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Commissione europea e Confederazione svizzera firmano accordi UE Svizzera

Il 2 marzo 2026 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato a Bruxelles un pacchetto di accordi UE Svizzera volto ad approfondire le relazioni bilaterali. Gli accordi UE Svizzera stabiliscono un quadro aggiornato di cooperazione tra l’Unione europea e la Svizzera e comprendono nuove intese in diversi ambiti, tra cui la salute.

Accordi UE Svizzera e cooperazione nel settore della salute

Tra gli elementi del pacchetto figura un nuovo accordo che consentirà alla Svizzera di partecipare ai meccanismi e agli organismi dell’Unione europea dedicati alla gestione delle gravi minacce sanitarie transfrontaliere. La cooperazione consentirà alla Svizzera di collaborare con European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e di partecipare a Early Warning and Response System (EWRS), il sistema europeo utilizzato per segnalare e coordinare la risposta alle emergenze sanitarie tra i Paesi europei.

Gli accordi UE Svizzera includono inoltre la partecipazione della Svizzera ai programmi dell’Unione europea attraverso un accordo firmato separatamente il 10 novembre 2025 a Berna. L’intesa consente alla Svizzera di partecipare alle attività di Horizon Europe, Euratom Research and Training, Digital Europe, Erasmus+ ed EU4Health.

La firma anticipata e l’applicazione provvisoria dell’accordo hanno già permesso a università, centri di ricerca e altre organizzazioni dell’Unione europea e della Svizzera di avviare collaborazioni nei progetti dei programmi europei.

Il pacchetto comprende anche l’aggiornamento di alcuni accordi esistenti e nuove intese in altri settori di cooperazione, come la sicurezza alimentare, l’elettricità e la partecipazione alle attività dell’EU Agency for the Space Programme. La firma segna un passo importante nel rafforzamento delle relazioni tra Unione europea e Svizzera e nello sviluppo di nuove forme di cooperazione.

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Altro

HTA: pubblicato il Rapporto Annuale 2025 del Gruppo di Coordinamento

Il Gruppo di coordinamento degli Stati membri sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTACG) ha pubblicato il suo Rapporto Annuale 2025, fornendo una panoramica dettagliata del primo anno di applicazione del Regolamento UE sulla Valutazione delle Tecnologie Sanitarie. Il documento illustra i principali traguardi raggiunti dall’HTACG e dai suoi quattro sottogruppi, coprendo le valutazioni cliniche congiunte, le consultazioni scientifiche e il coinvolgimento degli esperti.

Nel corso del 2025, l’HTACG ha avviato 13 valutazioni cliniche congiunte focalizzate su nuovi prodotti oncologici e medicinali per terapie avanzate. Il rapporto evidenzia inoltre il lavoro preparatorio svolto per estendere, a partire dal 2026, le valutazioni cliniche congiunte anche ai dispositivi medici e ai dispositivi medico-diagnostici in vitro. Per quanto riguarda le consultazioni scientifiche congiunte, il Gruppo ne ha selezionate sette in due diversi periodi di richiesta, completandone quattro entro la fine dell’anno; quattro di queste consultazioni si sono svolte in parallelo con la consulenza scientifica fornita dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Un aspetto rilevante del 2025 è stato il coinvolgimento diretto di 38 tra pazienti, caregiver e medici nelle valutazioni cliniche congiunte, oltre a 10 esperti nelle consultazioni scientifiche. Il rapporto annuale, oltre a soddisfare gli obblighi previsti dall’Articolo 6(4) del Regolamento, garantisce la massima trasparenza sul funzionamento del nuovo quadro normativo dell’UE per l’HTA. Il lavoro del Gruppo ha riguardato anche l’identificazione di tecnologie sanitarie emergenti e lo sviluppo di linee guida metodologiche e procedurali.

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Salute Globale

La Commissione investe 225 milioni di euro nei vaccini antinfluenzali di nuova generazione

La Commissione Europea ha stanziato 225 milioni di euro per accelerare lo sviluppo di vaccini antinfluenzali di nuova generazione. L’obiettivo è offrire una protezione più ampia contro diverse varianti del virus dell’influenza e garantire una rapida capacità di adattamento qualora emergesse un ceppo pandemico.

