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OMS: istituito il primo gruppo consultivo tecnico (TAG) su disabilità e salute

L’OMS/Europa ha lanciato il suo primo gruppo tecnico consultivo (TAG) su disabilità e salute, un’iniziativa pionieristica volta a promuovere sistemi sanitari più inclusivi per le persone con disabilità in tutta la Regione europea dell’OMS.

Il nuovo gruppo di lavoro ha il compito specifico di fornire consulenza sull’attuazione del “Quadro d’azione europeo dell’OMS per il raggiungimento dei più alti standard di salute per le persone con disabilità, 2022-2030”, adottato unanimemente nel 2022 durante la 72a sessione del Comitato regionale dell’OMS per l’Europa.

Chi sono i membri del TAG

I membri del gruppo di lavoro sono nominati da 23 Paesi di tutta la regione europea e lavoreranno come parte del gruppo per i prossimi 2 anni. Essi rappresentano un’ampia gamma di discipline rilevanti per la disabilità e la salute, dalle statistiche, alle politiche inclusive e alla difesa dei diritti, fino all’esperienza vissuta della disabilità, all’abilitazione/riabilitazione e all’inclusione sociale.

Tali membri prestano servizio a titolo personale come accademici e ricercatori, oltre ad apportare competenze da enti sanitari, istituti nazionali di sanità pubblica e organizzazioni della società civile.

Nell’ambito del loro lavoro, i membri del TAG contribuiranno a valutare programmi, iniziative e prove, a condividere le esperienze pratiche dei vari Paesi sulle migliori pratiche e a consigliare gli investimenti che le autorità sanitarie devono fare per migliorare l’accesso alla salute e i risultati sanitari delle persone con disabilità.

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OMS: pubblicata la guida sul monitoraggio delle disuguaglianze sanitarie

OMS ha pubblicato un nuovo documento tecnico “Health inequality monitoring: harnessing data to advance health equity” volto a promuovere l’espansione e il rafforzamento delle pratiche di monitoraggio delle disuguaglianze sanitarie.

L’obiettivo principale è sostenere l’equità sanitaria, fornendo strumenti e strategie utili per ridurre le disuguaglianze in contesti globali.

UN SUPPORTO PER COMBATTERE LE disuguaglianze sanitarie

Il documento affronta una serie di temi chiave, tra cui:

  • L’importanza e le applicazioni del monitoraggio delle disuguaglianze sanitarie.
  • Strategie per allineare le attività di monitoraggio a obiettivi concreti.
  • Concetti fondamentali e sviluppi recenti nel monitoraggio delle disuguaglianze sanitarie.
  • Metodologie avanzate per raccogliere, analizzare e interpretare i dati disaggregati.
  • Integrazione del monitoraggio nei sistemi informativi sanitari, per rafforzare la capacità di prendere decisioni basate su evidenze.
  • Approcci pratici per comunicare i risultati e orientare le politiche verso un impatto equo e sostenibile.

Il documento si rivolge a esperti tecnici (come funzionari di statistica, pianificazione, monitoraggio e valutazione), professionisti della sanità pubblica, ricercatori, analisti e studenti.

Questa pubblicazione vuole essere una guida pratica per migliorare l’efficacia delle azioni di monitoraggio, garantendo che i dati raccolti e analizzati possano essere utilizzati per generare un impatto reale nelle politiche e nei programmi sanitari. Inoltre, propone strategie innovative per affrontare anche temi complessi come i cambiamenti climatici e la disuguaglianza urbana.

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OMS: nuovo documento tecnico per migliorare la qualità dell’LTC

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Europa ha pubblicato un documento tecnico volto a supportare gli Stati membri nel rafforzamento della gestione della qualità e nella promozione di un miglioramento continuo nell’ambito dell’assistenza a lungo termine (LTC).

Il nuovo documento tecnico per migliorare la qualità dell’LTC

Il documento “Promoting quality management in long-term care: principles, key components and directions for policy action” propone un quadro strutturato per concettualizzare e migliorare la qualità nei sistemi di assistenza, sottolineando l’importanza di un cambiamento di paradigma: spostare l’attenzione dalla semplice garanzia della qualità alla gestione attiva e al miglioramento continuo.

