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Salute mentale

Rapporto MHE: verso sistemi di salute mentale basati sui diritti e sul genere in Europa

Il rapporto, Rethink To Rebuild: Towards Rights-Based and Gender-Just Mental Health Systems in Europe, evidenzia come il genere influenzi profondamente il modo in cui le persone vivono, esprimono e affrontano il disagio psicologico. Questa dimensione resta spesso marginale nelle politiche di salute mentale, benchè dalle condizioni sociali e dai traumi fino all’accesso ai servizi, il genere incide in modo decisivo sugli esiti di salute.

GRUPPI SOCIALI COINVOLTI

Emergono differenze marcate tra gruppi. Le donne sono più esposte ad ansia, depressione e stress, anche a causa del carico di cura non retribuito, della violenza di genere e delle disuguaglianze strutturali. Gli uomini, invece, risentono delle pressioni legate ai modelli dominanti di mascolinità, come la repressione delle emozioni, che possono ostacolare la richiesta di aiuto e favorire consumo di sostanze e suicidio. Si osserva inoltre un aumento del disagio mentale tra uomini anziani e giovani donne. Il rapporto considera anche le esperienze delle donne LBTI+, che affrontano rischi più elevati legati a stigma, discriminazione e violenza.

VIOLENZA DI GENERE E SALUTE MENTALE

Il documento pone al centro i determinanti sociali e strutturali, come violenza e discriminazione. Il legame tra violenza di genere e salute mentale è particolarmente critico: le donne che hanno subito violenza hanno almeno tre volte più probabilità di sviluppare disturbi mentali, mentre chi vive già una condizione di disagio è più esposto al rischio di violenza. Stigma, colpevolizzazione ed esclusione sociale aggravano ulteriormente queste dinamiche, ostacolando l’accesso alle cure e il recupero. Le sopravvissute affrontano spesso anche processi di ri-traumatizzazione nei contatti con istituzioni sanitarie, legali e giudiziarie. Affrontare questi impatti richiede approcci centrati sulle persone e sull’esperienza vissuta, che integrino supporto psicologico accessibile con interventi legali, sanitari e sociali, agendo al contempo sulle cause strutturali e culturali della violenza.

AZIONI DI ADVOCACY

L’obiettivo del rapporto è portare il genere al centro delle politiche europee sulla salute mentale, promuovendo sistemi più equi e inclusivi. Accanto alle criticità, emergono segnali positivi: alcune iniziative europee e numerose realtà della società civile stanno sviluppando servizi innovativi e basati sulla comunità.

Mettere il genere al centro significa, in definitiva, trasformare le strutture che generano disuguaglianze e costruire sistemi di salute mentale più giusti e rispondenti ai bisogni reali delle persone.

 

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Salute mentale

Conferenza internazionale JA MENTOR

L’istituto Superiore di Sanità organizza la Conferenza internazionale: “Transforming Mental Health Through Lived Experience” della Joint Action MENTOR (Mental Health Together), che si terrà i prossimi 7 e 8 maggio a Bologna.

L’evento nasce nell’ambito del task 5.3 dedicata al coinvolgimento delle persone con esperienza vissuta (PLE) nelle politiche di salute mentale.

In tale contesto il ProMIS partecipa alla Joint Action in qualità di Affiliated Entity dell’ISS, supportando il consorzio nelle attività di comunicazione e disseminazione nonché nella realizzazione delle attività previste nel WP5 e WP6.

Conferenza internazionale JA MENTOR: “Transforming Mental Health Through Lived Experience”

La conferenza verterà su tre pilastri fondamentali:

  • Visione OMS: la posizione sul coinvolgimento della lived experience con L. Lazeri (Regional Adviser for Mental Health, WHO Europe).
  • Implementazione: il ruolo delle PLE nei servizi orientati alla recovery, con il contributo di M. Ryan (Head of Mental Health Engagement and Recovery, Ireland) e workshop su sfide e opportunità nei servizi psichiatrici.
  • Ricerca: esperienze di ricerca guidata da utenti e sopravvissuti, con S. Carr (Vice-Chair of the UK National Survivor User Network UK) e ricercatori europei.

