L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) ha rilasciato i risultati della seconda ondata del CARE Survey, condotto nel 2024. Si tratta del più ampio studio a livello UE di questo tipo, che ha raccolto le esperienze di oltre 65.000 persone in tutti i 27 Stati membri. I risultati rivelano come le responsabilità di cura (infanzia e assistenza a lungo termine) rimangano profondamente legate al genere e abbiano conseguenze economiche rilevanti.
Il sondaggio conferma che l’assistenza a lungo termine non è un fenomeno marginale: il 18% delle donne e il 18% degli uomini forniscono assistenza almeno una volta alla settimana. Tuttavia, la simmetria scompare quando si analizza l’intensità del compito: man mano che i bisogni diventano più esigenti (assistenza quotidiana, cure personali, coordinamento dei trattamenti o supervisione costante), le donne hanno molte più probabilità di farsi carico delle responsabilità più pesanti.
I dati evidenziano una massiccia dipendenza dalle reti informali: familiari, amici e vicini rimangono la spina dorsale del supporto. Quasi la metà delle donne (47%) e oltre la metà degli uomini (57%) riceve aiuto non retribuito almeno una volta a settimana. I servizi formali, seppur cruciali, presentano un accesso non uniforme: il 22% degli intervistati segnala bisogni insoddisfatti, indicando come ostacoli principali i costi elevati, la scarsa disponibilità e la qualità. Spesso, dunque, l’assistenza informale non è una scelta volontaria, ma riempie un vuoto strutturale.
Le conseguenze si riflettono pesantemente sulla vita lavorativa: l’assistenza intensiva riduce il tempo a disposizione, interrompe l’occupazione e rimodella le carriere, portando a quella che viene definita “povertà di tempo”. Esiste inoltre un elevato costo umano: chi è impegnato in cure intensive riferisce di sentirsi teso più frequentemente rispetto alla popolazione generale, sottolineando il carico mentale legato a un’assistenza prolungata.
In un contesto di invecchiamento demografico, l’assistenza a lungo termine deve essere riconosciuta come un’infrastruttura critica. Sistemi di cura deboli non solo generano difficoltà sociali, ma erodono la produttività e approfondiscono le disuguaglianze di genere. I risultati del sondaggio supportano gli sforzi congiunti per espandere servizi di alta qualità, rafforzare gli investimenti nell’assistenza formale e promuovere una condivisione più equa delle responsabilità di cura.
Per approfondire è possibile consultare:
- Rapporto integrale: Sharing care, closing gender gaps: CARE Survey 2024
- Comunicato EIGE sugli investimenti nell’assistenza non retribuita
Per maggiori informazioni si prega di consultare il seguente LINK.














