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Evento OMS, OMPI e OMC: Simposio sulla resistenza agli antimicrobici, l’innovazione e l’accesso

L’OMS, l’OMPI e l’OMC terranno l’11 dicembre 2025 il 12° Simposio tecnico di cooperazione trilaterale sulla resistenza agli antimicrobici per esaminare il panorama dell’AMR, le lacune in materia di innovazione e accesso, gli strumenti giuridici e commerciali pertinenti e le sfide relative all’approvvigionamento, con un discorso di apertura dei tre direttori generali. L’AMR rimane una grave minaccia globale che richiede un approccio coordinato e multidisciplinare; l’evento pubblico ibrido si terrà a Ginevra e online dalle 10:00 alle 16:30. Le iscrizioni chiudono oggi 9 dicembre 2025.

Il 12° Simposio tecnico di cooperazione trilaterale

Il 12° Simposio esplorerà il panorama dell’AMR e il suo impatto sulla salute e sul piano socioeconomico; le sfide e le opportunità nel colmare le lacune in materia di innovazione antimicrobica e accesso; come gli strumenti giuridici e politici, compresi la proprietà intellettuale e altri incentivi, possano sostenere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’accesso equo; e come le regole commerciali e le dinamiche di mercato possano affrontare le carenze e rafforzare la produzione e le catene di approvvigionamento. I direttori generali delle tre organizzazioni apriranno il Simposio, seguito da tre sessioni tecniche che tratteranno di sanità pubblica, proprietà intellettuale e commercio.

L’AMR è una grave minaccia globale, che ha causato 1,14 milioni di decessi nel 2021 e che è in aumento in tutto il mondo, soprattutto nei paesi a basso reddito. Essa comporta rischi economici significativi, con potenziali perdite del PIL globale fino al 3,8% entro il 2050. Affrontare l’AMR richiede un approccio multidisciplinare che sostenga l’innovazione attraverso un sistema equilibrato di proprietà intellettuale, garantisca un accesso equo a livello globale, promuova il commercio aperto affrontando al contempo la sicurezza sanitaria e rafforzi le catene di approvvigionamento sostenibili.

Il simposio si svolgerà dalle 10:00 alle 16:30 (CET) in formato ibrido presso il Centre de Conférence de Varembé dell’OMPI, a Ginevra. L’evento è pubblico, si terrà in inglese e seguirà un programma dettagliato. Le iscrizioni chiudono il 9 dicembre 2025.

 

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Salute Globale

OMS: Nuovo rapporto sulla resistenza agli antibiotici

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il nuovo “Global antibiotic resistance surveillance report 2025”, che segnala un aumento preoccupante della resistenza ai trattamenti antibiotici più diffusi.

Nel 2023, un’infezione batterica su sei tra quelle più comuni è risultata resistente agli antibiotici. Tra il 2018 e il 2023, oltre il 40% delle combinazioni patogeno-antibiotico monitorate ha registrato un incremento della resistenza.

I dati globali OMS: resistenza più elevata in Asia e nel Mediterraneo orientale

Il fenomeno è particolarmente critico nelle regioni del Sud-Est asiatico e del Mediterraneo orientale, dove una su tre infezioni non risponde più ai trattamenti antibiotici standard. In Africa, la quota raggiunge una su cinque.

L’OMS sottolinea che la diffusione della resistenza è più rapida nei Paesi con limitata capacità di diagnosi e trattamento, aggravando la vulnerabilità dei sistemi sanitari.

Progresso nella sorveglianza, ma dati ancora insufficienti

La partecipazione al sistema di sorveglianza GLASS (Global Antimicrobial Resistance and Use Surveillance System) è quadruplicata, passando da 25 Paesi nel 2016 a 104 nel 2023. Tuttavia, quasi la metà non ha ancora trasmesso dati completi e molti mancano di sistemi di raccolta affidabili.

L’OMS richiama gli Stati a rafforzare i sistemi di laboratorio e la capacità di analisi, in linea con la dichiarazione politica sull’antimicrobico-resistenza adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2024, che promuove un approccio One Health, integrato tra salute umana, animale e ambientale.

Prospettive e strumenti digitali

L’OMS invita tutti i Paesi a fornire dati di alta qualità sull’uso e la resistenza antimicrobica entro il 2030, ampliando la copertura geografica e migliorando la condivisione delle informazioni.
Il rapporto è accompagnato da un cruscotto digitale aggiornato sul portale GLASS, che consente di consultare sintesi globali, profili nazionali e dati sull’uso degli antimicrobici e sull’evoluzione della resistenza.

 

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digital health

EUP OHAMR: sottoposta la proposta per il nuovo partenariato contro la resistenza antimicrobica

La Joint Programming Initiative on Antimicobial Resistance – JPIAMR, un’iniziativa coordinata a livello globale che racchiude 29 paesi, ha presentato alla Commissione Europea la proposta per un nuovo partenariato denominato One Health AMR (OHAMR), che ha l’obbiettivo di affrontare la resistenza antimicrobica (AMR), con un approccio One Health.

Il partenariato, inquadrato nel programma Horizon Europe, è frutto della collaborazione tra la Commissione Europea e gli Stati membri, e rappresenta uno sforzo congiunto per integrare i settori di salute umana, animale e ambientale nella lotta contro l’AMR.

Programma dei lavori di OHAMR

Secondo il cronoprogramma ufficiale, il partenariato è in fase avanzata di sviluppo. Tra il 2021 e il 2023, sono stati identificati gli obiettivi di ricerca e innovazione, con la definizione del quadro d’azione e del Roadmap. Nel 2024, il consorzio ha dapprima finalizzato la SRIA, il documento che racchiude la Strategia di Ricerca e Innovazione (SRIA) nel mese di agosto ed ora ha presentato la proposta finale.

Il lancio del primo bando e delle attività è previsto per il 2025, segnando l’inizio operativo del partenariato e della distribuzione dei fondi.

Come si compone il Partenariato OHAMR

Il consorzio coinvolge 51 organizzazioni da 28 paesi che, insieme alla Commissione, hanno impegnato un finanziamento di oltre 340 milioni di euro per i prossimi dieci anni. Il partenariato si concentrerà sul coordinamento delle attività di ricerca sul tema, sul potenziamento delle infrastrutture e sull’integrazione della conoscenza scientifica per supportare i responsabili politici e ridurre i gap.

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