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In arrivo la Twinning Call 2026 di EP PerMed per diffondere la medicina personalizzata in Europa

La Twinning Call 2026 “Advancing Collaborative Implementation of Personalized Medicine Approaches in Healthcare” (Promuovere l’implementazione collaborativa di approcci di medicina personalizzata nell’assistenza sanitaria) è promossa da EP PerMed per favorire lo scambio di conoscenze e best-practice nella medicina personalizzata (Personalised Medicine – PM) tra istituzioni europee.

Secondo il bando, un’istituzione donatrice (“Twinning Donor”) con un approccio PM già maturo trasferirà competenze e pratiche a una o più istituzioni riceventi (“Twinning Receiver”) che desiderano adottare o adattare tali soluzioni.

Dal 25 settembre 2025 al 26 febbraio 2026 la piattaforma di matchmaking online consente la registrazione di profili “Donor” o “Receiver” per creare e costruire consorzi eleggibili.

Il processo di matchmaking è iniziato il 13 ottobre 2025 con la fase “Early Matchmaking”, rivolta a ospedali, provider sanitari, organizzazioni di ricerca, aziende e altri soggetti attivi nell’ecosistema della medicina personalizzata, presenti in Stati membri dell’Unione Europea (UE) o Paesi associati a Horizon Europe.

Istituti clinici, centri di ricerca e provider sanitari possono proporsi sia come Donor (se dispongono già di soluzioni mature di PM) sia come Receiver (se desiderano implementare tali soluzioni facendo rete con un Donor europeo), partecipando così alla diffusione di pratiche innovative e al rafforzamento della capacità nazionale nel campo della PM.

requisiti e Cronoprogramma della Twinning Call 2026

Per partecipare alla Twinning Call 2026, il consorzio proponente deve rispettare i seguenti requisiti fondamentali:

  • deve includere una solo organizzazione Twinning Donor (ossia l’ente che mette a disposizione una soluzione o approccio già maturo in medicina personalizzata) e almeno una, fino a un massimo di due organizzazioni Twinning Receiver (ossia enti che desiderano adottare o adattare la soluzione);
  • le organizzazioni Donor e Receiver devono essere costituite in Stati membri dell’UE o Paesi associati a Horizon Europe;
  • il consorzio deve essere transnazionale, coinvolgendo almeno due e al massimo tre organizzazioni legalmente registrate in almeno due differenti Paesi eleggibili;
  • la soluzione o l’approccio che viene trasferito (via Donor-Receiver) deve essere matura per l’implementazione, ovvero con livello di prontezza tecnologica (TRL) pari a 9 e – se richiesto – marchio CE (CE-marked). Ciò significa che non sono ammessi progetti puramente esplorativi o di ricerca di base, ma si richiede che la tecnologia/approccio sia già operativo e pronto per replicazione o adozione;
  • le attività devono essere chiaramente collegate alla PM e possono coprire uno o più dei seguenti ambiti: diagnostica, prevenzione, trattamento, gestione del paziente, follow-up;
  • la partnership Donor-Receiver ha durata indicativa tra 6 e 12 mesi, che richiede un piano realistico, ben definito e operativo fin dall’inizio del progetto.

Il cronoprogramma della Twining Call 2026 prevede:

  • 30 ottobre 2025, ore 12:00 CEST – Webinar informativo sull’Early Matchmaking (È possibile guardare la registrazione a questo LINK).
  • 10 dicembre 2025 – Lancio del bando e apertura della piattaforma di candidatura.
  • 17 dicembre 2025, ore 12:00 CEST – Webinar informativo sul bando (LINK per la registrazione).
  • 15 gennaio 2026, ore 12:00 CEST – Evento di Matchmaking online (LINK per la registrazione).
  • 26 febbraio 2026, ore 16:00 CEST – Termine ultimo per la presentazione delle proposte.
  • 16 aprile 2026 – Notifica dei risultati finali.

 

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Nuovo rapporto UE: il ruolo dell’assistenza sanitaria nella riduzione delle disuguaglianze e della povertà

L’assistenza sanitaria pubblica svolge un ruolo essenziale nella riduzione di disuguaglianze e povertà all’interno dell’Unione Europea. È quanto emerge dal nuovo rapporto The Role of Healthcare in Reducing Inequalities and Poverty in the EU, pubblicato dalla Commissione europea.

