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Salute Globale

Torna la European Immunization Week per proteggere ogni generazione

Dal 19 al 25 aprile torna la European Immunization Week (EIW), l’iniziativa annuale promossa dall’Ufficio Regionale dell’OMS per l’Europa per sensibilizzare sull’importanza dei vaccini nella prevenzione delle malattie e nella protezione della vita. L’edizione 2026 assume un valore speciale: si tratta infatti del 20° anniversario della campagna, che quest’anno lancia il potente messaggio: “Per ogni generazione, i vaccini funzionano” (For every generation, vaccines work).

L’obiettivo di questa settimana è celebrare decenni di protezione che hanno garantito sicurezza a famiglie e comunità, guardando al contempo alle sfide del futuro. La campagna si concentra su quattro pilastri fondamentali:

  • Protezione generazionale: evidenziare come i vaccini abbiano protetto in sicurezza intere generazioni e continuino a salvaguardare il nostro domani.
  • Supporto agli operatori sanitari: fornire a medici e infermieri gli strumenti per comunicare in modo chiaro e comprensivo, aiutando le famiglie esitanti a sentirsi ascoltate e informate.
  • Cultura della sicurezza: rafforzare la comprensione pubblica della scienza che sta alla base dell’efficacia dei vaccini, permettendo scelte consapevoli.
  • Fiducia e innovazione: promuovere la trasparenza e la ricerca continua per garantire un accesso equo alle innovazioni vaccinali per i giovani di oggi e di domani.

La European Immunization Week ci ricorda che l’immunizzazione è una responsabilità condivisa. Investire nella ricerca e mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione è l’unico modo per proteggere le generazioni future da minacce prevedibili.

 

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Salute Globale

13 marzo 2026: Giornata Mondiale del Rene e della salute renale

Il 13 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale del Rene (WKD), che quest’anno segna il traguardo del suo 20° anniversario. Si tratta di un momento storico per la salute renale pubblica: durante la 78esima Assemblea Mondiale della Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato la sua prima risoluzione in assoluto dedicata alle malattie renali, riconoscendo ufficialmente la salute renale come priorità globale.

La malattia renale cronica (MRC) colpisce 1 persona su 10 nel mondo. Spesso silenziosa, se non rilevata precocemente può progredire fino all’insufficienza renale, rendendo necessari trattamenti salvavita come la dialisi o il trapianto.

Per combattere questa sfida, la campagna ribadisce l’importanza delle 8 regole d’oro della prevenzione:

  1. Mantenersi attivi
  2. Dieta sana
  3. Controllare la glicemia
  4. Monitorare la pressione
  5. Bere acqua a sufficienza
  6. Non fumare
  7. Evitare l’abuso di farmaci da banco
  8. Fare test se si è a rischio (diabete, ipertensione, obesità)

Un aspetto centrale del 2026 è il legame indissolubile tra salute renale e cambiamento climatico. I rischi ambientali (stress termico, inquinamento, disidratazione) accelerano la progressione della MRC. Al contempo, i trattamenti per lo stadio terminale, come l’emodialisi, hanno un forte impatto ecologico: una singola sessione consuma enormi quantità di acqua ed energia, producendo emissioni pari a un viaggio in auto di 240 km.

La Call to Action 2026 invita governi e sistemi sanitari a:

  • Dare priorità alla prevenzione e diagnosi precoce: test del sangue e delle urine economici possono salvare vite e ridurre il ricorso a cure ospedaliere costose.
  • Promuovere l’accesso equo al trapianto: opzione che migliora la qualità della vita e riduce l’impronta ecologica rispetto alla dialisi.
  • Trasformare la dialisi in senso sostenibile: innovare verso la “dialisi verde”, incentivando le opzioni domiciliari e il riciclo dei materiali, senza mai compromettere la qualità delle cure.
  • Salvaguardare i bisogni dei pazienti nelle cure “green”: la sostenibilità non deve mai andare a scapito del paziente. Le iniziative devono mirare alle inefficienze del sistema (macchinari a basso consumo, forniture prive di tossine) e includere la voce dei pazienti per garantire fiducia e trasparenza.
  • Investire in percorsi attuabili per tutti i contesti: supportare le aree a basse risorse con cliniche mobili e soluzioni pratiche.

