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La Commissione risponde all’iniziativa dei cittadini sulla riduzione degli aborti non sicuri

La Commissione europea ha risposto all’iniziativa dei cittadini europei “My Voice, My Choice: For Safe and Accessible Abortion” (“La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile”), sottolineando che gli Stati membri possono utilizzare i finanziamenti UE esistenti, in particolare il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), per sostenere l’accesso a servizi di aborto sicuri e legali in linea con le leggi nazionali.

Poiché questi strumenti consentono già il finanziamento volontario di tali misure sanitarie, la Commissione ha concluso che non è necessario proporre una nuova legislazione UE in questa fase.

Iniziativa “My Voice, My Choice”

L’iniziativa “My Voice, My Choice” ha raccolto più di 1,1 milioni di firme in tutta l’UE ed è stata formalmente presentata alla Commissione il 1° settembre 2025. Essa chiedeva un sostegno finanziario per garantire che chiunque in Europa non abbia accesso all’aborto sicuro e legale possa ottenere assistenza in conformità con la legislazione nazionale.

La Commissione europea ha adottato una comunicazione in risposta all’iniziativa dell’European Citizens’ Initiatives, ECI, (Iniziativa dei cittadini europei) “My Voice, My Choice”. Si tratta della dodicesima iniziativa che riceve una risposta formale dalla Commissione da quando è stato avviato il meccanismo dell’iniziativa dei cittadini europei nel 2012. Questa riflette la crescente preoccupazione dell’opinione pubblica in tutta l’Unione Europea riguardo all’accesso a servizi di aborto sicuri e alle più ampie implicazioni per la salute pubblica e la parità di genere.

Secondo l’OMS, ogni anno in Europa si verificano circa 483 000 aborti non sicuri. L’aborto non sicuro è ampiamente riconosciuto come un grave problema di salute pubblica, in quanto può portare a gravi complicazioni fisiche, problemi di salute a lungo termine e un significativo stress psicologico. In casi estremi, possono persino mettere a rischio la vita delle donne. Sebbene le leggi sull’aborto e i sistemi sanitari siano principalmente di competenza dei singoli Stati membri, l’Unione Europea può svolgere un ruolo di sostegno nella promozione della salute pubblica e nell’agevolazione dell’accesso ai servizi sanitari.

Dopo aver analizzato attentamente l’iniziativa e aver valutato i limiti di competenza dell’UE ai sensi dei trattati dell’Unione, la Commissione ha sottolineato che gli strumenti esistenti dell’UE possono già sostenere gli Stati membri nel migliorare l’accesso a un’assistenza sanitaria legalmente disponibile e accessibile, compresi i servizi di aborto sicuro. In particolare, il programma FSE+ potrebbe fornire un sostegno finanziario se gli Stati membri decidessero di utilizzarlo a tal fine.

Nell’ambito del FSE+, i paesi possono assegnare o riassegnare volontariamente fondi per migliorare l’accesso a servizi di aborto sicuri, legali e accessibili per le donne in gravidanza, a condizione che tali misure siano conformi alle loro leggi nazionali. Questo finanziamento potrebbe contribuire a rafforzare i sistemi sanitari, ampliare i servizi e garantire che le donne che necessitano di cure possano accedervi in modo sicuro, in linea con l’iniziativa.

Poiché questi meccanismi sono già in atto, la Commissione ha concluso che al momento non è necessario creare un nuovo strumento giuridico a livello dell’UE. Gli Stati membri che desiderano utilizzare le risorse dell’FSE+ a tal fine potrebbero invece dover prima aggiornare o modificare i loro programmi nazionali o regionali dell’FSE+ per includere tali azioni tra le loro priorità di finanziamento.

 

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Presidenza di Cipro del Consiglio dell’UE: focus sulle malattie rare

L’Istituto di Neurologia e Genetica di Cipro e il Vice Ministero della Ricerca, Innovazione e Politica Digitale cipriota stanno organizzando la conferenza “Advancement of Treatments for Rare Diseases” (Progressi nei trattamenti delle malattie rare) che si terrà il 5-6 marzo 2026 presso l’Anfiteatro dell’Istituto di Neurologia e Genetica di Cipro a Nicosia, Cipro, e che potrà essere seguita anche online.