La pandemia ha evidenziato la necessità di sistemi sanitari più resilienti e capaci di reagire a crisi future, in un contesto caratterizzato da invecchiamento demografico, pressioni economiche e aumento dei costi delle tecnologie sanitarie. Il documento sottolinea come difficoltà di accesso alle cure possano accentuare le disuguaglianze e come la tutela del diritto universale alla salute richieda scelte di investimento efficienti e sostenibili.

Il rapporto introduce una metodologia innovativa per valutare in modo più accurato l’impatto redistributivo dell’assistenza sanitaria pubblica, attraverso l’analisi delle Social Transfers in Kind (STiKs). Le STiKs rappresentano beni e servizi forniti gratuitamente o a costo ridotto dallo Stato, come visite mediche, trattamenti, farmaci o servizi diagnostici.

Secondo il documento, queste prestazioni costituiscono circa il 35% dei benefici sociali totali nell’UE e hanno un effetto significativo nella riduzione di disuguaglianza e povertà. Malgrado ciò, il loro impatto sulla povertà o sulla disuguaglianza non viene misurato regolarmente nelle statistiche ufficiali dell’UE, impedendo valutazioni effettivamente complete delle politiche sociali.

Il rapporto risulta particolarmente tempestivo, dato l’attuale contesto di significative pressioni sui finanziamenti e di priorità contrastanti per i fondi pubblici. L’invecchiamento della popolazione aggiunge ulteriore pressione ai sistemi sanitari e, in questo contesto, è essenziale misurare l’efficacia delle prestazioni sociali e garantire che le decisioni politiche sostengano la resilienza dei sistemi sanitari.

Il rapporto utilizza un approccio “ibrido” che combina il metodo assicurativo, basato sulle caratteristiche individuali come età e genere, con elementi dell’approccio dell’uso effettivo, sfruttando i dati disponibili sull’utilizzo dei servizi sanitari.

Un elemento centrale dello studio è l’integrazione delle STiKs nel modello di microsimulazione EUROMOD, lo strumento della Commissione europea che permette di simulare tasse, contributi e trasferimenti sulla base delle norme vigenti nei diversi Stati membri.

EUROMOD consente di ottenere una misura comparabile del reddito disponibile delle famiglie e, con l’ampliamento proposto nel rapporto, anche di analizzare l’impatto complessivo delle prestazioni sanitarie in natura sulla distribuzione del reddito. Grazie a queste simulazioni, il rapporto mostra che le STiKs riducono in modo rilevante l’indice Gini, uno degli indicatori più utilizzati per misurare la disuguaglianza, con riduzioni comprese tra 1,5 e 4,5 punti in quasi tutti gli Stati membri.

Assistenza sanitaria, scenari redistributivi e sostenibilità

Il rapporto evidenzia l’utilità di EUROMOD per simulare scenari ipotetici (“what-if”) e valutare gli effetti potenziali di interventi e riforme. Attraverso questi scenari, è possibile stimare come cambierebbe la distribuzione del reddito se, ad esempio, il sistema sanitario fosse finanziato in modo diverso o se le famiglie dovessero sostenere la spesa sanitaria tramite assicurazioni private. Le analisi mostrano che sistemi basati prevalentemente su contributi sociali tendono a essere più regressivi rispetto a quelli finanziati da imposte dirette. Il rapporto segnala inoltre il valore di questi strumenti per anticipare gli effetti di cambiamenti nel budget sanitario e identificare soluzioni più eque ed efficienti.

Un’altra dimensione analizzata riguarda le spese out-of-pocket (OOP), ovvero i costi sanitari pagati direttamente dalle famiglie al momento dell’erogazione delle prestazioni, come ticket, farmaci non rimborsati o visite specialistiche.

Sebbene tutti gli Stati membri dispongano di sistemi sanitari pubblici, una parte della spesa rimane a carico delle famiglie. Il rapporto mostra che livelli elevati di OOP possono rappresentare una barriera all’accesso, con effetti che si concentrano soprattutto sulle famiglie vulnerabili, sugli anziani e sui lavoratori autonomi. Una bassa spesa OOP tra i redditi più bassi non indica necessariamente una maggiore tutela: può riflettere anche rinuncia o posticipo delle cure per motivi economici, con un aumento delle esigenze mediche non soddisfatte.

