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DIGITAL EUROPE WORK PROGRAMME – quarta tornata di bandi gestiti dall’Agenzia HaDEA

DIGITAL EUROPE WORK PROGRAMME 2023-2024

La Commissione europea, lo scorso 11 maggio 2023, ha annunciato la quarta tornata di inviti a presentare proposte per Europa Digitale, il programma che sostiene e accelera la trasformazione digitale dell’economia, dell’industria e della società europee per permettere ai cittadini, alle PA e alle imprese di beneficiare dei vantaggi della digitalizzazione.

La 4th Call del Digital Europe Work Programme 2023-2024 è ora attiva all’interno del “Funding and Tender Portal” della Commissione europea. Gestita dalla Digital Executive Agency – HaDEA, prevede un budget di 48,2 milioni.

GLI OBIETTIVI SPECIFICI TRATTATI DA HaDEA

Gli inviti saranno 6, e comprenderanno 14 topic. Nel dettaglio, HaDEA ne gestirà 3 che tratteranno i seguenti 5 topic:

  • Specific Objective 2 “Cloud, Data and Artificial Intelligence”: 

Topic 1. Passaporto digitale dei prodotti (DPP) (ID: DIGITAL-2023-CLOUD-DATA-04-DIGIPASS). Sostenere un’azione pilota che dimostri il funzionamento del DPP in un contesto, e su scala reale, in almeno due catene del valore (categorie di prodotti), con una preferenza per quelli con una catena di fornitura lunga e complessa e/o con problemi di riparazione, ricondizionamento e riciclaggio, come l’elettronica. Proponenti: Consorzi di enti pubblici, enti privati, compresi gli attori economici rilevanti, un minimo di 2 piccole e medie imprese (PMI), associazioni e associazioni rilevanti, ONG e organizzazioni di ricerca – 6 milioni;

  • Specific Objective 4 “Advanced Digital Skills”:

Topic 1. Rafforzare le competenze nei semiconduttori (ID: DIGITAL-2023-SKILLS-04-SEMICONDUCTORS). Questo topic ha l’obiettivo di incrementare il numero di studenti che scelgono discipline relative ai semiconduttori, al momento troppo ridotto per soddisfare la domanda del mercato del lavoro, aumentando così la visibilità e l’attrattiva degli studi e dei posti di lavoro in questo settore.
Le azioni possono riguardare la Rete di istruzione superiore o la Rete di formazione professionale.
I Proponenti dovrebbero realizzare:
– Campagne di comunicazione rivolte al pubblico;
– Eventi rivolti agli studenti delle scuole secondarie;
– Azioni per affrontare lo squilibrio di genere;
– Formazione per gli insegnanti di scuola secondaria;
Proponenti: consorzi con un buon equilibrio tra le imprese del settore e gli istituti di istruzione superiore o i fornitori di formazione professionale in Europa; possono farne parte organizzazioni di ricerca e tecnologia, centri di ricerca o fondazioni e qualsiasi altra istituzione attiva nel settore dei semiconduttori; devono inoltre comprendere organizzazioni in grado di organizzare eventi di comunicazione alle scuole pubbliche e secondarie – 10 milioni;

Topic 2. Rafforzare le competenze digitali dei giovani studenti, in particolare delle ragazze (ID: DIGITAL-2023-SKILLS-04-BOOSTINGDIGIT). Sarà finanziato un progetto che preveda:
1) la diffusione dell’iniziativa EU Code week in tutti gli Stati membri dell’UE, nei Paesi dell’EFTA e nei Paesi candidati.
2) l’incremento del numero di giovani, e in particolare ragazze, interessati a studiare le materie STEM e le TIC e/o a intraprendere una carriera digitale, attraverso iniziative strategiche
Partecipanti: il consorzio proponente deve essere composto da un minimo di 4 candidati stabiliti in quattro diversi paesi ammissibili, ciascuno dei quali assumerà il ruolo di leader in uno dei seguenti pilastri: Educazione, pedagogia e costruzione della comunità; Canali di comunicazione e social media; Sviluppo e gestione del sistema informativo – 6 milioni;

  • Specific Objective 5 “Accelerating the best use of technologies”:

Topic 1. Rete dei centri Internet più sicuro (SICs) (ID: DIGITAL-2023-DEPLOY-04-NETWORK-OF-SICs). I SIC forniscono informazioni sulla sicurezza online, risorse educative, strumenti di sensibilizzazione del pubblico e servizi di consulenza e segnalazione, attraverso linee telefoniche dedicate e hotline per bambini e ragazzi, genitori/accompagnatori, insegnanti ed educatori e altri professionisti che lavorano con i bambini.
Al fine di contribuire a creare fiducia nella trasformazione digitale questo bando sostiene l’attuazione della strategia Better Internet for Kids (BIK+); ciò comprende il sostegno alle priorità della Commissione, come il codice di condotta, il toolkit per la verifica dell’età e l’attuazione degli obblighi previsti dal Digital Services Act (DSA) – 10 milioni;

Topic 2. Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) – Hub nazionali e multinazionali (ID: DIGITAL-2023-DEPLOY-04-EDMO-HUBS). Questo bando mira a sostenere il lavoro degli hub nazionali e multinazionali indipendenti di EDMO (una delle iniziative dell’UE per arginare la disinformazione online), creati in parte nel quadro del Meccanismo per collegare l’Europa e in parte nel quadro di Europa Digitale, per i quali i finanziamenti termineranno alla fine del 2023 e nel 2024 – 10 milioni.

La scadenza per la presentazione delle proposte di progetto è fissata per il prossimo 26 settembre 2023.

Per maggiori informazioni, si prega di consultare il seguente LINK.

