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Aperto il secondo bando del programma Interreg Europe

Interreg Europe è un programma di cooperazione interregionale cofinanziato dall’Unione Europea per ridurre le disparità nei livelli di sviluppo, crescita, e qualità della vita all’interno e tra le regioni d’Europa.

Nella programmazione 2021-2027, il programma dispone di un budget di 379 milioni di euro che serviranno ad aiutare i governi locali, regionali e nazionali di tutta Europa a sviluppare e attuare politiche migliori. L’obiettivo è quello di creare un ambiente fertile di opportunità tese a condividere soluzioni ai problemi di sviluppo regionale di ben 29 paesi: i 27 dell’Unione Europea più Norvegia e Svizzera.

I temi rilevanti che il programma Interreg mira a migliorare mirano ad un’Europa più intelligente, più verde, più connessa ed interconnessa, più sociale, più vicina ai cittadini e che abbia una migliore governance nazionale.

Il secondo bando del programma Interreg Europe:

Il 15 marzo è stata lanciata a Stoccolma la seconda chiamata del bando, che prevede un percorso mirato e seguito durante ognuna delle fasi di attuazione delle proposte.

Interreg Europe organizza sei diverse sessioni di domande e risposte distribuite nei quasi tre mesi di programma, in aggiunta ad una serie di webinar sullo sviluppo del progetto per incentivare progetti di cooperazione interregionale fra paesi, nonché una piattaforma di apprendimento delle politiche.

I webinar approfondiranno il tema delle partnership, la metodologia dei progetti, la gestione, il budget, le finanze e la comunicazione.

Possono beneficiare del bando non solo le autorità pubbliche nazionali, regionali e locali, o altri organismi pertinenti responsabili di sviluppo e attuazione delle politiche di sviluppo regionale, ma anche organizzazioni rilevanti per le politiche di sviluppo regionale, siano essi a sostegno delle imprese, a favore dell’ambiente o istituti di istruzione e ricerca.

Il bando è aperto fino al 9 giugno alle ore 12:00.

 

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Salute in tutte le politiche pubbliche: l’importanza dell’approccio HiAP in chiave sostenibile

Gli operatori sanitari non raggiungeranno presumibilmente l’obiettivo n.3 all’interno del quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) previsti dalle Nazioni Unite entro il 2030, se non cambiando il modus operandi corrente.

La narrazione attuale non consente di poter implementare politiche pubbliche che promuovano la salute e il benessere a tutte le età, se non per politiche orientate verso il settore sanitario.

Per ovviare alle sfide sul tema, le Nazioni Unite hanno promosso un approccio di più ampio respiro, che prevede il tema della salute presente in tutte le politiche pubbliche (Health in all Policies, HiAP). In questo modo è possibile attuare in modo strutturato e sistemico verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

È necessario però convincere altri settori che la salute abbia degli evidenti benefici collaterali intersettoriali che possa investire il loro campo di intervento, per progredire in modo davvero sostenibile.

Quali sono i vantaggi dell’HiAP?

Per portare altri settori ad essere disposti ad impegnarsi sul fronte della salute è fondamentale sottolineare, al netto di questioni morali ed etiche, i co-benefici che derivano dall’approccio HiAP. 

Migliorare la salute significa ridurre le disuguaglianze sanitarie, che consentono alla popolazione di essere successivamente meglio istruita, più equa e anche più produttiva. Inoltre, i sistemi sanitari e le loro relative policies rivestono un ruolo centrale all’interno dell’economia e dei bilanci di un paese.  

Il settore sanitario va spesse volte inteso come un acquirente e un datore di lavoro, capace di investire su ricerca, istruzione, formazione, infrastrutture, sviluppo urbano e cambiamento climatico.

Inoltre, il sistema delle SDGs permette di poter più facilmente delineare la correlazione che intercorre fra i vari settori della società, dal momento che non tutti i cittadini dispongono dei mezzi necessari per comprendere il settore e le sue potenzialità derivanti da un approccio integrato e condiviso.

Infine, un investimento in campo sanitario sull’approccio HiAP permetterebbe anche a diversi settori di poter lavorare in maniera sinergica, in un’ottica collaborativa che migliori la governance complessiva e lo scambio di nozioni.

