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Marzo 2026: Relazione della Corte dei conti sul Piano europeo contro il cancro

La Relazione della Corte dei conti europea sul Piano europeo contro il cancro è stata al centro di un confronto istituzionale nell’ambito dei lavori della commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo. Il documento analizza lo stato di attuazione della strategia avviata nel 2021 per rafforzare la lotta contro il cancro e affrontare l’impatto crescente delle patologie oncologiche sui sistemi sanitari e sulla società europea.

Secondo la Relazione della Corte dei conti il cancro rappresenta la seconda causa di morte nell’Unione europea, con circa 1,1 milioni di decessi ogni anno e un impatto economico stimato in oltre 100 miliardi di euro. Si stima inoltre che una persona su due riceverà una diagnosi nel corso della vita, mentre il numero di nuovi casi è destinato ad aumentare anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione e dei fattori di rischio legati agli stili di vita.

La valutazione evidenzia progressi nel coordinamento tra Stati membri e nell’avvio di numerose iniziative europee, ma richiama anche l’attenzione sulle incertezze legate alla sostenibilità finanziaria e alla mancanza di un quadro strutturato di monitoraggio dei risultati nel lungo periodo. In questo contesto la Relazione speciale 07 2026 della Corte dei conti europea contribuisce a orientare il dibattito sulle future priorità dell’Unione nella lotta contro il cancro.

Il Piano europeo contro il cancro, lanciato dalla Commissione europea nel 2021, è stato concepito come una strategia ampia e integrata articolata in 42 azioni complessive, di cui 10 iniziative faro. L’approccio copre l’intero percorso della malattia e si basa su quattro ambiti principali: prevenzione, diagnosi precoce, cura e qualità della vita dei pazienti e dei sopravvissuti. Sono inoltre previste azioni trasversali su ricerca e innovazione, digitalizzazione dei dati sanitari e riduzione delle disuguaglianze oncologiche, con l’obiettivo di rafforzare l’azione europea nella lotta contro il cancro.

Attuazione e criticità nella Relazione della Corte dei conti

L’analisi sottolinea che il piano ha contribuito a stimolare l’adozione o l’aggiornamento di strategie oncologiche nazionali e a rafforzare la cooperazione tra istituzioni europee e autorità sanitarie. Tuttavia emergono criticità legate alla complessità delle iniziative avviate e al rischio di sovrapposizioni tra progetti finanziati attraverso diversi strumenti europei, tra cui il programma europeo EU4Health per il periodo 2021 2027.

Un punto centrale della Relazione della Corte dei conti riguarda le prospettive dopo il 2027 e le decisioni legate al prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. La continuità delle azioni dipende infatti dall’impegno degli Stati membri a garantire finanziamenti e integrazione nei sistemi sanitari nazionali. Alcune misure hanno scadenze fino al 2030 e obiettivi con orizzonte ancora più lungo, rendendo meno chiaro quando sarà possibile valutare i risultati complessivi della strategia.

Nel complesso la Relazione della Corte dei conti evidenzia che, pur avendo rafforzato il coordinamento europeo nella lotta contro il cancro, sarà necessario migliorare il monitoraggio delle iniziative, definire priorità più chiare e assicurare la sostenibilità finanziaria delle azioni per garantire un impatto duraturo sulle politiche sanitarie europee.

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Salute mentale

Salute cerebrale: in Europa 1 persona su 3 è colpita da malattie neurologiche

La salute cerebrale è sempre più riconosciuta come una priorità per le politiche sanitarie europee, alla luce dell’impatto crescente delle malattie neurologiche sulla popolazione e sui sistemi sanitari.

Il 24 febbraio 2026, la Commissione per la sanità pubblica del Parlamento europeo (SANT) ha organizzato un’audizione pubblica intitolata Brain health: Policy challenges and opportunities to manage neurological diseases”, con l’obiettivo di discutere le principali sfide politiche e individuare possibili strategie per affrontare l’aumento delle patologie neurologiche in Europa.

Le malattie neurologiche rappresentano infatti una delle sfide sanitarie, sociali ed economiche più urgenti per l’Unione europea. Secondo le informazioni presentate durante l’audizione, queste patologie costituiscono la principale causa di disabilità e interessano circa una persona su tre in Europa, esercitando una pressione significativa sui sistemi sanitari, sui servizi di assistenza sociale e sui caregiver.

