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CdR: Il programma Global Gateway dell’UE deve coinvolgere le regioni e le città

Il Comitato europeo delle regioni – CdR chiede un maggiore coinvolgimento degli enti locali e regionali nella strategia Global Gateway dell’UE, ponendo l’accento su investimenti sostenibili e su misura e su una governance democratica più forte. Il CdR esorta a integrare le regioni e le città in tutte le fasi dei progetti per garantire un maggiore impatto e una maggiore responsabilità.

Strategia di investimento Global Gateway

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha chiesto che la strategia di investimento Global Gateway dell’UE sia localizzata per aumentarne l’efficacia. Il CdR ha esortato l’Unione Europea a rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali nei suoi partenariati internazionali, garantendo che gli investimenti siano sostenibili, adeguati alle esigenze locali e a sostegno della governance democratica.

Il CdR ha sottolineato l’importanza dei partenariati di cooperazione decentrata, che offrono all’UE un’opportunità unica per realizzare investimenti che rispondano alle specificità territoriali e alle esigenze locali. Chiede una maggiore integrazione delle regioni e delle città nella progettazione, nell’attuazione e nel monitoraggio dei progetti Global Gateway, descrivendo tale impegno come essenziale per il successo. Questi partenariati locali sono considerati fondamentali per rafforzare la responsabilità democratica, la resilienza istituzionale e promuovere lo sviluppo dal basso.

Jaume Duch Guillot, ministro del governo catalano per l’Unione europea e l’azione esterna, ha sottolineato l’importanza strategica dei governi locali. Ha sostenuto che l’azione esterna dell’UE dovrebbe essere più vicina ai territori locali, considerando la cooperazione decentrata non come un optional, ma come uno strumento fondamentale. Duch Guillot ha anche sottolineato che, affinché l’iniziativa Global Gateway abbia successo, deve andare oltre gli investimenti infrastrutturali per rafforzare la governance democratica e costruire partenariati basati sulla fiducia.

È stato inoltre suggerito di aggiungere l’edilizia abitativa all’elenco delle priorità del Global Gateway, accanto ai trasporti, alla sanità, all’istruzione, all’energia, al clima e alla digitalizzazione. Il CdR sostiene inoltre un sostegno mirato agli enti locali, sotto forma di formazione, coordinamento, assistenza tecnica e tutoraggio tra pari, per aiutarli a diventare attori chiave nella definizione e nell’attuazione delle strategie di sviluppo internazionale.

 

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Horizon Europe Cluster Health Brokerage Event e infoday 2026

Dal 26 al 30 gennaio 2026 la Commissione europea organizza una serie di eventi brokerage in attesa dell’infoday del 10 febbraio dell’Horizon Europe Cluster 1 Salute. L’obiettivo degli eventi è quello di offrire ai potenziali candidati più tempo per entrare in contatto con partner e preparare proposte efficaci. La deadline per questo evento organizzato dai Punti di Contatto Nazionali del Cluster 1 è fissata per il 21 gennaio 2026.

EVENTO BROKERAGE e INFODAY CLUSTER 1 – SALUTE

Il brokerage event dedicato al Cluster 1 organizzato dalla rete Health-NCP-Net 3.0 (HNN 3.0) si terrà online dal 26 al 30 gennaio. I Brokerage event sono un’importante opportunità di networking e rappresentano un’ottima occasione per incontrare, discutere e condividere idee progettuali e gettare le basi per possibili consorzi in fase di proposta.

Per il Cluster 1 Salute, l’infoday si terrà il  10 febbraio online. Durante l’evento, i relatori della Commissione europea forniranno approfondimenti dettagliati sui vari topic del Cluster, sulla valutazione e sui processi di assegnazione dei bandi. I partecipanti avranno l’opportunità di porre domande sui nuovi sviluppi e imparare come redigere proposte di successo.

 

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Commissione: priorità per rafforzare la competitività dell’UE nel pacchetto autunnale del semestre europeo 2026

Il pacchetto autunnale 2026 del semestre europeo della Commissione europea stabilisce le priorità per stimolare la competitività, rafforzare la sostenibilità fiscale, affrontare le sfide strutturali e migliorare la produttività, l’innovazione, le competenze e gli investimenti, anche in salute, in tutta l’UE. Valuta, inoltre, la conformità fiscale degli Stati membri, formula raccomandazioni per l’area dell’euro, esamina gli squilibri macroeconomici ed evidenzia la carenza di manodopera e di competenze attraverso la relazione congiunta sull’occupazione e le relative relazioni di sorveglianza.