 

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Salute Globale

08-14 MARZO 2026: settimana mondiale del glaucoma

Dall’8 al 14 marzo 2026 si celebra la Settimana Mondiale del Glaucoma, un’iniziativa globale promossa dalla World Glaucoma Association (WGA) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Il glaucoma è infatti una delle principali cause di cecità irreversibile al mondo, ma se diagnosticato in tempo, il danno alla vista può essere limitato o arrestato.

Definito spesso come il “ladro silenzioso della vista”, il glaucoma solitamente non presenta sintomi premonitori finché non raggiunge uno stadio avanzato. Poiché il danno al nervo ottico è progressivo e irreversibile, l’unico strumento efficace di difesa è la diagnosi precoce. La campagna 2026 invita cittadini, operatori sanitari e istituzioni a “pensare globale e agire locale”, organizzando attività di screening, conferenze e iniziative simboliche, come l’illuminazione di edifici in verde, il colore simbolo della lotta alla patologia.

Un punto centrale della campagna di quest’anno riguarda l’ereditarietà: i familiari di persone affette da glaucoma hanno una probabilità dieci volte superiore di sviluppare la malattia e sono caldamente invitati a sottoporsi a esami regolari. Guardando al futuro, la World Glaucoma Association sottolinea come l’innovazione tecnologica, la genetica e l’intelligenza artificiale stiano rivoluzionando lo screening su larga scala, permettendo interpretazioni sempre più accurate delle immagini del nervo ottico.

Oltre allo screening, l’informazione resta un’arma fondamentale. Negli ultimi anni la WGA ha ampliato l’offerta di corsi formativi gratuiti per oftalmologi e materiali educativi per i pazienti, con l’obiettivo di creare una rete globale consapevole e informata. Sottoporsi a un controllo oculistico semplice e regolare è il primo passo per preservare la propria vista.

 

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Salute mentale

Cyberbullismo: la Commissione Europea lancia un nuovo piano d’azione per la salute mentale

La Commissione Europea ha presentato un nuovo Piano d’Azione contro il Cyberbullismo finalizzato a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti nell’UE. L’iniziativa si articola attorno a tre pilastri: lo sviluppo di un’app europea per facilitare le richieste di aiuto, il coordinamento degli approcci nazionali e la promozione di pratiche digitali più sicure.

APP EUROPEA PER SEGNALARE IL CYBERBULLISMO 

Elemento essenziale del piano è il rilascio di un’applicazione accessibile per segnalare il cyberbullismo direttamente alle helplines nazionali. Lo strumento permetterà ai giovani di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove delle molestie in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell’app che gli Stati membri potranno adattare, tradurre e connettere ai propri servizi nazionali.

approccio coordinato

Al fine di garantire una protezione uniforme in tutta l’Unione, il piano invita gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali basate su definizioni comuni per il monitoraggio dei dati. Parallelamente, la Commissione rafforzerà le iniziative esistenti attraverso:

  • la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori;
  • l’adozione di linee guida DSA sui “trusted flaggers” per il contrasto ai contenuti illegali;
  • l’integrazione del tema nella direttiva AVMSD sui servizi media audiovisivi;
  • l’attuazione dell’AI Act, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza dell’IA per contrastare i contenuti generati artificialmente e i deepfake.
prevenzione

Il piano incentiva pratiche digitali responsabili fin dalla tenera età. La prevenzione sarà il fulcro della prossima revisione delle linee guida per gli educatori sulla digital literacy nell’ambito dell’Unione delle Competenze. Saranno inoltre potenziate le risorse fornite dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids.

‘Safer Internet Day’

La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online attraverso il Safer Internet Day. Lanciata nel 2004, la giornata è oggi celebrata in circa 160 paesi per sostenere un ambiente digitale più sicuro a livello globale.

Next steps

L’attuazione del piano coinvolgerà Stati membri, industria, società civile e gli stessi minori. Sono previste ulteriori iniziative, tra cui soluzioni di verifica dell’età che rispettino la privacy e un’indagine sull’impatto dei social media sulla salute mentale.

