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Osservatorio EU: policy brief sulla valutazione del sistema sanitario

I messaggi chiave di questo policy brief presentato dall’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie durante la terza sessione plenaria della conferenza sui sistemi sanitari “Fiducia e trasformazione: sistemi sanitari resilienti e sostenibili per il futuro” per commemorare i 15 anni della Carta di Tallinn, tenutasi il 15 dicembre 2023, sono i seguenti:

 

Questo documento serve come prova di concetto per un cruscotto di valutazione delle prestazioni dei sistemi sanitari (HSPA). Spiana la strada per lo sviluppo di un cruscotto di indicatori chiave HSPA adatto alle politiche, che aiuterà i responsabili politici a identificare e rispondere ai problemi di performance.

 

L’HSPA è uno strumento di supporto alla trasformazione dei sistemi sanitari. Fornisce una panoramica delle prestazioni dei sistemi sanitari in modo che i responsabili politici possano individuare i problemi e progettare risposte adeguate.

 

L’utilizzo di indicatori selezionati per spiegare le prestazioni e guidare le risposte politiche aiuterebbe a promuovere la comprensione e la fiducia nel sistema sanitario e a sostenere il cambiamento delle politiche. La raccolta degli indicatori HSPA in un sottoinsieme di importanza critica per le politiche, la concentrazione su un numero minore di parametri rilevanti e la centralità delle questioni politiche nel processo HSPA migliorano la rilevanza per le politiche.

 

Il quadro HSPA globale OMS-Osservatorio europeo e il quadro HSPA rinnovato dell’OCSE consentono ai responsabili politici di orientarsi nei sistemi sanitari. L’inserimento di indicatori rilevanti per le politiche li rende più agibili e utili nella pratica. I due quadri delineano i collegamenti di performance tra indicatori, funzioni del sistema sanitario e obiettivi del sistema sanitario. Si allineano nell’identificare gli elementi chiave della performance del sistema sanitario ed entrambi supportano un cruscotto delle politiche.

 

Gli indicatori traccianti riflettono questioni politiche chiave e aree prioritarie. Sono stati utilizzati gli indicatori relativi alla forza lavoro, alla salute digitale, alla centralità delle persone e agli esiti dell’erogazione dei servizi, in quanto ambiti politici chiave di interesse per l’OMS, l’OCSE e l’Osservatorio europeo e perché sono fondamentali per sistemi sanitari performanti e resilienti.

 

Domande relative alle politiche sono utilizzate per inquadrare la selezione degli indicatori alla luce delle priorità dei responsabili politici. Iniziare con una domanda concreta aiuta a selezionare indicatori a livello di sistema che parlino di politiche, in modo che la valutazione delle prestazioni del sistema sanitario sia pertinente e ancorata agli obiettivi del sistema.

 

Gli indicatori traccianti sono selezionati con un’attenzione particolare a specifiche aree del sistema sanitario, ma hanno anche dei limiti. Segnalano potenziali questioni sistemiche ed evidenziano problemi, ma non possono fornire misure precise della performance o definire risposte politiche. Quando vengono compresi nel contesto, segnalano le aree che necessitano di ulteriori indagini approfondite sulle cause alla radice di prestazioni non ottimali.

 

Gli investimenti nella raccolta dei dati sono fondamentali per far funzionare l’HSPA per le politiche. È importante stanziare risorse per migliorare la raccolta dei dati e per risolvere i problemi di dati radicati e sviluppare strumenti che facilitino lo sviluppo di un’adeguata infrastruttura di dati a sostegno dei flussi di informazioni a livello nazionale e internazionale.

 

Rendere i risultati dell’HSPA più adatti alle politiche è un processo continuo che produrrà risultati notevoli. Spostare l’attenzione sulle questioni politiche, rivedere i dati sanitari esistenti, affrontare le principali lacune e trovare modi innovativi per utilizzare gli indicatori esistenti non può avvenire dall’oggi al domani. È necessaria un’attenta collaborazione tra le principali organizzazioni internazionali, in particolare l’OMS, l’OCSE, l’UE e l’Osservatorio europeo, in modo che le metodologie possano essere allineate per sostenere le decisioni politiche.

 

 

Per ricevere aggiornamenti da parte dell’osservatorio europeo sui sistemi sanitari quando la versione definitiva della pubblicazione sarà accessibile si prega di consultare il seguente LINK.