Il pacchetto autunnale 2026

La Commissione europea ha adottato il pacchetto autunnale del semestre europeo 2026, che delinea le priorità in materia di politica economica e occupazionale volte a rafforzare la competitività dell’UE in un contesto geopolitico difficile. Il pacchetto autunnale avvia il ciclo del semestre 2026, che sarà caratterizzato da strumenti analitici migliorati, un dialogo rafforzato tra gli Stati membri e gli stakeholder e una maggiore attenzione all’attuazione (sono state pubblicate anche un serie di domande e risposte in merito al pacchetto).

Il pacchetto si basa sulle previsioni economiche dell’autunno 2025, che riflettono un’economia dell’UE resiliente, sostenuta dalla domanda interna, dagli investimenti, da un mercato del lavoro solido e da un rallentamento dell’inflazione. Ciononostante, l’Europa continua ad affrontare sfide strutturali quali la bassa produttività, le pressioni demografiche e l’aumento della domanda di finanze pubbliche legate alla difesa e alla doppia transizione verde e digitale.

Un elemento centrale del semestre è una nuova raccomandazione a livello UE sul capitale umano, che sottolinea l’urgente necessità di aumentare la produttività, sviluppare le competenze e preparare i mercati del lavoro alle esigenze future, comprese: la transizione verde, l’economia circolare e la decarbonizzazione industriale, la salute e le biotecnologie.

La Commissione ha inoltre valutato la conformità degli Stati membri al quadro di bilancio dell’UE, concentrandosi sulla crescita della spesa netta. Dodici progetti di piani di bilancio per il 2026 nell’area dell’euro sono stati ritenuti conformi, mentre diversi altri sono stati giudicati a rischio di non conformità. Per nove Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, il processo rimane in sospeso in attesa dei dati relativi al 2025.

La raccomandazione per il 2026 relativa all’area dell’euro invita a salvaguardare la sostenibilità di bilancio, affrontare i punti critici nel settore della difesa, completare i piani di ripresa e resilienza entro agosto 2026, rafforzare i mercati del lavoro, migliorare l’innovazione e l’efficienza del mercato unico e promuovere un’Unione del risparmio e degli investimenti.

Il pacchetto autunnale comprende anche la relazione sul meccanismo di allerta, che invita a effettuare revisioni approfondite per sette Stati membri che presentano squilibri macroeconomici persistenti. La nuova relazione macroeconomica europea analizza le vulnerabilità dell’UE, le sfide in materia di produttività e le opportunità per rafforzare la competitività, compresi mercati dei capitali più profondi e una maggiore capacità industriale. Inoltre, le relazioni di sorveglianza post-programma confermano il mantenimento della capacità di servizio del debito in cinque Stati membri precedentemente assistiti, mentre la relazione congiunta sull’occupazione proposta evidenzia la persistente carenza di manodopera e di competenze e individua nove Stati membri che necessitano di un’analisi più approfondita della convergenza sociale.

 

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Osservatorio europeo: esiti webinar sui profili dei paesi e relazione di sintesi 2025 – stato di salute nell’UE

La Commissione europea ha organizzato questo webinar il 11 dicembre 2025, in collaborazione con l’OCSE e l’Osservatorio europeo sui sistemi sanitari. Il webinar, è stato aperto da Sandra Gallina (Direttrice generale, Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare, Commissione europea).

Ha seguito una presentazione congiunta dei profili sanitari dei paesi da parte di Stefano Scarpetta (Direttore per l’occupazione, il lavoro e gli affari sociali presso l’OCSE) e Ewout Van Ginneken (Direttore dell’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie). Marco Marsella (Direttore per il digitale, EU4Health e la modernizzazione dei sistemi sanitari presso la Commissione europea) ha condiviso le osservazioni principali sulla relazione di sintesi, seguita da una sessione di domande e risposte.