Il finanziamento sosterrà lo sviluppo di vaccini progettati per essere più facili da somministrare tramite naso, bocca o cerotti cutanei e che possano essere prodotti su larga scala rapidamente in caso di emergenza.

I virus dell’influenza si evolvono costantemente, rendendo necessario che la tecnologia vaccinale mantenga il passo. Questo investimento mira a rafforzare la capacità di risposta dell’Europa e a ampliare la pipeline di prodotti in fase di sviluppo, aumentando le probabilità che scoperte di laboratorio si trasformino in soluzioni concrete per i programmi di vaccinazione nazionali.

I contratti firmati avranno una durata di 98 mesi e copriranno l’intero sviluppo clinico fino all’autorizzazione all’immissione in commercio. Si tratta della prima volta che la Commissione utilizza il modello dell’appalto pre-commerciale per far avanzare i prodotti attraverso i test clinici, garantendo standard rigorosi di sicurezza, qualità ed efficacia e sostenendo innovazioni che potrebbero altrimenti arrestarsi senza l’intervento pubblico. Espandendo la capacità di produzione di vaccini e introducendo trattamenti innovativi, questo investimento aiuterà l’Europa e il mondo a essere più preparati per future epidemie o pandemie.

Hadja Lahbib, Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha evidenziato come questo investimento record metta l’innovazione al centro della sicurezza sanitaria. L’uso di tecnologie d’avanguardia e nuovi metodi di somministrazione faciliterà l’accesso ai vaccini per i gruppi vulnerabili, potenziando la competitività dell’industria farmaceutica UE e la resilienza contro future minacce globali.

L’investimento utilizza un modello di appalto pre-commerciale che finanzia la ricerca e lo sviluppo a condizioni favorevoli per favorire un mercato inclusivo, in particolare per le PMI. Il processo copre tre fasi di appalto pre-commerciale, inclusi lo sviluppo dei test clinici di fase I, II e III e lo sviluppo pre-mercato finalizzato all’autorizzazione all’immissione in commercio.

Queste azioni sono finanziate dall’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie della Commissione (Health Emergency Preparedness and Response Authority – HERA) nell’ambito del programma EU4Health e gestite dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (European Health and Digital Executive Agency – HaDEA).

I contratti sono stati siglati con i seguenti partner: Nivi Development P/S, Ethris Gmbh, Statens Serum Institut, Vismederi Srl, Stichting European Clinical Research Alliance On Infectious Diseases, Bavarian Nordic As, Evonik Operations Gmbh, Idt Biologika Gmbh, Sanofi Pasteur Sa e Sclavo Vaccines Association.

 

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lotta contro il cancro digital health

Al via la rete europea per screening avanzati basati su AI

La rete europea per screening avanzati basati su intelligenza artificiale è la nuova iniziativa promossa dalla European Commission per rafforzare la prevenzione e la diagnosi precoce delle principali patologie. L’iniziativa mira a coinvolgere organizzazioni sanitarie che utilizzano o intendono introdurre soluzioni di intelligenza artificiale nei programmi di prevenzione, diagnosi precoce e gestione clinica di patologie come il cancro e le malattie cardiovascolari.

La creazione della rete europea per screening avanzati si inserisce tra le azioni della Apply AI Strategy, la strategia europea che promuove l’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori strategici dell’economia e dei servizi pubblici, tra cui la sanità. L’obiettivo è favorire la collaborazione tra centri clinici europei e sostenere la valutazione e l’implementazione delle tecnologie basate su AI nei processi assistenziali.

Le organizzazioni sanitarie dell’Unione europea che hanno già implementato strumenti di intelligenza artificiale oppure che stanno pianificando di introdurli nel prossimo futuro possono manifestare il proprio interesse a partecipare alla rete entro il 10 aprile 2026. L’iniziativa punta a costruire un ecosistema europeo di centri di riferimento capaci di condividere conoscenze, metodologie e risultati relativi all’impiego dell’intelligenza artificiale nei programmi di screening e diagnosi precoce.

