Il rapporto, “Rethink To Rebuild: Towards Rights-Based and Gender-Just Mental Health Systems in Europe”, evidenzia come il genere influenzi profondamente il modo in cui le persone vivono, esprimono e affrontano il disagio psicologico. Questa dimensione resta spesso marginale nelle politiche di salute mentale, benchè dalle condizioni sociali e dai traumi fino all’accesso ai servizi, il genere incide in modo decisivo sugli esiti di salute.
GRUPPI SOCIALI COINVOLTI
Emergono differenze marcate tra gruppi. Le donne sono più esposte ad ansia, depressione e stress, anche a causa del carico di cura non retribuito, della violenza di genere e delle disuguaglianze strutturali. Gli uomini, invece, risentono delle pressioni legate ai modelli dominanti di mascolinità, come la repressione delle emozioni, che possono ostacolare la richiesta di aiuto e favorire consumo di sostanze e suicidio. Si osserva inoltre un aumento del disagio mentale tra uomini anziani e giovani donne. Il rapporto considera anche le esperienze delle donne LBTI+, che affrontano rischi più elevati legati a stigma, discriminazione e violenza.
VIOLENZA DI GENERE E SALUTE MENTALE
Il documento pone al centro i determinanti sociali e strutturali, come violenza e discriminazione. Il legame tra violenza di genere e salute mentale è particolarmente critico: le donne che hanno subito violenza hanno almeno tre volte più probabilità di sviluppare disturbi mentali, mentre chi vive già una condizione di disagio è più esposto al rischio di violenza. Stigma, colpevolizzazione ed esclusione sociale aggravano ulteriormente queste dinamiche, ostacolando l’accesso alle cure e il recupero. Le sopravvissute affrontano spesso anche processi di ri-traumatizzazione nei contatti con istituzioni sanitarie, legali e giudiziarie. Affrontare questi impatti richiede approcci centrati sulle persone e sull’esperienza vissuta, che integrino supporto psicologico accessibile con interventi legali, sanitari e sociali, agendo al contempo sulle cause strutturali e culturali della violenza.
AZIONI DI ADVOCACY
L’obiettivo del rapporto è portare il genere al centro delle politiche europee sulla salute mentale, promuovendo sistemi più equi e inclusivi. Accanto alle criticità, emergono segnali positivi: alcune iniziative europee e numerose realtà della società civile stanno sviluppando servizi innovativi e basati sulla comunità.
Mettere il genere al centro significa, in definitiva, trasformare le strutture che generano disuguaglianze e costruire sistemi di salute mentale più giusti e rispondenti ai bisogni reali delle persone.
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