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Apertura dei bandi 2022 del programma Digital Europe

Il 17 maggio 2022 è la data di scadenza per presentare le proposte progettuali nell’ambito dei topic 2022 del Programma Digital Europe.

La presentazione delle domande aprirà il prossimo 22 febbraio 2022Il budget totale disponibile per i tre bandi è di € 87 milioni.

I topi aperti sono i seguenti

  1. Data for Cultural Heritage
  2. Advanced Digital Skills Short term training courses
  3. European Blockchain Services Infrastructure – Deployment of services
  4. Blockchain Standardisation
  5. European Digital Identity Framework
  6. Security (law enforcement)-AI based pilots.

Maggiori informazioni sui bandi e le rispettive scadenze sono disponibili nella pagina dedicata del sito web di HaDEA, accessibile cliccando sotto su “ulteriori dettagli”.

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La pagina del Ministero della Salute dedicata al Programma Nazionale Equità nella Salute

Il Ministero della Salute ha pubblicato una sezione sul proprio sito in merito alla promozione del primo Programma Nazionale Equità nella Salute (PN), che risulta all’interno dello schema di Accordo di Partenariato relativo alla Programmazione della politica di coesione 2021-2027 attualmente in fase di negoziazione con i servizi della Commissione europea.

Il PN è rivolto a sette regioni del Mezzogiorno – Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – e mira a favorire l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari delle fasce della popolazione in condizioni di vulnerabilità.

Gli obiettivi del Programma sono:

  • contrastare la povertà sanitaria
  • prendersi cura della salute mentale
  • il genere al centro della cura
  • maggiore copertura degli screening oncologici.

I finanziamenti per le azioni saranno sostenuti dal Fondo Sociale Europeo Plus per € 375.000.000 e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per € 250.000.000.

Per maggiori informazioni cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

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Pubblicata l’8a relazione sulla politica di coesione

Si intitola “Cohesion in Europe towards 2050” la relazione, che viene pubblicata ogni tre anni da parte della Commissione europea, che illustra i più importanti cambiamenti a livello di disuguaglianze territoriali nel corso del decennio passato e il modo in cui le politiche hanno modificato tali disparità. Essa sottolinea l’importanza delle transizioni verde e digitale per gli anni a venire.

Dalla relazione emerge come, grazie alla sua flessibilità, la politica di coesione abbia fornito un sostegno indispensabile agli Stati e alle autorità regionali e locali “nel contesto dei rallentamenti economici e della peggiore crisi degli ultimi anni”. Si è ridotto il divario relativo al PIL, grazie alla crescita delle regioni più povere dell’Europa Orientale, spinta da una trasformazione strutturale, in particolare da un passaggio dell’occupazione dall’agricoltura a settori dal valore aggiunto maggiore.

Tuttavia, le disparità regionali in termini di occupazione restano maggiori rispetto a prima del 2008, in particolare i tassi di occupazione nelle regioni meno sviluppate restano molto più bassi rispetto a quelli delle regioni più sviluppate.

Riguardo la sanità è emerso come le disuguaglianze in materia di salute si siano ridotte. L’aspettativa di vita è aumentata più velocemente nelle regioni meno sviluppate nell’ultimo decennio rispetto alle altre regioni. Tuttavia, la pandemia ha ridotto l’aspettativa di vita nel 2020 in quasi tutti gli Stati, mettendo anche evidenza le differenze regionali nella capacità sanitaria.

Nelle previsioni per il futuro, la relazione sottolinea la necessità di accompagnare le transizioni verde e digitale a una chiara visione territoriale delle modalità di gestione di questi processi e un’attuazione ambiziosa del pilastro europeo dei diritti sociali.

Tra gli strumenti da sviluppare che la Commissione ricorda vi è il rafforzamento delle complementarità all’interno di altre politiche UE. L’approccio delle sinergie nel bilancio dell’UE, incentrato su fattori produttivi e flussi finanziari, deve focalizzarsi di più sulle reali complementarità politiche. In particolare, “Occorre dare una dimensione regionale specifica a nuovi settori di intervento, quali le interdipendenze strategiche, la politica sociale per il clima e le alleanze industriali europee, nei quali la politica di coesione potrebbe assumere una rilevanza particolare”.

Tra gli impatti che la politica di coesione ha avuto negli ultimi anni vi è anche quello sulla salute. Specie negli Stati meno sviluppati, una parte significativa del finanziamento del FSE è servita a sostenere servizi sanitari, mentre gli investimenti del FESR hanno finanziato edifici e attrezzature. Alcune valutazioni hanno riscontrato che i progetti in questione hanno aumentato l’accesso all’assistenza sanitaria e ne hanno migliorato la qualità. In Lituania, ad esempio, si è notato come i progetti finanziati abbiano contribuito a ridurre la mortalità per malattie cardiovascolari e suicidio.  La relazione sarà al centro dell’8° Forum sulla coesione che si terrà il mese prossimo (17-18 marzo 2022).