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Data Space for Smart Communities: in arrivo il nuovo bando

“Data Space for Smart and Sustainable Cities and Communities” (DS4SSCC) costituisce un’iniziativa preparatoria volta a istituire uno spazio dati per comunità intelligenti, fungendo da catalizzatore per il Green Deal dell’UE e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il 1° ottobre 2023 è stata avviata la seconda fase con l’attuazione del Data Space for Smart Communities.

Consapevoli del ruolo cruciale che i dati ricoprono oggi, sia nell’ambito dell’intelligenza artificiale che per un governo efficace, la fase di attuazione di questa iniziativa incoraggia i governi locali e il relativo ecosistema a presentare proposte concrete per progetti pilota nell’ambito dell’implementazione dell’iniziativa.

Il bando sarà aperto il 17 gennaio 2024 e sarà presentato durante la Open & Agile Smart Cities Conference di Rotterdam. Un cospicuo budget di 15 milioni di euro sarà destinato a 10-12 proposte. Inoltre, per assicurare il successo di tali progetti pilota, sarà fornito un supporto completo, comprensivo di un programma di tutoraggio e formazione guidato da esperti.

 

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digital health

Medicina personalizzata: secondo forum internazionale di esperti e workshop sul dialogo politico

Questo workshop online, co-organizzato dal Gruppo Tematico Innovazione Sanitaria di ENRICH GLOBAL in collaborazione con i progetti IC2PerMed e PROPHET, è rivolto a responsabili politici, ricercatori, innovatori, organizzazioni di supporto e altre parti di qualsiasi regione del mondo interessate alla medicina personalizzata (PM), alla prevenzione personalizzata e alla collaborazione internazionale.

 

Il workshop consentirà lo scambio di esperienze e il dibattito sui diversi approcci alla medicina personalizzata, su come sostenere meglio la ricerca basata sull’evidenza, lo sviluppo di infrastrutture, il coordinamento tra ricerca e politica e la collaborazione internazionale nella medicina personalizzata, in particolare nella prevenzione personalizzata, nella salute digitale, nell’analisi dei dati medici, nel biobanking e in altri argomenti correlati.

 

Il workshop porterà i punti di vista di responsabili politici, ricercatori e innovatori e possibilmente identificherà futuri argomenti di interesse per i partner internazionali da condividere con le iniziative internazionali di PM, come ICPerMed e EP PerMed. Inoltre, il workshop mira a integrare gli specialisti del settore sanitario interessati nella comunità ENRICH GLOBAL Health Innovation, composta da oltre 500 esperti di tutto il mondo, con l’obiettivo di stimolare ulteriori scambi e la nascita di nuove iniziative per una maggiore collaborazione internazionale nel campo della salute.

 

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Altro

Relazione intermedia comune sull’attuazione del Piano d’azione dell’UE per la parità di genere

Secondo quanto risulta dalla relazione intermedia comune della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna sull’attuazione del piano d’azione dell’UE sulla parità di genere (GAP III) appena pubblicata, nel periodo 2021-2022, durante i primi anni di attuazione del GAP III, l’Unione europea ha impegnato 22,4 miliardi di € per contribuire alla costruzione di un mondo più equo.

L’UE ha sostenuto i paesi partner e la società civile nel miglioramento della parità di genere, con risultati trasformativi, tra cui un’aumentata protezione delle donne e delle ragazze dalla violenza di genere, una più nutrita partecipazione alla vita pubblica e politica, un maggiore accesso all’istruzione, alla sanità e alla protezione sociale e all’emancipazione economica nell’ambito dell’approccio Team Europa.

Al fine di consolidare questi risultati, l’UE proroga la durata del piano d’azione sulla parità di genere dal 2025 al 2027.

 

Tre anni del piano d’azione sulla parità di genere

In molte parti del mondo, i diritti delle donne e delle ragazze sono stati minacciati, ridotti o completamente eliminati, e ciò ha rappresentato un considerevole passo indietro rispetto ai significativi progressi ottenuti nel corso di decenni. Fin dalla sua adozione nel novembre 2020, il piano d’azione sulla parità di genere III ha pertanto messo i diritti umani e l’emancipazione, in particolare per le donne e le ragazze, in cima all’agenda di azioni esterne dell’UE, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e con altri impegni internazionali.

