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Intelligenza artificiale: investimento della Commissione Europea per quattro strutture di sperimentazione

Il 27 giugno 2023, la Commissione europea ha lanciato un’iniziativa di investimento dal valore di 220 milioni di EUR, in collaborazione con gli Stati membri e 128 partner provenienti dal settore della ricerca, dell’industria e delle organizzazioni pubbliche. L’annuncio è avvenuto durante un evento a Copenaghen e riguarda quattro strutture di sperimentazione e test per l’intelligenza artificiale (IA).

Nell’ambito del programma Europa Digitale, la Commissione europea cofinanzierà le TEF (Test and Experimentation Facilities) con un totale di 110 milioni di EUR, distribuiti su un periodo di cinque anni. L’obiettivo delle TEF è quello di agevolare lo sviluppo di IA affidabile e promuoverne l’adozione in Europa, offrendo un ambiente di sperimentazione per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie di IA. Le strutture saranno accessibili a tutti i fornitori di tecnologie in tutta Europa, consentendo loro di testare e sperimentare l’IA, la robotica e altre tecnologie emergenti.

Le quattro TEF avviate includono:

  1. TEF CitCom.ai: Concentrato sullo sviluppo tecnologico per città e comunità intelligenti, con un’attenzione iniziale su energia, trasporti e connettività. Questo contribuirà a accelerare lo sviluppo di un’IA affidabile in Europa, consentendo alle imprese di testare e sperimentare prodotti basati sull’IA in contesti reali.

  2. TEF-Health: Rivolto al settore sanitario, coprirà diversi ambiti, dall’apprendimento automatico nella diagnostica per immagini, alle simulazioni cerebrali complesse e l’impiego di robot per interventi e riabilitazione.

  3. TEF rilevante per l’IA: Mirato a potenziare la resilienza e la flessibilità dell’industria manifatturiera europea attraverso l’adozione degli ultimi sviluppi in materia di IA, robotica e sistemi intelligenti e autonomi per una produzione flessibile.

  4. TEF agroalimentare: Rivolto al settore agricolo e della produzione alimentare, si focalizzerà su sperimentazioni come l’utilizzo di trattori robotici e l’ottimizzazione della produzione vegetale attraverso l’intelligenza artificiale.

Le quattro strutture di prova saranno completamente accessibili a partire da gennaio 2024, ma alcuni servizi saranno già disponibili a partire da luglio 2023.

Per consultare la pagina ufficiale si prega di consultare il seguente LINK.

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Progetto REVERT: lancio di uno studio clinico a supporto dei pazienti affetti da tumore al colon-retto avanzato

Al via il trial clinico del progetto REVERT (taRgeted thErapy for adVanced colorEctal canceR paTients), finanziato nell’ambito del Programma Horizon Europe 2020, che vede l’Italia in prima fila al servizio della medicina predittiva in ambito oncologico grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Il progetto REVERT viene portato avanti in collaborazione con il centro di coordinamento Europeo dell’IRCCS San Raffaele ed il centro di coordinamento del trial clinico dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Il Policlinico Universitario di Tor Vergata coordinerà i Centri Europei coinvolti nel trial clinico, che mira alla validazione pre-marketing di un sistema decisionale clinico, basato su algoritmi di predizione della risposta al trattamento in pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto in fase avanzata.

I dati sul tumore del colon-retto e l’importanza di Revert

Il tumore del colon-retto rappresenta la terza causa di neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne, con incidenza minore soltanto ai tumori polmonari e mammari.

Dall’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica “I numeri del cancro in Italia 2022” si stima per l’anno in riferimento 48.100 nuovi casi (26.000 negli uomini e 22.100 nelle donne, in crescita rispetto al 2020 rispettivamente del +1,5% e del +1,6%), manifestatisi con sempre maggiore frequenza tra gli under 50, tra i quali le diagnosi sono raddoppiate con un tasso di mortalità previsto in aumento fino al 2030.