L’Advancement of Treatments for Rare Diseases a Cipro

Le malattie rare colpiscono circa 30 milioni di persone in tutta l’Unione Europea e presentano sfide uniche a causa della loro complessità, rarità e limitate opzioni terapeutiche. Il progresso della ricerca, il miglioramento dell’accesso a terapie innovative e il rafforzamento della collaborazione in tutta Europa sono essenziali per migliorare i risultati per i pazienti e le loro famiglie.

L’evento di due giorni metterà in evidenza l’ambizione dell’UE di rendere l’Europa leader mondiale nel campo delle scienze entro il 2030 e si concentrerà sulla traduzione delle iniziative di ricerca e politiche in benefici tangibili per i pazienti affetti da malattie rare attraverso una migliore prevenzione, diagnosi e trattamento.

La conferenza a Cipro tratterà i seguenti temi chiave:

  • Rafforzare la collaborazione dell’UE per le malattie rare
  • Promuovere la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo terapeutico
  • Migliorare i quadri normativi per i farmaci orfani
  • Garantire l’accessibilità, l’equità e l’assistenza incentrata sul paziente
  • Migliorare l’infrastruttura dei dati, la sicurezza e l’innovazione digitale

Il pubblico previsto a Cipro comprende ministeri governativi e autorità pubbliche; operatori sanitari ed esperti clinici; ricercatori e comunità scientifica; rappresentanti dell’industria farmaceutica e biotecnologica; organizzazioni di pazienti e gruppi di sostegno; specialisti in materia di dati, sanità digitale e tecnologia; esperti di economia sanitaria, etica e diritto; organismi di finanziamento e agenzie di ricerca europei; ONG; e altri rappresentanti di alto livello di diverse parti interessate.

 

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lotta contro il cancro

Lotta contro il cancro: il Parlamento chiede un programma sanitario UE dedicato

Il programma sanitario UE dedicato alla lotta contro il cancro è al centro dell’iniziativa con cui il Parlamento europeo invita a prevedere uno strumento specifico nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028 2034. Secondo i deputati, il programma sanitario UE rappresenta una leva essenziale per assicurare continuità agli investimenti e rafforzare prevenzione diagnosi precoce accesso equo alle cure e tutela dei pazienti oncologici in tutti gli Stati membri. Il programma sanitario UE viene indicato come elemento chiave per sostenere l’attuazione del Piano europeo di lotta contro il cancro attraverso finanziamenti prevedibili e un maggiore coordinamento a livello europeo.

Il Parlamento evidenzia la necessità di considerare la salute come investimento sociale a lungo termine e invita a rafforzare infrastrutture strategiche, tra cui programmi di vaccinazione e screening, il rafforzamento delle capacità dei sistemi sanitari e sistemi avanzati di raccolta e condivisione dei dati oncologici. In questo quadro viene sottolineato anche il ruolo della digitalizzazione sanitaria e dell’uso dei dati per migliorare prevenzione, ricerca e qualità dell’assistenza.

Il programma sanitario UE e l’accesso alle cure oncologiche in Europa

Un capitolo centrale riguarda il miglioramento dell’accesso equo tempestivo e sostenibile ai medicinali oncologici e alle terapie innovative. Il Parlamento chiede misure per facilitare l’accesso alle cure transfrontaliere e alle sperimentazioni cliniche soprattutto per i tumori rari o complessi, promuovendo una maggiore cooperazione tra gli Stati membri. Viene inoltre richiesto di favorire appalti congiunti volontari e maggiore trasparenza dei prezzi per garantire la disponibilità dei trattamenti salvavita nell’Unione europea.

Tra le priorità indicate figura anche il rafforzamento della prevenzione attraverso la riduzione dell’esposizione ai principali fattori di rischio come prodotti del tabacco, consumo eccessivo di alcol, inquinamento atmosferico e sostanze nocive tra cui PFAS e interferenti endocrini. Il Parlamento invita inoltre a promuovere l’approccio One Health, un modello integrato che collega salute umana, ambiente e sistemi sanitari, al fine di migliorare la prevenzione delle malattie non trasmissibili.

L’iniziativa richiama infine la necessità di tutelare i diritti dei sopravvissuti al cancro attraverso il rafforzamento del diritto all’oblio al fine di prevenire discriminazioni nell’accesso a prestiti mutui e assicurazioni. Nel complesso il Parlamento considera il programma sanitario UE uno strumento strategico per integrare prevenzione innovazione terapeutica e qualità della vita dei pazienti lungo tutto il percorso di cura.

