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Salute mentale

Webinar OMS: Lancio del pacchetto di assistenza per salute mentale e NTDs

In occasione della Giornata mondiale delle malattie tropicali trascurate 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità promuove un webinar dedicato al lancio dell’“Essential care package to address mental health and stigma for persons with neglected tropical diseases”.

Le malattie tropicali trascurate sono frequentemente associate a disturbi di salute mentale, disabilità e stigma, che incidono sull’accesso alle cure, sulla partecipazione sociale e sulla qualità della vita delle persone colpite.

Il nuovo pacchetto di cure ASSISTENZIALI

Il documento propone un insieme di interventi per integrare la salute mentale e il contrasto allo stigma nei programmi dedicati alle NTDs, con l’obiettivo di supportare operatori sanitari e decisori nello sviluppo di risposte più complete e centrate sulla persona.

Organizzazione e partecipazione

Il webinar è organizzato dall’OMS, in collaborazione con la Liverpool School of Tropical Medicine e il Mental Health Innovation Network.

L’evento si terrà il 4 febbraio 2026, dalle 14:00 alle 15:00 CET, in modalità virtuale, con possibilità di partecipazione anche in presenza presso la Liverpool School of Tropical Medicine.

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Salute mentale bandi

JTC Brain Health, nel 2026 partono le prime Joint Transnational Calls

La European Partnership for Brain Health ha annunciato il lancio delle Joint Transnational Calls 2026, che segnano l’avvio operativo del nuovo partenariato europeo dedicato alla ricerca sulla salute del cervello. Le call introducono le JTC come strumento di finanziamento finalizzato a rafforzare la cooperazione transnazionale e l’innovazione scientifica in ambito neuroscientifico, con una scadenza unica fissata al 10.03.2026.

Il Partenariato europeo che riunisce 53 partner di 31 Paesi, è cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe e istituito per rafforzare il coordinamento strategico della ricerca sulla salute mentale a livello europeo. Attraverso le Joint Transnational Calls, la partnership traduce i propri obiettivi in azioni concrete di finanziamento rivolte a consorzi di ricerca internazionali.

Nel corso del 2026 il Partenariato prevede il lancio di due Joint Transnational Calls distinte. La prima call sarà dedicata ai disturbi neurologici, mentali e sensoriali e si concentrerà su approcci interdisciplinari capaci di integrare dimensioni biologiche, sociali e ambientali lungo l’arco della vita. La seconda call sarà focalizzata sulle malattie neurodegenerative e intende promuovere progetti di ricerca orientati a migliorare la comprensione dei meccanismi e dei fattori che influenzano l’insorgenza e la progressione di queste patologie. Le proposte selezionate possono avere una durata di massimo tre anni, con l’obiettivo di sostenere percorsi di ricerca capaci di produrre risultati solidi e trasferibili.

L’avvio dellE JTC come nuovo strumento europeo

L’avvio delle JTC risponde all’esigenza di creare un quadro strutturato e condiviso per il finanziamento della ricerca sulla salute del cervello. Le call saranno gestite attraverso procedure armonizzate tra gli enti finanziatori nazionali e regionali partecipanti, favorendo la costruzione di consorzi transnazionali e la messa in rete delle competenze scientifiche a livello europeo.

Attraverso le JTC, Il partenariato BrainHealth consolida il proprio impegno nel promuovere una ricerca neuroscientifica di eccellenza, orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di soluzioni innovative, contribuendo a rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere alle sfide emergenti legate alla salute del cervello.

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Salute mentale

OMS: adottata la nuova dichiarazione globale sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale

All’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato la prima dichiarazione politica in assoluto per affrontare congiuntamente le malattie non trasmissibili e la salute mentale, fissando obiettivi globali integrati per il 2030 volti a ridurre il consumo di tabacco, controllare l’ipertensione e ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria mentale.

La Dichiarazione

Questa dichiarazione pone l’accento sull’equità, sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul finanziamento sostenibile e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società, con una revisione dei progressi compiuti entro il 2030.

I leader di tutto il mondo riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno adottato una nuova dichiarazione politica per affrontare le malattie non trasmissibili (MNT) e la salute mentale attraverso un approccio completamente integrato. La dichiarazione è il risultato dei negoziati intergovernativi tenuti prima della quarta riunione di alto livello dell’UNGA sulla prevenzione e il controllo delle MNT e la promozione della salute mentale e del benessere, tenutasi il 25 settembre 2025, e da essa esaminati.

Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione è la prima ad affrontare insieme le MNT e la salute mentale. Essa rappresenta un’importante opportunità per accelerare i progressi globali attraverso obiettivi globali chiaramente definiti per il 2030, inaugurando una nuova fase nella risposta alle sfide sanitarie che colpiscono persone di tutte le età e livelli di reddito in tutto il mondo.

Le malattie non trasmissibili rimangono la principale causa di morte prematura, causando 18 milioni di vittime ogni anno, mentre i disturbi mentali colpiscono oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Queste patologie sono spesso causate da fattori di rischio prevenibili quali diete non salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica e inquinamento atmosferico, molti dei quali danneggiano anche la salute mentale. La loro crescente diffusione in tutti i paesi li rende una preoccupazione fondamentale non solo per la salute pubblica, ma anche per la produttività e la crescita economica sostenibile.

Una delle principali innovazioni della dichiarazione è la definizione di tre obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:

  • 150 milioni di fumatori in meno;
  • 150 milioni di persone in più con ipertensione controllata;
  • 150 milioni di persone in più con accesso all’assistenza sanitaria mentale.

A sostegno di questi risultati, la dichiarazione fissa anche obiettivi misurabili a livello di sistema, tra cui l’adozione diffusa di politiche nazionali, servizi di assistenza sanitaria di base più forti, misure di protezione finanziaria, piani nazionali multisettoriali e sistemi di sorveglianza robusti.

Il testo della dichiarazione integra gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e affronta nuove sfide quali l’aumento delle malattie non trasmissibili, i determinanti ambientali e i danni causati dal digitale. Esso pone l’accento sull’equità, su una regolamentazione più rigorosa, su finanziamenti sostenibili e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società. I progressi compiuti nel rispetto di questi impegni saranno valutati entro il 2030, con l’OMS e i partner delle Nazioni Unite che sosterranno i paesi nel tradurli in azioni nazionali e nel garantire la responsabilità.

 

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Salute mentale

Approvato il Piano di Azione nazionale per la Salute mentale 2025-2030

Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) punta a superare le disuguaglianze territoriali e la frammentazione dei percorsi di cura e a ridisegnare l’organizzazione dei servizi e a rilanciare una presa in carico più equa, continua e vicina alle persone rafforzando i Dipartimenti di salute mentale, riorganizzando i servizi territoriali e ospedalieri, ponendo al centro centralità la prevenzione, i giovani e i percorsi personalizzati.

Gli obiettivi del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale

Uno degli obiettivi sarà quello di promuove interventi appropriati ed efficaci a favore della salute mentale, da quella perinatale fino all’età adulta, che dovranno essere messi in atto dalle Regioni favorendo accessibilità, equità, inclusione, sicurezza, innovatività, comunicazione anti stigma ed educazione alla salute e al benessere psicologico.

Viene inoltre ribadito che la salute mentale è parte integrante della salute globale della persona e non può essere ridotta alla sola dimensione clinica. Include benessere emotivo, relazionale e sociale, capacità di partecipazione e autodeterminazione. Da qui l’esigenza di superare modelli frammentati e disomogenei, puntando su un sistema integrato sanitario, sociale ed educativo.

Il PANSM individua nei Dipartimenti di salute mentale (DSM) il perno della riorganizzazione dei servizi. I DSM vengono rafforzati nel loro ruolo di coordinamento dell’intera rete, dalla prevenzione alla riabilitazione, garantendo integrazione tra servizi territoriali, strutture residenziali e ospedaliere. L’obiettivo è assicurare uniformità di accesso e qualità delle cure su tutto il territorio nazionale.

La riorganizzazione punta a potenziare i Centri di salute mentale, favorendo aperture più ampie, accesso facilitato e presa in carico tempestiva. Il Piano promuove modelli di intervento flessibili, multidisciplinari e orientati alla comunità, riducendo il ricorso improprio all’ospedale e rafforzando la gestione delle fasi acute sul territorio quando possibile.

Uno dei punti qualificanti del PANSM riguarda la continuità assistenziale nei momenti di maggiore vulnerabilità, in particolare nella transizione dall’età evolutiva all’età adulta. Il Piano prevede percorsi strutturati e condivisi tra servizi di neuropsichiatria infantile e servizi per adulti, per evitare interruzioni di cura e dispersione dei pazienti.

