La rete europea delle autorità sanitarie regionali e locali (EUREGHA) ha recentemente diffuso il suo nuovo position statement incentrato sull’importanza strategica che l’assistenza sanitaria transfrontaliera riveste per la coesione e la resilienza dei sistemi sanitari nel continente.
Il documento, intitolato “Strengthening Cross-Border Healthcare in European Border Regions: Towards a Competitive, Inclusive, and Resilient Europe“, si inserisce nel dibattito istituzionale avviato in vista della definizione del prossimo Quadro finanziario pluriennale post-2027.
I dati macroeconomici richiamati nel documento di posizionamento ne confermano la rilevanza: le regioni di confine rappresentano circa il 40% del territorio dell’Unione Europea, ospitano il 30% della sua popolazione e generano il 30% del PIL comunitario.
Per tali ragioni, la cooperazione in questo ambito non può essere considerata una questione marginale o di nicchia, bensì una dimensione cardine dell’integrazione e della coesione territoriale. L’obiettivo principale del documento è garantire che la tutela della salute rimanga una priorità trasversale per l’Unione Europea, traducendosi in investimenti concreti capaci di raggiungere i livelli regionali e locali, dove l’impatto dei servizi pubblici si riflette più direttamente sui cittadini, riducendo le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Il documento analizza l’efficacia dei quadri normativi e dei programmi di finanziamento attuali, evidenziando che strumenti come la Direttiva 2011/24/UE sui diritti dei pazienti, i fondi Interreg e la Politica di Coesione offrono importanti basi di partenza, ma il loro impatto reale dipende da un’attuazione su misura e da un maggiore coinvolgimento degli attori locali, inclusi gli ospedali e gli organismi di assicurazione sanitaria.
Un rilievo particolare è attribuito ai Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT), considerati strutture stabili di governance fondamentali per supportare la pianificazione congiunta e la gestione coordinata dei servizi sanitari condivisi.
Tra i casi virtuosi esaminati figurano il progetto ACCESS, l’Ospedale di Cerdanya e le iniziative attivate nell’ambito del GECT GO, tra cui i progetti ITI Salute/Zdravstvo e Salute/Zdravko. Questi ultimi rappresentano un esempio significativo per il contesto italiano, data la diretta cooperazione transfrontaliera che coinvolge i territori di confine tra l’Italia e la Slovenia nel Friuli Venezia Giulia.
Il position statement, inoltre, evidenzia le potenzialità dello strumento dedicato Bridge4EU, utile per supportare le autorità nazionali e regionali nell’identificare e superare gli ostacoli amministrativi e legali che frenano l’erogazione di prestazioni sanitarie fluide tra Stati limitrofi.
SUPERARE LA FRAMMENTAZIONE PER UN’ASSISTENZA SANITARIA TRANSFRONTALIERA SOSTENIBILE
Per consolidare i risultati raggiunti, la rete EUREGHA insiste sulla necessità di abbandonare logiche basate su progetti isolati o frammentati nel tempo, orientandosi verso l’adozione di modelli di cooperazione strutturati, continui e autosufficienti.
Questa transizione richiede non solo un solido impianto di finanziamento a lungo termine nel bilancio post-2027, ma anche un potenziamento delle competenze istituzionali delle singole autorità locali, in modo da personalizzare i servizi in base alle reali caratteristiche geografiche e demografiche dei singoli territori.
Parallelamente, il documento sottolinea l’urgenza di rafforzare la ricerca scientifica e i sistemi di raccolta dati relativi alle prestazioni erogate nelle zone di confine. Disporre di evidenze empiriche più robuste e standardizzate è infatti indispensabile per comprendere a fondo i percorsi terapeutici dei pazienti, monitorare le performance dei servizi e individuare i nodi critici che ancora limitano la mobilità sanitaria.
Attraverso questo documento, EUREGHA rinnova il proprio impegno nel promuovere un approccio fortemente territoriale, che permetta alle singole regioni europee di coordinarsi per offrire risposte di salute efficienti e inclusive.
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