La resistenza antimicrobica (AMR) è una delle principali minacce globali per la salute pubblica. Ogni anno, nel mondo, le infezioni causate da microrganismi resistenti contribuiscono a quasi 5 milioni di decessi. La diffusione dell’AMR mette a rischio l’efficacia di molti trattamenti e può compromettere procedure mediche fondamentali, dai trapianti di organi alle terapie oncologiche, dalla chirurgia alla terapia intensiva.
La resistenza antimicrobica in Europa
Nella Regione europea dell’OMS, le infezioni resistenti agli antimicrobici sono direttamente responsabili di circa 133 000 decessi ogni anno e associate indirettamente ad altri 541 000 decessi. L’impatto non riguarda soltanto la salute delle persone: l’AMR rappresenta anche un peso crescente per i sistemi sanitari, con un costo stimato a circa 11,7 miliardi di euro all’anno nell’UE.
Ma dietro questi numeri ci sono persone, esperienze e professionisti che ogni giorno affrontano concretamente le conseguenze dell’AMR. Per raccontarne la storia, l’OMS ha pubblicato un nuovo racconto fotografico che raccoglie le testimonianze di persone provenienti da diversi Paesi della Regione europea, mostrando quanto sia complessa e trasversale la risposta necessaria per contrastare la resistenza antimicrobica.
In alcuni dei casi presentati, la presenza di batteri resistenti può trasformare un’infezione grave in una minaccia per la vita, rendendo fondamentale la disponibilità di diagnosi tempestive, sistemi di sorveglianza efficaci e terapie mirate. Negli ospedali, l’aumento delle infezioni resistenti può inoltre tradursi in ricoveri più lunghi e ripetuti, maggiori costi e una crescente difficoltà nel trattare anche infezioni comuni.
La prevenzione rappresenta quindi una componente essenziale della risposta. Il rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni, la formazione degli operatori sanitari e l’aggiornamento delle linee guida sono fondamentali per limitare la diffusione dei microrganismi resistenti. Allo stesso tempo, è necessario promuovere un uso appropriato degli antimicrobici, dalla prescrizione alla profilassi chirurgica, contrastando l’automedicazione e gli utilizzi non necessari.
L’AMR riguarda inoltre ambiti che vanno oltre la medicina. Un uso responsabile degli antibiotici nell’allevamento, il controllo delle infezioni sessualmente trasmissibili e il monitoraggio delle acque reflue possono contribuire a prevenire e individuare precocemente la diffusione della resistenza.
Questi esempi sottolineano la necessità di un approccio One Health, basato sulla collaborazione tra sanità umana, salute animale, ambiente, ricerca e istituzioni. Dall’esperienza sul campo alla definizione delle politiche nazionali, contrastare l’AMR richiede un’azione coordinata e condivisa.
Le testimonianze raccolte nella photo story restituiscono una realtà chiara: la resistenza antimicrobica non è un problema confinato a un singolo settore o a una singola professione. Pazienti, medici, infermieri, farmacisti, ostetriche, ricercatori, allevatori e autorità sanitarie hanno tutti un ruolo da svolgere.
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