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La festa della mamma e il calo di nascite tra infertilità e divario di genere

Il calo di nascite

Il problema del calo delle nascite è ormai di strettissima attualità e solleva timori sul ricambio generazionale, ma anche su risvolti socio economici, poiché spesso il primogenito, arriva in età sempre più tardiva.

Per quanto riguarda il panorama italiano, il 2022 ha sancito il minimo storico delle nascite in Italia, -1,9% per 392.598 registrazioni all’anagrafe.

L’ INFERTILITà, IL RAPPORTO DELL’OMS

Una persona su sei nel mondo è affetta da infertilità nel corso della vita, lo dice un nuovo rapporto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

“Questo rapporto, il primo del suo genere in un decennio, rivela un’importante verità: l’infertilità non discrimina. Per milioni di persone in tutto il mondo, il percorso verso la genitorialità può essere difficile, se non impossibile… indipendentemente da dove vivono e dalle risorse di cui dispongono”

“L’enorme percentuale di persone colpite – aggiunge – mostra la necessità di ampliare l’accesso alle cure per la fertilità e garantire che questo problema non sia più messo da parte nella ricerca e nella politica sanitaria”. Direttore generale Tedros Ghebreyesus.

Secondo le stime dello studio, circa il 17,5% della popolazione adulta soffre di infertilità, con una variazione limitata nella prevalenza tra le regioni, stimata al 17,8% nei paesi ad alto reddito e al 16,5% nei paesi a basso e medio reddito. Per l’Oms, l’infertilità è una malattia del sistema riproduttivo maschile o femminile e “può causare un disagio significativo, stigma e difficoltà finanziarie, influenzando il benessere mentale e psicosociale delle persone”. Nonostante l’entità del problema, le soluzioni per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’infertilità, comprese le tecnologie di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro, rimangono sotto finanziate e inaccessibili per molte persone a causa dei costi elevati, dello stigma sociale e della disponibilità limitata.

Attualmente, nella maggior parte dei paesi, i trattamenti per la fertilità sono in gran parte finanziati dalle persone colpite, spesso con costi finanziari devastanti. “Migliori politiche e finanziamenti pubblici possono migliorare significativamente l’accesso alle cure e proteggere le famiglie più povere dal cadere in ulteriore povertà”, afferma l’Oms. Il rapporto evidenzia inoltre una mancanza di dati in molti paesi ed esorta una maggiore disponibilità di dati nazionali sull’infertilità.

A tal proposito, lo scorso aprile a Roma, si è tenuto il VI° Congresso nazionale per la medicina della riproduzione, che ha trattato questo tema come fulcro del dibattito e del confronto, servendosi di tutte le figure professionali che ogni giorno lavorano con le coppie infertili per garantire la realizzazione del desiderio genitoriale. Inoltre, questo Congresso è stato anche un’occasione per ribadire l’importanza di una nuova legge, che superi l’ormai obsoleta legge 40/2004, che garantisca non solo la tutela degli operatori e dei pazienti della medicina e della biologia della riproduzione, ma anche la sicurezza delle pratiche cliniche e la loro umanizzazione.

Per ulteriori informazioni si prega di cliccare il seguente LINK.

IL PUNTO DI VISTA DELLE “EQUILIBRISTE” AFFRONTA IL TEMA DEL DIVARIO DI GENERE E DELLE DIFFICOLTà DELLE FAMIGLIE

Save the Children, per l’8°anno consecutivo, pubblica in prossimità della Festa della Mamma, il rapporto intitolato “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2023”, che raccoglie dati importanti, tracciando un bilancio aggiornato delle molte sfide che le donne in Italia devono affrontare quando diventano mamme.

Dai dati emerge che il 12,1% delle famiglie con minori nel nostro Paese (762mila famiglie) sono in condizione di povertà assoluta, e 1 coppia con figli su 4 è a rischio povertà.

Anche il mercato del lavoro sconta ancora un gap di genere fortissimo. Nel 2022, pur segnando una leggera decrescita, il divario lavorativo tra uomini e donne si è attestato al 17,5%, ma è ben più ampio in presenza di bambini, oppure in situazioni di monogenitorialità.

Lo studio affrontato da Save the Children include anche l”’Indice delle Madri, elaborato dall’ISTAT, che raccoglie una classifica delle Regioni italiane stilata in base alle condizioni più o meno favorevoli per le mamme. L’Indice prende in considerazione la sfera del lavoro, della demografia e della scuola, della salute (mortalità infantile e consultori), della violenza sulle donne, della partecipazione politica a livello locale, oltre al grado di soddisfazione personale.