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Salute Globale

Lancio ufficiale partenariato BE READY per preparazione pandemica europea

La Commissione europea ha annunciato il lancio ufficiale del partenariato BE READY, iniziativa strategica pensata per rafforzare la preparazione europea alle pandemie attraverso la ricerca e l’innovazione. BE READY sostiene un approccio coordinato tra Paesi e istituzioni scientifiche con l’obiettivo di migliorare la capacità di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e crisi sanitarie. Il partenariato BE READY si concentra sullo studio dei patogeni emergenti e riemergenti e sullo sviluppo di strumenti diagnostici, trattamenti e vaccini, contribuendo a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari europei.

Finanziato con circa 120 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon Europe, BE READY mira a costruire una capacità di ricerca stabile e attiva sia durante le emergenze sia nei periodi tra un’epidemia e l’altra. L’iniziativa favorisce il coordinamento tra finanziamenti nazionali ed europei e promuove la trasformazione dei risultati scientifici in soluzioni operative, sostenendo la collaborazione tra organizzazioni di diversi Paesi.

Il partenariato BE READY rafforza cooperazione scientifica e preparazione sanitaria europea

Tra gli elementi centrali di BE READY rientrano l’allineamento delle priorità di ricerca tra i Paesi partecipanti e la definizione di un’agenda strategica comune per la preparazione pandemica. Il partenariato sostiene progetti multinazionali attraverso bandi congiunti e finanziamenti coordinati, rafforzando la collaborazione tra diverse discipline scientifiche e contribuendo a creare un ecosistema europeo della ricerca più integrato e pronto ad affrontare future minacce sanitarie.

BE READY è coordinato dall’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’AIDS, le epatiti virali e le malattie infettive emergenti (ANRS MIE), organismo pubblico che finanzia e coordina programmi scientifici dedicati alle infezioni e alla preparazione alle crisi sanitarie. Il partenariato coinvolge 81 organizzazioni provenienti da 27 Paesi e rappresenta il risultato di un percorso preparatorio avviato tra il 2022 e il 2025, inserendosi in un impegno europeo più ampio volto a rafforzare la ricerca sulla preparazione alle pandemie e la capacità di risposta dell’Unione europea.

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Salute Globale

ECDC: azione di sostegno all’adesione per i paesi candidati UE – lotta alle malattie trasmissibili

L’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha ufficialmente avviato una nuova Azione di Sostegno all’Adesione per il periodo 2026-2029. L’iniziativa è stata formalizzata lo scorso 5 gennaio 2026 attraverso un accordo con la Commissione Europea (DG ENEST).

Il programma è rivolto ai paesi che beneficiano degli strumenti di assistenza pre-adesione (IPA) e di vicinato (NDICI), tra cui Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Moldova e Ucraina.

L’obiettivo principale dell’ECDC è supportare questi paesi partner nel rafforzamento delle loro capacità tecniche per implementare l’acquis dell’UE (l’insieme dei diritti e degli obblighi comuni) in tre aree cruciali:

  • Sorveglianza delle malattie trasmissibili;
  • Preparazione alle emergenze di sanità pubblica;
  • Approcci One Health per contrastare la resistenza antimicrobica (AMR).

Il 26 gennaio 2026 si è tenuto un primo incontro online con i referenti nazionali dei paesi beneficiari per presentare il piano di lavoro per il primo anno e coordinare le attività previste. I paesi coinvolti hanno già confermato il proprio impegno formale firmando delle “Lettere di Intenti”, assicurando così una collaborazione stabile e duratura per tutto il quadriennio.

Attraverso questa azione, l’ECDC mira a garantire che i sistemi sanitari dei futuri Stati membri siano pronti e integrati negli standard di sicurezza europei.

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lotta contro il cancro comunicazione in salute Salute Globale

Ultimo aggiornamento del Codice europeo contro il cancro

Il 4 febbraio 2026, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, la Commissione europea ha presentato l’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro, uno strumento centrale per rafforzare la prevenzione oncologica nell’Unione europea. Il documento riflette le più recenti evidenze scientifiche disponibili e fornisce raccomandazioni pratiche per ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

L’aggiornamento rappresenta la quinta edizione del Codice europeo contro il cancro ed è stato elaborato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro per conto della Commissione europea, al termine di oltre quattro anni di lavoro scientifico. Il processo ha coinvolto più di sessanta esperti europei di sanità pubblica, garantendo un approccio basato su dati solidi e condivisi a livello internazionale.

