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Conferenza Annuale APRE 2023

APRE – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, organizza la Conferenza Annuale 2023 “VERSO UN NUOVO FUTURO” dal 14 al 17 novembre.

Arrivata alla sesta edizione, la Conferenza sarà un’occasione di approfondimento e confronto per tutta la comunità nazionale sui temi della ricerca e innovazione nel contesto di Horizon Europe e le sue sfide.

IL PROGRAMMA E LE TEMATICHE

La Conferenza prevede quattro giorni di sessioni che sarà possibile seguire in modalità ibrida. Le prime due giornate del 14 e 15 novembre saranno riservate esclusivamente alla rete dei Soci APRE, mentre nei giorni 16 e 17 novembre le attività saranno aperte anche al grande pubblico e sarà possibile seguirle on line, previa registrazione.

Il programma dei lavori si concentra sui temi, le novità e le sfide più rilevanti e attuali in questo primo triennio di programmazione Horizon Europe 2021-27, come la transizione dalla prima alla seconda parte del Programma quadro, ponendo l’accento sull’evoluzione dello scenario generale e gli effetti sulle strategie di R&I.

Inoltre, ci sarà uno spazio dedicato all’analisi delle priorità e dei possibili impatti di Horizon Europe nei prossimi anni, allo scopo di creare opportunità di condivisione di idee e ragionamenti, nonché di valutare ciò che già è stato fatto in questo delicato momento di transizione.

Il programma, il form di registrazione per le giornate del 16 e del 17 novembre e tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito dell’evento a questo LINK.

Programma

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La commissaria I. Ivanova definisce le priorità per il prossimo programma R&I dell’UE

Iliana Ivanova è la nuova commissaria EU per la ricerca, l’innovazione, la cultura, l’istruzione e la gioventù, a fronte dell’approvazione del Parlamento Europeo del 12 settembre 2023.

Con le elezioni europee previste per giugno 2024, i gruppi di interesse a Bruxelles chiedono di porre l’attenzione sulle prime fasi di definizione del prossimo programma quadro di ricerca dell’UE, che dovrebbe iniziare nel 2028.

Rispondendo alle domande dei deputati sulle sue ambizioni europee, Ivanova ha individuato tra le priorità principali la preservazione del bilancio per la ricerca e l’innovazione, la semplificazione del programma di ricerca Horizon Europe da 95,5 miliardi di euro e la chiusura del divario innovativo tra est e ovest.

Bisognerà definire gli ultimi anni di Horizon Europe, con l’adozione del piano strategico per la seconda metà del programma e l’avvio su scala più ampia della progettazione del prossimo quadro di ricerca, il 10° PQ.

IL CONTESTO POLITICO Europeo

Stabilire la direzione strategica per i futuri programmi di ricerca e innovazione non sarà un compito facile, poiché l’UE è alle prese con una nuova realtà geopolitica e deve affrontare la necessità di proteggere la propria autonomia strategica.

In questo contesto, la tecnologia svolgerà un ruolo chiave e gli investimenti si dovranno concentrare su R&I. Un’altra questione complessa saranno le misure di ampliamento di Horizon Europe, intese a colmare il divario di prestazioni in R&I che esiste principalmente tra gli stati dell’UE orientale e occidentale.

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Approccio globale per R&I: pubblicato il primo report sulla strategia UE

Questo primo report mostra come, negli ultimi due anni, l’Approccio globale per ricerca e innovazione abbia dimostrato la sua efficacia e pertinenza. Il quadro strategico permette l’appropriata cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione nell’UE, promuovendo valori e principi e salvaguardando gli asset strategici, gli interessi, l’autonomia e la sicurezza. Il report fornisce anche un’istantanea della posizione dell’UE nella cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione.

L’UE ha attuato con successo le nuove disposizioni per l’associazione di Paesi terzi a Horizon Europe. Adottando un approccio globale per ricerca e innovazione, ha sviluppato impegni congiunti con partner internazionali, contribuendo a plasmare la governance globale. Ha promosso la cooperazione multilaterale in materia di ricerca e innovazione per fornire soluzioni basate sulla scienza che promuovano le transizioni verdi e digitali, la sicurezza sanitaria, la preparazione e la risposta alle crisi, sviluppando al contempo partenariati internazionali per ridurre le dipendenze strategiche in aree chiave.

 

L’apertura e la cooperazione internazionale rimangono al centro della politica europea di R&I. Allo stesso tempo, l’UE è ben dotata di strumenti per salvaguardare i propri interessi e rafforzare la propria posizione nel mondo.

 

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Studio sull’impatto del COVID-19 sulla parità di genere nella ricerca e nell’innovazione

Una nuova relazione del gruppo di esperti della Commissione sull’impatto del COVID-19 sulla parità di genere nella ricerca e nell’innovazione sostiene che la pandemia abbia esacerbato le disuguaglianze nella ricerca e nell’innovazione (R&I).

Il rapporto illustra come la chiusura delle strutture di ricerca, la riduzione delle opportunità di networking, la sospensione della mobilità internazionale e la sovrapposizione di lavoro e vita privata abbiano messo in luce criticità e disuguaglianze di genere nel sistema di R&I.

La pandemia di COVID-19 ha colpito in particolare le donne e i gruppi che già prima della pandemia erano meno visibili nelle carriere di ricerca. Diversi studi mostrano una diminuzione della produttività accademica delle ricercatrici, in particolare di quelle all’inizio della carriera.

Inoltre, le donne avevano una quantità sproporzionata di responsabilità di cura, compresa l’istruzione domestica, che ha portato a una riduzione del tempo per condurre ricerche, rispetto a coloro che non avevano tali responsabilità. Questi ulteriori ostacoli non sono stati affrontati adeguatamente dalla comunità R&I.

Il rapporto offre inoltre una serie di raccomandazioni concrete e sollecita gli attori della R&I e i responsabili politici a mitigare gli effetti di genere della pandemia, anche attraverso programmi di finanziamento della ricerca mirati e la ridefinizione dei criteri di valutazione della ricerca.

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