 

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Parlamento Europeo vota per estendere il periodo di transizione del Regolamento sui Dispositivi Medici – RDM

Il Parlamento Europeo ha votato in modo schiacciante per estendere i periodi di transizione del regolamento sui dispositivi medici (RDM) per evitare una carenza di prodotti salvavita. Il voto ha anche sostenuto l’annullamento della disposizione sulla data di vendita per i prodotti esistenti specificata nell’MDR e nel regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro.

Con 537 voti a favore, 3 contrari e 24 astensioni, il Parlamento ha adottato il testo proposto dalla Commissione europea per ritardare il periodo di transizione a causa delle preoccupazioni sulla fornitura del dispositivo, sulla capacità dell’organismo notificato e sulla preparazione del produttore. La votazione è stata presa da Katarina Barley (in foto), vicepresidente del Parlamento europeo, e i parlamentari hanno deciso di procedere con la votazione senza discussione a causa dell’urgenza della legislazione.

Il quadro normativo di riferimento dell’RDM:

L’emendamento arriva dopo che il voto del 6 gennaio sulla stessa proposta è stato approvato dalla Commissione europea. Il commissario europeo per la Salute Stella Kyriakides ha proposto per la prima volta il rinvio alla fine dell’anno scorso per evitare che decine di migliaia di dispositivi medici andassero fuori dal mercato perché non potevano soddisfare i requisiti RDM.

Inoltre, data l’urgenza dell’emendamento sul RDM, il Parlamento taglierà il canonico periodo di attesa di 20 giorni prima di pubblicare l’emendamento nella Gazzetta ufficiale dell’Unione.

La modifica entrerà in vigore immediatamente dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Tuttavia, la questione di fondo rimane irrisolta, e sebbene questo emendamento rappresenti un salvagente importante per le cure più impellenti ed urgenti, la Commissione Europea ha già dato vita ad una serie di iniziative e webinar tesi ad implementare con gli stakeholder del settore soluzioni efficienti strutturali e di lungo termine.

 

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L’OMS ha lanciato una consultazione sulla resistenza antimicrobica incentrato sui pazienti

L’OMS- Organizzazione Mondiale della sanità– ha lanciato una consultazione online globale all’interno del quadro incentrato sulle persone per affrontare la resistenza antimicrobica nel settore della salute umana. La consultazione mira a raccogliere commenti sulla bozza del quadro incentrato sulle persone, riguardo la struttura dello stesso e i 13 interventi di alto livello previsti con le loro fasi prioritarie di attuazione.

Il quadro normativo all’interno del quale l’OMS lancia questa consultazione:

Dal 2015, quando gli Stati membri dell’OMS hanno approvato il piano d’azione globale sulla resistenza antimicrobica (AMR), 170 paesi hanno  sviluppato un piano d’azione nazionale (PAN) sulla resistenza antimicrobica. Tuttavia, il numero di paesi che hanno effettivamente attuato questi piani è stato piuttosto basso e l’attenzione si è concentrata su poche attività, trascurando le interdipendenze delle varie aree tecniche. Per affrontare in modo efficace e sostenibile la resistenza antimicrobica, è necessario un approccio più completo e programmatico che ponga le persone e le loro esigenze e sfide sanitarie al centro della risposta.

Con molti paesi che cercano di rivedere i loro attuali PAN sulla resistenza antimicrobica e data l’urgente necessità di accelerare l’attuazione di questi piani, questo quadro fornisce una serie di 13 interventi di alto livello incentrati sul settore della salute umana che possono informare lo sviluppo e la revisione di PAN multisettoriali (2.0).

Questo quadro è anche guidato dal principio del “non lasciare nessuno indietro” degli SDG e offre opportunità per migliorare la partecipazione della comunità e affrontare le disuguaglianze sanitarie critiche, in particolare per quanto riguarda il genere, l’equità, l’inclusione della disabilità e quelle affrontate da altre popolazioni vulnerabili chiave come migranti e rifugiati.

