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OECD: Lancio del rapporto sullo stato della salute cardiovascolare nell’UE

Il 10 febbraio 2026 si è tenuto il webinar “State of Cardiovascular Health in the European Union” organizzato dall’OECD, incentrato sulla discussione delle strategie europee per contrastare l’impatto delle malattie cardiovascolari. A moderare l’incontro è stata Francesca Colombo, Responsabile della Divisione Salute della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, che ha guidato il confronto tra relatori istituzionali, esperti scientifici e rappresentanti delle organizzazioni dei pazienti.

Il ProMIS ha preso parte al webinar e ne propone di seguito una sintesi dei principali punti emersi.

IL RAPPORTO OECD: DATI E PRINCIPALI EVIDENZE

Antonio Parenti, Direttore per la Salute pubblica, il cancro e la sicurezza sanitaria presso la DG SANTE della Commissione europea e Mark Pearson, Vicedirettore della Direzione per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OECD, hanno illustrato i punti salienti del rapporto “The State of Cardiovascular Health in the European Union”, pubblicato dall’OECD nel dicembre 2025.

Il rapporto, che costituisce la base scientifica del “Safe Hearts Plan” – il primo piano europeo dedicato alla salute cardiovascolare – si fonda su tre pilastri: prevenzione e promozione della salute, diagnosi precoce e screening, ricerca e innovazione.

Il quadro tracciato evidenzia che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e disabilità nell’UE, con 1,7 milioni di decessi annui – un terzo di tutti i decessi – e 62 milioni di persone colpite. L’onere economico ha raggiunto i 282 miliardi di euro annui, circa il 2% del PIL UE, tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e mortalità prematura.

Tra il 2012 e il 2022 si registra un calo medio della mortalità del 20% negli uomini e del 22% nelle donne. Tuttavia, la pandemia ha invertito alcuni progressi: i paesi con maggiore mortalità pre-pandemica come Bulgaria, Romania e Lettonia hanno subito incrementi del 10-21% nel 2019-2021, ampliando il divario con l’Europa occidentale. Oggi i tassi di mortalità variano di sei-sette volte tra gli Stati membri: si va da 222 decessi per 100.000 uomini in Francia a 1.338 in Bulgaria.

Quanto ai fattori di rischio, l’ipertensione colpisce il 22% della popolazione, l’obesità il 15%, il diabete l’8%. A questi si aggiungono la sedentarietà – il 45% degli europei non svolge mai attività fisica – e il fumo, con tendenze in aumento tra i giovani.

Allineare le pratiche di ricovero agli standard OECD migliori potrebbe generare un risparmio fino a 45 miliardi di euro nella sola spesa ospedaliera UE.

COSA FANNO GLI STATI: SVEZIA, SPAGNA, LA JOINT ACTION JACARDI E LA VOCE DEI PAZIENTI

Thomas Linden, proveniente dal Consiglio Nazionale della Salute e del Benessere svedese,  ha presentato il “National Heart Health Action Plan” svedese, approvato a novembre 2025, volto a tradurre le ambizioni europee in azioni statali. Il piano si basa su gestione dei fattori di rischio, equità, prevenzione, coinvolgimento dei pazienti, monitoraggio e valutazione. Le sfide identificate includono il sottoutilizzo della prevenzione e della diagnosi precoce, le disuguaglianze regionali nella gestione degli stili di vita, l’accesso ineguale ai trattamenti basati su evidenze e il limitato coinvolgimento strutturato dei pazienti.

Hector Bueno, membro del Comitato spagnolo per lo sviluppo della strategia sanitaria cardiovascolare, ha illustrato la strategia spagnola, che adotta un approccio “lungo tutto l’arco della vita”, incentrato su prevenzione e sensibilizzazione fin dalle scuole, equità, continuità delle cure, qualità, sostenibilità e integrazione tecnologica. Ha sottolineato l’importanza del continuo coinvolgimento di pazienti, cittadini, professionisti e decisori politici: l’allineamento di tutte le parti interessate è, a suo avviso, la condizione necessaria per qualsiasi riforma efficace.