Il PANSM rafforza le azioni di prevenzione primaria e promozione del benessere mentale, intervenendo sui determinanti sociali e ambientali. Sono previste iniziative di alfabetizzazione emotiva, educazione digitale e contrasto allo stigma, con particolare attenzione alle scuole, ai contesti lavorativi e alle comunità locali.

Infine, nel PANSM, si sottolinea l’importanza della formazione continua e della ricerca, promuovendo la collaborazione tra Università, IRCCS, ISS e servizi territoriali. È previsto un sistema di monitoraggio nazionale per valutare l’attuazione del Piano e ridurre le disuguaglianze regionali.

Per maggiori informazioni e per consultare il Piano nazionale per la Salute Mentale consultare il seguente LINK.

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Salute mentale

OMS: nuove linee guida per promuovere la salute mentale in tutti i settori governativi

La salute mentale è al centro di una nuova iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che il 24 novembre 2025 ha lanciato un pacchetto aggiornato di linee guida per promuovere e proteggere il benessere mentale in tutti i settori governativi.

Le nuove linee guida costituiscono un passo significativo verso un approccio di tipo “mental health in all policies”, ovvero la piena integrazione delle considerazioni sulla salute mentale nelle politiche pubbliche a livello nazionale e locale. Per la prima volta, l’OMS definisce in modo chiaro cosa possono fare singoli ministeri, agenzie e settori governativi — sia autonomamente sia in collaborazione tra loro — per promuovere la salute mentale della popolazione e il benessere collettivo.

Partendo dalle precedenti Guidance on Mental Health Policy and Strategic Action Plans pubblicate quest’anno, che hanno tracciato gli elementi essenziali dei sistemi di salute mentale basati sui diritti umani e di alta qualità, il nuovo orientamento estende il focus oltre il settore sanitario, coinvolgendo tutti i principali ambiti delle politiche pubbliche.

Dieci settori chiave e approccio “whole-of-government” per la salute mentale

Le linee guida dell’OMS forniscono indicazioni operative per stabilire iniziative intersettoriali ad alto livello sulla salute mentale e il benessere, con istruzioni dettagliate per:

  • promuovere leadership, priorità, responsabilità e finanziamenti;
  • integrare la salute mentale nelle strategie, nei piani e nei programmi settoriali;
  • misurare progressi e adattare le azioni in base ai contesti locali e nazionali.

La guida copre dieci settori governativi chiave, ciascuno con indicazioni specifiche su priorità politiche, azioni strategiche e possibili indicatori di monitoraggio. I settori inclusi sono:

  • Cultura, arte e sport
  • Difesa e veterani
  • Istruzione
  • Occupazione
  • Ambiente, conservazione e protezione climatica
  • Salute
  • Interno
  • Giustizia
  • Protezione sociale
  • Sviluppo urbano e rurale

Questa impostazione riflette la convinzione che il benessere mentale non sia determinato solo da fattori sanitari, ma sia profondamente influenzato da condizioni sociali, economiche, educative e ambientali. Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di un approccio “whole-of-government” e “whole-of-society” che unisca dirigenti pubblici, comunità e partner per promuovere un impegno sostenibile, responsabilità trasversale e risorse adeguate.

Il pacchetto comprende un documento quadro e pubblicazioni dedicate a ciascun settore, con esempi concreti di azioni, buone pratiche e spunti per l’adattamento a diverse realtà nazionali.

Con queste nuove linee guida, l’OMS intende colmare un vuoto storico nella governance delle politiche per il benessere mentale, spingendo i governi a considerare la salute mentale non più come un tema esclusivamente sanitario, ma come una responsabilità condivisa trasversale a tutta l’azione pubblica.

Le linee guida OMS sulle politiche e azioni strategiche per proteggere e promuovere la salute mentale nei settori governativi sono disponibili al seguente LINK.

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Salute mentale

EUREGHA Annual Conference 2025

Il 2 dicembre 2025, a Bruxelles, si terrà la Conferenza Annuale di EUREGHA – European Regional and Local Health Authorities interamente dedicata alla salute mentale, con particolare attenzione al ruolo delle autorità regionali e locali nell’attuazione concreta dell’Approccio europeo globale al tema.

