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Rischi psicosociali: il Parlamento europeo chiede una legge UE

La commissione per l’Occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo ha adottato il 2 settembre 2026, con 41 voti favorevoli, 12 contrari e 4 astensioni, una relazione di iniziativa legislativa che chiede alla Commissione europea una nuova normativa sui rischi psicosociali sul lavoro, preceduta da una valutazione d’impatto. L’obiettivo è fissare requisiti minimi per prevenire, eliminare o ridurre i rischi psicosociali all’origine di stress lavoro-correlato, burnout e disturbi fisici e mentali.

Il testo chiede obblighi vincolanti per i datori di lavoro: valutazioni periodiche dei rischi psicosociali, che considerino fattori come i carichi di lavoro eccessivi e l’elevata intensità lavorativa, e piani d’azione con misure concrete. Ristrutturazioni e riorganizzazioni rilevanti, dal telelavoro all’introduzione di sistemi decisionali e di monitoraggio automatizzati, dovrebbero essere precedute da una valutazione dei rischi svolta insieme ai lavoratori e ai loro rappresentanti, con supervisione umana sui sistemi algoritmici e diritto alla disconnessione.

Gli eurodeputati chiedono inoltre politiche aziendali che vietino violenza, molestie, bullismo e comportamenti discriminatori, piani individuali di rientro dopo assenze dovute a rischi psicosociali e il riconoscimento di tali rischi come causa di malattie professionali. Secondo un rapporto dell’ILO (International Labour Organization), oltre 840.000 persone muoiono ogni anno nel mondo per condizioni di salute collegate ai rischi psicosociali sul lavoro; la relatrice Estelle Ceulemans ha indicato in 100 miliardi di euro l’anno il costo nell’UE della depressione legata al lavoro.

Il voto in plenaria è atteso per la prima sessione di ottobre 2026; la Commissione europea avrà poi tre mesi per rispondere, indicando le iniziative che intende assumere o motivando un eventuale rifiuto.

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Salute mentale

OMS/Europa: sondaggio sulla salute mentale degli operatori sanitari

L’OMS/Europa, come parte di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, sta lanciando un sondaggio sulla salute mentale e il benessere dei professionisti sanitari nei 27 paesi dell’Unione Europea, Islanda e Norvegia. Quest’indagine, la più grande condotta in Europa, mira a raccogliere dati cruciali per comprendere meglio le sfide che medici e infermieri affrontano nei loro ambienti di lavoro.

Medici e infermieri riceveranno il sondaggio tramite le rispettive associazioni nazionali.

Il sondaggio dell’OMS

I sistemi sanitari stanno subendo pressioni crescenti, con molti professionisti che segnalano cattive condizioni di salute mentale e di lavoro. Queste sfide stanno contribuendo al burnout, all’assenteismo e all’abbandono del mondo del lavoro. Per affrontare queste preoccupazioni, il sondaggio dell’OMS/Europa mira a raccogliere dati e risposte direttamente da dottori e infermieri, per comprendere i fattori chiave che influenzano la salute mentale e il benessere, fornendo una solida base di prove per guidare strategie efficaci per migliorare le condizioni di lavoro.

Partecipando a questo sondaggio, medici e infermieri avranno l’opportunità di condividere le loro riflessioni personali e aspirazioni per dare forma a future politiche progettate per migliorare le loro condizioni di lavoro e garantire il benessere a lungo termine.

Il benessere di medici e infermieri è fondamentale per il futuro dei sistemi sanitari. Proteggere la loro salute mentale non è solo un obbligo morale; è essenziale per mantenere una forza lavoro forte e resiliente

L’evento di lancio tenutosi lo scorso 22 ottobre ha visto la partecipazione di rappresentanti di alcune delle più grandi associazioni europee di infermieri e medici, e ha sottolineato la necessità di azioni urgenti e concrete.

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