Benedetta Armocida, coordinatrice di JACARDI (Joint Action on Cardiovascular diseases and Diabetes), ha ribadito che la gestione delle malattie cardiovascolari non è responsabilità esclusiva del sistema sanitario, ma dell’intera società. Ha concordato sull’importanza della sensibilizzazione non solo nelle scuole ma anche nei luoghi di lavoro, e sull’urgenza di integrare le considerazioni sanitarie nelle decisioni politiche economiche e sociali. Riguardo alla tecnologia, ha sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio remoto.

Konstantina Boumaki, dell’European Patients’ Forum, ha sottolineato la necessità di superare il divario nell’accesso alle cure, chiedendo standard minimi uniformi che non dipendano dal luogo di residenza né dalle condizioni socio-economiche. Ha inoltre richiesto azioni mirate per ridurre il gender gap nella ricerca e nelle cure, ed evidenziato l’importanza di un supporto psicologico per i pazienti.

COSA CAMBIA ADESSO: CINQUE PRIORITÀ PER L’EUROPA

Al termine del confronto è emersa con chiarezza la necessità di un cambio di paradigma. Curare senza prevenire, investire senza monitorare, agire senza coinvolgere i pazienti e gli altri settori della società non è più sufficiente.

Le priorità individuate, dunque, sono cinque:

  1. Equità di accesso: colmare il divario di sei-sette volte tra i paesi europei non è più rinviabile, e servono standard uniformi con attenzione strutturale alle disparità di genere;
  2. Coinvolgimento dei pazienti: non come destinatari passivi ma come partner attivi, con un supporto che non sia solo farmacologico ma anche psicologico e sociale;
  3. Tecnologia: intelligenza artificiale e monitoraggio remoto possono fare la differenza, ma bisogna passare dalla sperimentazione all’adozione su larga scala; 
  4. Allineamento delle politiche, dal livello europeo a quello locale, coinvolgendo istruzione, welfare ed economia: la salute si fa anche fuori dagli ospedali; 
  5. Prevenzione primaria: combattere la sedentarietà del 45% degli europei significa ripensare le città, il lavoro, la scuola e rappresenta una sfida sia sanitaria che culturale.

Il webinar del 10 febbraio 2026 ha confermato che la sfida cardiovascolare europea richiede una risposta integrata e coordinata. Il Safe Hearts Plan rappresenta il quadro strategico, il rapporto OECD la base scientifica, le esperienze nazionali il banco di prova. Resta ora da trasformare le priorità in azioni concrete.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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Salute Globale

One Health: rinnovato il Memorandum d’Intesa FAO, UNEP, WHO e WOAH

Con il rinnovo del Memorandum d’intesa (MoU) sull’approccio One Health, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), l’Organizzazione mondiale della sanità (WHO/OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) ribadiscono il loro impegno comune a promuovere l’attuazione dell’approccio One Health.

Basandosi su una cooperazione di lunga data e su iniziative congiunte di successo, e riconoscendo l’intrinseca interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante, degli ecosistemi e dell’ambiente in generale, le quattro organizzazioni rimangono impegnate in un’azione coordinata e multisettoriale per affrontare le sfide sanitarie attuali ed emergenti nell’ambito di tale interfaccia.

CONTENUTI MEMORANDUM 2030

Il documento continua a fornire il quadro giuridico e operativo per la collaborazione, sfruttando i rispettivi mandati e i vantaggi comparativi di ciascuna organizzazione. Rafforza le possibilità di cooperazione in settori prioritari chiave, tra cui:

  • rafforzamento dei sistemi sanitari;
  • prevenzione, preparazione e risposta alle epidemie e alle pandemie;
  • controllo delle malattie endemiche e trascurate;
  • resistenza agli antimicrobici;
  • sicurezza alimentare;
  • integrazione sistematica delle considerazioni ambientali nelle politiche e nelle azioni One Health.