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Approvato il nuovo regolamento per rafforzare i poteri dell’EMA

Al fine di gestire meglio le future crisi sanitarie, affrontando più efficacemente le scorte di medicinali e dispositivi medici, il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno approvato il nuovo regolamento sul funzionamento dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Grazie a questa riforma l’EMA sarà meglio attrezzata per monitorare e mitigare le carenze di medicinali e dispositivi medici considerati critici per affrontare le emergenze di salute pubblica. Saranno creati due “gruppi direttivi sulle scorte”, rispettivamente per i medicinali e i dispositivi medici, e l’EMA creerà e gestirà la piattaforma europea di monitoraggio delle scorte per facilitare la raccolta dei dati.

Tutti gli attori della catena di approvvigionamento saranno coinvolti più da vicino, compresi i pazienti e i professionisti del settore medico, così come i titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio, i distributori all’ingrosso o qualsiasi altra parte interessata del settore sanitario.

Il testo approvato è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore a partire dal 1° marzo 2022.

 

“Per ulteriori informazioni cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

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1,7 miliardi offerti nel WP 2022 del programma European Innovation Council

La Commissione ha adottato ieri 9 febbraio il programma di lavoro 2022 del Consiglio europeo per l’innovazione (CEI). Il programma offre opportunità di finanziamento del valore di oltre 1,7 miliardi di € nel 2022 per la creazione di nuovi mercati, ad esempio nei settori della computazione quantistica, delle batterie di nuova generazione e della terapia genica.

Varato nel marzo 2021 come una delle principali novità del programma Horizon Europe, il Consiglio europeo per l’innovazione (CEI) dispone di un bilancio totale di oltre 10 miliardi di € per il periodo 2021-2027.

Per il 2022 i finanziamenti sono così suddivisi:

  • 350 milioni di € per lo strumento “Pathfinder del CEI”, destinato ai gruppi di ricerca multidisciplinari affinché si dedichino a ricerche futuristiche con potenzialità tecnologiche rivoluzionarie. Una specifica sfida è proprio quella sanitaria. Si tratta dell’EIC Pathfinder Challenge: Towards the Healthcare Continuum: technologies to support a radical shift from episodic to continuous healthcare, che mira a sviluppare sistemi e tecnologie a partire da un TRL molto basso per il monitoraggio non intrusivo della salute umana (con nuove modalità di imaging, implementando monitoraggi continui e personali), l’elaborazione e l’analisi dei dati per identificare i segni precoci delle malattie e l’applicazione di metodologie HTA.
  • 13 milioni di € per la Transizione del CEI, che mira a trasformare i risultati della ricerca in opportunità di innovazione e sarà incentrata sui risultati ottenuti dai progetti dello strumento Pathfinder e dai progetti di prova concettuale del Consiglio europeo della ricerca al fine di perfezionare le tecnologie e sviluppare un interesse commerciale per applicazioni specifiche.
  • 1,16 miliardi di € per l’acceleratore del CEI, destinato a start-up e PMI per sviluppare e ampliare le innovazioni a forte impatto potenzialmente in grado di creare nuovi mercati o rivoluzionare quelli esistenti.

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Il progetto INCARE lancia un questionario sulle esperienze, attitudini e aspettative sull’assistenza a lungo termine

Il progetto INCARE, coordinato dal Centro Europeo per la Ricerca sulle Politiche Sociali e che mira a promuovere approcci partecipativi, innovativi e integrati alle politiche di assistenza a lungo termine (LTC) e allo sviluppo dei servizi, ha lanciato nel proprio sito un breve questionario online relativo da compilare anche in italiano.

Lo scopo dello studio InCare è quello di capire come le persone vedono l’assistenza agli anziani e come valutano i sistemi di assistenza a lungo termine, al fine di progettare sistemi di supporto migliori per gli anziani con bisogni di assistenza, le loro famiglie e le comunità.

I risultati di questo studio saranno usati per aumentare la consapevolezza delle sfide affrontate dagli anziani con necessità di assistenza e dalle loro famiglie, e per sostenere politiche che garantiscano l’accesso ad una assistenza a lungo termine di buona qualità per tutti.

La compilazione del questionario è aperta a tutte le persone con età maggiore di 18 anni. 

A questo link trovate il questionario da compilare in italiano: https://lse.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_6nc3RoO51iB0Bng

Per maggiori informazioni è possibile cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

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Le politiche sull’invecchiamento creano conflitti tra generazioni?