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Relazione sugli esiti della programmazione della politica di coesione 2021-2027

Un’Europa più intelligente e più competitiva

La Commissione europea ha pubblicato il documento di lavoro dei servizi della Commissione “Coesione 2021-2027: forgiare un’Unione sempre più forte – Relazione sui risultati della programmazione della politica di coesione 2021-2027.

IL RAPPORTO

Il rapporto mostra come la politica sosterrà investimenti per un totale di 545 miliardi di euro, di cui  378 miliardi di euro finanziati dall’UE, che favoriranno:

  • convergenza socioeconomica duratura
  • coesione territoriale
  • un’Europa sociale e inclusiva
  • una transizione verde e digitale fluida ed equa, assicurandosi che nessuno venga lasciato indietro

Nel complesso, i fondi della politica di coesione:

  • aumenteranno il  PIL dell’UE dello 0,5% entro la fine del periodo di attuazione;
  • sosterranno la creazione di 1,3 milioni di posti di lavoro;
  • forniranno molti più vantaggi alle regioni e ai cittadini dell’UE.

Pertanto, si contribuirà notevolmente a promuovere la ricerca e l’innovazione affrontando il divario digitale. 83.000 ricercatori  avranno accesso a strutture migliorate e 725.000 aziende saranno supportate nella loro crescita intelligente. 

La politica, inoltre, sosterrà la modernizzazione dei servizi pubblici, delle competenze e delle infrastrutture digitali, la digitalizzazione dei servizi pubblici e la trasformazione digitale delle imprese.

Una transizione più verde per un’economia a zero emissioni di carbonio e un’Europa resiliente

Gli investimenti verdi nelle azioni di mitigazione e adattamento del clima contribuiranno direttamente agli obiettivi del Green Deal europeo riducendo le emissioni nell’UE di almeno il 55%, entro il 2030, raggiungendo la neutralità climatica dell’UE entro il 2050.

Verrà inoltre fornito sostegno a progetti nei settori  dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Ciò svolgerà un ruolo particolarmente importante nell’attuazione di diverse azioni chiave nell’ambito del  piano REPowerEU. Ad esempio, si prevede che 32 milioni di m2 di edifici pubblici e 723.000 abitazioni miglioreranno le proprie prestazioni energetiche e verranno installati 9.555 MW di capacità aggiuntiva di energia rinnovabile. Anche l’acqua pulita e il miglioramento delle infrastrutture per le acque reflue raggiungeranno 16,4 milioni di persone in più.

In ultimo verrà sostenuta anche la mobilità urbana, installando 1.230 km di linee di tram e metropolitana nuove e modernizzate e 12.200 km di infrastrutture ciclabili, mentre 3.900 km di linee ferroviarie TEN-T saranno di nuova costruzione, potenziate, ricostruite o modernizzate.

Un’Europa più sociale e inclusiva

I fondi di coesione sono uno strumento per investire nelle persone per una crescita sociale e inclusiva, in linea con il  pilastro europeo dei diritti sociali.

Pertanto, i fondi di coesione miglioreranno anche l’integrazione e l’inclusione di oltre 3 milioni di persone, tra cui 600.000 appartenenti a gruppi emarginati come i Rom.

 Saranno sostenuti  1,7 milioni di alunni dell’istruzione primaria e secondaria e si prevede che quasi 3,5 milioni di persone studieranno in  strutture educative nuove o modernizzate.

Infine, la sanità e l’assistenza a lungo termine, comprese le infrastrutture e le attrezzature, beneficeranno di importanti anch’esse dei miglioramenti, mentre si prevede che 60 milioni di pazienti riceveranno consulenza medica o cure in strutture sanitarie nuove o modernizzate.

L’ambito Interreg

Infine, nell’ambito i fondi della cooperazione territoriale europea saranno investiti in progetti congiunti che coinvolgono più di 2 milioni di persone, 40.299 organizzazioni e 25.456 PMI.

Incanalata attraverso un approccio unico basato sul territorio , la politica aiuta tutte le regioni a sviluppare la propria competitività e migliorare il benessere sociale in tutto il territorio dell’UE, sostenendo anche la fornitura di servizi di base nelle aree meno sviluppate. Nei prossimi anni, più di 379 programmi su misura daranno forma al panorama socioeconomico delle nostre regioni. I lavori per la loro implementazione di successo sono già iniziati.

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13 maggio: giornata per la prevenzione del cancro orale

Più informazione ed efficienza nella diagnosi precoce del cancro della bocca

Si rinnova l’appuntamento con l’Oral Cancer Day, giornata di prevenzione del cancro orale, che si svolgerà il 13 maggio 2023. La campagna della Fondazione Andi, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, consentirà di prenotare una visita gratuita negli studi dentistici aderenti dal 15 maggio al 16 giugno. La visita prevede un controllo accurato di tutta la mucosa orale, allo scopo di rilevare la presenza di eventuali lesioni.

L’iniziativa

Nelle piazze delle principali città italiane, il 13 maggio, saranno allestiti info point dedicati a fornire ai cittadini tutte le informazioni sull’importanza di un controllo periodico della bocca, non soltanto per la salute dei denti. L’obiettivo di Fondazione Andi è “ridimensionare ulteriormente, attraverso una intercettazione precoce, i circa 9.000 casi di tumore del distretto cervico – facciale di cui oltre 4.000 del solo cavo orale che ogni anno colpiscono gli italiani”. Lo scenario epidemiologico è stabile ma con troppi casi diagnosticati in fase tardiva, quando le possibilità di trattamento sono minori e più invasive e la sopravvivenza a cinque anni è ridotta.

I FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO DEL CANCRO ORALE

Tra i fattori che contribuiscono a peggiorare lo scenario, i cittadini si recano meno frequentemente dal dentista, rinunciando ai controlli e non solo alle cure sia nell’ambito pubblico che in quello privato per effetto della minore capacità di spesa.

