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Salute mentale

Presidenza cipriota dell’UE: la salute mentale e l’inclusione al centro del futuro dell’Europa

Il 27 gennaio 2026, nell’ambito della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, si è tenuta a Lefkosia la High-Level Conference on “Mental Health and Inclusion, dedicata al ruolo strategico della salute mentale per la coesione sociale, la resilienza e lo sviluppo sostenibile dell’Unione europea.

Nel corso dei lavori è emersa la necessità di considerare la salute mentale non solo come una priorità sanitaria, ma come una leva trasversale di politica sociale ed economica, che richiede un approccio coordinato, intersettoriale e centrato sulla persona. La conferenza ha posto al centro i principi di dignità, inclusione, prevenzione e partecipazione, in coerenza con la visione di un’Unione europea della salute più forte e autonoma.

È stato sottolineato come la salute mentale sia influenzata da molteplici ambiti di policy, tra cui lavoro, istruzione, digitalizzazione, pianificazione urbana, cultura e politiche climatiche, richiedendo pertanto interventi integrati e coerenti a livello europeo e nazionale. In questo contesto, la prevenzione è stata indicata come elemento centrale delle future strategie.

Un’attenzione specifica è stata dedicata ai modelli di assistenza basati sulla comunità, evidenziando l’importanza dell’accesso all’abitazione, all’occupazione, all’istruzione e alla partecipazione attiva alla vita sociale come determinanti fondamentali del benessere mentale. È stata inoltre ribadita la necessità di un coinvolgimento strutturato delle persone con esperienza vissuta e delle associazioni di pazienti nei processi decisionali, al fine di rendere le politiche più eque ed efficaci.

I lavori della presidenza cipriota hanno infine posto un forte accento sui giovani, riconosciuti come uno dei gruppi maggiormente esposti alle nuove pressioni sociali, educative e digitali. È stata condivisa l’importanza di promuovere la resilienza attraverso comunità di supporto e di garantire un accesso tempestivo ai servizi di salute mentale, come priorità condivisa a livello europeo.

 

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bandi workforce

Horizon Europe “ERA Talents”: oltre 43 milioni di euro per carriere e mobilità dei ricercatori

La Commissione europea ha assegnato oltre 43 milioni di euro a 15 nuovi progetti selezionati nell’ambito del bando Horizon Europe – ERA Talents, volto a sostenere lo sviluppo delle carriere, la mobilità e l’occupabilità dei ricercatori. I grant agreement, firmati nel dicembre 2025, avranno una durata fino a quattro anni.

Il bando, chiuso a settembre 2025, ha registrato un forte aumento di interesse rispetto all’edizione precedente del 2022, passando da 16 a 117 proposte presentate, a conferma della crescente attenzione verso il rafforzamento del capitale umano nella ricerca e innovazione.

I progetti finanziati in ERA Talents contribuiranno in particolare a:
  • rafforzare la base di talenti per la ricerca e l’innovazione nei Paesi Widening, ossia i paesi con prestazioni inferiori in R&I, sostenendo ricercatori, innovatori e research manager;
  • promuovere una maggiore mobilità geografica e intersettoriale dei professionisti R&I;
  • migliorare l’accesso delle entità private alle istituzioni, infrastrutture e competenze pubbliche di ricerca;
  • aumentare l’occupabilità e le opportunità di carriera a lungo termine, sia in ambito accademico sia non accademico.
Prossimi appuntamenti

Per i soggetti interessati alle opportunità di finanziamento ERA Talents nei Paesi Widening, si è tenuto un infoday online dedicato il 22 gennaio 2026, durante il quale sono state presentate le novità sui topic, gli aggiornamenti del programma e le future opportunità di partecipazione.

 

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digital health

EMA e FDA stabiliscono principi comuni per l’intelligenza artificiale nello sviluppo dei medicinali

L’EMA (European Medicines Agency) e la FDA (Food and Drug Administration) hanno concordato su dieci principi per una buona pratica dell’IA nell’intero ciclo di vita dei medicinali, che guidano un uso sicuro, etico ed efficace dell’IA dalla ricerca e dalle sperimentazioni alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

Questi principi mirano a sostenere l’innovazione, la conformità normativa e la collaborazione internazionale, gestendo al contempo i rischi e sostenendo le future linee guida dell’UE e globali in materia di IA nei medicinali.

