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Sanità pubblica: aperti bandi UE per nuovi laboratori riferimento

La Commissione Europea ha ufficialmente aperto i bandi per l’istituzione di nuovi Laboratori di Riferimento dell’Unione Europea (EURL) nel settore della sanità pubblica. Questa iniziativa, prevista dal Regolamento 2022/2371 relativo alle gravi minacce transfrontaliere alla salute, punta a creare una rete di eccellenza per supportare i laboratori nazionali e uniformare i metodi di test, notifica e segnalazione delle malattie.

Questo percorso di potenziamento della sicurezza sanitaria europea ha radici profonde: il primo round di candidature è stato infatti lanciato nel 2023, seguito da una seconda fase nel 2024 e da una terza tornata di bandi pubblicata nel 2025.

I quattro nuovi settori d’intervento

Per il 2026, sulla base dei pareri tecnici dell’ECDC, sono stati aperti i bandi per la creazione di EURL in quattro aree specifiche:

I laboratori selezionati avranno il compito di promuovere le buone pratiche e l’allineamento tra gli Stati membri su base volontaria, garantendo una risposta coordinata e scientificamente robusta a livello europeo.

Scadenze e modalità di partecipazione

Le istituzioni e i laboratori interessati (esperti in microbiologia e sanità pubblica) possono presentare la propria candidatura entro il 19 agosto 2026 (ore 12:00 CEST).

È inoltre previsto un webinar informativo il prossimo 29 aprile 2026 (dalle 15:00 alle 16:30 CEST) dedicato ai candidati per illustrare i termini del bando e rispondere ai quesiti tecnici. La Commissione aggiornerà costantemente un Guidance document con le domande e risposte (Q&A) per supportare i richiedenti nella preparazione della domanda.

Questa terza tornata di bandi conferma l’impegno dell’UE nel rafforzare la sicurezza sanitaria e la capacità di risposta rapida della sanità pubblica attraverso una diagnostica sempre più armonizzata e all’avanguardia.

 

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Salute Globale

Sperimentazioni cliniche: EMA pubblica nuove linee guida sulle emergenze

L’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) ha pubblicato una bozza di documento guida dedicata alla conduzione delle sperimentazioni cliniche durante le emergenze di sanità pubblica (PHE). Le nuove raccomandazioni, ora aperte alla consultazione degli stakeholder, mirano a semplificare l’autorizzazione di nuovi trial e le modifiche a quelli in corso per generare prove cliniche tempestive e robuste.

Si tratta della prima guida sulle emergenze di sanità pubblica a riflettere l’attuale quadro legislativo dell’UE e le linee guida dell’ICH sviluppate dopo la pandemia di COVID-19.

Punti chiave della proposta

Il documento propone meccanismi regolatori per accelerare i processi decisionali, garantendo al contempo la sicurezza dei partecipanti e la qualità scientifica dei dati:

  • Approccio armonizzato: procedure coordinate per avviare o adattare le sperimentazioni cliniche in modo efficiente durante una crisi.
  • Supporto scientifico: gli sponsor sono incoraggiati a richiedere la consulenza della Emergency Task Force (ETF) dell’EMA per assicurare trial ben progettati e capaci di fornire dati significativi.
  • Flessibilità operativa: la guida include indicazioni per il trasferimento dei partecipanti tra i siti di sperimentazione e l’adozione di procedure adattate per rispondere alle sfide specifiche poste dalle emergenze.
Il ruolo di ACT EU e dell’ETF

L’iniziativa ACT EU sta lavorando su diversi aspetti della gestione delle emergenze, inclusa la semplificazione dei pacchetti per le domande di sperimentazione e la collaborazione tra il nuovo Gruppo consultivo etico per le emergenze e l’ETF. L’obiettivo dell’ETF rimane quello di coordinare le attività regolatorie e fornire supporto scientifico per lo sviluppo di medicinali e vaccini necessari durante le epidemie.

