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Commissione BUDG Parlamento europeo: confronto sugli emendamenti al QFP 28-34

La Commissione BUDG Parlamento europeo, Commissione per i bilanci del Parlamento europeo, ha avviato uno scambio di vedute sugli emendamenti al QFP 2028 2034 nell’ambito del progetto di relazione intermedia sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea. L’incontro rappresenta una fase centrale del lavoro parlamentare dedicato alla definizione delle priorità finanziarie future e ha coinvolto i membri della Commissione per i bilanci chiamati a valutare oltre mille proposte di modifica presentate dai deputati. Gli emendamenti al QFP 2028 2034 costituiscono infatti uno degli elementi principali del confronto politico e tecnico sul futuro bilancio dell’Unione.

Confronto istituzionale sugli emendamenti al QFP 2028 2034 e Quadro finanziario pluriennale

Nel progetto di relazione intermedia sul QFP 2028 2034, il Quadro finanziario pluriennale, i correlatori hanno proposto un rafforzamento significativo del bilancio europeo con una dotazione minima pari all’1,27 per cento del reddito nazionale lordo dell’Unione destinata ai programmi, escludendo i rimborsi del debito NGEU (NextGenerationEU), lo strumento straordinario dell’Unione europea per la ripresa economica post pandemia. Secondo quanto emerso nel dibattito sugli emendamenti al QFP 2028 2034, tale impostazione consentirebbe di affrontare le crescenti sfide geopolitiche, economiche, sociali e ambientali che interessano l’Unione.

Durante lo scambio di vedute, la Commissione per i bilanci del Parlamento europeo ha inoltre sottolineato la necessità di garantire finanziamenti adeguati alle priorità e agli obiettivi dell’Unione europea e ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla fusione di programmi che potrebbero ridurre prevedibilità e trasparenza. I relatori hanno ribadito che il bilancio dell’Unione deve continuare a sostenere beni pubblici europei e mantenere solidi meccanismi di responsabilità democratica.

Un ulteriore elemento emerso nel confronto sugli emendamenti al QFP 2028 2034 riguarda la tutela del ruolo di controllo del Parlamento europeo nei processi di consolidamento finanziario. Eventuali riorganizzazioni non dovrebbero indebolire la supervisione parlamentare né ridurre la chiarezza degli obiettivi politici. I membri proseguiranno ora il lavoro sugli emendamenti al QFP 2028 2034, in vista delle successive fasi del processo istituzionale.

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lotta contro il cancro

Parlamento: nuovo studio sul Piano europeo di lotta contro il cancro

Il Piano europeo di lotta contro il cancro torna al centro dell’attenzione istituzionale con la pubblicazione di uno studio del Parlamento europeo dedicato alla valutazione dell’attuazione delle misure previste tra il 2021 e il 2024. Il Piano europeo di lotta contro il cancro costituisce una delle principali iniziative di sanità pubblica dell’Unione europea e mira a sostenere la prevenzione, la diagnosi precoce, il trattamento e il miglioramento della qualità della vita dei pazienti oncologici.

Lo studio, elaborato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo (EPRS), analizza lo stato di avanzamento delle azioni previste dal Piano europeo di lotta contro il cancro e fornisce elementi utili alla preparazione del rapporto parlamentare dedicato alla sua attuazione. Il documento evidenzia come il cancro rappresenti una delle principali cause di mortalità nell’Unione europea e sottolinea il ruolo delle politiche di prevenzione e degli screening nel ridurre l’impatto della malattia.

attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro tra progressi e criticità

La valutazione prende in esame la governance del piano, i meccanismi di finanziamento e i risultati delle iniziative avviate. Lo studio evidenzia inoltre la presenza di iniziative faro del Piano europeo di lotta contro il cancro e azioni specifiche sostenute attraverso programmi europei quali EU4Health, Horizon Europe e Digital Europe.