I principi per una buona pratica dell’IA

I principi forniscono indicazioni generali sull’uso dell’IA nella generazione e nel monitoraggio delle prove in tutte le fasi di un medicinale, dalla ricerca iniziale e dalle sperimentazioni cliniche alla produzione e al monitoraggio della sicurezza.

I principi sono rilevanti per chi sviluppa medicinali, nonché per i richiedenti e i titolari di autorizzazioni all’immissione in commercio. Essi costituiranno la base delle future linee guida sull’IA nelle diverse giurisdizioni e sosterranno una maggiore collaborazione internazionale tra le autorità di regolamentazione, le organizzazioni che stabiliscono gli standard tecnici e altre parti interessate. L’elaborazione delle linee guida nell’Unione europea (UE) è già in corso, sulla base del documento di riflessione dell’EMA sull’IA pubblicato nel 2024.

L’uso delle tecnologie di IA nel ciclo di vita dei medicinali è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. Come sottolineato nella proposta di legge sulle biotecnologie della Commissione europea, l’IA è uno strumento molto promettente per accelerare il percorso dall’innovazione a medicinali sicuri ed efficaci. La nuova legislazione farmaceutica tiene conto del più ampio uso dell’IA nel ciclo di vita dei medicinali nel processo decisionale normativo e crea ulteriori possibilità di testare metodi innovativi basati sull’IA per i medicinali in un ambiente controllato.

Per realizzare questi benefici, l’IA deve essere gestita in modo esperto, compresa la mitigazione dei rischi. Con la continua evoluzione dell’IA, un approccio basato su principi aiuterà le autorità di regolamentazione, le aziende farmaceutiche e gli sviluppatori di medicinali a sfruttare il potenziale di queste tecnologie, garantendo al contempo la sicurezza dei pazienti e degli animali e la conformità normativa. Nel corso del tempo, questi principi saranno integrati da ulteriori orientamenti dell’UE che terranno conto dei requisiti giuridici applicabili e della nuova legislazione UE pertinente nel settore dei medicinali.

Ponendo l’etica in primo piano, l’Agenzia continuerà a esplorare le opportunità di convergenza globale sui temi dell’IA per facilitare l’innovazione responsabile a livello mondiale, in stretta collaborazione con i partner internazionali nel campo della sanità pubblica.

I dieci principi sono:

  1. Progettazione incentrata sull’uomo (Human-centric by design).
  2. Approccio basato sul rischio (Risk-based approach).
  3. Rispetto degli standard (Adherence to standards).
  4. Contesto di utilizzo chiaro (Clear context of use).
  5. Competenze multidisciplinari (Multidisciplinary expertise).
  6. Governance dei dati e documentazione (Data governance and documentation).
  7. Pratiche di progettazione e sviluppo dei modelli (Model design and development practices).
  8. Valutazione delle prestazioni basata sul rischio (Risk-based performance assessment).
  9. Gestione del ciclo di vita (Life cycle management).
  10. Informazioni chiare ed essenziali (Clear, essential information).

 

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Altro

Medicinali critici: il Parlamento verso il voto in plenaria sulle nuove misure UE

Il 19 gennaio 2026 gli eurodeputati discuteranno e il 20 gennaio voteranno in sessione plenaria la proposta legislativa, sulla base del testo adottato lo scorso dicembre dalla commissione parlamentare per la sanità pubblica (SANT). L’obiettivo è rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento nell’UE, ridurre la dipendenza da Paesi terzi e sostenere la competitività del settore farmaceutico europeo.

Contesto

Nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sui medicinali critici per rafforzarne la disponibilità nell’Unione europea e migliorare l’accesso a farmaci essenziali soggetti a fallimenti di mercato. Oltre il 50% delle carenze segnalate nell’UE è infatti legato a problemi di produzione, comprese le difficoltà nell’approvvigionamento delle sostanze attive. Le misure riguardano, tra gli altri, antibiotici, insulina, vaccini e medicinali per le malattie croniche.

Progetti strategici e capacità produttiva europea

La proposta definisce un quadro per l’istituzione di “progetti strategici” nell’industria farmaceutica, finalizzati a creare, modernizzare e potenziare la capacità produttiva di medicinali critici e delle loro sostanze di base all’interno dell’UE. È previsto un ruolo centrale della Commissione nella definizione di linee guida comuni per garantire un approccio coordinato e maggiore certezza giuridica per gli investimenti.