Inoltre, in aggiunta al fumo e all’alcol si fa strada prepotentemente il ruolo del Papilloma Virus (HPV) non solo negli adulti ma soprattutto nei giovani: più del 20% dei casi di cancro orale originano da questo.
L’odontoiatra sentinella deve essere non solo uno slogan…ma il ruolo professionale portante della nostra attività clinica”, conclude il presidente della Fondazione Andi Onlus, Evangelista Giovanni Mancini.

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La festa della mamma e il calo di nascite tra infertilità e divario di genere

Il calo di nascite

Il problema del calo delle nascite è ormai di strettissima attualità e solleva timori sul ricambio generazionale, ma anche su risvolti socio economici, poiché spesso il primogenito, arriva in età sempre più tardiva.

Per quanto riguarda il panorama italiano, il 2022 ha sancito il minimo storico delle nascite in Italia, -1,9% per 392.598 registrazioni all’anagrafe.

L’ INFERTILITà, IL RAPPORTO DELL’OMS

Una persona su sei nel mondo è affetta da infertilità nel corso della vita, lo dice un nuovo rapporto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

“Questo rapporto, il primo del suo genere in un decennio, rivela un’importante verità: l’infertilità non discrimina. Per milioni di persone in tutto il mondo, il percorso verso la genitorialità può essere difficile, se non impossibile… indipendentemente da dove vivono e dalle risorse di cui dispongono”

“L’enorme percentuale di persone colpite – aggiunge – mostra la necessità di ampliare l’accesso alle cure per la fertilità e garantire che questo problema non sia più messo da parte nella ricerca e nella politica sanitaria”. Direttore generale Tedros Ghebreyesus.

Secondo le stime dello studio, circa il 17,5% della popolazione adulta soffre di infertilità, con una variazione limitata nella prevalenza tra le regioni, stimata al 17,8% nei paesi ad alto reddito e al 16,5% nei paesi a basso e medio reddito. Per l’Oms, l’infertilità è una malattia del sistema riproduttivo maschile o femminile e “può causare un disagio significativo, stigma e difficoltà finanziarie, influenzando il benessere mentale e psicosociale delle persone”. Nonostante l’entità del problema, le soluzioni per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento dell’infertilità, comprese le tecnologie di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro, rimangono sotto finanziate e inaccessibili per molte persone a causa dei costi elevati, dello stigma sociale e della disponibilità limitata.

Attualmente, nella maggior parte dei paesi, i trattamenti per la fertilità sono in gran parte finanziati dalle persone colpite, spesso con costi finanziari devastanti. “Migliori politiche e finanziamenti pubblici possono migliorare significativamente l’accesso alle cure e proteggere le famiglie più povere dal cadere in ulteriore povertà”, afferma l’Oms. Il rapporto evidenzia inoltre una mancanza di dati in molti paesi ed esorta una maggiore disponibilità di dati nazionali sull’infertilità.

A tal proposito, lo scorso aprile a Roma, si è tenuto il VI° Congresso nazionale per la medicina della riproduzione, che ha trattato questo tema come fulcro del dibattito e del confronto, servendosi di tutte le figure professionali che ogni giorno lavorano con le coppie infertili per garantire la realizzazione del desiderio genitoriale. Inoltre, questo Congresso è stato anche un’occasione per ribadire l’importanza di una nuova legge, che superi l’ormai obsoleta legge 40/2004, che garantisca non solo la tutela degli operatori e dei pazienti della medicina e della biologia della riproduzione, ma anche la sicurezza delle pratiche cliniche e la loro umanizzazione.

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IL PUNTO DI VISTA DELLE “EQUILIBRISTE” AFFRONTA IL TEMA DEL DIVARIO DI GENERE E DELLE DIFFICOLTà DELLE FAMIGLIE

Save the Children, per l’8°anno consecutivo, pubblica in prossimità della Festa della Mamma, il rapporto intitolato “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2023”, che raccoglie dati importanti, tracciando un bilancio aggiornato delle molte sfide che le donne in Italia devono affrontare quando diventano mamme.

Dai dati emerge che il 12,1% delle famiglie con minori nel nostro Paese (762mila famiglie) sono in condizione di povertà assoluta, e 1 coppia con figli su 4 è a rischio povertà.

Anche il mercato del lavoro sconta ancora un gap di genere fortissimo. Nel 2022, pur segnando una leggera decrescita, il divario lavorativo tra uomini e donne si è attestato al 17,5%, ma è ben più ampio in presenza di bambini, oppure in situazioni di monogenitorialità.

Lo studio affrontato da Save the Children include anche l”’Indice delle Madri, elaborato dall’ISTAT, che raccoglie una classifica delle Regioni italiane stilata in base alle condizioni più o meno favorevoli per le mamme. L’Indice prende in considerazione la sfera del lavoro, della demografia e della scuola, della salute (mortalità infantile e consultori), della violenza sulle donne, della partecipazione politica a livello locale, oltre al grado di soddisfazione personale.