La percentuale di nuove azioni esterne aventi come obiettivo principale o significativo la parità di genere è passata dal 64,71 % nel 2019, prima dell’adozione del GAP III, al 72 % nel 2022, al fine di raggiungere l’obiettivo dell’85 % entro il 2025. I finanziamenti dell’UE per iniziative i cui obiettivi strategici sono la parità di genere e l’emancipazione femminile sono aumentati, passando da circa 9 miliardi di € nel 2021 a 13 miliardi di € nel 2022. La strategia Global Gateway, pubblicata nel dicembre 2021, integrerà gli obiettivi del GAP III.

Nel 2022 la parità di genere è stata all’ordine del giorno dei dialoghi politici, sulla sicurezza e/o sui diritti umani tra l’UE e circa 100 paesi partner. Con 33 di questi paesi i dialoghi si sono concentrati esclusivamente sulla parità di genere. Inoltre, le delegazioni dell’UE hanno elaborato 131 piani di attuazione a livello nazionale che adattano il piano d’azione sulla parità di genere al contesto locale, rafforzando l’approccio Team Europa dell’UE e dei suoi Stati membri.

 

Per scaricare la relazione intermedia si prega di consultare il seguente LINK.

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digital health

Adottata posizione sulla proposta della creazione di uno Spazio europeo dei dati sanitari

Martedì 26 novembre 2023, durante la seduta congiunta delle Commissioni ENVI e LIBE del Parlamento Europeo, è stata adottata la posizione sulla creazione di uno Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS) per promuovere la portabilità dei dati sanitari personali e una condivisione più sicura.

 

Nello specifico, i deputati hanno adottato la relazione con 95 voti a favore, 18 contrari e 10 astensioni.

 

È stata evidenziata la necessità di rendere obbligatoria l’autorizzazione esplicita dei pazienti per l’uso secondario di alcuni dati sanitari sensibili e prevedere un meccanismo di opt-out per altri dati.

 

Inoltre, la posizione adottata amplierebbe anche l’elenco dei casi in cui un uso secondario garantirebbe che tutti i Paesi dell’UE ricevano fondi sufficienti per fornire protezioni per l’uso secondario dei dati e per proteggere i dati che rientrano nei diritti di proprietà intellettuale.

 

I cittadini avranno il diritto di accedere ai propri dati sanitari in vari sistemi sanitari dell’UE, mentre i professionisti della salute potranno consultare dati come report dei pazienti, ricette e risultati di laboratorio. La legislazione prevede anche regole sulla qualità e sicurezza dei dati per i fornitori di Electronic Health Records (EHR) nell’UE, monitorati dalle autorità nazionali di sorveglianza.

 

L’EHDS consentirà la condivisione di dati sanitari aggregati per scopi di interesse pubblico legati alla salute, come ricerca, innovazione, formulazione di politiche, istruzione, sicurezza del paziente o scopi regolatori. Allo stesso tempo, saranno vietati usi come la pubblicità o la condivisione non autorizzata a terzi. I cittadini avranno il diritto di dare il consenso esplicito per l’uso secondario di determinati dati sensibili sulla salute.

 

I relatori del Parlamento Europeo sottolineano l’equilibrio tra il diritto alla privacy dei pazienti e il potenziale dei dati sanitari digitali per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e stimolare l’innovazione nel settore.

 

Annalisa Tardino (ID, Italy), Civil Liberties Committee co-rapporteur, ha dichiarato: “Questa è una proposta molto importante e tecnica, con un enorme impatto e potenziale per i nostri cittadini e pazienti. Il nostro testo è riuscito a trovare il giusto equilibrio tra il diritto alla privacy del paziente e l’enorme potenziale dei dati sanitari digitali, destinati a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e a produrre innovazioni nel settore.”

 

Tomislav Sokol (EPP, Croatia), Environment Committee co-rapporteur, ha aggiunto: “L’European Health Data Space rappresenta uno dei pilastri centrali dell’Unione Europea per la Salute e una pietra miliare nella trasformazione digitale dell’UE, per l’empowerment dei cittadini e la condivisione responsabile dei dati sanitari – potenziando la ricerca e l’innovazione nell’UE.”