Guidato dai principi di cooperazione, responsabilità condivisa, inclusività, equità e uguaglianza di genere, il Memorandum “Quadripartito” continuerà a promuovere politiche basate su dati concreti e un sostegno coordinato ai paesi e ai partner per accelerare l’attuazione dell’approccio One Health.

Attraverso questo protocollo d’intesa rinnovato, la FAO, l’UNEP, l’OMS e la WOAH ribadiscono la loro determinazione collettiva a ridurre i rischi per la salute e a promuovere risultati sostenibili in materia di salute per gli esseri umani, gli animali, le piante, gli ecosistemi e l’ambiente in generale in tutto il mondo.

Il Memorandum rimarrà in vigore fino al 28 novembre 2030.

 

Per maggiori informazioni e per scaricare il testo del Memorandum si prega di consultare il seguente LINK.

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Esiti dell’HaDEA Showcase Event 2026

Il 19 gennaio 2026, presso il Centro Congressi Charlemagne di Bruxelles e online, si è svolta la seconda edizione dell’HaDEA Showcase Event, organizzata dalla European Health and Digital Executive Agency (HaDEA). L’evento ha offerto una panoramica dei progetti finanziati e delle sinergie sviluppate nell’ambito dell’intero portafoglio dell’Agenzia, che comprende Horizon Europe (cluster 1 e 4), EU4Health, Digital Europe e CEF Digital.

In questo contesto, ProMIS ha preso parte all’evento in virtù del proprio ruolo all’interno del Coordinating Team della Partnership europea Transforming Health and Care Systems (THCS). L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto con coordinatori di progetto, innovatori e decisori politici, consentendo di approfondire risultati concreti e collaborazioni che contribuiscono a rafforzare la competitività e la preparazione dell’Unione europea, nel quadro di priorità politiche strategiche quali la Bussola per la Competitività e la Strategia UE per la preparazione alle crisi.

HaDEA – Sinergie e Autonomia Strategica

Nel suo intervento di apertura, Marina Zanchi, Direttrice di HaDEA, ha evidenziato il ruolo strategico dell’Agenzia nel tradurre le priorità politiche dell’UE in risultati concreti attraverso la gestione di sovvenzioni e appalti. Ha inoltre sottolineato il contributo complementare dei diversi programmi europei, ciascuno dei quali affronta dimensioni specifiche ma interconnesse della competitività e della preparazione dell’Europa.

Durante la sessione plenaria, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di alto livello delle Direzioni Generali SANTE, HERA, DEFIS, CONNECT, RTD e GROW, è stato ricordato come la pandemia da COVID-19 e il contesto geopolitico attuale abbiano messo in luce dipendenze e vulnerabilità critiche. Da qui la necessità di rafforzare resilienza, autonomia strategica e rapidità di attuazione, attraverso un approccio intersettoriale e un’azione coordinata nei settori del digitale, dell’industria, dello spazio, della sanità e della ricerca e innovazione.

Innovazione e Competitività

Nel corso dei panel è emerso come la competitività e la preparazione dell’Europa alle sfide attuali dipendano sempre più dalla disponibilità di infrastrutture digitali, industriali, spaziali e sanitarie resilienti, interoperabili e scalabili. Tali infrastrutture richiedono un forte coordinamento tra settori e una condivisione dei dati affidabile, sostenuta da adeguati meccanismi di governance.

È stato inoltre sottolineato come approcci multidisciplinari e di filiera siano essenziali per tradurre l’eccellenza tecnologica in impatto industriale e sociale. In questo contesto, la fiducia dei cittadini rappresenta un elemento cruciale, in particolare per iniziative di ampia portata come lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari (EHDS). I finanziamenti UE svolgono un ruolo centrale non solo nel sostenere l’innovazione, ma anche nel dare visibilità ai progetti e rafforzare la fiducia nei partenariati transfrontalieri.

