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Parlamento Europeo: approvate le priorità di bilancio 2026

Il Parlamento Europeo ha adottato le linee guida per il bilancio dell’Unione Europea del 2026, ponendo l’accento su resilienza e preparazione alle crisi.

Le priorità includono il rafforzamento delle capacità di difesa e sicurezza, l’autonomia strategica e la coesione sociale, economica e territoriale.

le priorità per il bilancio dell’Unione Europea 2026

Gli eurodeputati sottolineano l’importanza di investimenti in ricerca, innovazione, salute, energia, migrazione e protezione delle frontiere, nonché nelle transizioni digitale e verde. Si evidenzia la necessità di sostenere programmi sanitari, educativi e culturali, con particolare attenzione ai giovani.

Inoltre, il Parlamento esprime preoccupazione per i costi di rimborso del piano di recupero NextGenerationEU, sottolineando l’importanza di mantenere intatti i programmi e i fondi dell’Unione.

Queste linee guida serviranno come base per i negoziati con il Consiglio e la Commissione, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.

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Parlamento europeo: adottata la relazione sul ciclo del Semestre 2025

Dal 11 al 14 marzo a Strasburgo, si è svolta la terza sessione plenaria dell’anno del Parlamento europeo, che prevede un totale di 15 sessioni plenarie (12 a Strasburgo e tre a Bruxelles).

Nel dettaglio, in questa sessione il Parlamento UE ha adottato il Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025, che evidenzia le sfide macroeconomiche, tra cui la sostenibilità fiscale e l’aumento del rapporto debito/PIL.

Il Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025

Il Semestre Europeo è un ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio all’interno dell’Unione Europea. Per il 2025, il Parlamento Europeo ha adottato il 12 marzo una risoluzione relativa al coordinamento delle politiche economiche, sottolineando l’importanza di mantenere finanze pubbliche sane per sostenere una crescita sostenibile.

Inoltre, il Rapporto sottolinea la necessità di un’azione coordinata dell’UE per affrontare l’aumento dei costi abitativi, l’accesso alla sanità, all’istruzione e il rafforzamento delle protezioni sociali.

Infine, il Parlamento sollecita politiche trasparenti e responsabili, riforme strutturali e una migliore attuazione delle Raccomandazioni Specifiche per Paese, al fine di sostenere la stabilità economica ed affrontare i fattori a lungo termine della sostenibilità di bilancio, tra cui: la sostenibilità e la corretta erogazione dei sistemi pensionistici pubblici, i sistemi sanitari, i sistemi di assistenza a lungo termine, le sfide demografiche (quali l’invecchiamento della popolazione) e garantire la preparazione agli sviluppi negativi, compresi i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici.

 

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Nuovo gruppo d’interesse parlamentare per l’azione su disuguaglianze sanitarie, prevenzione e fattori di rischio

Vari rappresentanti della salute pubblica si sono riuniti per discutere su come mantenere l’attenzione sulla promozione della salute e sulla prevenzione delle malattie durante questo mandato dell’UE. È stato quindi ufficialmente lanciato il Gruppo di interesse sulle disuguaglianze sanitarie, la prevenzione e i fattori di rischio (Interest Group on Health Inequalities, Prevention, and Risk Factors). A questo incontro hanno partecipato membri del Parlamento europeo, rappresentanti degli Stati membri, compresa la Joint Action Prevent NCDs, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la società civile.

Perché nasce questo gruppo d’interesse

Durante l’incontro è stato sottolineato che le malattie non trasmissibili causano l’80% dei decessi nell’UE e assorbono fino al 10% del PIL speso per l’assistenza sanitaria. Ciononostante, solo il 3% dei bilanci sanitari è destinato alla prevenzione, anche se la prevenzione potrebbe ridurre l’onere fino al 70%. Le disuguaglianze sanitarie continuano a colpire le persone vulnerabili in tutta Europa. Queste differenze sono causate da diversi fattori come: il reddito, l’istruzione e l’accesso all’assistenza sanitaria. Di conseguenza, le malattie prevenibili colpiscono spesso i gruppi sociali più svantaggiati.

Inoltre, quattro industrie – alcol, combustibili fossili, alimenti e bevande lavorate e tabacco – sono alla base di quasi il 25% dei decessi nella regione europea dell’OMS, promuovendo prodotti nocivi che causano le malattie non trasmissibili, le malattie legate all’inquinamento e i rischi sul posto di lavoro. Queste industrie esercitano una forte influenza sulla ricerca scientifica e sulle politiche. La mancanza di forti regole sul conflitto di interessi blocca normative efficaci sulla salute pubblica, privilegiando il profitto rispetto al benessere.

