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Salute mentale degli sfollati e dei rifugiati, sostegno all’Ucraina

La Commissione offre una serie di corsi online e altro materiale formativo sulla salute dei migranti attraverso i siti web dell’Accademia virtuale dell’ECDC e la rete Migrazione e salute: Training for Professionals sull’Health Policy Platform. Questi corsi sono stati sviluppati con il sostegno del 3° Programma Salute.

Una nuova rete “Supporting Ukraine, neighbouring EU Member States and Moldova” è stata creata sull’ Health Policy Platform per unire gli sforzi della società civile, dei gruppi di pazienti e dei professionisti della salute per soddisfare i bisogni medici della società ucraina e degli sfollati.

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Conferenza Internazionale UNECE – 15-17 giugno 2022

Dal 15 al 17 giugno 2022 si terrà a Roma la 5^ Conferenza Internazionale dell’UNECE sull’invecchiamento.

La conferenza completerà il quarto ciclo di revisione e valutazione (2018-2022) e segnerà il 20° anniversario dell’adozione del Piano d’azione internazionale di Madrid sull’invecchiamento e la sua strategia di attuazione regionale (MIPAA/RIS).

Il tema della Conferenza è “Unire le forze per la solidarietà e le pari opportunità per tutta la vita“. I panel della conferenza affronteranno questo tema attraverso l’obiettivo di:

  1. Promuovere un invecchiamento attivo e in buona salute per tutta la vita
  2. Garantire l’accesso all’assistenza a lungo termine e il supporto per gli assistenti e le famiglie
  3. Integrare l’invecchiamento per far progredire una società per tutte le età

La Conferenza ministeriale sull’invecchiamento è organizzata dall’UNECE in collaborazione con il Gruppo di lavoro permanente dell’UNECE sull’invecchiamento e il governo italiano.

Un Forum congiunto della società civile e della ricerca scientifica precederà la conferenza ministeriale del 15 giugno 2022.

 

Contestualmente all’evento verrà organizzata un’esibizione di poster di buone pratiche e approcci innovativi a sostegno degli anziani che vivono in situazioni di emergenza

È possibile inviare la propria candidatura per presentare il proprio poster entro il 20 aprile 2022.

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Esiti della Conferenza ministeriale sulla salute mentale dei giovani vulnerabili – 14 e 15 marzo

Nell’ambito della presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea, e su invito di Olivier Véran, i ministri europei della salute e gli esperti di salute mentale si sono incontrati il 14 e 15 marzo per identificare le leve a sostegno delle politiche per affrontare meglio i bisogni di salute mentale dei giovani vulnerabili nell’UE. Stella Kyriakides, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, ha confermato l’impegno della Commissione in questa importante questione di salute pubblica.

I problemi di salute mentale colpiscono più di un cittadino su sei. I costi totali dei problemi di salute mentale sono stimati a più del 4% del PIL (più di 600 miliardi di euro) in tutta l’UE. Di questi, solo un terzo riflette la spesa diretta per l’assistenza sanitaria. L’invasione dell’Ucraina aumenterà ulteriormente il bisogno di sostegno psicosociale per le popolazioni sfollate e, più in generale, la necessità di prendere in considerazione l’impatto psicologico a lungo termine di una guerra ai confini dell’UE. Collettivamente, questo onere sociale è in parte evitabile, pertanto richiede una mobilitazione dinamica a tutti i livelli per promuovere, sviluppare e implementare le politiche nazionali, così come la valutazione delle azioni pubbliche pertinenti in queste aree prioritarie. Questo evento di due giorni ha riunito tutti i principali attori coinvolti, e si è concentrato sui giovani che non sono iscritti a nessun programma educativo né occupati, e sui giovani migranti, come modelli per la progettazione di politiche differenziate e multisettoriali.

L’Unione Europea è da tempo impegnata a migliorare la salute mentale dei suoi cittadini e la mobilitazione politica, le azioni e i finanziamenti attraverso i suoi vari programmi, piattaforme e iniziative sanitarie riconoscono questo problema come una grande sfida di salute pubblica. Questo evento dimostra la volontà e la determinazione degli Stati membri e dell’UE a perseguire e rafforzare il loro impegno per includere la salute mentale nelle politiche europee di salute pubblica.