Digitalizzazione e Sanità

Nel corso delle discussioni è stata ribadita l’importanza di colmare i divari ancora esistenti nella digitalizzazione, in particolare in termini di connettività, adozione dell’intelligenza artificiale e competenze ICT, attraverso uno sforzo coordinato a livello europeo e nazionale. La sanità digitale è stata riconosciuta come una priorità strategica.

È stato evidenziato come i sistemi sanitari moderni dipendano sempre più da dati, capacità di calcolo e connettività, e come i finanziamenti europei debbano sostenere non solo la ricerca, ma anche l’adozione di infrastrutture digitali da parte di autorità pubbliche e sistemi sanitari. Un impulso coordinato alla digitalizzazione è considerato essenziale per rispondere alle crescenti pressioni strutturali, quali l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche, la carenza di personale e l’incremento dei costi.

In questo quadro, la condivisione sicura e interoperabile dei dati tra settori è stata indicata come fattore chiave per migliorare l’efficienza dei sistemi, abilitare nuovi modelli di assistenza a distanza e rafforzare la resilienza europea di fronte a crisi prolungate e a minacce emergenti, inclusi gli attacchi informatici.

 

Per maggiori informazioni e per scaricare i materiali dell’evento si prega di consultare la pagina sul sito HaDEA presso il seguente LINK.

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Salute mentale

Approvato il Piano di Azione nazionale per la Salute mentale 2025-2030

Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) punta a superare le disuguaglianze territoriali e la frammentazione dei percorsi di cura e a ridisegnare l’organizzazione dei servizi e a rilanciare una presa in carico più equa, continua e vicina alle persone rafforzando i Dipartimenti di salute mentale, riorganizzando i servizi territoriali e ospedalieri, ponendo al centro centralità la prevenzione, i giovani e i percorsi personalizzati.

Gli obiettivi del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale

Uno degli obiettivi sarà quello di promuove interventi appropriati ed efficaci a favore della salute mentale, da quella perinatale fino all’età adulta, che dovranno essere messi in atto dalle Regioni favorendo accessibilità, equità, inclusione, sicurezza, innovatività, comunicazione anti stigma ed educazione alla salute e al benessere psicologico.

Viene inoltre ribadito che la salute mentale è parte integrante della salute globale della persona e non può essere ridotta alla sola dimensione clinica. Include benessere emotivo, relazionale e sociale, capacità di partecipazione e autodeterminazione. Da qui l’esigenza di superare modelli frammentati e disomogenei, puntando su un sistema integrato sanitario, sociale ed educativo.

Il PANSM individua nei Dipartimenti di salute mentale (DSM) il perno della riorganizzazione dei servizi. I DSM vengono rafforzati nel loro ruolo di coordinamento dell’intera rete, dalla prevenzione alla riabilitazione, garantendo integrazione tra servizi territoriali, strutture residenziali e ospedaliere. L’obiettivo è assicurare uniformità di accesso e qualità delle cure su tutto il territorio nazionale.

La riorganizzazione punta a potenziare i Centri di salute mentale, favorendo aperture più ampie, accesso facilitato e presa in carico tempestiva. Il Piano promuove modelli di intervento flessibili, multidisciplinari e orientati alla comunità, riducendo il ricorso improprio all’ospedale e rafforzando la gestione delle fasi acute sul territorio quando possibile.

Uno dei punti qualificanti del PANSM riguarda la continuità assistenziale nei momenti di maggiore vulnerabilità, in particolare nella transizione dall’età evolutiva all’età adulta. Il Piano prevede percorsi strutturati e condivisi tra servizi di neuropsichiatria infantile e servizi per adulti, per evitare interruzioni di cura e dispersione dei pazienti.

Il PANSM rafforza le azioni di prevenzione primaria e promozione del benessere mentale, intervenendo sui determinanti sociali e ambientali. Sono previste iniziative di alfabetizzazione emotiva, educazione digitale e contrasto allo stigma, con particolare attenzione alle scuole, ai contesti lavorativi e alle comunità locali.

