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14 marzo: Giornata mondiale del rene

La Giornata Mondiale del Rene si svolge ogni anno e si fa promotrice di una campagna di sensibilizzazione globale volta ad aumentare la consapevolezza dell’importanza dei nostri reni.

In tutto il mondo si contano molte centinaia di eventi: dall’Argentina alla Malesia, dal Giappone all’Italia. Tutto ciò, per creare consapevolezza. Consapevolezza per assumere comportamenti preventivi, consapevolezza dei fattori di rischio, consapevolezza su come vivere con una malattia renale.

CONSAPEVOLEZZA per Promuovere un accesso equo alle cure e una pratica terapeutica ottimale

Si stima che la malattia renale cronica (MRC) colpisca più di 850 milioni di persone in tutto il mondo provocando oltre 3,1 milioni di morti nel 2019. Attualmente, le malattie renali rappresentano l’ottava causa di morte, e, se non affrontate, si prevede diventeranno la quinta causa principale di abbassamento dell’aspettativa di vita entro il 2040. Negli ultimi tre decenni, gli sforzi per il trattamento della MRC si sono concentrati sulla preparazione e la fornitura di terapie sostitutive del rene.

Le recenti scoperte terapeutiche offrono opportunità senza precedenti per prevenire o ritardare le malattie e mitigarne le complicanze, come le malattie cardiovascolari e l’insufficienza renale, prolungando in definitiva la qualità e la quantità della vita delle persone affette da MRC.

Sebbene queste nuove terapie dovrebbero essere universalmente accessibili a tutti i pazienti, in ogni Paese e contesto, ostacoli come la mancanza di consapevolezza della MRC, l’insufficiente conoscenza o fiducia nelle nuove strategie terapeutiche, la carenza di specialisti in malattia renale e i costi di trattamento contribuiscono a profonde disparità nell’accesso ai trattamenti. In particolare nei Paesi a basso e medio reddito, ma anche in alcuni contesti ad alto reddito.

Queste disuguaglianze sottolineano la necessità di spostare l’attenzione verso la consapevolezza della MRC e lo sviluppo delle capacità del personale sanitario.

Per ottenere una cura renale ottimale è necessario un superamento delle barriere a più livelli, tenendo conto delle differenze contestuali tra le regioni del mondo. Tali differenze includono lacune nella diagnosi precoce, mancanza di assistenza sanitaria o copertura assicurativa universale, scarsa consapevolezza tra gli operatori sanitari e sfide relative al costo e all’accessibilità dei farmaci.

È quindi necessario un approccio globale e multilivello al fine di migliorare la cura dei reni e di ottimizzare la pratica terapeutica in tutto il mondo.

  • Politiche sanitarie – La prevenzione primaria e secondaria della MRC richiede politiche sanitarie mirate che integrino olisticamente la cura dei reni nei programmi sanitari esistenti garantendone finanziamenti e che diffondano le conoscenze sulla salute renale al pubblico e al personale sanitario. Per prevenire la MRC o la sua progressione, dovrebbe essere implementato un accesso equo allo screening delle malattie renali e agli strumenti per la diagnosi precoce e l’accesso sostenibile a trattamenti di qualità.
  • Disponibilità di assistenza sanitaria – Una cura dei reni non ottimale è il risultato di una focalizzazione politica limitata, di un’istruzione inadeguata del paziente e degli operatori sanitari, della mancanza di risorse per cure di alta qualità e di un accesso limitato a farmaci a prezzi accessibili. Per attuare strategie con successo, è essenziale adottare un approccio globale, centrato sul paziente ed orientato a livello locale per identificare e superare ciò che ostacola una cura renale di alta qualità.
  • Operatori sanitari – per affrontare la carenza di operatori sanitari di base e di specialisti in Nefrologia è necessario migliorare la formazione, ridurre al minimo la perdita di operatori sanitari e sviluppare capacità tra gli stessi, compresi medici di base, infermieri e operatori sanitari di comunità. La formazione su uno screening appropriato della MRC e l’adesione alle raccomandazioni delle linee guida di pratica clinica sono fondamentali affinché possano essere implementate con successo delle strategie di trattamento efficaci e sicure. L’adesione all’innovazione scientifica e l’utilizzo di strumenti farmacologici e non farmacologici per il trattamento della MRC, nonché la promozione di una comunicazione efficace e l’empatia tra i professionisti avrebbero un notevole impatto sul benessere dei pazienti.
  • Rafforzare i pazienti e le comunità – A livello globale, i pazienti hanno difficoltà ad accedere alle cure e ai farmaci a causa dei costi elevati e della disinformazione, fattori che influiscono sui loro comportamenti sanitari e sulla loro adesione. Aumentare la consapevolezza sui fattori di rischio della MRC come il diabete, l’ipertensione e l’obesità, migliorare l’alfabetizzazione sanitaria sulla scelta di stili di vita sani, sulla cura di sé e promuovere l’adesione a lungo termine alle strategie di trattamento può portare grandi benefici soprattutto se iniziata precocemente e mantenuta costantemente. Coinvolgere i pazienti nelle organizzazioni di sostegno e nelle comunità locali consentirà loro di prendere decisioni informate e di migliorare la propria salute.

