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OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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Salute mentale

OMS: adottata la nuova dichiarazione globale sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale

All’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato la prima dichiarazione politica in assoluto per affrontare congiuntamente le malattie non trasmissibili e la salute mentale, fissando obiettivi globali integrati per il 2030 volti a ridurre il consumo di tabacco, controllare l’ipertensione e ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria mentale.

La Dichiarazione

Questa dichiarazione pone l’accento sull’equità, sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul finanziamento sostenibile e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società, con una revisione dei progressi compiuti entro il 2030.

I leader di tutto il mondo riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno adottato una nuova dichiarazione politica per affrontare le malattie non trasmissibili (MNT) e la salute mentale attraverso un approccio completamente integrato. La dichiarazione è il risultato dei negoziati intergovernativi tenuti prima della quarta riunione di alto livello dell’UNGA sulla prevenzione e il controllo delle MNT e la promozione della salute mentale e del benessere, tenutasi il 25 settembre 2025, e da essa esaminati.

Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione è la prima ad affrontare insieme le MNT e la salute mentale. Essa rappresenta un’importante opportunità per accelerare i progressi globali attraverso obiettivi globali chiaramente definiti per il 2030, inaugurando una nuova fase nella risposta alle sfide sanitarie che colpiscono persone di tutte le età e livelli di reddito in tutto il mondo.

Le malattie non trasmissibili rimangono la principale causa di morte prematura, causando 18 milioni di vittime ogni anno, mentre i disturbi mentali colpiscono oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Queste patologie sono spesso causate da fattori di rischio prevenibili quali diete non salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica e inquinamento atmosferico, molti dei quali danneggiano anche la salute mentale. La loro crescente diffusione in tutti i paesi li rende una preoccupazione fondamentale non solo per la salute pubblica, ma anche per la produttività e la crescita economica sostenibile.

Una delle principali innovazioni della dichiarazione è la definizione di tre obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:

  • 150 milioni di fumatori in meno;
  • 150 milioni di persone in più con ipertensione controllata;
  • 150 milioni di persone in più con accesso all’assistenza sanitaria mentale.

A sostegno di questi risultati, la dichiarazione fissa anche obiettivi misurabili a livello di sistema, tra cui l’adozione diffusa di politiche nazionali, servizi di assistenza sanitaria di base più forti, misure di protezione finanziaria, piani nazionali multisettoriali e sistemi di sorveglianza robusti.

Il testo della dichiarazione integra gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e affronta nuove sfide quali l’aumento delle malattie non trasmissibili, i determinanti ambientali e i danni causati dal digitale. Esso pone l’accento sull’equità, su una regolamentazione più rigorosa, su finanziamenti sostenibili e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società. I progressi compiuti nel rispetto di questi impegni saranno valutati entro il 2030, con l’OMS e i partner delle Nazioni Unite che sosterranno i paesi nel tradurli in azioni nazionali e nel garantire la responsabilità.

 

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cure integrate

OCSE: pubblicato l’Health at a Glance 2025

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il rapporto Health at a Glance 2025, una fotografia sullo stato di salute della popolazione e dei sistemi sanitari degli Stati membri, dei Paesi candidati all’ingresso nell’Organizzazione e dei partner strategici, tra cui l’Unione Europea.

L’ Health at a Glance 2025

Il documento attinge ai dati delle ultime statistiche nazionali ufficiali per analizzare e mettere a confronto le situazioni sanitarie di ciascun Stato membro attraverso una serie di indicatori, quali lo stato di salute, i determinanti non medici (o determinanti sociali della salute) e i fattori di rischio per la salute, l’accesso alle cure e la qualità dei servizi sanitari, la spesa pubblica dedicata al comparto sanitario e le risorse dei sistemi sanitari nazionali. I dati forniscono un quadro generale e attuale sulla salute delle popolazioni dei Paesi interessati e gli andamenti principali in ambito sanitario in chiave comparativa, quest’anno con un focus particolare alla medicina di genere.

Secondo il Rapporto, la qualità dell’assistenza sanitaria nei Paesi OCSE è in risalita dopo la crisi pandemica, con una spesa media del 9,3% del PIL per il comparto sanitario nel 2024: un incremento rispetto al periodo pre-pandemico. Basandosi sui dati raccolti, l’OCSE prevede un aumento della spesa pubblica in ambito sanitario di 1,5% del PIL entro il 2045, trainato principalmente dalla transizione tecnologica, dalle crescenti aspettative sull’assistenza sanitaria e dall’invecchiamento della popolazione.