Tra le condizioni neurologiche più diffuse figurano le malattie neurodegenerative, come demenza (in particolare la malattia di Alzheimer), morbo di Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica (SLA). L’invecchiamento della popolazione europea è destinato ad aumentare ulteriormente la prevalenza di queste patologie, con conseguenze rilevanti per l’organizzazione dei sistemi sanitari e per la sostenibilità dei servizi di assistenza e supporto.

Nel corso dell’audizione sono intervenuti diversi esperti del settore, tra cui rappresentanti del mondo accademico, della comunità scientifica e delle organizzazioni europee di pazienti. Il confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra ricerca scientifica, politiche sanitarie e innovazione per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione delle malattie neurologiche.

Salute cerebrale e coordinamento delle politiche europee

Durante l’incontro è stato inoltre presentato un documento di approfondimento commissionato dal Parlamento europeo dal titolo Strengthening Brain Health: Policy Recommendations to Tackle the Rising Burden of Neurological Diseases”. Il documento evidenzia come la salute cerebrale dipenda da molteplici fattori, tra cui determinanti genetici, ambientali, sociali e legati agli stili di vita, e sottolinea l’importanza di adottare un approccio integrato lungo tutto l’arco della vita.

Le malattie neurologiche rappresentano una sfida particolarmente complessa perché incidono in modo significativo sulla qualità della vita delle persone e sulla loro autonomia, con ripercussioni non solo sanitarie ma anche sociali ed economiche. Il briefing, inoltre, evidenzia come l’accesso alla diagnosi precoce, alle cure specialistiche e alle innovazioni terapeutiche sia ancora disomogeneo tra gli Stati membri dell’Unione europea, con importanti disuguaglianze nei servizi disponibili per i pazienti e le loro famiglie.

Alla luce di queste evidenze, diversi esperti e rappresentanti delle organizzazioni europee impegnate nel campo delle neuroscienze hanno sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra Stati membri e istituzioni europee, promuovendo strategie coordinate che integrino prevenzione, ricerca e assistenza.

In questo contesto si inseriscono anche le iniziative promosse dalla European Partnership for Brain Health (EP BrainHealth), che ha recentemente avviato le Joint Transnational Calls 2026 dedicate alla ricerca sui disturbi neurologici e neurodegenerativi.

L’audizione della Commissione SANT rappresenta quindi un passo significativo nel rafforzare l’attenzione delle istituzioni europee sulla salute cerebrale e nel promuovere politiche più coordinate per affrontare il crescente peso delle malattie neurologiche in Europa.

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Lotta contro il cancro: il Parlamento chiede un programma sanitario UE dedicato

Il programma sanitario UE dedicato alla lotta contro il cancro è al centro dell’iniziativa con cui il Parlamento europeo invita a prevedere uno strumento specifico nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028 2034. Secondo i deputati, il programma sanitario UE rappresenta una leva essenziale per assicurare continuità agli investimenti e rafforzare prevenzione diagnosi precoce accesso equo alle cure e tutela dei pazienti oncologici in tutti gli Stati membri. Il programma sanitario UE viene indicato come elemento chiave per sostenere l’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro attraverso finanziamenti prevedibili e un maggiore coordinamento a livello europeo.

Il Parlamento evidenzia la necessità di considerare la salute come investimento sociale a lungo termine e invita a rafforzare infrastrutture strategiche, tra cui programmi di vaccinazione e screening, il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari e sistemi avanzati di raccolta e condivisione dei dati oncologici. In questo quadro viene sottolineato anche il ruolo della digitalizzazione sanitaria e dell’uso dei dati per migliorare prevenzione, ricerca e qualità dell’assistenza.

Il programma sanitario UE e l’accesso alle cure oncologiche in Europa

Un capitolo centrale riguarda il miglioramento dell’accesso equo tempestivo e sostenibile ai medicinali oncologici e alle terapie innovative. Il Parlamento chiede misure per facilitare l’accesso alle cure transfrontaliere e alle sperimentazioni cliniche soprattutto per i tumori rari o complessi, promuovendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. Viene inoltre richiesto di favorire appalti congiunti volontari e maggiore trasparenza dei prezzi per garantire la disponibilità dei trattamenti salvavita nell’Unione europea.

Tra le priorità indicate figura anche il rafforzamento della prevenzione attraverso la riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio come prodotti del tabacco, consumo eccessivo di alcol, inquinamento atmosferico e sostanze nocive tra cui PFAS e interferenti endocrini. Il Parlamento invita inoltre a promuovere l’approccio One Health, un modello integrato che collega salute umana, ambiente e sistemi sanitari, al fine di migliorare la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

L’iniziativa richiama infine la necessità di tutelare i diritti dei sopravvissuti al cancro attraverso il rafforzamento del diritto all’oblio al fine di prevenire discriminazioni nell’accesso a prestiti mutui e assicurazioni. Nel complesso il Parlamento considera il programma sanitario UE uno strumento strategico per integrare prevenzione innovazione terapeutica e qualità della vita dei pazienti lungo tutto il percorso di cura.