  • 1. La dimensione della Demografia: l’indice vede tra le regioni più virtuose la Provincia Autonoma di Bolzano (138,5), nettamente sopra valore di riferimento fissato a 100 e quella di Trento (114,5), seguite da Sicilia (112,8), Campania (111,1) e Calabria (106,8). Al contrario, Sardegna (78,5) e Basilicata, registrano tassi molto al di sotto del valore nazionale, occupando gli ultimi posti dell’Indice.
  • 2. La dimensione del Lavoro: l’Emilia-Romagna (109,1) e il Piemonte (108,9), la Valle d’Aosta (107,9) e la Lombardia (106,2), occupano i primi due posti nell’area Lavoro. Di contro, Sicilia (81), Basilicata (82,2) non forniscono dati incoraggianti sull’occupazione delle mamme e si trovano nella zona più bassa dell’Indice.
  • 3. La dimensione della Rappresentanza: per la percentuale di donne in organi politici a livello locale per regione, Umbria (128,4) e Veneto (123,4) occupano i primi due posti. In Basilicata (68,4) e Valle d’Aosta (80,3), invece, la rappresentanza femminile è ben al di sotto del valore di riferimento nazionale.
  • 4. La dimensione della Salute: spiccano regioni come Valle d’Aosta (140,9) con ben 40 punti in più valore di riferimento nazionale e la Provincia Autonoma di Bolzano (117,6), mentre Calabria (88,6) e Campania (91,4) si posizionano agli ultimi posti con valori al di ben sotto di quello di riferimento.
  • 5. La dimensione dei Servizi: le Province Autonome di Trento (131,3) e Bolzano (126,3), rispettivamente al primo e secondo posto nell’area Servizi, sono le regioni più virtuose per i servizi offerti alle mamme e ai loro bambini (asili nido, mense scolastiche, tempo pieno). Per quest’area, è la Sicilia (75,8) a posizionarsi all’ultimo posto preceduta da Campania (78,3), Calabria (80,4) e Puglia (82), regioni dove l’offerta di servizi è discontinua o assente.
  • 6. La dimensione della Soddisfazione soggettiva: nuovamente le Province Autonome di Bolzano (132,4) e Trento (125,7). Le regioni, invece, dove le mamme sono decisamente meno soddisfatte sono Calabria (82,1) e Sicilia (82,4).
  • 7. La Dimensione della Violenza: Basilicata (71,7) e Provincia Autonoma di Trento (84,2) si posizionano agli ultimi posti nell’area Violenza, precedute a stretto giro da Campania (84,8), Sicilia (85,9), Puglia (90,1) e Lazio (91,3). Le regioni più virtuose per quanto riguarda la presenza di centri antiviolenza e case rifugio sono invece Friuli-Venezia Giulia (131,7) e Provincia Autonoma di Bolzano (130,3).

Per visualizzare l’articolo completo, si prega di cliccare il seguente LINK.

ALCUNE INIZIATIVE PER LA FESTA DELLA MAMMA

  • In occasione del ventennale della nascita del Centro di fisiopatologia della riproduzione ex Asl To2, ora Fivet Asl Città di Torino, domenica 14 maggio terrà la giornata Check-up fertilità, che dalle 10 alle 16 dedicherà un incontro a donne, uomini e giovani coppie, per informare e formare riguardo al tema della fertilità.

Il Centro Fivet ASL Città di Torino intende in questo modo essere al fianco dei cittadini per tutti coloro che vorranno approfondire le tematiche della fertilità. Il personale Medico, Ostetrico, Biologo e Psicologico terrà i vari colloqui informativi. ( Per ulteriori informazioni si prega di cliccare il seguente LINK. )

  • La Fondazione AMI Prato assieme all’ASL Toscana Centro, con il patrocinio della Provincia e del Comune, e in collaborazione con molte altre realtà del territorio, promuoverà il “MAMIday” a Prato, evento ormai giunto alla sua 12esima edizione. L’evento vedrà una serie di iniziative che andranno in scena presso l’Ospedale Santo Stefano, fra incontri, laboratori, attività creative, alle quali possono partecipare le donne in gravidanza, le neo famiglie con bambini neonati e con bimbi più grandi fino a 10 anni. (Per ulteriori informazioni si prega di consultare il seguente LINK).
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lotta contro il cancro

TRANSCAN-3: lanciato il terzo bando traslazionale sull’epigenetica del cancro – 9 maggio 2023

La call sulla ricerca traslazionale sull’epigenetica del cancro

TRANSCAN-3 JTC 2023 ha lanciato la terza call per finanziare progetti di ricerca traslazionale sull’epigenetica del cancro uscita il 9 maggio 2023 e con due scadenze: la prima, per la presentazione delle proposte preliminari, nel luglio 2023, mentre la seconda, per la presentazione delle proposte complete, nel dicembre 2023.

I progetti dovranno migliorare l’efficacia dell’attuale rilevamento, diagnosi, prognosi e trattamento dei tumori attraverso lo sviluppo di nuovi approcci basati su una migliore comprensione dell’epigenetica del cancro.

gli OBIETTIVI CHE VUOLE RAGGIUNGERE Il BANDO

Nel contesto della ricerca traslazionale sul cancro, questo invito a presentare proposte comprende due obiettivi generali. Le proposte quindi, dovranno riguardare almeno uno degli obiettivi o sotto-obiettivi sotto indicati. Particolare attenzione dovrebbe essere data all’inclusione dell’equilibrio di genere al fine di intercettare le differenze di sesso/genere e considerare il ruolo di queste differenze nelle questioni affrontate.

Obiettivo 1) Il ruolo dell’epigenetica nell’insorgenza e nella progressione del cancro.

Questi studi possono mirare a convalidare nuovi biomarcatori basati sull’epigenetica per migliorare il rilevamento, la diagnosi, la prognosi dei tumori o la risposta alle terapie (utilizzando approcci innovativi sviluppati di recente, approcci multiomici, analisi unicellulari, organoidi derivati ​​dal paziente, xenotrapianti derivati ​​dal paziente, tumori campioni raccolti da coorti retrospettive e/o prospettiche di pazienti o studi clinici).