La rete europea per screening avanzati e cooperazione tra centri sanitari

Attraverso la rete europea per screening avanzati, i centri partecipanti potranno confrontarsi sull’integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nei percorsi clinici reali e contribuire alla raccolta di evidenze su sicurezza, efficacia e usabilità delle tecnologie digitali in sanità. La rete favorirà inoltre lo scambio di esperienze tra strutture sanitarie, ricercatori e partner industriali impegnati nello sviluppo di soluzioni innovative per la diagnosi precoce.

I centri coinvolti potranno partecipare ad attività di formazione e rafforzamento delle competenze sull’intelligenza artificiale, con particolare attenzione a temi come validazione clinica, etica, interoperabilità e gestione dei dati sanitari. Inoltre avranno accesso anticipato ai risultati di iniziative europee quali Cancer Image Europe e EU Cardiovascular Flagship, ricevendo anche il riconoscimento come siti di riferimento dell’Unione europea per l’utilizzo dell’AI in ambito sanitario.

L’iniziativa contribuisce allo sviluppo di infrastrutture e competenze digitali che sostengono la trasformazione della sanità europea e rafforzano le politiche comunitarie dedicate alla lotta contro il cancro e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Promuovendo una rete europea per screening avanzati, l’Unione europea intende migliorare la qualità della diagnosi precoce, accelerare l’adozione di tecnologie innovative e rafforzare la cooperazione tra i sistemi sanitari nazionali.

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REGIOSTARS Awards 2026: al via le candidature per progetti di sviluppo regionale

I REGIOSTARS Awards, organizzati annualmente dalla DG REGIO dal 2008, celebrano i progetti finanziati dall’UE che si distinguono per lo sviluppo regionale. Nel corso degli anni, sono diventati il marchio di eccellenza europeo per le iniziative che producono un impatto duraturo e promuovono l’inclusione.

La ricerca dei migliori progetti per l’edizione 2026 è ufficialmente aperta: si tratta di un’occasione unica per dare visibilità al proprio lavoro, ottenere riconoscimenti e ispirare altre realtà in tutta Europa.

Per partecipare, il progetto deve aver prodotto un impatto locale positivo, introdotto innovazioni o nuovi approcci e favorito il progresso economico, sociale o ambientale della regione. I risultati devono essere duraturi anche dopo la conclusione del progetto e la soluzione proposta deve essere scalabile o replicabile altrove in Europa.

È possibile inviare la candidatura entro il 22 maggio 2026.

Come negli anni precedenti, i progetti competono in cinque categorie basate sugli obiettivi della politica di coesione:

  • Categoria 1: Un’Europa competitiva e intelligente;
  • Categoria 2: Un’Europa verde;
  • Categoria 3: Un’Europa connessa;
  • Categoria 4: Un’Europa sociale e inclusiva;
  • Categoria 5: Un’Europa più vicina ai cittadini.

Una giuria di accademici di alto livello valuterà le domande e selezionerà i vincitori per ogni categoria durante la “Settimana europea delle regioni e delle città” a Bruxelles, in ottobre. Anche il pubblico potrà votare online per scegliere il proprio progetto preferito tra i 25 finalisti (Public Choice Award). I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia REGIOSTARS e riceveranno una mini-campagna promozionale per il loro progetto.

È possibile consultare qui un’anteprima della Cerimonia REGIOSTARS 2025.

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite il modulo di candidatura su EU Survey. Per supportare il processo di candidatura, sono disponibili i seguenti documenti:

  • Guida per i candidati: dettagli su categorie, ammissibilità, criteri di aggiudicazione e tempistiche;
  • Domande frequenti (FAQ): risposte ai quesiti comuni;
  • Application form template: per preparare l’invio;
  • Endorsement letter template: deve essere firmata dall’Autorità di Gestione e accompagnare obbligatoriamente ogni domanda.

Le candidature sono accettate in tutte le lingue ufficiali dell’UE. È inoltre possibile scaricare materiali grafici pronti all’uso per aiutare a diffondere l’iniziativa.