Questo gruppo di interesse è determinato ad agire in modo chiaro e deciso, influenzando le diverse politiche che riguardano la salute. La leadership, supportata dal segretariato, lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri, le presidenze del Consiglio dell’UE, la Commissione europea, altri inter-gruppi e gruppi di interesse del Parlamento europeo e l’OMS.

L’obiettivo è quello di continuare a finanziare la salute, in particolare la prevenzione e i fattori di rischio e continuare a finanziare le ONG che si occupano di salute pubblica. Sono inoltre necessari impegni legislativi più forti per includere la salute in tutte le aree politiche. Infine, è necessario un migliore monitoraggio dei conflitti di interesse per fermare l’influenza indebita sulle politiche sanitarie.

 

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La Commissaria Lahbib interviene sugli aspetti di genere del portafoglio sanitario

Il 12 dicembre scorso, la Commissaria Lahbib ha tenuto un discorso riguardante gli aspetti di genere del portafoglio sanitario durante la settimana della parità di genere del Parlamento europeo sottolineando che rendendo le donne più visibili in tutti i settori, particolarmente nel campo della salute, che tocca ogni aspetto della nostra vita, possa avvantaggiare la società nel suo complesso.

Commissaria Lahbib e i suoi punti chiave

La Commissaria Lahbib suggerisce come si debba migliorare il modo in cui i dati vengono raccolti visto che, per tanto tempo, le differenze tra donne e uomini sono state trascurate nella ricerca medica. L’uguaglianza nella ricerca sanitaria è fondamentale le differenze biologiche influenzano le diagnosi, le risposte ai trattamenti e la guarigione.

Le donne hanno tassi più elevati di malattie come il cancro al seno, l’osteoporosi e i disturbi autoimmuni. Altre malattie, come il diabete, la depressione e le malattie cardiovascolari, colpiscono donne e uomini in modo diverso. Inoltre, i fattori socio-economici, l’istruzione e la violenza di genere hanno un impatto significativo sulla salute delle donne.

Il secondo punto riguarda l’integrazione del genere nelle politiche sanitarie. “I sistemi sanitari che ignorano il genere ignorano la realtà” ha detto la Commissaria. È necessario affrontare i bisogni di tutti: donne, uomini, bambini, anziani e minoranze tramite un approccio preciso e targetizzato. La condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri migliorerà l’assistenza sanitaria sia per le donne che per gli uomini. La sensibilità di genere è fondamentale per il Piano europeo per la lotta contro il cancro e per altre strategie sanitarie.

Infine, c’è bisogno di più donne negli studi clinici e di una maggiore rappresentanza nello sviluppo degli standard di sicurezza dell’industria. Molti prodotti sono ancora testati solo su corpi maschili, compresi i manichini per i crash test che sono progettati in base alle dimensioni medie del corpo maschile. Quando la salute delle donne viene trascurata, la società ne paga le conseguenze. L’UE perde quasi 290 miliardi di euro all’anno a causa della violenza contro le donne. Affrontare questi problemi va a vantaggio dell’intera società.

“L’uguaglianza di genere nella salute non è solo giusta, ma è essenziale per avere una società più sana” conclude la Commissaria Lahbib

 

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Il Parlamento Europeo difende i diritti delle donne contro le regressioni globali

Gli eurodeputati sollecitano l’UE a rafforzare il suo ruolo nella tutela dei diritti delle donne a fronte di un’ondata globale di regressioni.

Con una risoluzione approvata il 12 dicembre, il Parlamento Europeo richiama l’attenzione sulle crescenti minacce ai diritti delle donne, invitando l’Unione a diventare un esempio di protezione e promozione dell’uguaglianza di genere.

Difendere i diritti delle donne è una priorità europea

La risoluzione evidenzia come alcune conquiste ottenute nei decenni passati, come l’accesso all’aborto, alla contraccezione e la partecipazione delle donne alla vita pubblica, siano ora sotto attacco in diverse parti del mondo. Gli eurodeputati chiedono azioni concrete per combattere queste regressioni, come il rafforzamento delle politiche di parità di genere e il monitoraggio delle violazioni dei diritti umani legate al genere.

Inoltre, il Parlamento invita a destinare risorse adeguate ai programmi che promuovono l’uguaglianza e chiede agli Stati membri di rispettare e applicare la legislazione europea in materia di diritti delle donne.