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Piattaforma nazionale di telemedicina: pubblicato l’avviso di AGENAS

L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali – AGENAS ha pubblicato un avviso dedicato alla Piattaforma Nazionale di Telemedicina.

L’avviso è finalizzato, nello specifico, a raccogliere le manifestazioni di interesse per la presentazione di proposte di Partnership Pubblico Privato (PPP) per l’affidamento in concessione della “Progettazione, realizzazione e gestione dei Servizi abilitanti della Piattaforma nazionale di Telemedicina PNRR” – Missione 6 Componente 1 sub-investimento 1.2.3 “Telemedicina”.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di colmare il divario tra le disparità territoriali e offrire maggiore integrazione tra i servizi sanitari regionali e le piattaforme nazionali attraverso soluzioni innovative.

Il termine per la ricezione delle manifestazioni di interesse è fissato per il 18 maggio 2022 entro le ore 12.00.

Le proposte dovranno avere ad oggetto la progettazione, la realizzazione e la gestione dei servizi abilitanti della Piattaforma nazionale di telemedicina come da scheda di intervento e dovranno essere inviate via PEC all’indirizzo: ppptelemedicina@pec.agenas.it

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Competenze digitali: la Commissione lancia DigComp 2.2

In occasione del Digital Education Stakeholder Forum, la Commissione europea ha lanciato “DigComp 2.2“, un quadro aggiornato per migliorare le competenze digitali nell’Unione, in linea con l’Agenda europea per le competenze 2020. DigComp 2.2 elenca più di 250 nuovi esempi di conoscenze, abilità e attitudini che aiuterebbero i cittadini a impegnarsi con fiducia e spirito critico e in modo sicuro a utilizzare le tecnologie digitali.

Il quadro aggiornato tiene conto delle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale o l’Internet of Things, così come l’aumento dello smartworking.

Inoltre, DigComp 2.2 si concentra sull’alfabetizzazione digitale. Infatti, le scuole, le organizzazioni di formazione e le imprese potranno utilizzare DigComp 2.2 per aggiornare i loro curricula, stabilire obiettivi e risultati di apprendimento, costruire strumenti per valutare le competenze digitali di cui le persone hanno bisogno nell’istruzione e nel mercato del lavoro e per certificare tali competenze.

DigComp 2.2 contribuirà in maniera considerevole al raggiungimento dell’obiettivo dell’UE di raggiungere almeno l’80% della popolazione con competenze digitali di base entro il 2030.

Il quadro aggiornato è stato pubblicato dal Centro comune di ricerca (JRC).

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Azione Pilota sui Partenariati per l’Innovazione Regionale: Aperte le candidature per le Regioni

Il Comitato delle Regioni (CdR) e il Centro Comune di Ricerca della Commissione (JRC) hanno lanciato l’invito a manifestare interesse per un’Azione Pilota sui Partenariati per l’Innovazione Regionale.

Tale Azione coinvolgerà fino a 24 partecipanti (Stati membri, regioni o gruppi di regioni) che hanno la volontà di trasformare le loro economie e le loro società e che sono disposti a sviluppare dei framework strategici in materia di innovazione, sviluppo industriale e transizioni sostenibili. I Partenariati per l’Innovazione Regionale sono un approccio complementare che si basa sulle esperienze positive di strategie di specializzazione intelligente (S3). L’iniziativa mira a migliorare il coordinamento e la direzionalità delle politiche regionali, nazionali ed europee nell’ambito della Ricerca e dell’Innovazione. Il fine è quello di mettere in atto le transizioni verdi e digitali e affrontare il divario innovativo presente all’interno dell’UE. I Partenariati saranno inseriti all’interno del quadro politico UE, e andranno a sostenere l’implementazione del Green Deal europeo, del programma Horizon Europe, della Politica di Coesione e del NextGenerationEU. Sarà posta particolare attenzione agli strumenti e ai meccanismi di governance che mobilitano maggiori fonti di finanziamento e sulle politiche che ne amplificano l’impatto aiutando a collegare le iniziative regionali e nazionali alle iniziative UE per la doppia transizione.