In un contesto che richiede il coinvolgimento coordinato di attori sanitari e non sanitari, la conferenza “Together for Mental Health: Regions building Europe’s Healthier Future” intende valorizzare l’impegno delle regioni nello sviluppo di sistemi più resilienti, inclusivi e orientati alla prevenzione.

Le priorità europee per rafforzare i sistemi territoriali di salute mentale

Il programma della Conferenza si concentrerà sulle pratiche regionali e sulla collaborazione tra strumenti e programmi UE. Nel dettaglio, la sessione introduttiva della conferenza sarà dedicata alle strategie regionali: Galles, Fiandre, Danimarca Centrale e Castiglia e León presenteranno modelli e approcci sviluppati per rafforzare la resilienza dei cittadini e migliorare la capacità dei sistemi territoriali di prevenire e gestire il disagio mentale.

A seguire, una sessione di confronto metterà in relazione esperienze locali e iniziative promosse dalla Commissione europea ed approfondirà il contributo delle reti europee e delle Joint Actions nel rafforzare la cooperazione multi-livello. Rappresentanti del programma BIZI per la prevenzione del suicidio nei Paesi Baschi, della Culture and Health Platform, di Mental Health Europe analizzeranno come metodologie condivise, partenariati transfrontalieri e connessioni tra iniziative locali e strategie europee possano accelerare l’adozione di pratiche efficaci e migliorare la capacità collettiva dell’Europa di agire sulla salute mentale.

Il ProMIS prenderà parte alla conferenza come speaker presentando il proprio contributo nell’ambito di alcuni progetti europei in cui è coinvolto. In particolare, verrà presentata la Joint Actions MENTOR – Mental Health Together, le attività legate al TSI Child & Youth Wellbeing and Mental Health First, supportando la diffusione di modelli e pratiche orientate alla promozione del benessere mentale e alla prevenzione, con attenzione specifica ai giovani e alle popolazioni più fragili. Inoltre il ProMIS in qualità in qualità di Ente Affiliato contribuisce anche alla JA PRISM supportando la comunicazione, la valutazione e il trasferimento delle pratiche nei contesti regionali italiani.

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MeND Survey OMS: crisi di salute mentale tra gli operatori sanitari europei

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità – Ufficio regionale per l’Europa (OMS/Europa) ha pubblicato i risultati del Mental Health of Nurses and Doctors (MeND) Survey, la più grande survey mai realizzata sulla salute mentale del personale sanitario in Europa.
Lo studio ha raccolto e analizzato oltre 90.000 risposte provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione europea, oltre a Islanda e Norvegia, rivelando un quadro allarmante: un medico o infermiere su tre presenta sintomi di depressione o ansia, e uno su dieci ha avuto pensieri suicidari passivi nelle due settimane precedenti all’indagine.

MeND: Condizioni di lavoro e rischi psicosociali in aumento

Dalla MeND survey emerge che un terzo dei professionisti sanitari ha subito minacce o episodi di violenza sul luogo di lavoro nell’ultimo anno, e il 10% ha sperimentato violenza fisica o molestie sessuali.
Il 25% dei medici lavora più di 50 ore a settimana, mentre circa un terzo dei medici e un quarto degli infermieri operano con contratti temporanei, una condizione che alimenta insicurezza e stress.

Le condizioni di lavoro precarie, unite a turni notturni e orari prolungati, sono fortemente associate a disturbi mentali e comportamenti suicidari. In media, i professionisti sanitari mostrano una prevalenza doppia di pensieri suicidari rispetto alla popolazione generale.

Il personale sanitario sotto pressione, ma ancora motivato

Nonostante le difficoltà, il 75% dei medici e il 66% degli infermieri della MeND survey dichiara di provare un forte senso di scopo e soddisfazione nel proprio lavoro. Questo dato conferma la dedizione del personale sanitario, ma sottolinea anche la necessità di un sostegno mirato e continuo per salvaguardare il loro benessere e garantire cure di qualità ai pazienti.

Secondo il report, fino al 40% dei lavoratori con sintomi depressivi ha usufruito di congedi per malattia nell’ultimo anno, e tra l’11% e il 34% sta valutando di abbandonare la professione. Ciò potrebbe aggravare la carenza di personale, con conseguenze dirette sulla qualità e sull’accessibilità delle cure.