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La sottocommissione per la sanità pubblica al Parlamento Europeo diventa commissione permanente

Lo scorso venerdì (13 dicembre 2024) rispondendo alle aspettative dei cittadini ed in conformità con le priorità del PE per la decima legislatura, i capigruppo politici del Parlamento europeo (tra cui il Presidente Metsola) hanno deciso di potenziare le sottocommissioni per la sicurezza e la difesa e per la sanità pubblica come commissioni permanenti a tutti gli effetti, nonché di creare una commissione speciale sullo scudo democratico e una sugli alloggi.

Parlamento europeo: commissioni e sottocommissioni riguardanti la sanità

Hanno proposto che:

  • la sottocommissione per la Sicurezza e la Difesa (subcommittee on Security and Defence) diventi la commissione permanente per la Sicurezza e la Difesa;
  • la sottocommissione per la Sanità pubblica (subcommittee on Public Health) diventi la commissione permanente per la Sanità pubblica;
  • venga istituita una commissione speciale sullo Scudo della democrazia europea (special committee on European Democracy Shield);
  • venga istituita una commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione Europea (special committee on Housing Crisis in the European Union);

Lo scorso mercoledì (18 dicembre 2024) i deputati hanno votato a Strasburgo le proposte stabilendo così che le commissioni permanenti saranno composte da 43 membri (ciascuna) mentre quelle speciali saranno composte da 33 membri (ciascuna) ed avranno un mandato di 12 mesi.

I membri delle due commissioni permanenti e delle due commissioni speciali saranno determinati da ciascun gruppo politico e dai deputati non iscritti. La composizione delle commissioni sarà annunciata durante la sessione plenaria del 20-23 gennaio 2025.

Le sottocommissioni per la sicurezza e la difesa e per la sanità pubblica cesseranno di esistere il primo giorno della sessione plenaria di gennaio e tutte e quattro le commissioni saranno formalmente istituite lo stesso giorno. I presidenti e i vicepresidenti di ciascuna commissione saranno eletti nelle rispettive riunioni costitutive.

 

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Invito a manifestare interesse per partecipare all’azione preparatoria 2030CATALYSTS

L’implementazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) rimane disomogenea nei territori europei e la necessità di strategie SDG coese e trasformative è pressante.

Tutte le regioni che si impegnano per un mondo più sostenibile, resiliente e inclusivo e che cercano di migliorare le proprie politiche SDG locali possono ora presentare domanda per partecipare al progetto “2030CATALYSTS: Implementation of the SDGs in the regions – from monitoring to action”. L’invito a presentare candidature è stato lanciato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (Joint Research Centre-JRC), dal Comitato Europeo delle Regioni (CdR) e sostenuto dal Parlamento europeo.

Gli obiettivi di 2030CATALYSTS

2030CATALYSTS mira a dotare tutte le regioni delle conoscenze e degli strumenti necessari per implementare gli SDG attraverso strategie basate sul luogo, localizzate in ogni contesto regionale. Così facendo, il progetto consentirà alle regioni di perfezionare il loro approccio al monitoraggio e al raggiungimento degli SDG intrecciandoli nei loro tessuti sociali unici.

Un massimo di 20 regioni avranno l’opportunità di partecipare a 2030CATALYSTS, impegnandosi attivamente nelle attività, come fornire set di dati, report e altre risorse pertinenti per il monitoraggio e l’implementazione degli SDG, nonché approfondimenti regionali sui loro progressi stessi. I candidati selezionati apriranno la strada a un ecosistema di collaborazione, in cui ogni regione contribuisce e trae vantaggio dalla conoscenza collettiva e dalle strategie basate sui dati.

Il progetto è sviluppato dal Centro comune di ricerca della Commissione europea e sostenuto dal Parlamento europeo.

Sarà possibile inviare la propria manifestazione di interesse per partecipare al progetto entro il 31 ottobre 2024.

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Il Servizio di ricerca parlamentare europeo pubblica la panoramica dell’SDG3

Il Servizio di ricerca parlamentare europeo (EPRS) ha pubblicato un rapporto completo sugli sforzi dell’UE per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3 – SDG3 “Il ruolo dell’UE nel promuovere salute e benessere per tutti”.

IL RAPPORTO SUL SDG3

Il documento fornisce una panoramica delle azioni dell’UE sulle principali sfide sanitarie, tra cui malattie trasmissibili e non trasmissibili, sicurezza stradale, controllo del tabacco e sforzi per costruire sistemi sanitari più resilienti, accessibili e inclusivi. Il report esplora anche come l’UE sta affrontando le sostanze chimiche pericolose, promuovendo la salute sul lavoro e supportando gli SDG correlati alla salute a livello globale, sottolineando anche i contributi del Parlamento europeo a queste iniziative.