Attraverso l’identificazione di valori e principi chiave, vengono delineati gli elementi essenziali per istituire processi di gestione della qualità e interventi strategici. Questi ultimi mirano a promuovere un approccio alla qualità sia a livello di erogazione dei servizi sia a livello di sistema, offrendo ai decisori politici una guida per realizzare un cambiamento trasformativo.

Questo documento rappresenta un passo significativo verso sistemi di cura più forti e un’assistenza centrata sulle persone, garantendo standard elevati di qualità per individui, caregiver e comunità.

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OMS: pubblicato il rapporto globale 2024 sulla prevenzione e controllo delle infezioni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato il Global Report on Infection Prevention and Control 2024, un’analisi completa che evidenzia l‘impatto delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria (HAI) e della resistenza antimicrobica (AMR) sui sistemi sanitari globali.

Il rapporto sottolinea come, nonostante i progressi, le HAI rimangano una delle principali sfide per la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari.

il Global Report on Infection Prevention and Control 2024

Le HAI colpiscono ogni anno milioni di pazienti, con un’incidenza significativamente maggiore nei paesi a basso e medio reddito. Circa il 30% dei pazienti in terapia intensiva può contrarre un’infezione correlata all’assistenza sanitaria. Inoltre, la resistenza antimicrobica rappresenta una minaccia crescente, con un tasso di mortalità 2-3 volte superiore rispetto alle infezioni trattabili con antibiotici.

Grazie alle lezioni apprese durante la pandemia di COVID-19, molti paesi hanno rafforzato i programmi di prevenzione e controllo delle infezioni (IPC). Tuttavia, il rapporto evidenzia disinvestimenti recenti in alcune aree critiche, come i servizi di acqua, igiene e sanificazione (WASH).

Pertanto, l’OMS ha definito otto direzioni strategiche per migliorare la prevenzione delle infezioni entro il 2030, tra cui:

  • Implementazione di programmi IPC nazionali con budget dedicati
  • Formazione continua per gli operatori sanitari su pratiche IPC
  • Sorveglianza delle infezioni e miglioramento dei sistemi di monitoraggio
  • Promozione di una cultura della sicurezza e dell’igiene negli ambienti sanitari

Il rapporto, infine, invita i governi e le istituzioni sanitarie a investire in risorse e formazione per raggiungere gli obiettivi fissati, sottolineando il ritorno economico e il miglioramento della qualità dell’assistenza.

 

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OMS e London School of Economics: studio sui fattori digitali che influenzano la salute

Uno studio congiunto di OMS Europa e della London School of Economics ha esplorato i fattori digitali determinanti per la salute, rivelando i modi complessi in cui la tecnologia digitale influisce sui risultati sanitari.

Cosa trattano questi fattori

Si tratta di qualsiasi fattore collegato al mondo digitale che può influenzare direttamente o indirettamente il benessere. Essi vanno oltre l’accesso ai dispositivi digitali e a Internet, estendendosi a fattori come l’alfabetizzazione digitale, la trasparenza degli algoritmi e le politiche sulla disinformazione.

Lo studio ha identificato 127 fattori determinanti per la salute che sono stati alterati o creati durante quest’era digitale, con l’accesso a Internet. Sono stati inoltre evidenziati argomenti come l’importanza di affrontare i contenuti online pericolosi, l’accuratezza dei dati e la disinformazione. Secondo gli esperti di OMS Europa, un approccio completo alla governance della salute digitale è essenziale per garantire soluzioni eque ed efficaci in questo panorama in evoluzione.

La trasformazione digitale della società ha influito sulla comprensione della salute, incorporando fattori come la progettazione della tecnologia, la governance dei dati e le decisioni politiche nel quadro più ampio. Lo studio sottolinea inoltre che gli individui più giovani e sani sono più abili nell’uso degli strumenti digitali, ma sono più vulnerabili ai rischi digitali.