La bozza del documento rimarrà aperta per la consultazione pubblica fino al 30 aprile 2026. I commenti possono essere inviati direttamente all’indirizzo dedicato dell’EMA.

 

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Salute Globale

24 MARZO 2026: Giornata mondiale della tubercolosi (TBC)

La Giornata Mondiale della Tubercolosi (TBC), celebrata il 24 marzo, amplifica l’urgenza di porre fine a una delle malattie infettive più letali al mondo. Il tema scelto per il 2026 è “Sì! Possiamo porre fine alla TBC!”, un potente messaggio di speranza che riafferma la possibilità di invertire la rotta dell’epidemia nonostante le sfide globali.

I dati aggiornati dell’OMS mostrano l’entità della sfida e i successi ottenuti:

  • 83 milioni di vite salvate dal 2000 ad oggi;
  • 10,7 milioni di persone ammalate di TBC nel 2024;
  • 1,23 milioni di decessi registrati nell’ultimo anno.
Messaggi chiave per il 2026

Per raggiungere l’obiettivo della “End TB Strategy”, l’OMS ha individuato alcuni pilastri fondamentali:

  • Investimento come scelta politica strategica: investire nella lotta alla tubercolosi non è solo una misura sanitaria, ma una decisione economica. Ogni dollaro investito genera un ritorno fino a 43 dollari in termini di salute e produttività.
  • Accelerare l’innovazione: è essenziale implementare rapidamente i nuovi test diagnostici near-point-of-care raccomandati dall’OMS per chiudere il divario nell’accesso alle cure.
  • Proteggere i progressi compiuti: le crisi globali e le pressioni fiscali minacciano i traguardi raggiunti; i Paesi devono preservare i servizi essenziali per prevenire interruzioni fatali.
  • Porre fine alla TBC per rafforzare la sicurezza sanitaria: la tubercolosi resta una delle malattie infettive più letali. Sconfiggerla significa costruire sistemi sanitari più forti e resilienti, un investimento critico per la sicurezza globale.
  • Mobilitare un’azione multisettoriale dell’intero governo: la TBC è guidata da disuguaglianze strutturali. Serve una collaborazione coordinata che vada oltre il settore sanitario, supportata da forti meccanismi di responsabilità.
  • Fornire cure centrate sulla persona: i servizi di assistenza primaria devono essere accessibili, convenienti, privi di stigma e guidati dalla comunità, coinvolgendo direttamente la società civile e le persone colpite.

Rafforzare la risposta alla tubercolosi significa costruire sistemi sanitari più resilienti e garantire la sicurezza sanitaria nazionale e globale. In occasione del World TB Day, l’OMS invita governi, società civile e partner internazionali a trasformare gli impegni in azioni concrete.

 

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EHMA: Italia e Belgio verso il futuro della gestione dei farmaci

Il panorama sanitario europeo si trova a un punto di svolta cruciale. Mentre l’Unione Europea definisce gli ultimi dettagli del Critical Medicines Act, l’attenzione alla resilienza della catena di approvvigionamento e alla sicurezza dei pazienti è ai massimi storici. In questo contesto, l’Italia e il Belgio si sono distinti come Paesi precursori, dimostrando che la gestione dei farmaci in chiave digitale non è più un obiettivo futuro, ma una necessità strategica già in fase di attuazione.

I modelli di Italia e Belgio: automazione e intelligence

Entrambi i Paesi stanno implementando sistemi nazionali che anticipano i futuri requisiti UE sulla trasparenza dei dati.