Inoltre, circa il 50% dei pazienti con cancro del colon-retto locale sviluppa in seconda istanza delle metastasi a distanza e quasi il 21% dei pazienti presenta tali metastasi già nel momento stesso della prima diagnosi. In questo contesto, urge porre l’accento sulla selezione del primo trattamento farmacologico nella malattia metastatica, che rappresenta un passaggio cruciale nel percorso terapeutico di questi pazienti, consentendo un significativo miglioramento dei tassi di risposta e della sopravvivenza globale, grazie all’associazione tra farmaci chemioterapici e farmaci a bersaglio molecolare.

L’utilizzo ambizioso ed innovativo dell’Intelligenza Artificiale in REVERT

La Prof.ssa Fiorella Guadagni, Coordinatrice del Progetto e della Biobanca BioBIM® e banca dati associata dell’IRCCS San Raffaele, nonché Professore Ordinario di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica presso l’Università Telematica San Raffaele Roma, spiega: “Il progetto nasce dall’esperienza realizzata al San Raffaele di Roma, dove già nel 2006 è stata creata una banca biologica e banca dati interistituzionale e multidisciplinare per l’applicazione di metodologie di intelligenza artificiale finalizzate alla messa a punto di protocolli di medicina predittiva.

L’obiettivo è quello di costruire un innovativo sistema di supporto decisionale basato sull’intelligenza artificiale utilizzando l’esperienza e i dati del mondo reale di diversi ospedali che operano nel sistema sanitario dell’UE per un modello innovativo di terapia combinatoriale, basato su un approccio di medicina personalizzata, che identifica l’intervento terapeutico più efficace per il singolo paziente con cancro colorettale”.

Attraverso questo modello innovativo, basato su tecniche di Intelligenza Artificiale, si intende personalizzare il trattamento terapeutico dei pazienti con tumore del colon-retto metastatico – non suscettibili di intervento chirurgico – identificando, di volta in volta, quello più efficace.

Lo studio clinico verificherà l’efficacia predittiva dell’Intelligenza Artificiale sulla scelta del migliore trattamento in un’ottica ‘personalizzata’”, spiega il Prof. Mario Roselli, Direttore dell’Unità di Oncologia Medica del Policlinico Universitario Tor Vergata e Professore Ordinario presso l’Ateneo. “L’algoritmo decisionale, infatti, è stato precedentemente “educato”, tramite valutazione retrospettiva dei profili clinici di pazienti già trattati nelle Unità di Oncologia partecipanti al progetto e che, in base alla loro risposta al trattamento, sono stati definiti ‘responder’ o ‘non responder’.

Tale algoritmo, applicato ai nuovi pazienti arruolati nello studio clinico consentirà di supportare lo sperimentatore verso la migliore scelta terapeutica. Sebbene il trial REVERT sia specificamente rivolto alla patologia colorettale metastatica, si prevede che i suoi risultati possano avere un impatto positivo su altre tipologie di tumore.”

I partner del progetto REVERT

Tra i partner Europei, oltre l’IRCCS San Raffaele in qualità di centro di coordinamento del progetto, e l’Università di Roma “Tor Vergata”, REVERT vede coinvolte 7 Unità di Oncologia Medica appartenenti a 3 diverse Nazioni Europee, quali: l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (centro coordinatore clinico), l’Università di Firenze e quella Palermo, l’Institutul Regional de Oncologie Iasi e il Clusterul Regional Inovativ de Imagistica Moleculara Structurala (entrambe in Romania) e il Servicio Murciano De Salud (Spagna) che si occuperanno dell’arruolamento dei pazienti.

Tra i partner non prettamente clinici di REVERT che partecipano al progetto si annoverano: ProMIS –Programma Mattone Internazionale Salute, responsabile della disseminazione e comunicazione dei risultati, Malmo Universitet (Svezia), Umea Universitet (Svezia), Genxpro GMBH (Germania), Bundesanstalt Fuermaterialforschung Und-Pruefung (Germania), Biovariance GMBH (Germania), Fundacion Universitaria San Antonio (Spagna), Luxembourg Institute of Health (Lussemburgo) e Olomedia (Italia).