In maniera differente, gli anziani e i migranti hanno spesso un accesso limitato agli strumenti di salute digitale, il che aumenta le disparità sanitarie esistenti. Un ulteriore divario, digitale, sta emergendo con innovazioni come l’intelligenza artificiale che incrementa le disuguaglianze. Garantire un accesso equo alle soluzioni di salute digitale, in particolare per i gruppi vulnerabili, è una priorità fondamentale per le strategie di salute digitale dell’OMS.

 

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OMS: UHC Watch rileva spese sanitarie insostenibili per il 20% delle famiglie UE

Secondo i dati raccolti dall’OMS tramite UHC Watch, la nuova piattaforma digitale che monitora l’accesso alle cure in più di 45 paesi, fino al 20% delle famiglie in Europa affronta spese sanitarie catastrofiche. I costi maggiori derivano da pagamenti diretti per medicinali, cure odontoiatriche e dispositivi medici, rendendo difficile soddisfare bisogni primari come cibo, riscaldamento e alloggio.

Le famiglie europee sono a rischio: il dato di UHC Watch

Le difficoltà finanziarie colpiscono in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili. Nei 40 Paesi analizzati, l’incidenza della spesa sanitaria catastrofica è aumentata del 1,7% negli ultimi anni. Anche nei Paesi più ricchi, milioni di persone si trovano al limite della povertà a causa della forte dipendenza dai pagamenti diretti.

La spesa sanitaria catastrofica si verifica quando l’importo che una famiglia paga di tasca propria supera il 40% della sua capacità di pagare l’assistenza sanitaria. Ciò può significare che la famiglia non può più permettersi di soddisfare altre esigenze di base (cibo, alloggio e utenze). In Europa al momento una famiglia su cinque ha questo problema.

“Il fatto che fino al 20% delle famiglie in alcuni paesi in Europa affronti una spesa sanitaria catastrofica è un duro promemoria dell’urgente necessità di dare priorità alla copertura sanitaria universale”, ha affermato il dott. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa.

Uno strumento per migliorare l’accesso equo alle cure

Lanciata dall’OMS, la piattaforma UHC Watch fornisce dati aggiornati per aiutare i decisori politici a monitorare e ridurre le barriere economiche all’accesso alle cure. Garantire che nessuno sia costretto a scegliere tra salute e bisogni di base è un obiettivo prioritario per migliorare i sistemi sanitari europei.

 

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OMS: Nuove linee guida per il monitoraggio globale della prevenzione e del controllo del diabete

L’NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC) con il supporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato uno studio sulla rivista The Lancet che evidenzia come la prevalenza globale del diabete sia raddoppiata dal 7% al 14% tra il 1990 e il 2022.

L’indagine sottolinea la necessità di un’azione globale più incisiva per affrontare sia i crescenti tassi di malattia sia i crescenti divari di trattamento, in particolare nei paesi a basso e medio reddito (LMIC).

Le Contromisure necessarie per l’aumento dei casi di diabete

Secondo l’analisi, il numero di persone adulte con diabete ha superato gli 800 milioni nel 2024, un aumento oltre quattro volte maggiore rispetto al 1990. Questo incremento, osservato soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, riflette l’aumento dell’obesità, il marketing di alimenti non salutari e l’insufficienza di attività fisica. Nel 2022, circa 450 milioni di adulti con diabete non ricevevano cure, rivelando una crescente disuguaglianza nell’accesso ai trattamenti​.

Per affrontare questa crisi, l’OMS ha annunciato la pubblicazione di nuove linee guida per il monitoraggio globale della prevenzione e del controllo del diabete. Questo documento delinea gli indicatori in 4 ambiti: determinanti del sistema sanitario, erogazione dei servizi, fattori di rischio e risultati/impatti. Così facendo, il documento mira a supportare i paesi nel monitoraggio e nella gestione della prevenzione, della cura e dei risultati del diabete.

Inoltre, il Global Diabetes Compact, introdotto nel 2021, rimane al centro delle iniziative globali per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione del diabete. Questo strumento fornisce linee guida per governi e operatori sanitari, con focus su innovazione, integrazione dei servizi sanitari e formazione delle comunità​.

