che hanno fornito contributi considerevoli.

L’evento ha anche evidenziato il sostegno di 16 governi africani, con il ministro della Salute della Mauritania, in rappresentanza dell’Unione Africana, che ha ribadito l’impegno del continente nei confronti della missione dell’OMS. Ulteriori impegni sono stati annunciati da Francia, Spagna, Regno Unito e altre organizzazioni filantropiche.

Questo evento segna una fase critica nell’Investment Round dell’OMS, mirato a garantire finanziamenti stabili per il Quattordicesimo Programma di lavoro generale dell’organizzazione (2025-2028), che è stato approvato dai 194 stati membri dell’OMS all’inizio di quest’anno. Il programma mira a promuovere l’equità sanitaria globale e ad affrontare urgenti sfide sanitarie in tutto il mondo.

Il direttore generale dell’OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ringraziato i donatori, riconoscendo la tensione delle priorità globali in competizione, e sollecitando un continuo supporto per garantire la preparazione dell’OMS per future emergenze sanitarie. Il processo dell’Investment Round continuerà al Summit del G20 il mese prossimo, dove si prevede che ulteriori impegni rafforzeranno la capacità dell’OMS di affrontare urgenti problemi sanitari globali.

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OMS: lanciata la prima Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane

Il Consiglio dei giovani dell’OMS ha lanciato la sua prima Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane, con una serie di inviti all’azione elaborati e ispirati dai giovani di tutto il mondo. Gli inviti sono rivolti agli stessi giovani affinché svolgano un ruolo centrale nella co-creazione di società più sane a livello globale.

La Dichiarazione dei giovani sulla creazione di società sane

La Dichiarazione è stata lanciata durante il World Health Summit svoltosi a Berlino gli scorsi 13 e 15 ottobre, e delinea 10 appelli all’azione che assicurano:

  • Accesso, equità e inclusione per i giovani nell’istruzione, rimuovendo le barriere e progettando un’offerta che rispecchi le diverse esigenze sanitarie dei singoli e delle comunità.
  • Programmi scolastici nazionali completi su salute, cambiamenti climatici e alfabetizzazione digitale.
  • Istruzione di qualità e adattabile attraverso ambienti di apprendimento flessibili e reattivi.
  • Coinvolgimento e leadership dei giovani nella progettazione e nell’attuazione di politiche e programmi sanitari.
  • Assistenza sanitaria inclusiva, accessibile e incentrata sulla prevenzione, anche per i giovani appartenenti a gruppi emarginati e vulnerabili.
  • Investimento nei giovani per consentire loro di diventare leader e promuovere soluzioni nei settori della salute, del cambiamento climatico e dell’istruzione.
  • Creazione di spazi coraggiosi per ambienti sani che proteggono i giovani dalle barriere sociali e istituzionali e li mantengono al sicuro da violenza, molestie e altre pratiche dannose.
  • Coinvolgimento dei giovani da parte di governi, organizzazioni internazionali e della società civile nella creazione congiunta di politiche sui bisogni sanitari prioritari.
  • Valorizzazione delle esperienze dei giovani, compresa la loro diversità e i loro punti di vista, nello sviluppo e nell’attuazione delle politiche sanitarie.
  • Maggiore sostegno alle organizzazioni giovanili di base come mezzo per investire nelle generazioni future.

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FP10: priorità per la ricerca per il prossimo Programma Quadro

La nuova commissaria per le Start-up, la Ricerca e l’Innovazione, Ekaterina Zaharieva, ha delineato le sue priorità per lo sviluppo del futuro Programma Quadro (FP10), che sostituirà Horizon Europe.

Il nuovo Programma Quadro – FP10

Il nuovo programma si concentrerà sulla semplificazione dell’accesso ai fondi europei per la ricerca e l’innovazione, cercando di allinearsi meglio con le priorità politiche dell’UE. FP10 intende promuovere l’uso dell’intelligenza artificiale per supportare i partecipanti e facilitare l’utilizzo di fondi semplificati come le somme forfettarie. Inoltre, prevede un potenziamento della partecipazione delle piccole e medie imprese e una maggiore attenzione alle partnership pubblico-private.