  • L’automazione in Italia: attraverso la centrale di committenza Consip, l’Italia ha lanciato una gara per un accordo quadro strategico da 1,13 miliardi di euro. Si tratta di uno dei più grandi investimenti pubblici in Europa per la micrologistica ospedaliera, focalizzato sull’automazione dell’intera catena del farmaco, dai robot per la farmacia centrale agli armadi automatizzati di reparto.
  • L’intelligence dei dati in Belgio: è il primo Stato membro ad aver implementato un sistema digitale nazionale obbligatorio (Stock Monitoring Tool – SMT) per monitorare i livelli delle scorte lungo l’intera filiera in tempo reale.
Il farmacista ospedaliero come “sentinella”

Un elemento comune fondamentale è il riposizionamento strategico del farmacista ospedaliero. Grazie all’integrazione delle attività locali nelle infrastrutture digitali nazionali, questi professionisti evolvono da semplici “gestori dell’inventario” a vere e proprie sentinelle della supply chain. In Italia, l’automazione riduce il carico amministrativo manuale, permettendo ai farmacisti di concentrarsi sulla supervisione clinica e sulla sicurezza dei pazienti. In Belgio, dal 1° luglio 2026, la rendicontazione giornaliera obbligatoria permetterà loro di rilevare precocemente le carenze e coordinare le risposte a livello nazionale.

Un modello per gli Stati Membri

Queste iniziative, promosse dalla EPACT Alliance e guidate dall’EHMA, offrono un modello scalabile per il resto d’Europa per:

Questa visione è un pilastro strategico per un’Unione sanitaria europea più sicura e resiliente, trasformando la gestione dei farmaci da un’attività logistica reattiva a un modello di intelligence proattiva.

 

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Salute Globale

21 marzo 2026: Giornata mondiale della sindrome di Down

Il 21 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome di Down (World Down Syndrome Day). La data, scelta non a caso, ricorre il 21° giorno del 3° mese per simboleggiare la triplicazione (trisomia) del 21° cromosoma, caratteristica genetica della sindrome. Questa giornata ufficiale, parte del calendario delle Nazioni Unite dal 2012, nasce per celebrare la vita delle persone con sindrome di Down e assicurare loro le stesse libertà e opportunità di chiunque altro.

Il tema 2026: affrontare il problema della solitudine

Per l’edizione 2026, la rete globale di Down Syndrome International ha scelto di accendere i riflettori su un tema critico: la solitudine. La solitudine non è solo un sentimento di tristezza, ma un problema serio con ripercussioni dirette sulla salute e sulla felicità delle persone. La risposta a questa sfida è l’inclusione reale, l’unica via per abbattere le barriere sociali che isolano i pazienti e le loro famiglie.

Eventi internazionali alle Nazioni Unite

Come ogni anno, la comunità internazionale si riunisce per dare voce ai protagonisti:

  • Conferenza di New York (23 marzo 2026): presso la sede centrale delle Nazioni Unite, si terrà la 15ª edizione della conferenza mondiale. Auto-rappresentanti ed esperti condivideranno conoscenze ed esperienze sul tema della solitudine e sui cambiamenti necessari a livello sistemico.
  • Attività a Ginevra: in collaborazione con le organizzazioni svizzere, l’ECDC e altre realtà internazionali, verranno coordinate attività presso le Nazioni Unite a Ginevra per offrire un palcoscenico globale alle competenze delle persone con disabilità.
Verso sistemi di supporto migliori

Proseguendo il percorso tracciato con il tema della scorsa edizione dedicata ai sistemi di supporto, la giornata del 2026 ribadisce che il sostegno è un diritto umano fondamentale. Un sistema inclusivo deve garantire:

  • Governance basata sui diritti: leggi e politiche progettate insieme alle persone con disabilità.
  • Protezione sociale e risorse: supporto economico per coprire i costi diretti (tecnologie assistive, trasporti) e indiretti legati alla disabilità.
  • Supporto umano e autonomia: assistenza che promuova l’indipendenza e la capacità di scelta del paziente.

L’obiettivo del World Down Syndrome Day 2026 è far sì che ogni voce venga ascoltata e che l’inclusione diventi una pratica quotidiana, eliminando l’isolamento sociale.