Infine, nel corso del 2025 verrà catalizzata l’azione contro l’allarmante aumento del diabete in tutto il mondo con il quarto incontro di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (NCD) che si terrà a settembre. Questo incontro riunisce capi di stato e di governo per definire una potente visione per prevenire e controllare le NCD, incluso il diabete, attraverso un impegno collettivo per affrontare le cause profonde e migliorare l’accesso alla diagnosi e al trattamento.

L’OMS sottolinea come sia necessario che i governi implementino politiche per promuovere stili di vita sani e garantire una maggiore equità nell’accesso alle cure.

 

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OMS: pubblicato il rapporto biennale 2022-2023

Lo scorso novembre è stato pubblicato il Rapporto biennale 2022-2023 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), realizzato dall’Ufficio europeo per gli investimenti nella salute e lo sviluppo, con l’obiettivo di promuovere azioni collettive per costruire società resilienti e sane.

Il rapporto evidenzia le principali sfide affrontate dalla regione, tra cui l’aumento delle disuguaglianze sociali, la povertà infantile, e la crisi sanitaria nelle aree rurali, offrendo soluzioni innovative e partenariati per affrontarle.

RAPPORTO OMS: EQUITÀ SANITARIA E BENESSERE, PRIORITÀ PER LA RIPRESA ECONOMICA

Eventi di alto livello organizzati dall’Ufficio OMS di Venezia e dai suoi partner hanno evidenziato che le sfide globali non possono essere affrontate da un solo settore o paese. La crisi del costo della vita, le conseguenze della pandemia di COVID-19 e le crescenti insicurezze economiche hanno aggravato le disuguaglianze sociali, incrementando la povertà e l’esclusione sociale, soprattutto tra le popolazioni vulnerabili.

Tra le conclusioni del rapporto emerge l’aumento della povertà, con il 20% dei bambini in Europa che vive in condizioni precarie. La carenza di investimenti nei sistemi sanitari rurali ha portato a oltre 600.000 morti tra il 2019 e il 2023. Problemi di salute mentale come ansia, depressione e solitudine hanno colpito in particolare giovani, anziani e categorie economicamente svantaggiate. La crisi ha avuto un impatto negativo anche sulla parità di genere: 1,5 milioni di donne hanno perso il lavoro, accompagnate da un aumento della violenza di genere e una riduzione dei servizi di supporto.

Per affrontare queste criticità, l’Ufficio europeo dell’OMS ha avviato iniziative che includono politiche mirate per piccole regioni, l’accesso equo a innovazioni sanitarie e nuove coalizioni per rafforzare i sistemi sanitari pubblici. Si sottolinea inoltre il ruolo della spesa pubblica mirata a promuovere salute, equità e benessere collettivo.

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OMS/Europa: Hans Kluge confermato alla guida per altri cinque anni

Gli Stati membri della regione europea dell’OMS hanno nominato il dott. Hans Henri P. Kluge direttore regionale dell’OMS per l’Europa per un secondo mandato di 5 anni, che inizierà a febbraio 2025, successivamente alla sua formale elezione da parte del comitato esecutivo dell’OMS.

Le dichiarazioni di Hans Henri P. Kluge

Rivolgendosi ai delegati della 74a sessione del Comitato regionale per l’Europa dell’OMS, riunitosi a Copenaghen (RC74), il dott. Kluge ha espresso la sua gratitudine: Guardando al mio secondo mandato l’anno prossimo, il mio primo compito sarà quello di consultare tutti i 53 Stati membri in Europa e Asia centrale, nonché tutti i nostri partner sanitari, per sviluppare insieme il nostro prossimo piano quinquennale, noto anche come seconda edizione del Programma europeo di lavoro“.

Gli Stati membri hanno poi discusso su come collaborare con l’OMS/Europa e all’interno dei propri paesi per affrontare 4 questioni urgenti: 

  • Adottare un quadro per sistemi sanitari resilienti e sostenibili, sostenuto da alti livelli di fiducia, un rinnovato impegno verso l’assistenza sanitaria primaria e maggiori investimenti nel personale sanitario.
  • Rafforzare la preparazione, la risposta e la resilienza alle emergenze sanitarie nella regione europea, definita anche come “Preparazione 2.0”.
  • Potenziare la capacità delle squadre mediche di emergenza fino al 2030 per garantire interventi rapidi in caso di emergenze sanitarie acute.
  • Sviluppare una strategia per sfruttare le innovazioni sanitarie e le tecnologie emergenti nella regione, da presentare per approvazione nel 2025.