La valutazione si basa su una metodologia che include analisi delle evidenze disponibili, interviste a stakeholder e casi studio nazionali, con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle politiche adottate e individuare eventuali criticità. Tra i risultati emerge un rafforzamento della cooperazione tra istituzioni europee e Stati membri e una mobilitazione significativa di risorse finanziarie dedicate alla lotta contro il cancro.

Allo stesso tempo, lo studio rileva persistenti disuguaglianze tra Paesi e regioni dell’Unione europea, in particolare per quanto riguarda l’accesso alla prevenzione, agli screening e ai servizi di cura. Vengono inoltre evidenziate sfide legate alla raccolta dei dati, al monitoraggio delle politiche e alla piena attuazione delle misure previste dal Piano europeo di lotta contro il cancro.

Il documento include una serie di raccomandazioni politiche del Parlamento europeo volte a migliorare il coordinamento tra livelli istituzionali, rafforzare gli strumenti di valutazione e promuovere un approccio basato su evidenze scientifiche. Nel complesso, la valutazione del Parlamento europeo offre una panoramica aggiornata dello stato di attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro e dei principali aspetti da consolidare nei prossimi anni.

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Parlamento UE: approvata la proposta di legge sui medicinali critici

Il 20 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha approvato in plenaria la propria posizione sul Critical Medicines Act, la proposta di regolamento dedicata ai medicinali critici, con 503 voti favorevoli, 57 contrari e 108 astensioni.

La normativa punta a rafforzare l’autonomia dell’Unione europea nella produzione e fornitura di farmaci essenziali, quali antibiotici, insulina, vaccini e medicinali per malattie croniche, riducendo la dipendenza da forniture esterne e migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento.

La proposta di legge sui medicinali critici

Nel testo adottato, gli eurodeputati chiedono che l’Unione e i governi nazionali diano priorità, sia con l’attuale bilancio comunitario sia nel prossimo Quadro finanziario pluriennale, a investimenti in progetti industriali strategici situati nel territorio dell’UE per incrementare la capacità produttiva dei medicinali critici. Le imprese beneficiarie di finanziamenti pubblici dovranno garantire forniture prioritariamente all’interno dell’Unione.

Per supportare la produzione interna, la posizione del Parlamento introduce un approccio di tipo “Compra europeo” nei criteri di appalto pubblico per i medicinali critici, orientando l’aggiudicazione verso produttori che realizzano una quota significativa di questi medicinali nell’UE, e facilita le procedure di appalti congiunti transfrontalieri riducendo il numero minimo di Stati membri partecipanti da nove a cinque.

Un altro elemento centrale riguarda la coordinazione delle scorte nazionali: gli eurodeputati propongono l’istituzione di un meccanismo a livello UE per gestire le riserve e, in casi di carenza o interruzione di fornitura, attribuire alla Commissione la possibilità di redistribuire medicinali tra Stati membri per garantire continuità di accesso.

Con l’adozione della posizione in Parlamento, la proposta di legge sui medicinali critici entra nella fase di trattativa con il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione per concordare il testo definitivo.

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Place-based transformation: avviata un’azione preparatoria UE

È stata ufficialmente lanciata la Preparatory Action on Innovation for Place-Based Transformation, iniziativa proposta dal Parlamento europeo e attuata dalla Commissione Europea, con il supporto del Joint Research Centre (JRC). L’azione mira a sostenere le regioni nell’elaborazione di strategie innovative per affrontare sfide complesse attraverso soluzioni costruite sui bisogni specifici dei territori.

Place-based transformation: un nuovo approccio per lo sviluppo territoriale

L’iniziativa si propone di testare approcci di innovazione guidata dai territori, rafforzando le capacità amministrative, le sinergie tra politiche pubbliche e la collaborazione tra attori locali. Sessantatré regioni europee sono coinvolte nella prima fase, che prevede attività di peer learning e co-progettazione, con l’obiettivo di elaborare modelli trasformativi place-based.