Appalti congiunti e filiere più resilienti

Un altro pilastro dell’iniziativa riguarda il rafforzamento degli appalti pubblici collaborativi tra Stati membri, per favorire la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e sostenere l’accesso a medicinali innovativi, ad alto costo o destinati a patologie rare. Le nuove misure puntano anche a rendere le filiere europee più robuste e meglio distribuite sul territorio.

Scorte e gestione delle emergenze

Il testo prevede inoltre il miglioramento del coordinamento delle scorte nazionali di medicinali critici e l’istituzione di meccanismi europei per affrontare situazioni di grave carenza. In casi eccezionali, la Commissione potrebbe essere chiamata a intervenire per facilitare la redistribuzione dei medicinali tra Stati membri.

Prossime tappe

Se approvata in plenaria, la posizione del Parlamento costituirà il mandato negoziale per l’avvio del confronto con il Consiglio dell’UE sul futuro regolamento.

 

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comunicazione in salute

UE: nuovo piano per rafforzare preparazione alle crisi sanitarie transfrontaliere

La preparazione alle crisi sanitarie è al centro del nuovo piano lanciato dall’Unione Europea (UE) per rafforzare la capacità collettiva di affrontare le crisi sanitarie transfrontaliere, siano esse di origine naturale, accidentale o intenzionale.

Il Piano di prevenzione, preparazione e risposta alle crisi sanitarie, presentato dalla Commissione europea, punta a migliorare la protezione delle persone nei 27 Stati membri, garantendo la continuità dei servizi essenziali e facilitando una risposta rapida e coordinata in situazioni di emergenza.

Il documento, introdotto dal comunicato della Commissione del 28 novembre u.s., fornisce strumenti concreti come lo scambio di informazioni, competenze e assistenza tecnica tra autorità pubbliche, gestori delle crisi e stakeholder, con l’obiettivo di un’azione comune in caso di eventi sanitari critici.

Basato sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, il piano dell’UE definisce un quadro di governance delle crisi sanitarie che include capacità e risorse disponibili, meccanismi di sostegno e sistemi di sorveglianza per tutte le fasi della gestione delle crisi.

Inoltre, invita gli Stati membri a sviluppare piani nazionali in linea con il quadro UE e prevede esercizi di simulazione periodici per testare e affinare l’efficacia delle misure.

PREPARAZIONE ALLE CRISI SANITARIE: I PUNTI CHIAVE DEL PIANO EUROPEO

Il piano europeo per la preparazione alle crisi sanitarie affronta tutti i potenziali rischi per la salute, introducendo una serie di strumenti a sostegno di Stati membri, autorità sanitarie e parti coinvolte:

  • Prevenzione e preparazione: incentiva piani nazionali robusti, rafforzamento della resilienza dei sistemi sanitari e disponibilità di contromisure mediche.

  • Rilevamento e sorveglianza: potenziamento dei sistemi d’allerta e monitoraggio dei rischi a livello europeo per favorire un intervento tempestivo.

  • Risposta coordinata: definizione di ruoli operativi chiari in caso di emergenza, con strumenti condivisi per attivare misure rapide e mirate.

  • Feedback e recupero: valutazione delle risposte alle crisi per imparare dalle esperienze e aggiornare il piano sulla base di nuove sfide e minacce.

Attraverso questa strategia di preparazione alle crisi sanitarie, l’Unione Europea intende costruire un sistema più resiliente, inclusivo e capace di salvaguardare la salute pubblica anche di fronte a crisi complesse e imprevedibili.

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Altro

Commissione: priorità per rafforzare la competitività dell’UE nel pacchetto autunnale del semestre europeo 2026

Il pacchetto autunnale 2026 del semestre europeo della Commissione europea stabilisce le priorità per stimolare la competitività, rafforzare la sostenibilità fiscale, affrontare le sfide strutturali e migliorare la produttività, l’innovazione, le competenze e gli investimenti, anche in salute, in tutta l’UE. Valuta, inoltre, la conformità fiscale degli Stati membri, formula raccomandazioni per l’area dell’euro, esamina gli squilibri macroeconomici ed evidenzia la carenza di manodopera e di competenze attraverso la relazione congiunta sull’occupazione e le relative relazioni di sorveglianza.

