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158a Sessione Plenaria del Comitato Europeo delle Regioni – CdR

Il 29 e 30 novembre 2023 i membri del Comitato europeo delle Regioni – CdR, si sono riuniti a Bruxelles, presso l’Emiciclo (Parlamento europeo), per la 158a Sessione Plenaria, l’Assemblea che accoglie i rappresentanti regionali e locali dell’UE.

La plenaria ha avuto lo scopo di presentare le richieste di tutti i leader locali e regionali che mirano a rendere la politica regionale dell’UE più flessibile, solida e a favore di tutti i territori nel prossimo decennio. I governi dell’UE e la Commissione europea sono stati quindi esortati a riconoscere l’importanza fondamentale di questa politica per affrontare le disparità territoriali, promuovere la doppia transizione verde e digitale e difendere i valori democratici europei in tutti i territori dell’Unione.

Al centro dei lavori i temi di specifico rilievo per la partecipazione della dimensione regionale ai processi decisionali UE, tra cui la discussione e l’approvazione di numerosi pareri e risoluzioni su argomenti quali: riforma della politica di coesione, cooperazione transfrontaliera e territoriale, sviluppo rurale, coesione territoriale, pesca e affari marittimi, sport, accordo verde, agenda digitale.

In particolare, i​​​​​​​​​​​​​​​​​​​ punti salienti della sessione sono stati:​​

La plenaria si è conclusa con l’adozione all’unanimità del parere d’iniziativa “Relazione annuale sulla politica di concorrenza 2024”.

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​Le Sessione Plenarie del CdR

Il CdR tiene fino a 6 sessioni plenarie ogni anno che diventano un’opportunità per i suoi membri di esprimere le proprie opinioni sulla legislazione dell’UE. Le sessioni hanno infatti lo scopo di:

  • Votare pareri, relazioni e delibere.
  • Adottare il programma politico del CdR all’inizio di ogni mandato.
  • Eleggere un Presidente, un Primo Vicepresidente e i restanti membri dell’Ufficio di Presidenza.
  • Istituire commissioni politiche all’interno dell’istituzione.
  • Approvare il progetto di stato di previsione delle spese e delle entrate del CdR.
  • Rivedere e concordare il regolamento interno del CdR.

Per conoscere i lavori e le attività della delegazione italiana al Comitato Europeo delle Regioni durante la 158ima sessione plenaria clicca QUI.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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Il ruolo delle autorità locali nella protezione dei bambini migranti e rifugiati disponibile la registrazione

Il 22 novembre 2023, la rete Città e regioni per l’integrazione dei migranti del Comitato europeo delle regioni ha tenuto a Bruxelles un seminario dal titolo “Giornata mondiale dell’infanzia: il ruolo delle autorità locali nella protezione e nell’emancipazione dei bambini migranti e rifugiati“.

Organizzato in stretta collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), l’evento si è concentrato sull’obiettivo di garantire il necessario rafforzamento delle capacità e lo scambio di buone pratiche tra le città e le regioni coinvolte nella tutela dei minori.

I partecipanti al seminario hanno condiviso la loro esperienza sul campo e hanno affrontato la necessità di soluzioni a lungo termine, volte a promuovere una collaborazione efficiente nelle misure di protezione dell’infanzia. L’obiettivo è quello di spianare la strada per un’inclusione più efficace dei bambini migranti e rifugiati vulnerabili nelle comunità locali.

La registrazione dell’evento è stata ora resa disponibile al pubblico online, e può essere consultata e scaricata presso il seguente LINK.

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Parere del Comitato EU delle Regioni sulla Normativa per un’ Europa interoperabile

È disponibile il parere del Comitato europeo delle Regioni (CdR) del 24 e 25 maggio 2023 sulla “Normativa per un’Europa interoperabile”, redatto dal Presidente del Consiglio della Regione autonoma della Sardegna Michele Pais, mediante il quale si esprimono una serie di osservazioni in merito alla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce misure per un livello elevato di interoperabilità del settore pubblico nell’Unione (normativa su un’Europa interoperabile).

Nel parere si rammenta l’importanza fondamentale dell’interoperabilità ai fini della resilienza digitale e dell’indipendenza strategica dell’UE, nello specifico nel disporre di servizi e sistemi interconnessi per mettere in atto soluzioni identiche o simili tra soggetti interconnessi e prevenire una possibile pandemia digitale a seguito di un grave attacco informatico. Inoltre, l’utilizzo di soluzioni open source ridurrà la dipendenza dai principali fornitori di soluzioni software, aumentando così l’indipendenza strategica dell’UE.

Si invita la Commissione ad adottare norme più chiare e ad assumere un preciso impegno finanziario per garantire che città e regioni non siano costrette e dirottare risorse sulla digitalizzazione, sottraendone ad altri servizi essenziali. Il CdR accoglie con favore la proposta della Commissione europea per istituire un sistema di governance dell’interoperabilità a livello dell’UE, proponendo delle osservazioni su alcuni aspetti della proposta:

 

  • Considerazione dei diversi sistemi di interoperabilità a livello nazionale e ruolo chiave degli enti locali e regionali nel fornire servizi ai cittadini e digitalizzazione degli stessi entro il 2030 (toccando diversi ambiti tra cui la sanità).
  • Necessità di un sostegno finanziario supplementare e attività di formazione e riqualificazione del personale.
  • Rafforzamento e perfezionamento dei nuovi compiti degli enti subnazionali e delle risorse messe a disposizione per consentire una rapida ed efficace attuazione delle soluzioni di interoperabilità.
  • Realizzazione di una struttura di governance equilibrata che rispetti il principio di sussidiarietà e i diversi modelli di governance degli Stati membri.
  • Necessità di sviluppare e investire in nuove soluzioni interoperabili oppure di intraprendere la trasformazione dei sistemi esistenti, per far fronte agli enormi costi legati all’interoperabilità.
  • Utilizzo di fonti di finanziamenti come il programma Europa digitale per ridurre l’onere per gli enti locali e regionali relativamente alla copertura dei relativi costi.
  • Necessità di ricevere informazioni concrete su quando avrà luogo la valutazione obbligatoria dell’interoperabilità e su quali elementi possano far scattare tale valutazione, ad esempio nel caso degli appalti pubblici.
  • Proposta di non obbligatorietà della valutazione dell’interoperabilità, finché il comitato per un’Europa interoperabile non avrà adottato gli orientamenti pertinenti.

 

Per consultare la pagina ufficiale si prega di consultare il seguente LINK.