Infine, il rapporto richiama l’attenzione sui rischi legati alla sostenibilità intergenerazionale della spesa sanitaria, in un contesto di rapido invecchiamento demografico. Le simulazioni mostrano che, senza correttivi, le generazioni più giovani potrebbero trovarsi a sostenere un carico crescente per finanziare i sistemi sanitari pubblici.

Nel complesso, le evidenze raccolte confermano che l’assistenza sanitaria pubblica è uno degli strumenti più efficaci per ridurre la povertà monetaria e la disuguaglianza nei Paesi dell’UE, e rappresenta un pilastro essenziale per sistemi sanitari resilienti, equi e sostenibili.

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Aperto il bando ERA4Health “Prevent-OO” per prevenire sovrappeso e obesità

Lo scorso 13 novembre è stata aperta la call di ERA4Health cofinanziata dall’UE Understanding and Preventing Overweight and Obesity: Mechanisms of their onset and progression, neglected determinants and novel strategies for critical transitional periods in life – PREVENT-OO per comprendere e prevenire il sovrappeso e l’obesità.

Prevent-OO

La call di Prevent-OO sosterrà la collaborazione transnazionale di scienziati provenienti da diversi paesi affinché lavorino insieme, avvalendosi di competenze e serie di dati complementari. L’invito finanzierà la ricerca volta a migliorare la comprensione delle cause dell’obesità, del sovrappeso e delle loro complicanze mediante un approccio meccanicistico, nonché studi finalizzati allo sviluppo di strategie di sanità pubblica per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso, concentrandosi sui periodi di transizione critici della vita, dovuti a cambiamenti biologici o socio-ambientali.

La deadline per la presentazione delle proposte preliminari è fissata per il 21 gennaio 2026.

Le proposte per Prevent-OO dovrebbero concentrarsi sull’ampliamento delle conoscenze e contribuire a:

  • ridurre il tasso di sovrappeso e dell’obesità in Europa attraverso una migliore comprensione dei meccanismi ancora poco studiati, che consentirà di elaborare nuove strategie preventive e terapeutiche su misura;
  • migliorare l’accuratezza della diagnosi precoce attraverso l’identificazione dei fattori chiave determinanti e, in ultima analisi, lo sviluppo di politiche pubbliche efficaci e iniziative sanitarie che sostengano interventi mirati.

Il bando Prevent-OO vede la partecipazione di 19 nazioni con le relative organizzazioni che hanno accettato di finanziare questo bando transnazionale. Per quanto riguarda l’Italia, sarà coinvolto il Ministero della Salute.

 

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Due nuove strategie della Commissione europea per l’intelligenza artificiale nell’industria e nella scienza

La Commissione europea ha lanciato le strategie Apply AI e AI in Science per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA) nei settori chiave, nei servizi pubblici e nella ricerca, posizionando l’Europa come leader globale nell’IA affidabile e innovativa tramite anche l’iniziativa RAISE (Resource for AI Science in Europe) e Horizon Europe.

Le due strategie
Apply AI strategy

Questa strategia mira ad accelerare l’adozione dell’IA nei settori chiave dell’industria europea e nel settore pubblico, promuovendo il piano d’azione dell’UE AI Continent Action Plan al fine di rendere l’Europa un leader mondiale affidabile nell’IA. Promuove un approccio “IA prima di tutto” (“AI first”), incoraggiando le aziende a integrare l’IA nelle loro attività, dando priorità alla sicurezza e all’uso etico. I settori target includono sanità, farmaceutica, energia, mobilità, produzione, edilizia, agroalimentare, difesa, comunicazioni e cultura, con circa 1 miliardo di euro mobilitati a sostegno di queste misure. Le azioni includono la creazione di centri di screening sanitario basati sull’IA, lo sviluppo di modelli di IA all’avanguardia e la fornitura di supporto su misura per le PMI.