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Commissione BUDG Parlamento europeo: confronto sugli emendamenti al QFP 28-34

La Commissione BUDG Parlamento europeo, Commissione per i bilanci del Parlamento europeo, ha avviato uno scambio di vedute sugli emendamenti al QFP 2028 2034 nell’ambito del progetto di relazione intermedia sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. L’incontro rappresenta una fase centrale del lavoro parlamentare dedicato alla definizione delle priorità finanziarie future e ha coinvolto i membri della Commissione per i bilanci chiamati a valutare oltre mille proposte di modifica presentate dai deputati. Gli emendamenti al QFP 2028 2034 costituiscono infatti uno degli elementi principali del confronto politico e tecnico sul futuro bilancio dell’Unione.

Confronto istituzionale sugli emendamenti al QFP 2028 2034 e Quadro finanziario pluriennale

Nel progetto di relazione intermedia sul QFP 2028 2034, il Quadro finanziario pluriennale, i correlatori hanno proposto un rafforzamento significativo del bilancio europeo con una dotazione minima pari all’1,27 per cento del reddito nazionale lordo dell’Unione destinata ai programmi, escludendo i rimborsi del debito NGEU (NextGenerationEU), lo strumento straordinario dell’Unione europea per la ripresa economica post pandemia. Secondo quanto emerso nel dibattito sugli emendamenti al QFP 2028 2034, tale impostazione consentirebbe di affrontare le crescenti sfide geopolitiche, economiche, sociali e ambientali che interessano l’Unione.

Durante lo scambio di vedute, la Commissione per i bilanci del Parlamento europeo ha inoltre sottolineato la necessità di garantire finanziamenti adeguati alle priorità e agli obiettivi dell’Unione europea e ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla fusione di programmi che potrebbero ridurre prevedibilità e trasparenza. I relatori hanno ribadito che il bilancio dell’Unione deve continuare a sostenere beni pubblici europei e mantenere solidi meccanismi di responsabilità democratica.

Un ulteriore elemento emerso nel confronto sugli emendamenti al QFP 2028 2034 riguarda la tutela del ruolo di controllo del Parlamento europeo nei processi di consolidamento finanziario. Eventuali riorganizzazioni non dovrebbero indebolire la supervisione parlamentare né ridurre la chiarezza degli obiettivi politici. I membri proseguiranno ora il lavoro sugli emendamenti al QFP 2028 2034, in vista delle successive fasi del processo istituzionale.

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Parlamento: nuovo studio sul Piano europeo di lotta contro il cancro

Il Piano europeo di lotta contro il cancro torna al centro dell’attenzione istituzionale con la pubblicazione di uno studio del Parlamento europeo dedicato alla valutazione dell’attuazione delle misure previste tra il 2021 e il 2024. Il Piano europeo di lotta contro il cancro costituisce una delle principali iniziative di sanità pubblica dell’Unione europea e mira a sostenere la prevenzione, la diagnosi precoce, il trattamento e il miglioramento della qualità della vita dei pazienti oncologici.

Lo studio, elaborato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo (EPRS), analizza lo stato di avanzamento delle azioni previste dal Piano europeo di lotta contro il cancro e fornisce elementi utili alla preparazione del rapporto parlamentare dedicato alla sua attuazione. Il documento evidenzia come il cancro rappresenti una delle principali cause di mortalità nell’Unione europea e sottolinea il ruolo delle politiche di prevenzione e degli screening nel ridurre l’impatto della malattia.

attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro tra progressi e criticità

La valutazione prende in esame la governance del piano, i meccanismi di finanziamento e i risultati delle iniziative avviate. Lo studio evidenzia inoltre la presenza di iniziative faro del Piano europeo di lotta contro il cancro e azioni specifiche sostenute attraverso programmi europei quali EU4Health, Horizon Europe e Digital Europe.

La valutazione si basa su una metodologia che include analisi delle evidenze disponibili, interviste a stakeholder e casi studio nazionali, con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle politiche adottate e individuare eventuali criticità. Tra i risultati emerge un rafforzamento della cooperazione tra istituzioni europee e Stati membri e una mobilitazione significativa di risorse finanziarie dedicate alla lotta contro il cancro.

