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Ricerca pubblica: oltre 1,5 miliardi di euro agli enti italiani

Più di 1,5 miliardi di euro per sostenere la ricerca pubblica italiana. È questo l’ammontare delle risorse previste dal Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) per il 2026, che assegna oltre 1,548 miliardi di euro agli enti di ricerca pubblica e ad altre istituzioni scientifiche e di valutazione finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La ricerca pubblica riceve così risorse destinate a rafforzare la qualità delle attività scientifiche, le infrastrutture e il capitale umano.

La ricerca pubblica è al centro delle dichiarazioni del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha definito la ricerca uno dei motori più potenti dello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. L’investimento prosegue il rafforzamento della qualità scientifica italiana e punta a offrire ai ricercatori strumenti, opportunità e prospettive sempre più solide, poiché dalla loro capacità di innovare dipende una parte importante del futuro dell’Italia.

Ricerca pubblica: come sono distribuite le risorse nel 2026

La quota più consistente del Fondo ordinario è assegnata al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che riceve oltre 734 milioni di euro. All’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sono destinati 353,4 milioni, mentre l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ottiene 151,3 milioni. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) riceve quasi 85 milioni e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) dispone di 30,4 milioni.

Il riparto comprende inoltre 34,4 milioni di euro per Area Science Park, 25,1 milioni per l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e 17,5 milioni per la Stazione Zoologica Anton Dohrn. All’Istituto Nazionale di Alta Matematica sono assegnati oltre 3,5 milioni, al Museo Storico della Fisica e Centro Studi Enrico Fermi 3,7 milioni e all’Istituto Italiano di Studi Germanici 2,1 milioni.

A questi finanziamenti si aggiungono 14 milioni di euro destinati a Elettra Sincrotrone Trieste, 18,9 milioni per l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) e 7,4 milioni per l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI). Il quadro riguarda quindi sia enti pubblici di ricerca sia altre istituzioni scientifiche e di valutazione sostenute dal Ministero.

Nel complesso, il riparto interessa quattordici realtà tra enti pubblici di ricerca e altre istituzioni scientifiche e di valutazione. Gli stanziamenti vanno dagli oltre 734 milioni assegnati al Consiglio Nazionale delle Ricerche ai 2,1 milioni destinati all’Istituto Italiano di Studi Germanici, offrendo una visione delle assegnazioni previste dal Fondo ordinario per il sistema sostenuto dal Ministero nel 2026.

Al riparto del 2026 si sommano poi 60 milioni di euro destinati al finanziamento premiale degli enti pubblici di ricerca, con un aumento di 20 milioni rispetto ai 40 milioni stanziati nell’anno precedente. La misura valorizza la qualità e l’impatto dell’attività scientifica attraverso indicatori legati alla produzione scientifica, alla partecipazione alle infrastrutture di ricerca e alla capacità di avanzamento degli interventi finanziati.

Rispetto al 2025, la dotazione complessiva destinata agli enti di ricerca pubblica registra un incremento di circa 15 milioni di euro. A questa crescita si aggiungono 7,27 milioni destinati al reclutamento di ricercatori e tecnologi nell’ambito del piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge di Bilancio 2026. La misura punta a consolidare e rendere strutturali le competenze sviluppate anche grazie ai progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Considerando anche questo ulteriore stanziamento, l’aumento complessivo delle risorse rispetto all’anno precedente raggiunge i 22,27 milioni di euro. Il finanziamento del 2026 unisce quindi il riparto del Fondo ordinario, le risorse premiali e gli stanziamenti per le assunzioni, mantenendo al centro la ricerca pubblica, le infrastrutture scientifiche del Paese e le competenze dei ricercatori e dei tecnologi.

 

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Settimana Horizon Europe 2026: al via i Side Event di approfondimento

APRE, in accordo con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), ha aperto le registrazioni per i Side Event della Settimana Horizon Europe 2026, una serie di appuntamenti online dedicati a temi operativi e orientati alla preparazione di proposte competitive nell’ambito del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione.

L’iniziativa si svolgerà ogni giovedì mattina tra le 11:00 e le 13:00; con il prossimo incontro previsto per il 29 gennaio p.v e a seguire il 5, 12 e 19 febbraio 2026.

Side Event della Settimana Horizon Europe 2026

La Settimana Horizon Europe 2026 è un evento articolato in sei appuntamenti complessivi, con il primo evento principale che si è svolto dal 15 al 17 dicembre 2025, seguito da cinque side event focalizzati su aspetti chiave della partecipazione ai bandi di Horizon Europe:

La partecipazione ai Side Event della Settimana Horizon Europe 2026 è gratuita e aperta a tutti gli attori pubblici e privati impegnati nel mondo della ricerca e dell’innovazione, previa registrazione.

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Ricerca: stanziati oltre 740 milioni per finanziare 3.700 progetti

Sono quasi 3.700 i Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) che accedono allo stanziamento di 741milioni di euro previsti dal Ministero dell’Università e della Ricerca a seguito della conclusione della procedura PRIN 2022.

Un risultato che porterà l’Italia a raggiungere in anticipo il target di almeno 3.150 progetti entro il 31 dicembre 2023 fissato a livello comunitario per l’accesso alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il programma PRIN finanzia progetti biennali che, per complessità e natura, richiedono la collaborazione di più unità di ricerca. Il PRIN vuole promuovere e sostenere il sistema nazionale della ricerca, rafforzare le interazioni tra università ed enti di ricerca e favorire la partecipazione italiana alle iniziative nell’ambito del Programma Quadro di ricerca e innovazione dell’Unione Europea.

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