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European Digital Health Summit 2025

L’1-2 dicembre 2025 si terrà a Madrid e online lo European Digital Health Summit, un evento di due giorni dedicato al futuro della sanità digitale europea.

Il vertice prevede un programma dinamico di sessioni, volte a promuovere uno scambio significativo e apprendimento tra pari, incentrate sulle sfide e le opportunità più urgenti che plasmano il futuro dei sistemi sanitari.

Il Summit

L’incontro riunirà decisori politici, leader industriali, professionisti della salute, associazioni di categoria, società civile e rappresentanti dei pazienti per affrontare le principali sfide sanitarie comuni ai Paesi dell’Unione Europea e a quelli associati al programma EU4Health.

L’obiettivo del vertice è rafforzare la collaborazione transnazionale e accelerare il raggiungimento degli obiettivi di EU4Health, promuovendo soluzioni digitali che migliorino l’accesso, la qualità e la sostenibilità dei sistemi sanitari.

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La Commissione europea potenzia la rete degli European Digital Innovation Hubs – EDIH

La Commissione europea ha annunciato un significativo finanziamento per diversi centri europei per l’innovazione digitale nell’ambito del programma Digital Europe. Questi hub aiuteranno le PMI e gli enti pubblici a testare e implementare soluzioni di IA, garantire la conformità alla legge sull’IA e rafforzare l’ecosistema europeo dell’IA.

Gli European Digital Innovation Hubs – EDIH

La Commissione europea ha annunciato ulteriori finanziamenti per 83 centri europei per l’innovazione digitale (European Digital Innovation Hubs – EDIH) al fine di rafforzare la rete tra gli Stati membri dell’UE e i paesi associati. Questi hub, che fanno parte di un totale di 102 EDIH che ricevono sostegno nell’ambito del programma Europa digitale (2025-2027) con un bilancio di 342 milioni di euro, opereranno ora come centri di esperienza per l’IA. In possesso del marchio STEP per l’eccellenza nelle tecnologie strategiche, promuoveranno la politica AI first dell’UE aiutando le aziende e le organizzazioni pubbliche a testare e implementare soluzioni di IA, garantire la conformità con l’AI Act e integrare le tecnologie europee di IA.

Gli EDIH assistono già migliaia di PMI e amministrazioni pubbliche nella digitalizzazione e ora fungeranno da helpdesk di prima linea per l’IA al fine di promuovere l’ecosistema di IA dell’UE. Un secondo bando di finanziamento è previsto per novembre 2025 al fine di espandere e consolidare ulteriormente la rete.

 

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Due nuove strategie della Commissione europea per l’intelligenza artificiale nell’industria e nella scienza

La Commissione europea ha lanciato le strategie Apply AI e AI in Science per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nei settori chiave, nei servizi pubblici e nella ricerca, posizionando l’Europa come leader globale nell’IA affidabile e innovativa tramite anche l’iniziativa RAISE (Resource for AI Science in Europe) e Horizon Europe.

Le due strategie
Apply AI strategy

Questa strategia mira ad accelerare l’adozione dell’IA nei settori chiave dell’industria europea e nel settore pubblico, promuovendo il piano d’azione dell’UE AI Continent Action Plan al fine di rendere l’Europa un leader mondiale affidabile nell’IA. Promuove un approccio “IA prima di tutto” (“AI first”), incoraggiando le aziende a integrare l’IA nelle loro attività, dando priorità alla sicurezza e all’uso etico. I settori target includono sanità, farmaceutica, energia, mobilità, produzione, edilizia, agroalimentare, difesa, comunicazioni e cultura, con circa 1 miliardo di euro mobilitati a sostegno di queste misure. Le azioni includono la creazione di centri di screening sanitario basati sull’IA, lo sviluppo di modelli di IA all’avanguardia e la fornitura di supporto su misura per le PMI.

La strategia affronta sfide quali il miglioramento delle infrastrutture, l’accesso ai dati e la preparazione della forza lavoro attraverso un’iniziativa Frontier AI e il rinnovo degli European Digital Innovation Hubs come Experience Centres for AI. Questi hub aiuteranno le organizzazioni a testare, implementare e adottare soluzioni di IA, accedere alle competenze e garantire la conformità con l’AI Act. Il coordinamento sarà supportato dall’Apply AI Alliance, da un Osservatorio sull’IA che monitorerà le tendenze e dall’AI Act Service Desk che guiderà l’attuazione.

