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Salute Globale

Il Consiglio apre alle nuove tecniche genomiche per colture più resistenti e sostenibili

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un nuovo regolamento sulle “Nuove Tecniche Genomiche” (New Genomic Techniques – NGT), per favorire lo sviluppo di colture più resistenti ai cambiamenti climatici, alle malattie e alla scarsità di risorse, mantenendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza per salute umana, animale e ambiente.

Le NGT sono tecniche genomiche di nuova generazione che consentono di modificare il patrimonio genetico delle piante in modo più preciso rispetto agli organismi geneticamente modificati (OGM) tradizionali, spesso senza introdurre DNA proveniente da altre specie. Secondo le istituzioni europee, queste innovazioni potrebbero contribuire a ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti, aumentare la resilienza delle colture agli eventi climatici estremi e rafforzare la sicurezza alimentare europea. Le NGT sono emerse nel corse dell’ultimo decennio, e non esistevano nel 2001, quando la legislazione UE sugli OGM è stata adottata per la prima volta.

Il nuovo quadro normativo distingue due categorie di piante ottenute tramite NGT. La prima (NGT-1) comprende modifiche considerate equivalenti a quelle ottenibili con metodi di selezione convenzionali: queste varietà saranno soggette a procedure semplificate e non dovranno essere etichettate come OGM nei prodotti alimentari finali. La seconda categoria (NGT-2) riguarda modifiche genetiche più complesse, che continueranno invece a essere sottoposte alle attuali regole europee sugli organismi geneticamente modificati.

Secondo la ministra cipriota dell’Agricoltura Maria Panayiotou, che rappresenta la presidenza di turno del Consiglio UE, gli agricoltori europei “hanno bisogno di soluzioni pratiche per adattarsi ai cambiamenti climatici e restare competitivi”.

Il regolamento dovrà ora completare l’iter finale con il Parlamento europeo. Se approvato definitivamente, il nuovo sistema potrebbe entrare pienamente in applicazione entro il 2028, dopo un periodo transitorio di circa due anni.

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Presentazione dell’European Biotech Act al Parlamento europeo

Il Biotech Act europeo (proposto nel dicembre 2025) è un’iniziativa legislativa della Commissione europea volta a rafforzare il settore delle biotecnologie nell’UE, attraverso la semplificazione delle normative, l’aumento degli investimenti e l’accelerazione dell’accesso al mercato per le innovazioni. L’iniziativa si concentra sul potenziamento della biotecnologia sanitaria e sul rafforzamento della biomanifattura industriale.

Il Parlamento europeo (PE) e il Consiglio dell’Unione europea devono ora esaminare la proposta per la sua adozione, con un’attuazione prevista tra il 2026 e il 2027. Una tappa fondamentale si è quindi svolta il 19 marzo, durante la riunione congiunta delle commissioni del PE sulla sanità pubblica (SANT) e Industria, Ricerca e Energia (ITRE). Olivér Várhelyi, Commissario per la Salute e il Benessere degli Animali, ha presentato alle due commissioni il Biotech Act, seguito da una sessione di domande e risposte con i deputati.

Il contesto europeo

L’adozione del Biotech Act si inserisce in una più ampia strategia europea volta a rafforzare l’autonomia strategica del continente, come delineato nella comunicazione “Building the future with nature” del marzo 2024. Come già riconosciuto nella comunicazione della CE su biotecnologia e biomanifattura del marzo 2024,   le biotecnologie e la biomanifattura rappresentano un motore chiave di innovazione e crescita nell’UE, con un’espansione negli ultimi dieci anni più che doppia rispetto all’economia complessiva.

Il Biotech Act europeo punta quindi a semplificare le procedure, favorire l’innovazione e sostenere la crescita industriale, anche attraverso nuovi strumenti regolatori e maggiori investimenti. Oltre all’adozione del regolamento, è previsto un progetto pilota nel campo delle biotecnologie per la salute nel periodo 2026-2027, in collaborazione con la Banca europea per gli Investimenti, con l’obiettivo di mobilitare fino a 10 miliardi di euro.

La sfida: trasformare l’eccellenza scientifica in leadership industriale

Le biotecnologie e la biomanifattura hanno applicazioni molto concrete per la salute umana, perché permettono di sviluppare e produrre in modo più rapido e preciso farmaci innovativi come terapie geniche e cellulari, anticorpi monoclonali e vaccini avanzati. Consentono inoltre la produzione di biosimilari, che rendono più accessibili e sostenibili economicamente molte cure biologiche già esistenti. In ambito diagnostico, le biotecnologie migliorano la capacità di individuare precocemente malattie attraverso test molecolari, genetici e strumenti di medicina di precisione, che permettono di adattare le terapie al profilo del singolo paziente.

Nonostante l’eccellenza scientifica, l’Europa fatica a trasformare la ricerca in prodotti commerciali e a scalarli industrialmente, a differenza di Stati Uniti e Cina. Tra i principali ostacoli emerge un quadro normativo complesso e frammentato, che rallenta autorizzazioni, sperimentazioni e commercializzazione, aumentando costi e spingendo alcune imprese a trasferirsi fuori dall’UE. Il successo del Biotech Act dipenderà quindi dalla capacità dell’UE di ridurre le barriere esistenti, migliorare il coordinamento tra Stati membri e trasformare la propria eccellenza scientifica in leadership industriale.

 

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