Rimangono tuttavia modesti gli investimenti nelle misure di prevenzione alle crisi sanitarie, anch’essi sotto la soglia del periodo pre-pandemico con una media del 3% della spesa sanitaria totale, sottolineando la mancata adozione di piani di contrasto alle emergenze sanitarie e una generale indifferenza circa l’efficacia costi-benefici della prevenzione dei comportamenti a rischio, quali l’obesità, il fumo e il consumo di alcol.

Torna a crescere l’aspettativa di vita, pur rimanendo inferiore ai livelli del periodo pre-pandemico. La popolazione femminile beneficia di una maggiore aspettativa di vita, nonostante appaia come questa sia soggetta a trascorrere più tempo versando in peggiori condizioni di salute rispetto alla controparte maschile. Le cause principali dei decessi prematuri, sotto ai 75 anni, sono le malattie dell’apparato circolatorio e il cancro, rappresentando quasi la metà di tutti i decessi nei Paesi OCSE.

Si registrano difficoltà di accesso ai sistemi sanitari nella maggior parte degli Stati membri, con differenze significative sul piano socio-economico. L’assistenza sanitaria di base costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione dei ricoveri ospedalieri, dove la qualità dei servizi di terapia intensiva segna un miglioramento continuo.

Sul piano professionale, si assiste ad una crescita del personale sanitario, dato destinato ad aumentare per via della crescente domanda di assistenza sanitaria. Nel 2023, il personale formato all’estero rappresentava il 20% della forza lavoro settoriale. 

I dati nazionali

Sul piano nazionale, l’Italia nell’Health at a Glance 2025 si attesta al di sopra della media OCSE in 7 dei 10 indicatori sullo stato di salute e i fattori di rischio. Lo stesso si può dire per l’accesso alle cure e la qualità dei servizi, con 6 indicatori su 10 al di sopra della media dei Paesi OCSE.

Tuttavia, la spesa sanitaria pro-capire (5154$) risulta inferiore alla media OCSE (5967$), allocando un totale di 8,4% del PIL al comparto sanitario, quasi un punto percentuale al di sotto della media OCSE.

 

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lotta contro il cancro

Europe’s Beating Cancer Plan: presentato lo studio EPRS

Il 5 novembre 2025, la Commissione per la Salute Pubblica (SANT) del Parlamento europeo ha ospitato la presentazione dello studio dell’EPRS, il Servizio Studi del Parlamento Europeo, intitolato “Europe’s Beating Cancer Plan: Implementation findings”.

Il documento  esamina lo stato di avanzamento delle iniziative avviate tra il 2021 e il 2024 nell’ambito di Europe’s Beating Cancer Plan, mettendo in evidenza sia i risultati conseguiti sia gli ambiti in cui si rendono necessari ulteriori interventi. Lanciato nel 2021, il piano costituisce il principale riferimento strategico dell’Unione Europea per rafforzare la prevenzione, migliorare la diagnosi precoce, garantire un accesso equo ai servizi di cura e sostenere la qualità della vita delle persone colpite da tumore.

Il rapporto evidenzia come il cancro continui a rappresentare una priorità sanitaria a livello europeo, risultando la seconda causa di mortalità nell’UE dopo le patologie cardiovascolari. Circa il 40% dei casi è tuttavia è considerata prevenibile e i progressi nella diagnosi e nelle terapie stanno migliorando la sopravvivenza, ponendo crescente attenzione alla qualità della vita dei pazienti. In questo contesto, Europe’s Beating Cancer Plan ha introdotto un approccio coordinato e multilivello, integrando azioni e finanziamenti europei con le misure nazionali, elevando la lotta contro il cancro a priorità politica dell’UE.

Europe’s Beating Cancer Plan e cooperazione tra Stati membri

Durante la presentazione, il Servizio Studi del Parlamento Europeo (EPRS) ha illustrato i principali elementi emersi dall’analisi. È stato rilevato un rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri e l’avvio di iniziative condivise, soprattutto nell’ambito della prevenzione e dei programmi di screening. Lo studio ha tuttavia messo in luce differenze significative nell’attuazione a livello nazionale, con effetti sulle condizioni di equità nell’accesso ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione.

Il rapporto Europe’s Beating Cancer Plan sottolinea quindi la necessità di consolidare il monitoraggio attraverso un quadro comune di valutazione a livello europeo, così da consentire un confronto coerente dei progressi e individuare eventuali criticità. Nel corso della discussione in Commissione SANT è stata inoltre ribadita l’importanza di rafforzare la governance multilivello, sostenere investimenti strutturali nei sistemi sanitari e promuovere la diffusione di buone pratiche tra gli Stati membri, al fine di migliorare in modo omogeneo gli esiti clinici e la qualità della vita delle persone affette da tumore.

