La Commissione europea ha presentato una proposta di raccomandazione del Consiglio sui controlli della salute cardiovascolare, per sostenere gli Stati membri nell’elaborazione di programmi nazionali basati sulle evidenze scientifiche e adattati ai rispettivi contesti. L’iniziativa rientra nel Piano Safe Hearts, adottato nel dicembre 2025, e punta a rafforzare la prevenzione attraverso l’individuazione precoce dei fattori di rischio.
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte e disabilità nell’Unione europea, provocando circa 1,7 milioni di decessi ogni anno, interessando 62 milioni di persone e comportando costi stimati in 282 miliardi di euro. Meno della metà degli Stati membri dispone tuttavia di controlli della salute cardiovascolare, con approcci significativamente diversi tra i Paesi.
Salute cardiovascolare, controlli raccomandati per fasce d’età
La proposta distingue le indicazioni in base all’età e ai fattori di rischio individuali.
Per le persone di età inferiore ai 35 anni è raccomandato almeno un controllo della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo, con valutazioni personalizzate in presenza di una storia familiare di malattie cardiovascolari premature o morte cardiaca improvvisa.
Per gli adulti tra 35 e 64 anni sono raccomandati controlli sistematici almeno ogni cinque anni, eventualmente più frequenti in presenza di fattori di rischio. Le valutazioni dovrebbero comprendere anche stili di vita, funzionalità respiratoria, salute riproduttiva, mentale e renale, indice di massa corporea, circonferenza vita o rapporto tra vita e altezza, oltre alla storia clinica e familiare.
Per le persone di 65 anni e oltre sono raccomandati controlli ogni tre-cinque anni, eventualmente comprensivi di elettrocardiogramma e controllo del polso per valutare frequenza e ritmo cardiaco. Gli Stati membri potranno adattare le indicazioni per la salute cardiovascolare ai contesti nazionali e regionali, considerando disuguaglianze sanitarie e differenze di genere.
La Commissione sottolinea inoltre l’importanza di una comunicazione chiara e accessibile e di campagne di sensibilizzazione mirate per favorire la partecipazione ai controlli, anche tra i gruppi più marginalizzati, e richiama il ruolo del monitoraggio e dei successivi trattamenti.
La proposta pone particolare attenzione all’accesso equo e inclusivo ai controlli per la salute cardiovascolare, soprattutto per le persone a rischio più elevato e le popolazioni vulnerabili. Suggerisce di offrire controlli nei servizi di assistenza primaria, nelle farmacie e nei centri comunitari, anche attraverso unità mobili in luoghi come mercati e centri commerciali, per raggiungere le aree rurali o meno servite.
Le tecnologie digitali, i dati sanitari e l’intelligenza artificiale possono migliorare la valutazione del rischio e favorire una prevenzione personalizzata nell’ambito della salute cardiovascolare, purché utilizzati sulla base di evidenze scientifiche, con supervisione umana e nel rispetto della normativa europea. Lo Spazio europeo dei dati sanitari sosterrà l’accesso alle informazioni e la continuità assistenziale. La European Cardiovascular Health Data and AI Network (CHAIN), guidata dalla European Society of Cardiology e finanziata con circa 20 milioni di euro da EU4Health, favorirà la condivisione di dati e competenze cardiovascolari.
La proposta si fonda su evidenze dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), sulle raccomandazioni della European Society of Cardiology e sulla guida ai controlli sviluppata dagli Stati membri nell’ambito della Joint Action JACARDI, dedicata alle malattie cardiovascolari e al diabete.
Per sostenere l’attuazione, la Commissione accompagnerà sperimentazioni e introduzione graduale dei controlli, anche attraverso una nuova Joint Action on Lifelong Prevention finanziata da EU4Health. OCSE e OMS forniranno assistenza tecnica con due progetti da 2 milioni di euro ciascuno. È inoltre previsto entro la fine del 2027 il progetto LENSES, finanziato con 1,6 milioni di euro, per rafforzare consapevolezza e alfabetizzazione sanitaria.
L’obiettivo è individuare precocemente i fattori di rischio cardiovascolare e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione, attraverso controlli per la salute cardiovascolare fondati sulle evidenze e adeguati alle esigenze delle popolazioni.
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