L’accesso alle cure per la salute mentale è una sfida sempre più urgente in tutta la Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
L’aumento dei bisogni di assistenza psichiatrica si accompagna infatti a tempi di attesa elevati, carenze di personale sanitario e disuguaglianze nell’accesso ai servizi, con un impatto particolarmente rilevante sulle persone a basso reddito e sui bambini e adolescenti.
Per supportare i Paesi nel rafforzare un accesso equo e sostenibile alle cure, l’OMS Europa ha pubblicato quattro nuovi brief che analizzano il ruolo delle riforme di finanziamento sanitario nel superare le principali barriere economiche e organizzative.
I documenti si basano sulle esperienze di Cechia, Estonia, Finlandia e Irlanda e, pur concentrandosi su contesti nazionali specifici, offrono indicazioni trasferibili ad altri sistemi sanitari europei. Le analisi sono accompagnate da dati comparativi sulla protezione finanziaria, disponibili sulla piattaforma UHC Watch, che monitora i progressi verso l’accesso universale alle cure in Europa e Asia centrale.
Accesso alle cure per la salute mentale: lezioni condivise dai Paesi europei
Nonostante le differenze istituzionali e di contesto, i quattro Paesi evidenziano alcune lezioni comuni.
Una visione chiara del modello di erogazione dei servizi, sostenuta da finanziamenti stabili e investimenti iniziali in infrastrutture e capacità organizzativa, è essenziale per avviare e ampliare le riforme.
Una governance solida consente di garantire continuità alle politiche e un’adeguata allocazione delle risorse nel lungo periodo.
Il rafforzamento dell’assistenza primaria e dei servizi di salute mentale di comunità emerge come uno strumento chiave per ridurre le liste d’attesa, favorire l’intervento precoce e migliorare la continuità delle cure.
Particolare attenzione è rivolta alla riduzione degli oneri economici a carico dei cittadini, in particolare dei co-pagamenti, attraverso esenzioni automatiche per le fasce di reddito più basse o l’introduzione di tetti di spesa commisurati al reddito, con l’obiettivo di limitare l’esborso diretto e prevenire la rinuncia alle cure.
Le esperienze nazionali mostrano anche l’importanza di allineare i meccanismi di remunerazione dei fornitori agli obiettivi di riforma, rafforzare la leadership clinica, migliorare il coordinamento tra sanità e servizi sociali e utilizzare strumenti digitali in modo attento, tenendo conto di qualità, sicurezza ed equità.
Nel dettaglio, la Cechia ha utilizzato fondi dell’Unione europea per sviluppare centri di salute mentale di comunità, migliorando l’assistenza alle persone con disturbi mentali gravi e riducendo i ricoveri ospedalieri; l’Estonia ha ampliato il ruolo dell’assistenza primaria attraverso riforme di finanziamento, consulti elettronici e servizi multidisciplinari; la Finlandia ha introdotto garanzie sui tempi di attesa e una strategia nazionale per migliorare l’accesso dei bambini e adolescenti alle cure; l’Irlanda ha rafforzato l’accesso per le persone a basso reddito tramite un programma nazionale di counselling in assistenza primaria, con effetti positivi documentati sulla salute mentale e sulla prevenzione del suicidio.
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