AI in Science Strategy

La seconda delle due strategie posiziona l’UE come centro di eccellenza scientifica basato sull’IA attraverso la creazione di RAISE (Resource for AI Science in Europe), un istituto virtuale che coordina le risorse di IA per la ricerca. L’obiettivo è aumentare gli investimenti annuali di Horizon Europe nell’IA fino a oltre 3 miliardi di euro, con 600 milioni di euro dedicati all’ampliamento dell’accesso al calcolo ad alte prestazioni e alle gigafabbriche di IA per ricercatori e startup, e 58 milioni di euro nell’ambito del progetto pilota RAISE per la formazione e l’attrazione dei migliori talenti nel campo dell’IA attraverso reti di eccellenza e reti di dottorato.

Nello stesso ambito delle strategie, il Joint Research Centre (JRC) ha pubblicato il rapportoRole of Artificial Intelligence in Scientific Research – A Science for Policy, European Perspective”, che analizza il ruolo dell’IA nella scienza e contribuisce a definire politiche e investimenti informati. Il JRC guiderà l’AI Evaluation Hub per monitorare i modelli di IA in campi scientifici strategici. Ha rilevato che l’UE ospita la quota maggiore di attori della ricerca globale sull’IA (13%, rispetto al 4% degli Stati Uniti e all’1% della Cina) e sottolinea la necessità di infrastrutture condivise, scienza aperta e team multidisciplinari che combinino IA, ingegneria e competenze specifiche.

L’IA sta già trasformando la ricerca in tutte le discipline, dall’ingegneria alle scienze della vita e alle scienze umane, con applicazioni di successo quali l’analisi delle proteine e la scoperta di farmaci. La Commissione presenterà inoltre una strategia per l’Unione dei dati volta a migliorare l’accesso ai dati strutturati.

 

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Digital Europe: emendato il Work Programme 2025-2027 del Programma europeo sulla trasformazione digitale

Il Digital Europe Programme (DIGITAL) Work Programme (WP) 2025–2027 segna la fase finale del quadro finanziario pluriennale dell’UE 2021-2027. Basandosi sui programmi di lavoro precedenti, si concentra sul consolidamento, lo sviluppo e il mantenimento delle capacità digitali in tutta Europa. Il suo obiettivo centrale è quello di portare a termine le iniziative avviate nei cicli precedenti promuovendo al contempo la trasformazione digitale dell’UE in linea con il 2030 Digital Compass.

Il Work Programme 2025-2027

Questo programma di lavoro riflette sia la continuità che l’adattamento. Pur garantendo la sostenibilità delle azioni precedenti, introduce anche nuove priorità che rispondono alle sfide tecnologiche e geopolitiche emergenti, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA), della sicurezza informatica e dell’identità digitale. Il programma è in linea con i più ampi quadri legislativi dell’UE, quali il Chips Act, l’AI Act, il Cyber Resilience Act e l’Interoperable Europe Act, che incarnano l’impegno dell’Europa a favore della sovranità tecnologica e di ecosistemi digitali sicuri.

Un elemento caratterizzante di questo WP è il progresso dell’IA e dell’IA generativa (GenAI). Finanzia l’ammodernamento delle strutture di test e sperimentazione (TEF) per convalidare le applicazioni GenAI in condizioni reali, sostenendone l’implementazione in settori chiave come la sanità, la produzione, il patrimonio culturale e l’istruzione. Applicazioni come i Virtual Human Twins e l’imaging medico basato sull’IA dimostrano il ruolo dell’IA nell’innovazione sanitaria. Questi progressi sono alla base della strategia Apply AI dell’UE, che rende l’Europa un centro nevralgico per un’IA responsabile e affidabile.

La sicurezza informatica rimane un pilastro del Work Programme. Le iniziative includono l’istituzione di un’EU Cybersecurity Reserve per la sicurezza informatica e la creazione di un’unica piattaforma di segnalazione per le vulnerabilità. Il WP sostiene anche lo sviluppo della Cybersecurity Skills Academy per affrontare la carenza di talenti digitali nell’UE.