Il pacchetto autunnale 2026

La Commissione europea ha adottato il pacchetto autunnale del semestre europeo 2026, che delinea le priorità in materia di politica economica e occupazionale volte a rafforzare la competitività dell’UE in un contesto geopolitico difficile. Il pacchetto autunnale avvia il ciclo del semestre 2026, che sarà caratterizzato da strumenti analitici migliorati, un dialogo rafforzato tra gli Stati membri e gli stakeholder e una maggiore attenzione all’attuazione (sono state pubblicate anche un serie di domande e risposte in merito al pacchetto).

Il pacchetto si basa sulle previsioni economiche dell’autunno 2025, che riflettono un’economia dell’UE resiliente, sostenuta dalla domanda interna, dagli investimenti, da un mercato del lavoro solido e da un rallentamento dell’inflazione. Ciononostante, l’Europa continua ad affrontare sfide strutturali quali la bassa produttività, le pressioni demografiche e l’aumento della domanda di finanze pubbliche legate alla difesa e alla doppia transizione verde e digitale.

Un elemento centrale del semestre è una nuova raccomandazione a livello UE sul capitale umano, che sottolinea l’urgente necessità di aumentare la produttività, sviluppare le competenze e preparare i mercati del lavoro alle esigenze future, comprese: la transizione verde, l’economia circolare e la decarbonizzazione industriale, la salute e le biotecnologie.

La Commissione ha inoltre valutato la conformità degli Stati membri al quadro di bilancio dell’UE, concentrandosi sulla crescita della spesa netta. Dodici progetti di piani di bilancio per il 2026 nell’area dell’euro sono stati ritenuti conformi, mentre diversi altri sono stati giudicati a rischio di non conformità. Per nove Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, il processo rimane in sospeso in attesa dei dati relativi al 2025.

La raccomandazione per il 2026 relativa all’area dell’euro invita a salvaguardare la sostenibilità di bilancio, affrontare i punti critici nel settore della difesa, completare i piani di ripresa e resilienza entro agosto 2026, rafforzare i mercati del lavoro, migliorare l’innovazione e l’efficienza del mercato unico e promuovere un’Unione del risparmio e degli investimenti.

Il pacchetto autunnale comprende anche la relazione sul meccanismo di allerta, che invita a effettuare revisioni approfondite per sette Stati membri che presentano squilibri macroeconomici persistenti. La nuova relazione macroeconomica europea analizza le vulnerabilità dell’UE, le sfide in materia di produttività e le opportunità per rafforzare la competitività, compresi mercati dei capitali più profondi e una maggiore capacità industriale. Inoltre, le relazioni di sorveglianza post-programma confermano il mantenimento della capacità di servizio del debito in cinque Stati membri precedentemente assistiti, mentre la relazione congiunta sull’occupazione proposta evidenzia la persistente carenza di manodopera e di competenze e individua nove Stati membri che necessitano di un’analisi più approfondita della convergenza sociale.

 

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lotta contro il cancro

Policy paper ECO: Cancer survivor e qualità di vita in Europa

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita sono diventate centrali nel Piano europeo di lotta contro il cancro, ma i progressi rimangono disomogenei, con molti pazienti che continuano ad affrontare cure frammentarie, lacune psicosociali e barriere socioeconomiche nonostante gli importanti impegni a livello dell’UE.

L’ultimo policy paper dell’European Cancer Organisation (ECO) esamina i risultati raggiunti, le carenze persistenti e le priorità future in materia di politiche, ricerca e assistenza sanitaria, gettando le basi per una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e la qualità della vita (European Cancer Survivorship and Quality-of-Life Charter) volta a garantire un sostegno equo e sostenibile a tutte le persone colpite dal cancro.

Il policy paper di ECO

La sopravvivenza al cancro e la qualità della vita rappresentano una sfida importante per i sistemi sanitari e la resilienza sociale dell’Europa. I progressi nell’innovazione medica hanno trasformato il cancro da una malattia uniformemente fatale a una malattia con cui milioni di europei convivono o sopravvivono a lungo termine. Questo progresso, tuttavia, comporta una nuova responsabilità: garantire che i malati di cancro, i sopravvissuti e coloro che assistono possano vivere bene – fisicamente, mentalmente, socialmente ed economicamente – durante e dopo il trattamento.