La bozza di proposta sullo Spazio europeo dei dati sanitari è stata votata durante la sessione plenaria del PE di mercoledì 13 dicembre 2023. La plenaria ha adottato la relazione legislativa, che fungerà da mandato negoziale del Parlamento nei colloqui con il Consiglio sulla forma definitiva della legislazione, con 516 voti favorevoli, 95 contro e 20 astensioni. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati sulla forma definitiva della legge con i governi UE, che hanno adottato la loro posizione il 6 dicembre.

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Salute mentale cure integrate

Consiglio UE: approvate le conclusioni sulla salute mentale

Il 30 novembre, il Consiglio dell’Unione Europea ha ufficialmente approvato le conclusioni sulla salute mentale, in risposta alle proposte presentate dalla Presidenza spagnola. Questo rappresenta un passo significativo tra le quattro serie di conclusioni volte a prioritizzare la salute mentale nell’Unione Europea.

Il Consiglio ha accolto positivamente molte delle raccomandazioni avanzate da Mental Health Europe, dimostrando un progresso sostanziale. La specifica raccomandazione del Consiglio all’Unione Europea e agli Stati membri di perseguire un approccio completo alla salute mentale entro il 2024 e oltre costituisce un progresso significativo nella costruzione di una Strategia Europea per la Salute Mentale. La richiesta alla Commissione Europea di presentare un documento esaustivo, contenente una tabella di marcia dettagliata per ciascuna iniziativa principale insieme al relativo budget finanziario, oltre al monitoraggio dell’efficacia di tali iniziative, è di particolare rilevanza.

Il riconoscimento dell’importanza dei diritti umani è stato evidenziato, sottolineando che il diritto alla salute incorpora inevitabilmente il diritto alla salute mentale. La necessità di implementare la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, con una valutazione accurata della conformità dei servizi di salute mentale ai diritti umani, rappresenta un ulteriore aspetto positivo di queste conclusioni.

Il Consiglio ha sottolineato che la salute mentale è plasmata da determinanti ambientali, socio-economici e commerciali, apprezzando al contempo l’attenzione dedicata alla lotta contro disuguaglianze e discriminazioni quale strumento preventivo contro i problemi di salute mentale.

L’invito esplicito a coinvolgere attivamente le persone con esperienze dirette e integrare conoscenze multidisciplinari nei processi di formazione, riforme, ricerca e sviluppo politiche è un altro aspetto positivo delle conclusioni. La necessità di cooperazione tra gli stakeholder chiave della società, inclusi il pubblico, la società civile e il settore privato, è stata sottolineata come fondamentale.

Infine, è stata introdotta una nuova raccomandazione sull’implementazione di una valutazione dell’impatto sulla salute mentale e sulla considerazione dei potenziali conflitti di interesse nei rapporti con gli stakeholder, al fine di garantire un processo trasparente e centrato sulla tutela della salute mentale dell’intera popolazione.

 

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Cliccando QUI invece è possibile visualizzare il verbale dell’incontro del 30 Novembre 2023 relativo all’ADOZIONE DELLE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO SULLA SALUTE MENTALE.

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cure integrate

Unicef: introdotti gli strumenti innovativi per la salute mentale degli adolescenti

 L’Unicef annuncia l’introduzione di due strumenti innovativi per promuovere la salute mentale degli adolescenti: il corso e-learning “Supporto integrato all’adolescenza e alla transizione all’età adulta” e il “Kit di espressione e innovazione per adolescenti”.

Il corso, sviluppato in collaborazione con Federped, Cnoas e Cnop, offre competenze fondamentali attraverso sei moduli. Questi moduli coprono argomenti cruciali come il coordinamento tra attori e servizi, i diritti riconosciuti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e l’approccio multidisciplinare. I successivi moduli si concentrano sulla salute mentale, la violenza di genere, e il benessere psicosociale dei giovani migranti e rifugiati.

Tutti i contenuti sono accessibili sulla piattaforma online dell’Unicef, permettendo agli utenti di completare il corso e ottenere attestati di partecipazione e crediti formativi. Questa iniziativa mira a fornire conoscenze approfondite per affrontare le sfide specifiche legate all’adolescenza e alla transizione all’età adulta.

