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Accordo preliminare sullo Spazio europeo dei dati sanitari EHDS

Il 15 marzo 2024 il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sull’EHDS. L’accordo stabilisce regole chiare per l’utilizzo dei dati sanitari ai fini di una migliore erogazione dell’assistenza sanitaria, della ricerca, dell’innovazione e della definizione delle politiche. Le nuove norme sfrutteranno il potenziale offerto dallo scambio, dall’uso e dal riutilizzo sicuro e protetto dei dati sanitari, garantendo al contempo la piena conformità agli elevati standard di protezione dei dati dell’UE.

In base alle nuove norme, i cittadini avranno accesso immediato e facile ai loro dati sanitari digitali ovunque si trovino nell’UE. Gli operatori sanitari potranno accedere alle cartelle cliniche di un paziente se necessario per un trattamento in un altro Stato membro, consentendo un processo decisionale basato su dati concreti, nel pieno rispetto delle norme UE sulla protezione dei dati. L’EHDS crea inoltre un solido quadro giuridico per il riutilizzo dei dati sanitari a fini di ricerca, innovazione e salute pubblica.

I dati contribuiranno a sviluppare trattamenti salvavita e farmaci personalizzati, ma anche a migliorare la preparazione alle crisi, nel rispetto di rigorose condizioni di sicurezza e accesso ai dati e dei diritti fondamentali.

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STEP PRECEDENTI

35 importanti organizzazioni sanitarie rappresentanti pazienti, professionisti della salute, ricercatori e attori industriali dell’Unione Europea esprimono preoccupazioni condivise riguardo le attuali trattative sulla proposta di Regolamento dello Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS). Sottolineano come le questioni chiave non siano state affrontate in modo sufficiente nelle posizioni legislative. Tra queste la necessità di: chiarificazione dell’interazione con altri documenti legali (GDPR, Data Governance Act, Data Act, Medical Devices Regulation), armonizzazione delle regole, specificazione delle categorie di dati sanitari elettronici, attenta considerazione dei meccanismi di opt-in e opt-out, protezione e incentivazione della ricerca e innovazione in campo sanitario, sfruttamento delle infrastrutture esistenti di dati sanitari, evitare eccessive limitazioni alla localizzazione dei dati e restrizioni internazionali al trasferimento.

Gli stakeholder sottolineano l’importanza di affrontare queste problematiche per garantire che l’EHDS contribuisca all’efficienza dei sistemi sanitari europei e sostenga la sanità pubblica, la ricerca e l’innovazione.

In conclusione, lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS) dovrebbe coinvolgere attivamente gli attori rilevanti nel settore della salute incorporandoli nella sua struttura di governance. Risorse adeguate e incentivi sono cruciali per un’implementazione di successo, e politiche che promuovono competenze digitali in sanità per professionisti, pazienti e cittadini dovrebbero accompagnare l’EHDS. Un robusto quadro di governance dei dati sanitari è ritenuto essenziale per garantire privacy e sicurezza, mirando a costruire e mantenere la fiducia pubblica nell’EHDS.

Si esortano quindi le istituzioni dell’UE a sfruttare l’esperienza dell’ecosistema sanitario e a prendersi il tempo necessario per creare un EHDS che massimizzi il potenziale della salute digitale per fornire assistenza sanitaria di alta qualità in tutta l’Unione Europea.

 

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G7: conclusa la prima riunione dei Ministri della Salute

Il 28 febbraio u.s si è aperta la prima riunione dei Ministri della Salute del G7, nella quale la commissaria Kyriakides si è unita ai suoi omologhi di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America per fare il punto sui negoziati in corso presso l’OMS.

I Ministri della Sanità in tale occasione hanno adottato una dichiarazione congiunta esprimendo il loro forte sostegno per la positiva conclusione dei negoziati sull’Accordo sulla pandemia e sugli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale (IHR). Inoltre, i Ministri si sono impegnati a continuare a lavorare con tutti i paesi e le parti interessate per adottare norme efficaci e attuabili che possano salvare vite umane e rafforzare l’equità in tutto il mondo.

i punti salienti della prima riunione dei Ministri della Salute del G7

Nel corso della ministeriale sono state approfondite le tematiche relative alle strategie di prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze sanitarie e al sostegno ai paesi più vulnerabili per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari. Al centro del confronto anche la promozione delle attività di prevenzione lungo tutto il corso della vita, con particolare attenzione agli stili di vita corretti e alla prevenzione delle malattie croniche, oncologiche e non trasmissibili anche attraverso l’innovazione tecnologica, inclusa l’intelligenza artificiale. È stato inoltre condiviso l’obiettivo di migliorare la cooperazione multidisciplinare in ottica One Health per tutelare la salute umana, animale e dell’ambiente e per ridurre il rischio di future emergenze sanitarie legate al cambiamento climatico, all’inquinamento e alla perdita di biodiversità.