Questo policy paper esamina in che misura l’Europa abbia rispettato gli impegni politici assunti dal 2021 attraverso il piano europeo di lotta contro il cancro e la missione dell’UE contro il cancro. Analizza i progressi compiuti in materia di politiche, ricerca e prestazione di cure e mette in evidenza le lacune che continuano a limitare il sostegno equo alle persone colpite dal cancro. Il policy paper si basa su dati concreti, analisi di esperti e contributi delle società membri dell’Organizzazione europea contro il cancro, delle reti tematiche specializzate e delle comunità di pazienti. Offre sia una rassegna dei risultati raggiunti sia un invito a rinnovare l’impegno.

La sopravvivenza e la qualità della vita hanno acquisito visibilità nella politica dell’UE, ma l’attuazione rimane disomogenea, lenta e sottovalutata nella pratica. Esistono molti quadri normativi, ma la loro applicazione è incoerente e permangono disparità tra gli Stati membri. Troppi cittadini europei che convivono con il cancro o lo hanno superato continuano a ricevere cure frammentarie, un follow-up a lungo termine inadeguato, servizi di assistenza psicosociale o di supporto limitati e hanno esigenze insoddisfatte in settori quali la salute mentale, il reinserimento lavorativo e la protezione finanziaria. Sebbene siano state mobilitate risorse, la realtà sul campo spesso non riflette le ambizioni politiche.

Il documento esamina inoltre gli sviluppi registrati da quando la sopravvivenza e la qualità della vita sono state riconosciute per la prima volta nelle politiche dell’UE nel 2007-2008. Solo a partire dal 2019, con il lancio della Missione contro il cancro e successivamente del Piano europeo di lotta contro il cancro, la sopravvivenza ha ottenuto un’attenzione politica costante. La Missione contro il cancro sottolinea l’importanza di consentire alle persone non solo di vivere più a lungo dopo il cancro, ma anche di vivere meglio, promuovendo programmi di ricerca che affrontino gli effetti a lungo termine, le complicanze tardive, gli impatti psicosociali e lo stigma.

Il policy paper valuta, inoltre, in che misura gli Stati membri abbiano adottato o allineato le priorità a livello dell’UE. Poiché l’organizzazione dell’assistenza sanitaria rimane una competenza nazionale, le disparità in Europa sono notevoli. Una minoranza di paesi dispone di bilanci dedicati o di strutture formalizzate per l’assistenza ai sopravvissuti. Molti pazienti devono affrontare transizioni mal coordinate tra oncologia e assistenza primaria, accesso limitato alla riabilitazione o alla psico-oncologia e mancanza di piani personalizzati di assistenza a lungo termine per i sopravvissuti. Queste lacune dimostrano che senza un impegno a livello nazionale, le ambizioni dell’UE da sole non possono garantire progressi.

Infine, il policy paper delinea ciò che il prossimo capitolo della politica sulla sopravvivenza e sulla qualità della vita deve affrontare. Ciò include il rafforzamento dell’assistenza incentrata sul paziente, il miglioramento dell’assistenza primaria e di supporto, l’affrontare gli effetti e i sintomi a lungo termine – fisici, psicosociali e socioeconomici – e garantire che la sopravvivenza diventi una priorità clinica e politica riconosciuta oltre il 2027.

Le intuizioni e le raccomandazioni costituiranno la base di una Carta europea sulla sopravvivenza al cancro e sulla qualità della vita, che sarà lanciata nel 2026. Questa Carta fornirà una visione condivisa per integrare la sopravvivenza e la qualità della vita come pilastri essenziali della politica sul cancro in tutta Europa e unirà politici, medici, ricercatori e sostenitori nell’obiettivo di garantire che ogni persona affetta da cancro possa accedere a cure eque e sostenibili, ovunque viva.