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lotta contro il cancro

Missione Cancro: aperta la selezione per divenire EU Cancer Mission Ambassador

EU Cancer Mission ha lanciato una selezione per diventare Ambassador contro il cancro, al fine di amplificare la voce della Missione e garantire che il suo impatto raggiunga il maggior numero possibile di persone.

Questa iniziativa ha lo scopo di promuovere la Missione Cancro dell’Unione Europea che mira a salvare 3 milioni di vite entro il 2030 attraverso prevenzione, diagnosi precoci e cure efficaci. I candidati selezionati avranno il compito di diffondere consapevolezza sulla prevenzione, l’importanza dello screening e i progressi della ricerca.

  • Obiettivo della Missione: Salvare 3 milioni di vite entro il 2030, con focus su prevenzione (primaria e secondaria), diagnosi più rapide e trattamenti più efficaci.
  • Ruolo dell’Ambassador: Informare i cittadini sulla malattia, promuovere la prevenzione e lo screening e comunicare l’importanza dei progressi della ricerca.
  • Attività: Lavorare su programmi di prevenzione, migliorare l’accesso alle cure e costruire hub locali dedicati, come parte dell’iniziativa “Conquering cancer, mission possible”.

Per candidarsi è necessario iscriversi al seguente LINK.

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lotta contro il cancro

Ottobre “Breast Cancer Awareness Month” 2025

Il Breast Cancer Awareness Month, celebrato dal 1 al 31 ottobre, è promosso nell’ambito della Global Breast Cancer Initiative dell’OMS per richiamare l’attenzione globale sull’importanza della prevenzione, diagnosi tempestiva e trattamento equo del cancro al seno.

Breast Cancer Awareness Month 2025: sensibilizzare, prevenire e agire

Il cancro al seno è il tumore più comune tra le donne a livello globale, con oltre 2,3 milioni di nuovi casi all’anno. Molte donne ricevono diagnosi in stadio avanzato, con conseguenze gravi per la sopravvivenza.

Il tema scelto per il mese di ottobre 2025 è “Every Story is Unique, Every Journey Matters”: un messaggio che vuole sottolineare come questa malattia tocca la vita dei pazienti e delle loro famiglie in modo diverso e pertanto ogni percorso merita compassione, dignità e sostegno. Il tema di quest’anno riconosce la diversità delle esperienze e rafforza la necessità di cure tempestive e di qualità per tutti, indipendentemente dalla geografia, reddito o background della persona.

Durante il mese, assieme alla pubblicazione di campagne di narrazione globale e kit di strumenti per la sensibilizzazione, si terranno anche molti eventi sia a livello locale che regionale. Gli obiettivi principali sono aumentare la consapevolezza e promuovere un cambiamento di comportamento per la diagnosi precoce del tumore al seno, sostenere un migliore accesso alle cure e onorare l’esperienze vissute dei pazienti e familiari.

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Salute Globale

25 settembre: Giornata mondiale del polmone

Ogni anno, il 25 settembre, si celebra il World Lung Day (Giornata Mondiale del polmone), promosso dal Forum of International Respiratory Societies (FIRS) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della salute respiratoria e stimolare azioni concrete per difendere i polmoni.

La giornata mondiale del polmone 2025: “Healthy Lungs, Healthy Life”

Per il 2025, il tema scelto è “Healthy Lungs, Healthy Life”, che invita ciascuno a prendersi cura del proprio sistema respiratorio e incoraggia governi e istituzioni a sostenere politiche efficaci per prevenzione, diagnosi e accesso alle cure.

I polmoni sono continuamente esposti all’aria che respiriamo: quando quest’ultima è inquinata, aumenta il rischio di malattie croniche come BPCO (Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva), asma, infezioni respiratorie e persino tumori polmonari. Le cause includono il fumo attivo e passivo, il particolato atmosferico, i gas tossici ambientali, e condizioni abitative sfavorevoli.

Secondo l’ERS (Società Europea di Pneumologia) e altri partner affiliati a FIRS, è essenziale agire su due livelli:

  • individuale: smettere di fumare, evitare esposizione al secondo fumo, vaccinarsi per prevenire infezioni respiratorie, fare attività fisica;
  • sistemico: politiche ambientali per ridurre l’inquinamento, migliore accesso ai farmaci inalatori, potenziamento delle infrastrutture sanitarie per diagnosi e terapie.

FIRS guida due campagne chiave in questo contesto:

In Italia e in molti Paesi, le condizioni urbane con elevato smog rendono la Giornata Mondiale del polmone un’occasione per riflettere su politiche locali, infrastrutture sanitarie e livello di protezione ambientale.

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24 SETTEMBRE: Giornata mondiale della ricerca sul cancro

Il 24 settembre 2025 si celebra il World Cancer Research Day (Giornata Mondiale della Ricerca sul Cancro), un appuntamento annuale volto a richiamare l’attenzione sull’impatto della ricerca nel contrasto alla malattia.