Obiettivo 2) Validazione di nuove strategie terapeutiche basate sull’epigenetica per limitare la progressione del cancro, prevenire ricadute/recidive o aumentare l’efficienza o ridurre la tossicità delle terapie antitumorali esistenti.

Atto a convalidare nuovi bersagli terapeutici (valutati negli studi traslazionali per quanto riguarda il loro impatto sull’efficacia del trattamento, la sicurezza e gli esiti riportati dai pazienti),studiando il potenziale utilizzo di modulatori epigenetici per superare la resistenza alle terapie antitumorali.

TRANSCAN-3 JTC 2023 finanzierà solo i progetti transnazionali presentati da consorzi di ricerca che coinvolgano un minimo di tre e un massimo di sei partner ammissibili provenienti da almeno tre paesi diversi. Ciascun consorzio deve coinvolgere almeno un team di ricerca di base o preclinica e un team clinico. Si raccomanda di includere un team di esperti in metodologia, biostatistica o bioinformatica. Inoltre, si incoraggia l’inclusione di gruppi di ricerca con sede in Ungheria, Lettonia, Slovacchia e Turchia. Se un consorzio include uno di questi paesi, il numero massimo di partner può essere portato a sette.

Il risultato atteso

L’esito atteso dell’invito TRANSCAN-3 è quello di migliorare l’efficacia dell’attuale rilevamento, diagnosi, prognosi e trattamento dei tumori stimolando soprattutto nuove collaborazioni tra ricercatori e clinici per sostenere progetti originali, di alta qualità, con un impatto clinico significativo.

I candidati avranno anche l’opportunità di aggiungere una sezione aggiuntiva per le attività di sviluppo delle capacità (con un budget separato associato, in conformità con le regole delle rispettive organizzazioni di finanziamento nazionali/regionali). Queste attività dovranno essere coerenti con gli obiettivi del progetto di ricerca e mirare a rafforzare la capacità del/i gruppo/i partecipante/i di eseguire il lavoro dettagliato nel piano di progetto nonché a migliorare, a lungo termine, la qualità e il potenziale della ricerca traslazionale eseguita dal/dai team.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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lotta contro il cancro

Il progetto UE – REBECCA: un supporto per la ricerca clinica nella lotta contro il cancro al seno.

LA PIATTAFORMA REBECCA

REBECCA è una piattaforma progettata per supportare il monitoraggio dettagliato e continuo dei malati di cancro al seno.

La piattaforma ha il compito di registrare i dati sul paziente, in particolare:

  • comportamento, compresa la dieta, l’attività fisica, il sonno e le tempistiche comportamentali quotidiane;
  • interazioni online che trasmettono lo stato cognitivo ed emotivo dei malati di cancro;
  • indicatori dell’ambiente di vita, compreso l’ambiente domestico e il contesto socio-economico;
  • anamnesi ed esiti medici dettagliati da cartelle cliniche elettroniche (EHR);
  • Misure di esito riferite dal paziente (PROM);

REBECCA – acronimo di “REsearch on BrEast Cancer induced chronic conditions supported by Causal Analysis of multi-source data”, è un progetto che mira quindi a sfruttare il potenziale dei dati del mondo reale per supportare la ricerca clinica e migliorare i flussi di lavoro clinici già esistenti.

In sostanza, i dati clinici esistenti sommati ai dati raccolti, tramite dispositivi mobili e indossabili che raccoglieranno la complessa gamma di comorbilità croniche sviluppate durante il recupero del cancro al seno, produrranno nuovi indici funzionali ed emotivi per ogni individuo e utilizzabili per esaminare lo stato del paziente stesso e la qualità della vita. REBECCA poi, utilizzerà questi indici per ottimizzare la cura del paziente e come risultati complementari durante la ricerca clinica.

La piattaforma sarà implementata nell’ambito di 7 studi clinici in 3 paesi, Norvegia, Spagna e Svezia, coinvolgendo oltre 650 persone, e contribuirà a definire le linee guida e le pratiche future per il trattamento post-tumorale. Le migliori pratiche risultanti dagli studi saranno divulgate a ricercatori, sanità pubblica e organismi di regolamentazione in tutta Europa.

L’impatto della ricerca clinica sui malati di cancro al seno

Università cliniche e tecnologiche, leader del settore, esperti di salute pubblica e associazioni di pazienti lavoreranno insieme per definire linee guida e pratiche per il trattamento post-cancro. REBECCA fornirà un’infrastruttura per il continuo progresso nell’uso della RWD al di là del progetto, facilitando l’adozione di massa della RWD come prezioso strumento di ricerca clinica e gestione dei pazienti.

Obiettivi:

REBECCA mira a sfruttare il potenziale dei dati del mondo reale (RWD), combinandoli con una piattaforma avanzata di gestione dei dati e metodologie innovative di modellazione dei dati causali, per migliorare la ricerca clinica sulle condizioni croniche complesse (CCC) e migliorare i risultati sanitari per i pazienti che hanno subito o sono ancora in trattamento primario per il cancro. Per realizzare la sua missione di Ricerca e Innovazione, nel corso di 4 anni REBECCA perseguirà diversi obiettivi, tra i quali:

  • Diffondere le metodologie del progetto, la tecnologia e i risultati dello studio a ricercatori, medici, enti sanitari pubblici e parti interessate dei settori farmaceutico e delle assicurazioni sanitarie in tutta Europa;
  • Sviluppare e attuare un piano per la sostenibilità e l’adozione dei risultati tecnici e metodologici del progetto da parte di medici e responsabili politici della sanità pubblica.