Sarà possibile registrarsi all’evento (ONSITE/ONLINE) cliccando sopra al seguente FORM, entro e non oltre il 31 marzo 2026.

La lingua prioritaria dei lavori sarà l’inglese. Per tutta la durata dell’evento sarà garantito un servizio di traduzione simultanea ENG/ITA – ITA/ENG.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare la DRAFT AGENDA dei lavori al seguente LINK.

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Salute mentale

Esiti Conferenza WHO-WONCA 2026 su salute mentale nelle cure primarie

La salute mentale è stata al centro della Conferenza WHO-WONCA 2026, che ha individuato una serie di ambiti prioritari di intervento per rafforzare l’integrazione dei servizi di salute mentale nelle cure primarie.

L’iniziativa, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla World Organization of Family Doctors (WONCA), si è concentrata in particolare sul passaggio dagli impegni politici già esistenti alla loro implementazione concreta nei sistemi sanitari.

Tra gli esiti principali emerge il riconoscimento condiviso della necessità di integrare in modo sistematico la salute mentale all’interno della primary care, superando la tradizionale separazione tra assistenza fisica e psicologica.

In questo contesto, viene ribadito il ruolo strategico dei professionisti delle cure primarie, in particolare dei medici di medicina generale, nella prevenzione, identificazione precoce e gestione dei disturbi mentali, nonché nel coordinamento dei percorsi di cura.

La Conferenza ha inoltre evidenziato l’importanza di adottare modelli di assistenza centrati sulla persona, orientati alla comunità e basati su un approccio lungo tutto l’arco della vita, tenendo conto anche dei determinanti sociali della salute.

Salute mentale nelle cure primarie: azioni e priorità operative

Gli esiti della Conferenza WHO-WONCA delineano alcune priorità operative chiave per rendere effettiva l’integrazione della salute mentale nei sistemi sanitari:

  • Riorganizzazione dei modelli di assistenza, con l’inclusione strutturale dei servizi di salute mentale all’interno della primary care.

  • Miglioramento dell’accesso ai servizi territoriali e comunitari, per garantire una presa in carico più precoce e vicina ai bisogni delle persone.

  • Rafforzamento delle competenze della workforce sanitaria, attraverso percorsi di formazione specifici sulla salute mentale nelle cure primarie.

  • Sviluppo di modelli di finanziamento sostenibili, in grado di supportare servizi integrati nel lungo periodo.

  • Promozione dell’uso responsabile delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, a supporto della prevenzione e della gestione dei disturbi mentali.

  • Miglioramento del coordinamento tra i diversi livelli di assistenza, per assicurare continuità e integrazione nei percorsi di cura.

  • Promozione dell’equità nell’accesso ai servizi, con particolare attenzione ai contesti più vulnerabili.

Nel complesso, la Conferenza ha ribadito la centralità della primary care come punto di accesso privilegiato ai servizi di salute mentale e ha posto le basi per un rafforzamento dell’azione a livello globale, orientata a sistemi sanitari più integrati, resilienti ed equi.

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lotta contro il cancro Salute mentale

Conferenza finale del progetto europeo CO-CAPTAIN

Il 16 aprile 2026 si svolgerà a Bruxelles e online la conferenza finale del progetto europeo CO-CAPTAIN, iniziativa di ricerca finanziata dal programma Horizon Europe che mira a migliorare l’accesso alla prevenzione oncologica per le persone che vivono con problemi di salute mentale. L’evento riunirà decisori politici, ricercatori, operatori sanitari e rappresentanti della società civile per discutere risultati, esperienze e prospettive future del progetto.

Conferenza finale del progetto Co-Captain “Cancer Prevention for People with Mental Health Problems”

La conferenza, dal titolo “Cancer Prevention for People with Mental Health Problems – Learning from the CO-CAPTAIN Navigation Model”, rappresenta l’occasione per presentare le evidenze raccolte durante l’implementazione del progetto e discutere raccomandazioni di policy per rafforzare la prevenzione del cancro in gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili.

Il progetto CO‑CAPTAIN si propone infatti di sviluppare e testare un modello di “patient navigation” volto ad aiutare le persone con disturbi mentali ad accedere ai servizi di prevenzione oncologica, superando barriere organizzative e sociali nei sistemi sanitari e promuovendo interventi personalizzati basati su evidenze scientifiche.