Per raggiungere l’obiettivo del Decennio digitale (Digital Decade target) di una forza lavoro digitale qualificata, il Work Programme stanzia oltre 100 milioni di euro per le competenze digitali avanzate, istituendo quattro nuove accademie nelle tecnologie quantistiche, nelle fabbriche di IA/GenAI, nei semiconduttori e nei mondi virtuali. Queste iniziative integrano i programmi esistenti per aumentare il numero di laureati in ICT, in particolare donne, rafforzando così la capacità di innovazione dell’Europa.

Il Work Programme rafforza anche le sinergie con altri programmi dell’UE, in particolare Horizon Europe, Connecting Europe Facility (CEF2), InvestEU, EU4Health e i fondi della politica di coesione. Ciò garantisce investimenti coerenti nelle infrastrutture digitali, nella ricerca e nelle competenze, evitando duplicazioni e sfruttando meccanismi di finanziamento complementari. Il marchio Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) incentiva ulteriormente i progetti interprogrammatici di alta qualità che promuovono gli obiettivi tecnologici strategici dell’UE.

 

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L’OMS potenzia il sistema di intelligence sanitaria EIOS per rafforzare la sicurezza sanitaria globale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato la versione 2.0 del sistema EIOS (Epidemic Intelligence from Open Sources), migliorando l’individuazione precoce delle minacce alla salute pubblica grazie all’intelligenza artificiale, a nuove fonti di dati e strumenti di collaborazione ottimizzati. Questo aggiornamento aiuta i team sanitari globali a monitorare i rischi in modo più efficace e a rispondere più rapidamente alle crisi emergenti.

EIOS 2.0

L’OMS, in collaborazione con i principali partner globali, ha lanciato la versione 2.0 del sistema EIOS, uno strumento fondamentale per l’individuazione precoce delle minacce alla salute pubblica. Dal suo lancio nel 2017, EIOS si è diffuso a livello globale ed è ora utilizzato da oltre 110 Stati membri e circa 30 organizzazioni. La versione aggiornata offre funzionalità migliorate, tra cui l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) per migliorare il rilevamento e l’analisi dei segnali.

L’EIOS è ospitato presso l’Hub dell’OMS per l’intelligence sulle pandemie e le epidemie a Berlino e funge da sistema di intelligence open source per il processo decisionale in materia di salute pubblica. Aiuta i team sanitari di tutto il mondo a monitorare e rispondere alle potenziali minacce analizzando grandi quantità di dati disponibili al pubblico quasi in tempo reale. Il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’OMS, ha sottolineato che la versione 2.0 segna una nuova fase di collaborazione globale e innovazione nell’affrontare le minacce alla salute.

L’importanza della diagnosi precoce nella prevenzione delle crisi sanitarie è stata evidenziata dalle recenti emergenze globali, come COVID-19, mpox e influenza aviaria. Con l’aggiornamento, gli esperti di sanità pubblica possono ora identificare e monitorare più rapidamente i rischi per la salute, siano essi legati al cambiamento climatico, ai conflitti o alle malattie emergenti.

Le nuove funzionalità di EIOS 2.0 includono la possibilità di elaborare fonti di dati aggiuntive come i canali radio, che vengono automaticamente trascritti e tradotti. Il sistema offre inoltre un’interfaccia più intuitiva in più lingue e facilita una migliore collaborazione tra paesi e organizzazioni. L’OMS continua a offrire EIOS come bene pubblico, fornendo formazione e supporto agli Stati membri e alle organizzazioni idonee.

L’evento di lancio a Berlino è stato sostenuto da vari partner, tra cui la Commissione europea, sottolineando l’impegno globale a migliorare la sicurezza sanitaria attraverso dati e collaborazione migliori.

 

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L’OMS/Europa istituisce un gruppo consultivo tecnico sull’intelligenza artificiale per la salute

L’OMS/Europa ha istituito il Gruppo consultivo tecnico sull’intelligenza artificiale per la salute (Technical Advisory Group on Artificial Intelligence for Health – TAG-AI) per promuovere un uso etico, responsabile ed equo dell’IA nella sanità in tutta la regione europea dell’OMS. Il gruppo fornirà consulenza al Direttore regionale dell’OMS per l’Europa per un mandato iniziale di due anni nell’ambito del secondo European Programme of Work 2026–2030.