 

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bandi Altro

La Svizzera aderisce a Horizon Europe e ad altri programmi di ricerca e innovazione dell’UE

L’Unione Europea e la Svizzera hanno firmato l’accordo che sancisce la partecipazione elvetica a Horizon Europe, Digital Europe ed al programma Euratom Research & Training. Con questa decisione, ricercatori e organizzazioni svizzere tornano ad operare alle stesse condizioni degli Stati membri: potranno coordinare consorzi, ricevere finanziamenti diretti ed accedere a tutti i pilastri tematici dei programmi. La nuova intesa potenzia la capacità europea di collaborare su ricerca e innovazione in aree strategiche quali transizione climatica, trasformazione digitale, manifattura avanzata, sicurezza energetica e salute pubblica.

L’accordo ha effetto retroattivo dal 1° gennaio 2025. Prevede inoltre la partecipazione della Svizzera a Fusion for Energy dal 2026, consentendo a ricercatori e imprese svizzere di contribuire a ITER, il principale progetto mondiale sull’energia da fusione. L’associazione a Erasmus+ è programmata per il 2027 e, una volta in vigore l’Accordo sulla Salute, la Svizzera potrà aderire anche al programma EU4Health, ampliando ulteriormente la cooperazione in ambito sanitario.

 

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Budget EU 2026: accolte le richieste del Parlamento UE su ricerca e salute

I deputati europei hanno raggiunto un accordo provvisorio sul budget dell’UE per il 2026 che ripristina fondi tagliati e potenzia i programmi chiave, tra cui Horizon Europe, le reti di trasporto e di energia, l’agricoltura, la protezione civile e gli aiuti umanitari. L’accordo aumenta gli impegni a 192,8 miliardi di euro e garantisce un sostegno aggiuntivo alla competitività, alla sicurezza, ai giovani e alle regioni limitrofe vulnerabili senza ridurre i programmi faro.

Il budget dell’UE per il 2026

Il budget dell’UE per il 2026, vedrà l’aumento di fondi aggiuntivi per Horizon Europe, le infrastrutture strategiche di trasporto ed energia, la protezione civile e l’agricoltura. I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio prima della scadenza della conciliazione. Il livello complessivo degli stanziamenti d’impegno per il 2026 è fissato a 192,8 miliardi di euro, mentre gli stanziamenti di pagamento ammontano a 190,1 miliardi di euro. L’accordo ripristina 1,3 miliardi di euro tagliati dai governi dell’UE, riportando gli impegni alla proposta originale della Commissione.

In merito al budget, il Parlamento ha negoziato un aumento di 372,7 milioni di euro rispetto al progetto della Commissione, concentrandosi sui programmi a sostegno dei cittadini, della competitività e della sicurezza. I deputati hanno ottenuto un aumento di 20 milioni di euro per Horizon Europe e di 23,5 milioni di euro per le reti di trasporto ed energia al fine di stimolare l’innovazione, l’occupazione e le infrastrutture transfrontaliere. Erasmus+ riceve 3 milioni di euro in più.

Il budget per il settore ambientale vede il programma LIFE ottenere 10 milioni di euro, mentre EU4Health riceverà 3 milioni di euro in più. Per rafforzare le opportunità degli agricoltori i finanziamenti per la promozione dei prodotti agricoli dell’UE nell’ambito del FEAGA aumentano di 105 milioni di euro, grazie a entrate superiori alle previsioni.

Per rafforzare la resilienza, i deputati hanno aggiunto 10 milioni di euro per il meccanismo di protezione civile e RescEU e altri 10 milioni di euro per la mobilità militare. La gestione delle frontiere è rafforzata con altri 10 milioni di euro. In risposta all’instabilità geopolitica, il Parlamento ha assicurato 35 milioni di euro in più per il vicinato meridionale, 25 milioni di euro per il vicinato orientale e 35 milioni di euro in aiuti umanitari supplementari.

Nonostante l’aumento di 4,2 miliardi di euro dei costi di finanziamento per NextGenerationEU nel 2026, il Parlamento ha garantito che programmi faro come Erasmus+ e EU4Health non subiranno riduzioni. I negoziatori hanno sottolineato che l’accordo rafforza la sicurezza, la competitività, i sistemi alimentari e le opportunità per i giovani, pur rimanendo in linea con le priorità dei cittadini. Una volta adottato formalmente dal Consiglio, l’accordo sarà esaminato dalla commissione per il budget e sottoposto al voto dell’Assemblea plenaria prima di diventare legge.