L’Aggiornamento del Codice europeo contro il cancro e il ruolo della prevenzione

Il Codice aggiornato comprende quattordici raccomandazioni rivolte alla popolazione generale, con l’obiettivo di promuovere comportamenti salutari a sostegno della lotta contro il cancro e di rafforzare politiche pubbliche efficaci in materia di prevenzione.

Le raccomandazioni coprono ambiti chiave della prevenzione oncologica. In particolare riguardano la prevenzione e l’eliminazione del consumo di tabacco e dell’esposizione al fumo passivo, la promozione di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica regolare, la riduzione del consumo di alcol, la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, la protezione dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette e ionizzanti, la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene presenti nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, la tutela della salute riproduttiva, la partecipazione alle vaccinazioni contro infezioni che possono causare il cancro e l’adesione ai programmi di screening oncologico raccomandati.

Il Codice è concepito non solo come strumento informativo per i cittadini, ma anche come riferimento per i decisori politici e le autorità sanitarie degli Stati membri, in linea con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro.

La Commissione europea ha sottolineato che molte forme di cancro possono essere prevenute attraverso azioni mirate e politiche pubbliche adeguate, rafforzando così l’approccio integrato alla prevenzione a livello europeo.

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lotta contro il cancro

17-18 febbraio 2026: Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro

Negli ultimi anni l’agenda dell’Unione europea sullo screening oncologico si è progressivamente rafforzata, riconoscendo la diagnosi precoce come elemento centrale delle strategie di lotta contro il cancro. In questo quadro si colloca il Vertice europeo sulle politiche di screening e diagnosi precoce del cancro, in programma il 17 e 18 febbraio 2026 a Bruxelles, con possibilità di partecipazione anche da remoto. Il Vertice europeo è promosso dalla European Cancer Organisation e rappresenta una sede di confronto istituzionale sulle politiche di prevenzione oncologica a livello dell’Unione europea.

L’evento è finalizzato alla valutazione dei progetti pilota europei sullo screening oncologico e all’individuazione dei requisiti operativi, organizzativi e politici per la loro attuazione come programmi strutturati. Il Vertice europeo prende in esame in particolare le iniziative europee per lo screening del cancro alla prostata, al polmone e allo stomaco, sviluppate attraverso progetti finanziati dall’Unione europea quali PRAISE-U, SOLACE e TOGAS, basati su approcci adattati al rischio e ai diversi contesti sanitari nazionali.

Il contributo del Vertice europeo al rafforzamento delle politiche di screening e diagnosi precoce

Il Vertice europeo riunisce rappresentanti delle istituzioni dell’Unione europea, autorità sanitarie nazionali, comunità scientifica, professionisti della sanità pubblica e stakeholder del settore oncologico. L’iniziativa è promossa dalla European Cancer Organisation come piattaforma di confronto tra decisori pubblici ed esperti in ambito oncologico. Il confronto è orientato alla definizione di raccomandazioni operative per programmi di screening di elevata qualità, fondati su evidenze scientifiche solide e su modelli organizzativi sostenibili, contribuendo in modo strutturale alla lotta contro il cancro.

Nel corso delle due giornate vengono affrontati anche i temi della raccolta e condivisione dei dati, nonché le implicazioni economiche e organizzative dell’ampliamento dei programmi di screening oncologico. Il Vertice europeo costituisce un’occasione di confronto sulle condizioni di sostenibilità delle politiche di screening nel lungo periodo e sul rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri nell’ambito delle iniziative europee di lotta contro il cancro.

Il Vertice europeo rappresenta infine un momento di sintesi politica e tecnica a livello dell’Unione europea volto a sostenere il mantenimento di un impegno strutturale in materia di prevenzione oncologica. Attraverso il confronto tra esperienze nazionali e i risultati dei progetti finanziati nell’ambito del programma EU4Health, il Vertice europeo contribuisce a delineare orientamenti condivisi per l’evoluzione dei programmi di screening e per l’integrazione della diagnosi precoce nei sistemi sanitari degli Stati membri.

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EHMA: esiti del Collaborative Action for Reframing Europe’s Health (CARE) Summit 2025

Il 3 e 4 dicembre 2025, il vertice CARE (Collaborative Action for Reframing Europe´s Health) ha riunito a Bruxelles responsabili politici, leader sanitari e stakeholder per discutere del futuro dei sistemi sanitari europei, sottolineando la necessità di un maggior coordinamento, di un’attuazione pratica e di una maggiore resilienza a tutti i livelli di governance. Il Summit ha portato allo sviluppo di una tabella di marcia per un’Unione Europea più forte in ambito salute, traducendo le intuizioni condivise in azioni basate su dati concreti per sistemi sanitari più integrati e sostenibili.