Background

Si stima che circa un adolescente su sei, nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni, riferisca di essere stato vittima di cyberbullismo. Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, oltre il 90% degli europei ritiene urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori dall’impatto negativo dei social media sulla salute mentale (93%) e dalle molestie online (92%). Il Piano d’Azione è stato sviluppato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6.000 bambini e si integra con gli strumenti normativi già attivi. Tra questi, il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme elevati standard di sicurezza, supportati dalle linee guida per la protezione dei minori che raccomandano misure come il blocco degli utenti e restrizioni sui gruppi. Parallelamente, la Direttiva AVMSD obbliga le piattaforme di video-sharing a prevenire l’accesso a contenuti dannosi, mentre l’Artificial Intelligence Act stabilisce regole sulla marcatura dei deepfake per prevenire l’inganno. Il Piano potenzierà infine la visibilità delle risorse offerte dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids, i cui strumenti sono stati utilizzati da circa 48 milioni di cittadini nel 2025.

 

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comunicazione in salute cure integrate Salute Globale

OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

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Salute mentale

OMS: adottata la nuova dichiarazione globale sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale

All’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato la prima dichiarazione politica in assoluto per affrontare congiuntamente le malattie non trasmissibili e la salute mentale, fissando obiettivi globali integrati per il 2030 volti a ridurre il consumo di tabacco, controllare l’ipertensione e ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria mentale.

La Dichiarazione

Questa dichiarazione pone l’accento sull’equità, sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul finanziamento sostenibile e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società, con una revisione dei progressi compiuti entro il 2030.

I leader di tutto il mondo riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno adottato una nuova dichiarazione politica per affrontare le malattie non trasmissibili (MNT) e la salute mentale attraverso un approccio completamente integrato. La dichiarazione è il risultato dei negoziati intergovernativi tenuti prima della quarta riunione di alto livello dell’UNGA sulla prevenzione e il controllo delle MNT e la promozione della salute mentale e del benessere, tenutasi il 25 settembre 2025, e da essa esaminati.

Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione è la prima ad affrontare insieme le MNT e la salute mentale. Essa rappresenta un’importante opportunità per accelerare i progressi globali attraverso obiettivi globali chiaramente definiti per il 2030, inaugurando una nuova fase nella risposta alle sfide sanitarie che colpiscono persone di tutte le età e livelli di reddito in tutto il mondo.

Le malattie non trasmissibili rimangono la principale causa di morte prematura, causando 18 milioni di vittime ogni anno, mentre i disturbi mentali colpiscono oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Queste patologie sono spesso causate da fattori di rischio prevenibili quali diete non salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica e inquinamento atmosferico, molti dei quali danneggiano anche la salute mentale. La loro crescente diffusione in tutti i paesi li rende una preoccupazione fondamentale non solo per la salute pubblica, ma anche per la produttività e la crescita economica sostenibile.

Una delle principali innovazioni della dichiarazione è la definizione di tre obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:

  • 150 milioni di fumatori in meno;
  • 150 milioni di persone in più con ipertensione controllata;
  • 150 milioni di persone in più con accesso all’assistenza sanitaria mentale.

A sostegno di questi risultati, la dichiarazione fissa anche obiettivi misurabili a livello di sistema, tra cui l’adozione diffusa di politiche nazionali, servizi di assistenza sanitaria di base più forti, misure di protezione finanziaria, piani nazionali multisettoriali e sistemi di sorveglianza robusti.

Il testo della dichiarazione integra gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e affronta nuove sfide quali l’aumento delle malattie non trasmissibili, i determinanti ambientali e i danni causati dal digitale. Esso pone l’accento sull’equità, su una regolamentazione più rigorosa, su finanziamenti sostenibili e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società. I progressi compiuti nel rispetto di questi impegni saranno valutati entro il 2030, con l’OMS e i partner delle Nazioni Unite che sosterranno i paesi nel tradurli in azioni nazionali e nel garantire la responsabilità.

 

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cure integrate

OCSE: pubblicato l’Health at a Glance 2025

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato il rapporto Health at a Glance 2025, una fotografia sullo stato di salute della popolazione e dei sistemi sanitari degli Stati membri, dei Paesi candidati all’ingresso nell’Organizzazione e dei partner strategici, tra cui l’Unione Europea.