 

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Salute Globale

Parità di genere: la nuova strategia UE 2026-2030

La Commissione Europea ha presentato la nuova Strategia per la parità di genere 2026-2030, un piano ambizioso che mira a integrare l’uguaglianza in ogni aspetto della vita pubblica e privata, sia online che offline. Nonostante i progressi compiuti, le stime attuali indicano che, al ritmo odierno, l’UE impiegherebbe ancora 50 anni per raggiungere una piena parità di genere. La nuova strategia punta ad accelerare questo processo, trasformando la Roadmap per i diritti delle donne del 2025 in azioni concrete.

Presentata nel contesto della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, questa Strategia si basa sulla legislazione fondamentale adottata nell’ambito della Strategia per la parità di genere 2020-2025. Tra i traguardi principali figurano le norme sulla lotta alla violenza contro le donne, sulla trasparenza salariale e sul miglioramento dell’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società, oltre all’attuazione delle norme sull’equilibrio tra vita professionale e vita familiare per promuovere la condivisione paritaria delle responsabilità di cura.

Una strategia rinnovata per i prossimi cinque anni

La nuova Strategia rafforzerà l’azione dell’UE in aree chiave, affronterà le questioni emergenti e intensificherà il lavoro di attuazione delle legislazioni e delle politiche esistenti attraverso:

  • Continuare la lotta contro la violenza di genere: con un forte accento sulla lotta alla cyberviolence, che colpisce in modo sproporzionato donne e ragazze. Ciò include misure per contrastare i sexually explicit deepfakes e i deepnudes, e migliorare la protezione delle donne online. Questo sarà fatto attraverso un dialogo normativo strutturato con le very large online platforms basato sulle robuste salvaguardie del Digital Services Act. La Commissione sosterrà inoltre la piena attuazione della Violence Against Women Directive e del nuovo Action Plan on Cyberbullying presentato a febbraio 2026.
  • Coinvolgere uomini e ragazzi: nella lotta per la parità di genere, riconoscendone i benefici per loro e il loro importante ruolo nel determinare il cambiamento sociale. La Strategia si concentrerà su come contrastare la manipolazione delle informazioni e la disinformazione per evitare la crescente polarizzazione tra donne e uomini, in particolare tra i giovani. La Commissione condurrà uno studio sulle reti e narrazioni online che colpiscono i giovani uomini e ragazzi e li coinvolgerà in iniziative di costruzione della comunità.
  • Promuovere gli standard più elevati di salute e sistemi sanitari costruiti per tutti: per la prima volta, la sanità è coperta come area politica dedicata, inclusa una iniziativa faro insieme alla World Health Organization per migliorare la qualità e l’accessibilità dell’assistenza sanitaria femminile. La Strategia presenta nuove misure per affrontare la mancanza di ricerca medica, diagnostica e trattamenti sensibili al genere; ad esempio, la Commissione lavorerà con la European Medicines Agency per studiare la fattibilità di un controllo sensibile al genere durante la formulazione, l’approvazione e la somministrazione dei farmaci. La proposta di revisione del Clinical Trials Regulation nell’ambito dell’EU Biotech Act richiederà inoltre che i nuovi trial riflettano la diversità della popolazione, incluse donne e gruppi vulnerabili.
  • Stimolare la prosperità promuovendo la parità di genere nei settori economici: la Strategia lancerà un nuovo Action Plan on Women in Research, Innovation & Startups per attirare più donne in questo settore. In parallelo, verranno presentate azioni per attirare le donne verso le carriere STEM e un nuovo approccio “Boys in HEAL”, per incoraggiare gli uomini a studiare e lavorare nei settori della salute, dell’istruzione, dell’amministrazione e dell’alfabetizzazione.
  • Affrontare il divario retributivo e pensionistico di genere: sostenendo gli Stati membri nell’attuazione piena ed efficace della Pay Transparency Directive e collaborando con la Banca europea per gli investimenti per migliorare l’accesso ai finanziamenti per le donne imprenditrici. La Commissione organizzerà inoltre uno scambio di buone pratiche sulle misure per combattere efficacemente la povertà mestruale e della menopausa a livello nazionale.
  • Compiere ulteriori passi per sostenere la partecipazione paritaria e sicura delle donne alla politica: la Commissione aggiornerà la mappatura delle misure che promuovono la leadership femminile per affrontare l’attuale mancanza di rappresentanza. Oltre a presentare una Raccomandazione sulla sicurezza in politica con attenzione specifica alle donne, la Commissione promuoverà la partecipazione alla vita pubblica e contrasterà la manipolazione delle informazioni online che alimenta la polarizzazione.
  • Continuare a promuovere la parità di genere sulla scena mondiale: sviluppando un nuovo Gender Action Plan IV per il 2028-2034 e un nuovo Piano d’azione per le donne, la pace e la sicurezza. L’UE lancerà inoltre l’iniziativa faro “SHIELD” per migliorare l’accessibilità alla salute sessuale e riproduttiva e sostenere le sopravvissute alla violenza di genere.
Background