Parallelamente, l’Unicef presenta il “Kit di espressione e innovazione per adolescenti”, uno strumento derivato dall’esperienza in contesti umanitari ed emergenziali. Questo kit supporta gli operatori nell’organizzazione di interventi di gruppo per adolescenti in situazioni di rischio, come conflitti o emergenze naturali. Il kit, che include una guida di approfondimento e un pacchetto di attività, promuove la partecipazione attiva degli adolescenti e crea spazi sicuri e inclusivi, come il “Cerchio di Adolescenti”.

 

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digital health

Accordo provvisorio europeo per il nuovo portafoglio di identità digitale

Il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla creazione di un quadro paneuropeo di identità digitale.

 

Secondo il testo concordato, questo nuovo portafoglio di identità digitale consentirà ai cittadini di identificarsi e autenticarsi online senza dover ricorrere a fornitori commerciali – una pratica che solleva problemi di fiducia, sicurezza e privacy.

 

Il portafoglio dell’UE sarà utilizzato su base volontaria. Durante i negoziati, gli eurodeputati hanno ottenuto disposizioni per salvaguardare i diritti dei cittadini e promuovere un sistema digitale inclusivo, evitando discriminazioni nei confronti di coloro che scelgono di non utilizzare il portafoglio digitale.

 

L’accordo prevede la gratuità delle “firme elettroniche qualificate” per gli utenti dei portafogli dell’UE, che sono le più affidabili e hanno lo stesso valore legale di una firma autografa, nonché le interazioni tra portafogli, per migliorare la fluidità degli scambi digitali. Gli eurodeputati hanno anche imposto la natura open-source del portafoglio per incoraggiare la trasparenza, l’innovazione e migliorare la sicurezza. Inoltre, hanno stabilito regole rigorose per la registrazione e la supervisione delle aziende coinvolte per garantire la responsabilità e la tracciabilità.

 

Attraverso il cosiddetto cruscotto della privacy, gli utenti potranno avere il pieno controllo dei propri dati e richiederne la cancellazione, come previsto dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Inoltre, la normativa prevede il diritto di utilizzare uno pseudonimo.

 

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Lanciata la piattaforma Harnessing Talent Platform della DG REGIO

Il 23 e 24 Novembre si è svolto a Bruxelles l’evento di lancio della Piattaforma di Valorizzazione dei Talenti (Harnessing Talent Platform) da parte della Direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO) della Commissione Europea.  I lavori sono stati introdotti dalla Commissaria Europea per la Coesione e le Riforme Elisa Ferreira. La Harnessing Talent Platform (HTP) è una piattaforma per la creazione di conoscenze e lo scambio di esperienze, che mira a sostenere le regioni d’Europa nell’affrontare le conseguenze del cambiamento demografico e nel mitigare le sfide associate al declino della popolazione con istruzione terziaria in tutta l’UE.

Sono 46 le regioni d’Europa che, in base ai dati sulla forza lavoro giovanile e sull’educazione terziaria, sono considerate bloccate nella cosiddetta “trappola per lo sviluppo dei talenti”. Tra queste, 12 regioni italiane: Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia. Altre 36 regioni sono invece considerate a rischio di cadere nella trappola.

Il 12 settembre scorso la Commissione ha lanciato un invito a presentare candidature rivolto alle 46 regioni e ha selezionato 10 regioni che riceveranno assistenza tecnica per aiutarle ad attrarre, sviluppare e trattenere i talenti e per affrontare l’impatto del cambiamento demografico. La Commissione aiuterà le regioni nell’identificazione dei bisogni e delle priorità e fornirà consulenza e supporto metodologico. Il lavoro inizierà a gennaio 2024 e proseguirà fino a maggio 2026. Per l’Italia è stata selezionata la regione Puglia.

La Harnessing Talent Platform ha previsto anche la creazione di gruppi di lavoro che riuniscono gli stakeholder di diversi livelli territoriali per discutere sul tema della valorizzazione dei talenti nelle regioni d’Europa in quattro settori: Digitale, Salute, Ricerca e Innovazione, Sviluppo Territoriale. Il ProMIS è stato selezionato per partecipare al gruppo Salute.

Nella giornata del 24 novembre i membri dei gruppi di lavoro (20 partecipanti per ogni gruppo) si sono incontrati per la prima volta.  Il lavoro dei gruppi consentirà di approfondire le modalità con cui le regioni che affrontano le sfide demografiche possono attrarre, sviluppare e trattenere i talenti, esplorando potenziali soluzioni ed elaborando strumenti legati al tema del gruppo di lavoro. Saranno promosse buone pratiche, raccomandazioni politiche e orientamenti tecnici.