L’azione si inserisce nel più ampio impegno dell’UE per migliorare la coesione territoriale, l’inclusione sociale e accompagnare la transizione verde e digitale, puntando su politiche partecipative, capaci di generare impatto sostenibile e differenziato a seconda dei contesti. Inoltre, tra i temi affrontati rientrano anche obiettivi legati alla salute pubblica, come la disponibilità di servizi sanitari, il benessere delle comunità locali e l’invecchiamento attivo.

La trasformazione place-based si presenta pertanto come uno strumento per affrontare queste sfide in modo integrato, rafforzando la resilienza e la qualità della vita nei territori.

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Parlamento UE: lanciato il MEP CVH Group e la nuova roadmap per le malattie cardiovascolari

Il 23 aprile scorso si è tenuto presso il Parlamento europeo un importante incontro per il lancio del Gruppo Europarlamentare MEP Cardiovascular Health (CVH) Group focalizzato sulle malattie cardiovascolari.

In questa occasione, l’Alleanza Europea per la Salute Cardiovascolare (each alliance), che riunisce 21 Paesi europei, ha presentato congiuntamente una proposta di un nuovo piano salute dedicato alla prevenzione e alla riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari. 

GLI ESITI dell’ incontro degli europarlamentari E LA NUOVA ROADMAP PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Durante l’incontro del MEP CVH è stata presentata anche la roadmap del nuovo piano che avrà come obiettivo la diminuzione del 30% delle morti causate da malattie cardiovascolari da raggiungersi entro il 2030.

Nel dettaglio la roadmap propone 4 pilastri chiave su cui si fonda l’azione della each alliance: prevenzione, interventi precoci, riabilitazione e qualità della vita. Il nuovo piano è pertanto orientato all’inclusività e all’equità, in accordo al principio del leave no one and no country behind

Inoltre, durante l’incontro è stata sottolineata l’insufficienza delle risorse finanziarie attualmente allocate dall’Unione Europea nel campo della salute, e a tal proposito, è stato ribadito il mandato e l’impegno della Commissione Europea ad implementare le politiche a sostegno nella battaglia contro le malattie cardiovascolari. Infine, è stato menzionato come esempio di iniziative europee il Progetto JacardiPrevention of CVD and Diabetes implementato dal Promis, sul tema delle malattie cardiovascolari e del diabete.

NEXT STEPS

La rappresentante della Commissione Europea, Laura Alonso, ha affermato che il 24 settembre 2025 verrà adottata una convenzione sulle malattie non trasmissibili (NCD) che proporrà una nuova visione per la prevenzione e il trattamento di queste malattie, tra le quali rientrano per l’appunto le patologie cardiovascolari. Inoltre, il coinvolgimento dei pazienti si rivela fondamentale nel processo di policy e nel rafforzamento della fiducia nei confronti del sistema di salute pubblico. Allo stesso modo, si sottolinea come la salute mentale rivesta un ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. 

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Parlamento Europeo: approvate le priorità di bilancio 2026

Il Parlamento Europeo ha adottato le linee guida per il bilancio dell’Unione Europea del 2026, ponendo l’accento su resilienza e preparazione alle crisi.

Le priorità includono il rafforzamento delle capacità di difesa e sicurezza, l’autonomia strategica e la coesione sociale, economica e territoriale.

le priorità per il bilancio dell’Unione Europea 2026

Gli eurodeputati sottolineano l’importanza di investimenti in ricerca, innovazione, salute, energia, migrazione e protezione delle frontiere, nonché nelle transizioni digitale e verde. Si evidenzia la necessità di sostenere programmi sanitari, educativi e culturali, con particolare attenzione ai giovani.

Inoltre, il Parlamento esprime preoccupazione per i costi di rimborso del piano di recupero NextGenerationEU, sottolineando l’importanza di mantenere intatti i programmi e i fondi dell’Unione.

Queste linee guida serviranno come base per i negoziati con il Consiglio e la Commissione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.