Allo stesso tempo, lo studio rileva persistenti disuguaglianze tra Paesi e regioni dell’Unione europea, in particolare per quanto riguarda l’accesso alla prevenzione, agli screening e ai servizi di cura. Vengono inoltre evidenziate sfide legate alla raccolta dei dati, al monitoraggio delle politiche e alla piena attuazione delle misure previste dal Piano europeo di lotta contro il cancro.

Il documento include una serie di raccomandazioni politiche del Parlamento europeo volte a migliorare il coordinamento tra livelli istituzionali, rafforzare gli strumenti di valutazione e promuovere un approccio basato su evidenze scientifiche. Nel complesso, la valutazione del Parlamento europeo offre una panoramica aggiornata dello stato di attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro e dei principali aspetti da consolidare nei prossimi anni.

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Parlamento UE: approvata la proposta di legge sui medicinali critici

Il 20 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha approvato in plenaria la propria posizione sul Critical Medicines Act, la proposta di regolamento dedicata ai medicinali critici, con 503 voti favorevoli, 57 contrari e 108 astensioni.

La normativa punta a rafforzare l’autonomia dell’Unione europea nella produzione e fornitura di farmaci essenziali, quali antibiotici, insulina, vaccini e medicinali per malattie croniche, riducendo la dipendenza da forniture esterne e migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento.

La proposta di legge sui medicinali critici

Nel testo adottato, gli eurodeputati chiedono che l’Unione e i governi nazionali diano priorità, sia con l’attuale bilancio comunitario sia nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, a investimenti in progetti industriali strategici situati nel territorio dell’UE per incrementare la capacità produttiva dei medicinali critici. Le imprese beneficiarie di finanziamenti pubblici dovranno garantire forniture prioritariamente all’interno dell’Unione.

Per supportare la produzione interna, la posizione del Parlamento introduce un approccio di tipo “Compra europeo” nei criteri di appalto pubblico per i medicinali critici, orientando l’aggiudicazione verso produttori che realizzano una quota significativa di questi medicinali nell’UE, e facilita le procedure di appalti congiunti transfrontalieri riducendo il numero minimo di Stati membri partecipanti da nove a cinque.

Un altro elemento centrale riguarda la coordinazione delle scorte nazionali: gli eurodeputati propongono l’istituzione di un meccanismo a livello UE per gestire le riserve e, in casi di carenza o interruzione di fornitura, attribuire alla Commissione la possibilità di redistribuire medicinali tra Stati membri per garantire continuità di accesso.

Con l’adozione della posizione in Parlamento, la proposta di legge sui medicinali critici entra nella fase di trattativa con il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione per concordare il testo definitivo.

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Place-based transformation: avviata un’azione preparatoria UE

È stata ufficialmente lanciata la Preparatory Action on Innovation for Place-Based Transformation, iniziativa proposta dal Parlamento europeo e attuata dalla Commissione Europea, con il supporto del Joint Research Centre (JRC). L’azione mira a sostenere le regioni nell’elaborazione di strategie innovative per affrontare sfide complesse attraverso soluzioni costruite sui bisogni specifici dei territori.

Place-based transformation: un nuovo approccio per lo sviluppo territoriale

L’iniziativa si propone di testare approcci di innovazione guidata dai territori, rafforzando le capacità amministrative, le sinergie tra politiche pubbliche e la collaborazione tra attori locali. Sessantatré regioni europee sono coinvolte nella prima fase, che prevede attività di peer learning e co-progettazione, con l’obiettivo di elaborare modelli trasformativi place-based.

L’azione si inserisce nel più ampio impegno dell’UE per migliorare la coesione territoriale, l’inclusione sociale e accompagnare la transizione verde e digitale, puntando su politiche partecipative, capaci di generare impatto sostenibile e differenziato a seconda dei contesti. Inoltre, tra i temi affrontati rientrano anche obiettivi legati alla salute pubblica, come la disponibilità di servizi sanitari, il benessere delle comunità locali e l’invecchiamento attivo.

La trasformazione place-based si presenta pertanto come uno strumento per affrontare queste sfide in modo integrato, rafforzando la resilienza e la qualità della vita nei territori.

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Parlamento UE: lanciato il MEP CVH Group e la nuova roadmap per le malattie cardiovascolari

Il 23 aprile scorso si è tenuto presso il Parlamento europeo un importante incontro per il lancio del Gruppo Europarlamentare MEP Cardiovascular Health (CVH) Group focalizzato sulle malattie cardiovascolari.

