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Horizon Europe e FP10: nuovo report di analisi sulle regole del programma

Nel dibattito sul futuro di Horizon Europe e del prossimo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione (FP10), una nuova analisi europea contribuisce con evidenze concrete basate sull’esperienza diretta dei beneficiari.

Il report “Horizon Europe’s Legal, Financial & Administrative Rules – A Report on Their Practical Use”, elaborato dalla rete dei National Contact Points (NCP) nell’ambito del progetto Horizon Academy, si fonda su un’indagine su larga scala che ha raccolto 1.360 risposte da organizzazioni di tutta Europa, tra cui università, enti di ricerca, imprese e organizzazioni pubbliche.

Lo studio offre una prospettiva basata sui dati sull’applicazione pratica delle regole del programma, combinando evidenze statistiche e l’esperienza quotidiana di coordinatori di progetto, ricercatori e personale amministrativo.

Tra gli elementi valutati positivamente emerge l’armonizzazione delle regole di finanziamento tra i programmi europei (corporate approach), considerata utile per semplificare la gestione dei progetti. Anche strumenti come l’Annotated Grant Agreement sono apprezzati per il supporto operativo, e il sistema di presentazione delle proposte e la fase di preparazione del Grant Agreement sono generalmente percepiti come chiari e gestibili. Positiva anche la valutazione del processo di modifica dei progetti in corso.

Parallelamente, l’analisi evidenzia alcune criticità persistenti. In fase di candidatura, molti partecipanti segnalano difficoltà nell’individuare call adeguate all’interno del portale della Commissione europea, ritenuto non sempre intuitivo. La preparazione delle proposte è considerata particolarmente complessa e richiede spesso il supporto di consulenti esterni. Inoltre, pur riconoscendo la solidità del sistema di valutazione peer-review, alcuni rispondenti evidenziano margini di incertezza legati alla possibile soggettività del processo.

Durante l’implementazione dei progetti, emergono difficoltà nell’applicazione pratica di principi quali open science, uguaglianza di genere, etica e protezione dei dati, spesso a causa di limitate risorse interne o carichi amministrativi elevati.

Horizon Europe: semplificazione e modelli di finanziamento

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda i costi del personale, che rappresentano la quota principale dei budget di progetto e risultano anche l’area più critica. Oltre la metà dei rispondenti considera complesso il calcolo dei costi ammissibili, evidenziando problematiche legate alla determinazione delle tariffe giornaliere, alla registrazione del tempo di lavoro e all’applicazione delle diverse metodologie di calcolo. Queste difficoltà si manifestano soprattutto nella fase di implementazione, più che nella pianificazione iniziale dei budget.

I risultati si inseriscono nel più ampio dibattito europeo sulla semplificazione delle regole di finanziamento. In questo contesto, emerge una crescente apertura verso modelli semplificati, in particolare il lump sum funding, considerato uno strumento efficace per ridurre gli oneri amministrativi e il rischio di errori finanziari.

L’analisi, tuttavia, evidenzia anche alcune criticità nella sua applicazione pratica – ad esempio nella pianificazione dei budget o nei processi di audit – indicando la necessità di ulteriori chiarimenti metodologici e della diffusione di buone pratiche. Più cauta, invece, la valutazione del modello dei Personnel Unit Costs, che nella sua forma attuale non è ancora considerato pienamente efficace dai beneficiari.

Il report sottolinea infine il ruolo centrale dei National Contact Points, che attraverso il supporto ai partecipanti e la raccolta di evidenze pratiche contribuiscono non solo alla partecipazione ai programmi europei, ma anche al loro miglioramento. In un momento in cui il dibattito su FP10 è in pieno sviluppo, queste evidenze rappresentano un contributo importante per la definizione di regole più efficaci e rispondenti alle esigenze degli attori coinvolti.

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State of Interreg 2025: pubblicata l’analisi sullo stato di avanzamento dei programmi

I dati INTERREG aggiornati a fine 2025

Il report evidenzia un livello molto avanzato di impegni finanziari raggiunto da Interreg alla fine del 2025: circa il 70–75% del budget complessivo, pari a oltre 7,5 miliardi di euro, è stato già destinato all’implementazione di quasi 6.000 progetti.

Questo dato conferma una chiara accelerazione rispetto agli anni precedenti e dimostra come la maggior parte degli 86 programmi Interreg abbia ormai raggiunto una fase di maturità avanzata, pur con differenze significative tra loro. In particolare:

  • 15 programmi hanno già impegnato oltre il 90% delle risorse disponibili;
  • solo 6 programmi restano sotto la soglia del 40%.

Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto alla fine del 2024, quando erano ancora 33 i programmi sotto il 40%, segno di un netto rafforzamento delle performance complessive.

Rispetto al ciclo precedente (2014–2020), emerge inoltre una tendenza verso progetti meno numerosi ma di maggiore dimensione finanziaria, suggerendo un possibile orientamento verso interventi più strutturati e strategici.

Dal finanziamento all’impatto sui territori

Nonostante queste tendenze generali, Interreg si conferma uno strumento estremamente flessibile, capace di adattarsi a contesti territoriali, priorità politiche e modelli di governance molto diversi tra loro. Con l’avanzare del periodo di programmazione, le opportunità di finanziamento sono destinate a ridursi progressivamente: si stima che a fine 2025, 27 programmi siano già chiusi o in fase di chiusura.

Di conseguenza, l’attenzione si sposterà sempre più dalla selezione dei progetti alla loro attuazione concreta. Gli ultimi anni del ciclo 2021–2027 saranno decisivi per dimostrare il reale valore aggiunto della cooperazione territoriale europea e il suo impatto tangibile sui territori.

In sintesi, il rapporto State of Interreg 2025 restituisce l’immagine di un programma dinamico e in evoluzione, capace di mobilitare rapidamente risorse a favore della cooperazione territoriale europea, e che si avvia verso la fase finale di implementazione.

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