Infine, nel PANSM, si sottolinea l’importanza della formazione continua e della ricerca, promuovendo la collaborazione tra Università, IRCCS, ISS e servizi territoriali. È previsto un sistema di monitoraggio nazionale per valutare l’attuazione del Piano e ridurre le disuguaglianze regionali.

Per maggiori informazioni e per consultare il Piano nazionale per la Salute Mentale consultare il seguente LINK.

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comunicazione in salute Cooperazione territoriale

RHN: disponibili gli esiti della 30ª riunione annuale dell’OMS/Europe’s Regions for Health Network

La Rete delle regioni per la salute (RHN), creata nel 1992, riunisce più di 40 regioni e partner associati nella regione europea dell’OMS per condividere conoscenze ed esperienze sulla salute e il benessere degli individui e delle popolazioni a livello subnazionale. I suoi obiettivi comuni sono integrati nella roadmap RHN (2024-2026) e guidati dai principi del programma di lavoro europeo dell’OMS:

  1. garantire l’accesso universale a cure di qualità senza difficoltà finanziarie;
  2. proteggere dalle emergenze sanitarie;
  3. garantire una salute e un benessere migliori a tutte le età;
  4. puntare a soluzioni eque, senza lasciare indietro nessuno.

La riunione annuale è l’evento di punta di RHN, che riunisce autorità regionali, responsabili politici, professionisti della sanità pubblica e partner. La riunione costituisce una piattaforma fondamentale per il dialogo, la collaborazione e lo scambio di conoscenze e pratiche innovative.

Il tema della riunione 2025 è stato “Una migliore salute inizia dalle regioni: costruire ponti, creare soluzioni“, con attività che si focalizzano su sfide e soluzioni trasversali tra settori e regioni. Analizzando tematiche comuni in diversi contesti regionali e condividendo difficoltà e buone pratiche in sessioni interattive, l’evento intende rafforzare la spinta alla cooperazione a livello di rete europea.

A seguire le sintesi dei contenuti.

DOCUMENTI UTILI
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Altro

Medicinali critici: il Consiglio concorda la sua posizione per mitigare i rischi

Il Consiglio ha concordato la sua posizione su un nuovo regolamento che mira a rafforzare la resilienza dell’UE di fronte alle sfide attuali in materia di sicurezza dell’approvvigionamento di medicinali critici in Europa.

L’atto legislativo sui medicinali critici mira ad affrontare le carenze di medicinali fondamentali quali antibiotici, insulina e antidolorifici migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento e la disponibilità nell’UE.

Le nuove norme incentivano la diversificazione della catena di approvvigionamento, agevolano i modelli di appalto collaborativo e creano incentivi per stimolare la fabbricazione farmaceutica nei paesi dell’UE.

Le principali modifiche introdotte dal Consiglio riguardano l’approvvigionamento di medicinali critici e dei loro principi attivi. Nella sua posizione il Consiglio:

  • ha introdotto l’obbligo per la Commissione di emanare orientamenti, anche per aiutare gli Stati membri a determinare se un medicinale critico o un principio attivo sono stati prodotti nell’UE;
  • ha agevolato lo scambio di informazioni relative alle scorte di emergenza di medicinali;
  • ha semplificato le disposizioni in materia di appalti collaborativi e ha ridotto (da nove a sei) il numero minimo di Stati membri necessari per presentare una richiesta congiunta alla Commissione;
  • ha aggiunto l’obbligo di utilizzare criteri relativi alla resilienza negli appalti pubblici di medicinali critici;
  • ha migliorato la chiarezza giuridica e la coerenza del regolamento allineandone la terminologia a quella della direttiva sugli appalti pubblici.

Una volta che il Parlamento europeo avrà definito la sua posizione, il Consiglio e il Parlamento avvieranno negoziati per concordare il testo definitivo.