La pubblicazione di questi documenti fa parte del ciclo “Stato di salute nell’UE”, un progetto congiunto della Commissione europea, dell’OCSE e dell’Osservatorio europeo. I profili sanitari dei paesi, presentati durante il webinar, coprono gli ultimi sviluppi nelle tendenze sanitarie e nei sistemi sanitari di tutti i paesi dell’UE, oltre che dell’Islanda e della Norvegia. Riflettono le sfide specifiche che i paesi devono affrontare e forniscono un’analisi dell’efficacia, dell’accessibilità e della resilienza del sistema sanitario di ciascun paese, con particolare attenzione ai prodotti farmaceutici. Una relazione di sintesi richiama l’attenzione su alcuni punti chiave tratti dai profili.

Il ciclo “Lo stato della salute nell’UE” è stato avviato dalla Commissione europea nel 2016 ed è finanziato dal programma EU4Health. L’obiettivo è quello di raccogliere dati aggiornati e analisi approfondite sui sistemi sanitari in relazioni concise e di rendere le informazioni sui sistemi sanitari facilmente accessibili agli stakeholder.

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Evento OMS, OMPI e OMC: Simposio sulla resistenza agli antimicrobici, l’innovazione e l’accesso

L’OMS, l’OMPI e l’OMC terranno l’11 dicembre 2025 il 12° Simposio tecnico di cooperazione trilaterale sulla resistenza agli antimicrobici per esaminare il panorama dell’AMR, le lacune in materia di innovazione e accesso, gli strumenti giuridici e commerciali pertinenti e le sfide relative all’approvvigionamento, con un discorso di apertura dei tre direttori generali. L’AMR rimane una grave minaccia globale che richiede un approccio coordinato e multidisciplinare; l’evento pubblico ibrido si terrà a Ginevra e online dalle 10:00 alle 16:30. Le iscrizioni chiudono oggi 9 dicembre 2025.

Il 12° Simposio tecnico di cooperazione trilaterale

Il 12° Simposio esplorerà il panorama dell’AMR e il suo impatto sulla salute e sul piano socioeconomico; le sfide e le opportunità nel colmare le lacune in materia di innovazione antimicrobica e accesso; come gli strumenti giuridici e politici, compresi la proprietà intellettuale e altri incentivi, possano sostenere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’accesso equo; e come le regole commerciali e le dinamiche di mercato possano affrontare le carenze e rafforzare la produzione e le catene di approvvigionamento. I direttori generali delle tre organizzazioni apriranno il Simposio, seguito da tre sessioni tecniche che tratteranno di sanità pubblica, proprietà intellettuale e commercio.

L’AMR è una grave minaccia globale, che ha causato 1,14 milioni di decessi nel 2021 e che è in aumento in tutto il mondo, soprattutto nei paesi a basso reddito. Essa comporta rischi economici significativi, con potenziali perdite del PIL globale fino al 3,8% entro il 2050. Affrontare l’AMR richiede un approccio multidisciplinare che sostenga l’innovazione attraverso un sistema equilibrato di proprietà intellettuale, garantisca un accesso equo a livello globale, promuova il commercio aperto affrontando al contempo la sicurezza sanitaria e rafforzi le catene di approvvigionamento sostenibili.

Il simposio si svolgerà dalle 10:00 alle 16:30 (CET) in formato ibrido presso il Centre de Conférence de Varembé dell’OMPI, a Ginevra. L’evento è pubblico, si terrà in inglese e seguirà un programma dettagliato. Le iscrizioni chiudono il 9 dicembre 2025.

 

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lotta contro il cancro

Policy paper ECO: Cancer survivor e qualità di vita in Europa

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita sono diventate centrali nel Piano europeo di lotta contro il cancro, ma i progressi rimangono disomogenei, con molti pazienti che continuano ad affrontare cure frammentarie, lacune psicosociali e barriere socioeconomiche nonostante gli importanti impegni a livello dell’UE.

L’ultimo policy paper dell’European Cancer Organisation (ECO) esamina i risultati raggiunti, le carenze persistenti e le priorità future in materia di politiche, ricerca e assistenza sanitaria, gettando le basi per una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e la qualità della vita (European Cancer Survivorship and Quality-of-Life Charter) volta a garantire un sostegno equo e sostenibile a tutte le persone colpite dal cancro.