Il Gruppo consultivo tecnico sull’IA per la salute

In occasione del lancio ufficiale il Direttore regionale dell’OMS per l’Europa (Hans Henri P. Kluge), ha annunciato che sono stati selezionati 10 esperti garantendo un equilibrio in termini di competenze, provenienza geografica e genere.

Il mandato principale del TAG-AI è fornire una guida esperta sull’integrazione dei principi etici, della governance, della regolamentazione e della supervisione nelle strategie nazionali e regionali di IA per la salute. Il gruppo sosterrà l’OMS/Europa nella creazione di capacità, nel rafforzamento della ricerca e nello sviluppo di raccomandazioni politiche in settori emergenti dell’IA come l’apprendimento automatico e l’elaborazione del linguaggio naturale. Fornirà inoltre consulenza sull’implementazione, il monitoraggio e la valutazione degli strumenti di IA nei sistemi sanitari per garantire sicurezza, efficacia, equità, trasparenza, diritti umani e responsabilità.

Inoltre, il Gruppo consultivo tecnico sull’intelligenza artificiale per la salute sensibilizzerà l’opinione pubblica, promuoverà la difesa dei diritti e definirà modelli di governance che massimizzino i vantaggi dell’IA, in particolare nei contesti con scarse risorse e nelle popolazioni svantaggiate. Il gruppo, che si riunirà almeno una volta all’anno, aiuterà gli Stati membri a sfruttare il potenziale dell’IA per migliorare i risultati sanitari, gestendone al contempo i rischi.

Questa iniziativa è in linea con il Piano d’azione per la sanità digitale 2023-2030 (Digital health action plan for the WHO European Region 2023–2030) dell’OMS/Europa, che ribadisce il suo impegno a guidare la trasformazione digitale nel settore sanitario.

 

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Altro

JACARDI: 3° Assemblea generale annuale

JACARDI, la Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes, ha tenuto la sua terza Assemblea generale annuale a Madrid, in Spagna, dal 14 al 16 ottobre 2025. L’incontro riunirà partecipanti provenienti da 21 paesi europei, tra cui autorità nazionali, istituzioni dell’UE, OMS, EUPHA, rappresentanti dei pazienti e società scientifiche.

La nuova assemblea JACARDI

L’Assemblea di quest’anno si è aperta con un benvenuto da parte dei rappresentanti istituzionali e un messaggio da parte del team di coordinamento JACARDI, ponendo le basi per un dialogo collaborativo. Al centro dell’agenda ci sono i progetti pilota JACARDI, che fungono da laboratori viventi per testare, scalare e condividere interventi innovativi nella cura delle malattie cardiovascolari e del diabete. Le discussioni hanno esplorato i primi risultati raggiunti e affronteranno temi chiave come l’equità, la sostenibilità, i sistemi di monitoraggio e la continuità delle cure.

L’Assemblea ha fornito anche una piattaforma per collegare le lezioni apprese da JACARDI con il prossimo Piano sanitario cardiovascolare dell’UE (EU Cardiovascular Health Plan), garantendo che le esperienze nazionali e i risultati dei pacchetti di lavoro (Work Package) tecnici informino la politica europea. Promuovendo lo scambio e la riflessione congiunta, l’incontro ha rafforzato la motivazione, la collaborazione e la capacità collettiva di ridurre il peso delle malattie non trasmissibili in tutta Europa.

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DOCUMENTI UTILI

Comunicato stampa ITA – JACARDI General Assembly Madrid 2025

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EHDS: TEHDAS2 dà il via ad una nuova consultazione pubblica sull’uso secondario dei dati sanitari

Aperta la seconda consultazione pubblica TEHDAS2 sullo European Health Data Space (EHDS), con scadenza il 30 novembre 2025. Gli stakeholder sono invitati a commentare 11 documenti chiave per l’attuazione armonizzata dell’uso secondario dei dati sanitari.