 

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Salute mentale

Cyberbullismo: la Commissione Europea lancia un nuovo piano d’azione per la salute mentale

La Commissione Europea ha presentato un nuovo Piano d’Azione contro il Cyberbullismo finalizzato a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti nell’UE. L’iniziativa si articola attorno a tre pilastri: lo sviluppo di un’app europea per facilitare le richieste di aiuto, il coordinamento degli approcci nazionali e la promozione di pratiche digitali più sicure.

APP EUROPEA PER SEGNALARE IL CYBERBULLISMO 

Elemento essenziale del piano è il rilascio di un’applicazione accessibile per segnalare il cyberbullismo direttamente alle helplines nazionali. Lo strumento permetterà ai giovani di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove delle molestie in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell’app che gli Stati membri potranno adattare, tradurre e connettere ai propri servizi nazionali.

approccio coordinato

Al fine di garantire una protezione uniforme in tutta l’Unione, il piano invita gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali basate su definizioni comuni per il monitoraggio dei dati. Parallelamente, la Commissione rafforzerà le iniziative esistenti attraverso:

  • la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori;
  • l’adozione di linee guida DSA sui “trusted flaggers” per il contrasto ai contenuti illegali;
  • l’integrazione del tema nella direttiva AVMSD sui servizi media audiovisivi;
  • l’attuazione dell’AI Act, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza dell’IA per contrastare i contenuti generati artificialmente e i deepfake.
prevenzione

Il piano incentiva pratiche digitali responsabili fin dalla tenera età. La prevenzione sarà il fulcro della prossima revisione delle linee guida per gli educatori sulla digital literacy nell’ambito dell’Unione delle Competenze. Saranno inoltre potenziate le risorse fornite dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids.

‘Safer Internet Day’

La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online attraverso il Safer Internet Day. Lanciata nel 2004, la giornata è oggi celebrata in circa 160 paesi per sostenere un ambiente digitale più sicuro a livello globale.

Next steps

L’attuazione del piano coinvolgerà Stati membri, industria, società civile e gli stessi minori. Sono previste ulteriori iniziative, tra cui soluzioni di verifica dell’età che rispettino la privacy e un’indagine sull’impatto dei social media sulla salute mentale.

Background

Si stima che circa un adolescente su sei, nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni, riferisca di essere stato vittima di cyberbullismo. Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, oltre il 90% degli europei ritiene urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori dall’impatto negativo dei social media sulla salute mentale (93%) e dalle molestie online (92%). Il Piano d’Azione è stato sviluppato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6.000 bambini e si integra con gli strumenti normativi già attivi. Tra questi, il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme elevati standard di sicurezza, supportati dalle linee guida per la protezione dei minori che raccomandano misure come il blocco degli utenti e restrizioni sui gruppi. Parallelamente, la Direttiva AVMSD obbliga le piattaforme di video-sharing a prevenire l’accesso a contenuti dannosi, mentre l’Artificial Intelligence Act stabilisce regole sulla marcatura dei deepfake per prevenire l’inganno. Il Piano potenzierà infine la visibilità delle risorse offerte dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids, i cui strumenti sono stati utilizzati da circa 48 milioni di cittadini nel 2025.

 

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lotta contro il cancro

Lotta contro il cancro: il Parlamento chiede un programma sanitario UE dedicato

Il programma sanitario UE dedicato alla lotta contro il cancro è al centro dell’iniziativa con cui il Parlamento europeo invita a prevedere uno strumento specifico nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028 2034. Secondo i deputati, il programma sanitario UE rappresenta una leva essenziale per assicurare continuità agli investimenti e rafforzare prevenzione diagnosi precoce accesso equo alle cure e tutela dei pazienti oncologici in tutti gli Stati membri. Il programma sanitario UE viene indicato come elemento chiave per sostenere l’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro attraverso finanziamenti prevedibili e un maggiore coordinamento a livello europeo.