Il policy paper di ECO

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita rappresentano una sfida importante per i sistemi sanitari e la resilienza sociale dell’Europa. I progressi nell’innovazione medica hanno trasformato il cancro da una malattia uniformemente fatale a una malattia con cui milioni di europei convivono o sopravvivono a lungo termine. Questo progresso, tuttavia, comporta una nuova responsabilità: garantire che i malati di cancro, i sopravvissuti e coloro che assistono possano vivere bene – fisicamente, mentalmente, socialmente ed economicamente – durante e dopo il trattamento.

Questo policy paper esamina in che misura l’Europa abbia rispettato gli impegni politici assunti dal 2021 attraverso il piano europeo di lotta contro il cancro e la missione dell’UE contro il cancro. Analizza i progressi compiuti in materia di politiche, ricerca e prestazione di cure e mette in evidenza le lacune che continuano a limitare il sostegno equo alle persone colpite dal cancro. Il policy paper si basa su dati concreti, analisi di esperti e contributi delle società membri dell’Organizzazione europea contro il cancro, delle reti tematiche specializzate e delle comunità di pazienti. Offre sia una rassegna dei risultati raggiunti sia un invito a rinnovare l’impegno.

La sopravvivenza e la qualità della vita hanno acquisito visibilità nella politica dell’UE, ma l’attuazione rimane disomogenea, lenta e sottovalutata nella pratica. Esistono molti quadri normativi, ma la loro applicazione è incoerente e permangono disparità tra gli Stati membri. Troppi cittadini europei che convivono con il cancro o lo hanno superato continuano a ricevere cure frammentarie, un follow-up a lungo termine inadeguato, servizi di assistenza psicosociale o di supporto limitati e hanno esigenze insoddisfatte in settori quali la salute mentale, il reinserimento lavorativo e la protezione finanziaria. Sebbene siano state mobilitate risorse, la realtà sul campo spesso non riflette le ambizioni politiche.

Il documento esamina inoltre gli sviluppi registrati da quando la sopravvivenza e la qualità della vita sono state riconosciute per la prima volta nelle politiche dell’UE nel 2007-2008. Solo a partire dal 2019, con il lancio della Missione contro il cancro e successivamente del Piano europeo di lotta contro il cancro, la sopravvivenza ha ottenuto un’attenzione politica costante. La Missione contro il cancro sottolinea l’importanza di consentire alle persone non solo di vivere più a lungo dopo il cancro, ma anche di vivere meglio, promuovendo programmi di ricerca che affrontino gli effetti a lungo termine, le complicanze tardive, gli impatti psicosociali e lo stigma.

Il policy paper valuta, inoltre, in che misura gli Stati membri abbiano adottato o allineato le priorità a livello dell’UE. Poiché l’organizzazione dell’assistenza sanitaria rimane una competenza nazionale, le disparità in Europa sono notevoli. Una minoranza di paesi dispone di bilanci dedicati o di strutture formalizzate per l’assistenza ai sopravvissuti. Molti pazienti devono affrontare transizioni mal coordinate tra oncologia e assistenza primaria, accesso limitato alla riabilitazione o alla psico-oncologia e mancanza di piani personalizzati di assistenza a lungo termine per i sopravvissuti. Queste lacune dimostrano che senza un impegno a livello nazionale, le ambizioni dell’UE da sole non possono garantire progressi.

Infine, il policy paper delinea ciò che il prossimo capitolo della politica sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita deve affrontare. Ciò include il rafforzamento dell’assistenza incentrata sul paziente, il miglioramento dell’assistenza primaria e di supporto, l’affrontare gli effetti e i sintomi a lungo termine – fisici, psicosociali e socioeconomici – e garantire che la sopravvivenza diventi una priorità clinica e politica riconosciuta oltre il 2027.

Le intuizioni e le raccomandazioni costituiranno la base di una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e sulla qualità della vita, che sarà lanciata nel 2026. Questa Carta fornirà una visione condivisa per integrare la sopravvivenza e la qualità della vita come pilastri essenziali della politica sul cancro in tutta Europa e unirà politici, medici, ricercatori e sostenitori nell’obiettivo di garantire che ogni persona affetta da cancro possa accedere a cure eque e sostenibili, ovunque viva.

 

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Rapporto OMS: Intelligenza Artificiale nella salute e nell’etica

L’intelligenza artificiale (IA) sta già migliorando l’individuazione delle malattie e l’assistenza ai pazienti nella regione europea dell’OMS, ma definire chi è responsabile quando l’intelligenza artificiale causa danni rimane una sfida importante.