I ministri hanno sottolineato l’importanza dell’accordo pandemico e della revisione delle norme internazionali per far fronte agli insegnamenti tratti dalla pandemia di Covid-19 e per colmare le lacune attuali lungo l’intero ciclo, dalla prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze sanitarie.

La dichiarazione evidenzia inoltre i diversi sforzi che i membri del G7 hanno intrapreso negli ultimi anni e l’ulteriore impegno a sostenere la diversificazione regionale della produzione di contromisure mediche, con azioni come l’iniziativa Team Europe da 1,3 miliardi di euro sulla produzione e l’accesso a vaccini, medicinali e servizi sanitari in Africa.

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INTERREG EUROPE: Pubblicata la 3° call per presentare proposte

Il Programma INTERREG EUROPE ha pubblicato l’avviso di pre-informazione per rendere noto a tutti i soggetti interessati che, a partire dal 20 Marzo e fino alle ore 12:00 del 7 Giugno 2024, sarà possibile presentare proposte progettuali in risposta alla 3° call.

Organizzazioni eleggibili per la 3° call del Programma INTERREG EUROPE sono:

  • Autorità Pubbliche.
  • Enti di Diritto Pubblico.
  • Enti Privati No-profit (che però non possono assumere il ruolo di Lead Partner).
L’obiettivo del Programma INTERREG EUROPE

Attraverso la Politica di Coesione, l’Unione europea si adopera per ridurre le disparità sia nei livelli di sviluppo che nella qualità della vita delle regioni europee. Promuove azioni volte a rendere il territorio europeo più innovativo, più sostenibile e più inclusivo, migliorando così la qualità della vita degli abitanti. La maggior parte dei fondi destinati a ridurre queste disparità sono gestiti a livello regionale o nazionale, ma l’Unione Europea ritiene che lo sviluppo regionale possa essere migliorato anche attraverso la cooperazione transfrontaliera grazie ai Progetti INTERREG.

In questo contesto, il programma Interreg Europe sostiene lo scambio e il trasferimento di esperienze, approcci innovativi e lo sviluppo di capacità tra le autorità pubbliche e le altre organizzazioni interessate in tutta Europa, al fine di migliorare i loro strumenti di politica di sviluppo regionale, compresi i programmi nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti per l’occupazione e la crescita”.

Il Programma copre l’intero territorio Europeo, ed ora sono ammessi in qualità di Partner anche i soggetti provenienti da Albania, Bosnia Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera e Ucraina. Partner provenienti da altri Paesi, possono partecipare ma senza ricevere fondi europei.

Il programma è strutturato su di un’unica priorità trasversale: l’obiettivo specifico Interreg “una migliore governance della cooperazione”. Ciò significa che i beneficiari possono cooperare su qualsiasi tema di rilevanza comune in linea con le loro esigenze regionali, purché rientri nell’ambito della politica di coesione, ed in particolare:

  1. Un’Europa più smart.
  2. Un’Europa più verde.
  3. Un’Europa più connessa.
  4. Un’Europa più sociale.
  5. Un’Europa più vicina ai cittadini.

Infine, in linea con l’obiettivo del programma, le autorità responsabili delle politiche sono il gruppo target principale di Interreg Europe. Queste organizzazioni possono essere autorità nazionali, regionali o locali, nonché altre organizzazioni responsabili dell’elaborazione e/o dell’attuazione delle politiche di sviluppo regionale.

Ogni “regione” coinvolta in un progetto deve identificare il principale strumento politico che intende migliorare attraverso la cooperazione, e deve essere garantito il coinvolgimento diretto delle autorità responsabili di questi strumenti. Infatti, il coinvolgimento dell’autorità responsabile della politica come partner è obbligatorio per almeno il 50% degli strumenti di policy indicati nel Progetto. Per i restanti strumenti di policy (se presenti), tali autorità devono essere coinvolte come “autorità politica associata”.