La commissaria ha affrontato le preoccupazioni riguardo a un possibile mega fondo per la competitività, evidenziando l’importanza di preservare l’autonomia dello European Research Council, che finanzia principalmente la ricerca di base. Ha anche promesso di ampliare lo European Innovation Council (EIC), dedicato alle innovazioni strategiche per la competitività europea, senza però menzionare la proposta di creare due nuovi consigli indipendenti per la competitività industriale e le sfide sociali, suggerita dal gruppo di esperti di FP10.

Un altro aspetto cruciale della strategia riguarda il divario tra i Paesi dell’Est e dell’Ovest dell’Unione Europea, che hanno affrontato diverse difficoltà nell’accesso ai fondi di Horizon Europe. Sono state sottolineate l’efficacia delle misure già in atto, ma sarà necessaria una consultazione ulteriore con gli Stati membri per affrontare queste disparità.

Infine, è stato riaffermato l’impegno per la creazione di uno spazio comune per la ricerca e l’innovazione nell’UE, attraverso l’adozione dell’Atto sulla European Research Area (ERA), che mira a garantire la libera circolazione di ricercatori, tecnologie e conoscenze, e a migliorare il coordinamento dei bilanci nazionali e dell’UE dedicati alla ricerca e innovazione.

Questa votazione avvia tre settimane di colloqui di conciliazione con il Consiglio, con l’obiettivo di raggiungere un accordo per il bilancio del prossimo anno, che dovrà poi essere votato dal Parlamento e firmato dal suo Presidente.

 

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2° European EHR Exchange Format Expert Summit

Il prossimo 15 novembre si terrà il 2° Summit europeo sul formato EHR (Electronic Health Record), un appuntamento cruciale per discutere e migliorare l’interoperabilità dei dati sanitari elettronici tra i Paesi europei.

Il summit riunirà professionisti della sanità, esperti di tecnologia e rappresentanti delle istituzioni, tutti con un unico obiettivo: superare le barriere ancora esistenti nella condivisione sicura e affidabile delle cartelle cliniche elettroniche in Europa.

Il 2° Summit europeo sul formato EHR

Sostenuto dalla Commissione Europea, l’evento intende stimolare il confronto sulle soluzioni tecniche e normative necessarie per realizzare un’infrastruttura di scambio dati interoperabile e allineata ai requisiti del General Data Protection Regulation (GDPR). Questo approccio comune punta a permettere che le informazioni cliniche possano accompagnare i pazienti europei ovunque essi si trovino all’interno dell’UE, migliorando la continuità dell’assistenza e la capacità di risposta in casi di emergenza.

Tra i temi principali in agenda ci sono le modalità di implementazione di standard europei di interoperabilità, già parzialmente stabiliti, e la valutazione di soluzioni innovative per la sicurezza e la privacy. Inoltre, si discuteranno i progressi ottenuti nella mappatura delle specifiche tecniche del formato EHR, sviluppate per rendere più efficiente e sicuro lo scambio di informazioni tra sistemi sanitari diversi. Questo include l’adozione di protocolli di autenticazione robusti e la gestione della conformità normativa, elementi centrali per una gestione unificata delle identità digitali dei pazienti.

Gli esperti analizzeranno anche l’importanza del coinvolgimento degli operatori sanitari e dei pazienti stessi nel processo di digitalizzazione della sanità, per garantire che le soluzioni implementate siano usabili, sicure e supportino al meglio il percorso di cura. In parallelo, verranno esplorate opportunità di finanziamento e collaborazioni a lungo termine tra Paesi, aziende e istituzioni accademiche per sostenere un’adozione sostenibile e diffusa del formato EHR a livello europeo.