Le attività del progetto sono state sperimentate in diversi contesti europei attraverso progetti pilota, con l’obiettivo di identificare strategie efficaci per integrare la prevenzione oncologica nei servizi di salute mentale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

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Salute mentale

Nuova Fact Sheet informativa dell’OMS Europa sulla salute mentale

La salute mentale rappresenta una componente fondamentale della salute e del benessere delle persone ed è oggi una priorità crescente per i sistemi sanitari europei. L’Ufficio regionale per l’Europa della World Health Organization (OMS) ha pubblicato una nuova fact sheet informativa sulla salute mentale, che offre una panoramica aggiornata dei principali dati e delle sfide che interessano la Regione europea.

Secondo l’OMS, circa una persona su sei nella Regione europea – circa 140 milioni di persone – vive con una condizione di salute mentale. I disturbi mentali comprendono un ampio spettro di condizioni che possono influenzare il modo in cui le persone pensano, percepiscono la realtà, gestiscono le emozioni o interagiscono con gli altri.

Nonostante l’elevato impatto sulla salute e sulla qualità della vita, l’accesso ai servizi rimane ancora limitato e molte persone con disturbi mentali non ricevono il supporto o il trattamento adeguato: fino a una persona su tre con una condizione di salute mentale non riceve il trattamento necessario, mentre tra le persone con psicosi, circa una su quattro non riceve alcuna forma di assistenza formale..

La fact sheet evidenzia inoltre il forte impatto della salute mentale sulla mortalità. Nella Regione europea dell’OMS oltre 120mila persone muoiono ogni anno per suicidio, pari a più di 300 decessi al giorno. Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, evidenziando la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e i servizi di supporto psicologico.

L’OMS sottolinea come la salute mentale sia influenzata da molteplici fattori, tra cui condizioni socio-economiche, ambiente di vita, relazioni sociali, lavoro, istruzione e accesso ai servizi sanitari.

Gli adolescenti sono particolarmente esposti ai rischi digitali: secondo i dati riportati nella fact sheet, oltre l’11% degli adolescenti segnala comportamenti problematici legati all’uso dei social media, un fenomeno che può influenzare negativamente il benessere psicologico.

La solitudine rappresenta un fattore di rischio crescente e l’OMS evidenzia livelli significativi di isolamento sociale: il 28% delle ragazze di 15 anni riferisce di sentirsi sola, mentre circa una persona su quattro oltre i 60 anni segnala sentimenti di solitudine.

Per questo motivo, la promozione del benessere mentale richiede un approccio multisettoriale, che coinvolga non solo il settore sanitario ma anche politiche sociali, educative e del lavoro.

SALUTE MENTALE E SISTEMI SANITARI: LE PRIORITÀ PER IL FUTURO

La nuova fact sheet evidenzia come il rafforzamento della salute mentale richieda sistemi sanitari più accessibili, inclusivi e orientati alla comunità. In molti Paesi europei i servizi di salute mentale sono ancora concentrati in strutture specialistiche o ospedaliere, mentre l’OMS promuove modelli di assistenza basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria.

Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’accesso ai servizi, la riduzione dello stigma e della discriminazione associati ai disturbi mentali, il rafforzamento delle politiche pubbliche e la promozione della prevenzione lungo tutto l’arco della vita. L’OMS evidenzia, inoltre, l’importanza di coinvolgere attivamente le persone con esperienza diretta di disturbi mentali, le comunità e le organizzazioni della società civile nello sviluppo delle politiche e dei servizi.

Il tema della salute mentale è al centro di numerose iniziative europee e rappresenta un ambito sempre più rilevante anche per le politiche sanitarie nazionali. La fact sheet sottolinea la necessità di rafforzare modelli di assistenza alla salute mentale basati sulla comunità e integrati nell’assistenza sanitaria primaria, promuovendo servizi più accessibili e vicini alle persone.

 

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cure integrate

CARE Survey 2024: il divario di genere nell’assistenza non retribuita

L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) ha rilasciato i risultati della seconda ondata del CARE Survey, condotto nel 2024. Si tratta del più ampio studio a livello UE di questo tipo, che ha raccolto le esperienze di oltre 65.000 persone in tutti i 27 Stati membri. I risultati rivelano come le responsabilità di cura (infanzia e assistenza a lungo termine) rimangano profondamente legate al genere e abbiano conseguenze economiche rilevanti.

