Il 4 febbraio 2026, la Commissione per le Risorse naturali (NAT) del Comitato europeo delle Regioni (CoR) ha discusso una serie di pareri dedicati al rafforzamento della capacità dell’Unione europea di prevenire, affrontare e gestire crisi di diversa natura, dalle emergenze sanitarie alle interruzioni delle catene di approvvigionamento, fino agli shock geopolitici.
Al centro del dibattito, il ruolo strategico di città e regioni nella preparazione europea, con un richiamo alla necessità di un approccio differenziato e basato sulle specificità territoriali.
Scorte strategiche e sicurezza sanitaria
Nel parere sulla Strategia europea di stoccaggio (EU Stockpiling Strategy), la Commissione NAT sottolinea che la sicurezza dell’approvvigionamento di beni essenziali, inclusi dispositivi medici e contromisure sanitarie, richiede una governance coordinata che coinvolga pienamente le autorità locali e regionali. Città e territori sono infatti i primi a confrontarsi con l’impatto delle crisi e a garantire la continuità dei servizi essenziali.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla Strategia sulle contromisure mediche, evidenziando come la sicurezza sanitaria rappresenti una componente fondamentale della resilienza europea. Poiché in molti Stati membri i sistemi sanitari sono decentralizzati, regioni e città svolgono un ruolo determinante nella gestione ospedaliera, nella logistica, nella comunicazione e nella distribuzione delle contromisure, soprattutto nelle aree vulnerabili e transfrontaliere.
Il parere richiama l’importanza di investimenti strutturali lungo l’intero ciclo di gestione delle crisi, dalla prevenzione alla fase di recupero, nonché di scorte strategiche, appalti congiunti e catene di approvvigionamento diversificate. È inoltre evidenziata la necessità di investire in modo continuativo in ricerca, sistemi digitali, competenze e cooperazione civile-militare, evitando interventi limitati alle sole fasi emergenziali.
I pareri saranno sottoposti all’adozione in plenaria del CoR nel mese di maggio.
Oltre il 2028: un nuovo approccio allo sviluppo rurale
Nel corso della riunione, la Commissione NAT ha inoltre adottato un parere sul futuro dello sviluppo rurale dopo il 2028, chiedendo che esso sia riconosciuto come priorità orizzontale nel prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP).
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