Questo rapporto dell’OMS/Europa evidenzia l’adozione disomogenea dell’intelligenza artificiale, le lacune giuridiche e le preoccupazioni in materia di sicurezza, equità e privacy, sollecitando una governance più forte e garanzie etiche per assicurare che l’IA vada a beneficio di tutti.

Il Rapporto OMS: Artificial intelligence is reshaping health systems

Il Rapporto OMS “L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i sistemi sanitari” (Artificial intelligence is reshaping health systems) suggerisce come questa stia già supportando l’individuazione delle malattie, riducendo gli oneri amministrativi e consentendo nuove forme di comunicazione tra operatori sanitari e pazienti in tutta la regione europea dell’OMS. Tuttavia, rimane la questione importante dell’individuare il responsabile quando l’IA potrebbe causare dei danni.

Questo rapporto dell’OMS/Europa avverte che la rapida espansione dell’IA si sta svolgendo senza le protezioni legali necessarie per garantire la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori. Basato sulle risposte di 50 dei 53 Stati membri della regione, il rapporto offre il primo quadro regionale completo dell’adozione e della regolamentazione dell’IA.

Secondo il dottor Hans Henri P. Kluge (Direttore regionale dell’OMS per l’Europa), l’IA è ormai una realtà per milioni di persone, ma senza strategie efficaci, garanzie di privacy e investimenti nelle competenze, le disuguaglianze potrebbero accentuarsi. La maggior parte dei paesi riconosce il potenziale dell’IA nella diagnostica, nella sorveglianza e nell’assistenza personalizzata, ma i progressi rimangono disomogenei: solo 4 paesi (8%) hanno una strategia dedicata all’IA per la salute e altri 7 (14%) ne stanno sviluppando una. La dottoressa Natasha Azzopardi-Muscat (Direttrice dei sistemi sanitari, OMS/Europa.) osserva che le società si trovano a un bivio in cui l’IA può rafforzare i sistemi sanitari o minare la sicurezza, la privacy e l’equità.

Alcuni Stati membri stanno adottando misure preventive. Tuttavia, la regolamentazione fatica a tenere il passo. L’incertezza giuridica è citata dall’86% dei paesi come il principale ostacolo all’adozione, seguita dai vincoli finanziari (78%). Meno di 1 paese su 10 (8%) dispone di norme di responsabilità che definiscono le responsabilità in caso di malfunzionamento dell’IA. Senza chiari meccanismi di responsabilità e di ricorso, sia i medici che i pazienti sono esposti a rischi.

Nonostante queste lacune, l’IA è già ampiamente utilizzata: il 64% dei paesi impiega la diagnostica assistita dall’IA, in particolare nell’imaging; la metà utilizza chatbot basati sull’IA; e 26 paesi hanno identificato aree prioritarie per l’IA, anche se solo un quarto ha stanziato fondi. Migliorare l’assistenza ai pazienti (98%), alleggerire la pressione sulla forza lavoro (92%) e aumentare l’efficienza del sistema (90%) sono le motivazioni più frequentemente citate per l’adozione dell’IA.

Per il pubblico, tre sono le preoccupazioni principali: sicurezza, equità e privacy. L’IA dipende dai dati, e dati distorti o incompleti possono portare a diagnosi errate o a cure diseguali. L’OMS esorta i paesi ad allineare le strategie di IA agli obiettivi di salute pubblica, rafforzare le protezioni legali ed etiche, investire in una forza lavoro preparata all’IA, coinvolgere il pubblico in modo trasparente e migliorare la governance transfrontaliera dei dati. Come conclude il dottor Kluge, le promesse dell’IA potranno essere realizzate solo se le persone rimarranno al centro di ogni decisione.

Il rapporto evidenzia le sfide odierne: metà del mondo non dispone di una copertura sanitaria essenziale, due miliardi di persone rischiano l’impoverimento a causa dei costi dell’assistenza sanitaria e si prevede che entro il 2030 ci sarà una carenza di fino a 11 milioni di operatori sanitari. Mentre l’IA diagnostica le malattie e mette in contatto i pazienti con i servizi in tutta la regione, la governance è in ritardo.

