La salute mentale è stata al centro della Conferenza WHO-WONCA 2026, che ha individuato una serie di ambiti prioritari di intervento per rafforzare l’integrazione dei servizi di salute mentale nelle cure primarie.
L’iniziativa, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla World Organization of Family Doctors (WONCA), si è concentrata in particolare sul passaggio dagli impegni politici già esistenti alla loro implementazione concreta nei sistemi sanitari.
Tra gli esiti principali emerge il riconoscimento condiviso della necessità di integrare in modo sistematico la salute mentale all’interno della primary care, superando la tradizionale separazione tra assistenza fisica e psicologica.
In questo contesto, viene ribadito il ruolo strategico dei professionisti delle cure primarie, in particolare dei medici di medicina generale, nella prevenzione, identificazione precoce e gestione dei disturbi mentali, nonché nel coordinamento dei percorsi di cura.
La Conferenza ha inoltre evidenziato l’importanza di adottare modelli di assistenza centrati sulla persona, orientati alla comunità e basati su un approccio lungo tutto l’arco della vita, tenendo conto anche dei determinanti sociali della salute.
Salute mentale nelle cure primarie: azioni e priorità operative
Gli esiti della Conferenza WHO-WONCA delineano alcune priorità operative chiave per rendere effettiva l’integrazione della salute mentale nei sistemi sanitari:
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Riorganizzazione dei modelli di assistenza, con l’inclusione strutturale dei servizi di salute mentale all’interno della primary care.
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Miglioramento dell’accesso ai servizi territoriali e comunitari, per garantire una presa in carico più precoce e vicina ai bisogni delle persone.
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Rafforzamento delle competenze della workforce sanitaria, attraverso percorsi di formazione specifici sulla salute mentale nelle cure primarie.
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Sviluppo di modelli di finanziamento sostenibili, in grado di supportare servizi integrati nel lungo periodo.
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Promozione dell’uso responsabile delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, a supporto della prevenzione e della gestione dei disturbi mentali.
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Miglioramento del coordinamento tra i diversi livelli di assistenza, per assicurare continuità e integrazione nei percorsi di cura.
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Promozione dell’equità nell’accesso ai servizi, con particolare attenzione ai contesti più vulnerabili.
Nel complesso, la Conferenza ha ribadito la centralità della primary care come punto di accesso privilegiato ai servizi di salute mentale e ha posto le basi per un rafforzamento dell’azione a livello globale, orientata a sistemi sanitari più integrati, resilienti ed equi.
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