Questa giornata vuole essere un momento per riflettere sui progressi scientifici finora raggiunti e per sostenere ulteriori investimenti che possano tradurre le scoperte in prevenzione, diagnosi migliore, cure più efficaci e qualità di vita migliorata per i pazienti.

Cancro: dati recenti e sfide da affrontare
  • Secondo l’IARC e il Global Cancer Observatory, nel 2022 sono stati stimati quasi 20 milioni di nuovi casi di cancro nel mondo e circa 9,7 milioni di decessi attribuibili alla malattia.

  • Molti tipi di cancro possono essere curati se diagnosticati molto precocemente: la diagnosi precoce resta una strategia chiave per ridurre la mortalità.

  • Le cause principali dei tumori includono fattori modificabili come il tabacco, l’uso di alcol, sovrappeso, cattiva alimentazione, attività fisica insufficiente e inquinamento ambientale.

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Altro

10 settembre: Giornata Mondiale di prevenzione del suicidio

Il 10 settembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, ricorrenza istituita nel 2003 a Stoccolma e promossa dall’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (AISP) insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle cause del suicidio e a promuovere strategie efficaci di prevenzione.

La giornata mondiale di prevenzione del suicidio 2025

Secondo l’OMS, ogni anno oltre 720.000 persone muoiono suicidandosi e per ogni suicidio si stimano almeno 20 tentativi. Nel 2021 il suicidio è stato la terza causa di morte tra i giovani dai 15 ai 29 anni a livello globale, con il 73% dei casi concentrati nei paesi a basso e medio reddito.

Fattori come depressione, abuso di alcol, solitudine, discriminazione, conflitti relazionali, difficoltà economiche, malattie croniche, violenze e situazioni di crisi possono aumentare il rischio. Lo stigma legato alla salute mentale, inoltre, frena spesso la richiesta di aiuto.

Con il tema triennale “Cambiare la narrazione sul suicidio”, la campagna 2025 punta a rendere più accessibili le risorse informative, tradotte in diverse lingue, per coinvolgere le comunità di tutto il mondo e contribuire alla riduzione dei suicidi entro il 2030.

L’OMS invita governi e comunità ad adottare l’approccio LIVE LIFE, una guida che supporta lo sviluppo di strategie nazionali complete per la prevenzione del suicidio, rivolte a decisori, operatori locali e organizzazioni della società civile.

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Nutrizione e stile di vita sano: la guida WHO per prevenire malattie croniche

La Nutrizione è un pilastro fondamentale della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, responsabili di oltre l’80% dei decessi nella regione europea dell’OMS.

Nutrizione per la prevenzione delle malattie

Le linee guida WHO/Europa sottolineano che una dieta equilibrata deve includere frutta, verdura, legumi, cereali integrali e noci, limitando zuccheri liberi, grassi saturi e trans e riducendo il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno. L’alcol costituisce un fattore di rischio significativo: ogni quantità consumata aumenta i pericoli per la salute e la scelta più sicura è non assumerlo.

Le raccomandazioni coprono tutte le fasi della vita: dall’allattamento esclusivo fino ai 6 mesi, alla gravidanza e al post-partum, fino a un invecchiamento sano e attivo. Il mantenimento di un indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 25 è indicato come obiettivo essenziale per ridurre il rischio di malattie non trasmissibili negli adulti.

I dati raccolti mostrano che nella regione europea un bambino su quattro e sei adulti su dieci sono in sovrappeso o obesi. Inoltre, l’assunzione media di sale è ampiamente superiore al limite consigliato, contribuendo a elevati tassi di ipertensione, infarti e ictus. Oltre ad una nutrizione errata, anche il consumo di alcol rimane un elemento preoccupante, con circa 800.000 decessi all’anno, un terzo del totale globale.

Un ulteriore elemento critico è l’esposizione dei più giovani a pubblicità mirate di alimenti ricchi di zuccheri, sale e grassi non salutari, oltre che di bevande alcoliche, veicolate soprattutto dai social media.

WHO/Europa sostiene i Paesi attraverso pacchetti di interventi rapidi, i cosiddetti “quick buys” sulla nutrizione. Questi includono la riformulazione degli alimenti per eliminare i grassi trans e ridurre zuccheri, sodio e grassi saturi; l’introduzione di etichette nutrizionali chiare per agevolare scelte consapevoli; campagne di comunicazione per promuovere un maggiore consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali.

L’insieme di queste misure mira a creare ambienti favorevoli a uno stile di vita sano, contrastando l’obesità e rafforzando la prevenzione delle malattie croniche a livello individuale e collettivo.

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