  • 1. La dimensione della Demografia: l’indice vede tra le regioni più virtuose la Provincia Autonoma di Bolzano (138,5), nettamente sopra valore di riferimento fissato a 100 e quella di Trento (114,5), seguite da Sicilia (112,8), Campania (111,1) e Calabria (106,8). Al contrario, Sardegna (78,5) e Basilicata, registrano tassi molto al di sotto del valore nazionale, occupando gli ultimi posti dell’Indice.
  • 2. La dimensione del Lavoro: l’Emilia-Romagna (109,1) e il Piemonte (108,9), la Valle d’Aosta (107,9) e la Lombardia (106,2), occupano i primi due posti nell’area Lavoro. Di contro, Sicilia (81), Basilicata (82,2) non forniscono dati incoraggianti sull’occupazione delle mamme e si trovano nella zona più bassa dell’Indice.
  • 3. La dimensione della Rappresentanza: per la percentuale di donne in organi politici a livello locale per regione, Umbria (128,4) e Veneto (123,4) occupano i primi due posti. In Basilicata (68,4) e Valle d’Aosta (80,3), invece, la rappresentanza femminile è ben al di sotto del valore di riferimento nazionale.
  • 4. La dimensione della Salute: spiccano regioni come Valle d’Aosta (140,9) con ben 40 punti in più valore di riferimento nazionale e la Provincia Autonoma di Bolzano (117,6), mentre Calabria (88,6) e Campania (91,4) si posizionano agli ultimi posti con valori al di ben sotto di quello di riferimento.
  • 5. La dimensione dei Servizi: le Province Autonome di Trento (131,3) e Bolzano (126,3), rispettivamente al primo e secondo posto nell’area Servizi, sono le regioni più virtuose per i servizi offerti alle mamme e ai loro bambini (asili nido, mense scolastiche, tempo pieno). Per quest’area, è la Sicilia (75,8) a posizionarsi all’ultimo posto preceduta da Campania (78,3), Calabria (80,4) e Puglia (82), regioni dove l’offerta di servizi è discontinua o assente.
  • 6. La dimensione della Soddisfazione soggettiva: nuovamente le Province Autonome di Bolzano (132,4) e Trento (125,7). Le regioni, invece, dove le mamme sono decisamente meno soddisfatte sono Calabria (82,1) e Sicilia (82,4).
  • 7. La Dimensione della Violenza: Basilicata (71,7) e Provincia Autonoma di Trento (84,2) si posizionano agli ultimi posti nell’area Violenza, precedute a stretto giro da Campania (84,8), Sicilia (85,9), Puglia (90,1) e Lazio (91,3). Le regioni più virtuose per quanto riguarda la presenza di centri antiviolenza e case rifugio sono invece Friuli-Venezia Giulia (131,7) e Provincia Autonoma di Bolzano (130,3).

Per visualizzare l’articolo completo, si prega di cliccare il seguente LINK.

ALCUNE INIZIATIVE PER LA FESTA DELLA MAMMA

  • In occasione del ventennale della nascita del Centro di fisiopatologia della riproduzione ex Asl To2, ora Fivet Asl Città di Torino, domenica 14 maggio terrà la giornata Check-up fertilità, che dalle 10 alle 16 dedicherà un incontro a donne, uomini e giovani coppie, per informare e formare riguardo al tema della fertilità.

Il Centro Fivet ASL Città di Torino intende in questo modo essere al fianco dei cittadini per tutti coloro che vorranno approfondire le tematiche della fertilità. Il personale Medico, Ostetrico, Biologo e Psicologico terrà i vari colloqui informativi. ( Per ulteriori informazioni si prega di cliccare il seguente LINK. )

  • La Fondazione AMI Prato assieme all’ASL Toscana Centro, con il patrocinio della Provincia e del Comune, e in collaborazione con molte altre realtà del territorio, promuoverà il “MAMIday” a Prato, evento ormai giunto alla sua 12esima edizione. L’evento vedrà una serie di iniziative che andranno in scena presso l’Ospedale Santo Stefano, fra incontri, laboratori, attività creative, alle quali possono partecipare le donne in gravidanza, le neo famiglie con bambini neonati e con bimbi più grandi fino a 10 anni. (Per ulteriori informazioni si prega di consultare il seguente LINK).
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lotta contro il cancro

TRANSCAN-3: lanciato il terzo bando traslazionale sull’epigenetica del cancro – 9 maggio 2023

La call sulla ricerca traslazionale sull’epigenetica del cancro

TRANSCAN-3 JTC 2023 ha lanciato la terza call per finanziare progetti di ricerca traslazionale sull’epigenetica del cancro uscita il 9 maggio 2023 e con due scadenze: la prima, per la presentazione delle proposte preliminari, nel luglio 2023, mentre la seconda, per la presentazione delle proposte complete, nel dicembre 2023.

I progetti dovranno migliorare l’efficacia dell’attuale rilevamento, diagnosi, prognosi e trattamento dei tumori attraverso lo sviluppo di nuovi approcci basati su una migliore comprensione dell’epigenetica del cancro.

gli OBIETTIVI CHE VUOLE RAGGIUNGERE Il BANDO

Nel contesto della ricerca traslazionale sul cancro, questo invito a presentare proposte comprende due obiettivi generali. Le proposte quindi, dovranno riguardare almeno uno degli obiettivi o sotto-obiettivi sotto indicati. Particolare attenzione dovrebbe essere data all’inclusione dell’equilibrio di genere al fine di intercettare le differenze di sesso/genere e considerare il ruolo di queste differenze nelle questioni affrontate.

Obiettivo 1) Il ruolo dell’epigenetica nell’insorgenza e nella progressione del cancro.

Questi studi possono mirare a convalidare nuovi biomarcatori basati sull’epigenetica per migliorare il rilevamento, la diagnosi, la prognosi dei tumori o la risposta alle terapie (utilizzando approcci innovativi sviluppati di recente, approcci multiomici, analisi unicellulari, organoidi derivati ​​dal paziente, xenotrapianti derivati ​​dal paziente, tumori campioni raccolti da coorti retrospettive e/o prospettiche di pazienti o studi clinici).

Obiettivo 2) Validazione di nuove strategie terapeutiche basate sull’epigenetica per limitare la progressione del cancro, prevenire ricadute/recidive o aumentare l’efficienza o ridurre la tossicità delle terapie antitumorali esistenti.

Atto a convalidare nuovi bersagli terapeutici (valutati negli studi traslazionali per quanto riguarda il loro impatto sull’efficacia del trattamento, la sicurezza e gli esiti riportati dai pazienti),studiando il potenziale utilizzo di modulatori epigenetici per superare la resistenza alle terapie antitumorali.