 

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bandi

Commissione europea: adottato il programma di lavoro di Horizon Europe 2026-2027

La Commissione europea ha adottato il programma di lavoro (work programme – WP) principale di Horizon Europe per il periodo 2026-2027, basato sul piano strategico HE 2025-2027, adottato nel marzo 2024, e progettato in collaborazione con gli Stati membri, i paesi associati a Horizon Europe, il Parlamento europeo e oltre 2000 parti interessate e cittadini. Con un investimento di 14 miliardi di euro il WP è destinato a promuovere la ricerca e l’innovazione (R&I) nell’ambito degli obiettivi strategici dell’UE. Tali obiettivi comprendono il raggiungimento della neutralità climatica, la promozione dell’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nella ricerca e nell’innovazione e la garanzia della resilienza in un mondo in rapida evoluzione.

Il programma di lavoro Horizon Europe 2026-2027

A tal fine, il programma Horizon Europe 2026-2027 introduce nuovi bandi e temi interdisciplinari che promuoveranno la decarbonizzazione e l’uso dell’IA nella ricerca. Inoltre, amplia l’iniziativa “Choose Europe” per attrarre talenti a livello mondiale e semplifica la procedura di richiesta di finanziamenti e partecipazione a Orizzonte Europa.

Una delle principali novità del programma di lavoro 2026-2027 sono le call orizzontali, che affrontano sfide trasversali in diversi settori della ricerca e dell’innovazione.

In risposta al feedback della comunità della ricerca e dell’innovazione, importanti misure di semplificazione ridurranno gli oneri amministrativi a carico dei candidati e faciliteranno la partecipazione ai progetti Horizon Europe. Il programma di lavoro è meno prescrittivo e più breve del 33 % rispetto all’edizione 2023-2024. Si concentra su un numero minore di progetti di più ampia portata per massimizzarne l’impatto.

Tra le principali misure di semplificazione figura il finanziamento forfettario per la metà del bilancio, che riduce gli oneri amministrativi a carico dei partecipanti. Il programma presenta topic adatti ai nuovi arrivati e incentrati sulle piccole e medie imprese, al fine di ridurre gli ostacoli per i nuovi candidati e le piccole imprese. Inoltre, 41 topic utilizzeranno un processo di valutazione in due fasi, consentendo ai candidati di presentare prima una proposta breve e di inviare la proposta completa solo in caso di esito positivo. Questo approccio, combinato con valutazioni anonime in alcuni casi e modelli di proposta semplificati, mira a ridurre i pregiudizi e ad abbreviare i tempi di concessione delle sovvenzioni.

Documentazione

 

Per maggiori informazioni sul WP si prega di consultare il seguente LINK.

Per dettagli sugli eventi informativi si prega di consultare il seguente LINK.

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Altro

EMA: aggiornate le consulenze per i medicinali contro le minacce alla salute pubblica

L’Emergency Task Force (ETF) dell’European Medicines Agency (EMA) sta migliorando il proprio approccio alla consulenza scientifica per i medicinali e i vaccini più promettenti in fase di sviluppo per le minacce alla salute pubblica.

In base alla nuova procedura, gli sviluppatori di medicinali che rientrano nell’ambito delle attività dell’ETF, compresi i medicinali per la resistenza antimicrobica (AMR) e altre minacce alla salute che potrebbero causare emergenze sanitarie pubbliche, possono richiedere una consulenza scientifica combinata all’EMA, nonché a esperti di sperimentazione clinica ed etica a livello nazionale. Di conseguenza, i requisiti per le sperimentazioni cliniche e l’autorizzazione all’immissione in commercio di medicinali e vaccini per le minacce alla salute pubblica saranno allineati in una fase precoce, il che dovrebbe portare a un’autorizzazione più rapida delle sperimentazioni cliniche e di questi medicinali.

Il nuovo approccio dell’EMA

Questo approccio sarà fondamentale per accelerare lo sviluppo e l’approvazione dei medicinali prima e durante le emergenze sanitarie pubbliche. L’obiettivo generale è garantire l’allineamento tra i requisiti normativi per l’approvazione e la prospettiva nazionale o etica sulle domande di sperimentazione clinica.