 

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Bando DIGITAL EUROPE sullo sviluppo della piattaforma AI on-demand

E’ stata lanciata la call for proposal “Deployment of the AI-on-demand platform” (DIGITAL-2022-CLOUD-AI-B-03-AI-ON-DEMAND) nell’ambito del programma Digital Europe, con deadline il 29 agosto 2023.

Il prograamma di Digital Europe sull’intelligenza artificiale:

Il programma Digital Europe ha tra i suoi obiettivi quello di rafforzare le capacità dell’UE in materia di intelligenza artificiale (IA), per la trasformazione digitale del settore pubblico e privato.

Il progetto selezionato svilupperà e implementerà la piattaforma di intelligenza artificiale, tenendo conto dei requisiti necessari e dei meccanismi per ottimizzare l’impatto della piattaforma di intelligenza artificiale. La piattaforma raccoglierà tutte le risorse di intelligenza artificiale (algoritmi e strumenti) e li metterà a disposizione degli utenti potenziali, delle imprese e delle amministrazioni pubbliche, con i servizi necessari per agevolarne l’integrazione.

Le proposte devono essere presentate da un consorzio di almeno 4 richiedenti indipendenti (beneficiari; non entità affiliate) per 3 diversi paesi ammissibili.

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AI Act: un passo avanti per regolare l’intelligenza artificiale a livello europeo

Con i loro emendamenti alla proposta della Commissione per l’AI Act, i membri del Parlamento europeo mirano a garantire che sistemi AI siano supervisionati da persone, siano sicuri, trasparenti, rintracciabili, non discriminatori ed ecologicamente sostenibili.

Le regole stabiliscono obblighi per fornitori e utenti a seconda del livello di rischio che l’AI può generare. I membri del Parlamento europeo hanno apportato modifiche sostanziali all’elenco incluso nell’AI Act per includere divieti sull’utilizzo intrusivo e discriminatorio di sistemi AI, come:

  • Sistemi di identificazione biometrica a distanza “in tempo reale” in luoghi accessibili al pubblico;
  • Sistemi di identificazione biometrica a distanza “post”, con l’unica eccezione delle forze dell’ordine per il perseguimento di reati gravi e solo previa autorizzazione giudiziaria;
  • Sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili (ad esempio, genere, razza, etnia, cittadinanza, religione, orientamento politico);
  • Sistemi di polizia preventiva (basati su profilazione, localizzazione o comportamento criminale passato);
  • Sistemi di riconoscimento delle emozioni nell’applicazione della legge, nella gestione delle frontiere, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni educative;
  • Raccolta indiscriminata di dati biometrici da social media o da registrazioni di circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale (violando i diritti umani e il diritto alla privacy).

I membri del Parlamento europeo hanno ampliato la classificazione delle aree ad alto rischio per includere danni alla salute delle persone, alla sicurezza, ai diritti fondamentali o all’ambiente (aggiungendo i sistemi AI per influenzare gli elettori nelle campagne politiche e nei sistemi di raccomandazione utilizzati dalle piattaforme di social media).

Inoltre, sono stati inclusi obblighi per i fornitori di modelli di base che dovranno garantire una protezione solida dei diritti fondamentali, della salute e della sicurezza, dell’ambiente, della democrazia e dello stato di diritto. I modelli di base generativi, come GPT, dovranno rispettare ulteriori requisiti di trasparenza, come indicare che il contenuto è stato generato da AI, progettare il modello in modo da impedirgli di generare contenuti illegali e pubblicare riassunti dei dati protetti da copyright utilizzati per l’addestramento.

Per maggiori informazioni sull’AI Act prega di consultare il seguente LINK.