 

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Online il report sulla Partnership stakeholder forum 2023

È disponibile il Rapporto finale del secondo European Partnership Stakeholder Forum 2023, organizzato dalla Commissione europea e da ERA-LEARN, svoltosi a Bruxelles il 5 e 6 dicembre 2023.

L’evento ha riunito l’intera comunità delle parti interessate del partenariato europeo per discutere gli aspetti politici e pratici relativi ai partenariati europei avviati nell’ambito del primo Piano strategico, nonché un primo sguardo alla valutazione intermedia di Horizon Europe. Ha inoltre fornito uno spazio per il networking, l’ampliamento del coinvolgimento e la condivisione di esperienze.

La seconda edizione del Forum ha attirato più di 205 persone che hanno partecipato alla discussione sul futuro dei partenariati nell’ambito del FP10, considerando anche la loro internazionalizzazione e i legami globali nell’ambito dello spettro dell’autonomia strategica per l’UE.

 

Il Rapporto finale dell’European Partnership Stakeholder Forum 2023

Il rapporto riassume gli input e le discussioni durante le sessioni plenarie e durante le sessioni parallele che hanno affrontato argomenti importanti per la comunità del partenariato: sinergie tra partenariati e missioni, esperienze, risultati ed esigenze dei partenariati europei sulla base della valutazione intermedia di Horizon Europe, l’addizionalità e direzionalità dei partenariati europei, nonché apertura e trasparenza e sviluppo di un portafoglio di partenariati coerente. Allo stesso tempo, è stato discusso in dettaglio anche il futuro dei partenariati sia in termini di processo di selezione che di progettazione nell’ambito del 10° PQ, considerando anche la loro internazionalizzazione e i collegamenti globali nell’ambito dell’autonomia strategica per l’UE.

Per scaricare il rapporto cliccare sopra al seguente LINK.

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03 marzo: Giornata mondiale dell’orecchio e dell’udito

Il 3 marzo 2024 si celebra la Giornata mondiale dell’udito che quest’anno si concentrerà sul superamento delle sfide poste dalle percezioni errate della società e dalle mentalità stigmatizzanti, attraverso la sensibilizzazione e la condivisione di informazioni, rivolte al pubblico e agli operatori sanitari.

I Messaggi chiave per la Giornata mondiale dell’orecchio e dell’udito 
  • A livello globale, oltre l’80% dei bisogni di cure per l’udito rimangono insoddisfatti.
  • La perdita dell’udito non affrontata comporta un costo annuo di quasi 1 trilione di dollari a livello globale.
  • Percezioni errate profondamente radicate nella società e mentalità stigmatizzanti sono fattori chiave che limitano gli sforzi per prevenire e affrontare la perdita dell’udito.
  • Cambiare la mentalità relativa alla cura dell’orecchio e dell’udito è fondamentale per migliorare l’accesso e mitigare il costo della perdita dell’udito non affrontata.

La Giornata Mondiale dell’Udito 2024 sarà celebrata con i seguenti obiettivi:

  • Contrastare le percezioni errate comuni e le mentalità stigmatizzanti legate ai problemi dell’orecchio e dell’udito nelle comunità e tra gli operatori sanitari.
  • Fornire informazioni accurate e basate sull’evidenza per cambiare la percezione pubblica della perdita dell’udito.
  • Invitare i paesi e la società civile ad affrontare le percezioni errate e le mentalità stigmatizzanti legate alla perdita dell’udito, come passo cruciale verso garantire un accesso equo alle cure dell’orecchio e dell’udito.

Gli Stati membri, i partner e le parti interessate nel settore sono incoraggiati a organizzare eventi per sensibilizzare le comunità, al fine di affrontare le idee sbagliate sull’orecchio e sulla cura dell’udito e garantire cure per l’orecchio e l’udito accessibili.

 

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COST: aperto il bando 2024 a supporto di reti di ricerca interdisciplinari

La Cooperazione europea nel campo della scienza e della tecnologia – COST ha annunciato il lancio del bando COST Actions.

La scadenza per presentare proposte è giovedì 24 ottobre 2024 alle 12:00.