È tempo di cambiare mentalità e considerare la salute una volta per tutte come un investimento essenziale e non solo un costo per il contribuente”, sostiene con forza il dott. Kluge. “Le prove nella nostra regione e a livello globale dimostrano che gli investimenti nel settore sanitario non sono un peso per l’economia, anzi. Infatti, il settore sanitario offre molteplici benefici oltre alla salute e al benessere individuali e comunitari. Promuove la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, contribuisce alla coesione sociale e migliora l’efficienza della forza lavoro

Gli ultimi cinque anni, evidenzia OMS Europa, sono stati caratterizzati da uno stato di “permacrisi” che ha messo alla prova i sistemi sanitari su più fronti. Conclude Kluge: “La salute può unire e unisce Paesi e comunità. Individuando e agendo sulle priorità di importanza per quasi un miliardo di persone in Europa e Asia centrale, i nostri Stati membri mostrano solidarietà e multilateralismo in un momento di crescente sfiducia e divisione. Noi di Oms Europa siamo grati dell’opportunità di lavorare con i nostri Stati membri e partner per contribuire a plasmare il futuro della salute a beneficio di tutti“.

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Report OMS 2023-2024 sul progresso della salute digitale in Europa

La trasformazione digitale del settore sanitario sta registrando importanti progressi nella Regione Europea dell’OMS, come evidenziato dal report biennale dell’OMS Europa sull’Action Plan per la salute digitale nella Regione Europea 2023–2030. Questo report, accompagnato da un nuovo set di azioni illustrative, riflette le necessità in evoluzione e gli ultimi sviluppi nel campo della salute digitale, delineando i risultati raggiunti in tutte le 18 aree chiave del piano d’azione.

Il lavoro di OMS Europa in questi due anni sulla salute digitale

In questi due anni, l’OMS Europa ha lavorato con i 53 Stati Membri della Regione per promuovere l’adozione di soluzioni digitali orientate al paziente, migliorare l’accesso alle cure e rafforzare i sistemi sanitari. Tra i principali obiettivi raggiunti, figurano lo sviluppo di linee guida, il rafforzamento delle competenze in ambito digitale e l’implementazione di reti di collaborazione che favoriscono l’innovazione e la condivisione delle conoscenze.

Principali risultati del report e prospettive future

Grazie a partnership con organizzazioni internazionali, istituzioni accademiche e società civile, sono stati pubblicati 14 report tecnici, tra cui studi sull’intelligenza artificiale (AI), la telemedicina e l’equità nella salute digitale. Inoltre, iniziative come il Decoding Data and Digital Health e il Strategic Partners’ Initiative for Data and Digital Health, che coinvolge oltre 100 istituzioni in 24 Paesi, hanno favorito la collaborazione regionale.

Dal 2022, oltre 30 Paesi hanno beneficiato di attività di formazione per rafforzare l’alfabetizzazione digitale, mentre 15 Paesi hanno dato priorità al miglioramento dei sistemi informativi sanitari e all’espansione della telemedicina, con particolare attenzione alle aree rurali. Guardando al futuro, l’OMS Europa si concentrerà su temi come l’utilizzo dell’AI in sanità, la sostenibilità climatica, l’invecchiamento sano e la lotta alla resistenza antimicrobica, puntando a garantire un accesso equo e sicuro alle tecnologie digitali.

Con l’inizio del terzo anno dell’Action Plan, l’OMS Europa continuerà a supportare gli Stati Membri nello sviluppo di soluzioni innovative, ospitando il terzo Simposio OMS sul futuro dei sistemi sanitari nell’era digitale nel 2025 e lavorando alla creazione di un quadro europeo per misurare l’equità nella salute digitale.

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