Sette azioni urgenti per proteggere la salute mentale del personale sanitario

Il rapporto individua sette priorità di intervento immediato per gli Stati europei:

  1. Adottare una politica di tolleranza zero verso la violenza nei luoghi di cura.
  2. Migliorare la prevedibilità e flessibilità dei turni di lavoro.
  3. Gestire equamente gli straordinari e promuovere una cultura organizzativa positiva.
  4. Ridurre i carichi di lavoro eccessivi.
  5. Formare e responsabilizzare i dirigenti sanitari.
  6. Ampliare l’accesso a servizi di supporto psicologico confidenziali e privi di stigma.
  7. Effettuare un monitoraggio periodico del benessere degli operatori sanitari.

L’OMS avverte che, senza interventi strutturali, l’Europa rischia di affrontare entro il 2030 una carenza di quasi un milione di operatori sanitari, aggravando ulteriormente le disuguaglianze di accesso alle cure.

Verso sistemi sanitari più sicuri e resilienti

Il rapporto MeND si inserisce nel più ampio progetto OMS/Commissione europea Addressing mental health challenges in the European Union, Iceland and Norway”, e conferma l’urgenza di investire nel capitale umano come pilastro della sicurezza sanitaria. Migliorare le condizioni di lavoro e ridurre i fattori di stress cronico non è solo una questione etica, ma una condizione essenziale per garantire la resilienza dei sistemi sanitari europei e la qualità dell’assistenza ai cittadini.

 

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Seminario MHE: Let’s Talk about Children: Il potere della prevenzione

In un contesto europeo sempre più attento alla promozione della salute mentale, il Seminario “Let’s Talk about Children” rappresenterà un momento di confronto di alto livello dedicato al ruolo strategico della prevenzione nella tutela del benessere dei bambini e delle loro famiglie. L’iniziativa, organizzata da Mental Health Europe (MHE), si terrà l’11 dicembre 2025 a Bruxelles, con possibilità di partecipazione anche da remoto (LINK di registrazione), e vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali, esperti e professionisti del settore socio-sanitario.

Durante i lavori del seminario saranno condivisi i risultati di tre anni di implementazione del metodo Let’s Talk about Children (LTC) in otto Paesi europei. L’evento offrirà una panoramica sui progressi compiuti e sulle buone pratiche sviluppate per rafforzare la prevenzione e la promozione della salute mentale nell’infanzia, favorendo una sinergia tra politiche sociali, educative e sanitarie.

Let’s Talk about Children: obiettivi e contenuti dell’incontro

Il Seminario Let’s Talk about Children porrà l’accento sulla necessità di consolidare la prevenzione come elemento strutturale dei sistemi di salute pubblica. Il metodo LTC promuove un approccio partecipativo che incoraggia la collaborazione tra famiglie, scuole e operatori territoriali, consentendo interventi precoci e mirati per rafforzare la resilienza dei minori e prevenire il disagio psicologico.

Tra gli interventi previsti, l’On. Maria Ohisalo, membro del Parlamento Europeo, offrirà una riflessione sul ruolo delle istituzioni europee nel sostenere politiche integrate di prevenzione, mentre la Prof.ssa Tytti Solantaus, ideatrice del metodo, presenterà le evidenze e le esperienze maturate nei Paesi partecipanti.

Le conclusioni del seminario saranno dedicate alle prospettive di lungo periodo per l’adozione del metodo LTC nei sistemi sanitari nazionali, con particolare attenzione alla formazione degli operatori e al riconoscimento istituzionale del modello. Il Seminario Let’s Talk about Children costituirà così un passo significativo verso un approccio europeo alla salute mentale fondato sulla prevenzione, sulla cooperazione intersettoriale e sul sostegno precoce alle famiglie.

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Salute mentale

10 ottobre: Giornata Mondiale della Salute Mentale

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per promuovere la consapevolezza e l’azione collettiva su un tema che tocca ogni società.

la Giornata mondiale della salute mentale 2025

Il tema 2025, “Mental health in humanitarian emergencies”, richiama l’attenzione sui bisogni psicosociali delle persone colpite da conflitti, disastri naturali o emergenze sanitarie.

Durante le crisi, quasi tutti sperimentano disagio emotivo e legami comunitari interrotti. Case e famiglie vengono perdute, le reti di sostegno si spezzano e il recupero psicologico può richiedere anni. Secondo l’OMS, una persona su cinque nelle aree colpite da emergenze sviluppa un disturbo di salute mentale, mentre quasi tutti sperimentano stress o ansia significativi.