L’importanza di tale Azione è stata sottolineata dalle parole del presidente del Comitato delle Regioni Tzitzikostas “L’esperienza, i contatti, la cooperazione, gli interessi condivisi e le competenze che questa iniziativa cerca di mettere a disposizione degli enti locali e regionali di tutta l’UE li aiuteranno ad affrontare con successo le sfide sociali che tutti noi attualmente affrontiamo. A lungo termine, questo esercizio aiuterà ad atrrarre gli investimenti necessari e a mobilitare in modo coerente tutte le politiche e gli strumenti di finanziamento pertinenti”. I partecipanti all’Azione Pilota dovranno indicare, in stretta collaborazione con il JRC e il CdR, le aree su cui desidereranno focalizzarsi.

Queste possono essere sfide socio-economiche o politiche, settori economici specifici e/o aree o strumenti di policy.

Le attività nell’ambito dell’Azione Pilota saranno adattate alle aree di maggiore interesse indicate da ciascun partecipante.

La scadenza per le candidature è prevista per il 25 aprile 2022. I territori selezionati saranno annunciati a maggio e poi presentati tramite un evento ufficiale previsto per il 17 dello stesso mese.

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Al via la nuova strategia nazionale per le aree interne nel segno della continuità e dell’allargamento

Il Dipartimento per le Politiche di Coesione ha avviato la procedura per individuare le aree che entreranno a far parte della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) 2021-2027, sulla base di quanto definito nella proposta italiana di Accordo di Partenariato, attualmente all’esame della Commissione Europea. Le Regioni possono decidere di confermare la presenza delle rispettive aree già presenti nella SNAI 2014-2020 anche nella nuova programmazione, oltre a proporre l’ingresso di nuove aree.

Grazie al finanziamento dei Fondi strutturali europei della programmazione 2021-2027, ma anche da risorse nazionali legate principalmente al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione Le risorse nazionali destinate al rafforzamento e all’ampliamento della SNAI ammontano attualmente a 310 milioni di euro. Esse saranno così suddivise:

  • 300.000 euro a ciascuna delle aree della precedente programmazione, per un totale di 21,6 milioni di euro;
  • 4 milioni di euro a ogni nuova area che farà il proprio ingresso nella SNAI 2021-2027, fino a un totale di 172 milioni di euro;
  • 11,4 milioni di euro sono riservati al progetto speciale ‘Isole minori’;
  • 100 milioni sono stati destinati alla prevenzione e al contrasto degli incendi;
  • 5 milioni per assistenza tecnica.
  • Rimangono ancora da assegnare 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 già destinati al finanziamento dei ‘dottorati comunali’, dopo la già avvenuta attribuzione delle prime borse di studio.

A queste risorse, si sommano quelle previste dal PNRR e dal Piano complementare:

  • 350 milioni di euro per la sicurezza e la manutenzione straordinaria delle strade;
  • 500 milioni di euro per il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità.
  • 100 milioni di euro per le farmacie rurali.

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Iniziativa di ERNs per sostenere le persone con malattie rare e condizioni complesse colpite dalla guerra in Ucraina #ERNcareforUa

Le Reti Europee di Riferimento (ERNs) sono 24 reti dedicate alle malattie rare o complesse e a bassa prevalenza finanziate dalla Commissione Europea.

Con la guerra in corso, un gran numero di cittadini ucraini hanno un accesso molto limitato alle cure o stanno fuggendo verso i paesi dell’UE. Molti di questi rifugiati hanno o avranno problemi di salute. Alcuni di quei cittadini ucraini soffrono di una delle 6000 malattie rare conosciute, come circa il 6% della popolazione dell’Unione Europea. Per questi disturbi, a volte molto rari, le competenze sono spesso carenti in molte regioni o addirittura paesi, e i trattamenti possono essere molto costosi e/o difficili da ottenere in molti centri. Per rispondere alla crisi in Ucraina le reti ERN hanno promosso una serie di iniziative. Hanno lanciato un nuovo sito web (accessibile nella maggior parte delle lingue dell’UE, in ucraino e russo) con punti di contatto per ogni per specialità, nonché la loro lista di membri nei paesi di confine dell’Ucraina.

