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Pubblicato lo studio I-Com sull’attuazione dei PNRR in ambito digitale

Analizzato il progresso dell'Italia a fronte degli indicatori di connettività, digitalizzazione della pubblica amministrazione, intelligenza artificiale e industria 4.0, capacità digitali, cybersecurity.

Lo studio “Affrontare le sfide della transizione digitale nei Piani nazionali di Ripresa e Resilienza” è stato scritto dall’Istituto per la Competitività I-Com, e fornito dall’Economic Governance and EMU Scrutiny Unit (EGOV) su richiesta della Commissione per i problemi economici e monetari (ECON). Il documento è ora pubblicamente accessibile presso il seguente LINK.

Il paper analizza il pilastro del digitale nel contesto dei vari piani nazionali di ripresa e resilienza degli Stati Membri UE. Gli obiettivi dello studio sono l’identificazione di iniziative chiave, il confronto della distribuzione delle risorse, la valutazione degli attuali livelli di implementazione, e la definizione delle principali sfide al raggiungimento dei risultati generali. Il livello di riforme ed investimenti è stato valutato all’interno di cinque aree principali: connettività, digitalizzazione della pubblica amministrazione, intelligenza artificiale e industria 4.0, capacità digitali, cybersecurity.

L’Italia è uno dei dieci Stati Membri ad aver fornito dati sulle milestones ed i bersagli raggiunti, e risulta essere il paese con la più alta spesa assoluta sugli obiettivi digitali (27 miliardi di €). La sua percentuale di spesa dei fondi PNRR nell’area digitale è del 27%, superiore al requisito minimo (20%) e alla media europea (26%). I paesi con la maggior percentuale di spesa sulla transizione digitale sono l’Austria (53%) e la Germania (50%).

Nell’area della connettività il progresso dell’Italia risulta finora in linea con gli obiettivi prefissati dalle definizioni degli indicatori comuni. Nell’area della digitalizzazione della PA vengono riportati vari investimenti nel campo della salute pubblica, con risultati iniziali identificati come promettenti nell’ambito della formazione di personale sanitario e della telemedicina, da monitorare nel corso del biennio 2023-2024. Vengono riportati anche il progresso in linea con gli obiettivi nell’area dell’intelligenza artificiale e dell’industria 4.0, e i significativi investimenti in ambito di capacità digitali, il cui impatto dovrà essere analizzato in futuro. Per quanto riguarda il settore della cybersecurity, l’Italia deve dimostrare ulteriore progresso riguardo le nuove infrastrutture per allinearsi agli obiettivi dichiarati, ma ci sono indicatori promettenti anche in questo campo.

In generale le sfide nel percorso di digitalizzazione sono ancora numerose ed il progresso in merito richiederà tempo per poter essere valutato accuratamente.

L’area di maggiore debolezza rimangono i progetti transnazionali, i quali dovranno essere espansi e potenziati per poter realizzare pienamente il potenziale dei fondi e dei progetti europei coinvolti, soprattutto in un ambito di inevitabile interconnessione tecnologica.

Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.

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