Categorie
Salute Globale digital health

METEOR: conferenza UE su clima, salute e ambiente

Il 25 novembre 2026 si terrà a Bruxelles, presso il Residence Palace (con possibilità di partecipazione online), la conferenza “METEOR conference on Health, Environment, Climate: an EU agenda to reduce the burden of disease and inequalities”, dedicata al legame tra salute e ambiente. L’evento è organizzato dai progetti di ricerca BEST-COST e UBDPolicy insieme ai partner del METEOR cluster, un cluster di ricerca Horizon Europe che ha compiuto progressi significativi nella valutazione del costo sanitario dell’onere di malattia legato all’ambiente.

Il peso sanitario persistente e crescente derivante dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici non riguarda solo i singoli individui e le comunità, ma anche la società nel suo complesso. L’inquinamento atmosferico causa decessi prematuri e contribuisce all’aggravamento di patologie croniche, tra cui l’asma e altre malattie respiratorie. Tuttavia, gli effetti dell’inquinamento non si fanno sentire in modo uniforme: chi vive in prossimità di strade trafficate nelle città o i cittadini degli Stati membri dell’Europa orientale sono esposti a un rischio maggiore. La revisione intermedia del piano UE Zero Pollution Plan sottolinea inoltre come un ambiente pulito sia anche una condizione chiave per un’economia competitiva e sostenibile, viste ad esempio le perdite di produttività legate all’esposizione all’inquinamento.

Un’agenda UE su salute e ambiente al 2030

La conferenza, di alto livello, riunirà decisori politici europei, nazionali e locali, scienziati, esperti di salute e organizzazioni della società civile per presentare le evidenze più recenti sui costi sanitari dell’inquinamento e discutere la strada da percorrere verso un’agenda UE 2030 su salute e ambiente, che investa nella salute delle persone, riduca i costi delle malattie e le disuguaglianze.

Tra i relatori confermati figurano Leena Ylä-Mononen, Direttrice esecutiva dell’Agenzia europea dell’ambiente, Sir Andy Haines, docente alla London School of Hygiene & Tropical Medicine e Chief Scientist della WHO Pan-European Commission on Climate and Health, Veronica Manfredi, Direttrice della DG Environment della Commissione Europea, Robb Butler, docente alla London School of Economics e Rappresentante Speciale dell’OMS per clima e salute, oltre a rappresentanti della DG EMPL, di POLIS e dell’All Island Institute of Public Health irlandese.

La conferenza è riconosciuta come evento associato alla Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione Europea 2026, e metterà in luce i principali risultati e raccomandazioni di policy emersi dai progetti di ricerca su salute e ambiente, per proteggere la salute delle persone e del pianeta.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

Categorie
Altro

7ma Conferenza Ministeriale OMS su Ambiente e Salute: pubblicata la Dichiarazione di Budapest

Nell’ambito del processo europeo di Salute ed Ambiente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità diede vita alla fine degli anni ’80 ad un’iniziativa che prese il nome di Conferenza ministeriale sull’ambiente e la salute. L’evento si svolge ogni sette anni e vede il coinvolgimento dei ministri dell’ambiente e della salute di tutti i 53 paesi che prendono parte alla regione europea dell’OMS.

Giunta alla sua settima edizione, la Conferenza ministeriale dell’OMS sull’ambiente e la salute assumeva particolare rilevanza perché cade nel momento cruciale della ripresa alla luce della pandemia da Covid-19. L’aggravamento della crisi climatica ha generato impatti importanti e diseguali sulla salute, affliggendo soprattutto le comunità più vulnerabili ed esposte.

Al termine della conferenza è stata adottata la Dichiarazione di Budapest, documento congiunto che prevede un impegno sottoscritto dagli Stati Membri ad agire sulle sfide sanitarie legate alle minacce del cambiamento climatico, dell’inquinamento ambientale e dell’aria, nonché alla perdita di biodiversità.

I dati allarmanti imponevano un testo che fosse ambizioso e quanto più coercitivo nei confronti degli stati membri. Ogni anno infatti, si stima che solo nei 53 paesi che prendono parte all’OMS Europa ci siano 1,4 milioni di decessi collegati al rischio ambientale generalmente inteso, dovuto anche alle diseguaglianze sanitarie e sociali che il quadro attuale ha esacerbato.

Oltre a questo imponente numero di morti evitabili, che rappresentano il 15% del totale, si stima anche come 77 milioni di persone nella regione non avessero accesso ad acqua potabile sicura nel 2020, come le ondate di calore abbiano portato solo nella scorsa estate a più di 20.000 decessi confermati e come parte delle soluzioni previste nelle SDGs dell’agenda 2030 stiano procedendo molto a rilento.

I pregi della 7ma Conferenza Ministeriale e della Dichiarazione di Budapest

Il testo della Dichiarazione di Budapest è molto ambizioso; afferma e ribadisce l’impegno dei paesi ad accelerare su una serie di iniziative strutturali verso una transizione che permetta la creazione di società sane, resilienti, eque e sostenibili. Vi è una tabella di marcia ben dettagliata che illustra nel dettaglio i passi da compiere nel settennato che precede la fatidica data del 2030. Dal punto di vista della dimensione attuativa, La conferenza ministeriale prevede la creazione di un meccanismo di partenariati, gli EHP Partnership, che possa facilitare l’attuazione sinergica degli obiettivi firmati.

 

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.