La strategia affronta sfide quali il miglioramento delle infrastrutture, l’accesso ai dati e la preparazione della forza lavoro attraverso un’iniziativa Frontier AI e il rinnovo degli European Digital Innovation Hubs come Experience Centres for AI. Questi hub aiuteranno le organizzazioni a testare, implementare e adottare soluzioni di IA, accedere alle competenze e garantire la conformità con l’AI Act. Il coordinamento sarà supportato dall’Apply AI Alliance, da un Osservatorio sull’IA che monitorerà le tendenze e dall’AI Act Service Desk che guiderà l’attuazione.

AI in Science Strategy

La seconda delle due strategie posiziona l’UE come centro di eccellenza scientifica basato sull’IA attraverso la creazione di RAISE (Resource for AI Science in Europe), un istituto virtuale che coordina le risorse di IA per la ricerca. L’obiettivo è aumentare gli investimenti annuali di Horizon Europe nell’IA fino a oltre 3 miliardi di euro, con 600 milioni di euro dedicati all’ampliamento dell’accesso al calcolo ad alte prestazioni e alle gigafabbriche di IA per ricercatori e startup, e 58 milioni di euro nell’ambito del progetto pilota RAISE per la formazione e l’attrazione dei migliori talenti nel campo dell’IA attraverso reti di eccellenza e reti di dottorato.

Nello stesso ambito delle strategie, il Joint Research Centre (JRC) ha pubblicato il rapportoRole of Artificial Intelligence in Scientific Research – A Science for Policy, European Perspective”, che analizza il ruolo dell’IA nella scienza e contribuisce a definire politiche e investimenti informati. Il JRC guiderà l’AI Evaluation Hub per monitorare i modelli di IA in campi scientifici strategici. Ha rilevato che l’UE ospita la quota maggiore di attori della ricerca globale sull’IA (13%, rispetto al 4% degli Stati Uniti e all’1% della Cina) e sottolinea la necessità di infrastrutture condivise, scienza aperta e team multidisciplinari che combinino IA, ingegneria e competenze specifiche.

L’IA sta già trasformando la ricerca in tutte le discipline, dall’ingegneria alle scienze della vita e alle scienze umane, con applicazioni di successo quali l’analisi delle proteine e la scoperta di farmaci. La Commissione presenterà inoltre una strategia per l’Unione dei dati volta a migliorare l’accesso ai dati strutturati.

 

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Digital Europe: emendato il Work Programme 2025-2027 del Programma europeo sulla trasformazione digitale

Il Digital Europe Programme (DIGITAL) Work Programme (WP) 2025–2027 segna la fase finale del quadro finanziario pluriennale dell’UE 2021-2027. Basandosi sui programmi di lavoro precedenti, si concentra sul consolidamento, lo sviluppo e il mantenimento delle capacità digitali in tutta Europa. Il suo obiettivo centrale è quello di portare a termine le iniziative avviate nei cicli precedenti promuovendo al contempo la trasformazione digitale dell’UE in linea con il 2030 Digital Compass.

Il Work Programme 2025-2027

Questo programma di lavoro riflette sia la continuità che l’adattamento. Pur garantendo la sostenibilità delle azioni precedenti, introduce anche nuove priorità che rispondono alle sfide tecnologiche e geopolitiche emergenti, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA), della sicurezza informatica e dell’identità digitale. Il programma è in linea con i più ampi quadri legislativi dell’UE, quali il Chips Act, l’AI Act, il Cyber Resilience Act e l’Interoperable Europe Act, che incarnano l’impegno dell’Europa a favore della sovranità tecnologica e di ecosistemi digitali sicuri.

Un elemento caratterizzante di questo WP è il progresso dell’IA e dell’IA generativa (GenAI). Finanzia l’ammodernamento delle strutture di test e sperimentazione (TEF) per convalidare le applicazioni GenAI in condizioni reali, sostenendone l’implementazione in settori chiave come la sanità, la produzione, il patrimonio culturale e l’istruzione. Applicazioni come i Virtual Human Twins e l’imaging medico basato sull’IA dimostrano il ruolo dell’IA nell’innovazione sanitaria. Questi progressi sono alla base della strategia Apply AI dell’UE, che rende l’Europa un centro nevralgico per un’IA responsabile e affidabile.

La sicurezza informatica rimane un pilastro del Work Programme. Le iniziative includono l’istituzione di un’EU Cybersecurity Reserve per la sicurezza informatica e la creazione di un’unica piattaforma di segnalazione per le vulnerabilità. Il WP sostiene anche lo sviluppo della Cybersecurity Skills Academy per affrontare la carenza di talenti digitali nell’UE.