Il sondaggio conferma che l’assistenza a lungo termine non è un fenomeno marginale: il 18% delle donne e il 18% degli uomini forniscono assistenza almeno una volta alla settimana. Tuttavia, la simmetria scompare quando si analizza l’intensità del compito: man mano che i bisogni diventano più esigenti (assistenza quotidiana, cure personali, coordinamento dei trattamenti o supervisione costante), le donne hanno molte più probabilità di farsi carico delle responsabilità più pesanti.

I dati evidenziano una massiccia dipendenza dalle reti informali: familiari, amici e vicini rimangono la spina dorsale del supporto. Quasi la metà delle donne (47%) e oltre la metà degli uomini (57%) riceve aiuto non retribuito almeno una volta a settimana. I servizi formali, seppur cruciali, presentano un accesso non uniforme: il 22% degli intervistati segnala bisogni insoddisfatti, indicando come ostacoli principali i costi elevati, la scarsa disponibilità e la qualità. Spesso, dunque, l’assistenza informale non è una scelta volontaria, ma riempie un vuoto strutturale.

Le conseguenze si riflettono pesantemente sulla vita lavorativa: l’assistenza intensiva riduce il tempo a disposizione, interrompe l’occupazione e rimodella le carriere, portando a quella che viene definita “povertà di tempo”. Esiste inoltre un elevato costo umano: chi è impegnato in cure intensive riferisce di sentirsi teso più frequentemente rispetto alla popolazione generale, sottolineando il carico mentale legato a un’assistenza prolungata.

In un contesto di invecchiamento demografico, l’assistenza a lungo termine deve essere riconosciuta come un’infrastruttura critica. Sistemi di cura deboli non solo generano difficoltà sociali, ma erodono la produttività e approfondiscono le disuguaglianze di genere. I risultati del sondaggio supportano gli sforzi congiunti per espandere servizi di alta qualità, rafforzare gli investimenti nell’assistenza formale e promuovere una condivisione più equa delle responsabilità di cura.

Per approfondire è possibile consultare:

 

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Salute mentale

Cyberbullismo: la Commissione Europea lancia un nuovo piano d’azione per la salute mentale

La Commissione Europea ha presentato un nuovo Piano d’Azione contro il Cyberbullismo finalizzato a proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti nell’UE. L’iniziativa si articola attorno a tre pilastri: lo sviluppo di un’app europea per facilitare le richieste di aiuto, il coordinamento degli approcci nazionali e la promozione di pratiche digitali più sicure.

APP EUROPEA PER SEGNALARE IL CYBERBULLISMO 

Elemento essenziale del piano è il rilascio di un’applicazione accessibile per segnalare il cyberbullismo direttamente alle helplines nazionali. Lo strumento permetterà ai giovani di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove delle molestie in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell’app che gli Stati membri potranno adattare, tradurre e connettere ai propri servizi nazionali.

approccio coordinato

Al fine di garantire una protezione uniforme in tutta l’Unione, il piano invita gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali basate su definizioni comuni per il monitoraggio dei dati. Parallelamente, la Commissione rafforzerà le iniziative esistenti attraverso:

  • la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori;
  • l’adozione di linee guida DSA sui “trusted flaggers” per il contrasto ai contenuti illegali;
  • l’integrazione del tema nella direttiva AVMSD sui servizi media audiovisivi;
  • l’attuazione dell’AI Act, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza dell’IA per contrastare i contenuti generati artificialmente e i deepfake.
prevenzione

Il piano incentiva pratiche digitali responsabili fin dalla tenera età. La prevenzione sarà il fulcro della prossima revisione delle linee guida per gli educatori sulla digital literacy nell’ambito dell’Unione delle Competenze. Saranno inoltre potenziate le risorse fornite dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids.

‘Safer Internet Day’

La Commissione continuerà a promuovere i diritti e il benessere dei minori online attraverso il Safer Internet Day. Lanciata nel 2004, la giornata è oggi celebrata in circa 160 paesi per sostenere un ambiente digitale più sicuro a livello globale.