Il Parlamento evidenzia la necessità di considerare la salute come investimento sociale a lungo termine e invita a rafforzare infrastrutture strategiche, tra cui programmi di vaccinazione e screening, il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari e sistemi avanzati di raccolta e condivisione dei dati oncologici. In questo quadro viene sottolineato anche il ruolo della digitalizzazione sanitaria e dell’uso dei dati per migliorare prevenzione, ricerca e qualità dell’assistenza.

Il programma sanitario UE e l’accesso alle cure oncologiche in Europa

Un capitolo centrale riguarda il miglioramento dell’accesso equo tempestivo e sostenibile ai medicinali oncologici e alle terapie innovative. Il Parlamento chiede misure per facilitare l’accesso alle cure transfrontaliere e alle sperimentazioni cliniche soprattutto per i tumori rari o complessi, promuovendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. Viene inoltre richiesto di favorire appalti congiunti volontari e maggiore trasparenza dei prezzi per garantire la disponibilità dei trattamenti salvavita nell’Unione europea.

Tra le priorità indicate figura anche il rafforzamento della prevenzione attraverso la riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio come prodotti del tabacco, consumo eccessivo di alcol, inquinamento atmosferico e sostanze nocive tra cui PFAS e interferenti endocrini. Il Parlamento invita inoltre a promuovere l’approccio One Health, un modello integrato che collega salute umana, ambiente e sistemi sanitari, al fine di migliorare la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

L’iniziativa richiama infine la necessità di tutelare i diritti dei sopravvissuti al cancro attraverso il rafforzamento del diritto all’oblio al fine di prevenire discriminazioni nell’accesso a prestiti mutui e assicurazioni. Nel complesso il Parlamento considera il programma sanitario UE uno strumento strategico per integrare prevenzione innovazione terapeutica e qualità della vita dei pazienti lungo tutto il percorso di cura.

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Salute Globale

Lancio ufficiale partenariato BE READY per preparazione pandemica europea

La Commissione europea ha annunciato il lancio ufficiale del partenariato BE READY, iniziativa strategica pensata per rafforzare la preparazione europea alle pandemie attraverso la ricerca e l’innovazione. BE READY sostiene un approccio coordinato tra Paesi e istituzioni scientifiche con l’obiettivo di migliorare la capacità di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e crisi sanitarie. Il partenariato BE READY si concentra sullo studio dei patogeni emergenti e riemergenti e sullo sviluppo di strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini, contribuendo a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei.

Finanziato con circa 120 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe, BE READY mira a costruire una capacità di ricerca stabile e attiva sia durante le emergenze sia nei periodi tra un’epidemia e l’altra. L’iniziativa favorisce il coordinamento tra finanziamenti nazionali ed europei e promuove la trasformazione dei risultati scientifici in soluzioni operative, sostenendo la collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi.

Il partenariato BE READY rafforza cooperazione scientifica e preparazione sanitaria europea

Tra gli elementi centrali di BE READY rientrano l’allineamento delle priorità di ricerca tra i Paesi partecipanti e la definizione di un’agenda strategica comune per la preparazione pandemica. Il partenariato sostiene progetti multinazionali attraverso bandi congiunti e finanziamenti coordinati, rafforzando la collaborazione tra diverse discipline scientifiche e contribuendo a creare un ecosistema europeo della ricerca più integrato e pronto ad affrontare future minacce sanitarie.

BE READY è coordinato dall’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’AIDS, le epatiti virali e le malattie infettive emergenti (ANRS MIE), organismo pubblico che finanzia e coordina programmi scientifici dedicati alle infezioni e alla preparazione alle crisi sanitarie. Il partenariato coinvolge 81 organizzazioni provenienti da 27 Paesi e rappresenta il risultato di un percorso preparatorio avviato tra il 2022 e il 2025, inserendosi in un impegno europeo più ampio volto a rafforzare la ricerca sulla preparazione alle pandemie e la capacità di risposta dell’Unione europea.