Il SUMMIT

Per l’EHMA, il Summit ha rappresentato sia una tappa importante che una responsabilità: un’opportunità per riunire prospettive diverse e contribuire alla discussione sul futuro dei sistemi sanitari europei. Organizzato nell’ambito del più ampio impegno dell’EHMA a rafforzare la gestione e la leadership sanitaria in tutta Europa, il CARE Summit è stato concepito come uno spazio di dialogo e riflessione condivisa. Le discussioni hanno evidenziato la portata e la complessità delle sfide che i sistemi sanitari europei devono affrontare, sottolineando al contempo il valore di uno scambio costante tra politica e pratica.

Un messaggio chiave emerso dal Summit è stata la forte necessità di un migliore coordinamento tra i settori e i livelli di governance. I partecipanti hanno costantemente sottolineato che la politica sanitaria si interseca sempre più con le agende economiche, sociali, ambientali e digitali. Sebbene l’Europa disponga già di competenze e buone pratiche sostanziali, trasformare la conoscenza in azione rimane difficile quando le responsabilità sono frammentate o le iniziative si sviluppano in parallelo. Ciò ha rafforzato l’importanza di piattaforme condivise per l’apprendimento e la cooperazione.

Durante il Summit sono emersi diversi temi in relazione al futuro dei sistemi sanitari dell’UE. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di una governance forte e multilivello per garantire l’attuazione coerente delle politiche. Le discussioni sullo Spazio europeo dei dati sanitari hanno evidenziato il suo potenziale per migliorare l’assistenza e l’innovazione, sottolineando al contempo la necessità di sviluppare competenze e comunicare in modo chiaro con i professionisti e i cittadini.

La preparazione alle crisi e la resilienza della forza lavoro sono state ampiamente riconosciute come priorità durante il Summit, con la preparazione considerata un elemento fondamentale della gestione quotidiana dei sistemi sanitari. Infine, le considerazioni relative alla salute unica e al clima sono state ritenute essenziali per la resilienza a lungo termine del sistema.

 

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Piano europeo per la salute cardiovascolare: lanciato il Safe Hearts Plan

Tramite il piano Safe Hearts la Commissione europea sta intensificando il proprio impegno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari che sono la principale causa di morte nell’UE, con 1,7 milioni di vittime ogni anno. Contribuiscono inoltre in modo significativo alla disabilità, al pensionamento anticipato e all’assenteismo, riducendo la qualità della vita e l’aspettativa di vita. Queste malattie costano all’UE oltre 282 miliardi di euro all’anno a causa della diminuzione della produttività e del rendimento economico.

Piano dell’UE per la salute cardiovascolare: il piano “Safe Hearts”

Il piano Safe Hearts è stato presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025, nell’ambito di un pacchetto globale sulla salute. Si tratta del primo approccio dell’UE volto a combattere le malattie cardiovascolari, la prima causa di morte in Europa.

Il piano Safe Hearts affronta le principali sfide in tutta l’UE relative alle malattie cardiovascolari, concentrandosi sulle esigenze specifiche dei gruppi di popolazione vulnerabili come i bambini, i giovani e le donne. Il Safe Hearts Plan mira, inoltre, a sostenere gli Stati membri e gli stakeholder nella promozione della salute e nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nello screening, nel trattamento e nella cura (compresa la riabilitazione) delle malattie cardiovascolari.

Il piano Safe Hearts contiene le seguenti 10 iniziative faro:

  1. Un programma di prevenzione personalizzato, digitale e permanente: L’UE si preoccupa del tuo cuore (EU cares for your heart).
  2. Responsabilizzazione dei consumatori attraverso l’informazione sulla trasformazione degli alimenti nell’UE.
  3. Modernizzazione della legislazione sul controllo del tabacco.
  4. La Commissione esaminerà quali strumenti adeguati, comprese eventuali azioni finanziarie, potrebbero essere utilizzati per sostenere/finanziare azioni di sanità pubblica nel campo della prevenzione primaria e stimolare la riformulazione degli alimenti e scelte di consumo più sane.
  5. Proposta di raccomandazione del Consiglio sulla vaccinazione contro le infezioni respiratorie come misura preventiva per le malattie cardiovascolari.
  6. Protocollo UE sui controlli sanitari per le malattie cardiovascolari.
  7. Proposta di raccomandazione del Consiglio sul trattamento personalizzato e il monitoraggio delle malattie cardiovascolari.
  8. Incubatore per l’innovazione e l’integrazione dell’IA e delle tecnologie digitali nell’assistenza sanitaria cardiovascolare.
  9. Pannello di controllo dell’UE sulle disuguaglianze nella salute cardiovascolare.
  10. Tabella di marcia per la ricerca e l’innovazione nel campo delle malattie cardiovascolari.