A chi è rivolto il sondaggio dell’OMS:

L’OMS chiede sia a esperti che ad organizzazioni che lavorano nel campo della resistenza antimicrobica a tutti i livelli di contribuire alla bozza del quadro in corso di sviluppo, siano essi:

  • Funzionari del ministero della Salute che lavorano a livello nazionale o subnazionale, compresi i responsabili politici e i responsabili dei programmi
  • Membri del meccanismo di coordinamento multisettoriale AMR
  • Operatori sanitari della comunità, strutture e laboratori di assistenza primaria, secondaria/terziaria o lungodegenza
  • Associazioni professionali, comprese le associazioni di medici, infermieri e farmacisti
  • La società civile, compresi i gruppi di difesa dei pazienti, le organizzazioni giovanili, ecc.
  • Organizzazioni del settore privato, compresi gli operatori sanitari
  • Organizzazioni non governative con un focus sulla resistenza antimicrobica
  • Organizzazioni basate sulla fede
  • Organizzazioni intergovernative che sostengono i paesi in materia di resistenza antimicrobica
  • Donatori che sostengono l’attuazione del piano d’azione nazionale antimicrobica
  • Altri partner di attuazione che lavorano sulla resistenza antimicrobica

La bozza della struttura quadro e 13 interventi di alto livello sono stati sviluppati sulla base di consultazioni interne dell’OMS, opinioni di esperti multidisciplinari e attraverso la revisione delle prove esistenti.

I contributi ricevuti durante la consultazione pubblica contribuiranno a informare l’ulteriore perfezionamento del quadro, gli interventi di alto livello e le fasi prioritarie.

Per supportare l’attuazione a livello nazionale, l’OMS sta anche sviluppando una guida all’implementazione più dettagliata per ciascuno degli interventi di alto livello. Il quadro sarà quindi testato a livello nazionale e rivisto di conseguenza.

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6ª edizione premio “Lombardia è ricerca”: iscrizioni aperte fino al 31.05.23

Il direttorato generale della Regione Lombardia ha lanciato la sesta edizione del Premio Internazionale “Lombardia è ricerca”, riconoscimento da 1 milione di euro destinato a ricerche, scoperte e invenzioni rilevanti e di impatto sociale nell’ambito della Life Science.

Per questa sesta edizione ha infatti come tema “Modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione”.

LA SELEZIONE:

La valutazione delle candidature è affidata ad una giuria internazionale, composta da 15 scienziati al vertice del settore, selezionati tra quelli con il più alto H-index in ciascuna delle aree e dei sottogruppi tematici più rilevanti per il tema “Modelli di cura, terapia, prevenzione”.

COME PARTECIPARE:

Al Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca” non sono ammesse autocandidature.  Le candidature possono essere presentate da tutti gli scienziati di qualsiasi nazionalità presenti nel database Scopus con un “H-index” pari almeno a 10.
Le candidature devono riguardare scoperte di altri ricercatori, ritenute particolarmente meritevoli dagli scienziati proponenti. Gli scienziati potranno candidare un singolo ricercatore o più ricercatori in attività, fino a un massimo di tre (nel caso di più autori) per la medesima scoperta scientifica.

QUANDO PRESENTARE UNA CANDIDATURA:

Le candidature per il Premio Internazionale della Regione Lombardia saranno aperte fino al 31 maggio 2023.

Coloro i quali si aggiudicheranno il Premio, lo riceveranno l’8 Novembre al teatro “La Scala” di Milano, in occasione della giornata della ricerca.

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Cittadinanzattiva organizza due seminari online su accesso a cure e mitigazione impatti del COVID-19

La rete di Cittadinanzattiva (Active Citizenship Network) organizza due nuovi seminari formativi, destinati ai rappresentanti delle associazioni civiche e dei pazienti di tutta Europa, che si terranno online in lingua inglese il 14 marzo 2023, dalle ore 14:30 alle ore 17:00.

Cittadinanzattiva APS è un’organizzazione che promuove l’attivismo cittadino teso ad una protezione dei diritti, alla cura per il bene comune, al supporto per coloro i quali versano in una situazione di difficoltà in Italia e fuori i confini nazionali.

Il tema dei seminari di Cittadinanzattiva:

La rete di Cittadinanzattiva organizza queste sessioni formative online nell’ambito di due progetti che l’organizzazione sta portando avanti in questo periodo: il primo verte sul miglioramento dell’alfabetizzazione sanitaria, affinché ci sia un più sinergico coinvolgimento del pubblico e dei pazienti, teso a mitigare strutturalmente la pandemia di COVID-19 grazie a strumenti educativi interattivi; il secondo si focalizza invece sull’importanza dell’accesso alle cure e sulla protezione di questo valore durante e dopo la pandemia in tutta Europa.