Funzioneranno, inoltre, come un HUB medico dell’UE per le malattie rare per supportare qualsiasi operatore sanitario che abbia bisogno di diagnosi, opzioni di trattamento o qualsiasi altra questione medica riguardante un paziente specifico. Ogni ERN, in collaborazione con le rispettive società medico-scientifiche, fornirà, infine, supporto per fare da tramite con le aziende farmaceutiche per informarle su specifiche carenze di farmaci, e per incoraggiare il loro coinvolgimento come partner umanitari e sosterranno tutte le autorità sanitarie pubbliche nazionali e dell’UE, la Commissione europea (compreso l’EWRS), l’OMS, le ONG e qualsiasi altra organizzazione e professionista sanitario, se sono necessarie informazioni per il triage o il trasferimento di pazienti affetti da malattie rare.

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Completato il pacchetto di politiche europee per affrontare le emergenze

L’Unione europea ha affrontato numerose crisi nel corso della sua storia e ha gradualmente attuato cambiamenti politici e istituzionali per migliorare la sua capacità di affrontare le emergenze future.

Come dimostrato dalla pandemia COVID-19, le crisi stanno diventando sempre più complesse e non si fermano alle frontiere. L’UE e i suoi stati membri hanno già istituito meccanismi di cooperazione e solidarietà transfrontaliera per gestire efficacemente le crisi e proteggere le persone.

Tuttavia, la risposta dell’UE alle crisi deve evolversi. In futuro, l’UE deve essere pronta ad affrontare crisi acute di natura diversa, che potrebbero essere multi-sfaccettate o ibride, avere effetti a cascata o verificarsi contemporaneamente.

Per fare questo la Commissione ha varato negli anni un pacchetto di strumenti e politiche per gestire le crisi e rafforzare la resilienza:

Per aumentare la sua resilienza alle sfide future, l’Ue dovrà ulteriormente migliorare la gestione delle crisi intersettoriali e transfrontaliere. Inoltre, dovrà migliorare la comunicazione di crisi e intensificare la lotta contro la disinformazione.

Nel mese di marzo 2022, il Consiglio ha adottato delle conclusioni sul lavoro della protezione civile nell’UE in vista del cambiamento climatico. Poiché gli eventi meteorologici estremi diventano più frequenti e intensi, i ministri hanno chiesto l’adattamento dei sistemi di protezione civile a tali eventi, affinché l’UE sia più resiliente di fronte al cambiamento climatico.

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Pubblicata la prima relazione annuale sullo strumento di recupero e resilienza

La Commissione europea ha adottato la sua prima relazione annuale sull’attuazione del Recovery and Resilience Facility (RRF), il fulcro di NextGenerationEU. A un anno dalla sua introduzione, la relazione fa il punto sui progressi compiuti nell’attuazione dello strumento che fornisce fino a 723,8 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti agli Stati membri per sostenere investimenti e riforme che permetteranno all’UE di uscire più forte dalla pandemia COVID-19. Il rapporto mostra i progressi che sono stati fatti dall’adozione del regolamento RRF nel febbraio 2021 all’erogazione della prima trance di pagamenti nel dicembre 2021.

Dopo un periodo di intensa preparazione e di dialogo con ogni Stato membro, la Commissione ha valutato i piani di recupero e di resilienza, approvandone 22. L’importo stanziato in questi piani ammonta a 445 miliardi di euro (291 miliardi di euro in sovvenzioni e 154 miliardi di euro in prestiti). Dopo l’approvazione dei piani da parte del Consiglio, la Commissione ha rapidamente erogato 56,6 miliardi di euro di prefinanziamento ai 21 Stati membri che ne avevano fatto richiesta.

Finora, soltanto 5 Stati membri hanno presentato alla Commissione la loro prima richiesta di pagamento regolare, e più di 30 richieste sono attese nel 2022.

Il rapporto sottolinea il valore aggiunto del RRF come strumento unico basato sulle prestazioni, che sostiene un’agenda senza precedenti di riforme e investimenti per affrontare le sfide specifiche degli Stati membri. Si prevede che l’RRF innescherà effetti di ricaduta positivi in tutta l’UE, sostenendo la convergenza economica e la coesione sociale e territoriale.

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