Per raggiungere l’obiettivo del Decennio digitale (Digital Decade target) di una forza lavoro digitale qualificata, il Work Programme stanzia oltre 100 milioni di euro per le competenze digitali avanzate, istituendo quattro nuove accademie nelle tecnologie quantistiche, nelle fabbriche di IA/GenAI, nei semiconduttori e nei mondi virtuali. Queste iniziative integrano i programmi esistenti per aumentare il numero di laureati in ICT, in particolare donne, rafforzando così la capacità di innovazione dell’Europa.

Il Work Programme rafforza anche le sinergie con altri programmi dell’UE, in particolare Horizon Europe, Connecting Europe Facility (CEF2), InvestEU, EU4Health e i fondi della politica di coesione. Ciò garantisce investimenti coerenti nelle infrastrutture digitali, nella ricerca e nelle competenze, evitando duplicazioni e sfruttando meccanismi di finanziamento complementari. Il marchio Strategic Technologies for Europe Platform (STEP) incentiva ulteriormente i progetti interprogrammatici di alta qualità che promuovono gli obiettivi tecnologici strategici dell’UE.

 

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JACARDI: 3° Assemblea generale annuale

JACARDI, la Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes, ha tenuto la sua terza Assemblea generale annuale a Madrid, in Spagna, dal 14 al 16 ottobre 2025. L’incontro riunirà partecipanti provenienti da 21 paesi europei, tra cui autorità nazionali, istituzioni dell’UE, OMS, EUPHA, rappresentanti dei pazienti e società scientifiche.

La nuova assemblea JACARDI

L’Assemblea di quest’anno si è aperta con un benvenuto da parte dei rappresentanti istituzionali e un messaggio da parte del team di coordinamento JACARDI, ponendo le basi per un dialogo collaborativo. Al centro dell’agenda ci sono i progetti pilota JACARDI, che fungono da laboratori viventi per testare, scalare e condividere interventi innovativi nella cura delle malattie cardiovascolari e del diabete. Le discussioni hanno esplorato i primi risultati raggiunti e affronteranno temi chiave come l’equità, la sostenibilità, i sistemi di monitoraggio e la continuità delle cure.

L’Assemblea ha fornito anche una piattaforma per collegare le lezioni apprese da JACARDI con il prossimo Piano sanitario cardiovascolare dell’UE (EU Cardiovascular Health Plan), garantendo che le esperienze nazionali e i risultati dei pacchetti di lavoro (Work Package) tecnici informino la politica europea. Promuovendo lo scambio e la riflessione congiunta, l’incontro ha rafforzato la motivazione, la collaborazione e la capacità collettiva di ridurre il peso delle malattie non trasmissibili in tutta Europa.

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DOCUMENTI UTILI

Comunicato stampa ITA – JACARDI General Assembly Madrid 2025

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Pubblicato lo studio dell’UE sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari

In questo nuovo studio, commissionato dalla Commissione europea, si articola come l’intelligenza artificiale abbia un grande potenziale per migliorare l’efficienza, ridurre gli oneri amministrativi e migliorare la diagnosi e il trattamento nel settore sanitario, ma la sua diffusione rimane lenta a causa di ostacoli tecnologici, normativi, organizzativi e culturali. L’UE è in una posizione ideale per guidare un’adozione sicura, etica ed equa, a condizione che le sfide siano affrontate e che vengano attuati quadri di sostegno.

Il nuovo studio dell’UE

I sistemi sanitari di tutto il mondo devono affrontare pressioni crescenti dovute ai cambiamenti demografici, all’aumento della prevalenza di malattie croniche e complesse, all’incremento dei costi e alla carenza di personale. L’intelligenza artificiale (IA) offre un potenziale significativo per mitigare queste sfide, migliorando l’efficienza, riducendo gli oneri amministrativi e migliorando i percorsi diagnostici e terapeutici. Nonostante queste promesse, l’adozione degli strumenti di IA nella pratica clinica rimane limitata e lenta.