Questo summit rappresenta un ulteriore passo verso la realizzazione dell’infrastruttura europea di dati sanitari (European Health Data Space), una delle priorità della Commissione Europea per trasformare il settore sanitario attraverso l’innovazione digitale e la valorizzazione dei dati, sempre nel rispetto dei diritti di privacy dei cittadini.

 

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comunicazione in salute

COVID-19: Relazione dell’ECA sulla risposta dell’UE alla pandemia

La Corte dei conti europea (ECA) ha pubblicato la relazione speciale “La risposta dell’UE alla pandemia di COVID-19”.

La relazione riporta i risultati dell’audit della Corte nei confronti dell’operato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) durante la pandemia di COVID-19.

Il rapporto evidenzia che entrambe le agenzie hanno generalmente risposto bene, ma non erano completamente preparate per una crisi sanitaria prolungata.

Relazione dell’ECA

L’ECDC, incaricato di identificare e valutare le minacce delle malattie trasmissibili, e l’EMA, responsabile della valutazione e dell’approvazione dei medicinali, hanno entrambi attivato rapidamente i loro piani di emergenza mentre la pandemia si sviluppava. Tuttavia, nessuna delle due agenzie era completamente preparata per un’emergenza sanitaria prolungata di questa portata.

Una scoperta chiave è stata che, nelle prime settimane dell’epidemia, l’ECDC ha sottovalutato la gravità del COVID-19. Sebbene abbia adattato la sua risposta man mano che sono diventati disponibili più dati, le sue linee guida non sono state sempre tempestive. Tuttavia, i paesi con capacità scientifiche limitate hanno espresso apprezzamento nei confronti delle linee guida ECDC, anche se le autorità nazionali non sempre le hanno seguite. Una sfida importante per l’ECDC è stata la qualità incoerente dei dati raccolti dagli stati membri, che ha reso difficile sviluppare una risposta coesa.

L’EMA ha svolto un ruolo cruciale nell’accelerare l’approvazione dei vaccini e dei trattamenti per il COVID-19 sfruttando la flessibilità normativa e conducendo revisioni continue. Mentre è riuscita a prevenire importanti interruzioni alle sue altre attività, la pandemia ha causato ritardi nelle ispezioni. Nonostante gli sforzi, l’iniziativa dell’EMA di promuovere sperimentazioni cliniche più ampie a livello dell’UE ha avuto meno successo.

Entrambe le agenzie hanno migliorato la loro comunicazione pubblica durante la pandemia. L’ECDC ha iniziato a pubblicare aggiornamenti relativi al COVID-19 e l’EMA ha aumentato la trasparenza nella comunicazione su vaccini e trattamenti. Tuttavia, l’audit ha rilevato che queste comunicazioni non erano sempre accessibili al grande pubblico.

Il rapporto dell’ECA si conclude con alcune raccomandazioni: per quanto riguarda l’ECDC affinché migliori l’organizzazione e le procedure interne, all’EMA affinché perfezioni i suoi processi e alla Commissione europea affinché definisca meglio i ruoli della sua neonata Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) per garantire un coordinamento più fluido con l’ECDC e l’EMA in future crisi sanitarie.

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Regolamento HTA: adottato il secondo atto di esecuzione

Il 17 ottobre scorso, la Commissione ha adottato il secondo dei sei atti di esecuzione del regolamento sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA). Il documento stabilisce norme per lo scambio di informazioni relative alle valutazioni cliniche congiunte e alle consultazioni scientifiche congiunte nel contesto delle valutazioni delle tecnologie sanitarie.

Il primo regolamento di esecuzione del regolamento HTA è stato pubblicato a maggio 2024.

Il secondo regolamento di esecuzione HTA

Con il Regolamento UE sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) che entrerà in vigore tra pochi mesi, la Commissione europea ha adottato il suo secondo atto di attuazione, che fa progredire ulteriormente il quadro normativo. Questo atto stabilisce le norme procedurali per la cooperazione tra il gruppo di coordinamento degli Stati membri sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTACG) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), concentrandosi sullo scambio di informazioni relative alle valutazioni cliniche congiunte (JCA) e alle consultazioni scientifiche (JSC) per medicinali, dispositivi medici e diagnostica in vitro.