TRANSCAN-3 JTC 2023 finanzierà solo i progetti transnazionali presentati da consorzi di ricerca che coinvolgano un minimo di tre e un massimo di sei partner ammissibili provenienti da almeno tre paesi diversi. Ciascun consorzio deve coinvolgere almeno un team di ricerca di base o preclinica e un team clinico. Si raccomanda di includere un team di esperti in metodologia, biostatistica o bioinformatica. Inoltre, si incoraggia l’inclusione di gruppi di ricerca con sede in Ungheria, Lettonia, Slovacchia e Turchia. Se un consorzio include uno di questi paesi, il numero massimo di partner può essere portato a sette.

Il risultato atteso

L’esito atteso dell’invito TRANSCAN-3 è quello di migliorare l’efficacia dell’attuale rilevamento, diagnosi, prognosi e trattamento dei tumori stimolando soprattutto nuove collaborazioni tra ricercatori e clinici per sostenere progetti originali, di alta qualità, con un impatto clinico significativo.

I candidati avranno anche l’opportunità di aggiungere una sezione aggiuntiva per le attività di sviluppo delle capacità (con un budget separato associato, in conformità con le regole delle rispettive organizzazioni di finanziamento nazionali/regionali). Queste attività dovranno essere coerenti con gli obiettivi del progetto di ricerca e mirare a rafforzare la capacità del/i gruppo/i partecipante/i di eseguire il lavoro dettagliato nel piano di progetto nonché a migliorare, a lungo termine, la qualità e il potenziale della ricerca traslazionale eseguita dal/dai team.

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lotta contro il cancro

Il progetto UE – REBECCA: un supporto per la ricerca clinica nella lotta contro il cancro al seno.

LA PIATTAFORMA REBECCA

REBECCA è una piattaforma progettata per supportare il monitoraggio dettagliato e continuo dei malati di cancro al seno.

La piattaforma ha il compito di registrare i dati sul paziente, in particolare:

  • comportamento, compresa la dieta, l’attività fisica, il sonno e le tempistiche comportamentali quotidiane;
  • interazioni online che trasmettono lo stato cognitivo ed emotivo dei malati di cancro;
  • indicatori dell’ambiente di vita, compreso l’ambiente domestico e il contesto socio-economico;
  • anamnesi ed esiti medici dettagliati da cartelle cliniche elettroniche (EHR);
  • Misure di esito riferite dal paziente (PROM);

REBECCA – acronimo di “REsearch on BrEast Cancer induced chronic conditions supported by Causal Analysis of multi-source data”, è un progetto che mira quindi a sfruttare il potenziale dei dati del mondo reale per supportare la ricerca clinica e migliorare i flussi di lavoro clinici già esistenti.

In sostanza, i dati clinici esistenti sommati ai dati raccolti, tramite dispositivi mobili e indossabili che raccoglieranno la complessa gamma di comorbilità croniche sviluppate durante il recupero del cancro al seno, produrranno nuovi indici funzionali ed emotivi per ogni individuo e utilizzabili per esaminare lo stato del paziente stesso e la qualità della vita. REBECCA poi, utilizzerà questi indici per ottimizzare la cura del paziente e come risultati complementari durante la ricerca clinica.

La piattaforma sarà implementata nell’ambito di 7 studi clinici in 3 paesi, Norvegia, Spagna e Svezia, coinvolgendo oltre 650 persone, e contribuirà a definire le linee guida e le pratiche future per il trattamento post-tumorale. Le migliori pratiche risultanti dagli studi saranno divulgate a ricercatori, sanità pubblica e organismi di regolamentazione in tutta Europa.

L’impatto della ricerca clinica sui malati di cancro al seno

Università cliniche e tecnologiche, leader del settore, esperti di salute pubblica e associazioni di pazienti lavoreranno insieme per definire linee guida e pratiche per il trattamento post-cancro. REBECCA fornirà un’infrastruttura per il continuo progresso nell’uso della RWD al di là del progetto, facilitando l’adozione di massa della RWD come prezioso strumento di ricerca clinica e gestione dei pazienti.

Obiettivi:

REBECCA mira a sfruttare il potenziale dei dati del mondo reale (RWD), combinandoli con una piattaforma avanzata di gestione dei dati e metodologie innovative di modellazione dei dati causali, per migliorare la ricerca clinica sulle condizioni croniche complesse (CCC) e migliorare i risultati sanitari per i pazienti che hanno subito o sono ancora in trattamento primario per il cancro. Per realizzare la sua missione di Ricerca e Innovazione, nel corso di 4 anni REBECCA perseguirà diversi obiettivi, tra i quali:

  • Diffondere le metodologie del progetto, la tecnologia e i risultati dello studio a ricercatori, medici, enti sanitari pubblici e parti interessate dei settori farmaceutico e delle assicurazioni sanitarie in tutta Europa;
  • Sviluppare e attuare un piano per la sostenibilità e l’adozione dei risultati tecnici e metodologici del progetto da parte di medici e responsabili politici della sanità pubblica.

Applicazione REBECCA

Per raccogliere i dati, la piattaforma ha sviluppato un’applicazione che supporterà lo sviluppo di programmi di trattamento e piani di assistenza su misura da parte degli operatori sanitari.

L’app Paziente è un semplice sistema che registra il comportamento del paziente che può segnalare i propri sintomi tra cui affaticamento, dolore, memoria e perdita di concentrazione, nonché sintomi emotivi correlati a depressione, ansia e paura del ripetersi.

L’app Paziente è abbinata a un’app Companion appositamente progettata che consente anche alle persone vicine al paziente, come familiari e amici, di partecipare al processo di monitoraggio fornendo anch’essi dati sullo stato fisico ed emotivo del paziente. Ad ogni modo, il paziente può scegliere di non coinvolgere i propri compagni di vita nel processo di monitoraggio.