Durante il primo incontro del gruppo Salute sono stati discusse le dieci aree di intervento preselezionate:

  1. Migliorare i salari, i modelli di servizio e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari.
  2. Promuovere la formazione e la ricerca medica e sanitaria a livello locale.
  3. Sviluppare delle competenze nel settore sanitario.
  4. Promuovere misure efficaci (win-win) di mobilità dei professionisti sanitari e migliorare il riconoscimento delle qualifiche e dei titoli nel settore sanitario.
  5. Affrontare le sfide portate da una popolazione in calo e in via di invecchiamento.
  6. Migliorare l’integrazione delle persone fragili nel mercato del lavoro.
  7. Migliorare la collaborazione transfrontaliera nel settore sanitario.
  8. Promuovere il turismo sanitario.
  9. Promuovere la digitalizzazione del settore sanitario.
  10. Promuovere la transizione verde e sostenibile nel settore sanitario.

Tra questi argomenti, il gruppo di lavoro ha selezionato, quali priorità su cui concentrare le prossime analisi e contributi, il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale sanitario, la digitalizzazione nel settore sanitario e la promozione della formazione e della ricerca medica a livello locale.

I gruppi della Harnessing Talent Platform lavoreranno nei prossimi due anni e mezzo attraverso piattaforme di collaborazione online e periodiche riunioni online e onsite.

 

Per maggiori informazioni sulla Harnessing Talent Platform si prega di consultare il seguente LINK.

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1° workshop del progetto BeWell organizzato da EUREGHA – 22.11.2023

Il 22 novembre si è tenuto il primo workshop del partenariato BeWell, di cui ProMIS è membro.

Nella prima parte dell’incontro è stata presentata la teoria del cambiamento che è stata adottata per sviluppare la strategia per le competenze green e digitali, nella consapevolezza che la trasformazione digitale in atto nella sanità comporti innanzitutto una efficace gestione del cambiamento e delle barriere ad esso collegate. I partecipanti hanno quindi discusso i gruppi di lavoro le specifiche barriere e criticità legate al raggiungimento degli obiettivi di lungo, medio e breve termine che il progetto si pone.

È stata sottolineata l’urgenza di agire dotando il prima possibile gli stati UE di una strategia, in quanto la trasformazione digitale è già in atto ed è importante che i livelli nazionali e in particolare regionali governino, invece che subiscano, tale cambiamento e sappiano guidare e indirizzare il personale sanitario in azioni efficaci di aggiornamento e riqualificazione delle competenze. In particolare, è stata sottolineata la necessità di coinvolgere le Regioni, quale livello di governo chiave.

È stata anche evidenziata la necessità di un cambiamento culturale e di prospettiva da parte del personale sanitario, e di chi è chiamato a gestirlo, che concepisca le attività di aggiornamento, gestione, analisi, revisione dei processi di cura e assistenza come parte integrante e fondamentale del lavoro sanitario (il tempo speso in queste attività non è tempo “rubato” alla cura e assistenza dei pazienti).

Infine, è stata portata all’attenzione dei partecipanti la raccomandazione di utilizzare gli strumenti e le buone pratiche già esistenti tra i membri del partenariato. In questa prospettiva, durante le discussioni nei gruppi, il PROMIS ha presentato il lavoro svolto dal TSI Digital Skills, in particolare la strategia di accrescimento delle competenze digitali. I risultati di tale lavoro hanno destato forti attenzioni ed è stato richiesto dai coordinatori del progetto di approfondire nelle prossime fasi come i risultati del TSI Digital Skills e il progetto BeWell possano trarre benefici vicendevolmente.

Nella sessione finale sono stati poi presentati le bozze di curricula dei programmi di aggiornamento e riqualificazione che saranno sperimentati in alcuni pilota. Tali programmi sono stati sviluppati dal partner BeWell italiano ITS Fondazione Biotecnologie.

Tra i partecipanti al workshop era presente la Regione Piemonte (Tiziana, Patrizi, policy officer a Bruxelles).

Come sopra riportato, si evidenziano forti sinergie con il TSI Digital Skills e in parte con le iniziative di sistema THCS e Joint Action HEROES.

 

Per maggiori informazioni su BeWell si prega di consultare il seguente LINK.