Una governance orientata al valore consentirebbe all’IA di migliorare l’equità, l’accuratezza e i risultati. I leader sono invitati a governare l’IA con determinazione, investire nelle persone, costruire ecosistemi di dati affidabili e collaborare oltre i confini nazionali.

 

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Budget EU 2026: accolte le richieste del Parlamento UE su ricerca e salute

I deputati europei hanno raggiunto un accordo provvisorio sul budget dell’UE per il 2026 che ripristina fondi tagliati e potenzia i programmi chiave, tra cui Horizon Europe, le reti di trasporto e di energia, l’agricoltura, la protezione civile e gli aiuti umanitari. L’accordo aumenta gli impegni a 192,8 miliardi di euro e garantisce un sostegno aggiuntivo alla competitività, alla sicurezza, ai giovani e alle regioni limitrofe vulnerabili senza ridurre i programmi faro.

Il budget dell’UE per il 2026

Il budget dell’UE per il 2026, vedrà l’aumento di fondi aggiuntivi per Horizon Europe, le infrastrutture strategiche di trasporto ed energia, la protezione civile e l’agricoltura. I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio prima della scadenza della conciliazione. Il livello complessivo degli stanziamenti d’impegno per il 2026 è fissato a 192,8 miliardi di euro, mentre gli stanziamenti di pagamento ammontano a 190,1 miliardi di euro. L’accordo ripristina 1,3 miliardi di euro tagliati dai governi dell’UE, riportando gli impegni alla proposta originale della Commissione.

In merito al budget, il Parlamento ha negoziato un aumento di 372,7 milioni di euro rispetto al progetto della Commissione, concentrandosi sui programmi a sostegno dei cittadini, della competitività e della sicurezza. I deputati hanno ottenuto un aumento di 20 milioni di euro per Horizon Europe e di 23,5 milioni di euro per le reti di trasporto ed energia al fine di stimolare l’innovazione, l’occupazione e le infrastrutture transfrontaliere. Erasmus+ riceve 3 milioni di euro in più.

Il budget per il settore ambientale vede il programma LIFE ottenere 10 milioni di euro, mentre EU4Health riceverà 3 milioni di euro in più. Per rafforzare le opportunità degli agricoltori i finanziamenti per la promozione dei prodotti agricoli dell’UE nell’ambito del FEAGA aumentano di 105 milioni di euro, grazie a entrate superiori alle previsioni.

Per rafforzare la resilienza, i deputati hanno aggiunto 10 milioni di euro per il meccanismo di protezione civile e RescEU e altri 10 milioni di euro per la mobilità militare. La gestione delle frontiere è rafforzata con altri 10 milioni di euro. In risposta all’instabilità geopolitica, il Parlamento ha assicurato 35 milioni di euro in più per il vicinato meridionale, 25 milioni di euro per il vicinato orientale e 35 milioni di euro in aiuti umanitari supplementari.

Nonostante l’aumento di 4,2 miliardi di euro dei costi di finanziamento per NextGenerationEU nel 2026, il Parlamento ha garantito che programmi faro come Erasmus+ e EU4Health non subiranno riduzioni. I negoziatori hanno sottolineato che l’accordo rafforza la sicurezza, la competitività, i sistemi alimentari e le opportunità per i giovani, pur rimanendo in linea con le priorità dei cittadini. Una volta adottato formalmente dal Consiglio, l’accordo sarà esaminato dalla commissione per il budget e sottoposto al voto dell’Assemblea plenaria prima di diventare legge.

 

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Horizon Europe: aggiornati i draft sul work programme 2026/2027

Il work programme Horizon Europe 2026-2027 per le missioni dell’UE definisce la strategia, i bandi e le azioni per accelerare l’impatto delle cinque missioni su clima, salute, oceani, città e suolo, passando dalla sperimentazione alla dimostrazione e al pieno dispiegamento. Il draft del work programme evidenzia il ruolo centrale della collaborazione multilivello, dell’innovazione e del coinvolgimento dei territori per scalare soluzioni concrete e raggiungere risultati misurabili entro il 2030.