Applicazione REBECCA

Per raccogliere i dati, la piattaforma ha sviluppato un’applicazione che supporterà lo sviluppo di programmi di trattamento e piani di assistenza su misura da parte degli operatori sanitari.

L’app Paziente è un semplice sistema che registra il comportamento del paziente che può segnalare i propri sintomi tra cui affaticamento, dolore, memoria e perdita di concentrazione, nonché sintomi emotivi correlati a depressione, ansia e paura del ripetersi.

L’app Paziente è abbinata a un’app Companion appositamente progettata che consente anche alle persone vicine al paziente, come familiari e amici, di partecipare al processo di monitoraggio fornendo anch’essi dati sullo stato fisico ed emotivo del paziente. Ad ogni modo, il paziente può scegliere di non coinvolgere i propri compagni di vita nel processo di monitoraggio.

La protezione della privacy è una priorità assoluta per REBECCA che possiede a tal proposito funzionalità specifiche che garantiscono la protezione della privacy degli utenti finali come l’edge processing per la privacy e la protezione dei dati, il supporto per i filtri della privacy, l’apprendimento federato e gli scambi di dati sicuri tra paesi. Inoltre, REBECCA offre ai pazienti il ​​pieno controllo sulla tipologia e sui dettagli dei dati che verranno forniti.

Per maggiori informazioni su REBECCA, si prega di consultare il seguente LINK.

Per visualizzare la piattaforma del ProMIS dedicata alla “lotta contro il cancro” cliccare il seguente LINK.

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digital health

IHI lancia un webinar informativo per il Patient Pool – 11 MAGGIO ORE 10.30 – save the date!

IHI Patient Pool

IHI – “Innovative Health Initiative”, lancia un invito rivolto a chi desidera far parte del IHI Patient Pool , un gruppo di pazienti e caregiver informali che possono supportare le attività di IHI mettendo a disposizione la loro prospettiva, esperienza e competenza personale.

Per far parte dell’IHI Patient Pool, bisogna soddisfare i seguenti criteri di idoneità:

E’ possibile presentare la domanda per diventare membro dell’ IHI Patient Pool, fino all’ 8 giugno 2023 alle 17:00 CEST, attraverso il seguente LINK.

WEBINAR INFORMATIVO PER PREPARARSI ALL’IHI Patient Pool 

A tal proposito, IHI terrà un webinar previsto per giovedì 11 maggio dalle 10:30 alle 11:30 CEST (ora legale dell’Europa centrale/ora di Bruxelles). Il webinar sarà condotto dalla Scientific Officer di IHI Angelica Valente, che gestisce il Patient Pool.

Questa iniziativa è stata progettata e pensata per aiutare i potenziali candidati a preparare la loro manifestazione di interesse, infatti il webinar toccherà i seguenti punti:

  • Informazioni su IHI e perché stanno creando il pool di pazienti
  • Attività e compiti dei membri del pool di pazienti IHI
  • Cosa stanno cercando
  • Dettagli su come candidarsi

Infine ci sarà anche uno spazio dedicato alle domande e risposte.

Per iscriversi al webinar, si prega di cliccare il seguente LINK.

DIVENTARE MEMBRO DI IHI

IHI – “Iniziativa innovativa per la salute”, è un partenariato pubblico-privato dell’UE che finanzia la ricerca e l’innovazione nel campo della salute.

I membri del pool che IHI vuole ampliare, riceveranno aggiornamenti regolari sui risultati scientifici dei progetti in corso e avranno l’opportunità di essere coinvolti direttamente nelle attività di IHI. Ad esempio, IHI li potrà invitare come partecipanti o relatori a riunioni di progetto, eventi scientifici, webinar o corsi di formazione. Inoltre, l’ufficio del programma IHI può invitare i membri del pool, con conoscenze ed esperienze pertinenti, a valutare proposte di progetti o progetti in corso o a fornire input nelle discussioni sui futuri inviti.

Maggiori informazioni sui tipi di compiti che i membri del pool di pazienti possono essere chiamati a svolgere, nonché i dettagli del potenziale rimborso, sono disponibili nell’invito a manifestare interesse.

Per ulteriori informazioni sull’evento si prega di cliccare il seguente LINK.

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comunicazione in salute

L’importanza delle vaccinazioni contro il COVID-19 nel 2023

L’Interim sulla salute pubblica: considerazioni sulle vaccinazioni COVID-19 nel 2023

Il COVID-19 continua a colpire in modo sproporzionato gli anziani ed i soggetti con comorbilità di base. Ad ogni nuova ondata, i dati di sorveglianza dei paesi UE/SEE dal 2022 in poi, segnalano aumenti di ricoveri in ospedale, unità di terapia intensiva (ICU) e decessi nelle fasce di età che vanno dai 65-80 anni e oltre. Tuttavia, l’altezza dei picchi per questi indicatori è inferiore rispetto al periodo pre-Omicron. Allo stesso modo, la durata della degenza ospedaliera aumenta con l’età ed è più lunga nelle persone di età pari o superiore a 65 anni e in particolare in quelle di età pari o superiore a 80 anni.