La protezione della privacy è una priorità assoluta per REBECCA che possiede a tal proposito funzionalità specifiche che garantiscono la protezione della privacy degli utenti finali come l’edge processing per la privacy e la protezione dei dati, il supporto per i filtri della privacy, l’apprendimento federato e gli scambi di dati sicuri tra paesi. Inoltre, REBECCA offre ai pazienti il ​​pieno controllo sulla tipologia e sui dettagli dei dati che verranno forniti.

Per maggiori informazioni su REBECCA, si prega di consultare il seguente LINK.

Per visualizzare la piattaforma del ProMIS dedicata alla “lotta contro il cancro” cliccare il seguente LINK.

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digital health

IHI lancia un webinar informativo per il Patient Pool – 11 MAGGIO ORE 10.30 – save the date!

IHI Patient Pool

IHI – “Innovative Health Initiative”, lancia un invito rivolto a chi desidera far parte del IHI Patient Pool , un gruppo di pazienti e caregiver informali che possono supportare le attività di IHI mettendo a disposizione la loro prospettiva, esperienza e competenza personale.

Per far parte dell’IHI Patient Pool, bisogna soddisfare i seguenti criteri di idoneità:

E’ possibile presentare la domanda per diventare membro dell’ IHI Patient Pool, fino all’ 8 giugno 2023 alle 17:00 CEST, attraverso il seguente LINK.

WEBINAR INFORMATIVO PER PREPARARSI ALL’IHI Patient Pool 

A tal proposito, IHI terrà un webinar previsto per giovedì 11 maggio dalle 10:30 alle 11:30 CEST (ora legale dell’Europa centrale/ora di Bruxelles). Il webinar sarà condotto dalla Scientific Officer di IHI Angelica Valente, che gestisce il Patient Pool.

Questa iniziativa è stata progettata e pensata per aiutare i potenziali candidati a preparare la loro manifestazione di interesse, infatti il webinar toccherà i seguenti punti:

  • Informazioni su IHI e perché stanno creando il pool di pazienti
  • Attività e compiti dei membri del pool di pazienti IHI
  • Cosa stanno cercando
  • Dettagli su come candidarsi

Infine ci sarà anche uno spazio dedicato alle domande e risposte.

Per iscriversi al webinar, si prega di cliccare il seguente LINK.

DIVENTARE MEMBRO DI IHI

IHI – “Iniziativa innovativa per la salute”, è un partenariato pubblico-privato dell’UE che finanzia la ricerca e l’innovazione nel campo della salute.

I membri del pool che IHI vuole ampliare, riceveranno aggiornamenti regolari sui risultati scientifici dei progetti in corso e avranno l’opportunità di essere coinvolti direttamente nelle attività di IHI. Ad esempio, IHI li potrà invitare come partecipanti o relatori a riunioni di progetto, eventi scientifici, webinar o corsi di formazione. Inoltre, l’ufficio del programma IHI può invitare i membri del pool, con conoscenze ed esperienze pertinenti, a valutare proposte di progetti o progetti in corso o a fornire input nelle discussioni sui futuri inviti.

Maggiori informazioni sui tipi di compiti che i membri del pool di pazienti possono essere chiamati a svolgere, nonché i dettagli del potenziale rimborso, sono disponibili nell’invito a manifestare interesse.

Per ulteriori informazioni sull’evento si prega di cliccare il seguente LINK.

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comunicazione in salute

L’importanza delle vaccinazioni contro il COVID-19 nel 2023

L’Interim sulla salute pubblica: considerazioni sulle vaccinazioni COVID-19 nel 2023

Il COVID-19 continua a colpire in modo sproporzionato gli anziani ed i soggetti con comorbilità di base. Ad ogni nuova ondata, i dati di sorveglianza dei paesi UE/SEE dal 2022 in poi, segnalano aumenti di ricoveri in ospedale, unità di terapia intensiva (ICU) e decessi nelle fasce di età che vanno dai 65-80 anni e oltre. Tuttavia, l’altezza dei picchi per questi indicatori è inferiore rispetto al periodo pre-Omicron. Allo stesso modo, la durata della degenza ospedaliera aumenta con l’età ed è più lunga nelle persone di età pari o superiore a 65 anni e in particolare in quelle di età pari o superiore a 80 anni.

In questa fase della pandemia, gli obiettivi principali delle campagne di vaccinazione contro il COVID-19 continuano ad essere la riduzione dei ricoveri, delle malattie gravi e dei decessi causati con la protezione dei sistemi sanitari.

IL COVID-19 OGGI

Nel 2022, tutti i paesi dell’UE/SEE hanno raccomandato la somministrazione di dosi di richiamo, principalmente per gruppi di popolazione con fasce di età pari o superiore a 60 anni, soggetti fragili e altri gruppi selezionati. Tuttavia, in generale, ogni successiva dose di richiamo aggiunta dalle campagne di vaccinazione mostra un calo di richiesta da parte della popolazione.

Nonostante sia stata rilevata solo una frazione di infezioni, la percentuale di casi COVID-19 segnalati, può essere ancora paragonata ai livelli riportati alla fine del 2020 e nel 2021, prima della circolazione di Omicron. Questo, suggerisce in realtà che la trasmissione di SARS-CoV-2 è ad oggi ancora in corso nell’UE/SEE con un rischio di esposizione elevato per i gruppi vulnerabili sopra citati.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che l’impatto della malattia è stato molto più elevato durante il periodo corrispondente alla tradizionale stagione influenzale. Infatti, le sotto-varianti del virus Omicron SARS-CoV-2 continuano a dominare il panorama virologico SARS-CoV-2 nell’UE/SEE e a livello globale. Nello dettaglio, diverse varianti, tenute sotto indagine (VUI), tra cui XBB.1.5, altri lignaggi XBB e CH.1.1; sono aumentate in proporzione ed in particolare XBB.1.5 è diventata la linea dominante entro marzo 2023.