Alla fine del 2024, oltre 123 milioni di persone erano costrette a lasciare il proprio Paese a causa di emergenze umanitarie, e il 71 % viveva in contesti a basso o medio reddito, dove i servizi di salute mentale restano scarsi o inaccessibili. In tali situazioni, la continuità delle cure diventa essenziale per prevenire ricadute, sostenere la resilienza e garantire assistenza a chi soffre di disturbi gravi.

L’OMS invita governi, operatori sanitari, istituzioni scolastiche e comunità a collaborare per assicurare un supporto psicologico basato su prove scientifiche, promuovendo interventi comunitari e reti di sostegno locali. Gli strumenti di riferimento, come il Mental Health and Psychosocial Support (MHPSS) Minimum Service Package, mirano proprio a garantire assistenza continua, accessibile e culturalmente adeguata durante e dopo le emergenze.

La Giornata mondiale della salute mentale 2025 rappresenta un momento di riflessione collettiva e di rinnovato impegno verso un mondo in cui la salute mentale sia apprezzata, protetta e accessibile a tutti, anche nei contesti più fragili.

WMHD 2025 webinar

L’OMS assieme alla Federazione mondiale per la salute mentale, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, organizzazioni non governative internazionali, la società civile e i donatori, organizza un webinar dedicato alla Gionata mondiale con approfondimenti su azioni e strategie concrete per migliorare l’accesso alla salute mentale e al supporto psicosociale prima, durante e dopo le emergenze umanitarie.

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Salute mentale cure integrate digital health News ProMIS

ProMIS a Forum Sanità 2025: focus su salute mentale

Il ProMIS partecipa alla decima edizione di Forum Sanità 2025 dal titolo “Quale Sanità possibile? Prevenire, Connettere, Innovare”, in programma a Roma il 22 e 23 ottobre presso lo spazio ZEST Hub Roma Termini.

La manifestazione offrirà due giornate di riflessione e dibattito sui grandi temi che oggi attraversano i sistemi sanitari: trasformazioni tecnologiche, culturali e organizzative, competenze, sostenibilità, equità delle cure, qualità dei servizi e sviluppo di nuovi modelli territoriali.

Tre le parole chiave che guideranno il programma di Forum Sanità 2025:

  • Prevenire, con un’attenzione alla longevity economy e alla promozione della salute.
  • Connettere, per sviluppare ecosistemi integrati tra servizi sanitari e sociali.
  • Innovare, con un focus su dati e intelligenza artificiale come leve per modelli sostenibili, equi e sicuri.

La partecipazione è gratuita e aperta a operatori sanitari, istituzioni, enti pubblici e privati, associazioni e società scientifiche, previa registrazione attraverso il seguente LINK.

Il contributo di ProMIS al Forum Sanità 2025

Tra i momenti salienti, il 22 ottobre dalle 10.00 alle 13.30 si terrà l’evento di scenario “L’innovazione del sistema sanitario alla prova delle nuove trasformazioni tecnologiche, culturali e organizzative”, con partecipazione del ProMIS nel talk dedicato a “Persone, ruoli e competenze per la sanità del domani”.

Nella giornata del 22 ottobre, dalle ore 16.30 alle 17.15, il ProMIS inoltre parteciperà con l’intervento Salute mentale e cooperazione europea: esperienze, sfide e prospettive future. Il contributo delle Joint Action europee.

La salute mentale è oggi una priorità per i sistemi sanitari europei e rappresenta un ambito cruciale per rafforzare resilienza e inclusione. L’incontro sarà occasione per favorire un confronto tra istituzioni europee, nazionali e regionali sulle prospettive di innovazione in questo campo.

Saranno presentate in particolare le Joint Actions MENTOR e PRISM, iniziative che promuovono approcci integrati e buone pratiche nella prevenzione e nella cura.

Seguirà una tavola rotonda che coinvolgerà i tre livelli di governance – europeo, nazionale e regionale – con l’obiettivo di discutere come consolidare e diffondere pratiche innovative tra Stati membri, singoli Paesi e realtà locali.

La sessione si concluderà con una riflessione condivisa sui prossimi passi per trasformare le esperienze europee in strategie operative, contribuendo a rafforzare i sistemi sanitari e a promuovere il benessere delle comunità.

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