La parità di genere è un diritto fondamentale e uno dei valori cardine dell’UE, basato sui trattati fondativi e sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. La Roadmap per i diritti delle donne ha riaffermato l’impegno della Commissione presentando una visione a lungo termine; tuttavia, i risultati del Gender Equality Index 2025 e della Relazione annuale sulla parità di genere evidenziano la necessità continua di agire per raggiungere una società equa a ogni livello.

 

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Altro

Preparedness: ECDC propone 4 nuovi laboratori di riferimento UE

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha raccomandato l’istituzione di quattro nuovi Laboratori di Riferimento dell’Unione Europea (EURL) per la sanità pubblica. Questa iniziativa punta a elevare i livelli di preparedness europea, garantendo dati di alta qualità e capacità diagnostiche armonizzate per contrastare alcune delle minacce infettive più significative.

La proposta, inviata alla DG SANTE, prevede che i nuovi laboratori diventino operativi a gennaio 2028, focalizzandosi su quattro aree critiche:

  • Clostridioides difficile: per tracciare i focolai di uno dei patogeni più comuni nelle strutture sanitarie;
  • Gonorrea resistente ai farmaci: per monitorare la crescente resistenza antimicrobica nelle infezioni sessualmente trasmissibili;
  • Tubercolosi: per migliorare la diagnosi dei ceppi multiresistenti di micobatteri;
  • Malattie batteriche invasive: per una rapida identificazione di patogeni gravi come quelli che causano la meningite.

Rafforzare la preparedness attraverso questa rete permetterà di potenziare il rilevamento dei focolai e migliorare la sorveglianza globale, come già promosso in altre iniziative di salute globale supportate dal programma EU4Health.

Pianificazione delle priorità future

L’ECDC ha inoltre individuato ulteriori patogeni e tematiche che potrebbero richiedere il supporto di laboratori a livello UE nel prossimo futuro. Tra questi figurano:

  • Patogeni fungini;
  • biotossine;
  • vettori di artropodi (come zecche e zanzare);
  • malattie prioniche.

Nel corso del 2026, l’ECDC, in collaborazione con la DG SANTE, condurrà una consultazione con le parti interessate per revisionare questo elenco di potenziali priorità future per gli EURL.

Miglioramento del processo di implementazione

Sulla base delle esperienze maturate con i precedenti bandi, l’ECDC raccomanda di apportare perfezionamenti al processo di valutazione. L’obiettivo è garantire un approccio trasparente e robusto nella selezione dei futuri laboratori di riferimento, ottimizzando le procedure di designazione.

Contesto e quadro normativo

I laboratori di riferimento dell’UE per la sanità pubblica sono istituiti ai sensi del Regolamento (UE) 2022/2371 relativo alle gravi minacce transfrontaliere alla salute. Tale regolamento fornisce la base giuridica per la creazione di una rete di laboratori specializzati volti a supportare la sorveglianza e la risposta alle malattie a livello europeo.