In questa fase della pandemia, gli obiettivi principali delle campagne di vaccinazione contro il COVID-19 continuano ad essere la riduzione dei ricoveri, delle malattie gravi e dei decessi causati con la protezione dei sistemi sanitari.

IL COVID-19 OGGI

Nel 2022, tutti i paesi dell’UE/SEE hanno raccomandato la somministrazione di dosi di richiamo, principalmente per gruppi di popolazione con fasce di età pari o superiore a 60 anni, soggetti fragili e altri gruppi selezionati. Tuttavia, in generale, ogni successiva dose di richiamo aggiunta dalle campagne di vaccinazione mostra un calo di richiesta da parte della popolazione.

Nonostante sia stata rilevata solo una frazione di infezioni, la percentuale di casi COVID-19 segnalati, può essere ancora paragonata ai livelli riportati alla fine del 2020 e nel 2021, prima della circolazione di Omicron. Questo, suggerisce in realtà che la trasmissione di SARS-CoV-2 è ad oggi ancora in corso nell’UE/SEE con un rischio di esposizione elevato per i gruppi vulnerabili sopra citati.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che l’impatto della malattia è stato molto più elevato durante il periodo corrispondente alla tradizionale stagione influenzale. Infatti, le sotto-varianti del virus Omicron SARS-CoV-2 continuano a dominare il panorama virologico SARS-CoV-2 nell’UE/SEE e a livello globale. Nello dettaglio, diverse varianti, tenute sotto indagine (VUI), tra cui XBB.1.5, altri lignaggi XBB e CH.1.1; sono aumentate in proporzione ed in particolare XBB.1.5 è diventata la linea dominante entro marzo 2023.

L’IMPORTANZA DEI VACCINI DI RICHIAMO CONTRO IL COVID-19

I dati attualmente disponibili sull’efficacia del vaccino, in particolare di dosi di richiamo monovalenti e bivalenti, suggeriscono che gli individui che hanno ricevuto tutte le vaccinazioni hanno una protezione aggiuntiva in più contro il COVID-19. Inoltre, per l’efficacia dei vaccini bivalenti, è necessario un follow-up più lungo per determinare un effetto protettivo dilatato nel tempo.

A tal proposito, l’ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control – ha intrapreso uno studio matematico sulla base dell’epidemiologia osservata nei paesi UE/SEE, proponendo 2 diversi scenari: uno propone i risultati “protettivi” prodotti dalla somma di due campagne di richiamo, mentre l’altro quelli prodotti dall’applicazione di una sola dose di richiamo su una popolazione di età pari o superiore a 50 anni, e di età pari o superiore a 80 anni:

  • Applicazione di un solo richiamo autunnale: potrà prevenire circa il 21-32% del totale cumulativo di ricoveri correlati a COVID-19 di tutte le età in tutta l’UE/ Paesi SEE fino al 28 febbraio 2024, circa. I guadagni incrementali nella prevenzione saranno maggiori quando se si prendono di mira individui di età pari o superiore a 60 anni invece che di 80 anni e oltre. Tali guadagni non cambieranno se si prende di mira individui di età pari o superiore a 50 anni o superiore a 60 anni.
  • Combinazione di 2 campagne di richiamo, una primaverile ed una autunnale: può comportare un aumento sostanziale dell’impatto della vaccinazione (una riduzione stimata del 36-44% dei ricoveri), ma solo se la diffusione del vaccino è elevato per entrambe le campagne. Nello specifico, una bassa diffusione nella campagna primaverile seguita da un’elevata diffusione del vaccino nella campagna autunnale risulterebbe solo marginalmente diversa rispetto ai risultati ottenuti da una sola campagna autunnale. Ciò significa che, affinché la campagna primaverile sia efficace a livello di popolazione è importante raggiungere un’elevata diffusione del vaccino.

Attualmente, quattro paesi UE/SEE hanno pubblicato il loro approccio/raccomandazioni per le campagne di vaccinazione COVID-19 per il 2023, promuovendo le campagne di vaccinazione primaverili; mentre per la vaccinazione autunnale, solo due paesi hanno preannunciato campagne rivolte a gruppi vulnerabili.

Per maggiori informazioni sul monitoraggio dell’efficacia, dell’impatto e della sicurezza del vaccino, si prega di consultare il seguente LINK.

CONCLUSIONI

Infine, per ridurre l’impatto del COVID-19, i paesi dovrebbero pianificare un’introduzione continua dei vaccini COVID-19, in particolare durante la stagione autunno/inverno, tenendo presente le seguenti considerazioni:

  • Il target su cui concentrare gli sforzi e la protezione è quello che interessa gli individui di età superiore ai 60 anni, compresi i soggetti vulnerabili indipendentemente dall’età;
  • Per massimizzare la protezione individuale, dovrebbe essere presa in considerazione anche l’offerta della vaccinazione COVID-19 durante la primavera del 2023 alle persone di età superiore agli 80 anni e ad altri adulti vulnerabili, indipendentemente dall’età;
  • Per le campagne di vaccinazione autunno/inverno, i paesi dovrebbero prendere in considerazione campagne di vaccinazione combinate contro COVID-19 e influenza, poiché questo approccio potrebbe essere più efficiente in termini di amministrazione, logistica e costi.
  • Se viene intrapresa una campagna di vaccinazione primaverile contro il COVID-19, dovrebbe esserci un tempo adeguato tra la campagna primaverile e quella autunnale.
  • Lo Strategic Advisory Group of Experts on Immunization (SAGE) dell’OMS, ha definito i gruppi ad alta, media e bassa priorità per la continuazione della vaccinazione contro il COVID-19 rispetto all’attuale scenario epidemiologico. Nel dettaglio, SAGE raccomanda una dose di richiamo aggiuntiva per i gruppi ad alta priorità, sei o 12 mesi dopo l’ultima dose, con il lasso di tempo che dipende da fattori come l’età e la condizione di immunocompromissione;
  • Nel complesso, le decisioni a livello nazionale relative alla vaccinazione COVID-19 per il 2023 continueranno a dipendere da una serie di fattori chiave in evoluzione, come la specifica situazione epidemiologica nazionale, la possibile evoluzione del virus, la disponibilità di vaccini (compresi i vaccini aggiornati), l’efficacia del vaccino e protezione nel tempo, prove sull’effetto di richiami ripetuti, grado di immunità ibrida nella popolazione, adozione prevista del vaccino in diversi gruppi di età, accettazione del vaccino e capacità dei sistemi sanitari di fornire vaccinazioni nel contesto di altre priorità di sanità pubblica concorrenti durante la fase post-pandemia;

DISSEMINARE ED INFORMARE, IL COMPITO DELLE CAMPAGNE VACCINALI

Promuovere le campagne di richiamo per la vaccinazione contro il COVID-19 diventa difficile nel contesto odierno, poiché il “ritorno alla normalità” ha creato un calo dell’interesse nella popolazione. Devono essere identificati i fattori che portano al calo della diffusione dei vaccini, anche nelle popolazioni precedentemente disposte a essere vaccinate. Le future campagne di vaccinazione potrebbero prendere in considerazione lo sviluppo di una comunicazione mirata, concentrando gli sforzi sul raggiungimento dei soggetti ad alta priorità fornendo informazioni chiare su quali sono i gruppi a cui si raccomanda la vaccinazione, il tipo di vaccino disponibile e le giuste tempistiche da applicare tra una dose e la successiva, ricordando perché è importante rimanere aggiornati con le vaccinazioni.

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comunicazione in salute

La Comunità Europea propone la più ampia riforma della legislazione farmaceutica

La nuova riforma  della legislazione farmaceutica

Il 26 aprile la Commissione ha proposto una riforma della legislazione farmaceutica dell’UE, allo scopo di renderla più agile, flessibile e adeguata alle esigenze dei cittadini e delle imprese dell’UE.

La revisione richiesta vuole migliorare la disponibilità e l’accessibilità dei medicinali, anche in termini di prezzi. Sosterrà inoltre l’innovazione e darà slancio alla competitività e all’attrattiva dell’industria farmaceutica dell’UE promuovendo al contempo i parametri ambientali più elevati.

Infine, verranno riviste anche le direttive per quanto riguarda i medicinali per uso pediatrico e per le malattie rare.

Gli obiettivi principali:
  • creare un mercato unico dei medicinali, garantendo a tutti i pazienti nell’intera UE un accesso tempestivo ed equo a medicinali sicuri, efficaci e a prezzi accessibili;
  • continuare a offrire un quadro attraente e favorevole all’innovazione per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di medicinali in Europa;
  • ridurre drasticamente gli oneri amministrativi accelerando fortemente le procedure e velocizzando il rilascio delle autorizzazioni per i medicinali in modo che queste giungano più rapidamente ai pazienti;
  • migliorare la disponibilità e garantire che i medicinali possano essere forniti sempre ai pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell’UE;
  • contrastare la resistenza antimicrobica e la presenza di farmaci nell’ambiente seguendo un approccio “One Health”;
  • migliorare la sostenibilità dal punto di vista ambientale dei medicinali.

Le proposte legislative saranno trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

LA RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO CONTRO LA RESISTENZA ANTIMICROBICA

Assieme alla riforma, la Commissione, presenta anche una proposta di raccomandazione del Consiglio per intensificare la lotta contro la resistenza antimicrobica (AMR) grazie al cosiddetto approccio “One Health”.

L’AMR è la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti antimicrobici, in particolare agli antibiotici, ed ha un impatto diretto sulla salute umana e animale. Questa, comporta un pesante onere economico a causa dei costi elevati delle cure e della minore produttività causata dalla malattia. La resistenza antimicrobica è responsabile di circa 33.000 decessi all’anno nell’UE e si stima inoltre che costi all’UE 1,5 miliardi di euro all’anno.

A tal proposito la lettera d’incarico alla commissaria Stella Kyriakides definisce la necessità di affrontare l’aumento e/o il ritorno di malattie altamente infettive, sottolineando l’importanza di concentrarsi sulla piena attuazione del piano d’azione europeo “One Health”, al fine di collaborare con i partner internazionali per sostenere un accordo globale sull’uso degli antimicrobici e sull’accesso agli stessi.

“Oggi aggiungiamo un’altra colonna portante all’Unione europea della salute. Le proposte che presentiamo intendono garantire che i medicinali giungano ai pazienti in tutta l’Europa in modo tempestivo ed equo. Grazie a questa riforma l’Europa si mantiene attraente per l’attività imprenditoriale e la nostra industria farmaceutica si conferma potenza globale nel campo dell’innovazione. La costruzione del mercato unico dei medicinali è una necessità sia per i nostri cittadini che per le nostre imprese.”

Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare – 26/04/2023

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ERA-LEARN Workshop – Synergies with Cohesion Policy Funds – 10 maggio 2023

Synergies with Cohesion Policy Funds – Workshop

ERA-LEARN, piattaforma di supporto per la comunità dei partenariati di R&I, organizza un WORKSHOP online, intitolato “Synergies with Cohesion Policy Funds”, previsto per il 10 maggio 2023 dalle ore 10:00 alle 12:30 CET.

Il webinar mira a creare uno spazio di discussione e apprendimento, con focus sulle sinergie che si possono attuare con i fondi della politica di coesione.

L’evento è rivolto a Coordinatori e beneficiari di Partenariati Europei, Regioni, Autorità di Gestione. ProMIS, il cui personale parteciperà anche in funzione di speaker, fornirà successivamente agli stakeholder una relazione dell’evento.

PROGRAMMA:

  • Saluti e Introduzione
  • Panoramica dei partenariati europei
  • Sinergie dei fondi europei: a cosa servono le sinergie e nota orientativa sulle sinergie comunitarie
  • Implementazione del partenariato europeo: SRIA e bandi congiunti transnazionali: come aderire al partenariato europeo sfruttando il bando congiunto transazionale.
  • Esperienze di sinergie: apprendimento reciproco
  • Discussione moderata via chat
  • Conclusione e prospettiva

Per registrarsi all’evento, si prega di cliccare il seguente LINK.

 

Qualche pillola su ERA-LEARN

ERA-LEARN è una piattaforma di supporto per la comunità dei partenariati di R&I, finanziata come azione di supporto (CSA) da HORIZON 2020.

Il progetto è un’iniziativa di 4 anni (2018-2022), che fa seguito al suo predecessore ERA-LEARN 2020. Per conto della Commissione europea, la piattaforma gestisce un database con tutte le iniziative di partenariato, i relativi bandi e progetti fornendo studi e analisi su cluster tematici, internazionalizzazione, ecc… .

Inoltre, supporta fornendo informazioni e servizi generali sulle iniziative di partenariato per la R&I le organizzazioni che finanziano la ricerca stessa, responsabili politici ed i ricercatori.

Infine, la piattaforma è coordinata da un consorzio internazionale supportato da un comitato consultivo .

Per maggiori informazioni, si prega di cliccare sul seguente LINK.

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comunicazione in salute digital health

Diciassettesima Edizione del World Public Health Congress – WFPHA – dal 2 al 6 maggio a Roma

17°World Federation on Public Health Associations (WFPHA)

Dal 2 al 6 maggio 2023 la World Federation on Public Health Associations (WFPHA) organizzerà la diciassettesima edizione del World Congress on Public Health a Roma, in collaborazione con l’Associazione delle Scuole di Sanità Pubblica (ASPHER) e la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Sltl).

Il WFPHA assolve il compito di rappresentare un forum internazionale per lo scambio di conoscenze ed esperienze sulle principali questioni di salute pubblica, contribuendo alla protezione e alla promozione della salute pubblica a livello nazionale e globale.

Il tema del Congresso è “Un mondo in subbuglio: Opportunità di concentrarsi sulla salute pubblica“. Nello specifico l’obiettivo è quello di evidenziare l’impegno della comunità sanitaria globale al fine di promuovere l’equità nella salute e costruire un futuro più sostenibile.

Il workshop dedicato, organizzato dalla JA NFP4Health

Il giorno 5 maggio dalle 11.30 alle 12.30 il Consorzio della JA NFP4Health – Joint Action on increasing the capacity building of national focal points,  organizzerà un workshop dedicato al WFPHA dal titolo “Il programma EU4Health e il ruolo dei NFP per il 2023 e oltre“.

L’obiettivo della sessione è quello di discutere l’importanza del ruolo dei National Focal Points nell’attuazione del programma EU4Health a livello nazionale.

In seguito, dalle 12.30 alle 13.30 verrà organizzata una sessione FAQ “What you always wanted to ask your National Focal Point and never dared to ask”. Le domande potranno essere predisposte nell’apposita letter box.

Relatori: Giovanni Nicoletti – Ministero della Salute Italia, Florina Telea e Marilena di Stasi – HaDEA Claudia Habl – GOG Austria, Leticia Copano Casanova – Ministero della Salute Spagna, Matthias Wismar European Observatory on Health Systems and Policies.

 

Per ulteriori informazioni e per consultare il programma, cliccare QUI.

 

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Altro

Giornata Mondiale dell’Asma, eventi in programma

La Giornata Mondiale dell’Asma – WAD

Sin dal 1998 la Giornata Mondiale dell’Asma (World Asthma Day -WAD) si tiene tutti gli anni nel primo martedì di maggio su iniziativa della Global Initiative for Asthma (GINA) allo scopo di aumentare la conoscenza dell’asma e migliorarne il trattamento.

La prima WAD, è stata celebrata in più di 35 paesi in concomitanza con il primo Incontro Mondiale sull’Asma tenutosi a Barcellona, ​​in Spagna. La partecipazione è aumentata a ogni ricorrenza di questa giornata diventata uno degli eventi più importanti al mondo per la sensibilizzazione e l’educazione sull’asma.

Quest’anno il tema della giornata, che si è tenuta il 2 maggio 2023, è Asthma Care for ALL”.