L’obiettivo è invitare i ricercatori e gli innovatori europei a presentare proposte per azioni che mirano ad affrontare sfide scientifiche, tecnologiche e sociali. Queste sfide saranno affrontate attraverso la promozione e diffusione dell’eccellenza, favorendo la ricerca interdisciplinare per una scienza e trattenendo i giovani ricercatori e innovatori.

IL BANDO

Le priorità strategiche del bando sono:

  • promuovere e diffondere l’eccellenza;
  • promuovere la ricerca interdisciplinare per la scienza rivoluzionaria;
  • responsabilizzazione e fidelizzazione dei giovani ricercatori.

Gli obiettivi del programma COST sono:

  1. sviluppare reti scientifiche e tecnologiche su base europea in qualsiasi settore scientifico o interdisciplinare;
  2. sfruttare i risultati della ricerca integrando tutte le parti interessate e intensificando i legami tra comunità scientifica, imprese, decisori politici e società;
  3. diffondere i risultati di tali attività di ricerca al fine di migliorarne l’impatto scientifico, sociale ed economico;
  4. prevedere opportunità di collaborazione per tutti i ricercatori al fine di impiegare tutte le risorse umane di talento e creative disponibili in UE;
  5. agevolare la collaborazione internazionale delle reti di ricerca europee, aumentandone così l’efficienza, l’efficacia e l’impatto a livello globale.

Per maggiori informazioni sul bando si prega di consultare il seguente LINK.

COST ACTION BACKGROUND

COST Action è una rete di ricerca interdisciplinare che riunisce ricercatori e innovatori confrontarsi su un campo tematico specifico per una durata di 4 anni. Le Azioni sono aperte a tutti gli ambiti scientifici e tecnologici, compresi quelli nuovi ed emergenti, secondo un approccio bottom-up.

COST riunisce ricercatori e innovatori per sviluppare congiuntamente idee e iniziative in tutti i campi della scienza e della tecnologia attraverso la cooperazione in Europa. Incoraggia infatti approcci trans-, multi- e interdisciplinari, integrando ricercatori e innovatori provenienti da diversi campi e organizzazioni come università, centri di ricerca o aziende.

Il finanziamento ricevuto da un’azione COST copre le spese delle attività di networking e può essere utilizzato per finanziare eventi, missioni scientifiche a breve termine, scuole di formazione, attività di comunicazione e strumenti di networking virtuale.

La partecipazione alle azioni COST ha portato a risultati e follow-up significativi in termini di numero di proposte presentate per la ricerca collaborativa nei programmi quadro, con un tasso di successo più che triplo rispetto alla media dei tassi di successo di questi programmi (37% di successo). Finanziando il networking, COST funge infatti da “incubatore” per ulteriori finanziamenti alla ricerca e all’innovazione, come nell’ambito di Horizon Europe, il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione.

Infine, il 27 marzo 2024 si svolgerà un Info Day online.

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DG REGIO: “Bando Youth4Cooperation: il futuro della cooperazione”

Il 22 Febbraio la Commissione Europea (DG REGIO) ha pubblicato il bando “Youth4Cooperation: the future of cooperation” (ERDF-TA-2024-YOUTH4COOP), con l’obiettivo di selezionare tre beneficiari che garantiranno il coinvolgimento dei giovani nelle consultazioni sulla Cooperazione post 2027 (prossimo periodo di programmazione 2028-2034).

Le attività che possono essere finanziate hanno come obiettivo principale la consultazione di giovani provenienti, ma non solo, dai consigli della gioventù e da altri organismi che lavorano a stretto contatto con le 4 strategie macro-regionali dell’UE.

I risultati della consultazione saranno raccolti in una relazione finale che includerà almeno 10 raccomandazioni significative per il quadro di cooperazione territoriale post-2027. A tal fine, i beneficiari selezionati potranno utilizzare il Toolkit sviluppato dalla DG REGIO e accessibile pubblicamente su Inforegio, che contiene consigli e suggerimenti, nonché un elenco indicativo di domande e un modello di relazione.

I soggetti interessati hanno tempo fino alle ore 17:00 (CET) del 3 Aprile 2024 per candidare la propria proposta sul portale Funding & Tenders Portal Electronic Submission System.

 

Youth4Cooperation Background

Nel 2020, il Manifesto dei giovani per i giovani per plasmare la politica di cooperazione europea ha identificato cinque settori politici chiave importanti per il futuro dei giovani e ha formulato dodici raccomandazioni per un migliore coinvolgimento dei giovani nella cooperazione territoriale, in particolare nei programmi Interreg e nelle strategie macro-regionali.