In particolare, il secondo progetto prende in considerazione il ruolo degli antivirali, il modo e i processi mediante i quali tali cure vengono approvate, nonché il ruolo dei vaccini e degli screening oncologici, come essenziali strumenti di prevenzione.

Gli eventi, che si terranno in inglese, forniranno un insieme comune di informazioni aggiornate, condivideranno esperienze, identificheranno le lezioni apprese e otterranno anche feedback dalle associazioni.

Scaletta dei seminari:

Durante la riunione online di Cittadinanzattiva, ci saranno due sessioni separate, ciascuna delle quali approfondirà i seguenti temi:

1) “Conoscere e mitigare l’impatto di COVID-19” analizzerà i seguenti aspetti: – Linguaggio essenziale e credenze pericolose – Mutazioni del virus, come si verificano e cosa aspettarsi – Cosa dovremmo aspettarci (e non aspettarci) dal vaccino anti-COVID-19? – Uso di antibiotici in COVID-19, quando è appropriato?

2) “Il valore dell’accesso alle cure: focus sugli antivirali” invece, verterà su: – Cure e farmaci approvati: a chi e come? Il ruolo degli antivirali – Complicanze della malattia, non solo polmonari. – Sintomi del “Long Covid”, come identificarlo e cosa fare; I vaccini hanno un ruolo? – Prevenzione e screening oncologici: i grandi assenti nella pandemia.

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Cinsedo ha organizzato un webinar su REPowerEU e PNRR

Il 27 febbraio 2023, il Centro interregionale studi e documentazione (CINSEDO) della Conferenza delle Regioni ha organizzato un webinar nell’ambito del programma di formazione europea del 2023, dal titolo “REPowerEU e PNRR. Stato dell’arte e prossimi passi“.

In tale occasione, è stato fatto il punto dei lavori a riguardo del Consiglio e Parlamento europeo, dal momento che è stato raggiunto l’accordo sul finanziamento del Piano REPowerEU e sull’introduzione di un apposito capitolo nei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza degli Stati membri.

All’entrata in vigore del Regolamento, gli Stati possono proporre alla Commissione europea progetti nel contesto dei nuovi capitoli dedicati nei rispettivi PNRR. Inoltre, a sostenere le azioni del Piano ci saranno anche altre fonti di finanziamento, a partire dalle risorse della politica di coesione.

La call di Cinsedo nel dettaglio:

Nel webinar di Cinsedo, ha aperto i lavori il Segretario Generale della Conferenza delle Regioni, Alessia Grillo, che ha introdotto l’argomento sottolineando l’importanza di un incontro di formazione proprio in questo momento, dovendosi individuare adesso le strade e le modalità per l’attuazione dei nuovi strumenti.

Per i saluti introduttivi è poi intervenuto il Consigliere Michele Palma – Capo del Dipartimento Politiche di Coesione, Presidenza del Consiglio dei Ministri – che ha condiviso l’importanza di condividere conoscenze e informazioni sulle novità che comporta l’attuazione del Piano REPowerEU su entrambi i fronti, sia del PNRR che della Politica di Coesione.

Per la Commissione europea è intervenuta come relatrice Adelaide Mozzi – Responsabile del settore economico della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e Membro della” Task Force Ripresa e Resilienza” della Commissione – che ha presentato la prospettiva europea del Piano, dal contesto in cui è nata l’iniziativa REPowerEU, agli obiettivi, alle linee guida della Commissione per la revisione del PNRR, al collegamento con il Semestre europeo e con il processo di revisione della Governance economica, fino alle risorse per l’Italia.

Un quadro delle prossime fasi attuative e degli impegni che attendono il Governo e gli interlocutori istituzionali sul fronte PNRR, da qui a breve, è stato illustrato da Antonio Palmisano – Direttore Generale Segreteria tecnica PNRR.

Il quadro nazionale è stato completato dall’intervento di Federica Busillo – Dirigente del Servizio Politiche e Programmazione, Dipartimento Politiche di Coesione – che ha illustrato nello specifico gli aspetti del nuovo regolamento che interessano la politica di coesione, sia la programmazione 2014 – 2020 che quella 2021-2027, per sostenere famiglie e PMI a seguito dell’aumento dei costi dell’energia.