Per redigere lo studio la Commissione europea ha utilizzato un approccio misto che combina analisi della letteratura esistente, consultazioni con gli stakeholder, sondaggi, interviste, workshop e casi di studio. Ha identificato i principali ostacoli che impediscono l’implementazione dell’IA nell’assistenza sanitaria in quattro ambiti: sfide tecnologiche e relative ai dati, complessità legali e normative, vincoli organizzativi e aziendali, fattori sociali e culturali. Allo stesso tempo, ha evidenziato gli acceleratori, ovvero le strategie di successo attuate dagli ospedali a livello globale, che potrebbero ispirare le migliori pratiche nell’Unione europea.

Lo studio sottolinea la posizione unica dell’UE nel guidare l’implementazione sicura, efficace, etica ed equa dell’IA nell’assistenza sanitaria. Trovando un equilibrio tra il sostegno all’innovazione e la tutela dei diritti dei pazienti, l’UE può contribuire a promuovere l’adozione sostenibile dell’IA. Particolare attenzione è rivolta al potenziale trasformativo dell’IA nella cura del cancro, nella fornitura di assistenza sanitaria a distanza e nell’uso di dati sanitari su larga scala.

Le considerazioni future delineate nello studio includono la definizione di standard comuni per la governance dei dati e l’interoperabilità, lo sviluppo di centri di eccellenza, la garanzia di meccanismi di finanziamento, la conduzione di valutazioni delle prestazioni locali e la creazione di cataloghi di soluzioni di IA affidabili. Viene inoltre proposto un quadro di monitoraggio e indicatori per seguire i progressi e garantire l’integrazione a lungo termine.

Lo studio conclude che, sebbene l’IA da sola non possa risolvere le pressioni sistemiche sul settore sanitario, essa può essere un fattore determinante per la creazione di sistemi sanitari più resilienti, efficienti e incentrati sul paziente in tutta Europa, a condizione che vengano affrontati gli ostacoli e sfruttati gli acceleratori.

 

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Reindirizzamento dei fondi di coesione: Il PE approva la riforma

Il Parlamento europeo ha approvato la riforma che consente il reindirizzamento dei fondi di coesione, in particolare FESR, FSE+ e Fondo di Coesione, verso settori strategici che rispondono alle nuove priorità dell’Unione. La modifica, adottata con 440 voti favorevoli, 168 contrari e 16 astensioni, introduce una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse, consentendo agli Stati membri e alle regioni di indirizzare i finanziamenti in modo più mirato.

Reindirizzamento DEI fondi di coesione: nuove priorità per l’UE

Il reindirizzamento dei fondi di coesione consentirà investimenti in capacità industriali di difesa, infrastrutture per la mobilità militare e resilienza idrica, rispondendo così alle necessità emerse in un contesto geopolitico complesso. Accanto a questi ambiti, vengono incluse anche politiche abitative per garantire alloggi accessibili e interventi a favore della decarbonizzazione e delle infrastrutture energetiche, settori centrali per il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici europei.

Particolare attenzione è dedicata agli investimenti a duplice uso, ovvero progetti che possono essere destinati sia a finalità civili che militari. Questa scelta risponde all’esigenza di rafforzare la capacità di risposta dell’Unione a sfide emergenti, senza tralasciare lo sviluppo socio-economico delle comunità locali.

Il Parlamento ha inoltre evidenziato come il reindirizzamento dei fondi di coesione sarà uno strumento importante anche per sostenere la preparazione civile e la cybersecurity, settori cruciali per la resilienza complessiva dell’Unione. Le regioni di confine con Russia, Bielorussia e Ucraina riceveranno un sostegno specifico, con la possibilità di beneficiare di tassi di cofinanziamento più elevati e di prefinanziamenti aggiuntivi, a conferma della volontà europea di rafforzare la coesione e la sicurezza dei territori più esposti.

Le nuove regole sul reindirizzamento dei fondi di coesione mantengono infine il principio di condizionalità legato allo stato di diritto, a garanzia che l’utilizzo dei finanziamenti europei resti coerente con i valori fondamentali e con il rispetto delle norme comuni. La riforma si pone dunque come un tassello essenziale per rendere i fondi di coesione strumenti non solo di sviluppo regionale, ma anche di stabilità, resilienza e sicurezza a livello europeo.