L’ Health at a Glance 2025

Il documento attinge ai dati delle ultime statistiche nazionali ufficiali per analizzare e mettere a confronto le situazioni sanitarie di ciascun Stato membro attraverso una serie di indicatori, quali lo stato di salute, i determinanti non medici (o determinanti sociali della salute) e i fattori di rischio per la salute, l’accesso alle cure e la qualità dei servizi sanitari, la spesa pubblica dedicata al comparto sanitario e le risorse dei sistemi sanitari nazionali. I dati forniscono un quadro generale e attuale sulla salute delle popolazioni dei Paesi interessati e gli andamenti principali in ambito sanitario in chiave comparativa, quest’anno con un focus particolare alla medicina di genere.

Secondo il Rapporto, la qualità dell’assistenza sanitaria nei Paesi OCSE è in risalita dopo la crisi pandemica, con una spesa media del 9,3% del PIL per il comparto sanitario nel 2024: un incremento rispetto al periodo pre-pandemico. Basandosi sui dati raccolti, l’OCSE prevede un aumento della spesa pubblica in ambito sanitario di 1,5% del PIL entro il 2045, trainato principalmente dalla transizione tecnologica, dalle crescenti aspettative sull’assistenza sanitaria e dall’invecchiamento della popolazione.

Rimangono tuttavia modesti gli investimenti nelle misure di prevenzione alle crisi sanitarie, anch’essi sotto la soglia del periodo pre-pandemico con una media del 3% della spesa sanitaria totale, sottolineando la mancata adozione di piani di contrasto alle emergenze sanitarie e una generale indifferenza circa l’efficacia costi-benefici della prevenzione dei comportamenti a rischio, quali l’obesità, il fumo e il consumo di alcol.

Torna a crescere l’aspettativa di vita, pur rimanendo inferiore ai livelli del periodo pre-pandemico. La popolazione femminile beneficia di una maggiore aspettativa di vita, nonostante appaia come questa sia soggetta a trascorrere più tempo versando in peggiori condizioni di salute rispetto alla controparte maschile. Le cause principali dei decessi prematuri, sotto ai 75 anni, sono le malattie dell’apparato circolatorio e il cancro, rappresentando quasi la metà di tutti i decessi nei Paesi OCSE.

Si registrano difficoltà di accesso ai sistemi sanitari nella maggior parte degli Stati membri, con differenze significative sul piano socio-economico. L’assistenza sanitaria di base costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione dei ricoveri ospedalieri, dove la qualità dei servizi di terapia intensiva segna un miglioramento continuo.

Sul piano professionale, si assiste ad una crescita del personale sanitario, dato destinato ad aumentare per via della crescente domanda di assistenza sanitaria. Nel 2023, il personale formato all’estero rappresentava il 20% della forza lavoro settoriale. 

I dati nazionali

Sul piano nazionale, l’Italia nell’Health at a Glance 2025 si attesta al di sopra della media OCSE in 7 dei 10 indicatori sullo stato di salute e i fattori di rischio. Lo stesso si può dire per l’accesso alle cure e la qualità dei servizi, con 6 indicatori su 10 al di sopra della media dei Paesi OCSE.

Tuttavia, la spesa sanitaria pro-capire (5154$) risulta inferiore alla media OCSE (5967$), allocando un totale di 8,4% del PIL al comparto sanitario, quasi un punto percentuale al di sotto della media OCSE.

 

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lotta contro il cancro

Europe’s Beating Cancer Plan: presentato lo studio EPRS

Il 5 novembre 2025, la Commissione per la Salute Pubblica (SANT) del Parlamento europeo ha ospitato la presentazione dello studio dell’EPRS, il Servizio Studi del Parlamento Europeo, intitolato “Europe’s Beating Cancer Plan: Implementation findings”.

Il documento  esamina lo stato di avanzamento delle iniziative avviate tra il 2021 e il 2024 nell’ambito di Europe’s Beating Cancer Plan, mettendo in evidenza sia i risultati conseguiti sia gli ambiti in cui si rendono necessari ulteriori interventi. Lanciato nel 2021, il piano costituisce il principale riferimento strategico dell’Unione Europea per rafforzare la prevenzione, migliorare la diagnosi precoce, garantire un accesso equo ai servizi di cura e sostenere la qualità della vita delle persone colpite da tumore.

Il rapporto evidenzia come il cancro continui a rappresentare una priorità sanitaria a livello europeo, risultando la seconda causa di mortalità nell’UE dopo le patologie cardiovascolari. Circa il 40% dei casi è tuttavia è considerata prevenibile e i progressi nella diagnosi e nelle terapie stanno migliorando la sopravvivenza, ponendo crescente attenzione alla qualità della vita dei pazienti. In questo contesto, Europe’s Beating Cancer Plan ha introdotto un approccio coordinato e multilivello, integrando azioni e finanziamenti europei con le misure nazionali, elevando la lotta contro il cancro a priorità politica dell’UE.