Il work programme Horizon Europe 2026-2027 per le missioni dell’UE

Questo work programme delinea la direzione strategica, gli inviti a presentare proposte e le azioni previste che guideranno le cinque missioni istituite nell’ambito di Horizon Europe: Adattamento ai cambiamenti climatici, Cancro, Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque, 100 città climaticamente neutre e intelligenti entro il 2030 e Un patto per il suolo in Europa. Queste missioni sono state lanciate formalmente nel 2021 per mobilitare la ricerca e l’innovazione attorno ad alcune delle sfide sociali più urgenti dell’UE e per ottenere un impatto misurabile entro il 2030.

Il programma sottolinea che le missioni sono strumenti sistemici: interdisciplinari, intersettoriali e dipendenti dall’ampia partecipazione delle regioni, delle autorità locali, degli organismi di ricerca, dell’industria, degli investitori e della società civile. Il progetto di programma di lavoro identifica la trasformazione sociale, il coinvolgimento dei cittadini e la governance multilivello come elementi essenziali per il successo delle missioni.

Nel periodo 2026-2027, le cinque missioni passeranno dalla fase iniziale di implementazione a quella di ampliamento, replica e dimostrazione. Questo periodo consoliderà le piattaforme avviate nel periodo 2021-2025, accelerando al contempo la dimostrazione su larga scala e l’adozione di soluzioni collaudate, in particolare a livello regionale e locale.

  • Una parte significativa dei finanziamenti continua a essere destinata all’adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto alla luce della valutazione europea dei rischi climatici (2024), che ha evidenziato l’urgenza di gestire gli impatti climatici. Le azioni comprendono la creazione di centri nazionali di adattamento, l’allineamento della gestione dei rischi di catastrofi con l’adattamento, la standardizzazione dei servizi climatici e la dimostrazione di soluzioni di adattamento in tutta Europa. Le autorità regionali e locali rimangono i principali beneficiari.
  • La missione sul cancro si concentra sulla ricerca traslazionale, sull’accesso equo, sul miglioramento della qualità della vita e sullo sviluppo di strumenti all’avanguardia. Gli inviti comprendono la diagnosi precoce basata sul microbioma, sperimentazioni cliniche pragmatiche, migliori cure palliative, un migliore sostegno alla salute mentale dei giovani sopravvissuti e lo sviluppo di capacità.
  • La missione “Restore our Ocean and Waters” finanzierà progetti dimostrativi su larga scala relativi al ripristino degli habitat marini, alla riduzione dell’inquinamento acquatico, alla cogestione della pesca, ai siti di sperimentazione delle tecnologie oceaniche, all’implementazione regionale del Digital Twin Ocean e alla resilienza climatica delle zone costiere.
  • La missione “Città climaticamente neutre e intelligenti” continua a sostenere le città nel raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni nette entro il 2030, attraverso azioni innovative in materia di trasporti sostenibili, transizione del riscaldamento, micro-reti, città a idrogeno, logistica circolare e approvvigionamento di soluzioni climaticamente neutre.
  • Il Soil Deal for Europe si concentra sulla creazione e il sostegno di laboratori viventi e fari in tutta Europa, sul monitoraggio della salute del suolo, sul progresso della scienza del microbioma del suolo, sulla promozione dell’innovazione aperta in Ucraina e sulla dimostrazione di soluzioni che aumentano la resilienza del suolo e la sicurezza alimentare.

Infine, il work programme pone l’accento su bandi congiunti tra le missioni, piattaforme condivise, strumenti di appalto e sinergie con altre iniziative dell’UE, in particolare gli strumenti del Consiglio europeo per l’innovazione, il New European Bauhaus, i meccanismi di protezione civile e le principali strategie normative dell’UE.

 

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Horizon Europe Info days – I bandi Widening del WIDERA Work Programme

Il 22 gennaio 2026 la Commissione europea terrà online una giornata informativa per presentare i temi dei bandi Widening del programma di lavoro WIDERA 2026-2027 (Destination “Improved access to Excellence”).

I bandi Widening

I relatori della Commissione europea presenteranno le nuove tematiche dei bandi Widening che comprendono strumenti consolidati e nuovi, offrendo opportunità a diversi tipi di organizzazioni, ad esempio università, organismi di ricerca, organismi di finanziamento della ricerca, infrastrutture di ricerca, società scientifiche, organizzazioni della società civile, organizzazioni di ricercatori, start-up tecnologiche, parchi scientifici, centri di innovazione e autorità regionali, nazionali e cittadine.

 

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