Next steps

L’attuazione del piano coinvolgerà Stati membri, industria, società civile e gli stessi minori. Sono previste ulteriori iniziative, tra cui soluzioni di verifica dell’età che rispettino la privacy e un’indagine sull’impatto dei social media sulla salute mentale.

Background

Si stima che circa un adolescente su sei, nella fascia di età tra gli 11 e i 15 anni, riferisca di essere stato vittima di cyberbullismo. Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, oltre il 90% degli europei ritiene urgente un intervento delle autorità pubbliche per proteggere i minori dall’impatto negativo dei social media sulla salute mentale (93%) e dalle molestie online (92%). Il Piano d’Azione è stato sviluppato sulla base di una consultazione mirata con oltre 6.000 bambini e si integra con gli strumenti normativi già attivi. Tra questi, il Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme elevati standard di sicurezza, supportati dalle linee guida per la protezione dei minori che raccomandano misure come il blocco degli utenti e restrizioni sui gruppi. Parallelamente, la Direttiva AVMSD obbliga le piattaforme di video-sharing a prevenire l’accesso a contenuti dannosi, mentre l’Artificial Intelligence Act stabilisce regole sulla marcatura dei deepfake per prevenire l’inganno. Il Piano potenzierà infine la visibilità delle risorse offerte dai Safer Internet Centres e dalla piattaforma Better Internet for Kids, i cui strumenti sono stati utilizzati da circa 48 milioni di cittadini nel 2025.

 

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Salute mentale

Webinar OMS: Lancio del pacchetto di assistenza per salute mentale e NTDs

In occasione della Giornata mondiale delle malattie tropicali trascurate 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità promuove un webinar dedicato al lancio dell’“Essential care package to address mental health and stigma for persons with neglected tropical diseases”.

Le malattie tropicali trascurate sono frequentemente associate a disturbi di salute mentale, disabilità e stigma, che incidono sull’accesso alle cure, sulla partecipazione sociale e sulla qualità della vita delle persone colpite.

Il nuovo pacchetto di cure ASSISTENZIALI

Il documento propone un insieme di interventi per integrare la salute mentale e il contrasto allo stigma nei programmi dedicati alle NTDs, con l’obiettivo di supportare operatori sanitari e decisori nello sviluppo di risposte più complete e centrate sulla persona.

Organizzazione e partecipazione

Il webinar è organizzato dall’OMS, in collaborazione con la Liverpool School of Tropical Medicine e il Mental Health Innovation Network.

L’evento si terrà il 4 febbraio 2026, dalle 14:00 alle 15:00 CET, in modalità virtuale, con possibilità di partecipazione anche in presenza presso la Liverpool School of Tropical Medicine.

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Salute mentale bandi

JTC Brain Health, nel 2026 partono le prime Joint Transnational Calls

La European Partnership for Brain Health ha annunciato il lancio delle Joint Transnational Calls 2026, che segnano l’avvio operativo del nuovo partenariato europeo dedicato alla ricerca sulla salute del cervello. Le call introducono le JTC come strumento di finanziamento finalizzato a rafforzare la cooperazione transnazionale e l’innovazione scientifica in ambito neuroscientifico, con una scadenza unica fissata al 10.03.2026.

Il Partenariato europeo che riunisce 53 partner di 31 Paesi, è cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe e istituito per rafforzare il coordinamento strategico della ricerca sulla salute mentale a livello europeo. Attraverso le Joint Transnational Calls, la partnership traduce i propri obiettivi in azioni concrete di finanziamento rivolte a consorzi di ricerca internazionali.

Nel corso del 2026 il Partenariato prevede il lancio di due Joint Transnational Calls distinte. La prima call sarà dedicata ai disturbi neurologici, mentali e sensoriali e si concentrerà su approcci interdisciplinari capaci di integrare dimensioni biologiche, sociali e ambientali lungo l’arco della vita. La seconda call sarà focalizzata sulle malattie neurodegenerative e intende promuovere progetti di ricerca orientati a migliorare la comprensione dei meccanismi e dei fattori che influenzano l’insorgenza e la progressione di queste patologie. Le proposte selezionate possono avere una durata di massimo tre anni, con l’obiettivo di sostenere percorsi di ricerca capaci di produrre risultati solidi e trasferibili.