Europe’s Beating Cancer Plan e cooperazione tra Stati membri

Durante la presentazione, il Servizio Studi del Parlamento Europeo (EPRS) ha illustrato i principali elementi emersi dall’analisi. È stato rilevato un rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri e l’avvio di iniziative condivise, soprattutto nell’ambito della prevenzione e dei programmi di screening. Lo studio ha tuttavia messo in luce differenze significative nell’attuazione a livello nazionale, con effetti sulle condizioni di equità nell’accesso ai servizi di diagnosi, cura e riabilitazione.

Il rapporto Europe’s Beating Cancer Plan sottolinea quindi la necessità di consolidare il monitoraggio attraverso un quadro comune di valutazione a livello europeo, così da consentire un confronto coerente dei progressi e individuare eventuali criticità. Nel corso della discussione in Commissione SANT è stata inoltre ribadita l’importanza di rafforzare la governance multilivello, sostenere investimenti strutturali nei sistemi sanitari e promuovere la diffusione di buone pratiche tra gli Stati membri, al fine di migliorare in modo omogeneo gli esiti clinici e la qualità della vita delle persone affette da tumore.

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lotta contro il cancro

Missione Cancro: aperta la selezione per divenire EU Cancer Mission Ambassador

EU Cancer Mission ha lanciato una selezione per diventare Ambassador contro il cancro, al fine di amplificare la voce della Missione e garantire che il suo impatto raggiunga il maggior numero possibile di persone.

Questa iniziativa ha lo scopo di promuovere la Missione Cancro dell’Unione Europea che mira a salvare 3 milioni di vite entro il 2030 attraverso prevenzione, diagnosi precoci e cure efficaci. I candidati selezionati avranno il compito di diffondere consapevolezza sulla prevenzione, l’importanza dello screening e i progressi della ricerca.

  • Obiettivo della Missione: Salvare 3 milioni di vite entro il 2030, con focus su prevenzione (primaria e secondaria), diagnosi più rapide e trattamenti più efficaci.
  • Ruolo dell’Ambassador: Informare i cittadini sulla malattia, promuovere la prevenzione e lo screening e comunicare l’importanza dei progressi della ricerca.
  • Attività: Lavorare su programmi di prevenzione, migliorare l’accesso alle cure e costruire hub locali dedicati, come parte dell’iniziativa “Conquering cancer, mission possible”.

Per candidarsi è necessario iscriversi al seguente LINK.

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lotta contro il cancro

Ottobre “Breast Cancer Awareness Month” 2025

Il Breast Cancer Awareness Month, celebrato dal 1 al 31 ottobre, è promosso nell’ambito della Global Breast Cancer Initiative dell’OMS per richiamare l’attenzione globale sull’importanza della prevenzione, diagnosi tempestiva e trattamento equo del cancro al seno.

Breast Cancer Awareness Month 2025: sensibilizzare, prevenire e agire

Il cancro al seno è il tumore più comune tra le donne a livello globale, con oltre 2,3 milioni di nuovi casi all’anno. Molte donne ricevono diagnosi in stadio avanzato, con conseguenze gravi per la sopravvivenza.

Il tema scelto per il mese di ottobre 2025 è “Every Story is Unique, Every Journey Matters”: un messaggio che vuole sottolineare come questa malattia tocca la vita dei pazienti e delle loro famiglie in modo diverso e pertanto ogni percorso merita compassione, dignità e sostegno. Il tema di quest’anno riconosce la diversità delle esperienze e rafforza la necessità di cure tempestive e di qualità per tutti, indipendentemente dalla geografia, reddito o background della persona.

Durante il mese, assieme alla pubblicazione di campagne di narrazione globale e kit di strumenti per la sensibilizzazione, si terranno anche molti eventi sia a livello locale che regionale. Gli obiettivi principali sono aumentare la consapevolezza e promuovere un cambiamento di comportamento per la diagnosi precoce del tumore al seno, sostenere un migliore accesso alle cure e onorare l’esperienze vissute dei pazienti e familiari.

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