In questa occasione, l’Alleanza Europea per la Salute Cardiovascolare (each alliance), che riunisce 21 Paesi europei, ha presentato congiuntamente una proposta di un nuovo piano salute dedicato alla prevenzione e alla riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari. 

GLI ESITI dell’ incontro degli europarlamentari E LA NUOVA ROADMAP PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Durante l’incontro del MEP CVH è stata presentata anche la roadmap del nuovo piano che avrà come obiettivo la diminuzione del 30% delle morti causate da malattie cardiovascolari da raggiungersi entro il 2030.

Nel dettaglio la roadmap propone 4 pilastri chiave su cui si fonda l’azione della each alliance: prevenzione, interventi precoci, riabilitazione e qualità della vita. Il nuovo piano è pertanto orientato all’inclusività e all’equità, in accordo al principio del leave no one and no country behind

Inoltre, durante l’incontro è stata sottolineata l’insufficienza delle risorse finanziarie attualmente allocate dall’Unione Europea nel campo della salute, e a tal proposito, è stato ribadito il mandato e l’impegno della Commissione Europea ad implementare le politiche a sostegno nella battaglia contro le malattie cardiovascolari. Infine, è stato menzionato come esempio di iniziative europee il Progetto JacardiPrevention of CVD and Diabetes implementato dal Promis, sul tema delle malattie cardiovascolari e del diabete.

NEXT STEPS

La rappresentante della Commissione Europea, Laura Alonso, ha affermato che il 24 settembre 2025 verrà adottata una convenzione sulle malattie non trasmissibili (NCD) che proporrà una nuova visione per la prevenzione e il trattamento di queste malattie, tra le quali rientrano per l’appunto le patologie cardiovascolari. Inoltre, il coinvolgimento dei pazienti si rivela fondamentale nel processo di policy e nel rafforzamento della fiducia nei confronti del sistema di salute pubblico. Allo stesso modo, si sottolinea come la salute mentale rivesta un ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. 

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Parlamento Europeo: approvate le priorità di bilancio 2026

Il Parlamento Europeo ha adottato le linee guida per il bilancio dell’Unione Europea del 2026, ponendo l’accento su resilienza e preparazione alle crisi.

Le priorità includono il rafforzamento delle capacità di difesa e sicurezza, l’autonomia strategica e la coesione sociale, economica e territoriale.

le priorità per il bilancio dell’Unione Europea 2026

Gli eurodeputati sottolineano l’importanza di investimenti in ricerca, innovazione, salute, energia, migrazione e protezione delle frontiere, nonché nelle transizioni digitale e verde. Si evidenzia la necessità di sostenere programmi sanitari, educativi e culturali, con particolare attenzione ai giovani.

Inoltre, il Parlamento esprime preoccupazione per i costi di rimborso del piano di recupero NextGenerationEU, sottolineando l’importanza di mantenere intatti i programmi e i fondi dell’Unione.

Queste linee guida serviranno come base per i negoziati con il Consiglio e la Commissione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.

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Parlamento europeo: adottata la relazione sul ciclo del Semestre 2025

Dal 11 al 14 marzo a Strasburgo, si è svolta la terza sessione plenaria dell’anno del Parlamento europeo, che prevede un totale di 15 sessioni plenarie (12 a Strasburgo e tre a Bruxelles).

Nel dettaglio, in questa sessione il Parlamento UE ha adottato il Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025, che evidenzia le sfide macroeconomiche, tra cui la sostenibilità fiscale e l’aumento del rapporto debito/PIL.

Il Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025

Il Semestre Europeo è un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio all’interno dell’Unione Europea. Per il 2025, il Parlamento Europeo ha adottato il 12 marzo una risoluzione relativa al coordinamento delle politiche economiche, sottolineando l’importanza di mantenere finanze pubbliche sane per sostenere una crescita sostenibile.

Inoltre, il Rapporto sottolinea la necessità di un’azione coordinata dell’UE per affrontare l’aumento dei costi abitativi, l’accesso alla sanità, all’istruzione e il rafforzamento delle protezioni sociali.

Infine, il Parlamento sollecita politiche trasparenti e responsabili, riforme strutturali e una migliore attuazione delle Raccomandazioni Specifiche per Paese, al fine di sostenere la stabilità economica ed affrontare i fattori a lungo termine della sostenibilità di bilancio, tra cui: la sostenibilità e la corretta erogazione dei sistemi pensionistici pubblici, i sistemi sanitari, i sistemi di assistenza a lungo termine, le sfide demografiche (quali l’invecchiamento della popolazione) e garantire la preparazione agli sviluppi negativi, compresi i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici.

 

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