Quadro del progetto TEHDAS2

Lo European Health Data Space rappresenta un passo fondamentale per promuovere e rendere efficiente l’uso primario e secondario dei dati sanitari a livello Europeo. Nel quadro del progetto TEHDAS2, vengono approfonditi in dettaglio gli aspetti relativi all’uso secondario dei dati sanitario a supporto della ricerca, dell’innovazione e della definizione di politiche pubbliche in ambito salute.  Attualmente sono in fase di definizione linee guida e specifiche tecniche concrete, con l’obiettivo di garantire un’attuazione armonizzata del regolamento EHDS.

In questo contesto, TEHDAS2  ha aperto la seconda consultazione pubblica rivolta a tutti gli stakeholder interessati, chiamati a esprimere il proprio parere su 11 documenti preliminari che delineano aspetti chiave dell’implementazione:

  • determinazione delle tariffe e sanzioni;
  • modalità di accesso ai dati;
  • protezione dei dati personali;
  • requisiti per sistemi informatici sicuri;
  • diritti dei cittadini.

Questa fase di consultazione è un’occasione preziosa per contribuire attivamente alla costruzione di uno spazio europeo dei dati sanitari che sia equo, sicuro e al servizio della collettività. Il termine per l’invio dei commenti è fissato al 30 novembre 2025.

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lotta contro il cancro

CdR: Repository delle Politiche Regionali di Prevenzione e Diagnosi del Cancro

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha pubblicato un nuovo “Repository delle Politiche Regionali di Prevenzione e Diagnosi del Cancro” (Cancer: repository of regional prevention and detection policies), che evidenzia come il cancro continui ad essere una delle principali cause di morte nell’UE, sottolineando anche le forti disparità regionali legate a fattori socioeconomici, ambientali, comportamentali e sanitari.

Pratiche regionali innovative in screening, diagnosi, sensibilizzazione e campagne sullo stile di vita dimostrano che la collaborazione, la prevenzione mirata e gli approcci che integrano la salute in tutte le politiche sono essenziali per ridurre queste disparità. Rafforzando la diagnosi precoce, migliorando l’educazione sanitaria e sfruttando la tecnologia, l’Europa può ridurre l’incidenza e la mortalità legata a questa malattia, garantendo un accesso equo alle cure.

I dati del Repository sulle Politiche Regionali di Prevenzione e Diagnosi del Cancro

Il cancro è stato responsabile di 1,15 milioni di decessi nell’UE nel 2021 e di 2,74 milioni di nuovi casi nel 2022. Inoltre, comporta un onere economico significativo, con un costo stimato di 199 miliardi di euro nel 2018. Sebbene la mortalità complessiva sia in calo, persistono ampie differenze regionali che riflettono disuguaglianze nell’accesso alle cure, nelle condizioni socioeconomiche e nella capacità dei sistemi sanitari.

La pubblicazione sottolinea la complessità dei fattori che determinano l’incidenza e l’esito del cancro. I determinanti biologici, come la genetica, rappresentano meno del 5 % dei casi, ma influiscono sulle differenze di sopravvivenza, soprattutto tra i sessi. Le condizioni socioeconomiche (istruzione, reddito, occupazione) sono forti indicatori del rischio di cancro, influenzando consapevolezza, esposizione ai rischi e accesso alle cure. Anche le influenze ambientali e i comportamenti, come il fumo e l’inattività fisica, contribuiscono in modo significativo all’incidenza della malattia. I sistemi sanitari, infine, determinano l’efficacia della prevenzione e della cura.

I dati Eurostat mostrano che in alcune regioni i tassi di mortalità per cancro sono più che raddoppiati rispetto ad altre. Anche all’interno degli stessi paesi si registrano differenze significative: ad esempio, le minoranze rurali hanno un rischio maggiore di mortalità per cancro cervicale, mentre altre regioni mostrano un alto numero di decessi per cancro ai polmoni legati al fumo.

Per quanto concerne l’Italia, le regioni settentrionali registrano una copertura più elevata ed una maggiore aderenza agli inviti allo screening rispetto alle regioni meridionali che presentano tassi significativamente inferiori. Questa disparità contribuisce ad una maggiore prevalenza di tumori al seno in fase avanzata al sud (la pubblicazione menziona il programma di diagnosi Frecciarosa 2024 lanciato in Sicilia dove Ferrovie dello Stato ha usato la propria rete di trasporti per migliorare l’accesso allo screening del cancro al seno, in particolare per le donne che vivono in aree svantaggiate). Inoltre, nella penisola, si può osservare un trend inverso per quanto riguarda i casi di cancro dovuti allo smog; infatti, l’elevato livello di inquinamento ambientale nella regione centro-settentrionale è associato a una maggiore mortalità per cancro rispetto alle regioni meridionali.