La rete è coordinata dall’ECDC e, ad oggi, la Commissione Europea ha designato un totale di 10 laboratori di riferimento per la sanità pubblica, di cui i primi sei sono diventati operativi a gennaio 2025, i successivi tre a gennaio 2026 e il decimo inizierà le proprie attività a gennaio 2027. I nuovi laboratori oggetto della proposta attuale diventeranno invece operativi nel 2028.

 

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Salute Globale

13 marzo 2026: Giornata Mondiale del Rene e della salute renale

Il 13 marzo 2026 si celebra la Giornata Mondiale del Rene (WKD), che quest’anno segna il traguardo del suo 20° anniversario. Si tratta di un momento storico per la salute renale pubblica: durante la 78esima Assemblea Mondiale della Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato la sua prima risoluzione in assoluto dedicata alle malattie renali, riconoscendo ufficialmente la salute renale come priorità globale.

La malattia renale cronica (MRC) colpisce 1 persona su 10 nel mondo. Spesso silenziosa, se non rilevata precocemente può progredire fino all’insufficienza renale, rendendo necessari trattamenti salvavita come la dialisi o il trapianto.

Per combattere questa sfida, la campagna ribadisce l’importanza delle 8 regole d’oro della prevenzione:

  1. Mantenersi attivi
  2. Dieta sana
  3. Controllare la glicemia
  4. Monitorare la pressione
  5. Bere acqua a sufficienza
  6. Non fumare
  7. Evitare l’abuso di farmaci da banco
  8. Fare test se si è a rischio (diabete, ipertensione, obesità)

Un aspetto centrale del 2026 è il legame indissolubile tra salute renale e cambiamento climatico. I rischi ambientali (stress termico, inquinamento, disidratazione) accelerano la progressione della MRC. Al contempo, i trattamenti per lo stadio terminale, come l’emodialisi, hanno un forte impatto ecologico: una singola sessione consuma enormi quantità di acqua ed energia, producendo emissioni pari a un viaggio in auto di 240 km.

La Call to Action 2026 invita governi e sistemi sanitari a:

  • Dare priorità alla prevenzione e diagnosi precoce: test del sangue e delle urine economici possono salvare vite e ridurre il ricorso a cure ospedaliere costose.
  • Promuovere l’accesso equo al trapianto: opzione che migliora la qualità della vita e riduce l’impronta ecologica rispetto alla dialisi.
  • Trasformare la dialisi in senso sostenibile: innovare verso la “dialisi verde”, incentivando le opzioni domiciliari e il riciclo dei materiali, senza mai compromettere la qualità delle cure.
  • Salvaguardare i bisogni dei pazienti nelle cure “green”: la sostenibilità non deve mai andare a scapito del paziente. Le iniziative devono mirare alle inefficienze del sistema (macchinari a basso consumo, forniture prive di tossine) e includere la voce dei pazienti per garantire fiducia e trasparenza.
  • Investire in percorsi attuabili per tutti i contesti: supportare le aree a basse risorse con cliniche mobili e soluzioni pratiche.

 

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Cure urgenti ed emergenziali: policy brief dell’European Observatory

L’European Observatory on Health Systems and Policies ha pubblicato il Policy Brief 74 dal titolo “Dealing with the challenges in urgent and emergency care: What are the policy options?“.