LE INIZIATIVE per la WAD 2023

Allo scopo di contribuire ad aumentare nel mondo la sensibilità su questo tema le strutture Sanitarie, gli Enti di Ricerca e le Associazioni di volontariato, registrate al WAD, svolgeranno attività promozionali durante il mese di maggio, per la diffusione della conoscenza sulle malattie respiratorie e allergiche, mediante la realizzazione di eventi aperti alla popolazione ed offrendo visite gratuite negli Istituti di Pneumologia che, in Italia, hanno aderito (Per scaricare la lista dei centri del territorio aderenti all’iniziativa clicca il seguente LINK).

Inoltre, la SIMRI Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili ha dato risalto all’evento con un comunicato stampa dedicato e relativo materiale informativo. Le iniziative sono state realizzate in collaborazione con FederAsma e Allergie e AsmAllergiaBimbi. Infine, SIMRI sta organizzando il XXVII Congresso Nazionale, intitolato “Respirare bene per vivere meglio!”, che si terrà a Roma il 21-23 settembre 2023. (Per iscriversi al Congresso si prega di cliccare sul seguente LINK.)

Anche il Forum of International Respiratory Societies (FIRS), di cui GOLD è membro fondatore, ha chiesto ai leader sanitari e ai responsabili politici di garantire l’accesso a farmaci efficaci e di qualità garantita, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, per contrastare questa malattia. A tal proposito, FIRS organizzerà un webinar dal titolo “Un aggiornamento globale sull’asma: onere globale, accesso e convenienza e la strategia GINA 2023” che si terrà il 15 maggio 2023 alle ore 16.00 (per iscriversi all’evento, cliccare il seguente LINK).

Gli effetti dell’asma

L’asma, è una delle più diffuse malattie respiratorie che persiste nel tempo (cronica) ed è caratterizzata dal restringimento ed eccessiva reattività dei bronchi che per reazione si infiammano. I sintomi più comuni possono essere tosse, respiro sibilante, mancanza di respiro e oppressione toracica.

L’asma è anche la malattia più comune tra i bambini e nel 2019 ha colpito circa 262 milioni di persone causando 455.000 morti. La maggior parte del carico di morbilità e mortalità si verifica comunque nei paesi a basso e medio reddito, dove la malattia è spesso sotto-diagnosticata e poco trattata. I farmaci essenziali per via inalatoria, in particolare quelli contenenti corticosteroidi, sono spesso non disponibili o inaccessibili.

Questa situazione fa sì che, nonostante la disponibilità di terapie altamente efficaci, la disuguaglianza globale nella cura dell’asma privi tanti bambini, adolescenti e adulti di una vita sana esponendoli a un rischio maggiore di morte.

L’Assemblea mondiale della sanità dovrà concentrare maggiori sforzi ed investimenti per rendere effettivo l’accesso universale ad un’assistenza economica ed efficace per lottare contro questa malattia.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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digital health

I risultati del Meeting annuale della EU Health Policy Platfotm (EUHPP) tenutosi il 19 aprile

I risultati del meeting annuale di EUHPP

Si è svolto il 19 aprile 2023 in Lussemburgo, il meeting annuale della Piattaforma della politica sanitaria dell’UE – EU Health Policy Platfotm.

La riunione, durante la sessione mattutina, ha presentato le Dichiarazioni congiunte (Joint Statements) su 4 particolari aree della salute pubblica, preparate dalle Reti tematiche 2022, culmine di diversi mesi di scambi e ricerche.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata ai primi risultati dello studio della dell’Unione Europea da parte di Tetra Tech con una tavola rotonda, per condividere le lezioni apprese e suggerire possibili modi per migliorare i futuri cicli della rete tematica.

I TEMI DELLE Joint Statements
  • “DisQo: anti-discrimination & health equity” presentato da Raymond Gemen, responsabile delle politiche per le disuguaglianze sanitarie, Alleanza europea per la salute pubblica (EPHA);
  • “HIV, Tuberculosis, Viral Hepatitis and Sexually Transmitted Infections”, presentato da Sini Pasanen, membro del gruppo di coordinamento del Forum della società civile dell’UE sull’HIV, epatite virale e tubercolosi (CSF) e da Yuliia Kalancha, direttore esecutivo della Coalizione TB Europa;
  • “Mental Health in All Policies” presentato da Francesca Centola, responsabile delle politiche e della conoscenza della Salute Mentale in Europa (MHE);
  • “Navigating Health Inequalities in the EU through Artificial Intelligence” presentato dal Dr. Pin Lean Lau, Docente (Assistant Professor) di Bio-Law, Centro per l’Intelligenza Artificiale: Social and Digital, Brunel Law School, Brunel University London and Janneke van Oirschot, Research Officer e Health Action International.

Dopo gli interventi, una sessione di domande e risposte ha offerto l’opportunità di saperne di più sulle Joint Statements, che sono ora in fase di approvazione.

Per visualizzare il report dell’incontro cliccare il seguente LINK.

COME ADERIRE ALLE JOINT STATEMENTS

E’ possibile aderire alle Joint Statements contattando i responsabili della rete nella sezione “Rete tematica” della Piattaforma registrandosi, fino al 22 maggio. Le reti tematiche sono accessibili a tutti i membri della Piattaforma EUHPP.

Per maggiori informazioni sull’evento, si prega di cliccare il seguente LINK.