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Commissione BUDG Parlamento europeo: confronto sugli emendamenti al QFP 28-34

La Commissione BUDG Parlamento europeo, Commissione per i bilanci del Parlamento europeo, ha avviato uno scambio di vedute sugli emendamenti al QFP 2028 2034 nell’ambito del progetto di relazione intermedia sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. L’incontro rappresenta una fase centrale del lavoro parlamentare dedicato alla definizione delle priorità finanziarie future e ha coinvolto i membri della Commissione per i bilanci chiamati a valutare oltre mille proposte di modifica presentate dai deputati. Gli emendamenti al QFP 2028 2034 costituiscono infatti uno degli elementi principali del confronto politico e tecnico sul futuro bilancio dell’Unione.

Confronto istituzionale sugli emendamenti al QFP 2028 2034 e Quadro finanziario pluriennale

Nel progetto di relazione intermedia sul QFP 2028 2034, il Quadro finanziario pluriennale, i correlatori hanno proposto un rafforzamento significativo del bilancio europeo con una dotazione minima pari all’1,27 per cento del reddito nazionale lordo dell’Unione destinata ai programmi, escludendo i rimborsi del debito NGEU (NextGenerationEU), lo strumento straordinario dell’Unione europea per la ripresa economica post pandemia. Secondo quanto emerso nel dibattito sugli emendamenti al QFP 2028 2034, tale impostazione consentirebbe di affrontare le crescenti sfide geopolitiche, economiche, sociali e ambientali che interessano l’Unione.

Durante lo scambio di vedute, la Commissione per i bilanci del Parlamento europeo ha inoltre sottolineato la necessità di garantire finanziamenti adeguati alle priorità e agli obiettivi dell’Unione europea e ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla fusione di programmi che potrebbero ridurre prevedibilità e trasparenza. I relatori hanno ribadito che il bilancio dell’Unione deve continuare a sostenere beni pubblici europei e mantenere solidi meccanismi di responsabilità democratica.

Un ulteriore elemento emerso nel confronto sugli emendamenti al QFP 2028 2034 riguarda la tutela del ruolo di controllo del Parlamento europeo nei processi di consolidamento finanziario. Eventuali riorganizzazioni non dovrebbero indebolire la supervisione parlamentare né ridurre la chiarezza degli obiettivi politici. I membri proseguiranno ora il lavoro sugli emendamenti al QFP 2028 2034, in vista delle successive fasi del processo istituzionale.

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lotta contro il cancro comunicazione in salute Salute Globale

Ultimo aggiornamento del Codice europeo contro il cancro

Il 4 febbraio 2026, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, la Commissione europea ha presentato l’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro, uno strumento centrale per rafforzare la prevenzione oncologica nell’Unione europea. Il documento riflette le più recenti evidenze scientifiche disponibili e fornisce raccomandazioni pratiche per ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

L’aggiornamento rappresenta la quinta edizione del Codice europeo contro il cancro ed è stato elaborato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro per conto della Commissione europea, al termine di oltre quattro anni di lavoro scientifico. Il processo ha coinvolto più di sessanta esperti europei di sanità pubblica, garantendo un approccio basato su dati solidi e condivisi a livello internazionale.

L’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro e il ruolo della prevenzione

Il Codice aggiornato comprende quattordici raccomandazioni rivolte alla popolazione generale, con l’obiettivo di promuovere comportamenti salutari a sostegno della lotta contro il cancro e di rafforzare politiche pubbliche efficaci in materia di prevenzione.

Le raccomandazioni coprono ambiti chiave della prevenzione oncologica. In particolare riguardano la prevenzione e l’eliminazione del consumo di tabacco e dell’esposizione al fumo passivo, la promozione di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica regolare, la riduzione del consumo di alcol, la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, la protezione dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette e ionizzanti, la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene presenti nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, la tutela della salute riproduttiva, la partecipazione alle vaccinazioni contro infezioni che possono causare il cancro e l’adesione ai programmi di screening oncologico raccomandati.

Il Codice è concepito non solo come strumento informativo per i cittadini, ma anche come riferimento per i decisori politici e le autorità sanitarie degli Stati membri, in linea con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro.

La Commissione europea ha sottolineato che molte forme di cancro possono essere prevenute attraverso azioni mirate e politiche pubbliche adeguate, rafforzando così l’approccio integrato alla prevenzione a livello europeo.

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