Al webinar di Cinsedo erano iscritti oltre 270 tra funzionari e dirigenti delle Regioni e delle Province autonome che hanno partecipato in videoconferenza e in streaming.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK

Il secondo appuntamento di Cinsedo è per il 31 marzo e sarà dedicato alla “Strategia europea per l’assistenza: dalla prima infanzia all’assistenza a lungo termine” (per maggiori informazioni è possibile visitare il programma del 2023 a questo LINK)

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HERA ha pubblicato un rapporto per mappare i farmaci e le terapie sul COVID-19 nell’Unione Europea

L’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) della Commissione europea ha pubblicato un rapporto inerente la creazione di una struttura di reti europee che possano garantire delle catene di approvvigionamento in contrasto al COVID-19.

HERA è stata istituita nel 2021 con l’obiettivo specifico di rispondere alle emergenze sanitarie in modo strutturato e radicato sui territori, attraverso il rafforzamento di reti europee sussidiariamente sempre più vicine al cittadino.

L’ultimo rapporto HERA:

Tale rapporto si pone dunque al centro dell’agenda dell’autorità, e valuta tre opzioni per l’acquisizione della capacità da parte di HERA di garantire le catene di approvvigionamento: (i) una piattaforma progettata e costruita internamente, (ii) l’acquisto della capacità di mappatura come servizio e (iii) una combinazione ibrida delle due.

Lo studio raccomanda vivamente di acquisire un servizio di analisi completamente esternalizzato, da fornire in modo sicuro sul web, utilizzando le più recenti tecnologie digitali e cloud.

Il servizio gestito offrirebbe un risparmio sui costi di circa 5 milioni di euro, pari al 25% rispetto all’opzione interna, e verrebbe attivato almeno 12 mesi prima, così da permettere al fornitore di sfruttare le soluzioni esistenti.

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lotta contro il cancro

Pubblicati da HaDEA i risultati del Bando EU Cancer Mission 2021

Nel 2021, l’HaDEA ha lanciato 3 inviti per la presentazione di proposte nell’ambito del programma Horizon Europe, al fine di contribuire alla rapida attuazione della EU Cancer Mission.

Dopo un’attenta valutazione delle proposte, 12 progetti sono stati selezionati e successivamente finanziati per l’EU Cancer Mission con 125,6 milioni €.

Tali progetti hanno coinvolto 243 gruppi di ricerca provenienti da 25 paesi in Europa e non che hanno contribuito a: sviluppare nuovi metodi e tecnologie per lo screening e la diagnosi precoce del cancro; sviluppare misure sulla qualità della vita e sulle preferenze dei pazienti; migliorare comprensione dell’impatto dei fattori di rischio e dei determinanti sanitari sullo sviluppo e sulla progressione del cancro.

Due dei dodici progetti dell’ EU Cancer Mission sono a coordinamento italiano: MammoScreen guidato da Fondazione Toscana Life Sciences e dedicato alla tecnologia imaging innovativa e sicura tecnologia di imaging basata sulle microonde per rendere lo screening del tumore al seno più accurato, inclusivo e a misura di donna; e il progetto EUonQoL coordinato dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori incentrato sulla qualità di vita in oncologia e volto a misurare ciò che conta per i pazienti oncologici e i sopravvissuti in Europa.

L’Italia partecipa inoltre come partner a 10 dei 12 progetti finanziati.

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Il Public Health Expert Group (PHEG) ha tenuto il suo primo incontro

Lo scorso 3 febbraio 2023 si è tenuto il primo incontro del gruppo Public Health Expert Group (PHEG), durante il quale sono stati definiti i mandati di due nuovi sottogruppi sulla salute mentale e sulle vaccinazioni.

Il contributo di PHEG

Il nuovo PHEG, che sostituisce il Gruppo direttivo sulla promozione della salute, la prevenzione delle malattie e la gestione delle malattie non trasmissibili (SGPP), amplierà il campo d’azione oltre il tema delle malattie non trasmissibili, al fine di affrontare in modo più efficace altri importanti problemi di salute pubblica come l’HIV/AIDS, la tubercolosi e l’epatite, la vaccinazione e la resistenza antimicrobica.

Il PHEG assisterà la Commissione Europea nella preparazione di iniziative politiche e legislative, stabilirà linee guida e indicatori e condividerà le migliori pratiche e i risultati della ricerca tra gli Stati membri volte ad affrontare le principali sfide di salute pubblica nell’UE.

Gli Stati membri hanno accolto con ampio favore la formazione del nuovo gruppo di esperti e hanno approvato il regolamento interno proposto dalla DG SANTE.

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