L’avvio dellE JTC come nuovo strumento europeo

L’avvio delle JTC risponde all’esigenza di creare un quadro strutturato e condiviso per il finanziamento della ricerca sulla salute del cervello. Le call saranno gestite attraverso procedure armonizzate tra gli enti finanziatori nazionali e regionali partecipanti, favorendo la costruzione di consorzi transnazionali e la messa in rete delle competenze scientifiche a livello europeo.

Attraverso le JTC, Il partenariato BrainHealth consolida il proprio impegno nel promuovere una ricerca neuroscientifica di eccellenza, orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di soluzioni innovative, contribuendo a rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere alle sfide emergenti legate alla salute del cervello.

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Salute mentale

OMS: adottata la nuova dichiarazione globale sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale

All’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali hanno adottato la prima dichiarazione politica in assoluto per affrontare congiuntamente le malattie non trasmissibili e la salute mentale, fissando obiettivi globali integrati per il 2030 volti a ridurre il consumo di tabacco, controllare l’ipertensione e ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria mentale.

La Dichiarazione

Questa dichiarazione pone l’accento sull’equità, sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul finanziamento sostenibile e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società, con una revisione dei progressi compiuti entro il 2030.

I leader di tutto il mondo riuniti all’ottantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) hanno adottato una nuova dichiarazione politica per affrontare le malattie non trasmissibili (MNT) e la salute mentale attraverso un approccio completamente integrato. La dichiarazione è il risultato dei negoziati intergovernativi tenuti prima della quarta riunione di alto livello dell’UNGA sulla prevenzione e il controllo delle MNT e la promozione della salute mentale e del benessere, tenutasi il 25 settembre 2025, e da essa esaminati.

Intitolata “Equità e integrazione: trasformare vite e mezzi di sussistenza attraverso la leadership e l’azione sulle malattie non trasmissibili e la promozione della salute mentale e del benessere”, la dichiarazione è la prima ad affrontare insieme le MNT e la salute mentale. Essa rappresenta un’importante opportunità per accelerare i progressi globali attraverso obiettivi globali chiaramente definiti per il 2030, inaugurando una nuova fase nella risposta alle sfide sanitarie che colpiscono persone di tutte le età e livelli di reddito in tutto il mondo.

Le malattie non trasmissibili rimangono la principale causa di morte prematura, causando 18 milioni di vittime ogni anno, mentre i disturbi mentali colpiscono oltre un miliardo di persone in tutto il mondo. Queste patologie sono spesso causate da fattori di rischio prevenibili quali diete non salutari, consumo di tabacco e alcol, inattività fisica e inquinamento atmosferico, molti dei quali danneggiano anche la salute mentale. La loro crescente diffusione in tutti i paesi li rende una preoccupazione fondamentale non solo per la salute pubblica, ma anche per la produttività e la crescita economica sostenibile.

Una delle principali innovazioni della dichiarazione è la definizione di tre obiettivi globali da raggiungere entro il 2030:

  • 150 milioni di fumatori in meno;
  • 150 milioni di persone in più con ipertensione controllata;
  • 150 milioni di persone in più con accesso all’assistenza sanitaria mentale.

A sostegno di questi risultati, la dichiarazione fissa anche obiettivi misurabili a livello di sistema, tra cui l’adozione diffusa di politiche nazionali, servizi di assistenza sanitaria di base più forti, misure di protezione finanziaria, piani nazionali multisettoriali e sistemi di sorveglianza robusti.

Il testo della dichiarazione integra gli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 e affronta nuove sfide quali l’aumento delle malattie non trasmissibili, i determinanti ambientali e i danni causati dal digitale. Esso pone l’accento sull’equità, su una regolamentazione più rigorosa, su finanziamenti sostenibili e su un approccio che coinvolga l’intero governo e l’intera società. I progressi compiuti nel rispetto di questi impegni saranno valutati entro il 2030, con l’OMS e i partner delle Nazioni Unite che sosterranno i paesi nel tradurli in azioni nazionali e nel garantire la responsabilità.

 

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