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Salute mentale

Alzheimer, prime linee guida europee per una diagnosi precoce

Sono state pubblicate sulla rivista The Lancet Neurology le prime raccomandazioni intersocietarie europee per la diagnosi precoce dei disturbi neurocognitivi, coordinate da esperti dell’Università di Genova – IRCCS Ospedale Policlinico San Martino,  dell’Università di Ginevra e dell’IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia.

Queste linee guida, studiate da 22 esperti internazionali afferenti alle 11 maggiori Società scientifiche europee nel campo della neurologia, psicogeriatria, radiologia e medicina nucleare, rappresentano un passo avanti fondamentale, frutto di una nuova concezione del percorso diagnostico focalizzato sul paziente e i suoi sintomi. Questo documento rivoluziona il mondo della salute mentale poiché permetterà di arrivare prima a dare un nome al problema di chi manifesta i primi segni di un deterioramento cognitivo, riconoscendo se si tratti di Alzheimer o di un’altra forma di demenza.

Un percorso diagnostico EUROPEO personalizzato per la diagnosi precoce di Alzheimer

Il percorso diagnostico è stato sviluppato sulla base della letteratura scientifica e dell’esperienza pratica degli specialisti. Dopo aver esaminato i disturbi del paziente e aver effettuato test cognitivi e una risonanza magnetica cerebrale, lo specialista può utilizzare queste raccomandazioni per:

  • classificare il caso partendo da 11 possibili combinazioni di manifestazioni cliniche;
  • testare i biomarcatori adeguati utilizzando i test raccomandati dagli esperti internazionali: puntura lombare, PET amiloide, PET fluorodesossiglucosio, DAT-SCAN, SPECT MIBG e PET tau.

In un prossimo futuro, quando a questi esami sarà verosimilmente possibile associare anche l’utilizzo di biomarcatori rilevabili nel sangue, l’iter previsto da queste nuove raccomandazioni potrebbe ridurre fino al 70% gli esami strumentali inutili per diagnosi precise, affidabili e tempestive che allo stesso tempo ridurranno i costi per il Servizio sanitario.

Superare l’approccio incentrato sui biomarcatori

L’obiettivo del percorso diagnostico è quello di superare gli attuali limiti delle raccomandazioni e delle linee guida relative alla diagnosi della malattia di Alzheimer. Queste si concentrano principalmente sulla malattia stessa o sui biomarcatori, piuttosto che sulla persona interessata.

Infatti, la maggior parte di queste raccomandazioni non tiene conto delle numerose opzioni diagnostiche disponibili e dell’esistenza di diversi test che possono essere eseguiti contemporaneamente o in sequenza. Pertanto, nella pratica clinica, la scelta del biomarcatore è spesso influenzata più da considerazioni organizzative e logistiche che da fattori clinici.