L’IMPORTANZA DEI VACCINI DI RICHIAMO CONTRO IL COVID-19

I dati attualmente disponibili sull’efficacia del vaccino, in particolare di dosi di richiamo monovalenti e bivalenti, suggeriscono che gli individui che hanno ricevuto tutte le vaccinazioni hanno una protezione aggiuntiva in più contro il COVID-19. Inoltre, per l’efficacia dei vaccini bivalenti, è necessario un follow-up più lungo per determinare un effetto protettivo dilatato nel tempo.

A tal proposito, l’ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control – ha intrapreso uno studio matematico sulla base dell’epidemiologia osservata nei paesi UE/SEE, proponendo 2 diversi scenari: uno propone i risultati “protettivi” prodotti dalla somma di due campagne di richiamo, mentre l’altro quelli prodotti dall’applicazione di una sola dose di richiamo su una popolazione di età pari o superiore a 50 anni, e di età pari o superiore a 80 anni:

  • Applicazione di un solo richiamo autunnale: potrà prevenire circa il 21-32% del totale cumulativo di ricoveri correlati a COVID-19 di tutte le età in tutta l’UE/ Paesi SEE fino al 28 febbraio 2024, circa. I guadagni incrementali nella prevenzione saranno maggiori quando se si prendono di mira individui di età pari o superiore a 60 anni invece che di 80 anni e oltre. Tali guadagni non cambieranno se si prende di mira individui di età pari o superiore a 50 anni o superiore a 60 anni.
  • Combinazione di 2 campagne di richiamo, una primaverile ed una autunnale: può comportare un aumento sostanziale dell’impatto della vaccinazione (una riduzione stimata del 36-44% dei ricoveri), ma solo se la diffusione del vaccino è elevato per entrambe le campagne. Nello specifico, una bassa diffusione nella campagna primaverile seguita da un’elevata diffusione del vaccino nella campagna autunnale risulterebbe solo marginalmente diversa rispetto ai risultati ottenuti da una sola campagna autunnale. Ciò significa che, affinché la campagna primaverile sia efficace a livello di popolazione è importante raggiungere un’elevata diffusione del vaccino.

Attualmente, quattro paesi UE/SEE hanno pubblicato il loro approccio/raccomandazioni per le campagne di vaccinazione COVID-19 per il 2023, promuovendo le campagne di vaccinazione primaverili; mentre per la vaccinazione autunnale, solo due paesi hanno preannunciato campagne rivolte a gruppi vulnerabili.

Per maggiori informazioni sul monitoraggio dell’efficacia, dell’impatto e della sicurezza del vaccino, si prega di consultare il seguente LINK.

CONCLUSIONI

Infine, per ridurre l’impatto del COVID-19, i paesi dovrebbero pianificare un’introduzione continua dei vaccini COVID-19, in particolare durante la stagione autunno/inverno, tenendo presente le seguenti considerazioni:

  • Il target su cui concentrare gli sforzi e la protezione è quello che interessa gli individui di età superiore ai 60 anni, compresi i soggetti vulnerabili indipendentemente dall’età;
  • Per massimizzare la protezione individuale, dovrebbe essere presa in considerazione anche l’offerta della vaccinazione COVID-19 durante la primavera del 2023 alle persone di età superiore agli 80 anni e ad altri adulti vulnerabili, indipendentemente dall’età;
  • Per le campagne di vaccinazione autunno/inverno, i paesi dovrebbero prendere in considerazione campagne di vaccinazione combinate contro COVID-19 e influenza, poiché questo approccio potrebbe essere più efficiente in termini di amministrazione, logistica e costi.
  • Se viene intrapresa una campagna di vaccinazione primaverile contro il COVID-19, dovrebbe esserci un tempo adeguato tra la campagna primaverile e quella autunnale.
  • Lo Strategic Advisory Group of Experts on Immunization (SAGE) dell’OMS, ha definito i gruppi ad alta, media e bassa priorità per la continuazione della vaccinazione contro il COVID-19 rispetto all’attuale scenario epidemiologico. Nel dettaglio, SAGE raccomanda una dose di richiamo aggiuntiva per i gruppi ad alta priorità, sei o 12 mesi dopo l’ultima dose, con il lasso di tempo che dipende da fattori come l’età e la condizione di immunocompromissione;
  • Nel complesso, le decisioni a livello nazionale relative alla vaccinazione COVID-19 per il 2023 continueranno a dipendere da una serie di fattori chiave in evoluzione, come la specifica situazione epidemiologica nazionale, la possibile evoluzione del virus, la disponibilità di vaccini (compresi i vaccini aggiornati), l’efficacia del vaccino e protezione nel tempo, prove sull’effetto di richiami ripetuti, grado di immunità ibrida nella popolazione, adozione prevista del vaccino in diversi gruppi di età, accettazione del vaccino e capacità dei sistemi sanitari di fornire vaccinazioni nel contesto di altre priorità di sanità pubblica concorrenti durante la fase post-pandemia;

DISSEMINARE ED INFORMARE, IL COMPITO DELLE CAMPAGNE VACCINALI

Promuovere le campagne di richiamo per la vaccinazione contro il COVID-19 diventa difficile nel contesto odierno, poiché il “ritorno alla normalità” ha creato un calo dell’interesse nella popolazione. Devono essere identificati i fattori che portano al calo della diffusione dei vaccini, anche nelle popolazioni precedentemente disposte a essere vaccinate. Le future campagne di vaccinazione potrebbero prendere in considerazione lo sviluppo di una comunicazione mirata, concentrando gli sforzi sul raggiungimento dei soggetti ad alta priorità fornendo informazioni chiare su quali sono i gruppi a cui si raccomanda la vaccinazione, il tipo di vaccino disponibile e le giuste tempistiche da applicare tra una dose e la successiva, ricordando perché è importante rimanere aggiornati con le vaccinazioni.