Il 01 Febbraio 2022 si è tenuto il webinar dal titolo “Is the politics of ageing creating conflict between generations?“. Si tratta del terzo di 3 appuntamenti organizzati dall’Osservatorio europeo sui sistemi sanitari e le politiche sanitarie (European Observatory on Health Systems and Policies) sul rapporto tra invecchiamento della popolazione europea e sostenibilità dei sistemi sanitari.

Dal webinar è emerso che l’invecchiamento della popolazione è spesso presentato come una sfida che può essere affrontata solo smantellando lo stato sociale. Molti credono che gli anziani costituiscano anche un gruppo di interesse capace di fare pressione sui politici per ottenere maggiori benefici per sé stessi a spese delle altre generazioni. Il problema è però politico e la sfida è creare politiche eque, sostenibili ed efficaci per le persone di tutte le età.

È possibile consultare la sintesi dell’appuntamento tra i documenti allegati.

Per rivedere il webinar cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

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Il 31 gennaio 2022 è entrato in vigore il regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche

Il 31 gennaio 2022 è entrato in vigore il regolamento sulle sperimentazioni cliniche (regolamento (UE) n. 536/2014). Il regolamento stabilisce il quadro giuridico per la conduzione di sperimentazioni cliniche di medicinali per uso umano nell’Unione nell’intento di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti nonché l’affidabilità e la robustezza dei dati ottenuti. Si tratta dell’armonizzazione di un processo complesso, quale quello della valutazione e dell’autorizzazione di una sperimentazione clinica in Europa condotta in più Stati membri.

In particolare, sebbene la responsabilità generale di garantire la sicurezza dei partecipanti ricada sul promotore della sperimentazione clinica, essa è rafforzata da una sorveglianza supplementare da parte degli Stati membri, anche attraverso la loro cooperazione nella valutazione della sicurezza dei medicinali sperimentali.

La Commissione Europea ha, inoltre, adottato il Regolamento di esecuzione (UE) 2022/20, recante modalità di applicazione del Regolamento (UE) n. 536/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione delle norme e delle procedure per la cooperazione degli Stati membri nella valutazione della sicurezza delle sperimentazioni cliniche.

Per maggiori informazioni consultare la sezione dedicata del sito dell’EMA – European Medicines Agency cliccando sotto su “ulteriori dettagli”.

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Ricognizione di best practice del progetto “ICPerMed Best Practice in Customized Medicine”

Il progetto ICPerMed Best Practice in Customized Medicine, che mira ad incoraggiare, promuovere e diffondere l’implementazione nella ricerca sulla medicina personalizzata (PM), ha prorogato al 18 febbraio 2022 la scadenza della Best Practice Recognition 2021, per la ricezione di proposte pubblicate e/o sviluppate in tutto il mondo tra il 1° novembre 2019 e il 31 dicembre 2020, proprio sulla medicina personalizzata

Gli autori selezionati saranno invitati al Workshop ICPerMed di giugno 2022 e avranno l’opportunità di presentare i loro risultati durante una sessione plenaria agli stakeholder interessati all’area della PM.

Inoltre, i candidati prescelti riceveranno da parte del Segretariato ICPerMed un sostegno non monetario alla disseminazione del lavoro del valore di € 500.

La proposta dovrà riguardare almeno uno dei tre temi seguenti:

  1. Documento scientifico incentrato su nuovi approcci per l’implementazione della Medicina Personalizzata
  2. Programmi di formazione per il personale sanitario, aumentando il livello di consapevolezza sulle potenzialità della Medicina Personalizzata
  3. Esempi di gruppi di collaborazione interdisciplinari o intersettoriali (organizzazioni governative e non governative, management accademico, ricerca medica e Sanità e Industria per l’attuazione di PM, comprese le attività ELSI (Ethical, Legal and Social Issues).

Per maggiori informazioni cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

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Breve guida allo screening oncologico dell’Ufficio europeo dell’OMS

L’ufficio regionale europeo dell’OMS ha pubblicato una guida dal titolo “A short guide to cancer screening” finalizzata ad aiutare i policy maker ad aumentare i benefici dei programmi di screening del cancro esistenti e continuare a promuovere nuovi programmi. Viene evidenziato inoltre che, lo screening del cancro non è semplicemente un test ma, parte di un percorso di screening.

Pertanto, risulta fondamentale assicurarsi che prima di lanciare un programma di screening, i policy makers dovranno assicurarsi che tutti i passi del percorso possano essere forniti rapidamente e gratuitamente

Lo scopo di un programma di screening oncologico è ridurre la mortalità e la morbilità in una popolazione mediante la diagnosi precoce e il trattamento precoce di un tumore (ad esempio lo screening della mammella) o ridurre l’incidenza di un cancro identificando e curando i suoi precursori (come screening cervicale e colorettale).

Per maggiori informazioni sulla guida cliccare sotto su “ulteriori dettagli”