Il rapporto evidenzia, inoltre, come la pandemia di COVID-19 e le crisi in corso hanno rallentato i progressi verso l’SDG3 portando molti dei suoi obiettivi, probabilmente, a non poter essere raggiunti entro il 2030. A tal proposito, nel 2023, l’OMS ha stimato che solo il 15% degli SDG relativi alla salute era sulla buona strada e meno di un terzo di essi avrebbe probabilmente raggiunto i propri obiettivi per il 2030. Inoltre, i progressi variano significativamente da una regione all’altra. Ad esempio, l’Africa subsahariana, nonostante i progressi compiuti negli ultimi due decenni, è in ritardo nel raggiungimento di molti obiettivi.

Ad ogni modo, a livello globale, sono stati compiuti notevoli passi avanti verso il raggiungimento dell’SDG3. Tra i risultati degni di nota vi sono la riduzione dei tassi di mortalità materna e infantile, ed i progressi nella lotta alle malattie infettive come l’HIV, la malaria e la tubercolosi. Anche la copertura delle vaccinazioni è migliorata, contribuendo alla diminuzione delle malattie prevenibili da vaccino, come gli sforzi per combattere le NCD che si sono intensificati, concentrandosi sulla prevenzione, la diagnosi precoce e il trattamento.

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JRC: Nuova azione preparatoria per l’innovazione a favore dei territori

Il Joint Research Centre (JRC) della Commissione ha annunciato una nuova azione preparatoria dell’UE sull’innovazione per le trasformazioni basate sul territorio, sostenuta dal Parlamento europeo e in corso dal 2024 al 2026.

L’azione di JRC per l’innovazione TERRITORIALE

L’azione sarà fondata sull’esperienza delle Partnership per l’innovazione regionale, guidata dall’ACTIONbook pubblicato dal JRC come risorsa completa per responsabilizzare gli stakeholder locali, regionali e nazionali in tutta l’UE sul benessere sociale e lo sviluppo resiliente al clima.

L’Azione si svolgerà e offrirà una combinazione di attività di sensibilizzazione, sviluppo delle capacità e sperimentazione a tutti i territori interessati degli Stati membri e dei Paesi associati dell’UE, facilitando un approccio innovativo trasformativo nei territori partecipanti.

La partecipazione sarà aperta ai territori interessati tramite una manifestazione d’interesse, il cui lancio è previsto per ottobre 2024 e che resterà aperta per circa 5 settimane.

 

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Parlamento UE: Assistenza sanitaria sessuale e diritto all’aborto

Il Parlamento europeo invita il Consiglio europeo attraverso una risoluzione ad avviare le procedure di revisione dei trattati per inserire nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e il diritto a un aborto sicuro e legale. I deputati chiedono:

  • che il diritto all’aborto sia riconosciuto come un diritto fondamentale;
  • che gli Stati membri depenalizzino completamente l’aborto;
  • lo stop ai finanziamenti dell’UE ai gruppi anti-scelta;
  • che la sessualità e l’educazione relazionale vengano messe a disposizione di tutti.

Con questa Risoluzione il Parlamento chiede di modificare l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE come segue: “Ogni persona ha diritto all’autonomia del corpo e all’accesso libero, informato, pieno e universale alla salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, come pure a tutti i servizi di assistenza sanitaria correlati, senza discriminazioni, compreso l’accesso a un aborto sicuro e legale.”

Oltre a ciò, con la Risoluzione il Parlamento europeo condanna fermamente il deterioramento che, in termini di tutela, sta interessando i diritti delle donne a livello globale e negli Stati membri UE, soprattutto dal punto di vista dei diritti alla salute sessuale e riproduttiva, ed esprime preoccupazione per l’aumento dei finanziamenti a favore di gruppi anti-genere e anti-scelta, invitando la Commissione a impedire che simili realtà ricevano finanziamenti europei.

Pertanto, il Parlamento europeo invita gli Stati membri e i governi locali ad assicurare l’accesso a tutti i servizi in materia di salute sessuale e riproduttiva aumentando la spesa e le sovvenzioni dirette per le strutture che si occupino di offrire assistenza in questo settore. Inoltre, viene chiesto di fornire ai medici ed agli operatori sanitari durante gli studi universitari una formazione obbligatoria sui metodi e le procedure di aborto. Infine, il Parlamento invita gli Stati membri a eliminare gli ostacoli giuridici, finanziari, sociali e pratici e le restrizioni all’aborto, ponendo particolare attenzione alle misure che possono colpire in modo sproporzionato le donne in condizioni di povertà, le donne razzializzate e coloro che facciano parte di famiglie monoparentali.

La modifica della Carta dei diritti fondamentali dell’UE per includere l’aborto richiederebbe un accordo unanime da parte di tutti gli Stati membri.

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