La prevenzione è il modo più efficace in termini di costi per affrontare il peso delle malattie cardiovascolari e i principali fattori di rischio, quali il diabete e l’obesità. Poiché in alcuni Stati membri i decessi per cause cardiovascolari sono otto volte superiori rispetto ad altri, il piano Safe Hearts sosterrà gli Stati membri nell’elaborazione di piani nazionali per la salute cardiovascolare e aiuterà quelli che dispongono già di un piano nazionale ad attuarlo ulteriormente.

Il piano consentirà alle persone di avere un maggiore controllo sulla propria salute cardiaca, sostenendo strumenti e approcci personalizzati, affrontando al contempo i fattori di rischio a livello di popolazione. Safe Hearts mira a colmare le lacune esistenti nella ricerca e nell’innovazione, a sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e innovative, come l’intelligenza artificiale, e a ridurre le disuguaglianze sanitarie tra gli Stati membri, le regioni e i gruppi di popolazione.

Oltre a questi importanti benefici per la salute pubblica, il piano Safe Hearts mira a contribuire a un’UE più forte, più resiliente e più competitiva, riducendo l’impatto delle malattie cardiovascolari (nonché del diabete e dell’obesità, poiché strettamente correlate) sull’economia e stimolando l’innovazione dell’UE in questo campo.

 

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digital health

Nuova pubblicazione su telemedicina e spazio europeo dei dati sanitari

La pubblicazione “Telemedicina e spazio europeo dei dati sanitari: un nuovo paradigma per l’assistenza sanitaria nell’UE[1]” è stata redatta nell’ambito del Task 9.1 della Joint Action Extended EHR@EU Data Space for Primary Use (JA Xt-EHR), e si basa direttamente sul lavoro e sui risultati del Deliverable D9.1. Rappresenta un importante contributo scientifico che mette in evidenza i risultati della JA Xt-EHR nel campo della telemedicina transfrontaliera e dei servizi allineati all’EHDS.

Questa pubblicazione analizza il ruolo della telemedicina nell’Unione Europea nel quadro del regolamento europeo sullo spazio europeo dei dati sanitari, sottolineandone la crescente importanza per l’assistenza sanitaria transfrontaliera incentrata sul paziente supportata da MyHealth@EU. Sulla base di una revisione delle applicazioni reali in diversi campi medici, identifica i principali vantaggi, i fattori abilitanti e le barriere legali, organizzative, finanziarie, cliniche e tecniche persistenti, sottolineando al contempo l’interoperabilità e l’intelligenza artificiale come motori per un’implementazione scalabile e sicura.

La Pubblicazione “Telemedicina e spazio europeo dei dati sanitari: un nuovo paradigma per l’assistenza sanitaria nell’UE”

Questa pubblicazione esamina l’evoluzione del ruolo della telemedicina all’interno dell’Unione Europea alla luce del Regolamento (UE) 2025/327 sullo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), che posiziona la telemedicina come componente chiave di un sistema sanitario più integrato e incentrato sul paziente. La telemedicina, definita come la fornitura di assistenza clinica attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha acquisito un notevole slancio negli ultimi decenni grazie ai progressi tecnologici, all’ampliamento dell’accesso a Internet e alla crescente pressione sui sistemi sanitari, in particolare durante e dopo la pandemia di COVID-19. La sua capacità di superare le barriere geografiche e le limitazioni delle risorse la rende particolarmente rilevante nei contesti sanitari transfrontalieri.

Questa pubblicazione evidenzia le varie modalità della telemedicina, tra cui le consultazioni sincrone e asincrone, il telemonitoraggio, la tele-perizia, la teleradiologia, la telepatologia e la telechirurgia. Con l’aumento della mobilità della popolazione all’interno dell’UE e il persistere delle disparità nella capacità sanitaria, la telemedicina transfrontaliera è diventata una soluzione sempre più importante.