A seguito dell’“Anno europeo della gioventù 2022”, i programmi Interreg e le strategie macro-regionali hanno approfondito il processo di coinvolgimento dei giovani nella cooperazione nell’ambito dell’iniziativa “Youth4Cooperation”.

Youth4Cooperation raggiunge tutte le fasce d’età, dalle scuole elementari ai giovani professionisti che hanno beneficiato dei progetti Interreg e delle azioni delle strategie macro-regionali.

Sulla base di questa rete di quasi 1.000 giovani e data la prossima sfida della Commissione europea di presentare la bozza di regolamento 2028-2034 sulla Politica di Coesione, la Direzione Generale per la Politica Regionale e Urbana (DG REGIO) desidera avviare un vasto processo di consultazione dei giovani, perché la “voce” dei giovani rappresenta per certo un’aggiunta positiva e preziosa alla riflessione sulla forma futura della cooperazione territoriale.

 

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Violenza contro le donne: raggiunto un accordo su una direttiva UE

La presidenza belga e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo in merito a una proposta di direttiva sulla lotta contro la violenza contro le donne e la violenza domestica. La direttiva rappresenta una pietra miliare: il primo strumento giuridico globale a livello dell’UE per affrontare il problema violenza contro le donne, ancora troppo pervasiva nell’Unione Europea. La nuova direttiva stabilisce norme minime relative alla definizione di reati e sanzioni specifici per combattere questa forma di violenza. Stabilisce inoltre i diritti delle vittime di tutte le forme di violenza contro le donne o di violenza domestica e prevede la protezione delle vittime.

La nuova direttiva sulla violenza contro le donne

La nuova direttiva configurerebbe i seguenti reati nell’UE:

  • mutilazione genitale femminile;
  • matrimonio forzato;
  • condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato;
  • stalking online;
  • molestie online;
  • istigazione all’odio o alla violenza online.

Una volta adottata, la direttiva introdurrà inoltre circostanze aggravanti quali la reiterazione della violenza, la commissione di atti di violenza contro persone vulnerabili o minori e il ricorso a livelli di violenza di estrema gravità. Inoltre prevede anche un accesso più facile alla giustizia per le vittime di tali reati e impone agli Stati membri di fornire un livello adeguato di protezione e assistenza specialistica, per esempio denunciando la violenza attraverso canali accessibili e di facile utilizzo, compresa la possibilità di sporgere denuncia e presentare elementi di prova online, almeno per quanto riguarda i reati informatici.

Infine, la presidenza del Consiglio e il Parlamento UE hanno convenuto che i paesi dell’UE devono adottare misure adeguate – come ad esempio campagne di sensibilizzazione mirate – per prevenire la violenza contro le donne e la violenza domestica. Queste misure preventive mirano ad aumentare la consapevolezza e la comprensione tra il grande pubblico delle diverse manifestazioni e cause profonde di tutte le forme di violenza contro le donne e di violenza domestica, nonché a contrastare gli stereotipi di genere dannosi e a promuovere la parità di genere e il rispetto reciproco.

Prossime tappe

L’accordo odierno dovrà essere approvato dai rappresentanti degli Stati membri dell’UE in sede di Consiglio. Inoltre, il testo finale della direttiva è in attesa di adozione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.

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INTERREG ALPINE SPACE: Lancio della call per progetti SMALL SCALE

Il programma INTERREG APINE SPACE ha lanciato la call per progetti SMALL SCALE per la sola priorità “Governance”. Le proposte potranno essere presentate fino al 27 giugno 2024 alle ore 13:00.

I progetti su piccola scala (SMALL SCALE) sono più brevi e coinvolgono meno partner rispetto ai progetti “standard”, permettendo di affrontare argomenti innovativi da una prospettiva tematica e/o territoriale.

Le caratteristiche principali dei progetti SMALL SCALE sono:

  • Budget: compreso tra 250.000 e 750.000 euro.
  • Durata: compresa tra 12 e 24 mesi.
  • Partnership: composta da un minimo di 4 e massimo 7 Partner.
  • Transnazionalità: coinvolgimento di almeno 3 Paesi.
  • Procedura di candidatura: 1 unica fase.