Infine, la pubblicazione del CdR propone raccomandazioni fondate sull’analisi di 30 casi studio, che coprono sei aree tematiche: screening, diagnosi, cooperazione transfrontaliera, sensibilizzazione, iniziative per gruppi vulnerabili e campagne per uno stile di vita sano. Queste raccomandazioni sottolineano l’importanza di una collaborazione regionale più forte, di politiche di prevenzione su misura, di partenariati pubblico-privati e di una migliore raccolta di dati sul cancro. La diagnosi precoce, l’educazione sanitaria e l’adozione di nuove tecnologie rappresentano strumenti chiave, mentre l’approccio “Salute in tutte le politiche” (Health in All Policies) si conferma cruciale per ridurre le disuguaglianze e costruire comunità europee più sane.

 

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Pubblicato lo studio dell’UE sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari

In questo nuovo studio, commissionato dalla Commissione europea, si articola come l’intelligenza artificiale abbia un grande potenziale per migliorare l’efficienza, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la diagnosi e il trattamento nel settore sanitario, ma la sua diffusione rimane lenta a causa di ostacoli tecnologici, normativi, organizzativi e culturali. L’UE è in una posizione ideale per guidare un’adozione sicura, etica ed equa, a condizione che le sfide siano affrontate e che vengano attuati quadri di sostegno.

Il nuovo studio dell’UE

I sistemi sanitari di tutto il mondo devono affrontare pressioni crescenti dovute ai cambiamenti demografici, all’aumento della prevalenza di malattie croniche e complesse, all’incremento dei costi e alla carenza di personale. L’intelligenza artificiale (IA) offre un potenziale significativo per mitigare queste sfide, migliorando l’efficienza, riducendo gli oneri amministrativi e migliorando i percorsi diagnostici e terapeutici. Nonostante queste promesse, l’adozione degli strumenti di IA nella pratica clinica rimane limitata e lenta.

Per redigere lo studio la Commissione europea ha utilizzato un approccio misto che combina analisi della letteratura esistente, consultazioni con gli stakeholder, sondaggi, interviste, workshop e casi di studio. Ha identificato i principali ostacoli che impediscono l’implementazione dell’IA nell’assistenza sanitaria in quattro ambiti: sfide tecnologiche e relative ai dati, complessità legali e normative, vincoli organizzativi e aziendali, fattori sociali e culturali. Allo stesso tempo, ha evidenziato gli acceleratori, ovvero le strategie di successo attuate dagli ospedali a livello globale, che potrebbero ispirare le migliori pratiche nell’Unione europea.

Lo studio sottolinea la posizione unica dell’UE nel guidare l’implementazione sicura, efficace, etica ed equa dell’IA nell’assistenza sanitaria. Trovando un equilibrio tra il sostegno all’innovazione e la tutela dei diritti dei pazienti, l’UE può contribuire a promuovere l’adozione sostenibile dell’IA. Particolare attenzione è rivolta al potenziale trasformativo dell’IA nella cura del cancro, nella fornitura di assistenza sanitaria a distanza e nell’uso di dati sanitari su larga scala.

Le considerazioni future delineate nello studio includono la definizione di standard comuni per la governance dei dati e l’interoperabilità, lo sviluppo di centri di eccellenza, la garanzia di meccanismi di finanziamento, la conduzione di valutazioni delle prestazioni locali e la creazione di cataloghi di soluzioni di IA affidabili. Viene inoltre proposto un quadro di monitoraggio e indicatori per seguire i progressi e garantire l’integrazione a lungo termine.

Lo studio conclude che, sebbene l’IA da sola non possa risolvere le pressioni sistemiche sul settore sanitario, essa può essere un fattore determinante per la creazione di sistemi sanitari più resilienti, efficienti e incentrati sul paziente in tutta Europa, a condizione che vengano affrontati gli ostacoli e sfruttati gli acceleratori.

 

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