Il coinvolgimento di esperti di etica in questo processo è reso possibile grazie al nuovo gruppo consultivo sull’etica nelle emergenze sanitarie pubbliche istituito nell’ambito dell’iniziativa Accelerating Clinical Trials in the EU (ACT EU) in collaborazione con MedEthicsEU.

Per maggiori informazioni si prega di consultare la pagina sul sito dell’EMA presso il seguente LINK.

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Altro

Workshop EMA: dati non clinici per il processo normativo sull’efficacia di contromisure mediche

L’aumento delle emergenze globali e la necessità di prepararsi alle minacce sanitarie – dalle malattie infettive emergenti al bioterrorismo, alle minacce radiologiche, nucleari e chimiche (CBRN) – richiedono percorsi normativi e scientifici per l’autorizzazione delle contromisure mediche (MCM) quando gli studi di efficacia sull’uomo non sono fattibili o non sono etici.

Il workshop, organizzato dalla European Medicines Agency (EMA) nei giorni 24 e 25 novembre 2025, si concentra sulla discussione degli attuali quadri normativi per l’approvazione delle MCM contro queste minacce sulla base di dati non clinici (di solito modelli animali) come prove chiave per la dimostrazione dell’efficacia nell’uomo.

Il workshop comprende una revisione dei vaccini approvati e dei casi terapeutici per discutere le lezioni apprese sui recenti vantaggi e sfide nell’uso dei dati di efficacia sugli animali come prove chiave dell’efficacia, compresi i risultati e la traduzione clinica di questi modelli.

L’obiettivo è quello di affrontare il tema di come stabilire, scegliere e/o migliorare modelli non clinici, compresi approcci alternativi che non prevedono l’uso di animali, in grado di prevedere in modo affidabile l’efficacia nell’uomo, al fine di supportare il processo decisionale normativo per queste MCM in futuro.

Per maggiori informazioni e per seguire online l’evento tramite il sito EMA si prega di consultare il seguente LINK.

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lotta contro il cancro

CE: Avviso per manifestazione d’interesse – Iniziativa UE sul cancro gastrico

L’obiettivo dell’iniziativa della Commissione europea (CE) sul cancro gastrico (GaC) è quello di sviluppare raccomandazioni basate su dati scientifici per la prevenzione primaria, lo screening e la diagnosi del cancro, nonché un programma volontario europeo di garanzia della qualità per i servizi di cura del cancro gastrico.

Sulla base delle più recenti evidenze scientifiche disponibili, l’iniziativa della CE sul GaC mira a offrire orientamenti chiari e indipendenti in materia di prevenzione primaria, screening e assistenza agli operatori sanitari e ai singoli individui.

Il piano europeo contro il cancro è una strategia globale volta a migliorare la prevenzione, l’individuazione, la diagnosi, il trattamento e la sopravvivenza al cancro nell’Unione europea. Nell’ambito di questo piano, la Commissione europea ha lanciato l’iniziativa della Commissione europea sul cancro gastrico (EC-GaC), portata avanti dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in collaborazione con il Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione europea.

Il presente bando mira a selezionare un gruppo di esperti che sostengano il progetto con compiti specifici basati sulle loro competenze. Da questo gruppo di esperti verrà selezionato anche un gruppo di lavoro e due presidenti che sostengano le attività dell’iniziativa.

Il gruppo di esperti avrà il compito di:

  • costituire un gruppo di lavoro, compresi due presidenti;
  • partecipare ad attività di gruppo su argomenti specifici relativi alle loro competenze;
  • sostituire un membro del gruppo di lavoro in caso di necessità.

Tutti gli esperti clinici, scientifici e tecnici in settori correlati alla prevenzione del cancro gastrico, nonché i pazienti e/o gli operatori sanitari, sono invitati a presentare la propria candidatura utilizzando il modulo di candidatura online. Si prega di leggere attentamente il documento del bando prima di presentare la candidatura.

Il termine per la prima fase di candidature è stato prorogato al 15 novembre 2025.

Per partecipare si prega di consultare il seguente LINK.