Il documento delinea le principali opzioni per affrontare le sfide dei sistemi sanitari europei:

  • Definizione e impostazione: Le cure urgenti sono rivolte a pazienti che necessitano di attenzione immediata, mentre quelle emergenziali trattano i casi più gravi; entrambe sono fornite in una varietà di contesti, dalla comunità agli ospedali.
  • Qualità e fiducia: Una corretta gestione di questi servizi è fondamentale per ottenere esiti di qualità e mantenere la fiducia pubblica nel sistema sanitario, riducendo al contempo il sovrautilizzo dei servizi ospedalieri.
  • Il ruolo dell’assistenza primaria: Dovrebbe rappresentare il primo punto di contatto, ma è spesso bypassata a causa di capacità insufficienti (appuntamenti in giornata), carenza di personale o incentivi economici che favoriscono l’accesso diretto ai pronto soccorso.
  • Modelli per infortuni minori: Possono offrire un livello intermedio per i pazienti senza appuntamento, alleviando la pressione sui dipartimenti di emergenza, a patto di non isolare l’assistenza primaria o creare domanda eccessiva.
  • Servizi di ambulanza: Elemento cruciale dell’emergenza, richiedono la capacità di trattare i pazienti sul posto, protocolli chiari per il passaggio sicuro delle consegne e piena integrazione digitale con il sistema.
  • Dipartimenti di emergenza ospedalieri: Per essere efficaci necessitano di personale medico e infermieristico specializzato, formazione dedicata, strutture fisiche adeguate e forti legami organizzativi con l’intero ospedale.
  • Pianificazione di sistema: I decisori devono considerare principi di progettazione basati sull’evidenza e fattori comportamentali dei cittadini, adattando le risorse al contesto del sistema sanitario locale e alle aspettative del pubblico.
  • Forza lavoro: È necessario sviluppare un mix adeguato di competenze attraverso incentivi e formazione specifica per il personale dell’assistenza primaria (specie in aree remote), paramedici e specialisti in medicina d’emergenza.
  • Lavoro coordinato e digitale: L’integrazione richiede l’uso di strumenti digitali e l’allineamento di obiettivi, sistemi di pagamento e misurazione delle prestazioni tra tutti i diversi fornitori di servizi.

In conclusione, migliorare la fiducia dei cittadini nel sistema e spiegare chiaramente come utilizzare al meglio i servizi sono passaggi essenziali per ottimizzare i modelli di utilizzo e preservare le risorse.

 

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Salute Globale

08-14 MARZO 2026: settimana mondiale del glaucoma

Dall’8 al 14 marzo 2026 si celebra la Settimana Mondiale del Glaucoma, un’iniziativa globale promossa dalla World Glaucoma Association (WGA) per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Il glaucoma è infatti una delle principali cause di cecità irreversibile al mondo, ma se diagnosticato in tempo, il danno alla vista può essere limitato o arrestato.

Definito spesso come il “ladro silenzioso della vista”, il glaucoma solitamente non presenta sintomi premonitori finché non raggiunge uno stadio avanzato. Poiché il danno al nervo ottico è progressivo e irreversibile, l’unico strumento efficace di difesa è la diagnosi precoce. La campagna 2026 invita cittadini, operatori sanitari e istituzioni a “pensare globale e agire locale”, organizzando attività di screening, conferenze e iniziative simboliche, come l’illuminazione di edifici in verde, il colore simbolo della lotta alla patologia.

Un punto centrale della campagna di quest’anno riguarda l’ereditarietà: i familiari di persone affette da glaucoma hanno una probabilità dieci volte superiore di sviluppare la malattia e sono caldamente invitati a sottoporsi a esami regolari. Guardando al futuro, la World Glaucoma Association sottolinea come l’innovazione tecnologica, la genetica e l’intelligenza artificiale stiano rivoluzionando lo screening su larga scala, permettendo interpretazioni sempre più accurate delle immagini del nervo ottico.

Oltre allo screening, l’informazione resta un’arma fondamentale. Negli ultimi anni la WGA ha ampliato l’offerta di corsi formativi gratuiti per oftalmologi e materiali educativi per i pazienti, con l’obiettivo di creare una rete globale consapevole e informata. Sottoporsi a un controllo oculistico semplice e regolare è il primo passo per preservare la propria vista.

 

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