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La Comunità Europea propone la più ampia riforma della legislazione farmaceutica

La nuova riforma  della legislazione farmaceutica

Il 26 aprile la Commissione ha proposto una riforma della legislazione farmaceutica dell’UE, allo scopo di renderla più agile, flessibile e adeguata alle esigenze dei cittadini e delle imprese dell’UE.

La revisione richiesta vuole migliorare la disponibilità e l’accessibilità dei medicinali, anche in termini di prezzi. Sosterrà inoltre l’innovazione e darà slancio alla competitività e all’attrattiva dell’industria farmaceutica dell’UE promuovendo al contempo i parametri ambientali più elevati.

Infine, verranno riviste anche le direttive per quanto riguarda i medicinali per uso pediatrico e per le malattie rare.

Gli obiettivi principali:
  • creare un mercato unico dei medicinali, garantendo a tutti i pazienti nell’intera UE un accesso tempestivo ed equo a medicinali sicuri, efficaci e a prezzi accessibili;
  • continuare a offrire un quadro attraente e favorevole all’innovazione per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di medicinali in Europa;
  • ridurre drasticamente gli oneri amministrativi accelerando fortemente le procedure e velocizzando il rilascio delle autorizzazioni per i medicinali in modo che queste giungano più rapidamente ai pazienti;
  • migliorare la disponibilità e garantire che i medicinali possano essere forniti sempre ai pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell’UE;
  • contrastare la resistenza antimicrobica e la presenza di farmaci nell’ambiente seguendo un approccio “One Health”;
  • migliorare la sostenibilità dal punto di vista ambientale dei medicinali.

Le proposte legislative saranno trasmesse al Parlamento europeo e al Consiglio.

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LA RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO CONTRO LA RESISTENZA ANTIMICROBICA

Assieme alla riforma, la Commissione, presenta anche una proposta di raccomandazione del Consiglio per intensificare la lotta contro la resistenza antimicrobica (AMR) grazie al cosiddetto approccio “One Health”.

L’AMR è la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti antimicrobici, in particolare agli antibiotici, ed ha un impatto diretto sulla salute umana e animale. Questa, comporta un pesante onere economico a causa dei costi elevati delle cure e della minore produttività causata dalla malattia. La resistenza antimicrobica è responsabile di circa 33.000 decessi all’anno nell’UE e si stima inoltre che costi all’UE 1,5 miliardi di euro all’anno.

A tal proposito la lettera d’incarico alla commissaria Stella Kyriakides definisce la necessità di affrontare l’aumento e/o il ritorno di malattie altamente infettive, sottolineando l’importanza di concentrarsi sulla piena attuazione del piano d’azione europeo “One Health”, al fine di collaborare con i partner internazionali per sostenere un accordo globale sull’uso degli antimicrobici e sull’accesso agli stessi.

“Oggi aggiungiamo un’altra colonna portante all’Unione europea della salute. Le proposte che presentiamo intendono garantire che i medicinali giungano ai pazienti in tutta l’Europa in modo tempestivo ed equo. Grazie a questa riforma l’Europa si mantiene attraente per l’attività imprenditoriale e la nostra industria farmaceutica si conferma potenza globale nel campo dell’innovazione. La costruzione del mercato unico dei medicinali è una necessità sia per i nostri cittadini che per le nostre imprese.”

Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare – 26/04/2023

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ERA-LEARN Workshop – Synergies with Cohesion Policy Funds – 10 maggio 2023

Synergies with Cohesion Policy Funds – Workshop

ERA-LEARN, piattaforma di supporto per la comunità dei partenariati di R&I, organizza un WORKSHOP online, intitolato “Synergies with Cohesion Policy Funds”, previsto per il 10 maggio 2023 dalle ore 10:00 alle 12:30 CET.

Il webinar mira a creare uno spazio di discussione e apprendimento, con focus sulle sinergie che si possono attuare con i fondi della politica di coesione.

L’evento è rivolto a Coordinatori e beneficiari di Partenariati Europei, Regioni, Autorità di Gestione. ProMIS, il cui personale parteciperà anche in funzione di speaker, fornirà successivamente agli stakeholder una relazione dell’evento.

PROGRAMMA:

  • Saluti e Introduzione
  • Panoramica dei partenariati europei
  • Sinergie dei fondi europei: a cosa servono le sinergie e nota orientativa sulle sinergie comunitarie
  • Implementazione del partenariato europeo: SRIA e bandi congiunti transnazionali: come aderire al partenariato europeo sfruttando il bando congiunto transazionale.
  • Esperienze di sinergie: apprendimento reciproco
  • Discussione moderata via chat
  • Conclusione e prospettiva

Per registrarsi all’evento, si prega di cliccare il seguente LINK.

 

Qualche pillola su ERA-LEARN

ERA-LEARN è una piattaforma di supporto per la comunità dei partenariati di R&I, finanziata come azione di supporto (CSA) da HORIZON 2020.

Il progetto è un’iniziativa di 4 anni (2018-2022), che fa seguito al suo predecessore ERA-LEARN 2020. Per conto della Commissione europea, la piattaforma gestisce un database con tutte le iniziative di partenariato, i relativi bandi e progetti fornendo studi e analisi su cluster tematici, internazionalizzazione, ecc… .

Inoltre, supporta fornendo informazioni e servizi generali sulle iniziative di partenariato per la R&I le organizzazioni che finanziano la ricerca stessa, responsabili politici ed i ricercatori.

Infine, la piattaforma è coordinata da un consorzio internazionale supportato da un comitato consultivo .

Per maggiori informazioni, si prega di cliccare sul seguente LINK.