Queste nuove raccomandazioni dovranno essere periodicamente aggiornate in base ai progressi scientifici, e sono consigliate per gli individui al di sotto dei 70 anni seguiti nei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze e da valutare caso per caso per i pazienti con più di 70 anni. Nel prossimo futuro si spera che possano essere integrate con l’impiego dell’analisi di specifici biomarcatori nel sangue, a oggi disponibili solo per la ricerca scientifica e in fase di approvazione per l’uso clinico.

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OMS: pubblicato il primo rapporto sull’impatto devastante dell’ipertensione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il suo primo rapporto sul devastante impatto globale dell’alta pressione sanguigna, insieme alle raccomandazioni su come vincere la corsa contro questo killer silenzioso. Il rapporto mostra che circa 4 persone affette da ipertensione su 5 non vengono adeguatamente trattate, ma se i paesi riuscissero ad aumentare la copertura, si potrebbero evitare 76 milioni di decessi tra il 2023 e il 2050.

L’ipertensione colpisce 1 adulto su 3 in tutto il mondo. Questa condizione comune e mortale porta a ictus, infarto, insufficienza cardiaca, danni ai reni e molti altri problemi di salute. Il numero di persone che convivono con l’ipertensione (pressione sanguigna pari o superiore a 140/90 mmHg o che assumono farmaci per l’ipertensione) è raddoppiato tra il 1990 e il 2019, passando da 650 milioni a 1,3 miliardi. L’età avanzata e i fattori genetici diete ricche di sale, mancanza di attività fisica e il consumo eccessivo di alcol possono aumentare il rischio di sviluppare questa condizione.

La prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione efficace dell’ipertensione sono tra gli interventi più efficaci in termini di costi nell’assistenza sanitaria e dovrebbero essere prioritari da parte dei paesi come parte del loro pacchetto nazionale di benefici sanitari offerto a livello di assistenza primaria. I benefici economici derivanti dal miglioramento dei programmi di trattamento dell’ipertensione superano i costi in un rapporto di circa 18 a 1.

Il rapporto dell’OMS

Il rapporto viene lanciato durante la 78° sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e affronta i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile, compresi gli obiettivi sanitari sulla preparazione e risposta alla pandemia, la fine della tubercolosi e il raggiungimento della copertura sanitaria universale.

L’ipertensione può essere facilmente trattata con farmaci generici sicuri, ampiamente disponibili e a basso costo utilizzando programmi come HEARTS . Il pacchetto tecnico HEARTS dell’OMS per la gestione delle malattie cardiovascolari nell’assistenza sanitaria di base e le Linee guida per il trattamento farmacologico dell’ipertensione negli adulti forniscono misure comprovate e pratiche per fornire una cura efficace dell’ipertensione negli ambienti di assistenza sanitaria di base.

Il rapporto sottolinea l’importanza di implementare un’efficace terapia per controllare la pressione arteriosa fornendo i seguenti cinque componenti:

  • Protocollo: protocolli terapeutici pratici specifici per dose e farmaco con fasi di azione specifiche per la gestione della pressione arteriosa non controllata possono semplificare la cura e migliorare l’aderenza
  • Fornitura di farmaci e attrezzature: per un trattamento efficace dell’ipertensione è necessario un accesso regolare e ininterrotto a farmaci a prezzi accessibili; attualmente, i prezzi dei farmaci antipertensivi essenziali variano di oltre dieci volte da un paese all’altro
  • Assistenza basata sul team: i risultati dei pazienti migliorano quando un team collabora per adattare e intensificare i regimi di farmaci per la pressione arteriosa secondo le prescrizioni e i protocolli del medico.
  • Servizi incentrati sul paziente: ridurre gli ostacoli alla cura fornendo regimi terapeutici facili da assumere, farmaci gratuiti e visite di follow-up più vicino a casa e rendendo facilmente disponibile il monitoraggio della pressione arteriosa.
  • Sistemi informativi: sistemi informativi semplici e incentrati sull’utente facilitano la registrazione rapida di dati essenziali a livello del paziente, riducono il carico di immissione dei dati degli operatori sanitari e supportano un rapido ampliamento mantenendo o migliorando la qualità dell’assistenza.

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