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Parlamento europeo: adottata la relazione sul ciclo del Semestre 2025

Dal 11 al 14 marzo a Strasburgo, si è svolta la terza sessione plenaria dell’anno del Parlamento europeo, che prevede un totale di 15 sessioni plenarie (12 a Strasburgo e tre a Bruxelles).

Nel dettaglio, in questa sessione il Parlamento UE ha adottato il Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025, che evidenzia le sfide macroeconomiche, tra cui la sostenibilità fiscale e l’aumento del rapporto debito/PIL.

Il Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025

Il Semestre Europeo è un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio all’interno dell’Unione Europea. Per il 2025, il Parlamento Europeo ha adottato il 12 marzo una risoluzione relativa al coordinamento delle politiche economiche, sottolineando l’importanza di mantenere finanze pubbliche sane per sostenere una crescita sostenibile.

Inoltre, il Rapporto sottolinea la necessità di un’azione coordinata dell’UE per affrontare l’aumento dei costi abitativi, l’accesso alla sanità, all’istruzione e il rafforzamento delle protezioni sociali.

Infine, il Parlamento sollecita politiche trasparenti e responsabili, riforme strutturali e una migliore attuazione delle Raccomandazioni Specifiche per Paese, al fine di sostenere la stabilità economica ed affrontare i fattori a lungo termine della sostenibilità di bilancio, tra cui: la sostenibilità e la corretta erogazione dei sistemi pensionistici pubblici, i sistemi sanitari, i sistemi di assistenza a lungo termine, le sfide demografiche (quali l’invecchiamento della popolazione) e garantire la preparazione agli sviluppi negativi, compresi i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici.

 

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Nuovo gruppo d’interesse parlamentare per l’azione su disuguaglianze sanitarie, prevenzione e fattori di rischio

Vari rappresentanti della salute pubblica si sono riuniti per discutere su come mantenere l’attenzione sulla promozione della salute e sulla prevenzione delle malattie durante questo mandato dell’UE. È stato quindi ufficialmente lanciato il Gruppo di interesse sulle disuguaglianze sanitarie, la prevenzione e i fattori di rischio (Interest Group on Health Inequalities, Prevention, and Risk Factors). A questo incontro hanno partecipato membri del Parlamento europeo, rappresentanti degli Stati membri, compresa la Joint Action Prevent NCDs, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la società civile.

Perché nasce questo gruppo d’interesse

Durante l’incontro è stato sottolineato che le malattie non trasmissibili causano l’80% dei decessi nell’UE e assorbono fino al 10% del PIL speso per l’assistenza sanitaria. Ciononostante, solo il 3% dei bilanci sanitari è destinato alla prevenzione, anche se la prevenzione potrebbe ridurre l’onere fino al 70%. Le disuguaglianze sanitarie continuano a colpire le persone vulnerabili in tutta Europa. Queste differenze sono causate da diversi fattori come: il reddito, l’istruzione e l’accesso all’assistenza sanitaria. Di conseguenza, le malattie prevenibili colpiscono spesso i gruppi sociali più svantaggiati.

Inoltre, quattro industrie – alcol, combustibili fossili, alimenti e bevande lavorate e tabacco – sono alla base di quasi il 25% dei decessi nella regione europea dell’OMS, promuovendo prodotti nocivi che causano le malattie non trasmissibili, le malattie legate all’inquinamento e i rischi sul posto di lavoro. Queste industrie esercitano una forte influenza sulla ricerca scientifica e sulle politiche. La mancanza di forti regole sul conflitto di interessi blocca normative efficaci sulla salute pubblica, privilegiando il profitto rispetto al benessere.

Questo gruppo di interesse è determinato ad agire in modo chiaro e deciso, influenzando le diverse politiche che riguardano la salute. La leadership, supportata dal segretariato, lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri, le presidenze del Consiglio dell’UE, la Commissione europea, altri inter-gruppi e gruppi di interesse del Parlamento europeo e l’OMS.