Nel dettaglio, queste norme definiscono le informazioni da condividere:

  • per la pianificazione e la previsione di valutazioni cliniche congiunte e consultazioni scientifiche congiunte;
  • per l’identificazione di pazienti, esperti clinici e altri esperti pertinenti da coinvolgere in queste procedure congiunte; e
  • su questioni scientifiche e tecniche generali relative alla valutazione delle tecnologie sanitarie.

Il regolamento di esecuzione riguarda anche la sicurezza della condivisione e la protezione delle informazioni riservate scambiate tra l’Agenzia europea per i medicinali e il segretariato HTA all’interno della Commissione, e con il gruppo di coordinamento degli Stati membri sull’HTA e i suoi sottogruppi.

Ai sensi del Regolamento HTA dell’UE, l’implementazione graduale delle JCA inizierà a gennaio 2025, a partire dai farmaci oncologici e dai medicinali per terapie avanzate (ATMP). Entro il 2028, l’ambito del processo JCA si espanderà per includere i farmaci orfani, con la fase finale del lancio delle JCA prevista entro il 2030, momento in cui tutti gli interventi sanitari, compresi i dispositivi medici e altri medicinali, saranno coperti dal quadro di valutazione congiunta.

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ESFRI: annunciato l’inizio dei lavori per l’aggiornamento della nuova Roadmap 2026

L’European Strategy Forum on Research Infrastructures – ESFRI ha annunciato l’inizio del processo che porterà a una versione aggiornata della sua Roadmap 2026, che sarà completata nel 2026.

Sin dalla sua prima edizione nel 2006, l’ESFRI Roadmap ha presentato le migliori strutture scientifiche europee, sulla base di un rigoroso processo di valutazione e selezione. Ciò è stato possibile grazie al meticoloso lavoro svolto da un gran numero di scienziati e delegati ESFRI. Attraverso le sue sei edizioni, inclusa la più recente ESFRI Roadmap 2021, 63 strutture europee rappresentano investimenti per un valore di oltre 20 miliardi di euro.

La nuova Roadmap 2026 dell’ESFRI 

La versione aggiornata della Roadmap ESFRI rafforza l’approccio di collaborazione per la costruzione di un ecosistema europeo di infrastrutture di ricerca solido e sostenibile, con conseguente rafforzamento della competitività e dell’eccellenza dell’Unione europea e progresso dello Spazio europeo della ricerca.

Nella prima fase del processo di aggiornamento, l’ESFRI accoglierà la presentazione di proposte per l’inserimento nella Roadmap di nuovi progetti di R&I o di importanti aggiornamenti di R&I esistenti.

Inoltre, il processo di aggiornamento includerà il monitoraggio dei progetti inclusi nella Roadmap ESFRI nel 2016, 2018 e 2021.

Una delle novità di questa tornata è l’introduzione delle considerazioni ambientali come ulteriore requisito chiave.

Inoltre, le proposte devono essere chiaramente incentrate sulla sostenibilità finanziaria dell’infrastruttura proposta e il suo posizionamento nel panorama delle infrastrutture di ricerca europee deve essere descritto con maggiori dettagli rispetto al passato.

Infine, aspetti come le misure di sicurezza dei dati e la conformità all’approccio Open Science sono stati rafforzati per allineare l’intero processo alle più recenti priorità politiche.

Gelsomina Pappalardo, Vice-Presidente di ESFRI e Presidente dell’ESFRI Drafting Group su Landscape Analysis, ha sottolineato le nuove caratteristiche metodologiche incluse nella Roadmap 2026: “incoraggiamo fortemente i diversi stakeholder a presentare proposte sia mirate che molto mature. La ESFRI Roadmap 2026 porrà un’attenzione significativa sulla sostenibilità finanziaria dell’ecosistema RI, introducendo al contempo la nuova dimensione delle “considerazioni ambientali” per promuovere la sostenibilità ambientale” .

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