 

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Altro bandi

Horizon Europe: aggiornati i draft sul work programme 2026/2027

Il work programme Horizon Europe 2026-2027 per le missioni dell’UE definisce la strategia, i bandi e le azioni per accelerare l’impatto delle cinque missioni su clima, salute, oceani, città e suolo, passando dalla sperimentazione alla dimostrazione e al pieno dispiegamento. Il draft del work programme evidenzia il ruolo centrale della collaborazione multilivello, dell’innovazione e del coinvolgimento dei territori per scalare soluzioni concrete e raggiungere risultati misurabili entro il 2030.

Il work programme Horizon Europe 2026-2027 per le missioni dell’UE

Questo work programme delinea la direzione strategica, gli inviti a presentare proposte e le azioni previste che guideranno le cinque missioni istituite nell’ambito di Horizon Europe: Adattamento ai cambiamenti climatici, Cancro, Ripristinare i nostri oceani e le nostre acque, 100 città climaticamente neutre e intelligenti entro il 2030 e Un patto per il suolo in Europa. Queste missioni sono state lanciate formalmente nel 2021 per mobilitare la ricerca e l’innovazione attorno ad alcune delle sfide sociali più urgenti dell’UE e per ottenere un impatto misurabile entro il 2030.

Il programma sottolinea che le missioni sono strumenti sistemici: interdisciplinari, intersettoriali e dipendenti dall’ampia partecipazione delle regioni, delle autorità locali, degli organismi di ricerca, dell’industria, degli investitori e della società civile. Il progetto di programma di lavoro identifica la trasformazione sociale, il coinvolgimento dei cittadini e la governance multilivello come elementi essenziali per il successo delle missioni.

Nel periodo 2026-2027, le cinque missioni passeranno dalla fase iniziale di implementazione a quella di ampliamento, replica e dimostrazione. Questo periodo consoliderà le piattaforme avviate nel periodo 2021-2025, accelerando al contempo la dimostrazione su larga scala e l’adozione di soluzioni collaudate, in particolare a livello regionale e locale.

  • Una parte significativa dei finanziamenti continua a essere destinata all’adattamento ai cambiamenti climatici, soprattutto alla luce della valutazione europea dei rischi climatici (2024), che ha evidenziato l’urgenza di gestire gli impatti climatici. Le azioni comprendono la creazione di centri nazionali di adattamento, l’allineamento della gestione dei rischi di catastrofi con l’adattamento, la standardizzazione dei servizi climatici e la dimostrazione di soluzioni di adattamento in tutta Europa. Le autorità regionali e locali rimangono i principali beneficiari.
  • La missione sul cancro si concentra sulla ricerca traslazionale, sull’accesso equo, sul miglioramento della qualità della vita e sullo sviluppo di strumenti all’avanguardia. Gli inviti comprendono la diagnosi precoce basata sul microbioma, sperimentazioni cliniche pragmatiche, migliori cure palliative, un migliore sostegno alla salute mentale dei giovani sopravvissuti e lo sviluppo di capacità.
  • La missione “Restore our Ocean and Waters” finanzierà progetti dimostrativi su larga scala relativi al ripristino degli habitat marini, alla riduzione dell’inquinamento acquatico, alla cogestione della pesca, ai siti di sperimentazione delle tecnologie oceaniche, all’implementazione regionale del Digital Twin Ocean e alla resilienza climatica delle zone costiere.
  • La missione “Città climaticamente neutre e intelligenti” continua a sostenere le città nel raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni nette entro il 2030, attraverso azioni innovative in materia di trasporti sostenibili, transizione del riscaldamento, micro-reti, città a idrogeno, logistica circolare e approvvigionamento di soluzioni climaticamente neutre.
  • Il Soil Deal for Europe si concentra sulla creazione e il sostegno di laboratori viventi e fari in tutta Europa, sul monitoraggio della salute del suolo, sul progresso della scienza del microbioma del suolo, sulla promozione dell’innovazione aperta in Ucraina e sulla dimostrazione di soluzioni che aumentano la resilienza del suolo e la sicurezza alimentare.

Infine, il work programme pone l’accento su bandi congiunti tra le missioni, piattaforme condivise, strumenti di appalto e sinergie con altre iniziative dell’UE, in particolare gli strumenti del Consiglio europeo per l’innovazione, il New European Bauhaus, i meccanismi di protezione civile e le principali strategie normative dell’UE.

 

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