L’obiettivo è quello di continuare a finanziare la salute, in particolare la prevenzione e i fattori di rischio e continuare a finanziare le ONG che si occupano di salute pubblica. Sono inoltre necessari impegni legislativi più forti per includere la salute in tutte le aree politiche. Infine, è necessario un migliore monitoraggio dei conflitti di interesse per fermare l’influenza indebita sulle politiche sanitarie.

 

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La Commissaria Lahbib interviene sugli aspetti di genere del portafoglio sanitario

Il 12 dicembre scorso, la Commissaria Lahbib ha tenuto un discorso riguardante gli aspetti di genere del portafoglio sanitario durante la settimana della parità di genere del Parlamento europeo sottolineando che rendendo le donne più visibili in tutti i settori, particolarmente nel campo della salute, che tocca ogni aspetto della nostra vita, possa avvantaggiare la società nel suo complesso.

Commissaria Lahbib e i suoi punti chiave

La Commissaria Lahbib suggerisce come si debba migliorare il modo in cui i dati vengono raccolti visto che, per tanto tempo, le differenze tra donne e uomini sono state trascurate nella ricerca medica. L’uguaglianza nella ricerca sanitaria è fondamentale le differenze biologiche influenzano le diagnosi, le risposte ai trattamenti e la guarigione.

Le donne hanno tassi più elevati di malattie come il cancro al seno, l’osteoporosi e i disturbi autoimmuni. Altre malattie, come il diabete, la depressione e le malattie cardiovascolari, colpiscono donne e uomini in modo diverso. Inoltre, i fattori socio-economici, l’istruzione e la violenza di genere hanno un impatto significativo sulla salute delle donne.

Il secondo punto riguarda l’integrazione del genere nelle politiche sanitarie. “I sistemi sanitari che ignorano il genere ignorano la realtà” ha detto la Commissaria. È necessario affrontare i bisogni di tutti: donne, uomini, bambini, anziani e minoranze tramite un approccio preciso e targetizzato. La condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri migliorerà l’assistenza sanitaria sia per le donne che per gli uomini. La sensibilità di genere è fondamentale per il Piano europeo per la lotta contro il cancro e per altre strategie sanitarie.

Infine, c’è bisogno di più donne negli studi clinici e di una maggiore rappresentanza nello sviluppo degli standard di sicurezza dell’industria. Molti prodotti sono ancora testati solo su corpi maschili, compresi i manichini per i crash test che sono progettati in base alle dimensioni medie del corpo maschile. Quando la salute delle donne viene trascurata, la società ne paga le conseguenze. L’UE perde quasi 290 miliardi di euro all’anno a causa della violenza contro le donne. Affrontare questi problemi va a vantaggio dell’intera società.

“L’uguaglianza di genere nella salute non è solo giusta, ma è essenziale per avere una società più sana” conclude la Commissaria Lahbib

 

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Il Parlamento Europeo difende i diritti delle donne contro le regressioni globali

Gli eurodeputati sollecitano l’UE a rafforzare il suo ruolo nella tutela dei diritti delle donne a fronte di un’ondata globale di regressioni.

Con una risoluzione approvata il 12 dicembre, il Parlamento Europeo richiama l’attenzione sulle crescenti minacce ai diritti delle donne, invitando l’Unione a diventare un esempio di protezione e promozione dell’uguaglianza di genere.

Difendere i diritti delle donne è una priorità europea

La risoluzione evidenzia come alcune conquiste ottenute nei decenni passati, come l’accesso all’aborto, alla contraccezione e la partecipazione delle donne alla vita pubblica, siano ora sotto attacco in diverse parti del mondo. Gli eurodeputati chiedono azioni concrete per combattere queste regressioni, come il rafforzamento delle politiche di parità di genere e il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani legate al genere.

Inoltre, il Parlamento invita a destinare risorse adeguate ai programmi che promuovono l’uguaglianza e chiede agli Stati membri di rispettare e applicare la legislazione europea in materia di diritti delle donne.

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