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Al via la IT4LIA AI Factory: Bologna diventa uno dei principali centri europei per l’intelligenza artificiale

L’IT4LIA AI Factory, inaugurata al DAMA Tecnopolo di Bologna con un investimento di 420 milioni di euro, è una delle prime piattaforme europee dedicate all’intelligenza artificiale. L’iniziativa, sostenuta da UE, Governo e istituzioni italiane, consolida l’Italia come hub strategico per supercalcolo, big data e innovazione digitale.

Il lancio dell’IT4LIA AI Factory

L’IT4LIA AI Factory è una delle prime piattaforme europee interamente dedicate all’intelligenza artificiale. L’avvio del progetto è stato celebrato con un evento istituzionale di rilievo nazionale ed europeo, che ha visto la partecipazione della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, insieme a rappresentanti del mondo scientifico e industriale.

La giornata è iniziata con la visita alle infrastrutture del Tecnopolo gestite da Cineca e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ospitano strumenti di calcolo tra i più avanzati d’Europa: dal supercomputer Leonardo alla piattaforma cloud Gaia, fino ai futuri sistemi di calcolo quantistico e al data center INFN-CNAF.

Secondo Virkkunen, IT4LIA dimostra l’impegno dell’Italia verso la sovranità digitale e contribuisce a rendere l’Europa un continente leader per un’IA sicura ed etica. La ministra Bernini ha sottolineato il ruolo strategico del Tecnopolo, integrato con il Centro nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing, e ha evidenziato le opportunità per PMI, startup e pubbliche amministrazioni nei settori agroalimentare, manifatturiero e della cybersicurezza.

L’iniziativa conferma l’Emilia-Romagna come hub europeo del supercalcolo e della ricerca avanzata, generando opportunità concrete di sviluppo e lavoro qualificato. Anche il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Bruno Frattasi, ha ribadito come la Factory rappresenti un tassello chiave per l’autonomia tecnologica italiana.

Il progetto beneficia di un investimento di circa 420 milioni di euro, cofinanziato dalla Commissione europea e dal Governo italiano, con la collaborazione di Austria e Slovenia e il supporto di istituzioni e università italiane. Grazie a un modello a sportello unico, IT4LIA AI Factory offrirà accesso semplificato a dati e servizi avanzati, rafforzando la collaborazione tra ricerca, imprese e istituzioni e consolidando il ruolo dell’Italia come protagonista europea dell’intelligenza artificiale e del supercalcolo.

 

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Rapporto EuroHealthNet-CHAIN sulle disuguaglianze sociali nella salute

EuroHealthNet ha pubblicato il suo rapporto intitolato “Disuguaglianze sociali nella salute nell’UE” (Social Inequalities in Health in the EU), redatto in collaborazione con il Centre for Health Equity Analytics (CHAIN).

IL RAPPORTO E IL SUO EVENTO

Questo studio, basato sui dati dell’Indagine sociale europea del 2014 e del 2024, fornisce il quadro più dettagliato finora disponibile delle disuguaglianze sociali nella salute in Europa negli ultimi dieci anni. Il rapporto mostra come i risultati sanitari siano influenzati dall’istruzione, dal reddito, dalle condizioni di vita e di lavoro, nonché dall’accesso ai servizi essenziali. Il rapporto presenta inoltre esempi di azioni promettenti in tutta Europa e fornisce raccomandazioni per i responsabili politici dell’UE e nazionali.

Questo rapporto viene presentato da EuroHealthNet con due eventi: una riunione di alto livello trasmessa in diretta streaming dal Parlamento europeo il 25 settembre p.v e un webinar il 26 settembre p.v.

  • 25 settembre: dedicato alle disuguaglianze sociali in materia di salute in Europa, viste non sono solo come una sfida, ma come un invito all’azione. I risultati in materia di salute sono indissolubilmente legati al nostro contesto socioeconomico, all’istruzione, alle condizioni di vita e di lavoro e all’accesso ai servizi essenziali. Affrontare questi fattori non è solo un imperativo sanitario, ma è essenziale per preservare il modello sociale europeo e garantirne la competitività.
  • 26 settembre: il workshop online riunisce esperti di sanità pubblica europei, nazionali e regionali, ricercatori, responsabili politici e rappresentanti della società civile per discutere in modo più approfondito i dati nazionali e subnazionali contenuti nella relazione, le buone pratiche e le raccomandazioni.

 

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