Il regolamento EHDS rafforza questo sviluppo istituendo un quadro giuridico e tecnico per lo scambio sicuro di dati sanitari elettronici tra gli Stati membri, principalmente attraverso l’infrastruttura MyHealth@EU. Questa infrastruttura, originariamente sviluppata nell’ambito della direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera, consente ai pazienti e agli operatori sanitari di accedere e condividere informazioni sanitarie essenziali nel rispetto dei requisiti di protezione dei dati.

La revisione si basa su un’analisi strutturata della letteratura sottoposta a revisione paritaria pubblicata tra il 2009 e il 2025, che copre sia il periodo pre-pandemico che quello post-pandemico. Sono stati inclusi in totale 82 studi, incentrati sull’attuazione della telemedicina transfrontaliera nel mondo reale in diverse specialità mediche.

Questi studi dimostrano che la telemedicina è già stata applicata con successo in diversi contesti, tra cui la gestione delle malattie croniche, la terapia intensiva, l’oncologia, la radiologia, la patologia, la salute mentale e le procedure chirurgiche. I benefici segnalati includono un migliore accesso alle competenze specialistiche, una riduzione della necessità di spostamenti per i pazienti e i professionisti, una maggiore continuità delle cure e, in alcuni casi, migliori risultati clinici e una riduzione della mortalità.

La pubblicazione evidenzia MyHealth@EU come fattore fondamentale per la telemedicina transfrontaliera, in particolare attraverso servizi quali la cartella clinica elettronica del paziente, la prescrizione e la dispensazione elettronica. Ai sensi del regolamento EHDS, la partecipazione a MyHealth@EU diventerà obbligatoria per tutti gli Stati membri entro il 2029, con ulteriori categorie di dati sanitari che seguiranno entro il 2031. Sebbene i servizi di telemedicina non siano di per sé obbligatori ai sensi del regolamento, l’EHDS crea un ambiente affidabile che ne sostiene l’implementazione garantendo l’interoperabilità, la sicurezza dei dati e la conformità al regolamento generale sulla protezione dei dati.

Nonostante i progressi dimostrati, la pubblicazione identifica ostacoli persistenti che impediscono l’adozione su larga scala della telemedicina transfrontaliera. Le sfide legali e normative rimangono importanti a causa delle differenze nella legislazione nazionale, nelle licenze professionali, nei regimi di responsabilità e nelle regole di rimborso.

Gli ostacoli organizzativi includono la frammentazione dei sistemi sanitari, le variazioni nei protocolli clinici e la mancanza di modelli di governance standardizzati. La sostenibilità finanziaria è un’altra preoccupazione, poiché i meccanismi di rimborso per la telemedicina transfrontaliera rimangono incoerenti e spesso poco chiari sia per i pazienti che per i fornitori. Le sfide cliniche e culturali, come le differenze linguistiche, la fiducia tra i professionisti e la formazione limitata nelle pratiche di telemedicina, complicano ulteriormente l’implementazione.

L’articolo discute anche il ruolo dell’interoperabilità, sottolineando che una telemedicina efficace dipende dalla perfetta integrazione tra cartelle cliniche elettroniche, piattaforme di telemedicina e sistemi informativi sanitari. L’interoperabilità è identificata come un fattore chiave per costruire la fiducia, migliorare il processo decisionale clinico e consentire servizi scalabili. In questo contesto, il formato europeo per lo scambio di cartelle cliniche elettroniche è presentato come uno strumento fondamentale per armonizzare lo scambio di dati in tutta l’UE.

La pubblicazione finisce esplorando l’intelligenza artificiale come un’opportunità emergente per migliorare la telemedicina, supportando il processo decisionale clinico, automatizzando i flussi di lavoro e migliorando l’accuratezza diagnostica. Sebbene l’IA presenti un potenziale promettente, la sua implementazione deve essere in linea con i requisiti etici, legali e normativi per garantire sicurezza, trasparenza e responsabilità.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

[1] Carradinha M, Mendes VIS, Moura RP, Silva NP, Rocha L, Gonçalves J, Antunes I, Schiza E, Pattichis CS, Zanini A, Pajić V and Pinto Cátia S (2026) Telemedicine and the European Health Data Space: a new paradigm for healthcare in the EU. Front. Digit. Health 7:1713758. doi: 10.3389/fdgth.2025.1713758.