Al fine di fornire un contributo significativo alla priorità, il programma invita i candidati a sviluppare idee progettuali dedicate a:

  • Migliorare il coordinamento tra le organizzazioni a tutti i livelli di governo e di governance, nonché tra i diversi settori politici, per rafforzare la governance multilivello e la cooperazione intersettoriale.
  • Sviluppare e attuare azioni specifiche per i luoghi che rispondano alle esigenze territoriali per promuovere approcci integrati basati sui luoghi.
  • Coinvolgere le parti interessate e i cittadini durante l’intero ciclo politico per adottare approcci dal basso verso l’alto e partecipativi, impegnandosi con le comunità e garantendo la sostenibilità e la titolarità locale dei risultati attraverso processi di co-creazione.
  • Rafforzare le competenze, le abilità e i processi delle parti interessate per sviluppare le capacità.

I partner interessati hanno tempo dal 20 Maggio al 27 Giugno 2024 per candidare i propri progetti.

Il 9 e 10 Aprile si svolgerà a Vienna un “Idea Lab” organizzato dal Programma per i soggetti interessati che potranno così confrontarsi su idee di progetto.

 

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lotta contro il cancro

Progetto REVERT promosso sulla piattaforma dell’UE CORDIS

CORDIS, nell’ambito della strategia della Commissione Europea per la diffusione e lo sfruttamento dei risultati di ricerca dei progetti sostenuti dai fondi dell’UE, ha recentemente pubblicato un articolo sul progetto REVERT, di cui ProMIS è partner e leader delle attività nell’ambito della comunicazione e disseminazione.

L’articolo sottolinea il supporto fornito da REVERT nel trattamento del cancro del colon-retto avanzato mediante la combinazione di medicina predittiva e intelligenza artificiale. Il progetto REVERT finanziato dall’UE ha sviluppato un sistema di supporto decisionale (DSS – Decision Support System) basato su intelligenza artificiale per aiutare gli operatori sanitari a trovare la migliore combinazione di trattamenti per singoli pazienti affetti da metastasi del cancro colorettale. Attualmente, il DSS è in fase di test in uno studio clinico condotto presso sei unità di oncologia medica in tre paesi europei.

LO STUDIO CLINICO PER IL TRATTAMENTO DEL CANCRO COLORETTALE

Lo studio clinico si sta svolgendo in sei unità di oncologia medica in Spagna, Italia e Romania. Secondo il coordinatore dello studio clinico, il Prof. Mario Roselli dell’Ospedale Universitario Tor Vergata in Italia, lo studio clinico mira a migliorare ulteriormente il trattamento individualizzato per i pazienti con metastasi non operabili, determinando l’opzione terapeutica più efficace caso per caso.

“Oltre al DSS ideato per lo studio clinico, l’algoritmo basato su machine learning a 7 geni, che comprende profili di mutazioni di sette geni (KRAS, BRAF, ERBB2, MAP2K1, TSC2, TP53 e APC), ha mostrato un’accuratezza statisticamente significativa come classificatore per distinguere tra pazienti che hanno risposto alla chemioterapia di prima linea e quelli che non hanno risposto”, riporta l’articolo. “Studi ulteriori coinvolgono attualmente la sequenziatura del DNA e dell’RNA di nuova generazione, utilizzate per analisi di sensibilità ai farmaci e per identificarne nuovi potenziali per migliorare i modelli predittivi per il trattamento personalizzato del cancro colorettale metastatico”.

Per creare un DSS in grado di assistere gli operatori sanitari nell’individuare le combinazioni di trattamenti più adatte per i pazienti con metastasi non operabili, REVERT ha raccolto dati sul cancro del colon-retto da diverse fonti, tra cui database clinici, set di dati del Biobank del Regno Unito e dati del mondo reale. Adottando un approccio di medicina personalizzata, si è sviluppato un modello innovativo migliorato di terapia combinatoria che identifica l’intervento terapeutico più efficiente e conveniente per i pazienti con metastasi non operabili.

“La consolidazione del database REVERT (RDB), ospitato su un bucket di Amazon Web Services, è stata una condizione preliminare per lo sviluppo di un DSS finalizzato a determinare l’opzione di trattamento ottimale per i singoli pazienti, attualmente in fase di test in uno studio clinico che coinvolge pazienti con metastasi non operabili”, riporta un articolo pubblicato su ‘Open Access Government’.

 

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